giovedì 7 maggio 2026

De Laurentiis: con Malagò alla FIGC la Roma resta tranquilla

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, si è espresso con fermezza e lucidità in occasione dell’inaugurazione del Villaggio della Salute della Race for the Cure al Circo Massimo, evento che unisce sport e prevenzione contro il tumore al seno. Intervistato da Radio Kiss Kiss, il patron azzurro ha rivolto anche un pensiero alla Roma, precisando come un’eventuale presidenza della Federcalcio affidata a Giovanni Malagò potrebbe generare benefici concreti per il Sud Italia nel panorama calcistico nazionale.

“La Roma deve stare tranquilla,” ha affermato De Laurentiis, “perché se Malagò dovesse diventare presidente della Federazione, lui, da romanista, sicuramente farà in modo che il calcio porti anche qualcosa in più dal centro al Sud.” Un auspicio importante, che sottolinea il dibattito intorno alla valorizzazione del calcio meridionale, terreno nel quale il Napoli si sta confermando protagonista sotto la guida di Antonio Conte.

Il presidente partenopeo ha poi allargato il discorso, affrontando un tema di grande attualità che esula dal rettangolo verde ma che riguarda inevitabilmente la salute pubblica: l’educazione alimentare e la prevenzione. “Credo che bisognerebbe ampliare lo spettro della prevenzione, partendo dall’educazione all’alimentazione. Ancora oggi nelle scuole non si spiega abbastanza come contrastare l’industria alimentare che produce cibi nocivi, responsabili di numerose patologie,” ha sottolineato De Laurentiis, evidenziando come la pubblicità, specialmente quella rivolta ai bambini, giochi un ruolo fondamentale nel costruire cattive abitudini.

Il presidente del Napoli ha fatto appello a un impegno più incisivo delle istituzioni. “Fare prevenzione è fondamentale: si deve partire dalle scuole, insegnando sin da piccoli come alimentarsi correttamente e combattere questo male subdolo che è difficilissimo da affrontare. Solo con educazione e prevenzione si può uscire da questa situazione senza soccombere.”

Sottolineando l’importanza della prevenzione nei confronti del tumore al seno, De Laurentiis ha ricordato come questa malattia non colpisca solo le donne ma anche gli uomini e che dunque la sensibilizzazione deve essere più ampia e articolata. “La donna è centrale nella nostra vita,” ha dichiarato il patron azzurro, “ed è fondamentale che il Governo si impegni concretamente, investendo sulla prevenzione. Ribadisco l’importanza di programmi scolastici in cui vengano affrontati i temi della corretta alimentazione e di uno stile di vita attivo, come la ginnastica, vero toccasana contro questo flagello.”

Un passaggio interessante è stato dedicato alla dimensione sportiva più stretta: “Ogni società calcistica – ha ricordato De Laurentiis – dispone di medici sociali e nutrizionisti che hanno il compito di seguire attentamente i 30 calciatori, provenienti da abitudini alimentari e culturali diverse. In squadra non si può cancellare la cultura individuale, ma bisogna lavorare per costruire una progressione condivisa che porti la squadra a diventare un corpo unico.”

A tal proposito, il presidente del Napoli ha evidenziato come l’alimentazione sia una componente chiave nell’armonizzazione del gruppo e nella preparazione atletica di alto livello: “L’educazione alimentare e la conoscenza del proprio corpo sono fasi indispensabili per rendere competitiva una squadra.”

Queste parole da parte di De Laurentiis rappresentano un richiamo chiaro e coinvolgente, che mette al centro non solo la sfida sportiva della Serie A, ma anche la responsabilità sociale di club e istituzioni nel promuovere la salute e la prevenzione attraverso lo sport e la corretta alimentazione. Un messaggio che dal Circo Massimo, cuore pulsante di Roma, arriva forte e chiaro fino a Napoli, confermando ancora una volta come lo sport possa essere veicolo di valori ben più ampi e profondi.

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Lucarelli: squadre italiane scelgono stranieri per il trading

Cristiano Lucarelli si è recentemente raccontato in un’intervista esclusiva sul canale YouTube del collega argentino Rodrigo Rea, affrontando temi caldi legati al calcio italiano, al suo profondo legame con il Livorno e al suo affetto per l’Argentina e il Boca Juniors. Un viaggio a cuore aperto nel mondo del calcio, tra passione, riflessioni e nostalgie.

La crisi del calcio italiano: una bandiera da risollevare

Lucarelli non nasconde le difficoltà del nostro calcio: “Quindici o venti anni fa la Serie A era il campionato più importante al mondo, un sogno per ogni calciatore. Oggi, invece, penso sinceramente che il nostro massimo campionato sia dietro Inghilterra, Spagna, Francia e Germania.”

Secondo l’ex attaccante, la speranza risiede negli ex grandi campioni come Paolo Maldini o Roberto Baggio: “Spero che proprio questi grandi ex possano dare una mano per far tornare la Serie A ai fasti di un tempo.” Sul mercato, osserva Lucarelli, “ci sono molti stranieri in Italia, ma spesso non di altissimo livello come vent’anni fa. Inoltre, gli stranieri sono più facili da rivendere, mentre gli italiani risultano più difficili da collocare: è per questo che molte società preferiscono puntare sugli stranieri per motivi di trading.”

Il rapporto con la Nazionale e la politica

Nel corso dell’intervista, Lucarelli ha toccato anche un aspetto personale che ha influenzato la sua carriera in maglia azzurra: “Nel mio ruolo c’era grande concorrenza, ma tra il 2003 e il 2008 ho segnato oltre 90 gol in Serie A, numeri importanti. Sono sempre stato attento a ciò che accade fuori dal campo e non ho mai nascosto le mie posizioni politiche; questo, forse, mi ha penalizzato nelle convocazioni in Nazionale.”

Un amore senza condizioni per il Livorno

Nonostante le numerose offerte, Lucarelli ha sempre scelto il cuore. “Ho avuto molte proposte in Italia e in Europa, ma ogni volta qualcosa mi spingeva a restare a Livorno. Quando siamo arrivati per la prima volta in Coppa UEFA, sapevo che non potevo andarmene proprio allora: era un momento storico per il club, e volevo viverlo fino in fondo.”

Un legame forte col club amaranto, che oggi sembra purtroppo un’eccezione nel calcio moderno: “Il senso di appartenenza si è perso. Oggi è tutto globale, e le società cercano di fare affari, plusvalenze, per garantirsi la salute economica. È diventato difficile vedere un ‘calciatore bandiera’ come un tempo: Totti alla Roma, Del Piero alla Juve, Maldini al Milan o io al Livorno. Il lato economico è diventato il motore di ogni scelta.”

L’ammirazione per il calcio argentino e il Boca Juniors

Lucarelli ha espresso anche la sua forte passione per il calcio argentino: “Mi sarebbe piaciuto vivere un’esperienza come quella di De Rossi al Boca Juniors. Allenare in Argentina sarebbe un sogno, perché lì la passione per il calcio è qualcosa di unico, si respira 24 ore su 24.”

Racconta il suo legame con la Bombonera: “Seguo molto il calcio argentino: quando i tifosi segnano un gol, le tribune esplodono in un’emozione gigantesca. Io e mio fratello Alessandro diciamo sempre che, prima di morire, dobbiamo vedere una partita del Boca dal vivo. Chi vive di calcio non può dirsi completo senza aver visto una partita lì.”

Maradona, il mito eterno

L’amore per Diego Armando Maradona è palpabile nelle parole di Lucarelli. “Maradona è il calcio. Per me, pensare al calcio significa pensare a Diego. Ho avuto la fortuna di giocare due anni a Napoli e so bene cosa rappresenta lì. Nella storia del calcio, c’è stato un solo calciatore capace di vincere le partite da solo: lui.”

“Il Napoli di Maradona era diverso: con lui, Careca e Alemao avevamo tre giocatori di livello internazionale, un lusso che le altre grandi italiane come Milan, Inter o Juventus non avevano. Diego ha conquistato due scudetti praticamente da solo.”

Ancora oggi, secondo Lucarelli, Maradona è il più amato dai tifosi di ogni squadra. “In Serie A tutti aspettavamo la domenica per vedere una sua giocata. Quel che inventava sembrava impossibile da replicare, era qualcosa di soprannaturale.”

Messi, Cristiano Ronaldo e il confronto inevitabile

Nel dibattito sui due giganti del calcio contemporaneo, Lucarelli propone un’analisi originale: “Messi è un calciatore straordinario, ma a differenza di Maradona, la sua grandezza rimane più legata al campo. Diego trasmetteva emozioni anche fuori dal calcio, con le sue posizioni politiche e la sua personalità.”

Sul confronto tra Messi e Cristiano Ronaldo, Lucarelli usa una metafora cinematografica: “Questo confronto mi ricorda ‘Rocky IV’. Messi è come Rocky che si allena con Apollo Creed: un campione dal talento naturale e dalla qualità superiore, meno imponente fisicamente ma più ‘umano’. Cristiano, invece, è come Ivan Drago: una macchina perfetta, un atleta incredibilmente allenato, quasi un robot. Entrambi sono speciali, ma con caratteristiche completamente diverse.”

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Como, Napoli e Inter su Perrone: ds Ludi smentisce offerte

Como, Carlalberto Ludi: "Cesc Fabregas cardine del progetto, punta di diamante per la crescita del club"

Il futuro del Como sembra essere indirizzato con decisione attorno a una figura di spicco: Cesc Fabregas. Il direttore sportivo dei biancoblù, Carlalberto Ludi, non ha esitazioni nel definire lo spagnolo fondamentale per la prossima stagione sulle sponde del Lago di Como. Intervistato dal Corriere dello Sport, Ludi ha sottolineato quanto sia centrale il ruolo di Fabregas all’interno della società lariana. "Il futuro passa anche da Cesc Fabregas? Sì, è centrale nel nostro progetto", ha affermato con convinzione il ds.

Ludi ha poi evidenziato l'eccezionale equilibrio tra le ambizioni di Fabregas e quelle della società: "C’è totale allineamento tra la sua ambizione e la nostra. Nonostante abbia vinto tutto da calciatore, ha una grande voglia di imparare e confrontarsi. Como è diventato un ambiente ideale anche grazie a lui, che è la nostra vera guida dentro e fuori dal campo". L’ex centrocampista del Chelsea, in questa nuova veste di allenatore, ha preso sempre più credito, dimostrando di voler portare avanti un progetto ambizioso e di crescita.

Non a caso, anche Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli, ha speso parole di grande stima per Fabregas. Il tecnico di Lecce, che ha avuto modo di conoscerlo da giocatore durante la sua esperienza al Chelsea, lo ha definito un "predestinato". Lodi ha ribadito con orgoglio gli elogi pronunciati da Conte: "Lo dice Conte e io mi fido ciecamente. Posso aggiungere che Fabregas è completo sotto ogni aspetto, un fuoriclasse sia come giocatore sia come tecnico".

Non solo Fabregas, il Como lavora anche sulla crescita di giovani talenti che stanno attirando l’attenzione dei grandi club italiani. Tra questi figura Maximo Perrone, centrocampista che ha destato l’interesse sia del Napoli, squadra di primissimo piano nel campionato italiano, sia dell’Inter. "Non sorprende se ne parli, ma al momento non abbiamo ricevuto offerte concrete", ha spiegato Ludi, lasciando aperta la porta a possibili sviluppi senza però confermarli.

Con il mercato che non conosce soste, il Como sta accelerando le operazioni per rinforzare la rosa in vista della nuova stagione. Un ruolo cruciale è giocato anche dall’asse con il Real Madrid, club con cui la dirigenza manteniene un ottimo rapporto. Ludi ha chiarito la strategia societaria: "Abbiamo un buon rapporto con il Real Madrid, ma non siamo alla ricerca di ‘nomi’ famosi. Il nostro obiettivo è trovare giocatori funzionali al progetto tecnico e sportivo del Como, elementi che possano davvero integrarsi e valorizzare la squadra".

Con questo approccio, il Como mira a consolidare la propria posizione nel calcio italiano, costruendo un gruppo solido e competitivo. Il contributo di Fabregas, insieme alla crescita dei giovani talenti come Perrone e alle sinergie con club prestigiosi come il Real Madrid, rappresentano la base di una programmazione attenta e ambiziosa che vuole assicurare continuità e risultati nel medio-lungo termine.

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mercoledì 6 maggio 2026

Milan di Red Bird, mediocrità e distacchi siderali costanti

Il Milan targato Red Bird si conferma una realtà lontana dagli antichi fasti, incapace di contendere con continuità lo Scudetto alle grandi rivali della Serie A. Dal cambio di proprietà, con Gerry Cardinale che ha rilevato il club da Elliott, e la nomina di Giorgio Furlani come amministratore delegato al posto di Ivan Gazidis, il bilancio sul fronte campionato è piuttosto chiaro: il Milan non ha mai realmente lottato per il titolo e si è quasi sempre dovuto accontentare di obiettivi più modesti, spesso limitati alla qualificazione alla Champions League.

Entrando nel dettaglio delle ultime stagioni, emerge una tendenza consolidata. Nella stagione 2019-20, la Juventus si aggiudicò lo scudetto con 83 punti, precedendo l’Inter (82) e con il Milan relegato al 6° posto con 66 punti, ben 17 lunghezze dal primo posto.

Nel 2020-21, l’Inter si prese la rivincita conquistando lo scudetto con un bottino di 91 punti, mentre il Milan chiuse secondo con 79 punti, a 12 dalla vetta. La vera gioia rossonera arrivò però nel 2021-22, quando la squadra guidata da Stefano Pioli conquistò il titolo con 86 punti, superando di due lunghezze proprio l’Inter. Un momento di gloria in un quinquennio altrimenti contrassegnato da alti e bassi.

La stagione 2022-23 segnò un passaggio di testimone deciso: il Napoli, sotto la guida di Antonio Conte, sollevò il tricolore con 90 punti, mentre l’Inter si piazzò terza a 72 punti e il Milan quarto a quota 70. In quel campionato i rossoneri pagarono anche una penalizzazione inflitta alla Juventus, che permise loro di strappare un pass per la Champions League; tuttavia, la stagione europea si concluse con una semifinale persa proprio contro i nerazzurri.

L’anno successivo, il 2023-24, vide l’Inter dominare con 94 punti e il Milan secondo con 75, a distanza siderale di 19 punti dal titolo. Situazione analoga nella stagione 2024-25, con il Napoli campione a 82 punti e l’Inter a 81, mentre il Milan precipitava all’ottavo posto con soli 63 punti, nuovamente lontano dai vertici e distanziato di 19 punti dal tricolore.

L’attuale campionato 2025-26 conferma questo trend: alla 35ª giornata, l’Inter guida con 82 punti, il Napoli insegue a 70 e il Milan è terzo con 67 punti, ancora lontano dalla lotta al vertice, con un distacco di 15 punti dai nerazzurri capolisti.

Un’analisi complessiva che parla chiaro: in questo periodo il Milan ha accumulato un ritardo complessivo di 102 punti rispetto alla prima classificata e ben 80 lunghezze distanti dall’Inter. Numeri che fotografano una crisi di ambizioni e di risultati, in controtendenza rispetto al blasone del club.

Le promesse fatte dalla dirigenza, specialmente da Furlani al momento del suo insediamento, che parlavano di un rafforzamento delle ambizioni e di un rilancio nella corsa allo Scudetto, si sono scontrate con una realtà fatta di scelte non sempre efficaci e di risultati deludenti. Il Milan si ritrova così soggetto a una fase di stallo, incapace di competere stabilmente con Napoli e Inter, le due grandi protagoniste attuali guidate rispettivamente da Antonio Conte e dalla squadra nerazzurra.

Per il club rossonero, quindi, la sfida resta più che mai aperta: recuperare terreno in Serie A, tornare a lottare per il tricolore e riconquistare un ruolo da protagonista nel calcio italiano e internazionale, dovrà essere l’obiettivo nei prossimi anni, pena una lunga permanenza nell’anonimato delle grandi deluse.

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PSG in finale di Champions contro Arsenal, Kvaratskhelia: "Rispettiamo tutti"

Khvicha Kvaratskhelia, esterno d’attacco del Paris Saint-Germain ed ex Napoli, esprime tutta la sua gioia e determinazione dopo il pareggio per 1-1 sul campo del Bayern Monaco, risultato che ha spalancato per il club francese le porte della finale di Champions League. Intervenuto ai microfoni di TNT Sports, Kvara ha sottolineato il valore e la difficoltà dell’impresa appena compiuta.

“Sono molto felice di essere arrivato in finale – ha dichiarato l’attaccante georgiano –. Sappiamo che affrontare l’Arsenal sarà estremamente difficile. Il Bayern Monaco è una delle squadre migliori in questo momento e quella di ieri è stata senza dubbio la partita più dura della nostra stagione. Abbiamo però dimostrato che possiamo competere ad alti livelli contro team di grande calibro.”

Il classe 2001 ha poi aggiunto con orgoglio: “Siamo fieri di esserci riusciti ancora una volta. Ora dovremo essere pronti per la finale, che rappresenta la partita più importante della nostra vita. Daremo tutto ciò che abbiamo per questo club.”

Sul contributo fornito a Ousmane Dembélé con l’assist che ha portato al gol subito dopo l’inizio, Kvaratskhelia ha voluto esprimere apprezzamento per il compagno di squadra: “È stato fondamentale che lui segnasse così in fretta. Io ho semplicemente fatto il mio passaggio, ma lui ha realizzato un gol spettacolare. Siamo tutti molto orgogliosi di lui e dello spirito che caratterizza tutta la squadra.”

Un altro elemento interessante riguarda il confronto con le squadre inglesi: l’Arsenal sarà la quinta formazione di Premier League che il PSG affronta in questa stagione in Champions League. Kvaratskhelia commenta così questo dato: “Rispettiamo ogni avversario. Per noi è fondamentale giocare il nostro miglior calcio. Non ci concentriamo troppo su chi sarà il nostro rivale in finale, ma ci prepariamo per dare il massimo in campo. Sarà difficile, perché è una finale di Champions League, ma dobbiamo semplicemente goderci questo momento.”

Queste parole di Khvicha Kvaratskhelia arrivano a coronamento di una stagione di altissimo livello per l’ex talento del Napoli, approdato quest’anno al PSG sotto la guida del tecnico Antonio Conte, che ha puntato proprio sul georgiano per il suo calcio offensivo e dinamico. Il Napoli, squadra italiana storicamente legata a Kvaratskhelia, ha così visto un altro suo giovane talento brillare su palcoscenici internazionali, mentre il calciatore si prepara ad affrontare con il Paris Saint-Germain il momento più importante della sua carriera.

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Calciomercato 6 maggio: ultime indiscrezioni e trattative Serie A

La sessione di calciomercato si avvicina e già si accendono i riflettori sulle principali trattative e indiscrezioni che coinvolgono i club di Serie A e non solo. Tra nomi di primissimo piano e strategie di mercato, ecco un quadro completo delle ultime novità.

INTER: Bastoni resta un pezzo pregiato, ma il Barça insiste

L’Inter si prepara a una delicata fase di rinnovi ed eventuali cessioni. Secondo il Corriere della Sera, Alessandro Bastoni resta uno degli asset più importanti della squadra guidata da Antonio Conte. Nonostante il Barcellona si sia fatto avanti con un’offerta superiore a quella nerazzurra, i catalani restano delusi dalla mancanza di pressione del giocatore verso l'Inter, utile ad abbassare il prezzo. Il club di Milano, però, ha fissato la base d’asta a 60 milioni di euro, cifra ritenuta indispensabile vista l’importanza del difensore classe ’96 che ha appena compiuto 27 anni e si conferma pilastro difensivo imprescindibile, soprattutto in vista della possibile partenza di pezzi come Acerbi e De Vrij. I blaugrana, al momento, trattano anche alternative come Romero del Tottenham e Lucumì del Bologna, meno tecnici ma più fisici, in caso la trattativa Bastoni dovesse naufragare.

De Vrij e il Benfica: trattativa in bilico

Intanto, Stefan de Vrij sembra destinato a lasciare Milano. Secondo il portale portoghese A BOLA, il Benfica monitora da vicino l’esperto centrale olandese, in scadenza nel 2026 con l’Inter. Il difensore 34enne sarebbe interessato al trasferimento in Portogallo, sotto la guida di José Mourinho. Il club lusitano attende l’evoluzione della situazione, consapevole che l’ingaggio offerto nella Milano meneghina è stato rivisto al ribasso, mentre il rinnovo è ancora lontano dall’essere ufficializzato. Oltre al Benfica, interessi arrivano anche da Olympiakos e da squadre di Arabia Saudita e Turchia. Se il colpo De Vrij saltasse, il Benfica guarda anche al brasiliano Viery del Gremio, ma l’investimento di 20 milioni rappresenta una cifra significativa.

Napoli a caccia di un terzino: Tobias nel mirino

Il Napoli, sotto la guida del tecnico Antonio Conte, punta deciso a rinforzare la difesa in vista della prossima stagione. Radio Kiss Kiss segnala l’interesse degli azzurri per Vinicius Tobias, giovane terzino destro classe 2004 di proprietà dello Shakhtar Donetsk. Il brasiliano, con un passato anche nel Real Madrid Castilla e l’esperienza nei campionati sudamericani ed europei, è considerato un talento verde ma ambizioso, già nel mirino di diversi club europei. Il direttore sportivo Giovanni Manna è pronto a dare l’accelerata decisiva, con un viaggio programmato a Londra per trattare con gli ucraini che valutano il cartellino intorno ai 20-25 milioni. Non sarà facile, vista la concorrenza, ma Tobias rappresenta un’occasione importante per rinforzare la fascia destra del Napoli e potrebbe essere il primo colpo della prossima stagione.

Juventus: Yildiz incedibile, ma la difesa è sotto osservazione

La Juventus si prepara a una stagione cruciale con la lotta per il quarto posto in campionato e l’obiettivo di riconquistare la Champions League, punto di svolta per i piani futuri del club. Il giovane talento Kenan Yildiz è considerato incedibile: il riferimento bianconero a un nuovo progetto a lungo termine, dove il trequartista turco potrebbe diventare l’erede simbolico dei grandi del passato come Del Piero e Tevez. Lo stesso tecnico Conte lo coccola pubblicamente, pronto a costruire la squadra attorno a lui e a Giorgio Chiellini, che torna nella prossima stagione.

Situazione delicata per Nico Gonzalez, attaccante in prestito all’Atletico Madrid. Fermo per infortunio muscolare da fine aprile, difficilmente tornerà operativo in questa stagione. L’Atletico non ha però ancora attivato l’obbligo di riscatto fissato a 32 milioni, basato su 21 presenze da almeno 45 minuti, condizione mai raggiunta dall’argentino. Nelle prossime settimane potrebbe però arrivare una nuova offerta, inferiore rispetto alla precedente, e sarà fondamentale il parere di Conte, che non ne favorì la partenza la scorsa estate.

In difesa, la Vecchia Signora valuta anche di sacrificare il centrale Gleison Bremer, la cui clausola rescissoria da 58 milioni di euro scade a metà agosto, aprendo la porta a trattative importanti se dovesse arrivare un’offerta irrinunciabile. Nel frattempo, i dirigenti bianconeri Comolli e Ottolini lavorano per rinforzare il reparto arretrato: tra i nomi caldi ci sono il sudcoreano Kim Min-jae, al Bayern Monaco ma grande ex del Napoli, e diversi profili inglesi in scadenza di contratto o disponibili a trattare, come John Stones e Nathan Aké. Restano anche in orbita giovani prospetti come Samson Baidoo (Lens) e Joel Ordonez (Brugge).

Roma: Malen e nuovi obiettivi

La Roma può contare su una certezza assoluta: l’impatto di Donyell Malen in Serie A è stato sorprendente. Ottimi i rapporti con l’agenzia THE-TEAM, tramite cui potrebbero arrivare nelle prossime settimane proposte per altri giocatori come Crysencio Summerville. Altri sondaggi riguardano l’interessante attaccante Christos Tzolis del Club Brugge, offerto ai giallorossi per circa 30 milioni di euro, mentre resta il desiderio di riportare in auge Kerim Alajbegovic dal Bayer Leverkusen, anche se la trattativa potrebbe complicarsi a causa delle questioni familiari legate al giocatore.

Como e Juventus: il caso Nico Paz

Il talento emergente Nico Paz, trequartista di proprietà del Como, è al centro dell’attenzione dei club maggiori. Nonostante il Real Madrid abbia annunciato la volontà di esercitare il riscatto la prossima estate per 9 milioni di euro, il giocatore potrebbe non restare necessariamente in Spagna, ma sarà probabilmente valutato in altri contesti, compresa la Juventus (che lo sta sondando), mentre l’Inter monitora con attenzione.

Atalanta: stagione in bilico e possibili cessioni

L’Atalanta si trova a un punto di svolta dopo una stagione altalenante. Sul versante europeo, la lotta per un posto in Conference League tiene viva la speranza, ma il giudizio complessivo non è positivo. Se è vero che la squadra ha mantenuto un blocco importante tra cui Lookman, Raspadori e Zalewski, emergono però dubbi su calciatori a fine ciclo come Ederson, Musah, Kolasinac, Djimsiti e De Roon. Il centrocampo necessita di un lifting, con i nomi di Mandela Keita e Morten Frendrup accostati al club bergamasco. Non è escluso che l’allenatore Palladino debba lasciare spazio a nuove figure. Il nome più caldo per una possibile cessione è Gianluca Scamacca, cresciuto alla Roma ma mai completamente integrato con Gasperini, con la società Friedkin pronta a investire per un colpo di prestigio in occasione del centenario del club giallorosso.

Di grande rilievo è inoltre l’asse commerciale tra Atalanta e Atletico Madrid dove, nei recenti match di Premier League, hanno giocato spesso anche gli ex nerazzurri Ruggeri e Lookman. A Lisbona la società madrilena sta muovendo passi concreti per il centrocampista brasiliano Ederson, valutato circa 40 milioni, settore dove si preannunciano trattative accese anche col Manchester United.

Sassuolo: Muharemovic occhiato dai top club

Il giovane difensore del Sassuolo, Tarik Muharemovic, è uno degli obiettivi di Inter e Juventus per il prossimo mercato estivo. Il classe 2003 è conteso anche dalla Premier League, che dispone di maggiori risorse economiche. Il Sassuolo valuta il giocatore tra i 30-35 milioni, con la Juventus che spera di giocare con il diritto sul 50% della futura rivendita per ottenere uno sconto. Sarà una corsa serrata nelle prossime settimane, con entrambe le squadre italiane alla ricerca di rinforzi difensivi.

Bologna e il rilancio post stagione

Nonostante la quasi certezza di escludere la partecipazione alle competizioni europee, il Bologna guarda già avanti. Il presidente Joey Saputo ha richiamato l’attenzione sui giovani come base per il futuro. Nel mirino ci sono giocatori come Samuele Angori (Pisa), Tommaso Barbieri (Cremonese), e giovani talenti in prestito come Christian Comotto e Alessandro Romano. Per la fascia alta, ruolo nel quale potrebbero partire Rowe o Orsolini, piace il 21enne italiano Luca Koleosho, attualmente in prestito al Paris FC. Sul fronte centrocampo, attenzione alla scadenza di contratto del veterano Remo Freuler con la proposta di rinnovo sul tavolo, mentre tra i sostituti spicca il nome di Soufiane El Faouzi dello Schalke 04.

Udinese: Atta valutato 40 milioni, sorveglianza estera

L’Udinese è pronta a trattare la cessione del giovane centrocampista difensivo Arthur Atta, seguito da club come Arsenal, Manchester City e Barcellona. Il prezzo fissato in Friuli è alto, circa 40 milioni, valore in netto aumento dopo i soli 8 milioni investiti tra prestito e riscatto dal Metz. Il Napoli lo ha monitorato con interesse come possibile sostituto di Zambo Anguissa. Ma la destinazione più probabile rimane l’estero.

Parma: il futuro di Suzuki verso la Premier

Il portiere giapponese Zion Suzuki, classe 2002, è un nome caldo per il mercato estivo. In uscita dal Parma, potrebbe presto approdare in Premier League dove diversi club lo seguono da vicino. Nonostante la stima di Cristian Chivu, il club nerazzurro non ha ancora avanzato offerte concrete, ma l’interesse sul ragazzo è molto elevato. Suzuki ha collezionato 18 presenze stagionali, nonostante un periodo di stop per infortunio.

Lecce: Tiago Gabriel sorvegliato speciale

Il promettente difensore portoghese del Lecce, Tiago Gabriel, si è messo in luce anche quest’anno e ha attirato le attenzioni di Juventus e Milan. Valutato intorno ai 25 milioni, il club salentino vuole innescare un’asta per massimizzarne il valore in vista della prossima stagione, chiaramente con l’obiettivo di trattenere il giocatore almeno per un altro ciclo.

Altri spostamenti internazionali e rinnovi

L’avventura di Mohamed Salah al Liverpool sembra agli sgoccioli. L’esterno egiziano, ormai 33enne, vorrebbe restare in Europa e il Real Madrid è in pole position per assicurarsene le prestazioni, come riportato da fonti egiziane. Intanto Hulk, dopo l’addio all’Atletico Mineiro, firma ufficialmente con il Fluminense con un contratto fino al 2027 e farà il suo esordio in Brasile a metà maggio.

Situazione incerta per Marcus Rashford, attaccante in prestito al Barcellona, che molto probabilmente tornerà a Manchester United senza che i catalani esercitino l’opzione d’acquisto da 30 milioni di euro. Il giocatore, nonostante un buon rendimento di 13 gol in 46 partite stagionali, non sembra intenzionato a rientrare a Old Trafford, ma dovrà affrontare un contratto fino al 2028.

Infine, si accende la curiosità sul futuro di Cristiano Ronaldo Jr, finito nel mirino del Paris Saint-Germain: un fenomeno in erba seguito anche da Juventus, Manchester United, Bayern Monaco, Inter, Atalanta e altri top club europei, pronto a spiccare il volo nel calcio internazionale.

In Germania, Bayer Leverkusen annuncia il rinnovo di Arthur, laterale brasiliano fino al 2031, mentre l’Athletic Club conferma il difensore Yerey Alvarez fino al 2028, con il sogno di chiudere la carriera nel club basco.

Il calciomercato estivo si preannuncia dunque caldo, con diverse squadre italiane pronte a fare investimenti importanti per rinforzare le proprie rose in vista dei prossimi campionati e delle competizioni europee.

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Napoli pensa al dopo Lukaku: Maradona Jr sceglie Pellegrino

Il Napoli è già al lavoro per individuare il profilo giusto che possa prendere il posto di Romelu Lukaku al termine della stagione. A sottolineare le caratteristiche ideali per il ruolo di vice-Hojlund è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Diego Maradona Jr., che ha proposto una serie di nomi che, secondo lui, si adatterebbero perfettamente al progetto tecnico affidato ad Antonio Conte.

“Io ho un profilo che mi convince molto, quello di Matteo Pellegrino”, ha dichiarato Diego Maradona Jr. “Fisicamente è un giocatore molto dotato, possente e bravo nel gioco aereo, capace di proteggere la palla e con una tecnica niente male, soprattutto considerando la sua stazza. Inoltre, credo sia un'opzione economicamente sostenibile per il Napoli”.

Ma l’attaccante del Parma non è l’unico nome sul taccuino dell’argentino: “Mi piacciono anche Jordan Davis dell’Udinese e Joshua Zirkzee del Verona”, ha aggiunto, mettendo in evidenza tre profili emergenti che fanno della giovinezza e del potenziale di crescita i loro punti di forza.

Questi giovani attaccanti incarnano quello che dovrebbe essere il modello ricercato da Antonio Conte e dalla dirigenza partenopea per sostituire Lukaku: calciatori non ancora esplosi a livello internazionale, ma capaci di crescere e adattarsi rapidamente alle esigenze di una squadra protagonista in Serie A e in Europa.

A differenza di soluzioni più blasonate o costose, puntare su giovani come Pellegrino, Davis e Zirkzee significa investire su talenti con margini di miglioramento e una certa duttilità tattica, elementi fondamentali in un attacco che ruota intorno a Hojlund e che necessita di un vice efficiente e dinamico. Il Napoli, pur mantenendo la competitività, dovrà quindi guardare con attenzione al mercato per non farsi cogliere impreparato al termine della stagione.

In questa fase di mercato, il club di Napoli si conferma attento e lungimirante nella ricerca di un equilibrio tra qualità, prospettiva e costi. Le parole di Diego Maradona Jr. riflettono proprio questa visione, insistendo sulla necessità di puntare su giocatori con un solido potenziale fisico e tecnico, ma al contempo pronti a integrarsi in una squadra ambiziosa e con un piano chiaro. Un'identità, questa, ben rappresentata dall’era Conte, dove la competitività e la mentalità vincente sono valori imprescindibili.

Il mercato del Napoli non si limita dunque a un semplice nome da sostituire, ma guarda con attenzione a costruire un reparto offensivo solido e versatile, capace di garantire continuità e imprevedibilità, elementi fondamentali per affrontare una Serie A sempre più competitiva.

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Colomba ricorda Beccalossi: "Driblossi vedeva autostrade"

Franco Colomba, figura esperta del calcio italiano, ha offerto un’analisi approfondita sulle dinamiche che stanno caratterizzando questa stagione di Serie A, soffermandosi in particolar modo sulle difficoltà offensive del Napoli guidato da Antonio Conte. Intervenuto a Radio Napoli Centrale, l’ex allenatore non ha risparmiato critiche e considerazioni puntuali sull’attacco degli azzurri, evidenziando come gli ostacoli fisici e tattici abbiano finora condizionato il rendimento dei 'Fab Four'.

Colomba ha fatto luce su un tema centrale che riguarda proprio l’attacco del Napoli: "Può succedere, anche perché gli infortuni hanno complicato tutto. Vederli giocare insieme è stato difficile". Un passaggio significativo, che sottolinea come la compresenza e l’intesa tra i principali protagonisti offensivi non siano ancora state pienamente consolidate nel gruppo allenato da Conte. La speranza per i tifosi partenopei è quella di vedere presto un allineamento più efficace tra queste stelle, per poter finalmente esplodere in tutta la loro potenziale forza offensiva.

Quello che serve, secondo Colomba, è una qualità diversa negli interpreti: "Al Napoli servono calciatori di qualità e grande velocità, caratteristiche che avrebbe già mostrato Alisson: 'Quando entra a gara in corso fa sfracelli'". Un encomio importante per Alisson, capace di cambiare il volto delle partite con la sua rapidità e il suo impatto immediato. Proprio la velocità e l’abilità tecnica sembrano essere elementi chiave per sbloccare situazioni che, con un gioco finora spesso lento, si sono rivelate troppo prevedibili e sterili in zona gol.

Colomba ha poi ampliato lo sguardo parlando delle difficoltà offensive che non riguardano solamente il Napoli, ma più in generale l’attacco nel calcio moderno. "C’è qualcosa che non quadra se il miglior marcatore ha solo 16 gol. Forse si produce meno o sono stati sbagliati alcuni acquisti", ha spiegato l’ex tecnico, lanciando un suggerimento critico sulla tendenza attuale. Il riferimento è chiaro: in una Serie A dove spesso si esaltano tatticismi e difese ordinate, la lentezza e il possesso palla effettuato senza dinamismo reale stanno penalizzando gli attaccanti, limitandone le occasioni e la resa concreta.

Nel corso dell’intervento, Colomba ha messo nel mirino anche il ruolo attualmente assegnato al portiere come regista in fase di costruzione: "Con questa storia del portiere regista il gioco è cambiato. Se l’azione parte lenta da dietro, gli attaccanti soffrono. Con la lentezza non si fanno gol". Una critica alla costruzione dal basso che sembra aver snaturato la natura offensiva e la fluidità di molte squadre, Napoli in primis. L’eccessiva pazienza nel fraseggio dietro la linea difensiva, unita a una mancanza di incisività nella transizione, allontana i pericoli per l’avversario ma al tempo stesso rende sterile l’offensiva.

Nel complesso, l’analisi di Franco Colomba disegna un quadro chiaro e puntuale sulle problematiche del Napoli nella stagione in corso: infortuni, mancanza di velocità e qualità nel reparto offensivo e un modello di gioco che sembra non favorire la produttività offensiva. Per Antonio Conte e i suoi uomini la sfida sarà trovare le contromisure necessarie per sfruttare al meglio il potenziale della rosa e tornare a essere una delle squadre più temibili in Serie A sia dal punto di vista tattico che realizzativo.

Resta dunque da vedere come Napoli reagirà nelle prossime partite, con la speranza che l’equilibrio e la forza dei 'Fab Four' si concretizzino davvero, accompagnati da un gioco più rapido e incisivo, capace di trasformare l’attacco azzurro da punto di domanda a punto di forza assoluto.

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Napoli, Di Lorenzo verso il ritorno da titolare dopo 3 mesi

Dopo oltre tre mesi di assenza, Giovanni Di Lorenzo si prepara a tornare finalmente in campo con la maglia del Napoli. Secondo le ultime indiscrezioni provenienti da fonti attendibili, il capitano azzurro è destinato a riprendersi un posto da titolare già nella prossima giornata di Serie A, quando la squadra di Antonio Conte affronterà il Bologna al Maradona in una sfida cruciale per entrambe le squadre.

Il terzino destro, elemento chiave della formazione partenopea, non scende in campo dal 31 gennaio, data in cui il Napoli fece suo il match contro la Fiorentina per 2-1. Da quel momento, un infortunio lo ha costretto a rimanere ai box, coincidente con una fase critica per gli azzurri, che hanno subito un calo nelle prestazioni e nei risultati. Questo momento negativo ha pesato anche sulla Nazionale italiana, la cui mancata qualificazione ai Mondiali ha rappresentato una delusione storica per giocatori e tifosi.

Proprio in quest’ottica, il recupero di Di Lorenzo rappresenta una notizia importantissima per i tifosi napoletani e per il tecnico Antonio Conte, che potrà nuovamente contare sul suo capitano per dare ordine e leadership alla retroguardia. Di Lorenzo era già tornato in panchina nell'ultimo turno contro il Como, ma questa volta il suo rientro sarà da protagonista assoluto.

Il match contro il Bologna, guidato dall’ex Vincenzo Italiano, è in programma lunedì 11 maggio alle 20.45 e potrebbe segnare la rinascita del Napoli sul rettangolo verde. Con Di Lorenzo in campo, Conte potrà schierare una formazione più equilibrata e ambiziosa, cercando di rilanciare la corsa a posizioni di classifica di vertice e riportare entusiasmo tra i tifosi azzurri.

L’attesa del rientro del capitano del Napoli riflette non solo l’importanza del suo ruolo nello spogliatoio, ma anche le aspettative di un club di grande tradizione che punta a riemergere nel panorama del calcio italiano. Il ritorno di Di Lorenzo, infatti, potrebbe dare nuova linfa a una squadra che nelle ultime settimane ha faticato a ritrovare continuità.

Con il tecnico Antonio Conte al timone, il Napoli si prepara dunque a tornare in campo con una formazione rinnovata e pronta a sfruttare al massimo le risorse a disposizione. Il rientro di Giovanni Di Lorenzo sarà uno dei momenti chiave di questa fase decisiva della stagione, un segnale chiaro della volontà degli azzurri di tornare protagonisti in Serie A.

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Marino sul Napoli: "Prendo subito Alajbegovic, Atta vicino a porta"

Intervenuto negli studi di Televomero, Pierpaolo Marino, figura di spicco nel panorama dirigenziale calcistico italiano con oltre quarant’anni di esperienza alle spalle, ha fornito un’analisi critica e articolata sul momento e sulla strategia del Napoli, attuale protagonista della Serie A sotto la guida di Antonio Conte.

Marino ha focalizzato l’attenzione su un nodo centrale: la valutazione dei giocatori non può basarsi esclusivamente sul valore storico o sul nome, ma deve considerare soprattutto la condizione presente e le prospettive future. "Vi confesso – ha esordito – che il problema è proprio questo: molti sembrano innamorati del passato e del nome dei calciatori, mentre chi fa questo mestiere deve guardare oltre, valutando chi può realmente dare un contributo oggi e domani".

Un esempio emblematico di questa filosofia, secondo Marino, è rappresentato da Kevin De Bruyne. Il dirigente ha spiegato con chiarezza la sua posizione, ribadendo un’opinione già espressa in passato: "Non voglio ripetermi, ma De Bruyne, se fosse quello di 3-4 anni fa, sarebbe un rinforzo per qualsiasi squadra. Tuttavia, la sua carriera è stata molto dispersiva e a 35 anni è inevitabile che il fisico inizi a risentirne. Non bisogna dimenticare che è stato consumato sotto vari punti di vista".

Marino sottolinea inoltre come l’ingaggio di un top player debba essere sempre commisurato al rendimento effettivo: "Non possiamo accontentarci di De Bruyne solo perché è un nome altisonante; è il giocatore più costoso e, in ragione delle sue prestazioni attuali, il suo ingaggio deve rispecchiare la qualità che riesce a offrire sul campo. Confesso che questo ha creato non pochi grattacapi ad Antonio Conte, che fatica a inserirlo nel contesto tattico perché spesso De Bruyne non riesce a dare continuità ai suoi contributi".

Passando ai potenziali innesti, Marino si è soffermato in particolare su Atta, evidenziando una valutazione attenta alla collocazione in campo. "Bisogna vedere quale ruolo gli si vuole assegnare – ha detto – perché se si pensa di togliere uno dei tre centrocampisti che hanno trascinato il Napoli alla conquista dello scudetto, allora Atta potrebbe trovare spazio. È un trequartista, un giocatore che dà il meglio vicino alla porta avversaria. Sicuramente un ottimo elemento, ma ammetto di essere un po’ preoccupato quando il Napoli pesca dall’Udinese: ultimamente l’esperienza non è stata particolarmente positiva e va dosata la responsabilità che si dà a questi giocatori".

Infine, Marino ha speso parole lusinghiere per Alajbegovic, definendolo "fortissimo" e confermando un forte interesse: "È un giocatore che prenderei subito, rappresenta una soluzione di alto livello che potrebbe ulteriormente rafforzare il Napoli".

Le parole di Marino arrivano in un momento cruciale per il club campano, che, sotto la guida di Antonio Conte, sta cercando di rafforzarsi per mantenere alto il livello di competitività nel campionato di Serie A, puntando su una strategia dirigenziale basata su scelte precise e attente, lontane da facili entusiasmi dettati dal solo fascino dei nomi.

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Juve prepara la difesa: da Kim a Aké e Stones nel mirino Comolli

La Juventus è pronta a rinforzare il proprio reparto difensivo in vista della prossima stagione con un obiettivo chiaro: costruire un muro solido davanti al portiere. La dirigenza bianconera, con a capo Federico Cherubini, sta valutando diverse opzioni sul mercato, indipendentemente dall'eventuale partenza di Gleison Bremer.

Uno dei profili più appetiti dalla società torinese è Kim Min-jae, centrale sudcoreano attualmente in forza al Bayern Monaco e reduce da uno scudetto vinto con il Napoli sotto la guida di Luciano Spalletti. Il classe 1996 ha attirato l’attenzione della Juventus per la sua affidabilità e le ottime qualità fisiche e tecniche, caratteristiche che renderebbero il giocatore un tassello prezioso nell’assetto difensivo bianconero. Il suo nome resta in cima alla lista delle priorità della Juventus, convinta che possa dare quel salto di qualità necessario per tornare a competere ai massimi livelli.

Oltre a Kim, i dirigenti della Continassa guardano con interesse anche oltre i confini italiani, con la Premier League che continua a offrire diversi spunti interessanti. Tra i calciatori seguiti con attenzione c’è John Stones, centrale del Manchester City spesso relegato a un ruolo da gregario nel corso dell’ultima stagione sotto la gestione di Pep Guardiola. Il suo contratto, in scadenza, lo rende un obiettivo concreto, anche se la concorrenza è agguerrita: Milan e Inter, infatti, sono sulle tracce dell’inglese, consapevoli del suo potenziale. Secondo le ultime indiscrezioni, gli agenti di Stones starebbero chiedendo circa 6 milioni di euro per un contratto biennale, cifra che potrebbe rappresentare un investimento sostenibile per la Vecchia Signora.

Altro nome monitorato dalla Juventus è quello di Nathan Aké, anch’egli in forza al Manchester City e capace di giocare in più ruoli in difesa. La duttilità del calciatore olandese, che si è messo in luce in diverse occasioni per la solidità e l’intelligenza tattica, potrebbe rivelarsi utile nel lungo percorso della nuova Juventus guidata da Antonio Conte, allenatore noto per le sue solide difese e per la cura dei dettagli in fase difensiva. Aké, come riferito, avrebbe già dato mandato ai suoi agenti di sondare il mercato europeo alla ricerca di nuove opportunità. I Citizens chiedono per lui una cifra intorno ai 10 milioni di euro, una valutazione che la Juventus deve ancora valutare con attenzione.

Non mancano, poi, profili emergenti provenienti dall’Europa continentale, in particolare da Francia e Belgio, che potrebbero rappresentare investimenti a medio-lungo termine per i bianconeri. Tra questi, spiccano i nomi di Samson Baidoo, giovane difensore del Lens, e Joel Ordonez, promettente centrale di proprietà del Club Brugge. Entrambi sono considerati profili interessanti per costruire una linea difensiva futuribile e competitiva.

La Juventus, dunque, lavora su più fronti per ricostruire una difesa che nelle ultime stagioni ha mostrato qualche difficoltà di adattamento, soprattutto nel confronto con le grandi avversarie di Serie A e d’Europa. L’arrivo di Antonio Conte in panchina porterà sicuramente maggiore concretezza e disciplina tattica, ma serve uno sforzo anche sul mercato: il reparto arretrato sarà dunque uno dei punti chiave della campagna acquisti estiva, con l’obiettivo di tornare a dare solidità e sicurezza a tutto il sistema squadra.

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martedì 5 maggio 2026

Bologna, Pessina tra i migliori: rivoluzione in porta in arrivo?

Nel cuore della stagione, mentre il Bologna si ritrova a fare i conti con alcune incertezze nel reparto portieri, emerge una storia che potrebbe riscrivere le gerarchie: quella di Massimo Pessina, classe 2007 e terzo portiere rossoblù. Un ragazzo che, pur calandosi nel ruolo di estremo difensore con poche apparizioni, ha già dimostrato una maturità e una solidità fuori dal comune, specialmente per la sua giovane età.

Tre partite ufficiali giocate e zero gol subiti: un ruolino di marcia che parla da solo. Il 2-0 rifilato al Napoli, la vittoria per 2-0 contro il Lecce e lo 0-0 contro il Cagliari al Renato Dall'Ara sono gli incontri in cui Pessina ha avuto modo di scendere in campo, dimostrando personalità e sicurezza tra i pali. Non ci sono state parate spettacolari o interventi da urlo, ma una costanza e una concentrazione tali da non concedere nessuna sbavatura, caratteristiche fondamentali per un portiere affidabile. Il pubblico di casa, il sostegno dell’ambiente e la tranquillità mostrata sul terreno di gioco hanno fatto da cornice a questo debutto più che positivo.

Il momento difficile per il Bologna riguarda soprattutto il futuro dei suoi portieri titolari. Dopo otto stagioni in Emilia, Łukasz Skorupski è in bilico: gli infortuni muscolari seri che lo hanno colpito nell’ultima annata hanno sollevato dubbi sulla sua salute e resistenza fisica nel lungo periodo. In caso di offerte, in particolare da campionati ricchi come quelli del Medio Oriente, la società rossoblù potrebbe valutare eventuali cessioni per muoversi sul mercato.

Più complessa la situazione di Federico Ravaglia, che dopo alcuni exploit positivi ha visto incrementare le critiche a causa di errori decisivi in momenti cruciali della stagione. Dalla finale di Supercoppa Italiana contro il Napoli alla sfida di Europa League contro l’Aston Villa, gli episodi negativi hanno influenzato non poco le valutazioni della dirigenza emiliana, che non intende lasciare nulla al caso e mantiene un approccio prudente sulle sue capacità future.

In questo scenario, il Bologna accelera i tempi per rinforzare il ruolo di portiere. Il direttore tecnico Giovanni Sartori si sta muovendo con attenzione per prepararsi a ogni possibile evenienza. In cima alla lista dei desideri c’è Wladimiro Falcone, portiere esperto del Lecce, 31 anni, recentemente osservato dal vivo nella partita contro il Pisa. Falcone rappresenta un profilo ideale per esperienza e affidabilità, caratteristiche che potrebbero garantire maggior sicurezza tra i pali in vista della prossima stagione.

Non è l’unica soluzione sul tavolo, ma al momento quella che convince maggiormente società e staff tecnico del Bologna. Il mercato e le possibili uscite dei portieri attuali determineranno le mosse future, ma è chiaro come il club sia pronto a intervenire per dare una nuova serenità a un reparto così delicato.

In questo contesto di incertezza e potenziali rivoluzioni, la storia di Massimo Pessina assume un valore ancora più significativo. Mentre la società guarda all’esterno per garantire stabilità, potrebbe aver già scovato una risorsa preziosa in casa propria. Giovane, sì, ancora da testare su palcoscenici più importanti, ma capace di rispondere presente quando chiamato in causa. Nel calcio spesso le grandi opportunità nascono da queste piccole ma importanti prove: e il giovane portiere del Bologna sembra aver già fatto capire di poter essere una di queste.

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Calciomercato 5 maggio: ultime indiscrezioni e trattative live

La giornata di calciomercato ha regalato numerosi spunti interessanti, tra conferme e nuovi nomi in orbita Serie A e oltre. Seguono tutte le novità più importanti, dal futuro di alcuni protagonisti azzurri alle trattative in corso tra club italiani ed esteri.

Lautaro Martinez e l’Inter: «Resto, il futuro è qui»

A poche ore dalla festa nerazzurra per la conquista del 21° scudetto, Lautaro Martinez non ha lasciato spazio a dubbi sul proprio futuro. L’attaccante argentino, eletto MVP della stagione interista che ha messo in bacheca lo scudetto con ampio anticipo, ai microfoni di Fox Sports ha dichiarato con chiarezza: "Se resterò ancora a lungo? Sì, certo". Un messaggio forte che esclude di fatto le voci che lo accostavano altrove, confermando il legame saldo con l’Inter e la volontà di continuare il suo percorso in nerazzurro.

Napoli, novità su Elmas e occhi puntati sul mercato sudamericano

In casa Napoli, invece, la situazione di Eljif Elmas appare ormai definita. Secondo quanto riportato dall’esperto Fabrizio Romano, il centrocampista macedone, sebbene apprezzato per la sua adattabilità tra centrocampo e trequartista, sembra destinato a lasciare il club a fine stagione. Il mancato riscatto, valutato intorno a 17 milioni di euro oltre al prestito già versato dal Lipsia, appare troppa spesa per le casse partenopee che preferiscono guardare altrove.

Il direttore sportivo Giovanni Manna è invece al lavoro per rafforzare gli esterni offensivi, con una particolare attenzione al mercato sudamericano. Tra i giovani seguiti spicca il nome di Allan, esterno destro mancino classe 2004 del Palmeiras, protagonista con 28 presenze e buoni numeri in questa stagione. Un talento che il Napoli tiene d’occhio con grande interesse, a caccia di quel colpo che potrebbe offrire nuove soluzioni offensive all’organico guidato da Antonio Conte.

Bologna e Udinese: nuovi talenti nel mirino

Nel giro delle squadre italiane, il Bologna sembra puntare su giovani promesse del Real Madrid. Tre i profili attenzionati dal club emiliano secondo il Resto del Carlino: il fantasista Cesar Palacios (21 anni), reduce da buone prestazioni con la squadra riserve del Real Castilla, il terzino destro David Jimenez (22 anni) e il difensore mancino Lamini Fati (20 anni). La strategia rossoblù passa anche da un canale preferenziale con il Sassuolo per trattare i profili di Cristian Volpato e Kristian Thorstvedt, giocatori già selezionati da Sartori per la prossima sessione di mercato, come riportato da QS.

Intanto l’Udinese amplia i propri orizzonti e spunta il nome di Joel Chima Fujita, giovane centrocampista giapponese con doppio passaporto nigeriano, attualmente in forza al St. Pauli in Bundesliga 2. Con 30 presenze e un gol all’attivo, il classe 1999 scadrà a giugno e non ha ancora trovato un accordo per il rinnovo, mettendo così in moto un potenziale interesse dei friulani, secondo quanto scrive Il Messaggero Veneto.

Genoa blindato, il riscatto di Lorenzo Colombo è ufficiale

Archiviata la certezza della salvezza con la recente sconfitta della Cremonese, il Genoa attiva ora la fase operativa per il mercato estivo. Dopo le ottime prestazioni di Lorenzo Colombo, arrivato in prestito dal Milan, è scattato l’obbligo di riscatto: il club rossoblù verserà nelle casse rossonere la cifra pattuita dopo aver raggiunto la permanenza in Serie A, le 22 presenze e i cinque gol richiesti. Un successo per il giocatore, pronto a proseguire la sua esperienza sotto la Lanterna, come confermato anche da Daniele De Rossi che ha sottolineato l’esigenza di trovare esterni offensivi capaci di saltare l’uomo e cambiare il volto della squadra.

Nel resto d’Europa: Liverpool studia Bastoni, il Benfica punta Doumbia

Il Liverpool, in ottica un rinnovamento della difesa per sopperire a possibili partenze e all’età più avanzata di Virgil van Dijk, ha ristretto la sua short list a due nomi di livello internazionale: Alessandro Bastoni dell’Inter e Nico Schlotterbeck del Borussia Dortmund. Secondo Football Insider, la priorità è ingaggiare un difensore di grande talento che possa garantire continuità e competitività al reparto arretrato dei Reds.

Infine, sul fronte Roma, cresce l’interesse per Issa Doumbia, centrocampista classe 2003 in forza al Venezia, protagonista in Serie B con 9 gol e 6 assist, attirando le attenzioni di numerosi club europei. Tra questi spicca il Benfica di Josè Mourinho, che avrebbe già avviato contatti concreti per assicurarsi l’ivoriano, il cui costo si prevede superiore ai 15 milioni di euro secondo A Bola. Oltre ai giallorossi, si registrano sondaggi anche da parte di club come Milan, Monza, Inter, Atalanta, Besiktas e altri importanti club europei.

Mercato portoghese e nuove panchine

Il Porto ha finalmente formalizzato l’acquisto a titolo definitivo di Jakub Kiwior dall’Arsenal. Il difensore polacco diventa un uomo mercato per i “Dragões” con un investimento di 17 milioni di euro, bonus compresi, e contratti in scadenza fino al 2030. Per tutelarsi, il Porto ha fissato una clausola rescissoria da 70 milioni di euro, segnale della fiducia nei confronti di un centrale in rapida crescita.

Dal fronte panchine, è ufficiale la nomina di Edin Terzic come nuovo allenatore dell’Athletic Club di Bilbao, con un contratto biennale che lo legherà ai baschi fino al 2028. Terzic, reduce dall’esperienza al Borussia Dortmund conclusasi nell’estate 2024, succede a Ernesto Valverde con l’obiettivo di riportare la squadra ai massimi livelli.

Questo è il quadro delle principali manovre di mercato e delle ultime notizie riguardanti la Serie A e non solo. L’estate 2024 si prospetta intensa e ricca di sorprese, con club pronti a tessere nuove trame per rinforzare organici e puntare alla conquista degli obiettivi stagionali che verranno.

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Amico storico di Sarri: "Chi lo prende fa un affare, tifosi Viola lo vogliono"

Aurelio Virgili, storico amico di Maurizio Sarri, è intervenuto nella trasmissione “Napoli Talk” in onda su Radio Tutto Napoli, offrendo un punto di vista privilegiato e personale sull’ex allenatore partenopeo, tra passato, presente e possibili scenari futuri. Un racconto che ripercorre i trionfi e le sfide di Sarri, con il Napoli protagonista di un’annata che ancora fa sognare i tifosi.

Napoli e Sarri, un legame che va oltre il campo

“Napoli rappresenta una delle esperienze più significative della carriera di Maurizio”, racconta Virgili, che non nasconde un certo velo di nostalgia. “Ne parla spesso con un po’ di rammarico, soprattutto pensando a quello che lui definisce uno ‘scudetto perso in albergo’, a causa di circostanze esterne più che per colpa della squadra. Il Napoli guidato da Sarri fu una squadra stellare, con tanti giocatori che sembravano fenomeni e che conquistarono ben 91 punti: un bottino che, di norma, sarebbe valso il titolo.”

Una stagione che, nonostante la mancata ufficialità, resta nella storia del club: “Il fatto che lo scudetto non sia stato assegnato ufficialmente non toglie nulla al valore di quella squadra”, prosegue Virgili. “Per i tifosi partenopei è quasi come se fosse stato vinto realmente, e ciò ha regalato un grande orgoglio soprattutto per il gioco brillante e spettacolare espresso. Io considero Sarri il miglior allenatore italiano, forse uno dei più apprezzati a livello internazionale. Non sempre riceve il riconoscimento che merita, ma basta guardare l’affetto dei tifosi delle squadre che ha guidato per capire il suo peso.”

Il futuro di Sarri e la suggestione Napoli

Il nome di Sarri spesso torna accostato al Napoli, soprattutto a fronte di un possibile addio di Antonio Conte in panchina. Virgili, entrando con cautela nei discorsi di mercato ma con affetto sincero, commenta: “Parlo anche da amico fraterno, Maurizio è come un fratello per me. Evito quindi di sbilanciarmi troppo perché ogni parola potrebbe essere fraintesa. Posso però dire con certezza che ovunque andrà – che sia alla Lazio o altrove – saprà infondere entusiasmo. A Firenze lo desiderano quasi tutti, a Napoli idem, e lo stesso succede con altri club. Senza Sarri, in certe piazze, si sarebbero avuti problemi importanti. Anche alla Juventus, dove ha conquistato l’ultimo scudetto prima del declino, ha dimostrato tutto il suo valore. Chi riesce a portarlo o trattenerlo fa probabilmente l’affare più importante della stagione.”

Emozione e professionismo: il doppio binario nelle scelte di Sarri

Virgili sottolinea come, per Sarri, il lato emotivo abbia un peso rilevante, soprattutto nei rapporti con alcune città: “Quando arrivò a Napoli c’era certamente una componente affettiva, perché è nato lì e suo padre ci ha lavorato a lungo. Lo stesso vale per Firenze, dove è cresciuto. Tuttavia, quando si parla di calcio ad alto livello, sono il progetto tecnico e la società a fare la differenza. Sarri ha allenato anche alla Juventus, segno che sa separare il sentimento dal lavoro professionale.”

“È una persona schietta, molto diretta, dice quello che pensa e questo non è un difetto, anzi. Alla fine, ciò che conta è il progetto: un tecnico ha successo se gli viene dato fiducia e gli strumenti per lavorare.”

Il rapporto con Claudio Lotito e la possibile avventura viola

Un aspetto non secondario riguarda il contratto con la Lazio e le dinamiche con il presidente Lotito: “Maurizio ha ancora un anno di contratto con Lotito. Il loro rapporto è professionale, con tutti gli alti e bassi che si possono immaginare in questo ambiente. Quanto a Firenze, il desiderio dei tifosi è molto chiaro: il 90% vorrebbe vedere Sarri sulla panchina viola. Ma ogni società ha le sue complesse dinamiche e non è facile fare previsioni.”

Virgili spiega poi un tratto distintivo di Sarri: “È un uomo schietto che dice le cose in faccia, anche ai presidenti, senza paura. Ha saputo convivere con realtà molto diverse, da De Laurentiis a Lotito, passando per Agnelli e Abramovich. Nel calcio, però, alla fine è sempre il risultato sportivo a parlare e a far maturare la riconoscenza necessaria.”

Un ritratto sincero, che fotografa Maurizio Sarri come un tecnico di grande valore, sempre al centro di attenzione e suggestioni di mercato, ma soprattutto apprezzato per la qualità del suo lavoro sul campo, capace di imprimere un’identità forte alle sue squadre e di far sognare i tifosi, a Napoli come nelle altre piazze attraversate.

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Rambaudi: "Conte teme il Como, Hojlund lontano dalla porta"

Roberto Rambaudi, intervistato da ‘Il Bello del Calcio’ su Televomero, ha espresso un’analisi critica e articolata sull’attuale stagione del Napoli, focalizzandosi principalmente sulla gestione tattica adottata da Antonio Conte e sulle difficoltà incontrate in campo europeo.

“Guardando il match contro il Como – ha esordito Rambaudi – si nota un approccio molto conservativo da parte di Conte, che ha scelto il 5-4-1 con l’obiettivo di colpire in contropiede. Personalmente, non sono rimasto soddisfatto di questa strategia, perché dà l’impressione di una squadra timorosa. Contro una formazione apparentemente modesta, adottare un atteggiamento così prudente significa non avere fiducia nei propri difensori. Il Napoli ha giocato per non perdere anziché per vincere, e questo non mi entusiasma. Conte, a mio avviso, è stato fin troppo speculativo in quella partita.”

Rambaudi ha poi approfondito il suo giudizio complessivo sul percorso del Napoli in questa stagione, sottolineando come il bicchiere sia per lui “mezzo vuoto”. “Sul piano europeo, Conte non è riuscito ancora a compiere lo step necessario – ha continuato – e le partite come quella di Como non possono rappresentare un modello di calcio europeo. Paragoniamo questa gara alla prestazione vista a Firenze: lì il Napoli ha mostrato una mentalità da grande squadra, capace di dettare il gioco e imporre il proprio ritmo, una mentalità che mi piace di più, nella quale gli avversari sono chiamati ad adattarsi. Così invece, stando indietro, si rischiano brutte figure in Europa.”

Uno dei temi caldi toccati dall’ex centrocampista riguarda il ruolo di Rasmus Hojlund all’interno della manovra partenopea. “Quando Hojlund è arrivato a Napoli, la squadra giocava un calcio più adatto alle sue caratteristiche, più offensivo e diretto – ha spiegato Rambaudi – adesso invece, con Conte, l’attaccante si ritrova spesso a giocare di spalle alla porta, distante dall’area di rigore. Questo è evidentemente voluto dall’allenatore, che predilige azioni più codificate. Lo si è visto anche nella partita contro il Como, con tocchi e giocate che avvenivano a 50 metri dalla porta. Io credo però che un gioco più offensivo e verticale gioverebbe anche a Hojlund, permettendogli di esprimere al meglio le sue doti.

In sintesi, il Napoli di Conte resta una squadra di grande qualità ma paga, secondo Rambaudi, un deficit di personalità e di coraggio tattico che pesa soprattutto nelle competizioni europee. La strada è ancora lunga per crescere e dimostrare il valore reale in Serie A e in Champions League. Le parole del commentatore invitano dunque a riflettere su quanto sia strategico e necessario per il Napoli rafforzare la propria identità, recuperando una mentalità più propositiva e meno speculativa nelle gare più delicate.

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Serie A, medie voto allenatori dopo 35 giornate: Conte scende

Focus Serie A: classifica rendimento allenatori

La 35ª giornata di Serie A offre un quadro sempre più definito non solo in campo, ma anche per quanto riguarda il rendimento degli allenatori. Sul podio della speciale classifica dei tecnici con la media voto più alta, spicca Cesc Fàbregas, tra i protagonisti alla guida del Como, con una valutazione di 6.63 in 35 partite. A soli due centesimi di distacco segue Cristian Chivu, a capo dell’Inter, che mantiene un rendimento altissimo (6.61 in 35 gare). Al terzo posto chiude Luciano Spalletti, attualmente sulla panchina della Juventus, con 6.46 in 26 incontri. Significativa la risalita di Gian Piero Gasperini, ora quinto con una media voto di 6.33, che ha guadagnato due posizioni dopo una serie di risultati incoraggianti alla guida della Roma. Tra i tecnici emergenti e in crescita si registrano anche le progressioni di Daniele De Rossi, settimo con 6.30 (Genoa), e Fabio Grosso, ottavo a pari merito con Antonio Conte, che guida il Napoli, entrambi con 6.29. Proprio per Conte si segnalano tre posizioni perse in questa graduatoria, sintomo di un momento più complicato rispetto alle prime fasi di campionato, nonostante il secondo posto in classifica della sua squadra.

Ecco la top 10 della classifica rendimento allenatori di Serie A dopo 35 giornate (tra parentesi le partite allenate):
1. Cesc Fàbregas (Como) 6.63 (35)
2. Cristian Chivu (Inter) 6.61 (35)
3. Luciano Spalletti (Juventus) 6.46 (26)
4. Raffaele Palladino (Atalanta) 6.35 (24)
5. Gian Piero Gasperini (Roma) 6.33 (35)
6. Roberto D'Aversa (Torino) 6.33 (9)
7. Daniele De Rossi (Genoa) 6.30 (25)
8. Fabio Grosso (Sassuolo) 6.29 (35)
9. Antonio Conte (Napoli) 6.29 (35)
10. Massimiliano Allegri (Milan) 6.16 (35)

La classifica considera anche i traghettatori: Roberto Murgita (Genoa) e Massimo Brambilla (Juventus) sono al momento i migliori, entrambi con 7.00 dopo una sola partita sulla panchina.

Tra gli allenatori che non sono più in carica, spiccano Ivan Juric (ex Atalanta) con 6.14 in 11 partite e Alberto Gilardino (ex Pisa) a 5.96 con 23 gare. Seguono Igor Tudor (ex Juventus), Davide Nicola (ex Cremonese), Paolo Zanetti (ex Hellas Verona) e altri che non hanno più la conduzione in Serie A.


RISULTATI 35ª GIORNATA

Pisa - Lecce 1-2 (52' Banda, 56' Leris, 65' Cheddira)
Udinese - Torino 2-0 (45' +1 Ehizibue, 51' Kristensen)
Como - Napoli 0-0
Atalanta - Genoa 0-0
Bologna - Cagliari 0-0
Sassuolo - Milan 2-0 (5' Berardi, 47' Laurienté)
Juventus - Hellas Verona 1-1 (34' Bowie, 62' Vlahovic)
Inter - Parma 2-0 (45' +1 Thuram, 80' Mkhitaryan)
Cremonese - Lazio 1-2 (29' Bonazzoli, 53' Isaksen, 90'+2 Noslin)
Roma - Fiorentina 4-0 (13' Mancini, 17' Wesley, 34' Hermoso, 58' Pisilli)


CLASSIFICA AGGIORNATA

1. Inter 82 punti
2. Napoli 70
3. Milan 67
4. Juventus 65
5. Roma 64
6. Como 62
7. Atalanta 55
8. Lazio 51
9. Bologna 49
10. Sassuolo 49
11. Udinese 47
12. Parma 42
13. Torino 41
14. Genoa 40
15. Cagliari 37
16. Fiorentina 37
17. Lecce 32
18. Cremonese 28
19. Hellas Verona 20
20. Pisa 18


LEADER DELLA CLASSIFICA MARCATORI

16 reti: Lautaro Martinez (Inter)
13 reti: Thuram (Inter)
12 reti: Paz e Douvikas (Como)
11 reti: Malen (Roma)
10 reti: Krstovic e Scamacca (Atalanta), Yildiz (Juventus), Hojlund (Napoli), Simeone (Torino), Davis (Udinese)


PROSSIMO TURNO - 36ª GIORNATA

Venerdì 8 maggio, ore 20.45:
Torino - Sassuolo (DAZN e Sky)

Sabato 9 maggio, ore 15:
Cagliari - Udinese (DAZN)
Ore 18:
Lazio - Inter (DAZN)
Ore 20.45:
Lecce - Juventus (DAZN e Sky)

Domenica 10 maggio:
Ore 12.30:
Hellas Verona - Como (DAZN)
Ore 15:
Cremonese - Pisa (DAZN)
Fiorentina - Genoa (DAZN)
Ore 18:
Parma - Roma (DAZN e Sky)
Ore 20.45:
Milan - Atalanta (DAZN)

Lunedì 11 maggio, ore 20.45:
Napoli - Bologna (DAZN)

https://napolicalcio24.com/2026/05/05/serie-a-medie-voto-allenatori-dopo-35-giornate-conte-scende/?feed_id=102272&_unique_id=69fa0eebaebd3

Garzya: "Napoli senza assenze avrebbe vinto lo Scudetto. Conte resta?"

Luigi Garzya, storico difensore e compagno di squadra di Antonio Conte ai tempi del Lecce, ha offerto la sua analisi sulle vicende del Napoli e sul percorso dell'allenatore azzurro, nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata a Radio TuttoNapoli. Le parole di Garzya fanno il punto sul rendimento della squadra, in particolare in Champions League, e sul futuro tecnico partenopeo, offrendo uno sguardo critico ma equilibrato.

Il giudizio sulla stagione del Napoli, specialmente in Europa, si apre con una nota di delusione: “Ci aspettavamo tutti di più in Champions League, oggettivamente qualcosa in più si poteva fare”. Tuttavia, il bilancio complessivo non è negativo, anzi. “Il Napoli ha vinto la Supercoppa e per me arriverà secondo in campionato, quindi non si può certo definire questa stagione un fallimento. Bisogna riconoscere anche il merito all’Inter, che ha conquistato lo Scudetto in maniera meritata,” sottolinea Garzya.

Un tema caldo riguarda le critiche che spesso vengono rivolte allo stile di gioco dell’allenatore Antonio Conte. Garzya sfida questa visione: “Il punto è se si vuole prima di tutto ottenere risultati o se ci si concentra esclusivamente sull’estetica del gioco. Io, che ho vissuto il calcio da dentro, posso dire che le partite brutte si trovano ovunque, ma quello che conta realmente sono i punti in classifica.

Il Napoli non ha certo il gioco più brutto del mondo. Senza problemi di rosa e infortuni, avrebbe lottato fino alla fine per lo Scudetto.” Su un eventuale proseguimento del rapporto tra Conte e la società partenopea, Garzya è chiaro: “Se Conte dovesse decidere di non continuare, significa che c’è qualcosa che non funziona. Ma se rispetta il contratto è perché ama Napoli e si trova bene qui; spesso me lo ripete quando ci sentiamo. La sua decisione finale dipenderà dai programmi futuri che gli verranno proposti. Mandare via un allenatore vincente sarebbe un vero peccato, e io spero sinceramente che resti.”

Infine, l’intervento si chiude affrontando il delicato caso Lukaku e le tensioni nello spogliatoio: “Per capire cosa è successo davvero bisogna vivere l’ambiente da dentro. È facile giudicare da fuori, ma il giocatore è rimasto profondamente deluso, soprattutto considerato il forte legame che aveva con Conte, con cui hanno costruito insieme tante fortune.

Ora è fondamentale capire i motivi che hanno portato a questo comportamento e come il gruppo ha vissuto questa situazione.”

Per ascoltare l’intervento completo di Luigi Garzya, è disponibile il podcast integrale.

https://napolicalcio24.com/2026/05/05/garzya-napoli-senza-assenze-avrebbe-vinto-lo-scudetto-conte-resta/?feed_id=102265&_unique_id=69f9e49dc1b54

Napoli: De Bruyne sogna il Mondiale, ma spunta la MLS

Il futuro di Kevin De Bruyne continua a tenere banco in casa Napoli. Il centrocampista belga, grande colpo del mercato estivo, ha finora offerto sprazzi della sua indiscutibile classe, ma la sua stagione è stata condizionata da un infortunio che ne ha frenato l'impatto con la squadra. L’ultima trasferta a Como ne ha messo in evidenza le difficoltà: De Bruyne non è riuscito a incidere, tanto da essere sostituito dal tecnico Antonio Conte dopo aver toccato appena 21 palloni.

La questione tattica rimane al centro del dibattito. Cosa c’entra il modulo con il rendimento di De Bruyne? A Napoli crescono i dubbi. Il calciatore, atteso come elemento chiave nello scacchiere di Conte, non ha ancora dimostrato tutto il suo valore sul campo, e alcuni ritengono che l'adattamento al sistema di gioco possa essere un ostacolo non banale. Tuttavia, sarà proprio l’allenatore – attuale o futuro – a dover decidere la linea da seguire riguardo al belga. Da parte sua, né il giocatore né la società hanno mostrato l’intenzione di interrompere il rapporto di comune accordo, segno che la fiducia resta intatta nonostante le difficoltà.

Intanto, sullo sfondo, si rincorrono voci provenienti dagli Stati Uniti, in particolare dalla Major League Soccer (MLS). Secondo quanto riportato in esclusiva da Il Mattino, oltre che da Chicago, anche il New York City sarebbe interessato a De Bruyne, elemento che aggiunge ulteriore fermento attorno al suo futuro. Ciononostante, ad oggi il centrocampista resta concentrato su un obiettivo ben preciso: il prossimo Mondiale in Qatar, dove sarà protagonista con la nazionale belga. È infatti la competizione iridata di giugno il vero punto fermo nei programmi di De Bruyne, che per ora guarda all’America solo attraverso questa vetrina internazionale.

Il Napoli, società ambiziosa guidata da Antonio Conte, punta a rilanciare il talento del belga per salire nella gerarchia della Serie A e in Europa, e spera che l’ex Manchester City possa tornare a giocare ai livelli che tutti conoscono. La sfida è aperta: il club azzurro e il giocatore sono chiamati a trovare una sintonia piena. Solo così potrà essere scritta la prossima pagina della sua avventura in azzurro, mentre i rumor sul mercato restano una costante nel mondo del calcio.

https://napolicalcio24.com/2026/05/05/napoli-de-bruyne-sogna-il-mondiale-ma-spunta-la-mls/?feed_id=102258&_unique_id=69f9ba520baef

lunedì 4 maggio 2026

Napoli cerca esterno: in estate nuovo assalto ad Allan Palmeiras

NEWS

Il Napoli punta nuovamente al mercato sudamericano per rinforzare gli esterni offensivi, cercando di dare ulteriore qualità e freschezza a un reparto che Antonio Conte intende valorizzare al massimo. Il direttore sportivo Giovanni Manna è al lavoro per strutturare la squadra del futuro e ha messo nel mirino un talento emergente proveniente dal Brasile: si tratta di Allan, esterno d’attacco classe 2004 del Palmeiras. Già noto negli ambienti sportivi grazie ai precedenti tentativi da parte degli azzurri, Allan è un esterno destro dal piede sinistro, cresciuto nelle giovanili del club paulista dopo un inizio alla Figueirense. Dal 2019 fa parte del Verdeoro e, con la prima squadra, ha accumulato 28 presenze nella stagione in corso, mettendo in mostra qualità tecniche importanti, numerosi dribbling e qualche gol significativo.

Il Napoli si era già mosso concretamente sul talento brasiliano durante la sessione di mercato di gennaio. Secondo quanto riportato dalla stampa sudamericana, erano stati proposti tra i 30 e i 35 milioni di euro per assicurarsi il giovane esterno, ma il Palmeiras aveva rifiutato l’offerta, deciso a trattenere uno dei suoi gioielli. Prima ancora, a far tentativi era stato lo Zenit San Pietroburgo, club russo tra i più attenti ai prospetti sudamericani, che aveva inoltrato una proposta simile, anch’essa respinta. Il potente ruolo del Palmeiras nel calcio brasiliano e sudamericano rende ogni trattativa particolarmente complessa, ma l’interesse del Napoli non si è mai affievolito.

Guardando all’estate, sul giocatore si registra un vero e proprio derby internazionale. Dalla Premier League inglese, il Liverpool monitora con attenzione Allan, ma proprio come gli azzurri, anche i Reds attendono chiarezza sulla conferma della guida tecnica prima di lanciare un’offerta concreta. Antonio Conte e Arne Slot, rispettivamente allenatori di Napoli e Liverpool, non hanno ancora la panchina del prossimo anno pienamente assicurata, scenario che per ora mette un freno alle grandi manovre di mercato. Parallelamente, arriva dagli Stati Uniti la voce di un interessamento da parte dell’Inter Miami, la franchigia di Lionel Messi. Tuttavia, una valutazione intorno ai 40 milioni di euro appare troppo elevata anche per la squadra più ricca della Major League Soccer, considerato soprattutto il profilo giovane e ancora in rampa di lancio di Allan.

In ogni caso, il Napoli è intenzionato a non mollare la presa e a riprovare, nella prossima sessione estiva, a imbastire una trattativa solida per il promettente esterno offensivo. L’obiettivo è chiaro: potenziare ulteriormente le corsie esterne con un talento in grado di fare la differenza, proseguendo così il lavoro di Antonio Conte nel costruire una squadra competitiva e ambiziosa per la prossima stagione di Serie A e competizioni europee.

https://napolicalcio24.com/2026/05/05/napoli-cerca-esterno-in-estate-nuovo-assalto-ad-allan-palmeiras/?feed_id=102251&_unique_id=69f9901fe3936

Serie A 35^ giornata: risultati, tabellini e pagelle complete

Si è chiusa la 35^ giornata di Serie A 2025/2026, una tornata intensa e ricca di risultati importanti per la corsa al titolo, per la lotta salvezza e per la definizione delle posizioni di metà classifica. Di seguito il racconto dettagliato di tutte le partite con i rispettivi tabellini e pagelle, protagonisti e momenti clou.

PISA-LECCE 1-2

Nel match del Picchi, il Lecce ha avuto la meglio sul Pisa con il punteggio di 2-1, conquistando tre punti fondamentali per consolidare la propria posizione in zona europea. La gara è stata vibrante e combattuta fino all’ultimo minuto, con il Pisa bravo a rispondere dopo il vantaggio iniziale di Banda, ma infine beffato dal colpo di Cheddira.

Marcatori: 53’ Banda (L), 57’ Leris (P), 65’ Cheddira (L).

Pisa (3-5-2): Semper; Caracciolo, Canestrelli, Bozhinov (81' Durosinmi); Leris, Akinsanmiro (81' Cuadrado), Aebischer, Isak Vural (70' Piccinini), Angori (64' Touré); Moreo, Stojilkovic (70' Meister). Allenatore: Hiljemark.

Lecce (4-3-3): Falcone; Danilo Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ramadani, Ngom; Pierotti (93' Gandelman), Cheddira (70' Camarda), Banda (70' Jean). Allenatore: Di Francesco.

UDINESE-TORINO 2-0

Allo Stadio Friuli, l’Udinese ha dominato il Torino con un netto 2-0 grazie ai gol di Ehizibue e Kristensen, che hanno firmato le reti decisive proprio nei minuti finali del primo tempo e all’inizio della seconda frazione. Una vittoria fondamentale per la squadra di Runjaic, che si conferma solida nel suo fortino casalingo.

Marcatori: 45’+1 Ehizibue (U), 51’ Kristensen (U).

Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele (77' Mlacic), Solet; Ehizibue (70’ Zarraga), Atta (84’ Arizala), Miller (76’ Piotrowski), Ekkelenkamp, Kamara; Zaniolo, Buksa (70’ Gueye). Allenatore: Runjaic.

Torino (3-5-2): Paleari; Coco, Marianucci, Ebosse; Lazaro, Casadei (57’ Prati), Ilkhan (57’ Kulenovic), Gineitis, Obrador (65’ Biraghi); Vlasic, Simeone (72’ Nije). Allenatore: D'Aversa.

COMO-NAPOLI 0-0

Un pareggio a reti bianche che lascia un senso di incompiuto per il Napoli di Antonio Conte. Contro il Como, che ha mostrato una difesa attendista e ben organizzata, la squadra partenopea non è riuscita a sfondare nonostante una prestazione complessivamente positiva, con qualche occasione sfumata soprattutto per Højlund e De Bruyne. Un risultato che rallenta leggermente la corsa al vertice, ma non compromette ancora a fondo la classifica.

Como (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Valle (80’ Moreno); Perrone, da Cunha (86’ S. Roberto); Diao (86’ Vojvoda), Nico Paz, Baturina (80’ Rodriguez); Douvikas (80’ Morata). Allenatore: Fabregas.

Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani (80' Spinazzola), Buongiorno; Politano, McTominay, Lobotka, Gutiérrez; De Bruyne (86' Anguissa), Alisson; Højlund. Allenatore: Antonio Conte.

ATALANTA-GENOA 0-0

In una sfida molto tattica e combattuta, Atalanta e Genoa si sono divise la posta con un mesto 0-0. Nessuno dei due attacchi è riuscito a prevalere sulle rispettive difese, in particolare l’Atalanta di Palladino ha avuto qualche occasione ma senza concretizzare, mentre il Genoa di De Rossi ha confermato il suo approccio difensivo.

BOLOGNA-CAGLIARI 0-0

Un punto a testa per Bologna e Cagliari in una partita bloccata e avara di emozioni. Nessuna delle due squadre è riuscita a diventare pericolosa in modo costante, con le difese ben schierate e poche spunti offensivi degni di nota. Un risultato che lascia ancora aperta la lotta a centro classifica.

SASSUOLO-MILAN 2-0

Il Sassuolo sorprende il Milan e vince per 2-0 in uno scontro diretto fondamentale per la corsa a un posto in Champions League. I neroverdi passano in vantaggio al 5’ con un grandissimo Berardi e chiudono i conti nella ripresa grazie a Laurienté. Un ko pesante per il Milan di Allegri, meno incisivo del solito e incapace di reagire.

Marcatori: 5’ Berardi (S), 47’ Laurienté (S).

JUVENTUS-HELLAS VERONA 1-1

La Juventus non va oltre il pareggio casalingo contro l’Hellas Verona. Sono gli ospiti a passare in vantaggio con Bowie al 34’, prima della rete del pareggio di Vlahovic al 61’. Un risultato che non soddisfa a pieno Allegri e la piazza bianconera, ancora in cerca di continuità.

INTER-PARMA 2-0

L’Inter di Chivu conquista tre punti importanti superando il Parma grazie alle reti di Thuram subito dopo l’intervallo e Mkhitaryan nel finale. La squadra nerazzurra mantiene così la pressione sulle prime posizioni e conferma il suo ottimo stato di forma.

Marcatori: 46’ Thuram (I), 80’ Mkhitaryan (I).

CREMONESE-LAZIO 1-2

La Lazio di Maurizio Sarri ottiene una vittoria sofferta sul campo della Cremonese grazie alla rimonta firmata da Isaksen e Noslin dopo il vantaggio iniziale di Bonazzoli. Un successo importante per la squadra biancoceleste in una corsa sempre più serrata per un posto europeo.

ROMA-FIORENTINA 4-0

La Roma domina e travolge la Fiorentina con un risultato netto e tennistico: 4-0. I gol di Mancini, Wesley, Hermoso e Pisilli sono la conferma di una squadra in ottima forma e determinata a chiudere la stagione in grande stile. Una prova di forza che lancia Gasperini e i suoi verso traguardi ambiziosi.

La 35^ giornata di Serie A ha quindi consegnato risultati chiave in ogni zona di classifica: la squadra di Antonio Conte, impegnata sul campo del Como, ha ottenuto un pareggio che rallenta ma non frena la sua corsa; mentre le altre big hanno alternato vittorie e passi falsi in un campionato sempre più combattuto fino all’ultimo turno.

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Inter campione, Adani su Chivu: "Ha capito lo spogliatoio"

Nel suo editoriale pubblicato oggi sul Corriere della Sera, Daniele Adani ha analizzato la recente vittoria dello scudetto da parte dell’Inter concentrandosi anche sulla spettacolare sfida tra PSG e Bayern Monaco. Secondo l’ex difensore e commentatore, quella partita non è stata soltanto una delle più emozionanti di sempre, ma un vero e proprio “manifesto” del calcio moderno: “PSG-Bayern rappresenta inequivocabilmente la direzione del calcio contemporaneo, dove per vincere è necessario attaccare. Questo vale in Europa, come in Serie A, dove l’Inter ha meritato il titolo proprio perché ha sempre giocato per vincere”.

Adani sottolinea come l’atteggiamento di cercare sistematicamente il successo, anche nei momenti di difficoltà, sia stato decisivo per la squadra di Antonio Conte. “Anche nelle partite perse – come contro Udinese in casa, Juventus a Torino o nei due derby, nonché a Napoli – l’Inter ha sempre mantenuto un approccio aggressivo e propositivo. Questi match, persi contro squadre con valori tecnici importanti che l’hanno seguita da vicino in classifica, dimostrano comunque la solidità mentale di un gruppo sempre orientato alla vittoria”, ha spiegato il commentatore, sottolineando l’importanza della mentalità vincente per conquistare lo scudetto.

Un ruolo chiave, secondo Adani, lo ha avuto proprio l’allenatore nerazzurro, Antonio Conte, capace di leggere rapidamente il “termometro umano” dello spogliatoio, intervenendo con scelte tecniche che hanno rinvigorito la squadra. “Conte ha saputo potenziare e rinnovare motivazioni e strategie. Questo tipo di calcio moderno richiede difensori che sappiano vivere la partita con intelligenza e fisicità, come abbiamo visto nelle prestazioni d’altissimo livello anche in Europa. Nell’Inter, l’arrivo di Akanji si è rivelato fondamentale per migliorare l’equilibrio difensivo.”

Nel corso della stagione, l’Inter ha saputo tenere alta la qualità del gioco e mantenere uno spirito battagliero in ogni sfida, riuscendo a superare con merito le proprie rivali. Lo scudetto, dunque, è il premio di una squadra che ha saputo coniugare tecnica, tattica e soprattutto una mentalità vincente, qualità imprescindibili nel calcio moderno.

Adani, infine, attribuisce grande importanza al modo di interpretare le gare di alto livello, non solo sul piano tecnico ma anche emotivo: “Nelle partite più difficili, l’Inter è rimasta fedele alla propria identità, giocando sempre per vincere. Questa continuità mentale e tattica è la chiave del successo e un esempio da seguire, anche alla luce delle sfide che il calcio italiano deve affrontare in futuro.”

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Ecco tre allenatori vincenti: la nuova generazione in Europa

Cronaca Sportiva

Un trionfo netti e meritato: Cristian Chivu e la sua Inter conquistano la Serie A con autorevolezza. Alla sua prima stagione completa da tecnico nel calcio di alto livello, dopo aver garantito la salvezza al Parma in un breve periodo, il giovane allenatore rumeno ha trasformato l’Inter in una macchina vincente, capace di dominare fin dall’avvio. La rivoluzione tanto attesa dalla società nerazzurra si è concretizzata sul campo, registrando una stagione di grande qualità e convinzione. Così il presidente Giuseppe Marotta ha espresso ieri sera in occasione della festa scudetto: "Credo possa essere l'allenatore dell'Inter ancora per tanti anni", sottolineando la fiducia e la fiducia riposta in Chivu dopo una stagione che ha spento le delusioni dello scorso anno e rilanciato con forza il club milanese.

Una curiosità da non sottovalutare emerge dai numeri di questa Serie A: era da tempo immemorabile che il titolo non veniva vinto da una squadra distante dalla vetta nella classifica difensiva. L’Inter di Chivu, infatti, si colloca soltanto sesta per gol subiti, ma può vantare un poderoso attacco con 30 gol in più rispetto al Napoli, arrivato secondo, forte di un reparto offensivo completato dai due primi marcatori della classifica cannonieri. La filosofia nerazzurra, improntata a segnare almeno un gol in più degli avversari, è la chiave di volta del successo, incarnando quel calcio moderno ed offensivo che si ispira a un modello europeo di riferimento: il sorprendente PSG-Bayern Monaco 5-4, autentico spettacolo di tecnica e spettacolo.

In Germania, intanto, continua a brillare un’altra giovane guida tecnica d’eccellenza: Vincent Kompany, manager classe 1986 alla guida del Bayern Monaco. Anche lui ex difensore di carattere, Kompany è stato scelto più per le sue doti personali e di leadership che per un curriculum tecnico già consolidato. Un azzardo che però sta dando i suoi frutti, visto che il Bayern non è solo la squadra dominante degli ultimi due anni in Bundesliga, ma diventa un esempio da seguire a livello globale grazie anche ai 171 gol realizzati in stagione, una cifra monstre nel calcio europeo.

Nel contesto del calcio internazionale, resta viva la straordinaria impronta del calcio offensivo e della costruzione di un ambiente solido e sereno, elementi chiave anche per Francesco Farioli, giovane manager italiano classe 1989, artefice del trionfo del Porto sul campionato portoghese. Con una difesa rocciosa e tante soluzioni offensive, anche dopo l’infortunio che ha privato la squadra del centravanti Samu Omorodion da metà febbraio, Farioli ha guidato i Dragoes a dominare i rivali Benfica e Sporting dall’inizio alla fine.

Il panorama europeo del calcio di vertice vede dunque una nuova generazione di allenatori emergenti pronti a lasciare il segno. Accanto a Chivu, Kompany e Farioli, spicca anche il nome di Mikel Arteta, tecnico classe 1982 del Arsenal. Il suo futuro resta aperto a ogni possibilità: può diventare un’icona di questa nuova leva di allenatori o rimanere nella lotta ardua per i titoli, combattendo contro giganti come Guardiola, che ambisce a superarlo, o l’esperto Simeone, pronto ad affrontarlo nelle prossime sfide all’Emirates.

Infine, merita una doverosa precisazione: nella stagione appena conclusa e che ha visto l’Inter trionfare, il Napoli è stato guidato da Antonio Conte, figura di grande esperienza e carisma, il cui apporto alla squadra partenopea è stato decisivo, pur non bastando per strappare lo scudetto ai nerazzurri di Chivu.

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domenica 3 maggio 2026

Valzer panchine Serie A: guida completa a cambi e novità

La stagione di Serie A si avvicina alla sua fase cruciale e il valzer delle panchine s’annuncia già infuocato. Partiamo dall’Inter, che ha scelto la linea della continuità: niente rivoluzioni. La dirigenza nerazzurra punta tutto su Christian Chivu, riconfermato alla guida tecnica nella speranza di bissare successi e arricchire ulteriormente il proprio palmares. Una scelta che ribadisce come una squadra vincente non abbia bisogno di cambi radicali.

Ma la vera attesa è tutta per l’Italia, con i riflettori puntati sulle decisioni che riguarderanno i grandi tecnici: i nomi caldi restano quelli di Massimiliano Allegri, Antonio Conte e Roberto Mancini. Sullo sfondo, il sogno (improbabile) di Pep Guardiola continua a far sognare tifosi e addetti ai lavori. Il Milan, ad esempio, è in attesa di definire il proprio futuro tecnico: i rossoneri hanno da poco incontrato Allegri, in un confronto nel quale il tecnico livornese ha espresso la propria disponibilità a proseguire sulla panchina rossonera, pur senza chiudere del tutto alla suggestione di un ritorno in Nazionale.

Il Napoli vive invece un momento di incertezza. Antonio Conte potrebbe lasciare i partenopei e, a breve, è previsto un summit con il presidente Aurelio De Laurentiis per discutere del futuro. Al momento, la società partenopea ha in mente nomi come Vincenzo Italiano oppure Raffaele Palladino come possibili eredi in caso di addio del tecnico leccese. L’ipotesi Conte rappresenta senza dubbio una delle tematiche più calde sul mercato delle panchine, specie considerando le ambizioni del Napoli di tornare a competere per lo scudetto.

Il Bologna guarda al futuro con prudenza: la società, infatti, ha proposto il prolungamento dell’accordo al proprio allenatore, ma sarà fondamentale un chiarimento sulle intenzioni di entrambe le parti. Come possibili alternative per la panchina felsinea vengono valutati anche Maurizio Sarri e Fabio Grosso, mentre l’Atalanta, dopo avere rinnovato con Raffaele Palladino, si prende tempo. In città si vocifera il nome di Thiago Motta, un’eventualità che comporterebbe però una rivoluzione tattica, con l’uscita dal consolidato modulo a tre in difesa che da anni caratterizza la squadra bergamasca.

Altri movimenti riguardano la Lazio, che sta valutando diverse piste per la guida tecnica. Si parla di Fabio Pisacane, attualmente al Cagliari, con la società sarda che spera nella sua conferma; Okan Buruk del Galatasaray; e anche di Fabio Grosso. Per il Sassuolo, invece, sono sul tavolo i nomi di Alberto Aquilani, reduce dall’esperienza al Catanzaro, e Ignazio Abate, attualmente alla Juventus Stabia.

In casa Juventus, la situazione appare più definita: la società ha deciso di confermare Luciano Spalletti alla guida della squadra per la prossima stagione. La Roma, invece, conferma la fiducia a Gian Piero Gasperini, che affronterà anche la selezione del direttore sportivo insieme al presidente Dan Friedkin.

Non mancano poi novità anche in altre piazze. Il Como punterà a riconfermare Cesc Fabregas per almeno un’altra stagione, mentre l’Udinese è chiamata a decidere sulla prosecuzione del rapporto con Kosta Runjaic, con possibili sorprese all’orizzonte. Daniele De Rossi continua ad essere un nome ambito, con diversi club di Serie A tra i quali figurano Atalanta, Bologna e Fiorentina. Il Genoa intende riconfermare il tecnico, mentre il Parma dovrebbe proseguire con Carlos Cuesta.

Infine, il Torino potrebbe cambiare guida: Roberto D’Aversa appare a rischio esonero e i candidati principali per la successione sono Gennaro Gattuso e Ivan Juric. La Fiorentina saluterà Paolo Vanoli e ha sul tavolo diverse opzioni per il futuro allenatore, tra cui Fabio Grosso, Maurizio Sarri o un mister “X” dall’estero. Le squadre più orientate a garantire innanzitutto la salvezza, come Lecce e Cremonese, stanno concentrando i loro sforzi su questo fronte, mentre Pisa e Hellas Verona bussano alla porta della Serie B per programmare il futuro.

Il mercato delle panchine in Serie A si preannuncia dunque scoppiettante, con nomi importanti e decisioni strategiche che faranno da apripista a una nuova stagione sempre più competitiva e appassionante.

https://napolicalcio24.com/2026/05/04/valzer-panchine-serie-a-guida-completa-a-cambi-e-novita/?feed_id=102223&_unique_id=69f83ea4bbf9f