lunedì 8 giugno 2026

Napoli, rivoluzione Allegri: da Kovar a Gila e Richard Rios

Il Napoli è già al lavoro per costruire la rosa che accompagnerà Antonio Conte nel suo nuovo ciclo tecnico, anche se l'ufficialità dell’allenatore livornese deve ancora attendere la formalizzazione della rescissione contrattuale con il Milan. Lo stesso presidente Aurelio De Laurentiis ha confermato nei giorni scorsi che l’annuncio finale arriverà soltanto una volta risolti i dettagli burocratici, ma nel frattempo il direttore sportivo Giovanni Manna non perde tempo, indirizzando con precisione la strategia di mercato degli azzurri.

La parola d’ordine del Napoli è pianificazione: il club vuole farsi trovare pronto, a passo spedito, in vista dell’arrivo di Conte in panchina. Per questo motivo, già da ora, la dirigenza sta sondando e individuando obiettivi concreti in tutti i reparti, al fine di rafforzare la squadra in modo equilibrato e indirizzata al successo.

Portieri: nel mirino il giovane Kovar

Tra i profili attenzionati per la porta spicca il nome di Matej Kovar, promettente portiere ceco classe 2000, attualmente in forza al PSV Eindhoven e già parte integrante del giro della nazionale maggiore. Il suo possibile ingaggio rappresenterebbe un inserimento di qualità e futuro tra i pali, aumentando la concorrenza. Resta inoltre da valutare la posizione degli attuali portieri azzurri, Alex Meret e Vanja Milinkovic-Savic, non ancora totalmente certe per la prossima stagione.

Difesa: Gila obiettivo primario, attenzione alle fasce

In difesa l’obiettivo numero uno resta Mario Gila, giovane centrale spagnolo in forza alla Lazio. La sua versatilità e giovanissima età lo rendono un pupillo del Napoli, sebbene la trattativa si prospetti complessa. Il patron biancoceleste Claudio Lotito avrebbe infatti assicurato al tecnico Gennaro Gattuso la permanenza di Gila per almeno un’altra stagione, creando un ostacolo non da poco.

Per quanto riguarda la fascia destra, i partenopei valutano due profili differenti ma complementari: da una parte Dodo, esterno della Fiorentina, giocatore esperto e abituato al campionato italiano, con una valutazione attorno ai 15 milioni di euro; dall’altra, il talento emergente israeliano classe 2004 Anan Khalaili, attualmente all'Union Saint-Gilloise, il cui cartellino viene stimato intorno ai 22,5 milioni di euro.

Centrocampo: Anguissa nel futuro azzurro o possibile addio

Uno dei nodi più importanti riguarda il centrocampo, nel quale il futuro di Frank Anguissa rimane ancora incerto. Il camerunese è legato al Napoli fino al 2027, ma nelle prossime settimane si capirà se la sua permanenza sarà confermata oppure se il club azzurro prenderà in considerazione un addio. Qualora Anguissa dovesse lasciare Castel Volturno, la società avrebbe già avanzato un nome per la sostituzione: Richard Rios, giovane centrocampista colombiano di proprietà del Benfica. Rios si è imposto come uno dei prospetti di maggiore interesse in Europa nelle ultime stagioni, attirando attenzioni da vari club importanti.

Il mercato del Napoli si muove dunque con decisione, puntando a costruire una squadra competitiva, pronta ad imprimere fin da subito la sua impronta sotto la guida di Conte. Il progetto tecnico va delineandosi a piccoli passi, con la dirigenza azzurra che vuole mettere in mano al nuovo tecnico una rosa solida e funzionale per le ambizioni della prossima stagione di Serie A.

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domenica 7 giugno 2026

Panchine Serie A 2024: situazione attuale delle 20 squadre

Il mercato delle panchine in Serie A vive ore di grande fermento, con novità importanti che definiscono sempre più il quadro tecnico delle squadre in vista della prossima stagione. Tra conferme e nuovi innesti, approfondiamo squadra per squadra la situazione degli allenatori, per capire chi guiderà i club italiani nel campionato che sta per iniziare.

Atalanta La dirigenza nerazzurra ha scelto di voltare pagina dopo la scelta di non confermare Raffaele Palladino. In attesa della risoluzione ufficiale con l'ex tecnico, la società bergamasca ha deciso di affidare la guida a Maurizio Sarri. Il tecnico, da poco svincolato dalla Lazio, torna così in collaborazione con Cristiano Giuntoli, con cui aveva già lavorato ai tempi del Napoli. Mancano solo le formalità per l'ufficialità.

Bologna Dopo la risoluzione consensuale del contratto con Vincenzo Italiano, le voci che avevano accostato Di Francesco, Pioli e Palladino al club felsineo sono state spazzate via dall'annuncio ufficiale dell'arrivo di Domenico Tedesco, che ha firmato un accordo biennale con il Bologna. Una scelta chiara per rilanciare il club emiliano nel campionato di Serie A.

Cagliari Dopo aver raggiunto una meritata salvezza, il Cagliari ha deciso di confermare Fabio Pisacane sulla panchina rossoblù. A ufficializzare il rinnovo è stato personalmente il presidente Tommaso Giulini, che ha annunciato un biennale con opzione per la terza stagione, segno di fiducia nel progetto tecnico del club.

Como Il sorprendente Como, fresco della storica qualificazione alla Champions League, conferma la fiducia in Cesc Fabregas. L’ex campione spagnolo, nonostante la giovane esperienza da tecnico, è il punto fermo di una società che punta a consolidarsi ai massimi livelli.

Fiorentina In casa viola si assiste a un cambio di guida tecnica: l’addio di Paolo Vanoli, nonostante la salvezza conquistata, ha aperto le porte all’arrivo di Fabio Grosso. Il tecnico ha da poco risolto il contratto con il Sassuolo e, dopo la sistemazione degli aspetti burocratici, è pronto a prendere in mano la Fiorentina grazie alla spinta di Paratici.

Frosinone Il Frosinone festeggia la promozione e conferma Massimiliano Alvini sulla panchina per la prossima stagione, puntando sulla continuità per mantenere la categoria.

Genoa Dopo una stagione tranquilla, Daniele De Rossi sarà di nuovo al timone del Genoa grazie al rinnovo automatico previsto dalla clausola. Nonostante i rumors che lo accostavano ad altre squadre, il tecnico romano si prepara a pianificare la nuova annata in rossoblù.

Inter Dopo aver conquistato Scudetto e Coppa Italia, l’Inter non ha dubbi e conferma Cristian Chivu. Il rinnovo di contratto è stato definito fino al 2028, con l’annuncio ufficiale ormai imminente.

Juventus Nonostante la mancata qualificazione alla Champions League, la Juventus conferma l’allenatore, con Luciano Spalletti che rimane saldamente in panchina grazie al rinnovo firmato ad aprile fino al 2028.

Lazio Dopo la separazione ufficiale con Maurizio Sarri, che sarà il nuovo allenatore dell’Atalanta, la Lazio si è già orientata su Gennaro Gattuso, reduce dall’esperienza sulla panchina della Nazionale italiana. Manca solo la firma per il contratto biennale che lo legherà al club biancoceleste.

Lecce Con la salvezza guadagnata sul campo, Eusebio Di Francesco dovrebbe rimanere alla guida del Lecce. Nonostante alcune voci e accostamenti ad altre squadre, il tecnico resta concentrato sulle trattative in corso: “I miei agenti lavorano, queste cose fanno parte del calcio, inutile nascondersi”, ha dichiarato recentemente.

Milan Dopo l’addio a sorpresa di Massimiliano Allegri, il Milan si guarda intorno per individuare il successore. Oliver Glasner, fresco vincitore della Conference League con il Crystal Palace, sembra in vantaggio. Restano però in corsa nomi come Mauricio Pochettino, Matthias Jaissle e Arne Slot.

Monza Il Monza conferma Paolo Bianco alla guida della squadra dopo aver centrato la promozione in Serie A, puntando sulla stabilità tecnica.

Napoli La notizia più attesa riguarda il Napoli, che sta per ufficializzare l’ingaggio di Massimiliano Allegri come nuovo allenatore. Il tecnico, da poco esonerato dal Milan, prenderà il posto lasciato libero da Antonio Conte, ponendo la firma su un contratto biennale. L’accordo è a un passo dall’ufficialità e rappresenta uno scossone importante nel panorama della Serie A.

Parma Il Parma conferma Carlos Cuesta alla guida tecnica, con un contratto fino al 2027 e opzione per un’ulteriore stagione, nel segno della continuità progettuale.

Roma Dopo aver centrato la qualificazione alla Champions League, la Roma punta su Gian Piero Gasperini confermandolo alla guida della squadra, un binomio ormai consolidato.

Sassuolo Il Sassuolo saluta Fabio Grosso, pronto a trasferirsi alla Fiorentina. Per la panchina neroverde prende quota la candidatura di Alberto Aquilani, che nelle prossime ore dovrebbe firmare un contratto biennale con opzione per il terzo anno.

Torino Il futuro del Torino sulla panchina resta incerto: Roberto D’Aversa, il cui contratto scade, non ha ancora la certezza di restare. Nel frattempo, sta crescendo l’ipotesi Ignazio Abate, attualmente legato alla Juve Stabia fino al 2027, che sembra favorito per la successione.

Udinese Con un anno ancora di contratto, Kosta Runjaic è confermato sulla panchina dell’Udinese per la prossima stagione, garantendo continuità al progetto friulano.

Venezia Giovanni Stroppa, artefice della promozione in Serie A, ha annunciato la sua conferma sulla panchina del Venezia, parlando anche dei “grandi progetti” della società per il futuro.

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Calciomercato 7 giugno: ultime trattative e retroscena live

INTER, Vicino il rinnovo di Mkhitaryan: Ausilio parla anche di De Vrij

Nel cuore del Festival della Serie A a Parma, Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, ha fatto il punto sulle trattative per i rinnovi dei calciatori in scadenza di contratto. Il discorso si è concentrato in particolare su Henrikh Mkhitaryan e Stefan De Vrij, protagonisti di un finale di stagione importante per i nerazzurri.

"Stiamo negoziando, non è un mistero," ha spiegato Ausilio riferendosi a Mkhitaryan. "Penso che ci sarà a breve un punto d’incontro. La nostra intenzione è quella di andare avanti ancora un anno e lui mi sembra ben propenso". Una situazione che lascia ben sperare i tifosi interisti, chiamati a vedere ancora in campo l’armeno, la cui esperienza è ritenuta preziosa dal club meneghino.

Per quanto riguarda invece De Vrij, il ds ha puntualizzato: "Stiamo facendo delle riflessioni, sia noi sia lui, non c’è fretta. Sta recuperando dall’infortunio, gli abbiamo consigliato di andare un po’ in vacanza dopo la delusione del Mondiale". Un passo di cautela quindi, per capire al meglio il futuro di uno dei pilastri della difesa nerazzurra.

Lazio alla ricerca di un attaccante: piste ed obiettivi

Intanto la Lazio si muove con decisione sul mercato per rinforzare il reparto offensivo, una necessità emersa chiaramente al termine di un campionato in cui la mancanza di incisività negli ultimi trenta metri è risultata evidente. Il tecnico Gennaro Gattuso ha chiesto un profilo più pesante e capace di fare la differenza.

Tra i nomi accostati alla dirigenza biancoceleste, non tutti godono dello stesso seguito. Secondo indiscrezioni raccolte da fonti vicine al club, la candidatura di Roberto Piccoli non sembra particolarmente concreta, principalmente perché le sue caratteristiche sono ritenute eccessivamente simili a quelle di Petar Ratkov, su cui il club ha investito con convinzione lo scorso anno.

Molto più calda, invece, la pista che porta a Sebastiano Esposito. L’attaccante classe 2002, di proprietà del Cagliari, verrà quasi certamente riscattato a inizio luglio per una cifra intorno ai quattro milioni di euro. Le qualità tecniche, la duttilità tattica e soprattutto la capacità di incidere in zona gol – comprovate dalle 13 partecipazioni a reti nell’ultima stagione – lo hanno reso un profilo molto gradito a Formello, sia all’attuale direttore sportivo Igli Tare sia allo stesso Gattuso. La sua permanenza in Sardegna non è comunque garantita, e la Lazio resta molto interessata.

Chi continua a stuzzicare la fantasia dei tifosi biancocelesti è Santiago Gimenez. L’attaccante messicano, reduce da una parentesi poco brillante al Milan, potrebbe lasciare i rossoneri e rappresenta il principale obiettivo dei capitolini. Il suo spiccato fiuto per il gol, mostrato in modo speciale ai tempi del Feyenoord, ha lasciato un ricordo indelebile sia negli osservatori sia nella società capitolina, che in passato ha potuto sperimentare le sue qualità.

Torino cerca nuovo allenatore: la rosa dei candidati si restringe

Dopo il rifiuto di Alberto Aquilani – che ha scelto di guidare il Sassuolo – il Torino è chiamato a definire il suo futuro tecnico. Secondo fonti molto attendibili, tra cui quelle di una nota emittente sportiva, in pole position per la panchina granata ci sarebbe Ignazio Abate, attualmente alla guida della Juve Stabia. Ma non è l’unico nome sul taccuino di Cairo e Petrachi: nelle ultime ore, infatti, il club ha incontrato Alberto Gilardino e considera anche l’ipotesi Eusebio Di Francesco, ancora indeciso sul futuro dopo l’esperienza col Lecce. Le decisioni potrebbero arrivare già nelle prossime ore, decisive per impostare la nuova stagione del Torino.

Napoli, conferma Spinazzola e cambio allenatore: Conte lascia spazio ad Allegri

In casa Napoli si lavora con attenzione sul taglio del monte ingaggi, mantenendo però saldo l’equilibrio della rosa. Tra i giocatori di esperienza destinati a restare figura Leonardo Spinazzola, che ha appena terminato la sua seconda stagione con la maglia azzurra. Secondo quanto riportato da La Repubblica, la firma per il rinnovo del contratto fino al 2028 è ormai pronta, dopo che in un primo momento sembravano esserci state perplessità sulla durata dell’accordo. La proposta di alcuni top club italiani, Juventus in primis, è stata respinta senza tentennamenti.

Spinazzola rimarrà così al Napoli, pronto a fare da preziosa alternativa sulla fascia sinistra a Miguel Gutierrez, uno degli acquisti più azzeccati dell’ultima sessione estiva. La sua versatilità tattica gli permette di essere impiegato sia come terzino che come esterno di centrocampo, capace anche di giocare sulla corsia destra se necessario. Un elemento chiave per il progetto tecnico di Antonio Conte, non solo nel presente ma anche a lungo termine.

Sassuolo e Aquilani: accordo per la panchina neroverde

Il passaggio di Alberto Aquilani sulla panchina del Sassuolo è ormai vicino. Il tecnico romano ha raggiunto un’intesa di massima con la società emiliana, che gli avrebbe proposto un contratto biennale, con opzione per un terzo anno a favore del club. L’ufficialità dovrebbe arrivare nelle prossime settimane, non appena Aquilani risolverà il suo attuale contratto con il Catanzaro – valido fino al 2027.

Reduce dalla sfortunata finale playoff che ha negato la promozione in Serie A al Catanzaro, Aquilani si prepara così a vivere il suo primo grande salto in massima serie. Un incarico che rappresenta un’importante tappa per la carriera dell’ex centrocampista della Roma, pronto a costruire un proprio percorso da allenatore tra i professionisti.

Feyenoord, Van Persie esonerato dopo 18 mesi

Si conclude anticipatamente l’avventura di Robin van Persie alla guida del Feyenoord. Dopo un anno e mezzo sulla panchina del club di Rotterdam, la società ha ufficializzato la decisione di separarsi dall’ex attaccante, maturata al termine di un confronto interno nelle ultime ore.

Un addio doloroso, come sottolineato dal direttore tecnico Dévy Rigaux: "Robin ha dato tutto per il club negli ultimi diciotto mesi e merita riconoscimento per aver concluso una stagione complicata con il secondo posto che ci ha garantito la qualificazione alla Champions League, un obiettivo molto importante".

Tuttavia, la società ha ritenuto necessario un cambio di rotta dopo un’analisi dettagliata sull’andamento sportivo: "Abbiamo valutato lo sviluppo del gioco e il calo dei risultati sia in Eredivisie sia nelle competizioni europee. La sintesi è stata che fosse preferibile iniziare la prossima stagione con un nuovo allenatore". Il Feyenoord è già a lavoro per individuare il sostituto, annunciando una nuova era entro poche settimane.

Bayern Monaco ferma sul mercato: Olise "non si vende"

Arriva una presa di posizione netta dal Bayern Monaco in merito al futuro di Michael Olise. Il presidente Herbert Hainer ha smentito categoricamente ogni voce di mercato riguardante l’esterno francese, accostato nelle ultime settimane a un possibile trasferimento al Real Madrid con una clamorosa offerta da 150 milioni di euro.

"Olise è un giocatore del Bayern, ha un contratto a lungo termine," ha dichiarato Hainer con fermezza. "Non siamo un club che ha bisogno di vendere. Se il Real Madrid pensa di presentare un’offerta, che finora non c’è mai stata, può risparmiarsi la fatica: non lo venderemo nemmeno per 150 milioni o più".

I numeri di Olise parlano chiaro: 22 gol e 31 assist in tutte le competizioni, rendendolo uno dei giocatori più decisivi in Bundesliga e un candidato futuro al Pallone d’Oro. Nel frattempo, il francese si prepara al Mondiale, inserito nell’attacco stellare della nazionale insieme a Kylian Mbappé e Ousmane Dembélé, confermando il suo talento e le ambizioni di crescita.

Montpellier vicino al cambio di proprietà: dentro il fondo GSS e investitori importanti

Il Montpellier potrebbe essere prossimo a un cambiamento storico nel proprio assetto societario. Secondo quanto riportato da L'Équipe, il fondo d’investimenti GSS avrebbe trovato un accordo con la famiglia Nicollin per entrare nel capitale del club francese. Questo passaggio potrebbe porre fine a un’epoca durata decenni sotto la gestione Nicollin e aprire la strada a una nuova fase, più ambiziosa e strutturata.

Il club è reduce da stagioni complesse, culminate con la retrocessione in Ligue 2 al termine della stagione 2024-2025, e necessita d’investimenti freschi per risalire velocemente nella massima serie. Nel progetto figura anche İlkay Gündoğan, centrocampista tedesco attualmente al Galatasaray, insieme a Daniel Karbassiyoon, ex attaccante con esperienze in Premier League e in League One.

La possibile entrata di GSS potrebbe garantire nuova linfa finanziaria e una visione rinnovata per il Montpellier, anche se resta da definire quale sarà il coinvolgimento diretto di Gündoğan nel club.

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Sabatini punge Conte: complimenti Inter per evitare infortuni Napoli

Antonio Conte, nella conferenza stampa che ha segnato il suo addio al Napoli, ha lanciato spunti interessanti destinati a far discutere, non solo tra i tifosi azzurri, ma anche tra addetti ai lavori e opinionisti del calcio italiano. Tra questi c’è anche il giornalista Sandro Sabatini, intervenuto nel podcast "Cose Scomode" per analizzare alcuni passaggi chiave del discorso dell’allenatore salentino.

Sabatini ha evidenziato come i complimenti del tecnico nei confronti dell'Inter campione d'Italia non siano frutto di una semplice cortesia, ma piuttosto di una scelta comunicativa ben precisa. Secondo il giornalista sportivo, Conte avrebbe voluto evitare ulteriori polemiche sulle dinamiche che hanno influenzato la corsa scudetto tra Napoli e Inter. Riconoscendo apertamente la superiorità della squadra nerazzurra, il tecnico ha così deciso di chiudere la porta a dibattiti potenzialmente infuocati.

"Quando Conte ha puntualizzato che anche senza gli infortuni il Napoli non avrebbe vinto lo Scudetto, secondo me non voleva aprire quella discussione," ha spiegato Sabatini. "Per questo ha ammesso che l’Inter era più forte." La riflessione si è poi spostata sul nodo più enigmatico della stagione azzurra: i numerosi problemi fisici che hanno colpito la rosa guidata da Conte.

Il tecnico, arrivato a Napoli con l’obiettivo di far esplodere ulteriormente una squadra già competitiva a livelli altissimi sotto la gestione precedente, si è infatti trovato a dover affrontare una lunga serie di infortuni che hanno inevitabilmente inciso sul rendimento complessivo della squadra. Sabatini definisce questa situazione come “il grande mistero, il grande giallo” della stagione partenopea, sottolineando come l’alto numero di stop fisici non sia ancora del tutto spiegabile e rappresenti uno degli aspetti più difficili da interpretare nell'analisi del campionato del Napoli.

La questione degli infortuni assume un rilievo strategico fondamentale, soprattutto considerando la sfida serrata con l’Inter di Simone Inzaghi. Mentre i nerazzurri sono riusciti a mantenere una maggiore continuità di organico, il Napoli si è dovuto costantemente reinventare, a causa di defezioni che hanno toccato ruoli chiave, alterando anche la scelta degli uomini in campo e l’equilibrio tattico tanto ricercato dall’ex allenatore bianconero.

Questo scenario contribuisce a leggere con maggiore equilibrio le parole di Conte sul confronto tra le due rivali per lo scudetto, evitando una narrazione improntata solo su recriminazioni o polemiche. Il tecnico ha preferito accettare la superiorità d’un’Inter consolidata, ma ribadisce implicitamente che il Napoli avrebbe potuto lottare fino in fondo se non fosse stato decimato dagli infortuni. Una considerazione che rimane al centro del dibattito sulla stagione 2023-2024 in Serie A, un campionato in cui il Napoli, nonostante tutto, ha dimostrato di essere una delle forze principali del calcio italiano.

Il lascito di Conte a Napoli non si limita però alle sole evidenze sportive: il racconto del mister salentino contiene anche una presa di coscienza sui limiti emersi e sulle difficoltà fisiche che hanno condizionato la squadra. Di fronte a un cammino interrotto sul più bello, le parole di Conte si configurano come un’analisi lucida e, allo stesso tempo, strategica, capace di anticipare le critiche e di riconoscere i meriti di una formazione avversaria che ha saputo conquistare uno Scudetto al termine di una stagione molto combattuta.

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Wolfsburg retrocesso, Majer: 3 club di Serie A interessati

Il mercato estivo del Napoli entra sempre più nel vivo e uno dei nomi finiti nel radar della dirigenza azzurra è quello di Lovro Majer, centrocampista croato attualmente in forza al Wolfsburg. Dopo la retrocessione della società tedesca in Zweite Bundesliga, il classe 1998 potrebbe rappresentare una ghiotta opportunità di mercato per rinforzare la mediana partenopea, dove Antonio Conte sta lavorando per costruire una squadra competitiva anche in vista della prossima stagione di Serie A.

Secondo fonti inglesi, il cartellino di Majer verrebbe valutato tra i 10 e i 12 milioni di euro, una cifra tutto sommato contenuta e che rende l'operazione particolarmente appetibile per il Napoli. L'ex Rennes si distingue per la sua versatilità in mezzo al campo: mancino naturale, è capace di ricoprire con efficacia ruoli diversi come regista e trequartista, garantendo soluzioni tattiche interessanti che potrebbero sposarsi bene con il progetto tecnico guidato da Conte, alla ricerca di qualità e creatività nella zona nevralgica della squadra.

Nonostante il contratto con il Wolfsburg sia in scadenza nel 2028, la retrocessione in seconda serie tedesca potrebbe accelerare la cessione del giocatore, aprendo quindi scenari importanti per la sua partenza. Oltre al Napoli, anche altre squadre italiane come Como e Fiorentina seguono con attenzione l'evoluzione della situazione, pronte a inserirsi nel caso in cui si creassero margini concreti per un trasferimento.

Majer vanta un percorso di grande crescita in Europa: dopo le prime esperienze in patria con Lokomotiv e Dinamo Zagabria, ha dimostrato le sue qualità nel campionato francese con il Rennes per poi trasferirsi in Germania, dove ha trascorso le ultime tre stagioni con il Wolfsburg. La sua esperienza internazionale e la capacità di adattarsi a diversi moduli tattici lo rendono un profilo interessante per una squadra ambiziosa come il Napoli, che in questa sessione di calciomercato punta a rinforzarsi in modo mirato.

Antonio Conte – alla guida degli azzurri – valuta attentamente ogni potenziale innesto per migliorare la mediana e ampliare le opzioni offensive senza gravare sul budget. Con un prezzo contenuto e un bagaglio tecnico notevole, Lovro Majer potrebbe rappresentare una pedina fondamentale per il centrocampo partenopeo nella prossima stagione di Serie A, offrendo qualità, dinamismo e capacità di creare gioco.

In conclusione, mentre il mercato estivo si scalda, il Napoli continua a sondare il terreno per profili capaci di innalzare il livello della squadra: Majer è senza dubbio un nome da seguire con attenzione, con la dirigenza azzurra pronta a valutare sviluppi concreti e a cogliere l'occasione qualora dovesse presentarsi una trattativa vantaggiosa e in linea con le strategie tecniche del club.

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Ranocchia su Chivu: "Mai dubbi su Inter e Conte, nazionale"

L'impatto di Cristian Chivu sulla nuova Inter continua a far parlare con toni positivi, soprattutto tra chi conosce bene l’ambiente nerazzurro. Tra questi spicca la voce autorevole di Andrea Ranocchia, ex capitano dell’Inter, che in un’intervista rilasciata a Sportmediaset ha tracciato un bilancio incoraggiante sul lavoro del tecnico romeno, protagonista di una stagione che ha ridato slancio e identità al club milanese.

Ranocchia ha sottolineato con forza il valore umano di Chivu, elemento chiave nel suo inserimento nello spogliatoio e nella dinamica di squadra. "Cristian conosce alla perfezione l’Inter, sia da giocatore che da allenatore", ha spiegato l’ex difensore. "Quando è stato scelto come tecnico non ho mai avuto dubbi sul fatto che avrebbe fatto bene. La sua forza risiede nel lato umano: è riuscito a coinvolgere tutti, creando un’empatia vera con il gruppo. È diventato quasi un amico, pur mantenendo sempre chiari i ruoli e le responsabilità. Ha portato entusiasmo e nuova energia dopo un finale di stagione precedente piuttosto complicato".

Nel suo intervento, Ranocchia si è poi soffermato sulla corsa allo scudetto che si preannuncia ancora più combattuta, indicandone le principali protagoniste. “Il Napoli dispone di una rosa molto importante e sarà intrigante osservare quale impatto riuscirà a dare il nuovo allenatore, Antonio Conte", ha ammesso. “Anche la Juventus, con Luciano Spalletti alla guida sin dall’inizio della stagione e con un mercato all’altezza, si presenterà come una concorrente temibile. Tuttavia, oggi l’Inter resta avanti sia per organico, sia per la struttura societaria e per la sua storia”.

Ranocchia ha concluso con un pensiero sulla Nazionale italiana, esprimendo senza esitazioni il nome dell’allenatore ideale: “Se fossi alla guida della FIGC, punterei su Antonio Conte. In questo momento, credo che lui sia l’unico tecnico capace di riportare l’Italia ai livelli che merita”.

Le parole di Ranocchia arrivano in un momento di grande fermento in Serie A. Il Napoli, fresco di un cambio importante in panchina con l’arrivo di Conte, punta a confermare la propria competitività dopo gli ultimi anni di vertice. L’Inter, invece, sotto la guida di Chivu, cerca di riscattare una stagione precedente chiusa in modo complicato, instaurando nuovi equilibri e puntando a tornare protagonista nell’alta classifica. Nel frattempo, la Juventus con Spalletti è pronta a ripartire con una squadra rinforzata, rinnovando così la lotta tra le big del campionato.

Non solo campionato, dunque, ma anche ambizioni azzurre che tornano al centro del dibattito. Il profilo di Antonio Conte, infatti, viene esaltato quale figura in grado di dare nuovo slancio alla Nazionale italiana. Un endorsement importante che sottolinea la fiducia riposta in un tecnico dal carattere deciso e dall’esperienza consolidata, capace di fare alzare nuovamente il livello della squadra azzurra sul palcoscenico internazionale.

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Tony D'Amico alla Roma, Setti: "Sempre presente, non ama apparire"

In esclusiva ai microfoni di Tele Radio Stereo 92.7, Maurizio Setti, ex presidente dell'Hellas Verona, ha parlato del futuro e del ruolo di Tony D'Amico, direttore sportivo ormai vicino a ricoprire un incarico di primo piano nella Roma. Un lungo racconto che restituisce uno spaccato umano e professionale di chi è stato il primo a credere nei mezzi di D’Amico, così come delle sfide che lo attendono nella Capitale.

Il coraggio di una scommessa Setti ricorda con orgoglio il momento in cui spinse per la promozione di D’Amico dal ruolo di responsabile dell’area scouting a direttore sportivo: “Sono sempre stato un uomo di scelte coraggiose, come ho fatto anche al Mantova. Avevo in mente un profilo ben preciso, un direttore sportivo di categoria, ma non si è conclusa quell’operazione. A quel punto ho ragionato con Tony, che mi ha chiesto di lavorare al mio fianco. Da lì è nato un percorso e sono stati anni fantastici, con ottimi risultati e plusvalenze. Poi, nel frattempo, è arrivata la chiamata di Luca Percassi che ha portato D’Amico all’Atalanta. In situazioni del genere è fondamentale saper trovare un accordo che soddisfi tutte le parti coinvolte, ed è questo il ruolo autentico dei proprietari”.

Un uomo che lavora nell’ombra, ma con grande intelligenza Con oltre vent’anni di esperienza nel mondo del calcio, Setti definisce D’Amico come una persona “perennemente dietro le quinte, ma sempre in campo”, un valore aggiunto invisibile ma determinante. “Il suo difetto più grande? Fuma 50 sigarette al giorno, proprio come Sabatini”, scherza. “Tony ha una capacità notevole: capire chi ha davanti e fare da filtro tra la proprietà e la squadra, come ha dimostrato con Gasperini all’Atalanta. Questa dote sarà fondamentale anche a Trigoria, dove servirà lavorare con serenità e armonia inoltrata. Non ama apparire, né cercare le luci dei riflettori. È un uomo di campo e questa caratteristica me lo rendeva subito simpatico. L’unico vero “spettro” a cui dovrà stare attento è la romanità: il calcio nella capitale è complicatissimo per le tante influenze, sia positive sia negative. Se la Roma fosse a Milano, vincerebbe probabilmente 30 scudetti di fila”, chiude con ironia.

Il ruolo della proprietà e la capacità di D’Amico di muoversi nella complessità romanista Setti si sofferma sul contesto societario della Roma, paragonandolo a Verona e Bergamo, e si interroga su quanto possa essere limitante una proprietà non presente quotidianamente: “D’Amico ha ormai una decina d’anni di esperienza e certamente non teme la gestione del campo o la scelta dei giocatori. Però alla Roma manca forse qualcuno che, come facevo io, si alzi ogni mattina con la fame di ottenere risultati a ogni costo. Il vero problema giallorosso è sempre stato l’eccesso di anime in un unico progetto, con una mancanza di un ‘comandante’ quotidiano che possa garantire la coesione tra proprietà e squadra. Sono certo che anche Tony dovrà appoggiarsi a figure di riferimento e mi auguro che la proprietà abbia previsto una struttura solida a supporto”.

Proprietà lontane: un ostacolo superabile? “La distanza del proprietario è certamente un limite”, afferma senza mezzi termini Setti, “ma può essere compensata da una figura intermedia con pieno potere decisionale, alla maniera di Adriano Galliani con Berlusconi. Senza stabilità e continuità si rischia il fallimento. La proprietà deve saper scegliere e investire, perché per raggiungere certi livelli servono professionalità ma anche risorse economiche adeguate”.

Roma in corsa per lo scudetto? La parola a Setti Sulla possibilità che la Roma possa davvero ambire al titolo nella prossima stagione, Setti è cauto ma aperto a sorprese: “Milan e Juventus stanno vivendo una fase complicata, mentre Napoli e Inter paiono più solide nel breve termine. Ma tanto dipenderà dalle mosse di mercato. Gasperini, come sappiamo, chiede attaccanti: il suo modulo è quasi senza difensori. Se riusciranno a inserire i tasselli giusti come un profilo alla Malen — e su questo Tony D’Amico ha dimostrato grande competenza — la Roma potrebbe diventare una concorrente scomoda”.

Conclude con un pizzico di orgoglio personale: “Sarei felice se un mio ‘pupillo’ riuscisse a raggiungere un risultato importante con una realtà complessa come quella della Capitale. Ne avrebbe pienamente meritato il successo”.

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Udinese: Ehizibue vicino al rinnovo dopo il dietrofront

In casa Udinese, il futuro del terzino destro Kinsley Ehizibue potrebbe riservare sorprese importanti. Dopo una stagione in cui sembrava destinato a lasciare il club friulano a parametro zero, l’esterno olandese, il cui contratto scade il prossimo 30 giugno, si avvicina invece a un possibile prolungamento con i bianconeri. A dare l’indiscrezione è il Messaggero Veneto, che sottolinea come il giocatore abbia rilanciato le proprie quotazioni all’interno del progetto tecnico, soprattutto nella seconda metà di campionato.

Non molto tempo fa, l’ipotesi di un addio sembrava quasi scontata. Ehizibue aveva collezionato prestazioni non convincenti e il suo ruolo nella squadra guidata da Kosta Runjaic stava diventando sempre più marginale. In questo scenario, il suo futuro a Udine parve incerto, con il club pronto a lasciarlo partire. Ma tutto è cambiato nel girone di ritorno, quando le difficoltà di Alessandro Zanoli, titolare sulla corsia destra e stella della difesa bianconera, hanno spalancato le porte per una nuova chance.

Il giovane ex Napoli, infatti, ha subito un grave infortunio al legamento crociato anteriore del ginocchio destro durante la trasferta di Verona a gennaio, fermando bruscamente la sua crescita e costringendo la squadra a rivedere gli equilibri in difesa. A raccogliere l’eredità è stato proprio Ehizibue, che ha risposto presente sul campo, offrendo prestazioni solide e affidabili.

Le prove fornite in questa fase hanno convinto lo staff tecnico e la dirigenza a puntare ancora su di lui. L’apice è arrivato nel finale di stagione, quando il numero 19 si è reso protagonista con due reti decisive: il bellissimo gol all’Olimpico contro la Lazio e la rete che ha aperto la vittoria contro il Torino al Dacia Arena, momenti accolti con entusiasmo dai tifosi del club friulano.

Con 32 presenze complessive in campionato, Ehizibue è tornato centrale nel progetto Udinese e il club ora valuta seriamente il rinnovo del suo contratto. Dopo i recenti prolungamenti firmati da Christian Kabasele e Hassane Kamara, la dirigenza è pronta a completare questo trittico di conferme. Sul tavolo ci sarebbe una proposta che prevede un contratto biennale oppure un accordo annuale con opzione favorevole al club.

Questa nuova svolta rappresenta una buona notizia anche per il Napoli, dato che la riconferma di Ehizibue a Udine testimonia come il giovane talento cresciuto con la maglia partenopea abbia trovato la sua dimensione in Serie A, dimostrando di poter competere ad alti livelli anche lontano dal capoluogo campano. L’attuale allenatore partenopeo, Antonio Conte, segue sempre con interesse i giovani italiani e le loro evoluzioni nelle altre piazze della massima serie, un elemento cruciale per le prossime strategie di mercato.

In conclusione, Kinsley Ehizibue sembra pronto a prolungare la sua esperienza a Udine, tornando a essere un elemento imprescindibile per la squadra bianconera e un valido protagonista delle prossime stagioni di Serie A.

https://napolicalcio24.com/2026/06/07/udinese-ehizibue-vicino-al-rinnovo-dopo-il-dietrofront/?feed_id=103956&_unique_id=6a25581f08f2c

Napoli, Rizzetta insiste per acquisizione: De Laurentiis dice no

Il Napoli sotto i riflettori degli investitori americani: Matt Rizzetta conferma i contatti con De Laurentiis

Continua a far discutere l’interesse concreto di Matt Rizzetta per il Napoli Calcio, club di Serie A attualmente allenato da Antonio Conte. L’imprenditore italo-americano, già proprietario del Napoli Basket e del Campobasso, ha ufficialmente confermato l’esistenza di colloqui con il presidente Aurelio De Laurentiis. Nel corso dell’intervista rilasciata al podcast “Business of Soccer” di Bloomberg, Rizzetta ha infatti svelato di aver intrattenuto sei mesi di contatti con la famiglia De Laurentiis, pur sottolineando che al momento non si tratta di una vera e propria trattativa di vendita.

Secondo quanto riportato da Il Mattino, un gruppo di investitori statunitensi sarebbe pronto a sostenere questa possibile operazione, ma con un limite di tempo definito. In sostanza, qualora non si registrassero progressi concreti nelle prossime settimane o mesi, i capitali verrebbero indirizzati verso altri club europei interessanti. Questo pone quindi una sorta di scadenza per valutare l’evoluzione del progetto, alimentando un clima di attenzione attorno al futuro societario della squadra azzurra.

Nonostante le aperture da parte dell’imprenditore americano e dei suoi sostenitori, la posizione di Aurelio De Laurentiis resta ferma e immutata. Il patron napoletano ha più volte ribadito di non avere alcuna intenzione di cedere il controllo del club, puntando invece a consolidare e sviluppare i progetti infrastrutturali già avviati. Tra questi spiccano il potenziamento del centro sportivo di Castel Volturno e la realizzazione del nuovo stadio, elementi chiave nel piano di crescita a lungo termine del Napoli.

Attualmente, quindi, l’ipotesi di un cambio di proprietà appare ancora molto lontana. L’interesse degli investitori americani è concreto e ben definito, ma la volontà di De Laurentiis è quella di mantenere salda la guida del club, continuando a lavorare per far crescere un Napoli ambizioso, competitivo in Serie A e nelle competizioni europee.

Nel contesto di una stagione che vede il Napoli guidato dall’esperto Antonio Conte, la società azzurra punta a mantenere quell’equilibrio tra continuità gestionale e ambizione sportiva. La piazza partenopea, sempre attenta ai movimenti di mercato non solo sul campo ma anche dietro le quinte, segue dunque con interesse gli sviluppi di questo dialogo tra De Laurentiis e gli investitori americani. La sfida resta aperta: sarà il tempo a chiarire se il Napoli entrerà in una nuova era o continuerà il suo percorso sotto la guida dell’attuale proprietà.

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sabato 6 giugno 2026

Napoli punta sul mercato e sul Mondiale del Belgio: focus sui top pagati

Con l’avvicinarsi del Mondiale, il mercato estivo del Napoli potrebbe risentire in modo significativo delle vicende belghe che coinvolgono due dei protagonisti principali della rosa partenopea: Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku. Il club campano, in forte attesa della possibile fumata bianca con Massimiliano Allegri, al momento bloccato da difficoltà e rapporti tesi con il Milan, osserva con attenzione gli sviluppi che riguardano i propri big, consapevole che le scelte sul loro futuro incideranno profondamente sul budget a disposizione per la prossima stagione.

Non è un mistero che Allegri nutra una stima profonda per entrambi i giocatori: per De Bruyne vede ancora un punto di riferimento imprescindibile per costruire un Napoli competitivo ai massimi livelli, mentre il feeling con Lukaku risale già agli anni passati, quando più volte tentò, senza successo, di portare l’attaccante in rossonero. Tuttavia, i piani della società campana sembrano indirizzati verso un addio dell’attaccante, con l’intento di alleggerire il monte ingaggi di circa 8 milioni netti, un’operazione fondamentale per dare maggior respiro alle operazioni di mercato estivo.

Kevin De Bruyne ritrova fiducia e forma

Il recente impegno amichevole con il Belgio, giocato a Bruxelles contro la Tunisia, ha rappresentato una boccata d’ossigeno per De Bruyne. L’ex Manchester City è stato protagonista di una prestazione solida, coronata dal gol del 3-0 nel trionfo per 5-0, dimostrando grande efficacia sia in fase realizzativa che nella gestione del gioco offensivo. La sua rete, un preciso tiro dal limite, ha esaltato ancora una volta la sua classe e il suo ruolo chiave nella manovra dei Diavoli Rossi. Uscito al minuto 80, ha confermato una buona condizione fisica, aspetto fondamentale in vista dell’esordio mondiale.

Il De Bruyne che si è visto nelle ultime uscite è un giocatore diverso rispetto alla scorsa stagione, favorito non solo da una nazionale che predilige un baricentro alto e un gioco offensivo, ma anche dalla presenza di tanti compagni di qualità che gli permettono di esprimersi al meglio. Interessante anche lo sfogo recente riguardante il difensivismo di Antonio Conte, che potrebbe aprire ulteriori riflessioni anche all’attuale tecnico del Napoli, Massimiliano Allegri, sul modo di interpretare la squadra e valorizzare campioni come KDB.

Romelu Lukaku, in attesa del rilancio

Per quanto riguarda Romelu Lukaku, invece, la situazione è più cauta. Contro la Tunisia, il centravanti del Napoli è subentrato solo negli ultimi quindici minuti, ancora lontano dalla condizione fisica ottimale. Il commissario tecnico del Belgio, Rudi Garcia, punta però sulla sua progressiva crescita di minutaggio nel corso del Mondiale, sottolineando come l’attaccante sia più avanti del previsto nel recupero, ma ancora non pronto per una partenza da titolare. "Ci vorrà del tempo prima che possa giocare più di 30 minuti di fila", ha dichiarato Garcia, chiarendo la situazione.

Lukaku, da parte sua, si è mostrato consapevole e realista riguardo alla sua attuale condizione: "Ho imparato ad essere paziente. È già un miracolo che io sia qui – ha detto nel post partita – Sono pronto a dare il mio contributo appena possibile. Quando sarà il mio momento, sarò pronto. Mi sono sempre guadagnato il posto in campo, ma non rischierò inutilmente la mia salute". Queste parole evidenziano un attaccante determinato a ritrovare il top della forma per tornare determinante anche con il Napoli.

In sintesi, mentre il Napoli valuta attentamente la gestione del suo organico in vista della nuova stagione, con Antonio Conte già intenzionato a plasmare la squadra secondo la propria filosofia, il Mondiale può rappresentare un momento decisivo per il futuro di due pedine preziose come De Bruyne e Lukaku. La delicata situazione contrattuale e tecnica impone un bilancio complesso, dove qualità, condizioni fisiche e costi salariali pesano in egual misura sulle scelte di mercato della società partenopea.

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De Ketelaere sul Belgio-Italia: "Strano non vedervi al Mondiale"

Il Belgio mostra muscoli e convinzione in vista dei prossimi Mondiali, rifilando una goleada alla Tunisia nell’amichevole di preparazione al torneo iridato. Una prova di forza che ha visto brillare nomi importanti come Trossard, De Ketelaere, De Bruyne, Lukebakio e Raskin, a cui si è aggiunto nella ripresa anche Romelu Lukaku, attaccante del Napoli, entrato a gara in corso per mettere minuti nelle gambe e trovare la migliore condizione.

Al termine della partita, è stato proprio il centravanti partenopeo a presentarsi ai microfoni di SportMediaset, soffermandosi sulle ambizioni della Nazionale belga e sulle insidie della fase a gironi. “Dobbiamo passare il girone (G, ndr), le prime tre partite sono fondamentali per mettere basi solide. Poi si vedrà come saremo messi a livello di condizione e fiducia, ma in gare a eliminazione diretta credo che possiamo battere tante squadre. Dobbiamo andare al Mondiale con la convinzione di poter fare bene”, ha dichiarato Lukaku.

Non sono mancate riflessioni sul delicato momento dell’Italia, esclusa dalla competizione mondiale dopo aver vinto l’Europeo due anni fa. Lukaku, conscio della tradizione e della forza azzurra, ha espresso la sua sorpresa per l’uscita prematura della Nazionale guidata da Antonio Conte. “Italia fuori? Non so spiegarmelo bene, ci sono tanti giocatori di valore. È una situazione strana, visto anche che solo pochi mesi fa avete conquistato l’Europeo. È una vicenda che lascia brutte sensazioni, soprattutto considerando la lunga e gloriosa storia della vostra Nazionale. La pressione? Non conosco bene l’ambiente, ma so che con la Bosnia è stata dura. Forse la pressione ha giocato un ruolo, ma avete una squadra forte e dovete avere fiducia nei vostri giocatori”, ha commentato Lukaku, mostrando rispetto per la tradizione del calcio italiano e fiducia per il futuro degli azzurri.

L’attaccante ha anche ripercorso la sua esperienza nel calcio italiano, dal periodo complicato al Milan fino alla rinascita con l’Atalanta. “Sono arrivato in Italia a 21 anni e ora ne ho 25, è naturale essere cresciuto sia fisicamente che tatticamente. Mi sento un giocatore completo, con molta fiducia e in buona forma. Se resterò all’Atalanta? Ho un contratto con il club e rispetto la società, mi sento bene lì. Il passaggio al Milan non è andato come speravo, forse non ero ancora pronto, ma guardo sempre avanti. Non voglio focalizzarmi su quei momenti, preferisco concentrarmi su ciò che posso fare ora. In questi anni ho imparato tanto e ora il mio obiettivo è dare il massimo”, ha spiegato Lukaku, affrontando con equilibrio i momenti difficili e mostrando voglia di riscatto nel presente.

In queste settimane cruciali prima del Mondiale, la preparazione della Nazionale belga prosegue con intensità, mentre Lukaku, attaccante di punta del Napoli sotto la guida di Antonio Conte, cerca di ritrovare la miglior forma per trascinare i suoi compagni verso un cammino di successo in Qatar. Una sfida da affrontare con concentrazione e determinazione, consapevoli delle potenzialità di una squadra costruita per andare lontano.

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Napoli: Meret o Milinkovic-Savic? Brkic su scelta Allegri

Zeljko Brkic, ex portiere con un passato all'Udinese e in altre squadre di Serie A, si è raccontato in esclusiva sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli, intervenendo durante la trasmissione "Radio Goal". Nel suo intervento, Brkic ha tracciato un bilancio della stagione del Napoli, squadra orfana di Antonio Conte, che non è riuscita a confermare i traguardi sperati.

Il secondo posto in campionato, ottenuto dagli azzurri, rappresenta comunque un risultato di prestigio e valore, soprattutto se si considera la dominanza senza precedenti dell’Inter, che ha letteralmente monopolizzato la Serie A con una cavalcata impressionante. "Alla luce dei punti conquistati, era molto difficile per il Napoli sperare di più in campionato. Forse qualche rimpianto si può avere per la Champions League, dove il cammino si è interrotto prima del previsto, ma sul fronte nazionale credo che il bilancio sia positivo", ha spiegato Brkic.

Nel corso della chiacchierata, l’ex portiere ha voluto esprimere un giudizio sulle prestazioni di Vanja Milinkovic-Savic, attuale guardiano della porta del Napoli: "Le sue performance sono state complessivamente buone. Ha subito quasi una rete a partita, che in Serie A è un dato discreto. Ricordo anche che ha parato tre rigori durante la stagione, un aspetto che fa la differenza. Non sono mancati ovviamente momenti di incertezza, ma nel complesso il bilancio è da considerarsi positivo".

Brkic ha poi proseguito con una riflessione sul ruolo del portiere, sottolineando come questo sia profondamente cambiato negli ultimi anni: "Già ai miei tempi iniziava un processo di coinvolgimento maggiore del portiere nel gioco di squadra. Oggi un estremo difensore tocca la palla 20, 30 se non 40 volte a gara, partecipando attivamente alla manovra. Milinkovic-Savic incarna proprio questo modello moderno: è bravo con i piedi, un requisito fondamentale nel calcio contemporaneo. Gli allenatori di alto livello, ormai, chiedono portieri che non si limitino a parare, ma che sappiano anche insistere con precisione nei passaggi e in cambiare gioco, diventando veri e propri perni della costruzione tattica. Devi essere un talento con i piedi, un professionista completo".

Alla domanda se sia meglio affidare la porta del Napoli a Milinkovic-Savic o ad Alex Meret, Brkic ha risposto così: "L’esperienza di Massimiliano Allegri sarà fondamentale per prendere la decisione definitiva su chi sarà il portiere titolare. Il tecnico valuterà sia sul campo che attraverso il confronto diretto con i giocatori rimasti a Napoli, oltre a consultarsi con tutto il suo staff tecnico. Molto dipenderà anche dal tipo di gioco che 'Max' vorrà impostare, soprattutto riguardo al ruolo del portiere nella costruzione del gioco".

Il calcio moderno impone infatti una trasformazione continua, e il ruolo del portiere non fa eccezione: "L’estremo difensore è sempre più centrale non solo nel lavoro difensivo ma anche nella fase di impostazione e creazione delle azioni offensive. Il Napoli, per restare competitivo al massimo livello in Italia e in Europa, dovrà puntare su un portiere capace di interpretare alla perfezione queste nuove esigenze tattiche e tecniche".

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Sorrentino su Allegri al Napoli: "Date spazio ai giovani allenatori"

Intervenuto sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli, l’ex portiere Stefano Sorrentino ha espresso un punto di vista interessante sul panorama degli allenatori in Serie A, commentando in particolare l’arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli. L’ex numero uno ha sottolineato la sensazione che i club di vertice spesso si affidino agli stessi tecnici, citando proprio Allegri e Antonio Conte, protagonisti della massima serie con le loro esperienze a Juventus, Milan, Inter e ora Napoli.

"Sono sempre gli stessi! Conte che fa Inter, Juventus e Napoli. Allegri che fa Juventus, Milan e Napoli. Cioè, sono sempre gli stessi," ha dichiarato Sorrentino con nettezza, evidenziando come il mondo degli allenatori in Serie A tenda a ruotare intorno a pochi nomi di grande prestigio ma anche molto ricorrenti.

Per l’ex portiere, però, questo circuito ristretto andrebbe rinnovato, con maggiore spazio ai tecnici emergenti e giovani, capaci di portare idee fresche e nuove prospettive. "Io sinceramente proverei un po' a cambiare, proverei un po' a svecchiare e a dare magari un po' più di chance a tanti allenatori bravi giovani," ha aggiunto Sorrentino, rimarcando però un aspetto fondamentale: la necessità di un supporto forte e duraturo da parte delle società.

Proprio su questo punto, Stefano Sorrentino ha stigmatizzato l’attuale gestione delle panchine in molte squadre italiane, dove spesso si preferisce un turnover rapido e frequente: "Ci sono tanti allenatori che però devono essere supportati dalla società. Cioè, tu prendi pinco pallino e gli fai tre anni di contratto, e non puoi mandarlo via dopo tre o sei mesi."

Un esempio calzante per Sorrentino è la Juventus, club simbolo delle rivoluzioni frequenti sulla propria panchina negli ultimi anni: "Per esempio, come ha fatto la Juventus che ha cambiato tre allenatori in tre anni. La Juventus, prima di quella storia là, forse tre allenatori li aveva cambiati in 30 anni."

Il Napoli, impegnato nel delicato passaggio di testimone tra Antonio Conte e Massimiliano Allegri, si ritrova ora a vivere una fase molto delicata. Conte, con il suo spirito combattivo e la sua esperienza, ha lasciato un’impronta significativa sulla squadra partenopea, che ora dovrà abituarsi al nuovo corso targato Allegri, allenatore noto per il suo calcio pragmatico e la gestione tattica rigorosa.

Questa rotazione tecnica nell’universo Serie A, così come sottolineato da Sorrentino, continua a essere un tema centrale nel dibattito calcistico italiano: l’equilibrio tra la necessità di esperienza e la voglia di innovazione sarà cruciale per il futuro dei club più ambiziosi, a Napoli come nel resto della Serie A.

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Perinetti: "Tra Conte e Mancini, ho una mezza idea sul vincitore"

NEWS

Giorgio Perinetti, attuale direttore generale del Palermo, è intervenuto dal palco del Festival della Serie A, che si sta svolgendo a Parma, offrendo spunti interessanti sulla delicata questione della panchina della Nazionale italiana. Nel vivo della discussione sul futuro commissario tecnico dell’Italia, Perinetti si è soffermato sulle candidature più calde, quelle di Antonio Conte e Roberto Mancini, entrambi nomi di grande prestigio e da anni protagonisti nel calcio italiano.

Alla domanda su Conte e Mancini, Perinetti ha risposto senza mezzi termini: "Sono due amici. Con Conte ho lavorato, con Mancini ho un rapporto di tantissimi anni, è difficile fare un torto a uno o all’altro. Ora spetta al presidente federale assumersi questa grande responsabilità.”

Il dirigente ha inoltre aggiunto di non volersi sbilanciare apertamente riguardo al nome che verrà scelto, ma senza nascondere di avere “una mezza idea” sulla scelta che sarà fatta. Questo lascia intendere come la decisione sia ancora tutto meno che scontata, con un confronto serrato tra due profili eccellenti che potrebbero guidare la Nazionale nei prossimi anni.

Nel contesto, va sottolineato come Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli, stia vivendo una stagione di alto livello con i partenopei, riportando la squadra partenopea al centro del dibattito sportivo nazionale grazie ai risultati ottenuti e al gioco espresso. Il suo profilo forte e carismatico viene visto dagli addetti ai lavori come una garanzia nella gestione della pressione che comporta guidare la maglia azzurra.

Allo stesso modo, Roberto Mancini, che ha già condotto la Nazionale alla vittoria del prestigioso Europeo nel 2021, rappresenta un punto di riferimento storico per il calcio italiano, forte di un’esperienza e di un carisma che hanno dimostrato di poter fare la differenza in competizioni di livello internazionale.

Perinetti ha quindi evidenziato come la scelta del nuovo commissario tecnico sia fondamentale per il futuro del calcio italiano, sottolineando la necessità di una decisione ponderata e condivisa, soprattutto in un momento in cui la Nazionale cerca stabilità e nuove motivazioni per tornare a competere ai massimi livelli.

Con la Serie A ancora nel vivo e la Nazionale che guarda già ai prossimi impegni internazionali, il nome del futuro CT italiano è destinato a rimanere al centro dell’attenzione mediatica e degli appassionati, mentre il presidente federale sarà chiamato a sciogliere un nodo strategico per il destino della nostra Selección azzurra.

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Perinetti: "Milan senza Maldini pericoloso, Allegri al Napoli utile"

Commento

«Come sta il calcio italiano? Purtroppo non possiamo dire bene, dobbiamo forse essere realisti. Siamo troppo ottimisti». Sono parole nette quelle rilasciate da Giorgio Perinetti, direttore generale del Palermo, intervenuto dal palco del 'Festival della Serie A' di Parma. Un’analisi severa ma, al contempo, ricca di spunti di riflessione su una Serie A che fatica ad esprimersi ai livelli che il suo glorioso passato ha sempre garantito. L’ex direttore sportivo di prestigiose società ha voluto mettere l’accento su diversi nodi cruciali.

«Dal punto di vista del seguito, si vedono metà degli spettatori negli stadi rispetto al passato, un dato incontrovertibile. C’è poca qualità, e soprattutto i risultati internazionali sono sempre più deludenti. Il calcio italiano deve ripartire dalla consapevolezza e dalle riforme: non può più limitarsi a cambiare allenatore nell’emergenza, serve consolidare le fondamenta e rivedere i criteri di formazione dei giovani calciatori» ha spiegato Perinetti, delineando una via per il rilancio di tutto il movimento.

Juventus e Milan: due big fuori dalla Champions

Il dg del Palermo non si nasconde e punta il dito contro le delusioni più recenti, legate soprattutto alle prestazioni delle grandi del campionato: «È difficile individuare con precisione la radice dei problemi. Basterebbe però vedere come negli ultimi due anni ben quattordici squadre della Serie A abbiano cambiato allenatore, segno che mancano programmazione e progettualità reali. Si corre dietro ai risultati immediati e si perde la costruzione a medio-lungo termine, che era invece la base di un calcio italiano forte».

In questo senso, Perinetti cita esempi virtuosi come Como, Parma e Sassuolo, le cui società riescono a garantire continuità e risultati grazie a scelte oculate e piani chiari. E su Milan e Juventus sottolinea: «Il Milan deve trovare una struttura tecnica che al momento non ha, soprattutto dopo l’addio di Maldini, una perdita che rischia di pesare molto. Licenziarlo senza un piano solido è stato un passo rischioso».

Perinetti accende inoltre i riflettori sulla Juventus: «Anche loro stanno cercando una rivoluzione, con cambi continui di assetto. Spalletti può senz’altro aiutare a dare concretezza a un progetto ancora da definire e sostenere la squadra nel ritrovare stabilità».

Il caso Vlahovic: un episodio emblematico

Tra i temi caldi anche il rapporto burrascoso tra la Juventus e Dusan Vlahovic. «Per il giocatore la vicenda è ormai chiusa: ha fatto le sue valutazioni economiche e ha raggiunto la cifra che voleva. La Juve ha provato fino all’ultimo a fargli cambiare idea, ma ha perso tempo prezioso. Forse i calciatori portati nella scorsa estate non erano pronti a questo livello, e quindi è stato difficile trattenere un attaccante così richiesto» ha spiegato Perinetti.

«Il nostro calcio non è attualmente in grado di competere su certe commissioni e richieste economiche altissime. Bisogna quindi creare un modello diverso, più basato sullo scouting e sull’individuazione di giovani talenti da valorizzare», conclude, rimarcando l’urgenza di un cambiamento strutturale.

Il Napoli e Allegri: un confronto importante

Non poteva mancare un passaggio sul Napoli, una squadra che sta vivendo una stagione particolare sotto la guida di Antonio Conte. Perinetti ha espresso grande stima anche per Massimiliano Allegri, il tecnico che potrebbe prendere il posto di Conte nel club partenopeo in futuro: «Al di là della stima per Allegri, è una certezza. Ha già sostituito Conte alla Juventus con ottimi risultati, quindi conosce bene il modo di lavorare del collega. Il suo approccio può aiutare molto il Napoli a ritrovare l’equilibrio, soprattutto ora che si prevede il rientro di diversi infortunati che renderanno la squadra più competitiva».

Il futuro della panchina azzurra: Conte o Mancini?

Infine, Perinetti si è detto interlocutore privilegiato riguardo ai nomi più caldi per la panchina della nazionale italiana. «Conte e Roberto Mancini sono due amici importanti. Ho lavorato con Conte e conosco da anni Mancini, è difficile fare un torto a uno dei due. La scelta per il nuovo commissario tecnico spetta al presidente federale, ma prendere questa decisione è un dovere inderogabile. Non so chi vincerà la sfida, ma ho una mezza idea», ha confidato senza sbilanciarsi.

Il calcio italiano sembra dunque in una fase di profonda riflessione, alla ricerca di un nuovo equilibrio tra tradizione, innovazione e progettualità per riuscire a tornare protagonista ai massimi livelli nazionali e internazionali. L’esperienza e la visione di figure come Giorgio Perinetti possono rappresentare un contributo importante per questo cammino.

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Napoli: se parte Anguissa, occhi su Gabriel Sara. Difesa no scambio

Il Napoli si muove già con decisione in vista della prossima stagione, nonostante l’attuale incertezza sul nome del nuovo allenatore: Antonio Conte è pronto a prendere una squadra che, salvo sorprese legate all’addio di Massimiliano Allegri dal Milan, a breve inizierà una nuova era. Nel frattempo, la dirigenza azzurra sta lavorando con lungimiranza per rinforzare una rosa che vuole continuare a competere ad altissimi livelli in Serie A e nelle competizioni europee.

L’obiettivo del club partenopeo è chiaro: intervenire con pochi ma mirati colpi sul mercato, evitando una rivoluzione totale. La strategia prevede infatti di valorizzare i tanti giocatori attualmente in prestito e pensare a quei rientri — come quelli di Lang e Marin — da considerare quasi come nuovi acquisti, elementi pronti a integrarsi nel progetto tecnico senza stravolgere gli equilibri già esistenti.

Uno dei reparti su cui il Napoli intende intervenire con maggiore forza è la difesa, che nella passata stagione ha mostrato qualche crepa di troppo e necessita di un salto di qualità. Il nome in cima alla lista dei desideri è quello di Mario Gila, giovane difensore spagnolo in uscita dalla Lazio. La trattativa con i biancocelesti non è semplice: la Lazio avrebbe avanzato la proposta di inserire nella negoziazione Alessandro Buongiorno come contropartita tecnica in uno scambio secco. Tuttavia, il Napoli ha fatto muro di fronte a questa ipotesi, considerato che Buongiorno è ritenuto un pilastro fondamentale su cui costruire il futuro della difesa azzurra.

Per quanto riguarda il centrocampo, invece, la situazione è dinamica e ruota principalmente attorno al rinnovo contrattuale di Lobotka, giocatore rivelatosi prezioso nel sistema di gioco, e alle potenziali offerte in arrivo per André-Frank Anguissa. Il mediano camerunense continua ad attirare l’interesse di molte squadre, in particolare dal campionato turco, con il Galatasaray in prima fila per il suo cartellino.

Non è escluso che il Napoli possa mettere in campo un’operazione di mercato interessante in mezzo al campo: dalla Turchia tiene banco la voce che vorrebbe Gabriel Sara, giovane mediano brasiliano di proprietà del Galatasaray, come possibile rinforzo azzurro. Sara si è fatto notare a Istanbul e, in questa stagione, ha addirittura ricevuto una convocazione con la nazionale brasiliana allenata da Carlo Ancelotti, assicurandosi così un posto nella lista dei partecipanti al prossimo Mondiale. Un profilo giovane e di qualità che potrebbe inserirsi bene nel progetto tecnico del Napoli.

La società partenopea, supportata da una strategia di mercato oculata e mirata, punta dunque a costruire una squadra solida e competitiva per il futuro, senza perdere di vista l’obiettivo di consolidare la propria identità sotto la guida tecnica di Antonio Conte, che rappresenta un tassello fondamentale per riportare il Napoli ai massimi livelli nel panorama calcistico italiano ed europeo.

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Capello spera: Juve-Inter alla terzultima giornata sarà lo scontro scudetto

Il sorteggio del calendario di Serie A, avvenuto ieri, ha svelato un finale di stagione ricco di emozioni e sfide cruciali. Tra gli appuntamenti più attesi spicca il derby d’Italia tra Juventus e Inter, in programma a sole tre giornate dal termine del campionato. Una sfida che da sempre infiamma gli animi e che quest’anno potrebbe avere un peso determinante nella corsa allo scudetto.

Fabio Capello, intervenuto sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, ha commentato così questa prospettiva: “Bello pensarlo, anche perché i bianconeri mancano da parecchio nella lotta per il titolo. Lo dico e lo ribadisco, la Juve deve partire per vincere, non voglio più sentire la favoletta delle grandi che hanno come obiettivo piazzarsi per giocare poi la Champions”. Parole dure ma significative, che sottolineano la necessità per la Vecchia Signora di tornare a competere ai massimi livelli.

Un ulteriore elemento da considerare riguarda l’impegno europeo di alcune delle grandi protagoniste del campionato. Milan e Juventus infatti, impegnate in Europa League, dovranno affrontare la sfida della gestione delle energie, soprattutto in vista degli incontri di Serie A. Capello spiega chiaramente i disagi legati a questo doppio fronte: “Sicuramente. In Champions vai in campo il martedì o il mercoledì e hai dei giorni per preparare l’impegno successivo in Serie A. Se invece giochi in trasferta, per esempio in Azerbaigian il giovedì sera, tornando in Italia solo di notte, e poi sei di scena la domenica pomeriggio in campionato, significa avere solo il sabato per preparare seriamente la partita. Il problema si pone soprattutto quando tu che giochi in Europa League vai ad affrontare una squadra che è andata in campo uno o due giorni prima in Champions”.

Non poteva mancare un giudizio sul calendario della Roma, altra squadra di spicco nella Serie A 2023-2024. Capello si sofferma sull’atteggiamento che potrebbe avere il club giallorosso allenato da Gasperini: “Conoscendo Gasperini, mi aspetto una Roma che ad agosto riparta dalle certezze e dalla brillantezza con cui ha chiuso questa stagione. Il calendario non è, però, semplicissimo: i giallorossi non affronteranno nessuna neopromossa nelle prime dieci giornate, in compenso si troveranno contro Inter, Napoli, Como, Atalanta, Fiorentina... più trasferte complicate come quelle con Torino e Udinese”.

In questo contesto, il Napoli, affidato ad Antonio Conte dalla scorsa stagione, rappresenta senza dubbio un avversario di primissimo piano. La squadra partenopea si presenta con un organico competitivo e una guida tecnica solida, pronta a contendere il vertice con le altre big. La carta del calendario sarà decisiva nella definizione delle ambizioni del club campano che, insieme a Juventus, Inter, Milan e Roma, animerà il campionato.

Con il campionato che si preannuncia avvincente e imprevedibile, ogni giornata potrà riservare sorprese e colpi di scena. L’attesa cresce, mentre le squadre si preparano a lanciare la loro sfida al titolo, con una Serie A che promette spettacolo e tanta qualità fino all’ultimo minuto.

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venerdì 5 giugno 2026

Sosa: "La rosa del Napoli supera quella del Milan, piacerà ad Allegri"

Roberto Sosa, ex centrocampista del Napoli, ha rilasciato dichiarazioni importanti ai microfoni di Tele A durante la trasmissione 'A Tutto Napoli', commentando la nuova era partenopea con l'arrivo in panchina di Massimiliano Allegri. L’ex calciatore si è soffermato soprattutto sulla qualità e sulle potenzialità della rosa azzurra, tracciando un paragone diretto con la squadra guidata fino a poco tempo fa da Antonio Conte.

"Sono convinto che ad Allegri piaccia molto questa rosa. Lui stesso si è detto meravigliato e vorrebbe tenere tutti i giocatori, compresi Lang e Lucca", ha esordito Sosa, evidente nel sottolineare come ai consigli del tecnico livornese interessi molto puntare sul gruppo a disposizione. "Questa rosa del Napoli è decisamente più forte di quella del Milan. Non ho dubbi in proposito" ha aggiunto, rimarcando la superiorità tecnica della formazione partenopea rispetto alla rosa su cui Allegri si è trovato a lavorare negli ultimi anni in rossonero.

Il confronto tra Allegri e Conte emerge in modo netto nelle parole di Sosa: "Massimiliano è molto più aziendalista e orientato al progetto club rispetto a Conte. Questo significa che, indipendentemente dalle mosse di mercato, lui accetterà tutti i calciatori a disposizione del Napoli". In questo senso, l’ex azzurro punta a tranquillizzare i tifosi che temono stravolgimenti radicali nell’organico, evidenziando l’approccio pragmatista dell’allenatore toscano.

Non mancano accenni al mercato e alle esigenze specifiche della rosa azzurra, con Sosa che sottolinea come "serva un sostituto per Di Lorenzo e anche un portiere, ma sono certo che Allegri lavorerà con questa base e apprezzerà ogni giocatore".

Il giudizio complessivo dell’ex centrocampista valorizza dunque il progetto Napoli sotto la guida di Allegri, definito capace di sposare subito con entusiasmo e ambizione la squadra e le sue potenzialità: "Se pensiamo alla rosa del Milan, che comunque restava forte, evidentemente Allegri preferisce questo Napoli. Lui ha davanti calciatori più forti e un progetto che può competere ad alti livelli".

Il Napoli, dopo l’era Conte, si trova quindi ad affrontare una nuova stagione all’insegna di grandi aspettative e la fiducia che il nuovo allenatore possa valorizzare ancora di più un gruppo di assoluto valore. Le prossime mosse di mercato e la gestione tecnica di Allegri saranno decisive per confermare il club partenopeo tra i protagonisti della Serie A italiana e della scena europea.

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Calciomercato 5 giugno: trattative, indiscrezioni e retroscena

Calciomercato Serie A: Juventus punta Sorloth, Goretzka si avvicina, Inter riabbraccia Stankovic Jr e Napoli riscatta Alisson Santos

JUVENTUS La Juventus stringe sul mercato per rinforzare il proprio reparto offensivo in vista della prossima stagione. La dirigenza bianconera sta intensificando i contatti con l’entourage di Alexander Sorloth, attaccante norvegese classe 1995 ora all’Atletico Madrid, per colmare il vuoto lasciato da Dusan Vlahovic. Il centravanti ha mostrato apertura verso un trasferimento a Torino, e il dialogo tra i club è in fase avanzata per trovare la formula più congeniale all’operazione. Sorloth rappresenta un profilo ideale nello scacchiere juventino per esperienza e caratteristiche tecniche.

Non solo attacco, però: nel mirino della Vecchia Signora torna con forza Leon Goretzka, centrocampista tedesco in scadenza con il Bayern Monaco. Dopo un lungo corteggiamento da parte del Milan, segnato dai recenti avvenimenti societari rossoneri, il giocatore ha affidato al proprio entourage il compito di riallacciare i contatti con la Juventus, risollevando così la pista bianconera. Un’operazione che potrebbe segnare una chiara volontà juventina di rinforzare il centrocampo.

Intanto, il club di Torino è impegnato a definire anche il riscatto di Jeremie Boga dal Nizza: la società è in trattativa con quella francese per dilazionare il pagamento dei 4,8 milioni di euro pattuiti a febbraio, quando l'esterno era arrivato in prestito. Una mossa importante per confermare un elemento che ha dimostrato qualità e incisività nella seconda parte della stagione.

Da segnalare anche la situazione legata a Stanislav Lobotka, centrocampista slovacco in forza al Napoli con cui la Juventus è in contatto per sondare la possibilità di un trasferimento. Lobotka, allenato in passato da Antonio Conte, rappresenterebbe un rinforzo tecnico oculato per la linea mediana, sebbene il Napoli stia lavorando alacremente per blindarlo e respingere ogni tentazione esterna.

INTER Una mossa importante firmata Inter vede il ritorno in nerazzurro di Aleksandar Stankovic, classe 2005, dal Club Brugge. La società ha infatti esercitato il diritto di ricompra fissato a 23 milioni di euro, assicurandosi il giovane centrocampista con un contratto quinquennale, valido dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2031. Un investimento strategico per un talento considerato una delle promesse più valide del panorama europeo.

Nel frattempo, il presidente Giuseppe Marotta ha confermato il rinnovo imminente dell’allenatore Cristian Chivu, con un accordo che sarà ufficializzato nelle prossime settimane e che rassicura i tifosi nerazzurri: "Abbiamo raggiunto un’intesa con Chivu, che ha un contratto fino al 2027. Entrambe le parti sono soddisfatte e questa notizia farà felici anche i nostri supporter".

Sul fronte rinforzi, l’Inter monitora con attenzione profili a centrocampo: il favorito per l’estate è Curtis Jones, trequartista del Liverpool. Nonostante l’interesse per Manu Koné, Jones rappresenta una scelta tecnica ed economica più vantaggiosa e si adatterebbe perfettamente al progetto futuro guidato da Chivu.

MILAN Seppur con un contratto rinnovato fino al 2031, il futuro di Mike Maignan resta incerto. Il portiere francese riflette sulla sua permanenza al Milan dopo profonde modifiche nell’organigramma del club. La sua volontà di restare era stata fortemente condizionata dalla figura di Allegri e Tare, ma il mutato scenario dirigenziale potrebbe indurlo a cercare una nuova sfida altrove.

Parla chiaro Rafael Leao che, in un’intervista rilasciata al suo paese, ha ribadito il desiderio di lasciare il Milan: "Ho bisogno di una nuova sfida dopo aver vinto due trofei in Italia. Mi piacerebbe una Premier League o la Liga, campionati che valorizzerebbero di più il mio talento. Se dovesse arrivare un’opportunità in Premier, la accetterei volentieri, per mettermi alla prova con giocatori di livello superiore". Una dichiarazione che rimette il mercato rossonero in fermento.

NAPOLI Il Napoli continua a pianificare la rosa per la prossima stagione. Dopo aver ufficializzato l’ingaggio di Rasmus Hojlund, la società ha riscattato anche il difensore brasiliano Alisson Santos dallo Sporting CP. Il club azzurro ha esercitato il diritto di opzione, versando oltre 16 milioni di euro per assicurarsi il calciatore a titolo definitivo. Alisson ha già dimostrato qualità importanti fin dal debutto in Coppa Italia, contribuendo con gol e prestazioni di alto livello: "Ha disputato quindici partite mettendo a segno quattro reti e mostrando un rendimento di grande valore", si legge nella nota ufficiale.

COMO Il giovane talento croato Martin Baturina, classe 2003 e trequartista del Como, è al centro di un ascendente mercato internazionale. Le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione di numerosi club di Premier League, pronti ad offrire cifre tra i 50 e i 55 milioni di euro. Anche il Bayern Monaco ha mostrato interesse, invitando le parti a valutare attentamente l’ipotesi di un trasferimento dell’ex Dinamo Zagabria al termine di una stagione di livello straordinario.

LAZIO Il tecnico Rino Gattuso ha delineato al presidente Claudio Lotito e al ds Angelo Fabiani le necessità per rinforzare la rosa biancoceleste, indicandone i ruoli: due difensori, un centrocampista, un attaccante e un esterno offensivo. La priorità è la difesa, dove si dovrà sostituire Alessio Romagnoli, verso l’Al Sadd. Il club segue con interesse Diogo Leite, il difensore portoghese prossimo allo svincolo dall’Union Berlino, e valuta inoltre la pista Diego Coppola, giovane promessa del Brighton già in prestito al Paris FC con possibile riscatto da 12 milioni esplicitamente voluto dagli inglesi. Non mancano infine i contatti con Sergi Dominguez, stopper della Dinamo Zagabria.

CAGLIARI Il presidente Tommaso Giulini ha annunciato alcune novità importanti a proposito della struttura societaria rossoblù, svelando il nome del nuovo direttore sportivo. Si tratta di Pietro Accardi, che firmarà un contratto triennale a breve. Giulini ha inoltre ringraziato il predecessore Angelozzi per il lavoro svolto, citando l’importanza di alcuni giocatori arrivati come prestiti, tra cui Palestra, già una delle rivelazioni di Cagliari. Nel progetto del club c’è anche Massimiliano Canzi, che assume il ruolo di responsabile del settore giovanile con l’obiettivo di far crescere i talenti isolani.

TORINO Incerto il futuro di Che Adams, attaccante scozzese del Torino con un anno di contratto ancora da onorare. Nonostante le parole del presidente Urbano Cairo, che ha manifestato la volontà di discutere un rinnovo, la trattativa non è ancora entrata nel vivo e l’ipotesi di un addio a fine stagione non si esclude. Su Adams si sono fatti vivi diversi club inglesi, con il giocatore nostalgico di un ritorno in Premier e intenzionato a sfruttare il Mondiale con la Scozia per attrarre interesse. Per anticipare possibili mosse, il Torino ha aperto i dialoghi esplorativi per un giovane profilo nazionale, Sebastiano Esposito, centroavanti del Cagliari capace di ricoprire più ruoli d’attacco, ideale per sostituire Adams in caso di partenza.

GENOA Il Genoa conferma il proprio portiere olandese Justin Bijlow fino al 2029. Arrivato a gennaio, Bijlow ha subito fatto la differenza con cinque clean sheet in sedici gare, convincendo la società ad esercitare l’opzione per il prolungamento contrattuale biennale: una mossa di stabilità in un reparto chiave per i rossoblù.

FIORENTINA La Fiorentina ha ufficializzato la separazione da Paolo Vanoli, tecnico che ha guidato la squadra alla salvezza dopo un periodo complicato, dimostrando determinazione e professionalità. La società ha ringraziato pubblicamente Vanoli e il suo staff per il lavoro svolto, augurando loro il meglio. Ora la panchina viola attende Fabio Grosso, fresco di risoluzione contrattuale col Sassuolo, e pronto a iniziare un nuovo capitolo nel capoluogo toscano.

SCENARI INTERNAZIONALI In Inghilterra, il Tottenham ha ufficializzato l’arrivo di Andy Robertson dal Liverpool, dal 1° luglio prossimo; un rinforzo di esperienza e qualità. In Spagna, Florentino Pérez punta a un acquisto faraonico da almeno 150 milioni di euro, esclusi nomi come Haaland, Kane e altri su cui era stato fatto il nome nelle settimane passate, promettendo l’arrivo di un “vero Galactico” dal reparto offensivo, non proveniente dalla Premier League. In Turchia, Vincenzo Italiano è atterrato a Istanbul per iniziare la sua nuova avventura da allenatore del Beşiktaş. Grande ottimismo dalla dirigenza e dal tecnico stesso, che si è detto impaziente di iniziare la stagione.

Infine, in Scozia, infuria la polemica tra i tifosi del Celtic e la dirigenza per il possibile ingaggio di Robbie Keane a causa delle sue scelte recenti, con ben 67 gruppi di supporter che si oppongono, spinti soprattutto dalla controversa decisione di Keane di restare allenatore del Maccabi Tel Aviv durante il conflitto a Gaza.

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Venezia, calendario Serie A completo della nuova stagione 2024/25

È stato definito il calendario completo del Venezia per la Serie A 2026/27, una stagione che si preannuncia impegnativa e ricca di sfide appassionanti per la squadra lagunare. La squadra allenata dovrà confrontarsi con avversari storici e formazioni in cerca di riscatto, tra trasferte insidiose e gare casalinghe da non sottovalutare.

Il campionato inizierà nel weekend del 22-23 agosto con una gara casalinga molto attesa: Venezia - Lecce. Gli arancioneroverdi esordiranno davanti al proprio pubblico, pronti a mettere subito in mostra la determinazione necessaria per centrare la permanenza nella massima serie. A chiudere il girone d’andata, il 6 gennaio, sarà un altro match all'Artemio Franchi contro la Roma, uno degli appuntamenti più difficili e stimolanti del calendario.

Tra le partite più interessanti del primo scorcio di stagione, spicca il Venezia - Napoli in programma alla 7ª giornata (17/18 ottobre). La sfida contro i partenopei di Antonio Conte sarà certamente uno dei momenti più complicati per i veneti, che dovranno mettere in campo orgoglio e tattica per arginare l’esperienza e la qualità degli azzurri. La squadra di Conte, reduce dall’ennesima stagione di alta classifica, arriva in Laguna con l’obiettivo di consolidare il proprio dominio e continuare a lottare ai vertici del campionato.

Il Venezia affronterà poi una serie di avversari di rilievo, tra cui l’Inter alla 9ª giornata (28 ottobre) e la Juventus alla 12ª (21-22 novembre), con partite che rappresenteranno veri e propri test per il carattere e il valore del gruppo. Non mancheranno però confronti alla portata, come contro il Frosinone – da affrontare due volte, alla 3ª (5/6 settembre) e alla 20ª giornata (16/17 gennaio) – e altre neopromosse come il Como (10ª giornata, 31 ottobre/1° novembre) e il Monza (16ª giornata, 19/20 dicembre), incontri da approcciare con la massima concentrazione per accumulare punti preziosi nella corsa alla salvezza.

Il ritorno di campionato regalerà nuovamente confronti interessanti, tra cui lo scontro diretto contro il Napoli alla 29ª giornata (20/21 marzo), questa volta in trasferta, dove i veneti dovranno cercare di strappare un risultato positivo al Diego Armando Maradona. I match contro squadre come Fiorentina, Lazio, Atalanta e Roma saranno appuntamenti fondamentali per testare la crescita del Venezia durante la stagione.

Di seguito il calendario completo delle 38 giornate di Serie A del Venezia 2026/27:

  • 1ª giornata (22/23 agosto): Venezia - Lecce
  • 2ª giornata (29/30 agosto): Milan - Venezia
  • 3ª giornata (5/6 settembre): Frosinone - Venezia
  • 4ª giornata (12/13 settembre): Venezia - Fiorentina
  • 5ª giornata (19/20 settembre): Venezia - Lazio
  • 6ª giornata (10/11 ottobre): Atalanta - Venezia
  • 7ª giornata (17/18 ottobre): Venezia - Napoli
  • 8ª giornata (24/25 ottobre): Genoa - Venezia
  • 9ª giornata (28 ottobre): Venezia - Inter
  • 10ª giornata (31 ottobre/1° novembre): Como - Venezia
  • 11ª giornata (7/8 novembre): Venezia - Udinese
  • 12ª giornata (21/22 novembre): Juventus - Venezia
  • 13ª giornata (28/29 novembre): Venezia - Bologna
  • 14ª giornata (5/6 dicembre): Venezia - Sassuolo
  • 15ª giornata (12/13 dicembre): Cagliari - Venezia
  • 16ª giornata (19/20 dicembre): Venezia - Monza
  • 17ª giornata (2/3 gennaio): Torino - Venezia
  • 18ª giornata (6 gennaio): Venezia - Roma
  • 19ª giornata (9/10 gennaio): Parma - Venezia
  • 20ª giornata (16/17 gennaio): Venezia - Frosinone
  • 21ª giornata (23/24 gennaio): Inter - Venezia
  • 22ª giornata (30/31 gennaio): Lazio - Venezia
  • 23ª giornata (6/7 febbraio): Venezia - Genoa
  • 24ª giornata (13/14 febbraio): Udinese - Venezia
  • 25ª giornata (20/21 febbraio): Venezia - Cagliari
  • 26ª giornata (27/28 febbraio): Roma - Venezia
  • 27ª giornata (6/7 marzo): Fiorentina - Venezia
  • 28ª giornata (13/14 marzo): Venezia - Atalanta
  • 29ª giornata (20/21 marzo): Napoli - Venezia
  • 30ª giornata (3/4 aprile): Venezia - Parma
  • 31ª giornata (10/11 aprile): Bologna - Venezia
  • 32ª giornata (17/18 aprile): Venezia - Juventus
  • 33ª giornata (24/25 aprile): Venezia - Torino
  • 34ª giornata (1/2 maggio): Monza - Venezia
  • 35ª giornata (8/9 maggio): Venezia - Como
  • 36ª giornata (15/16 maggio): Sassuolo - Venezia
  • 37ª giornata (22/23 maggio): Venezia - Milan
  • 38ª giornata (29/30 maggio): Lecce - Venezia

Un calendario fitto di impegni, in cui il Venezia dovrà distribuire con attenzione le risorse per garantire continuità e risultati positivi in questa nuova avventura in Serie A, cercando di conquistare punti preziosi sia in casa che in trasferta e di confermarsi nella massima divisione del calcio italiano.

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Como, prime 3 gare in trasferta: spiegazione ufficiale

Serie A

È stato ufficialmente diramato il calendario della Serie A 2026/27, che vedrà la partecipazione anche del Como di Cesc Fàbregas, appena promosso nel massimo campionato italiano. La nota curiosa riguarda tuttavia il calendario delle prime tre giornate: il club lombardo giocherà tutte in trasferta, un dettaglio insolito ma chiaramente pianificato.

I primi impegni del Como saranno infatti al Bluenergy Stadium contro l’Udinese, poi il turno successivo vedrà la squadra di Cesc Fàbregas affrontare il Napoli allo Stadio Maradona, e infine il terzo match si disputerà al “Ferraris” contro il Genoa. Questa scelta non è casuale: la dirigenza del Como ha voluto posticipare le gare casalinghe per guadagnare tempo prezioso per ultimare i lavori di adeguamento dello stadio Sinigaglia secondo i rigidi parametri UEFA richiesti per la partecipazione alla Champions League.

Come spiegato dalla redazione specializzata, il club lariano punta a evitare qualsiasi emergenza o ritardo causato da possibili imprevisti, quali condizioni meteorologiche avverse o altri fattori che potrebbero rallentare i lavori. Da considerare anche la tempistica della Como Cup, evento calcistico locale in programma dal 28 luglio al 1º agosto, che potrebbe influenzare ulteriormente la gestione della manutenzione impiantistica.

L’obiettivo prioritario è chiaro: il Como desidera ospitare la propria prima partita di Champions League sulle rive del Lago di Como, nello stadio di casa, garantendo così ai tifosi biancoblù un’esperienza unica e senza dover trasferirsi temporaneamente in impianti alternativi come il Mapei Stadium di Reggio Emilia. Le operazioni di rinnovamento procedono a ritmo serrato. La Curva è già stata smantellata, i tubolari sono stati rimossi e, passo dopo passo, si stanno realizzando nuove strutture portanti in cemento o acciaio per adeguare l’impianto agli standard richiesti.

Un altro intervento fondamentale riguarda il campo di gioco, che sarà allargato fino a 68 metri di larghezza, come previsto dalle norme UEFA per i campi di Champions League, una modifica che già mostra i suoi primi risultati concreti. In ogni caso, la prima gara sul nuovo Sinigaglia sarà presumibilmente quella di campionato valida per la quarta giornata, quando il Como ospiterà il Parma il 13 settembre. Questa data rappresenta la peggior delle ipotesi, poiché i lavori potrebbero terminare anche prima.

Nel frattempo, la squadra di Antonio Conte, fresca campione d'Italia con il Napoli, attende quell’appuntamento con interesse, consapevole che le prime sfide della stagione saranno impegnative, soprattutto in trasferta. La Serie A 2026/27 si presenta dunque fin da subito avvincente, con una neopromossa come il Como pronta a stupire e con uno stadio Sinigaglia che si prepara a entrare nei palcoscenici europei più prestigiosi.

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Nani sul riscatto di Zaniolo: "Udine un'isola felice per lui"

Udinese

Gianluca Nani, direttore sportivo dell'Udinese, ha voluto fare il punto sulla stagione e in particolare sul futuro di Nicolò Zaniolo, attualmente in prestito al club friulano. Intervistato, Nani ha espresso grande soddisfazione per il rendimento del giovane offensore e l'inserimento del calciatore nella città e nella squadra: "Sta benissimo a Udine ed è contentissimo della scelta che ha fatto. Siamo un’isola felice, squadra e città dedicate al calcio. Da 30 anni la famiglia Pozzo è in Serie A pur senza disporre del budget di Milan, Inter, Napoli, Roma, Torino e altre. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo di lavoro".

La stagione di Zaniolo con l'Udinese sta confermando quelle che erano le aspettative: il giocatore si è integrato bene, dimostrando qualità e continuità che sono piaciute molto anche alla dirigenza. L’ex centrocampista della Roma, oggi al centro delle attenzioni di molti club e protagonista di un rilancio importante, si è calato nel progetto dei friulani con grande entusiasmo, fattore fondamentale nel mondo del calcio moderno.

Sul tema del riscatto, Nani ha chiarito la situazione senza creare fretta, indicando che la questione sarà affrontata nel momento opportuno: "Abbiamo diritto di riscatto, lui ha manifestato gradimento e noi siamo contentissimi del suo rendimento. Non è una questione economica: al momento giusto ci siederemo e decideremo il da farsi seguendo la strada prefissata".

Queste parole fotografano una strategia ponderata da parte dell'Udinese, che valuta con attenzione la fattibilità di trattenere Zaniolo, considerando il suo impatto sul campo e il benessere del calciatore fuori dal terreno di gioco. Un approccio che testimonia quanto il club friulano sia un ambiente sano e lavorativamente stimolante, nonostante le inevitabili differenze di budget con alcune grandi realtà del calcio italiano come Napoli, Milan, Inter e Roma.

In questo contesto si inserisce anche la figura di Antonio Conte, allenatore del Napoli, squadra che potrebbe essere una delle contender nel mercato estivo per Zaniolo, qualora l’Udinese decidesse di non esercitare il riscatto. Il Napoli, sotto la guida di Conte, continua a essere un punto di riferimento del calcio italiano, puntando su giocatori capaci di fare la differenza in campionato e in Europa.

Per ora, però, il futuro di Zaniolo è legato a doppio filo al progetto dell’Udinese e alla volontà di tutte le parti coinvolte. Il ragazzo ha ritrovato a Udine quella serenità e quel contesto ideale per esprimere il suo talento, confermando come il club friulano rappresenti una realtà solida nella massima serie italiana, caratterizzata da una gestione oculata e da una continuità che in Serie A è un valore raro e prezioso.

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