mercoledì 31 dicembre 2025

Champions: il punto su Napoli e italiane a 2 giornate dalla fine

La fase a gironi della nuova Champions League è ormai agli sgoccioli, con due giornate decisivi per tutte le squadre impegnate in questa prima parte della competizione. Il nuovo formato, che allarga la competizione a 36 squadre, prevede accessi diretti agli ottavi di finale per le prime otto in classifica generale, mentre le formazioni piazzate tra la nona e la ventiquattresima posizione dovranno passare attraverso i playoff previsti nella metà di febbraio. Sono quattro le squadre italiane ancora in corsa: Atalanta, Inter, Juventus e Napoli, ognuna con i suoi obiettivi e le sue sfide in vista delle ultime due giornate.

Atalanta: la miglior italiana punta agli ottavi

Al comando tra le italiane c’è l’Atalanta, che con 13 punti occupa una posizione di rilievo nella classifica generale. Con la quota per la qualificazione fissata intorno ai 16-17 punti, la Dea è ancora in corsa per un accesso diretto agli ottavi: la sfida non è semplice, ma del tutto alla portata. Nel proprio cammino nel “League Phase”, i bergamaschi affronteranno l’Athletic Club di Bilbao tra le mura amiche prima di chiudere la fase a gironi in Belgio contro l’Union Saint-Gilloise. Due gare che potrebbero essere decisive per centrare quel traguardo importante, essendo già al momento la formazione italiana con più chance di passare direttamente al turno successivo.

Inter: serve un’impresa per evitare i playoff

L’Inter segue da vicino, con 12 punti, ma il cammino della squadra guidata da Cristian Chivu appare più complicato. Per conquistare un posto nella top 8, i nerazzurri devono ottenere almeno 4 punti nella doppia sfida che li vedrà affrontare prima in casa l’Arsenal e poi, in trasferta, il Borussia Dortmund. Un percorso non semplice, considerando la qualità degli avversari e la posta in gioco molto alta. L’obiettivo dichiarato rimane comunque ambizioso: evitare i playoff e volare direttamente agli ottavi di Champions.

Juventus: l’asticella è più bassa con vista playoff

Per la Juventus, invece, la qualificazione diretta nella fase successiva appare molto difficile, a meno di clamorosi rovesci di fronte ai prossimi risultati. I bianconeri, attualmente a quota 9 punti, puntano a blindare almeno un posto nei playoff, obiettivo che dovrebbe richiedere tra gli 11 e i 12 punti. A questo fine, serviranno almeno due punti nelle ultime due partite, che vedranno i bianconeri sfidare il Benfica in casa e il Monaco in trasferta.

Napoli: la rincorsa all’ultimo respiro per gli spareggi

Situazione complicata anche per il Napoli di Antonio Conte, che ha raccolto finora 7 punti nelle 6 giornate di League Phase. Per i partenopei è necessario un vero e proprio piccolo miracolo per accedere almeno ai playoff, con un obiettivo di almeno quattro punti nelle ultime due sfide. Gli azzurri saranno prima ospiti del FC Copenhagen e poi giocheranno il match decisivo davanti al proprio pubblico contro il Chelsea. Nonostante la difficoltà del compito, rimane vivo il sogno di proseguire la corsa europea nella stagione 2023/2024.

La situazione nella classifica generale di Champions League

La classifica aggiornata al termine della sesta giornata mostra un panorama competitivo molto equilibrato, con l’Arsenal capolista a quota 18 punti seguito da Bayern Monaco con 15 e Paris Saint-Germain, Manchester City e Atalanta tutti a 13. L’Inter con 12 punti condivide la sesta posizione insieme a Real Madrid, Atlético Madrid e Liverpool, mentre Juventus si colloca a 9 punti, vicino al Marsiglia e a squadre come Galatasaray e Monaco. Il Napoli con 7 punti resta attaccato alle posizioni che garantiscono l’accesso ai playoff, in lotta serrata con FC Copenhagen, Qarabag e altri club.

Classifica aggiornata (punti): Arsenal – 18 Bayern – 15 PSG – 13 Manchester City – 13 Atalanta – 13 Inter – 12 Real Madrid – 12 Atlético Madrid – 12 Liverpool – 12 Dortmund – 11 Tottenham – 11 Newcastle – 10 Chelsea – 10 Sporting – 10 Barcellona – 10 Marsiglia – 9 Juventus – 9 Galatasaray – 9 Monaco – 9 Leverkusen – 9 PSV – 8 Qarabag – 7 Napoli – 7 FC Copenhagen – 7 Benfica – 6 Pafos – 6 Royale Union SG – 6 Athletic Bilbao – 5 Olympiacos – 5 Francoforte – 4 Club Brugge – 4 Bodø/Glimt – 3 Slavia Praga – 3 Ajax – 3 Villarreal – 1 Kairat Almaty – 1

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Gasperini supera Sarri per Raspadori: il Napoli osserva Madrid

È stato uno dei grandi protagonisti dell’estate, ma ora Giacomo Raspadori sembra all’interno di un bivio importante nella sua carriera. L’attaccante italiano, tra i pochi numeri nove puri ancora emergenti in un campionato italiano spesso carente di bomber, è volato all’estero vestendo la maglia di uno dei club più ambiziosi e temuti al mondo: l’Atlético Madrid, guidato da Diego Simeone. Un trasferimento che ha diviso gli animi, con chi lo ha visto come un’occasione persa per la Serie A e chi invece come un’opportunità irripetibile per lo stesso giocatore. Dopo sei mesi, tuttavia, si iniziano a fare i primi bilanci e a ipotizzare scenari diversi, incluso un possibile ritorno in Italia.

Il mercato di gennaio si avvicina rapidamente e il nome di Raspadori sta iniziando a infiammare nuovamente il dibattito tra le principali squadre del nostro campionato, generando un vero e proprio derby mercato tra Roma e Lazio. Sarebbe proprio la Lazio di Maurizio Sarri ad averlo messo inizialmente nel mirino, anche se per ora senza sviluppi concreti. Nel frattempo però, la Roma di Gian Piero Gasperini – alla ricerca di rinforzi di qualità imprescindibili per affrontare la seconda parte della stagione – ha fatto passi avanti più decisi per portare l’attaccante in giallorosso. Le indiscrezioni parlano di una trattativa impostata su un prestito con diritto di riscatto condizionato, modalità accettata dallo stesso club spagnolo con qualche riserva, visto che l’Atlético preferirebbe inserire l’obbligo di riscatto. Il valore dell’operazione si aggira intorno ai 20 milioni di euro. Dal confronto con Diego Simeone emerge che non sussista alcuna rottura o insoddisfazione tra le parti, ma è chiaro a tutti che al momento lo spazio per Raspadori è limitato e simile a quello avuto dal giocatore ai tempi del Napoli.

Analizzando il rendimento di Giacomo Raspadori in questa prima parte di stagione con l’Atlético Madrid, emergono dati interessanti ma non ancora sufficienti a garantire una titolarità indiscussa. Sono quattordici le presenze totali, con due gol segnati: uno in Champions League e un altro nella Coppa del Re. Tuttavia, il numero di apparizioni da titolare è basso, appena quattro, di cui soltanto uno in campionato. Inizialmente Simeone aveva sperimentato Raspadori come esterno offensivo nel suo consolidato 4-4-2, una soluzione tattica che sembrava promettente e che aveva dato segnali positivi anche in Nazionale con Gattuso. Tuttavia, la concorrenza interna è agguerrita: Giuliano Simeone e Nico Gonzalez si sono guadagnati un ruolo di primo piano nello schieramento, relegando Raspadori in una posizione meno rilevante all’interno delle rotazioni offensive, subito alle spalle della coppia titolare composta da Julian Alvarez e Alexander Sorloth.

In questo contesto, la figura di Raspadori fatica a emergere con continuità, con un futuro ancora da definire. L’ipotesi di un ritorno nel campionato italiano, alimentata dalle pressioni di due club storici come Roma e Lazio, potrebbe rappresentare un’occasione per ritrovare ritmo e centralità. Tra gennaio e l’avvio del mercato, la situazione potrebbe evolversi rapidamente, in un confronto aperto che si preannuncia ricco di sorprese e colpi di scena per l’attaccante italiano.

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Inter, da Suning a Oaktree: bilancio vicino al pareggio, Napoli osserva

Focus sul bilancio e mercato dell'Inter

Il confronto tra il Napoli e l'Inter in tema di mercato estivo e situazione finanziaria appare spesso paradossale, soprattutto se si considerano le differenti politiche societarie adottate dai due club. Da un lato, il Napoli ha costruito una solida reputazione negli ultimi anni grazie a un'attenta gestione finanziaria sotto l'era De Laurentiis, che ha permesso al club di accumulare significativi introiti. Dall'altro, l'Inter, nonostante i pesanti investimenti – focalizzandosi in particolare dal periodo Suning in poi – ha speso complessivamente oltre 660 milioni di euro, con un impatto importante sul bilancio societario.

Il periodo più critico per l’Inter coincide con l’emergenza Covid-19, quando i conti nerazzurri hanno subito forti perdite. Nel 2020-21, le perdite hanno superato i 245 milioni di euro, seguite da un altro rosso di 140 milioni nel 2021-22. Queste cifre riflettono una fase complessa, culminata con l’intervento finanziario di Oaktree, che ha concesso un prestito d’emergenza per salvaguardare la società.

Tuttavia, la situazione si è evoluta nel corso delle ultime due stagioni grazie all’ingresso di un fondo di investimento che ha iniettato capitali freschi nell’economia dell’Inter. Questo intervento si è tradotto in dati finanziari molto più confortanti: dopo anni di bilanci in pesante negativo, infatti, il club nerazzurro ha registrato un rosso contenuto di 35 milioni nell’ultima stagione e una previsione di utile pari a 35,4 milioni per il 2024-25.

Proprio questa inversione di tendenza permette all’Inter di muoversi in maniera più libera sul mercato. Il club nerazzurro, infatti, non si trova con il mercato bloccato, perché il «costo del lavoro allargato», un indicatore chiave per la Lega Serie A, è stato reso inferiore alla soglia dello 0,8. Questo risultato è stato raggiunto sia grazie alle performance sportive della scorsa stagione – con la storica finale di Champions League e la partecipazione al Mondiale per Club – sia al supporto finanziario decisivo dell’azionista di riferimento.

Di seguito il dettaglio delle perdite dell’Inter negli ultimi anni, che spiegano il quadro complessivo di investimenti e sofferenze economiche:
2016-17: -24,6 milioni
2017-18: -17,7 milioni
2018-19: -48,4 milioni
2019-20: -102,4 milioni
2020-21: -245,6 milioni
2021-22: -140 milioni
2022-23: -85,8 milioni
2023-24: -35,7 milioni
2024-25: +35,4 milioni (previsione)

Totale complessivo delle perdite nel periodo 2016-2024: -664,2 milioni di euro.

Questi numeri mettono in luce come la politica di investimento nerazzurra sia stata decisamente aggressiva, ma ora, grazie a una gestione più equilibrata e al supporto finanziario, la squadra di Milano può affrontare il mercato senza le vecchie limitazioni. Un chiaro segnale della trasformazione economica in atto, che consente all’Inter di programmare il proprio futuro con maggiore serenità e determinazione.

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Impallomeni: "Roma, occhio a cedere Ferguson a gennaio"

Nel corso del pomeriggio a Maracanà, durante il programma di NEWS Radio, è intervenuto Stefano Impallomeni, giornalista sportivo ed ex calciatore, che ha tracciato un quadro molto chiaro su quello che sta succedendo nella Serie A 2025, uno degli scenari più avvincenti degli ultimi anni.

Allenatori al top del 2025: Conte, Gasperini e Italiano

Secondo Impallomeni, la classifica dei migliori tecnici del campionato italiano vede sul podio Antonio Conte, Gian Piero Gasperini e Vincenzo Italiano. "Conte merita il primo posto perché ha vinto lo Scudetto, portando il Napoli a un riscatto straordinario dopo una stagione deludente. Gasperini si è confermato con autorevolezza a Roma, riuscendo a inserirsi con sensibilità e naturalezza in una piazza molto complicata, dopo i successi a Bergamo. Il suo impatto è stato impressionante. Infine, Italiano sta conducendo un lavoro sorprendente a Bologna, dove è arrivato con scetticismo per dover replicare il percorso di Motta, ma ha spazzato via ogni dubbio vincendo la Coppa Italia e mantenendo alto l’entusiasmo di una piazza così appassionata".

Il podio dei migliori giocatori: McTominay, Svilar e Nico Paz

Parlando dei singoli protagonisti, Impallomeni punta su Scott McTominay come rivelazione assoluta. "Dodici gol e numerosi assist per lui, al primo anno in Serie A è stato un vero crac, il simbolo della cavalcata scudetto del Napoli". Al suo fianco, il portiere Mile Svilar, la stabilità della Roma, una squadra che parte proprio dal suo estremo difensore, il quale sbaglia raramente e rappresenta il 50% della solidità della difesa giallorossa. Il terzo nome è il giovane Nico Paz, componente fondamentale del progetto Como, squadra che con lui ha mostrato grande competitività. "Se il Como è protagonista nel campionato, è anche grazie a un talento tecnico come lui, un valore insostituibile per la sua squadra", sottolinea Impallomeni.

Le tre squadre migliori del campionato

Nel completare il quadro, Impallomeni sceglie Napoli, Inter e Roma come le squadre più rilevanti del 2025. "Il Napoli merita il riconoscimento per aver conquistato lo Scudetto con Conte al timone, capace di invertire la rotta rispetto alla stagione precedente. L’Inter, nonostante non abbia vinto titoli, ha fatto una stagione di grande spessore arrivando in fondo a tutte le competizioni, dimostrandosi una squadra forte e costante. Infine, la Roma si è distinta come la regina per punti nel corso del 2025, confermando la sua solidità e la competitività acquisita sotto la guida di Gasperini".

Situazione Roma e mercato attaccanti: Ferguson sotto la lente

A proposito delle voci di mercato che circolano in casa Roma, Impallomeni ha commentato le recenti dichiarazioni dell’allenatore Gasperini nei confronti di Ferguson, giovane attaccante. "I richiami pubblici di Gasperini sono sempre a fin di bene, con l’obiettivo di stimolare il massimo potenziale dei giocatori. Ferguson sta dando delle risposte importanti, segnando gol e trovando continuità nelle ultime partite. È un calciatore giovane, reduce da un lungo stop, con un futuro davanti a sé molto promettente, ma deve ancora scoprire pienamente le proprie qualità. Prima di pensare a una possibile cessione a gennaio, vale la pena riflettere bene".

Mercato e prospettive: Frattesi e Cancelo tra riflettori e opportunità

Sempre caldi i nomi di Davide Frattesi e Joao Cancelo, entrambi attualmente tra i più richiesti sul mercato. "Frattesi è un centrocampista con un buon bagaglio tecnico e umano. Tuttavia, non sono convinto che possa rivoluzionare gli equilibri di una Juventus al lavoro sotto la guida di Spalletti per costruire qualcosa di significante. Aggiunge qualità, ma non sarebbe un elemento determinante per far decollare il progetto bianconero. Cancelo, invece, se decidesse di tornare, sarebbe uno scenario diverso. È un giocatore straordinario, esperto, che potrebbe dare un contributo notevole all’Inter soprattutto in un momento in cui Dumfries sarà assente. E non è affatto un calciatore in declino".

Lucca e la necessità di cambiare passo

Infine, Impallomeni ha espresso un giudizio critico su Lucca, giovane attaccante che fatica a inserirsi nei meccanismi di una squadra di alto livello. "Non si è mai realmente sintonizzato con le esigenze del gruppo e, in un club importante, serve un approccio diverso. Ogni volta che entra in campo, la sua tensione delude le aspettative. È necessario un cambio di marcia, un’adrenalina differente per potersi impadronire davvero del ruolo da protagonista. Comunque, Manna è stato molto chiaro: il Napoli si farà trovare pronto per intervenire nel mercato".

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Mercato a saldo zero: Manna sul paradosso del Napoli, fiducia alta

Il mercato invernale del Napoli tra vincoli economici e ambizioni

Il Napoli si prepara ad affrontare la sessione di gennaio con un mercato delicato, condizionato dalle restrizioni di bilancio imposte dal sistema attuale che impone un principio di mercato a saldo zero. A fare il punto sulla situazione è Giovanni Manna, direttore sportivo degli azzurri, che ha tracciato un quadro chiaro e senza reticenze in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport.

"Aumentando la rosa è cresciuto il monte stipendi, ma i ricavi sono diversi rispetto ai club del Nord: stadi diversi, patrimoni diversi. Non è una lotta pari: c’è un gap strutturale e storico e questa ricchezza ce la siamo creata", ha spiegato Manna, sottolineando come il calciomercato sia influenzato anche da fattori extratecnici come la diversa dimensione degli impianti e le differenze economiche tra i club del Sud e quelli del Nord Italia. Il dirigente azzurro ha inoltre enfatizzato la cultura del lavoro che contraddistingue l’ambiente partenopeo: "Qui ci sono enorme cultura del lavoro, dedizione e voglia di migliorarsi: ognuno fa più cose per il bene del Napoli".

Il vincolo del saldo zero impone al Napoli di operare con particolare attenzione nel gennaio 2024. "Per inserire un calciatore bisogna fare spazio nella rosa a livello economico", ha precisato il ds, consapevole che, nonostante la solidità societaria e un patrimonio netto positivo, le regole finanziarie rappresentano un ostacolo non indifferente. "Per noi è un paradosso, per il patrimonio netto e la solidità che abbiamo. Il presidente e l’amministratore delegato Chiavelli ci stanno lavorando, siamo fiduciosi: sono loro ad aver portato il club a certi livelli", ha aggiunto Manna, sottolineando il ruolo chiave della governance societaria nella gestione equilibrata delle risorse.

Nonostante i limiti e i paletti imposti dal nuovo contesto finanziario del calcio, il Napoli non intende rinunciare a migliorare la propria squadra. "Non mancheranno comunque gli investimenti", ha assicurato il direttore sportivo, lasciando intendere che qualche operazione in entrata è comunque possibile, soprattutto per rafforzare il reparto offensivo. "Vorremmo premiare il lavoro di Conte e dei giocatori migliorando il livello della squadra", ha dichiarato Manna, parlando apertamente degli obiettivi del club e della volontà di supportare l’allenatore Antonio Conte potenziando la rosa nei reparti chiave.

In particolare, l’attenzione del Napoli sarà focalizzata sul miglioramento del reparto avanzato: "Vorremmo alzare la qualità soprattutto nel reparto offensivo. Stiamo facendo valutazioni", ha concluso il ds, lasciando aperta la porta a possibili trattative future dove, però, sarà indispensabile trovare soluzioni che rispettino l'equilibrio economico e la stabilità finanziaria del club.

Il Napoli si muove quindi tra esigenze di mercato, vincoli finanziari e la volontà di mantenere e migliorare lo status acquisito in questi anni sotto la guida di Conte, con una società consapevole dei propri limiti ma pronta a fare ogni sforzo per restare competitiva.

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Chiesa ammette: non lascia il Liverpool a gennaio, il Napoli spera

Federico Chiesa, classe 1997 e figlio d’arte, ha le idee chiare sul proprio futuro: non intende lasciare il Liverpool nel corso della stagione in corso. Nel corso delle ultime settimane, i rumors di mercato lo hanno visto accostato con insistenza a un ritorno in Serie A, con Napoli, Inter e Juventus come presunti club interessati. Tuttavia, il giocatore non sembra avere fretta di trasferirsi a gennaio e preferisce proseguire la sua esperienza in Premier League, dove sta finalmente trovando spazio significativo.

Il messaggio di Chiesa, arrivato a tutte le parti in causa, è stato ribadito anche in ambiti più intimi: agli amici e conoscenti più stretti, l’esterno offensivo ex Fiorentina spiega di voler completare il suo percorso con i Reds prima di prendere qualsiasi decisione drastica. “Non voglio abbandonare la barca Liverpool a metà del guado” è il refrain con cui il calciatore conferma la volontà di non interrompere prematuramente la sua avventura inglese, definita “un sogno” e un’occasione importante per la sua crescita.

Non è un mistero che l’interesse della Serie A nei confronti di Chiesa sia concreto. La Juventus, squadra con cui ha raggiunto apici importanti prima di trasferirsi nel 2024 al Liverpool, sarebbe il club maggiormente motivato a riportarlo in Italia. In questo senso l’allenatore bianconero, Luciano Spalletti, è un notevole estimatore delle qualità di Chiesa e avrebbe già suggerito il suo nome alla dirigenza come potenziale rinforzo per il reparto offensivo.

Tuttavia, al momento l’ex viola preferisce concentrarsi sul presente da protagonista in Premier League, mettendo davanti a ogni eventuale proposta il desiderio di consolidarsi nel Liverpool di Jürgen Klopp. Le ultime settimane hanno visto infatti un aumento del suo minutaggio, sintomo che il tecnico tedesco gradisce il suo apporto in campo.

Detto ciò, non è escluso che un eventuale ritorno in Italia possa rappresentare una svolta importante anche per la sua carriera internazionale. Chiesa, infatti, potrebbe valutare l’ipotesi di un rientro in Serie A come un modo per rilanciare il proprio ruolo nella Nazionale, soprattutto in vista dei prossimi impegni con gli Azzurri.

Per il momento però la linea di condotta del giocatore è chiara: Federico Chiesa intende proseguire la sua avventura con il Liverpool, sospendendo ogni decisione sul futuro a gennaio e lasciando aperta la porta a possibili sviluppi nelle sessioni di mercato successive. Un segnale netto, che mette in pausa le discussioni e conferma la determinazione del calciatore a completare al meglio la sua esperienza in Premier.

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martedì 30 dicembre 2025

Zazzaroni: Napoli non ha la struttura di Milan, Inter e Juve

Con il girone di ritorno della Serie A ormai alle porte, la lotta Scudetto non è mai stata così avvincente e equilibrata come in questa stagione. Cinque squadre – Inter, Napoli, Milan, Juventus e Roma – si trovano infatti racchiuse in appena quattro punti, alimentando un vero e proprio thriller sportivo che tiene col fiato sospeso tifosi e addetti ai lavori. In questo magma di pronostici e consensi, si sono di recente accese discussioni scaturite dalle parole di Antonio Conte, allenatore del Napoli, che ha focalizzato l’attenzione sul fatto che alcune squadre abbiano «strutturalmente qualcosa in più» rispetto alle rivali.

Proprio sulle dichiarazioni di Conte è intervenuto Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, nel corso del "Numer1 Podcast", offrendo un’interpretazione chiara e senza mezzi termini. «Devo spiegare le parole di Conte, che in realtà ha detto cose quasi banali – ha dichiarato Zazzaroni –. Ha affermato che vincere al Napoli è più difficile rispetto a Torino o Milano. Ricordo però che negli ultimi 80 anni Milan, Inter e Torino hanno conquistato ben 65 titoli su 79 campionati. Considerando anche i cinque scudetti del Torino e tenendo conto di un titolo revocato, questo dato parla da sé».

Il direttore ha inoltre puntualizzato un elemento fondamentale nel dibattito: «È evidente che il Napoli, rispetto a Milan, Inter e Juventus, non possieda la stessa struttura. Non mi riferisco solo alle rose dei giocatori, ma soprattutto all’intera organizzazione societaria e gestionale. Basta guardare come sono costruite queste società per capire le differenze».

Il confronto sul tema della struttura societaria e del potenziale di ogni club si è acceso inevitabilmente anche sulle polemiche nate attorno alle parole di Conte. Zazzaroni ha commentato il silenzio apparente di alcuni, come quello di Chivu, ex calciatore e ora allenatore, noto per il suo approccio pacato. «Preferisco Chivu, che amo incondizionatamente, il quale ha detto: ‘Le parole di Conte non mi interessano’ – ha affermato Zazzaroni – però ha aggiunto che certi discorsi ‘emanano un odore’... e io penso che quello sia proprio l’odore della merda. Tuttavia, noi giornalisti molto spesso ci infiliamo proprio lì dentro anche volentieri».

Insomma, la discussione sulle differenze strutturali tra le società protagoniste della Serie A sembra destinata a infiammare ulteriormente questo campionato intenso, con Napoli, Inter, Milan, Juventus e Roma a contendersi non solo i punti in classifica, ma anche il primato in termini di organizzazione e solidità societaria. Nel frattempo, il percorso delle cinque squadre continua a regalare emozioni e colpi di scena, mentre la caccia al titolo entra nella sua fase più calda e decisiva.

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Calciomercato 30 dicembre: trattative, retroscena e Napoli news

Il calciomercato di gennaio si accende progressivamente con notizie, trattative e aggiornamenti che coinvolgono diversi protagonisti della Serie A. Tra addii possibili, rinnovi intricati e giovani talenti emergenti, analizziamo le situazioni più significative della giornata.

Tommaso Baldanzi, classe 2001 e fantasista ex Empoli, resta uno dei focus principali del mercato in uscita dalla Roma. Il giovane talento è ambito da più squadre in lotta per la salvezza; in particolare, l'Hellas Verona aveva già mostrato interesse intenso nella scorsa estate, ma l’affare non si è concretizzato per le resistenze giallorosse. La Roma infatti non faciliterà la cessione di Baldanzi finché non inserirà in rosa un nuovo elemento offensivo di valore, con nomi come Zirkzee e Raspadori sul taccuino societario, anche se al momento non vicini alla firma. Oltre all’Hellas, Parma e Genoa stanno seguendo il giocatore da vicino, proprio quest’ultimo club potrebbe rilanciare in virtù della presenza in panchina di Daniele De Rossi, che aveva voluto proprio Baldanzi in passato. Anche il Pisa ha sondato il terreno, ma resta una pista meno percorribile.

Sul fronte Juventus, la linea è puntata su un innesto a centrocampo che possa offrire qualità e quantità. Il nome caldo è ancora quello di Davide Frattesi, che potrebbe lasciare l’Inter per trovare più spazio in bianconero. La trattativa sembra aver subito una svolta: secondo fonti qualificate, l’Inter avrebbe aperto alla possibilità di un prestito oneroso intorno ai 4 milioni con obbligo di riscatto legato probabilmente alla qualificazione Champions. Frattesi, miglior marcatore di Spalletti ai tempi del Napoli, rappresenterebbe un rinforzo decisivo. Il tecnico juventino cerca anche un regista puro, con i profili di Bernabé (Parma), Schlager (Lipsia, in scadenza) e Quentin Timber (Feyenoord) in valutazione.

Tra i giovani talenti più chiacchierati emersi in Serie A e non solo, spicca in Montenegro il 16enne Matija Rakcevic, che milita nel Buducnost Podgorica. Il centrocampista box-to-box, già aggregato alla prima squadra e all’Under 17 montenegrina, ha attirato l’attenzione di almeno tre club italiani: Atalanta, Parma e Fiorentina. Le società sono pronte a seguirlo da vicino, con l’obbiettivo di allearsi eventualmente a gennaio per portarlo in Italia nella prossima estate. Il percorso di Rakcevic ricorda quello di Vasilije Adzic, anch’egli parametro tecnico e fisico simile e attualmente sotto contratto con la Juventus. Proprio per Adzic, 2006 e firma fino al 2029, si profila un prestito per garantirgli un minutaggio più consistente dopo che sotto la gestione Spalletti le apparizioni sono state limitate.

Il caso più delicato in casa bianconera grava sul futuro di Kenan Yildiz. Il talentuoso classe 2005, ormai icona di un progetto tecnico e mediatico juventino, mette sul piatto della trattativa un elemento imprescindibile: l’ambizione della squadra. Secondo il Corriere dello Sport, Yildiz considera la maglia numero 10 una responsabilità che vuol vivere solo in un contesto da scudetto e da protagonista europeo, sognando un percorso che ricordi Alessandro Del Piero, suo idolo. Le trattative per il rinnovo del contratto, in scadenza nel 2029, sono pronte a riprendere con famiglia, legale e società per allargare la durata. Sul piano economico, la distanza tra la proposta juventina (intorno ai 4,5 milioni netti a stagione con bonus) e l’aspettativa vicina ai 6 milioni netti, paragonabile ad altri top come Jonathan David, rimane aperta ma negoziabile. Sul campo, Spalletti considera Yildiz un punto fermo, elogiando la sua leadership e i cinque gol stagionali. Tuttavia le offerte estere, da Liverpool, Arsenal, Chelsea e Real Madrid, continuano a insidiare la trattativa.

Un altro dossier caldo riguarda il rinnovo di Mike Maignan col Milan. Il portiere francese è uno degli uomini chiave di Stefano Pioli, ma il suo contratto scade a giugno e la società ha ufficialmente richiesto un incontro con il procuratore Jonathan Kebe per discutere la proposta di rinnovo. La proposta rossonera prevede un contratto fino al 2029, con opzione per il 2030, e un ingaggio base di 5,5 milioni netti annui, con bonus che possono spingere la cifra fino a 7 milioni. L’accordo, simile a quello di Rafael Leao, potrebbe contare anche sull’ottimo rapporto personale e professionale con Allegri e lo staff tecnico.

Infine, un interessante aggiornamento riguarda il centrocampista scozzese Scott McTominay, fresco protagonista nella sua stagione migliore al Napoli. Sotto la guida di Antonio Conte, McTominay ha trovato un ruolo da leader, calibrato su libertà di azione e intensità, che gli ha permesso di diventare uno dei pilastri della squadra campione d’Italia e di vincere il premio di Giocatore dell’Anno della Serie A. Secondo notizie recenti, il Manchester United sta monitorando con interesse la sua situazione, insieme a Tottenham, Arsenal e Newcastle. Tuttavia, il club azzurro non intende privarsi del centrocampista e impernia il suo no su offerte considerate irrisorie: per lasciarlo partire si pretende una cifra intorno ai 70-80 milioni. A gennaio, dunque, la permanenza appare quasi certa, con eventuali valutazioni rinviate all’estate.

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Spagna conferma: Mastantuono resta, Real chiude col Napoli

Nel recente fermento di mercato, il nome di Franco Mastantuono, talento argentino di appena 19 anni, è tornato al centro dell’attenzione in Europa. Il Napoli, alla ricerca di rinforzi giovani e di qualità per il proprio centrocampo offensivo, ha manifestato un concreto interesse per il giocatore in forza al Real Madrid. Il club partenopeo, allenato da Antonio Conte, ha valutato la possibilità di assicurarsi il trequartista con la formula del prestito, soprattutto dopo le difficoltà riscontrate nel tentativo di acquisire Mainoo. Tuttavia, la risposta del Real Madrid non ha lasciato spazio a interpretazioni: il club spagnolo non intende cedere il giovane.

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo Marca, il Napoli ha chiesto informazioni sulle condizioni per un eventuale trasferimento temporaneo di Mastantuono, con l’obiettivo di garantirgli una maggiore continuità e più minuti in campo. La risposta del Real Madrid è stata immediata e perentoria: nessuna intenzione di privarsi del classe 2007, considerato un elemento fondamentale per il presente e soprattutto per il futuro della società. I dirigenti blancos hanno ribadito la loro volontà di mantenere il giovane argentino all’interno della rosa, puntando su di lui come pilastro di lungo termine.

Il Real Madrid ripone una fiducia completa in Mastantuono, la cui prima stagione in Liga ha suscitato grandi aspettative. Sebbene il suo impatto fosse stato promettente, un infortunio all’inguine occorso nei primi giorni di novembre ha rallentato la sua progressione. Un ostacolo che si aggiunge alla naturale fase di adattamento al calcio europeo, dopo un percorso svolto interamente nel River Plate, club argentino che lo ha lanciato nel grande calcio. Le smentite arrivate in questi giorni confermano che anche Xabi Alonso, tecnico del Real Madrid Castilla, considera Mastantuono un elemento essenziale del progetto tecnico, destinato a una crescita graduale e controllata tra le fila dei blancos.

Da quando è arrivato al Real Madrid, il giovane trequartista ha collezionato 14 presenze ufficiali, firmando un gol e un assist nell’attuale stagione, segno della sua capacità di inserirsi nel gioco offensivo della squadra. A testimonianza delle sue qualità e del suo potenziale, Mastantuono è finito nel radar di Lionel Scaloni, allenatore della nazionale argentina, in vista delle prossime convocazioni per il Mondiale 2026.

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Ballotta su Meret: "Mai accettato a Napoli, ma superiore a Milinkovic"

Il duello tra Vanja Milinkovic-Savic e Alex Meret è destinato a rimanere al centro dell’attenzione nel Napoli, soprattutto ora che l’estremo difensore serbo ha preso confidenza con la porta partenopea, dimostrando di poter essere un valido sostituto per il compagno italiano, fermato da un problema fisico. Un confronto importante, che rappresenta un vero e proprio enigma per la squadra di Antonio Conte, tra esigenze tecniche e ambientali. A fare il punto sulla situazione ci ha pensato Marco Ballotta, ex portiere di grande esperienza e oggi allenatore, intervenuto ai microfoni di 1 Station Radio.

Ballotta ha infatti evidenziato come la vicenda del dualismo in porta in casa Napoli sia stata sin da subito delicata: “La situazione di Meret a Napoli è sempre stata complicata. Il portiere italiano non è mai stato pienamente accettato dalla piazza partenopea, nonostante abbia dimostrato sul campo le sue qualità tecniche e abbia contribuito alla conquista di due scudetti. Tecnicamente, Meret è superiore a Milinkovic-Savic, ma Antonio Conte ha una visione diversa. Nel corso delle stagioni si sono sempre avuti dubbi e discussioni intorno a Meret, in qualche modo mai accolto al cento per cento. A me dispiace, perché Meret è un portiere che apprezzo molto”, ha spiegato l’ex numero uno.

L’allenatore ha poi chiarito i motivi che hanno portato Conte a preferire il serbo: “Sono due profili completamente diversi. Conte ha scelto Milinkovic-Savic anche in funzione del suo contributo con i piedi e della capacità di rilanciare lungo. Questo tipo di gioco consente al Napoli di creare immediatamente situazioni offensive, evitando il gioco dal basso. Molte squadre in Serie A e in Europa adottano questa soluzione per favorire il rapido sviluppo dell’azione e cercare l’uno contro uno nell’attacco. Si tratta quindi di una scelta tecnica ben precisa. Tuttavia, penso che per Meret sia ormai arrivato il momento di cambiare aria, perché non essere mai pienamente accettato da una tifoseria così esigente può influire negativamente anche a livello mentale.”

Sul confronto diretto tra i due portieri, Ballotta ha offerto una valutazione equilibrata, sottolineando la differenza di rendimento stagionale e le caratteristiche tecniche: “Chi è superiore? Dipende dal momento. Milinkovic-Savic ha disputato un campionato importante la scorsa stagione e ora sta confermando il suo valore, compresa la capacità di parare rigori, anche se il discorso dei penalty è a parte. Tecnicamente, come portiere puro, trovo più completo Meret. Ma nel calcio moderno non basta solo la tecnica tra i pali, perché il ruolo del portiere ha richiesto un’evoluzione significativa nelle dinamiche di squadra. Conte vede Milinkovic-Savic come la soluzione più adatta per il suo progetto, e credo che la scelta in favore del serbo sia ormai definitiva.”

Il confronto tra Milinkovic-Savic e Meret dunque non è solo una questione di abilità tra i pali, ma rispecchia diverse filosofie di gioco e scelte strategiche dell’allenatore Antonio Conte. Nel Napoli, squadra che punta con decisione a confermarsi protagonista della Serie A, la posta in palio è alta. Resta da vedere come evolverà il ruolo del portiere con il passare delle partite e se per Meret si apriranno nuove opportunità altrove, alla ricerca di un ambiente che possa valorizzare appieno il suo talento.

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Hojlund show nel Napoli: "Conte allenatore incredibile, si dice sì"

Rasmus Hojlund, il gioiello danese che sta illuminando il Napoli, si racconta in una intervista esclusiva a Sports Illustrated. Classe 2003, l'attaccante è diventato immediatamente uno degli uomini simbolo della squadra allenata da Antonio Conte, apprendendo rapidamente i segreti di un gioco ad alti livelli e rivelando tutta la sua ambizione e la voglia di crescere.

"Sono davvero molto felice finora e mi sto godendo tutto", confessa Hojlund, che con la sua freschezza e determinazione ha conquistato tifosi e compagni. Il giovane danese non nasconde la propria ammirazione per i suoi idoli e il percorso che lo ha portato a Napoli: "Non voglio essere troppo espansivo, anche perché sono ancora piuttosto giovane e a volte posso essere un po’ impertinente. In realtà ho una maglia di Romelu Lukaku a casa, perché ho sempre amato questa squadra. Ovviamente voglio giocare, ma voglio anche imparare da lui".

Il trasferimento da Manchester United a Napoli è stato gestito con trasparenza e chiarezza da entrambe le parti. Hojlund racconta: "Lo United è stato piuttosto chiaro: non facevo parte dei piani per questa stagione. E il Napoli ha visto un’opportunità. Appena ho sentito il loro interesse, ho fatto capire subito al mio entourage che volevo solo venire qui. Ho parlato con l’allenatore, con il direttore sportivo e anche con alcuni compagni. È stato tutto molto chiaro". Queste parole traducono perfettamente la determinazione con cui il danese ha scelto di sposare un progetto ambizioso, guidato da Conte, un tecnico che lo ha convinto fin da subito.

Non manca l'apprezzamento per l’allenatore leccese, un punto fermo per la crescita di Hojlund: "Conte? È un allenatore incredibile. Ha dimostrato il suo valore ovunque sia stato. Quando ti chiama, devi solo dire sì". Un elogio che sottolinea la qualità dell’allenatore e l’impatto positivo sul giovane talento.

Sul rapporto con Romelu Lukaku, il danese si mostra entusiasta e rispettoso: "Romelu è una persona fantastica. Non lo conoscevo bene prima. Ho parlato con lui in campo e ho persino una sua maglia a casa. È un idolo per me. Ovviamente voglio giocare, ci sarà competizione, ma voglio imparare da lui perché può darmi tantissimo". In questo dualismo-sfida si nasconde un'occasione unica per Hojlund di affinare le proprie qualità accanto a un campione di livello internazionale.

Infine, sul fronte ispirazioni, Hojlund non nasconde di guardare ai grandi del calcio moderno e non solo: "Lukaku è sicuramente uno di quelli a cui mi ispiro. Cristiano Ronaldo è il mio idolo più grande non tanto per lo stile di gioco, ma per la mentalità e la fame di gol che lo contraddistinguono. E poi c’è Lewandowski: movimenti incredibili, può fare tutto".

Un ritratto di un ragazzo giovane ma con la testa già adulta, consapevole delle sfide che lo attendono e determinato a imporsi nella massima serie. Rasmus Hojlund si candida a essere una delle rivelazioni più luminose del campionato di Serie A, un attaccante in rampa di lancio che vuole lasciare il segno con la maglia del Napoli sotto la guida sapiente di Antonio Conte.

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Siviero: "Con Spalletti Juve trasformata, cresce Yildiz e Zhegrova"

La Juventus di Luciano Spalletti ha trovato nuova linfa e identità. Da quando il tecnico toscano ha preso in mano la squadra a fine ottobre, lasciando il posto a Igor Tudor, i bianconeri hanno mostrato una trasformazione netta. A tracciare un quadro chiaro sull'impatto dell'ex Napoli sulla Vecchia Signora è Francesco Siviero, ex difensore e amico di Spalletti, intervistato da un portale specializzato.

«Da quando è arrivato, onestamente, è un'altra Juventus», racconta Siviero. «I primi segnali di cambiamento si sono intravisti nella trasferta di Firenze, dove la squadra ha ottenuto un pareggio che, per come si sono messe le cose, poteva essere considerato quasi un successo. Quel match ha evidenziato un atteggiamento diverso, anche se è stato condizionato da un rigore negato e da un gol sbagliato da Vlahovic. Da quel momento in poi, tranne la sconfitta subita a Napoli, sono arrivati solo risultati positivi».

Secondo l’ex difensore la Juventus che Spalletti sta costruendo si basa su undici titolari fissi, con l’unica grande variabile rappresentata dal ruolo di centravanti. Questo ha portato a un equilibrio e una solidità che mancavano nelle settimane precedenti il suo arrivo.

Un cambio che si percepisce anche a livello individuale. Siviero sottolinea quanto il lavoro di Spalletti abbia influenzato la crescita tecnica e mentale di diversi singoli. «Yildiz e Zhegrova stanno vivendo una grande progressione», spiega. «Parliamo di due giocatori di qualità tecnica indiscutibile che stanno facendo la differenza. In particolare, ho notato Zhegrova più aggressivo e con una maggiore attenzione al lavoro difensivo, un aspetto spesso sottovalutato ma fondamentale nell’idea di calcio di Spalletti».

Prosegue: «Non so se la squadra giochi un calcio bello o meno, ma questa Juve è molto ‘spallettiana’. Fondamentalmente si riconosce la sua mano attraverso l’organizzazione e la mentalità. E, soprattutto, Spalletti è un tecnico ossessionato dai dettagli e dal miglioramento continuo dei suoi giocatori». Siviero aggiunge che, almeno per ora, non sono arrivate richieste specifiche di rinforzi da parte dell’allenatore e che il suo modus operandi sembra più indirizzato a valorizzare al massimo le risorse già a disposizione.

Infine, l’attenzione si sposta sulle ambizioni di alta classifica dei bianconeri. «Parlare di scudetto al momento è prematuro», avverte Siviero. «L’unico modo perché questa Juventus possa puntare al titolo è attraverso l’acquisto di un attaccante capace di fare la differenza. Spalletti ha preso una squadra fuori dalla zona Champions e l’ha riportata in quelle posizioni di classifica, segno che il lavoro sta funzionando. Prima di lui, gli allenatori avevano difficoltà a dare un’identità precisa alla squadra, che cambiava interpreti da partita a partita senza avere certezze. Adesso il vento è cambiato, c’è più sicurezza e un’organizzazione difensiva decisamente migliore».

In sintesi, con Luciano Spalletti in panchina Juventus appare un gruppo più solido, strutturato e con una guida capace di infondere una chiara idea di gioco. Il futuro della stagione, però, potrebbe dipendere dalla capacità della società bianconera di rinforzare ulteriormente la rosa, in particolare nel reparto offensivo.

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Lazio, Castellanos verso la cessione: Sarri cerca punta stile Mertens come al Napoli

La sessione di calciomercato invernale della Lazio si apre in maniera prudente e accorta, con la dirigenza biancoceleste pronta a rispettare una linea molto precisa dettata dal presidente Claudio Lotito: prima vendere, poi eventualmente investire. Questo orientamento, ribadito con fermezza nelle ultime settimane, condiziona pesantemente le strategie di mercato della squadra capitolina e rischia di rendere la finestra di gennaio piuttosto statica, con poche operazioni concrete e numeri a bilancio praticamente in pareggio.

Al centro del dibattito ci sono soprattutto due calciatori in uscita, che potrebbero rappresentare la chiave per sbloccare eventuali nuovi innesti. Il primo è Taty Castellanos, attaccante sudamericano che ha attirato attenzioni dal Brasile, in particolare dal Flamengo, ma per il quale al momento non è arrivata alcuna proposta ufficiale. La Lazio, infatti, continua a mantenere alta la richiesta: 35 milioni di euro, un prezzo che rappresenta una barriera non facilmente superabile soprattutto per le società sudamericane. Questo eleva le difficoltà nel concretizzare la cessione in tempi brevi.

Il secondo nome che potrebbe lasciare Roma è quello di Nuno Tavares, terzino portoghese finito nel mirino dell’Al-Ittihad. A differenza dell’interesse per Castellanos, che vede coinvolti i club, la trattativa per Tavares si sta muovendo solo attraverso contatti con il giocatore. Tuttavia, la dirigenza biancoceleste non intende abbassare il prezzo: servono almeno 15 milioni di euro, soprattutto se si considera che il 35% della cifra andrà riconosciuto all’Arsenal, club proprietario del suo cartellino.

Dal punto di vista tecnico, non è più un mistero il rapporto complicato tra Maurizio Sarri e l’attaccante Castellanos. L’allenatore biancoceleste sogna un profilo offensivo più fluido e capace di muoversi in modo dinamico, alla stregua di un Dries Mertens, e non un centravanti più statico. Nella lista desideri di Sarri, spiccano giocatori come Giacomo Raspadori o Ruben Loftus-Cheek, ma entrambi sono quasi inarrivabili per motivi economici. Lo scorso estate era stato sognato un colpo importante come quello di Mikel Oyarzabal della Real Sociedad, valutato però intorno ai 40 milioni di euro, cifra non sostenibile dalla Lazio in quel momento.

Restano altresì alcune suggestioni dal mercato: il nome di Lorenzo Insigne non è mai stato completamente accantonato e l’attaccante campano è in attesa di sviluppi concreti, mentre dall’Atalanta il direttore sportivo Angelo Fabiani spinge per il giovane Daniel Maldini. Proposte e ipotesi che però rimangono congelate finché non arriveranno cessioni importanti. Senza questa condizione, i movimenti della Lazio nel mercato di gennaio continueranno ad essere limitati e caratterizzati da un equilibrio di bilancio rigoroso.

In definitiva, la Lazio approccia il mercato invernale con cautela, ponendo come priorità il riequilibrio delle uscite prima di programmare investimenti significativi sul fronte rinforzi. Una strategia che potrebbe pesare sull’immediato futuro della squadra, ma che rispecchia la prudenza richiesta dalla società per garantire stabilità economica.

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Zola su Scudetto Serie A: Inter più forte, ma punta sul Napoli

A pochi giorni dal giro di boa della Serie A, con la classifica ancora tutta da decifrare e una lotta serrata in ogni zona del campionato, è arrivata l’analisi di Gianfranco Zola, ex attaccante di grande spessore e oggi vice presidente della Lega Pro. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Zola ha voluto esprimere il suo punto di vista sull’andamento della stagione, soffermandosi in particolare sulle principali forze in corsa.

Partendo dal Napoli, quali sono le sue impressioni?

“Lo Scudetto e la Supercoppa sono simboli della grandezza che il Napoli ha conquistato nel tempo – ha sottolineato Zola – Questo progetto è solido e viene da lontano, con quindici anni di investimenti significativi e mirati da parte di Aurelio De Laurentiis. Il club partenopeo ha costruito qualcosa di importante, che va ben oltre i successi sul campo”.

Guardando all’anno 2026, chi vede favorito nella lotta per il titolo?

“La squadra più forte, anche se di poco, a mio avviso è l’Inter – ha rivelato l’ex campione – Detto questo, con un pizzico di romanticismo, dico Napoli per il valore affettivo e quello che ha rappresentato nella mia carriera. Tuttavia, l’Inter ha uomini di altissimo livello in ogni reparto, una squadra costruita con ambizione internazionale, che si è dimostrata molto coraggiosa nel puntare su profili come quello di Chivu. Non si può non riconoscere il lavoro di Marotta e Ausilio, premiati per questa visione lungimirante. È stato un vero rischio, che però sta pagando.”

E il Milan, che ruolo può giocare quest’anno nella corsa scudetto?

“Non avrei mai osato immaginare che potesse competere così da vicino per il titolo – ha ammesso Zola – Il merito è in gran parte di Massimiliano Allegri, un allenatore che fa la differenza sotto ogni punto di vista. Allegri ha la capacità di assorbire le difficoltà e trasformarle in soluzioni, portando esperienza e personalità in una società con una storia di grande rilievo. Sono certo che resisterà alle pressioni e non mollerà di un centimetro.”

In questa prima parte di stagione, dunque, la Serie A sta confermando il suo tradizionale equilibrio, tra squadre ben costruite e allenatori di caratura internazionale. La sfida scudetto si prospetta ancora incerta, con Inter e Napoli appena avanti, ma un Milan pronto a inserirsi prepotentemente. L’analisi di Zola evidenzia con lucidità come il campionato stia vivendo una fase di grande competitività, frutto di scelte coraggiose e ambizioni alte.

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lunedì 29 dicembre 2025

Serie A 17^ giornata: risultati, tabellini e pagelle Napoli inclusi

Probabili formazioni e risultati 17^ giornata Serie A

Il weekend della 17^ giornata di Serie A ha regalato diverse emozioni e risultati significativi, in un campionato sempre più avvincente. Di seguito il resoconto completo con tabellini, marcatori e formazioni aggiornate.

Parma-Fiorentina 1-0

Decide la sfida tra Parma e Fiorentina il gol di Sorensen al 48', che consente al Parma di ottenere una vittoria preziosa. I ducali schierati con un 4-3-3: Corvi tra i pali; difesa con Britschigi, Circati, Valenti e Valeri; a centrocampo Bernabé, Sorensen e Keita, con un reparto offensivo composto da Ondrejka, Benedyczak e Pellegrino. Risponde la Fiorentina con un 4-4-2: De Gea in porta, difesa a quattro con Dodò, Viti, Comuzzo e Pongracic; a centrocampo Parisi, Mandragora, Fagioli e Ndour; in attacco Gudmundsson e Kean. Allenano rispettivamente Cuesta e Vanoli.

Torino-Cagliari 1-2

Il Cagliari espugna il campo del Torino con un risultato di 2-1. I granata passano in vantaggio al 28' con Vlasic, ma i sardi ribaltano grazie alle reti di Prati al 45' e Kilicsoy al 66'. Torino in campo con 3-5-2: Paleari estremo difensore; difesa a tre con Tameze, Maripan e Ismajli; centrocampo folto con Pedersen, Asllani, Gineitis, Lazaro e Vlasic; in attacco Adams e Simeone. Cagliari risponde sempre con un 3-5-2: Caprile in porta; retroguardia composta da Zappa, Luperto e Deiola; Palestra, Adopo, Mazzitelli, Prati e Idrissi a centrocampo; Gaetano e Kilicsoy in avanti. Guide le squadre Pisacane e Baroni.

Lecce-Como 0-3

Travolgente Como in casa del Lecce: vittoria per 3-0 con gol di Paz, Ramon e Douvikas. Il Lecce si presenta con un 4-3-3: Falcone tra i pali; linee di difesa formate da Veiga, Siebert, Tiago Gabriel e Gallo; centrocampo con Kaba, Ramadani e Maleh; reparto offensivo composto da Pierotti, Stulic e Sottil. Il Como, allenato da Fabregas, schiera il 4-2-3-1 con Butez in porta; difesa a quattro con Smolcic (poi van der Brempt), Ramon, Diego Carlos e Moreno; centrocampo formato da Da Cunha e Perrone; il trio di trequartisti Vojvoda, Paz e Rodriguez davanti a Douvikas.

Udinese-Lazio 1-1

Partita combattuta tra Udinese e Lazio che termina 1-1 con gol nel finale di Vecino al minuto 80 per i biancocelesti e pareggio di Davis nei minuti di recupero. Udinese in campo con un 3-5-2: Padelli in porta; difesa a tre composta da Kristensen, Kabasele e Solet; centrocampo articolato con Zanoli, Piotrowski, Karlstrom, Ekkelenkamp e Bertola; duo offensivo Zaniolo e Davis. Lazio risponde con un 4-3-3 guidato da Provedel; linea difensiva con Marusic, Gila, Romagnoli e Pellegrini; centrocampo con Belahyane, Cataldi e Vecino; attacco formato da Cancellieri, Noslin e Zaccagni.

Pisa-Juventus 0-2

Continua il momento positivo della Juventus, vittoriosa sul campo del Pisa con un netto 2-0 grazie alle reti di Kalulu e Yildiz. Pisa schierato con il classico 3-5-2: Semper in porta; difesa formata da Canestrelli, Caracciolo e Calabresi; centrocampo con Touré, Leris, Aebischer, Vural e Angori; in avanti Moreo e Tramoni. La Juventus risponde con un 3-4-2-1: Di Gregorio tra i pali; Kalulu, Bremer e Kelly in difesa; Cambiaso, Thuram, Locatelli e McKennie a centrocampo; Yildiz e Koopmeiners dietro l'unica punta Openda. Allenatori Gilardino e Spalletti.

Milan-Hellas Verona 3-0

Il Milan domina contro l’Hellas Verona, ottenendo un 3-0 con Pulisic e la doppietta di Nkunku. Milan schierato con il 3-5-2: Maignan portiere; Tomori, De Winter e Pavlovic in difesa; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Modric, Rabiot e Bartesaghi a centrocampo; Nkunku e Pulisic in avanti. Verona risponde con un 3-5-2: Montipò a difendere i pali; linea retrostante composta da Nunez, Nelsson e Bella-Kotchap; centrocampo folto con Oyegoke, Niasse, Al-Musrati, Bernede e Bradaric; attacco con Giovane e Mosquera.

Cremonese-Napoli 0-2

Il Napoli conferma la propria forza imponendosi sul campo della Cremonese per 2-0. Protagonista assoluto Hojlund, autore di una doppietta nei minuti 13 e 45. La Cremonese con 3-5-2: Audero in porta; Terracciano, Baschirotto e Bianchetti in difesa; Barbieri, Payero, Grassi, Zerbin e Pezzella a centrocampo; Sanabria e Vardy in attacco. La squadra di Antonio Conte si presenta con un 3-4-3: Milinkovic-Savic tra i pali; Di Lorenzo, Rrahmani e Juan Jesus in difesa; Politano, Lobotka, McTominay e Spinazzola a centrocampo; Neres, Hojlund ed Elmas in attacco. Una prova convincente che evidenzia la determinazione del Napoli sotto la guida di Conte.

Bologna-Sassuolo 1-1

Pareggio combattuto tra Bologna e Sassuolo con Fabbian che porta in vantaggio i rossoblù al 47', poi raggiunti da Muharemovic al 63' per i neroverdi. Bologna in campo con un 4-2-3-1: Ravaglia in porta; Zortea, Lucumì, Vitik e Miranda in difesa; Moro e Pobega a centrocampo; Orsolini, Fabbian, Rowe e Dallinga a supporto dell’attaccante. Sassuolo risponde con un 4-3-3: Muric tra i pali; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic e Candé in difesa; Thorstvedt, Matic e Koné a centrocampo; Volpato, Pinamonti e Laurienté a comporre il tridente offensivo.

Atalanta-Inter 0-1

Decide la partita Lautaro Martinez al 65' che regala la vittoria all’Inter sul campo dell’Atalanta. I bergamaschi si schierano con un 3-4-2-1: Carnesecchi tra i pali; difesa a tre con Djimsiti, Hien e Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Ederson e Zalewski a centrocampo; trequartisti De Ketelaere e Pasalic alle spalle dell’attaccante Scamacca. Inter risponde con un 3-5-2: Sommer portiere; Bisseck, Akanji e Bastoni in difesa; Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Zielinski e Dimarco a centrocampo; Thuram e Lautaro in attacco.

Roma-Genoa 3-1

La Roma si impone con autorità sul Genoa con un netto 3-1, firmato da Soulé, Koné e Ferguson, mentre per gli ospiti accorcia Ekhator. I giallorossi schierano il 3-4-2-1: Svilar in porta; Mancini, Ziolkowski e Hermoso in difesa; Celik, Cristante, Koné e Wesley a centrocampo; l’attacco è affidato a Soulé, Dybala e Ferguson. Genoa risponde con un 3-5-2: Sommariva in porta; Otoa, Ostigard e J. Vasquez in difesa; Norton-Cuffy, Malinovskyi, Frendrup, Ellertsson e Aaron Martin a centrocampo; Vitinha ed Ekuban nel reparto offensivo.

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Calciomercato 29 dicembre: ultime su Napoli, trattative e retroscena

Il calciomercato si anima con numerose trattative e novità importanti che stanno caratterizzando questa fase di stagione. Tra rinnovi, possibili partenze e nuovi arrivi, ecco il quadro completo delle principali notizie di mercato, tutte da seguire da vicino.

Juventus in pressing per il futuro di Kenan Yildiz. La dirigenza bianconera ha accelerato per blindare il giovane talento turco Kenan Yildiz, cercando di allontanare le molte attenzioni delle big europee sul centrocampista classe 2005. Dopo una prima offerta da 4,5 milioni di euro più bonus, la Juventus sarebbe pronta a salire fino a 6 milioni per il suo cartellino, inserendo anche un possibile prolungamento contrattuale fino al 2031. L’obiettivo è rendere Yildiz uno dei calciatori più pagati della rosa, dimostrando fiducia nel suo potenziale e il desiderio di puntare su di lui a lungo termine.

Non solo Yildiz: resta molto movimentato anche il fronte Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo, ancora out per infortunio e previsto in campo solo dalla seconda metà di febbraio, ha risvegliato l’interesse di club europei prestigiosi. In particolare, il Barcellona ha avviato un primo contatto per sondare la disponibilità della Juventus, con un possibile assalto già a gennaio per ingaggiare l’ex Fiorentina. Per i blaugrana, Vlahovic rappresenterebbe l’alternativa a Robert Lewandowski, il cui contratto è in scadenza a giugno e che ha attirato attenzioni anche dal Milan.

Napoli: la situazione di Lorenzo Lucca. Il giovane centravanti Lorenzo Lucca, acquistato la scorsa estate per una cifra complessiva di 35 milioni di euro, sta vivendo una stagione complicata che lo ha portato lontano dalla Nazionale italiana. Con Antonio Conte preferibile a Rasmus Hojlund, Lucca è rimasto nel ruolo di seconda scelta e la sua crescita è stata limitata da poche occasioni in campo. Di conseguenza, un trasferimento a gennaio sembra ormai imprescindibile per il classe 2003, che deve evitare altri mesi da comprimario e sperare di riconquistare spazio e fiducia per ritornare ad essere un profilo importante anche per la nazionale. La trattativa con l'Udinese, club di provenienza, ha preso forma attraverso un prestito oneroso da circa 9 milioni più obbligo di riscatto a 26, una modalità che il Napoli vorrebbe replicare per la cessione.

Como guarda con ambizione al mercato internazionale. In chiave Serie B, il Como sta sorprendendo per prestazioni e strategia. Dopo la vittoria contro il Lecce, la squadra guidata da Cesc Fabregas si posiziona nei quartieri alti della classifica e punta a un piazzamento europeo. Per rafforzare ulteriormente la rosa, la società piemontese sta esplorando il mercato internazionale e, secondo fonti qualificate, l’interesse si è acceso per il giovane esterno sinistro brasiliano Kaiki Bruno, classe 2003, in forza al Cruzeiro. Per il momento si tratta di un semplice sondaggio ma la prospettiva è di un possibile tentativo di acquisto nella finestra di mercato di gennaio.

Genoa in cerca di un portiere di livello: Mattia Perin il primo candidato. Il club ligure ha individuato nel portiere bianconero Mattia Perin il profilo ideale per il rilancio nella seconda parte di stagione. Tuttavia, la trattativa si presenta complessa. Perin, che è sotto contratto con la Juventus fino al 2027 e percepisce uno stipendio netto superiore a 1,5 milioni annui, rappresenta un investimento significativo per il Genoa, che dovrà mettere sul piatto un’offerta economica adeguata. Inoltre, la Juventus deve trovare un giocatore affidabile da schierare come secondo portiere, condizione imprescindibile per liberare Perin. I negoziati proseguono, ma a oggi la chiusura non è imminente.

Fiorentina pronta a rivoluzionarsi con l’arrivo di Fabio Paratici. La squadra viola attraversa una fase difficile, essendo ultima in classifica in Serie A e reduce da una sconfitta nell’importante scontro salvezza contro il Parma. L’imminente ingresso in dirigenza di Fabio Paratici coincide con la volontà di dare una scossa all’intero ambiente, provando a invertire il trend negativo. Già circolano i primi nomi per il mercato di riparazione: in difesa interessa Rodrigo Becao del Fenerbahce e Diego Coppola, reduce da un’esperienza in Inghilterra con il Brighton senza molte luci. Per migliorare la qualità a centrocampo e in particolare sulla trequarti, il profilo più caldo resta Lazar Samardzic, poco utilizzato dall’Atalanta e corteggiato da diverse società.


Altre notizie dal panorama internazionale:

Flamengo blinda Filipe Luís. Il club brasiliano ha ufficializzato il rinnovo del contratto con l’allenatore fino a dicembre 2027, chiudendo così mesi di trattative. José Boto, direttore esecutivo, ha sottolineato come l’accordo sia frutto di una volontà condivisa e di una formula sostenibile per un progetto ambizioso.

Nizza cambia allenatore. Dopo l’addio di Franck Haise e i suoi collaboratori, il club francese ha richiamato Claude Puel, che torna sulla panchina del Nizza con la missione di rilanciare la squadra nella seconda parte di stagione. Puel, fermo da quattro anni, conosce bene l’ambiente avendo guidato il club dal 2012 al 2016.

Caen caccia Maxime d’Ornano, Puel successore è Gael Clichy. In Francia, la squadra normanna ha deciso di sollevare dall’incarico l’allenatore in carica dopo mesi difficili culminati con l’eliminazione in Coppa di Francia contro l’ambiziosa ma modesta formazione di Bayeux. A raccogliere la sua eredità sarà l’ex Manchester City Gael Clichy, che affronta la sua prima esperienza da allenatore professionista.

Alvaro Fernandez saluta Siviglia per il Deportivo La Coruña. Il portiere spagnolo classe 1998, arrivato quest’anno a Nervión ma mai pienamente protagonista, ha rescisso anticipatamente il contratto. Si trasferisce così come svincolato al Deportivo La Coruña firmando fino al 2027, riconciliandosi con il tecnico Antonio Hidalgo, che lo stimava già ai tempi dell’Huesca.

Eintracht Francoforte ingaggia Younes Ebnoutalib. Il club tedesco ha annunciato l’acquisto del ventiduenne bomber classe 2001 dall’Elversberg, squadra di Serie B germanica. Ebnoutalib, nato a Francoforte da famiglia marocchina, compie così il salto in Bundesliga dopo un tentativo infruttuoso in Italia durante il suo percorso giovanile.

Antoine Semenyo verso il Manchester City. L’ala 25enne del Bournemouth è vicinissima al trasferimento all’Etihad con un accordo ormai definito tra il calciatore e Pep Guardiola. Il City sta trattando la clausola rescissoria da 65 milioni di sterline con il club inglese e punta a chiudere l’operazione in vista della riapertura ufficiale del mercato il 1° gennaio. Nonostante l’interesse di Liverpool, Manchester United e Tottenham, al momento il City sembra in netto vantaggio.

Bournemouth punta Brennan Johnson. Per sostituire l’uscita probabilmente di Semenyo, la società inglese sta sondando il terreno per l’ala del Tottenham classe 2001. Sul giocatore è vivo anche l’interesse del Crystal Palace, ma il tecnico Spurs Thomas Frank ha sottolineato quanto Johnson sia considerato importante per la rosa, pur consapevole delle difficoltà di garantire ampio minutaggio a tutti.

Barcellona e Ter Stegen: possibile addio con destinazione Girona. Il portiere tedesco da tempo cerca spazio e minuti per rilanciare le proprie ambizioni internazionali in vista dei Mondiali. Michel, allenatore del Girona, ha aperto alla possibilità di un arrivo in prestito per sei mesi con l’obiettivo di regalare al club un portiere di assoluto livello.

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Napoli-Lazio, 45mila tifosi previsti per la grande sfida

È tempo di un appuntamento cruciale per Maurizio Sarri e la sua Lazio, che dopo aver archiviato il pareggio, accompagnato da alcune polemiche, contro l'Udinese, si prepara a vivere un match dal peso specifico enorme in chiave classifica. Domenica 4 gennaio, alle ore 12:30, l’Olimpico sarà teatro di un vero e proprio big match: i biancocelesti affronteranno il Napoli, campione d’Italia in carica, in una sfida valida per la diciottesima giornata di Serie A.

Una partita che promette spettacolo e alta tensione, con in palio tre punti fondamentali per gli obiettivi di entrambe le squadre. La Lazio, reduce dal difficile confronto contro i friulani che non ha fruttato la vittoria, punta a riscattarsi davanti al proprio pubblico, consapevole di dover capitalizzare ogni occasione per non perdere terreno in classifica.

Il sostegno dei tifosi biancocelesti sarà un fattore decisivo. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Tempo, la vendita dei biglietti procede spedita: già 7mila tagliandi acquistati, a cui si aggiunge il numero consistente degli abbonati stagionali. Nel complesso, sono attesi oltre 45mila spettatori dentro lo stadio Olimpico. Da segnalare, tuttavia, una limitazione importante: ai tifosi residenti nella regione Campania non sarà consentito l’accesso, in ottemperanza alle disposizioni in vigore per motivi di ordine pubblico.

Lazio-Napoli rappresenta quindi uno snodo fondamentale di questa prima parte di stagione e offrirà ad entrambe le squadre l'opportunità di consolidare la propria posizione in classifica, oltre che di misurarsi con avversari di altissimo livello. Sarri si affiderà alla qualità e all’esperienza dei suoi uomini per reggere l’urto dei campioni d’Italia e provare a tornare da questo impegno con un risultato utile massimo.

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Conte-Napoli, nuove polemiche: opinioni a confronto sul caso

NEWS Radio

Le parole di Antonio Conte continuano a far discutere nello scenario della Serie A. L’allenatore salentino, intervistato nell’ultimo periodo, ha lanciato una provocazione chiara: il Napoli, pur avendo un organico di valore e una rosa competitiva, non può ancora considerarsi tra le grandi della Serie A e per questo non può comandare il campionato. Una dichiarazione che ha suscitato reazioni e dibattiti accesi tra gli esperti di calcio sulle frequenze di NEWS Radio.

Stefano Impallomeni prende le difese di Conte, evidenziando come dietro questo tipo di esternazioni si cela una precisa strategia tecnica e psicologica. "Conte è forte, è strategia questa. Però sono dalla parte di Conte. Ci crede davvero che Inter, Juve e Milan siano più forti. È strategia fino a un certo punto. Inter e Milan forse hanno qualcosa in più", ammette l’ex centrocampista, sottolineando come la dominanza delle storiche big sia ancora presente, anche se il Napoli è ormai una realtà consolidata.

Luca Calamai, invece, va oltre, definendo l’approccio di Conte da "furbacchione" che sa dosare le parole come parte integrante del suo lavoro. "Non è importante solo la partita ma tutto il contorno. A Napoli c’è pressione e lui l’ha allentata dal primo giorno, scaricandola su Inter e Milan. Ha paura che la squadra resti bruciata e lo fa con furbizia", spiega Calamai, sottolineando come Conte voglia preservare mentalmente i suoi giocatori da eventuali eccessi di tensione.

Più incisivo è il giudizio di Enzo Bucchioni, che definisce Conte un maestro della comunicazione e della gestione emotiva del gruppo. "È una strategia, Conte è questo. Si traveste da agnello ma dentro è un leone. Si maschera per proteggere la squadra dalle pressioni, ma dentro lo spogliatoio carica tutti con queste cose. È una comunicazione che ha lui. È un maestro in questo", puntualizza il giornalista, evidenziando come i discorsi pubblici di Conte siano pensati per tenere alta la concentrazione e la competitività senza aumentare la pressione esterna.

Contrapposto a queste interpretazioni si colloca Massimo Orlando, che esprime qualche perplessità in più sul modo di comunicare del tecnico nerazzurro: "Conte tutti lo adoriamo, anche quando va davanti ai microfoni, questa è strategia pura però. Chi gli crede più a certe uscite? Come fai a dire che sono tre squadre più forti del Napoli? Non puoi sempre mettere le mani avanti. Il Napoli è costruito per lo Scudetto". Orlando richiama l’attenzione sulla qualità ormai indiscutibile del Napoli, lasciando intuire che forse una maggiore fiducia e ambizione più esplicita da parte della squadra e del suo allenatore potrebbero fare la differenza in una lotta scudetto molto serrata.

Infine, Antonio Di Gennaro ripercorre il percorso recente del Napoli, che negli ultimi anni ha saputo affermarsi come un punto di riferimento nel calcio italiano e internazionale. "Ha fatto una cosa straordinaria lo scorso anno, ma su tre anni ha vinto due Scudetti, sono 15 anni che vanno in Europa. La rosa è importante, ora sono tra le big. È una strategia quella che attua, il Napoli è forte. Hanno speso 85 giocatori per tre giocatori, chi può permetterselo in Serie A? Quindi come fare a dire certe cose?", conclude, rimarcando il valore economico e sportivo del club partenopeo che conferma la sua crescita esponenziale nello scacchiere italiano.

In sintesi, le dichiarazioni di Antonio Conte rappresentano una mossa tattica nel grande gioco psicologico del campionato di Serie A. Resta alla luce il fatto che le squadre-chiave come Inter, Juventus e Milan sono ancora considerate da molti come favorite, ma la crescita esponenziale del Napoli lo rende un protagonista assoluto e un vero candidato per la vittoria dello Scudetto. Mentre la lotta si fa sempre più intensa, le parole dell’allenatore nerazzurro aggiungono un ulteriore livello di tensione e suspense in vista delle prossime giornate di campionato.

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Chivu contro Conte: dall'episodio a Parma al big match Napoli

Nel clima sempre più rovente della Serie A, la tensione tra Inter e Napoli si riflette anche nei botta e risposta tra allenatori. Cristian Chivu, tecnico nerazzurro, non si è lasciato scalfire dalle provocazioni di Antonio Conte, e ha risposto con fermezza, nelle dichiarazioni post vittoria contro l’Atalanta: “Non mi interessa quello che dice”. Con una freddezza che richiama i tempi in cui era un solido difensore dell’Inter, Chivu ha scelto di non cadere nella trappola mediatica e di evitare di alimentare ulteriori polemiche. “Non voglio mescolare il calcio con cose che lasciano odore”, ha aggiunto, alludendo indirettamente a quei retropensieri e sospetti che spesso animano le discussioni calcistiche più accese.

Il rapporto tra i due tecnici, tuttavia, ha radici che risalgono a molto prima di questo campionato. Da giocatori, i loro incontri si contano sulle dita di una mano: Conte ha vissuto la gioia della vittoria con l’Italia contro la Romania a Euro 2000, mentre Chivu è ricordato per il significativo 4-0 della Roma alla Juventus nella Serie A 2003/2004. Ma è sul campo da allenatori che il confronto si è fatto decisamente più acceso.

L’episodio più emblematico risale a maggio dello scorso anno, quando Parma e Napoli si affrontarono al Tardini in una sfida decisiva per lo scudetto. Dopo che il Napoli ottenne un pareggio complicato, Conte esplose contro la panchina avversaria, ma non tanto contro Chivu quanto contro il suo vice Antonio Gagliardi, ex collaboratore dello stesso Conte, con cui i rapporti erano rimasti buoni. Le parole furono durissime: “Non vedevi l’ora, non vedevi l’ora! Sei un pezzo di merda, dopo ti vengo a prendere”. Espulsi entrambi, i tecnici dovettero seguire l’ultima giornata dalla tribuna, lasciando in sospeso la tensione tra le due panchine.

La prima sfida di questa stagione ha visto nuovamente i due protagonisti confrontarsi. Al Maradona, l’Inter ha incassato una sconfitta per 3-1 in un match segnato da disorientamento e difficoltà per i nerazzurri, che non sono riusciti a leggere in modo efficiente il gioco proposto dall’avversario. Anche in questa occasione, però, le scintille non sono scattate direttamente tra Conte e Chivu, bensì tra il tecnico nerazzurro e il suo attaccante Lautaro Martinez, evocando antichi dissapori. Nel post partita, il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha sollevato critiche contro la direzione arbitrale, ricevendo una pronta risposta dall’ex calciatore: “Non ho bisogno che i miei presidenti facciano i papà. Così sminuisce anche il suo tecnico”. Anche in questa circostanza, Chivu ha preferito non alimentare ulteriormente la polemica, evitando risposte dirette.

L'“odore” evocato da Chivu nelle sue ultime dichiarazioni sembra un chiaro richiamo a quelle tensioni pregresse, in particolare riferendosi ai “retropensieri” che furono al centro delle proteste di Conte durante lo scorso campionato, specie in relazione a episodi VAR giudicati ingiusti o discutibili dalla panchina nerazzurra. Uno scenario di sospetti e tensioni che sembra preparare il terreno per il prossimo incontro cruciale tra Inter e Napoli, previsto per l’11 gennaio al Meazza, un match che potrebbe essere decisivo nella corsa scudetto e che promette di essere carico di emozioni e battaglie tattiche.

Nel frattempo, Chivu continua a mantenere il proprio approccio pacato ma determinato, deciso a difendere i colori dell’Inter con la stessa determinazione di quando scendeva in campo come calciatore. Le schermaglie mediatiche con Conte sono solo un’ulteriore prova che il grande duello per il titolo di Serie A non si gioca solo sul prato verde, ma anche a colpi di dichiarazioni e strategie psicologiche.

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David Neres e Huijsen: perché hanno sempre gli occhi socchiusi?

David Neres, esterno offensivo del Napoli, è uno dei protagonisti più brillanti di questo avvio di stagione. Spesso i tifosi e gli addetti ai lavori si sono chiesti perché il brasiliano sembri giocare con gli occhi semichiusi, addirittura anche nei momenti di esultanza, quasi come se fosse stanco o distante. La verità, però, scava oltre questo fraintendimento: Neres convive da sempre con una condizione congenita chiamata ptosi palpebrale, che provoca l’abbassamento della palpebra superiore.

Questa peculiarità fisica crea un effetto visivo evidente, che tuttavia nulla ha a che vedere con la sua preparazione atletica o con l’intensità che riesce a mettere in campo. La ptosi palpebrale, infatti, è dovuta a un funzionamento parziale del muscolo che solleva la palpebra e può portare a un parziale oscuramento dell’occhio. Nel caso di Neres, questa disfunzione non interferisce minimamente con la sua visione: la palpebra non copre mai la pupilla, garantendo così una vista normale e una percezione ottimale di spazi, movimenti e traiettorie in campo.

Dal punto di vista clinico e sportivo, questa condizione non comporta alcuna limitazione funzionale: l’atleta riesce a giocare ai massimi livelli, mantenendo una performance eccellente. È interessante notare come il corpo, nel tempo, si adatti fenomenalmente: Neres, come spesso accade a chi ha ptosi, assume spontaneamente piccoli accorgimenti posturali, come un leggero sollevamento del mento o un’inclinazione della testa, che gli permettono di ottimizzare la propria visione senza incidere sul gioco o sulla velocità di reazione.

Il caso di Neres non è isolato nel panorama calcistico: un altro giovane talento, Dean Huijsen, difensore centrale attualmente in forza al Real Madrid e in passato nelle giovanili di Roma e Juventus, presenta la stessa condizione congenita. La presenza di più calciatori professionisti con ptosi palpebrale dimostra chiaramente come si tratti di una caratteristica fisica e non di un ostacolo tecnico o prestazionale.

In conclusione, la ptosi palpebrale di David Neres non è da leggere come segnale di debolezza o affaticamento, bensì come un tratto somatico che non compromette la qualità né la quantità della sua performance sul terreno di gioco. Un dettaglio che aggiunge unicità al suo talento, confermandolo come una delle stelle più luminose del Napoli e della Serie A nella stagione in corso.

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Bagarre in Serie A, Zazzaroni: "Inter e Napoli hanno il vantaggio"

Altissima tensione in Serie A: quattro squadre raccolte in appena quattro punti, con la possibilità che diventino cinque se la Roma dovesse imporsi nel posticipo di stasera contro il Genoa. Un campionato più aperto e incerto che mai, come sottolinea con precisione e competenza il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, nel suo editoriale dedicato alla 17^ giornata. “Si fa sempre più interessante”, esordisce, indicando la classifica cortissima che vede Inter a quota 36 punti, il Milan a 35, il Napoli a 34, la Juventus a 32 e la Roma a 30, quest’ultima però con una partita in meno.

Rispondendo alla domanda di un tifoso sul possibile vincitore dello scudetto a maggio, l’allenatore partenopeo Antonio Conte, con la sua tipica schiettezza e realismo, ha risposto senza fronzoli: “’Un si vince un cazzo”. Una frase che traduce l’idea di un campionato ancora tutto da decidere, dove nessuno può permettersi passi falsi.

Il focus si sposta verso le squadre favorite per la corsa al titolo. Il Napoli, fresco della vittoria a Cremona, ha mostrato una prestazione solida e convincente: grande protagonista è stato l’attaccante Hojlund, brillantemente supportato da un McTominay straordinario nel cuore del centrocampo. Nel frattempo, l’Inter ha faticato un po’ di più nello scontro diretto a Bergamo, pur mantenendo il predominio sul gioco per buona parte della gara e confermandosi come una macchina da gol con Lautaro Martinez autore ancora una volta di un poker di reti.

Zazzaroni sottolinea come i nuovi acquisti – Hojlund e Neres per il Napoli, e Lautaro accanto a Thuram, Bonny e Pio per l’Inter – rappresentino un’importante differenza rispetto a Milan e Juventus, due squadre che faticano a trovare alternative altrettanto incisive. Queste differenze hanno un peso significativo nella corsa al vertice e condizionano le strategie di mercato delle due compagini milanesi e dei bianconeri.

Proprio su Juventus e Milan si concentra anche l’analisi finale sull’importanza dei rinforzi in attacco da qui a gennaio. Per avvicinarsi alle prime due della scorsa stagione, Allegri e Spalletti dovranno necessariamente puntare su innesti di qualità che diano nuove soluzioni offensive. Nel caso della Juve, il dubbio resta intorno all’arrivo di un centravanti che garantisca almeno una doppia cifra in termini di gol, mentre per il Milan, a detta di Zazzaroni, bisognerà valutare con attenzione il possibile coinvolgimento di Füllkrug, il centravanti consegnato da Tare a Max Allegri.

La Serie A del 2023 continua quindi a offrire un ritmo vertiginoso e una competizione mai così serrata, con un equilibrio che si spezza e si ricompone di giornata in giornata. Il confronto diretto tra Inter, Milan, Napoli e Juventus potrebbe rivelarsi decisivo nel prossimo futuro e, come sottolineato da Conte, a trionfare sarà solo chi saprà dimostrare maggiore concrezione sul campo.

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domenica 28 dicembre 2025

Serie A 17ª giornata NEWS : Dybala falso nove, assente Hermoso, Napoli in attesa

Serie A, 17ª giornata: i risultati e le formazioni

In attesa di Roma-Genoa, gara in programma lunedì 29 dicembre alle 20.45, il diciassettesimo turno di Serie A ha regalato tante emozioni e risultati sorprendenti, con formazioni che hanno saputo lottare su ogni metro del campo. Ecco gli aggiornamenti dettagliati dai campi con le probabili formazioni, i marcatori e i protagonisti delle singole partite, raccolti direttamente dai nostri inviati.

Parma-Fiorentina 1-0

Nel match tra Parma e Fiorentina, gara equilibrata decisa da un lampo del danese Sørensen che al 48' regala la vittoria ai ducali. Il Parma di Cuesta si schiera con un 4-3-3: Corvi in porta, in difesa Britschigi, Circati, Valenti e Valeri. A centrocampo spazio a Bernabé, Sørensen e Keita, mentre il tridente offensivo è composto da Ondrejka, Benedyczak e Pellegrino.

La Fiorentina allenata da Vanoli risponde col 4-4-2, schierando De Gea tra i pali, difesa con Dodò, Viti, Comuzzo e Pongracic. A centrocampo Parisi, Mandragora, Fagioli e Ndour supportano l’attacco formato da Gudmundsson e Kean.

Torino-Cagliari 1-2

Gara spettacolare al Grande Torino dove il Cagliari di Pisacane espugna il campo granata. I padroni di casa trovano il vantaggio con Vlasic al 28’, ma la squadra sarda risponde nel finale di primo tempo con Prati, pareggiando prima dell’intervallo. Nella ripresa, Kilicsoy segna il gol decisivo al 66’. Baroni conferma un 3-5-2 per il Torino, mentre Pisacane schiera un modulo speculare per il Cagliari con Caprile tra i pali e attacco affidato a Gaetano e Kilicsoy.

Lecce-Como 0-3

Travolgente successo esterno del Como di Fabregas che domina il Lecce di Di Francesco. I lombardi passano al 20’ con Paz, poi dilagano nella ripresa con i sigilli di Ramon al 66’ e Douvikas al 75’. Lecce schierato con un 4-3-3, mentre Como risponde con un 4-2-3-1 ricco di qualità in mediana e nel reparto offensivo.

Udinese-Lazio 1-1

Partita intensa tra Udinese e Lazio, terminata con un equilibrio che rispecchia le rispettive prestazioni. A sbloccare il match è Vecino al minuto 80 per i biancocelesti, ma nei minuti di recupero Davis trova il gol del pareggio per l’Udinese. Runjaic conferma il 3-5-2 mentre Sarri risponde con un 4-3-3 fatto di esperienza e gamba su tutto il campo.

Pisa-Juventus 0-2

La Juventus si impone a Pisa grazie alla rete siglata da Kalulu al 73’ e al raddoppio di Yildiz al 91’. La formazione di Spalletti si presenta col consueto 3-4-2-1, mentre il Pisa cerca di opporsi con un 3-5-2 molto dinamico. La Juve incassa così tre punti preziosi in chiave classifica.

Milan-Hellas Verona 3-0

Ritorno al successo per il Milan di Allegri che supera l’Hellas Verona grazie a una doppietta di Nkunku, autore anche della realizzazione su rigore al 48’, e al gol di Pulisic nel primo tempo di recupero. I rossoneri giocano un 3-5-2 di grande qualità tecnico-tattica, mentre il Verona di Zanetti fatica a contenere le iniziative degli avversari.

Cremonese-Napoli 0-2

Successo importante per il Napoli allenato da Antonio Conte che espugna Cremona con una doppietta del giovane Hojlund, già protagonista al 13’ e di nuovo al 45’. La squadra partenopea si conferma in crescita, proponendo un modulo a tre dietro e tridente offensivo con Hojlund, Neres ed Elmas. La Cremonese di Nicola non riesce a trovare contromisure efficaci fino al triplice fischio.

Bologna-Sassuolo 1-1

Un punto a testa tra Bologna e Sassuolo in una partita sempre equilibrata. Fabbian apre le marcature per i rossoblù subito dopo l’intervallo, mentre al 63’ Muharemovic ristabilisce la parità per i neroverdi. Italiano si affida a un 4-2-3-1, mentre Grosso schiera un 4-3-3 con un mix di gioventù e esperienza.

Atalanta-Inter 0-1

Decide una rete di Lautaro Martinez al 65’ la sfida di Bergamo tra Atalanta e Inter. I nerazzurri di Chivu si impongono con grande solidità difensiva e capacità di gestione del gioco, mentre l’Atalanta di Palladino resta a secco nonostante una volontà evidente di attaccare. Moduli speculari con Atalanta schierata a trazione offensiva e Inter pronta a colpire in contropiede.

Il prossimo turno vedrà la capolista Roma ospitare il Genoa in un incontro che potrebbe rilanciare i giallorossi nella lotta per la zona alta della classifica. Entrambe le formazioni hanno già pubblicato le liste dei convocati anticipate dai rispettivi allenatori: Gasperini alla guida della Roma e l’ex Daniele De Rossi su quella del Genoa.

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Chivu risponde a Conte dopo Marotta: sfida su Napoli e Inter

La tensione attorno alla Serie A sale anche fuori dal campo, con un botta e risposta non convenzionale che coinvolge figure di primo piano del calcio italiano. Dopo le recenti dichiarazioni di Antonio Conte, tecnico del Napoli, a rilanciare il confronto ci ha pensato Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, al termine dell’impegnativa partita contro l’Atalanta.

Nel prepartita era stato Giuseppe Marotta, direttore sportivo nerazzurro, a punzecchiare indirettamente Conte. Ai microfoni aveva dichiarato: "In un clima festivo come quello del Natale non voglio entrare in polemica. Dico che Conte è un bravo allenatore ma anche un abile comunicatore, capace di distrarre l’attenzione e la tensione. Il Napoli è nettamente favorito, perché è il campione uscente e ha investito molto, garantendo continuità tecnica importante."

La replica del tecnico rumeno non si è fatta attendere. Intervenuto a DAZN a fine Atalanta-Inter, Chivu ha affermato con fermezza: "A me quello che dice Conte non interessa." Parole nette, che arrivano dopo le dichiarazioni dello stesso Conte rilasciate nel pomeriggio, in cui il tecnico partenopeo aveva sottolineato il divario strutturale che, a suo avviso, ancora separa la sua squadra dalle big del campionato: "Perché il Napoli non è pronto a comandare? È un percorso appena iniziato, a livello di struttura non siamo ancora sul livello di Juventus, Milan e Inter. Per struttura intendo monte ingaggi e valore patrimoniale. Ogni volta che una squadra diversa da queste tre vince, ha fatto qualcosa di straordinario. Questa differenza si cerca di colmarla sul campo, ma la realtà è che sono squadre diverse."

In conferenza stampa, Chivu ha ribadito il concetto con coerenza: "In TV ho detto chiaramente che quello che dice Conte non m’interessa. Chi vuole montare polemiche può farlo, ma l’obiettivo dell’Inter è lavorare senza distrazioni e rimanere competitivi sotto tutti i punti di vista."

La querelle si inserisce in un contesto di crescente rivalità tra squadre di alta classifica, con il Napoli guidato da Conte che si conferma una delle protagoniste più attese della stagione, mentre l’Inter cerca la sua rivincita con una squadra in fase di consolidamento sotto la guida di Chivu. Gli scambi a distanza tra i protagonisti accendono una lotta per lo scudetto che si preannuncia ancora più avvincente nel prosieguo del campionato, tra tattiche, strategie e anche qualche frecciata.

La Serie A torna dunque ad essere teatro non solo di sfide tecniche, ma anche di duelli verbali tra allenatori e dirigenti, che contribuiscono a creare un clima carico di suspense in vista delle prossime giornate. Il dialogo a distanza tra Conte, Chivu e Marotta dimostra come la competizione si giochi anche fuori dal rettangolo verde, con ogni parola che può influenzare l’umore e la determinazione delle squadre coinvolte nella corsa tricolore.

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Conte elogia Lobotka: il Napoli ha un centrocampista top in forma

Il tecnico del Napoli, Antonio Conte, ha tracciato un bilancio della situazione infortuni in casa azzurra nel corso della conferenza stampa post vittoria contro la Cremonese. Un incontro che ha permesso al mister di soffermarsi su alcuni calciatori chiave e sulle sfide che attendono la squadra in un calendario fitto di impegni.

Partendo da Lobotka, Conte ha voluto chiarire il ruolo e l’importanza del centrocampista slovacco all’interno della squadra: “Lobotka è un giocatore che non ha bisogno di presentazioni, sia per qualità tecniche sia per il suo valore umano. Storicamente abituato a giocare da playmaker con un modulo a quattro difensori nel 4-3-3, ora si trova a gestire un ruolo diverso, affiancato da McTominay. Su quest’ultimo ho sentito molte critiche iniziali, ma sta dimostrando di essere straordinario in questa posizione. Sta esprimendo il suo miglior calcio proprio nelle sue caratteristiche di qualità nella costruzione del gioco, forza nell’interdizione, e capacità di inserirsi in area di rigore: un vero e proprio centrocampista box to box”.

Conte ha poi proseguito sottolineando come la squadra, nonostante l’infermeria affollata, stia trovando soluzioni efficaci: “In assenza di pedine importanti, siamo riusciti a mettere in campo risposte valide. È un lavoro costante, dove i giocatori si ritrovano e si adattano a nuove situazioni”.

Il tecnico ha quindi ribadito il valore di alcune alternative: “Quando disponi di Lobotka e Scott al centrocampo, la situazione è diversa. Ma nei momenti di difficoltà abbiamo potuto contare su Elmas, che si è adeguato bene alle nuove esigenze tattiche. Ora però dobbiamo guardare avanti: il 2024 sarà un anno intenso, con tante partite ravvicinate. Gilmour è fermo per un’operazione da recuperare, Anguissa dovrebbe tornare disponibile verso fine mese. Situazioni critiche sono quelle di Lukaku e De Bruyne, con tempi di recupero incerti, e questo è motivo reale di preoccupazione per me”.

Il mister ha infine affrontato il tema del lotto degli infortunati e della gestione prudente dei giocatori in vista degli impegni serrati: “Per esempio, Spinazzola ha chiesto il cambio durante la gara per un leggero affaticamento. Prenderci rischi ora non avrebbe senso, specialmente con un periodo così cruciale alle porte. Fortunatamente dietro di lui c’è un calciatore importante come Gutierrez pronto a subentrare”.

Il commento di Antonio Conte disegna dunque un quadro chiaro e concreto della rosa azzurra, che, pur alle prese con diversi giocatori ai box, continua a lavorare con attenzione per mantenere un’elevata competitività in Serie A. Il tecnico rimane vigile e ottimista, cosciente però delle sfide fisiche e tattiche che si attendono il Napoli nei prossimi mesi.

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