domenica 17 maggio 2026

37^ giornata Serie A: risultati, tabellini e pagelle complete

È calato il sipario sulla 37ª giornata di Serie A 2025/2026, turno chiave prima dell’ultimo atto di questo appassionante campionato. Di seguito, cronaca dettagliata delle gare disputate, con tabellini completi e voti ai protagonisti sul campo.

Como-Parma 1-0 Un gol di Moreno al 58’ decide una sfida tirata e intensa. Il Como si impone grazie alla rete del centrocampista, trascinando la squadra di Fabregas verso tre punti preziosi. Il Parma, schierato con un 3-5-2, non riesce ad entrare ad alti ritmi nella partita nonostante la grinta di Keita e Nicolussi Caviglia. Da segnalare il lavoro instancabile di Caqueret e Baturina tra le fila dei padroni di casa.

Come sceso in campo il Como: Butez tra i pali; van der Brempt, Ramon, Kempf e Moreno nella linea difensiva; a centrocampo Da Cunha e Perrone; offensivamente Caqueret, Baturina e Diao a supporto dell'unica punta Douvikas. A turno, entreranno dalla panchina Rodriguez, Sergi Roberto e Morata.

Parma: Suzuki protetto dal trio difensivo Circati, Troilo e Valenti; a centrocampo massimo impegno di Delprato, Keita e Nicolussi Caviglia; avanti Strefezza e Pellegrino supportati da Ordonez e Carboni. Cuesta schiera dunque un Parma votato alla solidità, senza tuttavia riuscire a Natale il pareggio.


Genoa-Milan 1-2 Il Milan espugna Marassi con una rimonta decisa, rimediando allo svantaggio iniziale grazie alla freddezza di Nkunku su rigore al 50’ e al raddoppio di Athekame all’81’. Il Genoa accorcia le distanze con Vasquez all’87’, ma non basta per strappare almeno un punto. Gli uomini di Allegri mostrano compattezza e determinazione nella seconda frazione, mentre i rossoblù di De Rossi lottano senza mai mollare.

Formazioni a confronto: Genoa parte con il 4-3-1-2: Bijlow tra i pali, difesa folta con Ellertsson, Marcandalli, Otoa e Vasquez; centrocampo con Frendrup, Amorim e Malinovskyi; Baldanzi dietro le due punte Vitinha e Colombo. Milan in campo con il 3-5-2: Maignan porta sicurezza; retrovia con Tomori, Gabbia e Pavlovic; centrocampo dinamico con Athekame, Fofana, Jashari, Rabiot e Bartesaghi; avanti Nkunku e Gimenez.


Juventus-Fiorentina 0-2 La Fiorentina passa con merito all’Allianz Stadium grazie alle reti di Ndour al 34’ e Mandragora all’83’. Una sconfitta dolorosa per la Juventus, che gioca con impegno, ma non riesce a penetrarne la difesa avversaria. Il tecnico bianconero, Luciano Spalletti, vede la sua squadra battuta da un vigile e organizzato modulo viola.

Moduli adottati: Juventus in campo con un 4-4-2-1: Di Gregorio tra i pali, difesa composta da Kalulu, Bremer, Kelly e Cambiaso; centrocampo di qualità con McKennie, Locatelli, Koopmeiners e Yildiz; tridente offensivo con Conceiçao e Vlahovic. Fiorentina schierata in un solido 4-1-4-1: De Gea in porta, retroguardia con Dodo, Pongracic, Ranieri e Gosens; Brescianini davanti alla difesa; linee avanzate con Fagioli, Ndour, Parisi e Piccoli a sostegno di Solomon.


Pisa-Napoli 0-3 Il Napoli continua la sua marcia trionfale firmando un successo netto sul campo del Pisa, una vittoria fondamentale sotto la guida di Antonio Conte. Le reti di McTominay (20’), Rrahmani (26’) e Hojlund (46’ st) consegnano i tre punti agli azzurri, che si confermano una macchina da gol e una difesa solida. Il Pisa non riesce a impensierire troppo la retroguardia partenopea nonostante un approccio aggressivo.

Napoli si presenta con un 3-4-2-1: Meret a difendere la porta, reparto difensivo con Beukema, Rrahmani e Buongiorno; a centrocampo Di Lorenzo, McTominay, Lobotka e Spinazzola; in avanti il tridente formato da Elmas, Alisson Santos e Hojlund. Conte dimostra ancora una volta la sua capacità tattica e incisiva nel rilanciare il Napoli su livelli altissimi.

Pisa gioca con un 3-5-2, con Semper tra i pali, Canestrelli, Caracciolo, Calabresi in difesa, e centrocampo folto con Leris, Hojholt, Aebischer, Akinsanmiro e Angori, cercando di punzecchiare con le punte Stojilkovic e Moreo, ma senza successo.


Roma-Lazio 2-0 Il derby della Capitale sorride alla Roma, che sconfigge la Lazio con una doppietta di Mancini (40’ e 66’). I giallorossi dimostrano grande solidità, sia in difesa che in fase offensiva, contro un avversario che prova a reagire senza però incidere.

Roma schiera il 3-4-2-1 con Svilar tra i pali; difesa a tre composta da Mancini, Ndicka e Hermoso; a centrocampo Celik, Cristante, El Aynaoui e Wesley; dietro l’unica punta Malen agiscono Dybala e Pisilli. Lazio in campo con un 4-3-3: Furlanetto in porta, difesa standard con Marusic, Gila, Provstgaard e Nuno Tavares; a centrocampo Taylor, Rovella e Basic; tridente offensivo con Cancellieri, Dia e Noslin.


Inter-Hellas Verona 1-1 Pareggio combattuto all’ultimo respiro tra Inter e Hellas Verona. La partita è apertasi con un autogol di Edmundsson al 47’, che regala il vantaggio ai nerazzurri. Nel recupero è Bowie a ristabilire la parità con un gol preziosissimo.

L’Inter di Chivu in campo con un 3-5-2: Sommer titolare, trio difensivo De Vrij, Acerbi, Carlos Augusto; a centrocampo Luis Henrique, Diouf, Sucic, Mkhitaryan e Darmian; in avanti Bonny e Lautaro Martinez. Hellas Verona risponde col 3-5-2: Montipò tra i pali, Nelsson, Edmundsson e Valentini in difesa; centrocampo di qualità con Belghali, Lovric, Gagliardini, Bernede, Frese; punte Suslov e Bowie.


Atalanta-Bologna 0-1 Il Bologna espugna Bergamo grazie al gol decisivo di Orsolini al 78’. Un risultato prestigioso che premia la squadra di Vincenzo Italiano, capace di fare la differenza con esperienza e determinazione. L’Atalanta, però, non ha demeritato e ha provato a reagire fino alla fine.

Atalanta schierata con il 3-4-2-1: Carnesecchi in porta, difesa con Scalvini, Djimsiti, Ahanor; centrocampo formato da Zappacosta, Ederson, de Roon e Zalewski; dietro l’unica punta Krstovic si muovono De Ketelaere e Raspadori. Bologna dispone un 4-2-3-1: Skorupski tra i pali, retroguardia a quattro con Joao Mario, Heggem, Helland e Juan Miranda; centrocampo con Freuler e Pobega; Bernardeschi, Ferguson e Rowe supportano l’unica punta Castro.


Cagliari-Torino 2-1 Nel match tra Cagliari e Torino, i sardi conquistano il successo con le reti di Esposito (39’) e Mina (45’+2), replicando immediatamente al vantaggio iniziale di Obrador al 38’ per gli ospiti. Una partita vibrante con tanti capovolgimenti di fronte.

Il Cagliari di Pisacane si presenta con un 3-5-2: Caprile tra i pali; Zappa, Mina e Dossena in difesa; a centrocampo Palestra, Adopo, Gaetano, Deiola e Obert; in avanti Esposito e Mendy. Il Torino di D’Aversa risponde con un 3-4-1-2: Paleari tra i pali, difesa con Marianucci, Coco e Ebosse; a centrocampo Pedersen, Ilkhan, Prati e Obrador; tridente offensivo Vlasic, Zapata e Simeone.


Sassuolo-Lecce 2-3 Un match spettacolare vede il Lecce imporsi con un risultato sorprendente al Mapei Stadium. Cheddira apre il festival del gol con una doppietta (14’, 25’), ma Sassuolo risponde con Laurienté e Pinamonti, senza però evitare la sconfitta nei minuti di recupero grazie a Stulic (90’+7).

Sassuolo dispone un 4-3-3: Turati tra i pali, difesa formata da Coulibaly, Pedro Felipe, Muharemovic e Garcia; a centrocampo Thorstvedt, Matic e Kone; tridente offensivo con Berardi, Nzola e Laurienté. Il Lecce di Di Francesco risponde con un 4-2-3-1: Falcone tra i pali; Veiga, Tiago Gabriel, Gallo e Ramadani in difesa; a centrocampo Ngom e Pierotti; Coulibaly, Banda e Cheddira a supportare l’unica punta.


Udinese-Cremonese 0-1 Cremonese vince con un gol di Vardy al 9’: un avvio folgorante che indirizza tutto l’incontro. L’Udinese prova a reagire nel corso del match senza concretizzare, mentre i grigiorossi di Giampaolo difendono con ordine il vantaggio.

Udinese si schiera con un 3-4-2-1: Okoye in porta; Kristensen, Kabasele, Solet in difesa; Arizala, Karlstrom, Atta, Kamara a centrocampo; Buksa e Miller alle spalle di Davis. Cremonese risponde con un 3-5-2: Audero tra i pali; Terracciano, Bianchetti e Luperto in difesa; Barbieri, Thorsby, Grassi, Maleh e Pezzella a centrocampo; Bonazzoli e Vardy in avanti.

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Calciomercato 17 maggio: le ultime indiscrezioni e retroscena

Conte sul futuro: “Tutto deciso, parlerà il presidente”. Il Cagliari saluta Pavoletti. Paratici: “Preso casa a Firenze, resto”

Antonio Conte, tecnico del Napoli, rompe il silenzio e parla del suo futuro e della stagione vissuta alla guida azzurra, in un’intervista esclusiva rilasciata a DAZN. “Nel giorno della mia prima intervista a Dimaro ero stato chiaro: mi aspettavo un’annata complessa. Per questo ho deciso di restare”, ha spiegato con sincerità l’allenatore, affrontando senza reticenze i tanti problemi che hanno condizionato la squadra campana quest’anno. “La rosa dello scorso anno era numericamente troppo ridotta, così sono arrivati tanti giocatori. Non potevo però prevedere tutti questi infortuni gravi, non semplici noie muscolari, ma stop che si sono protratti per 4-5 mesi. Ostacoli non preventivabili che abbiamo dovuto affrontare”.

Nonostante le difficoltà, Conte non lesina elogi ai suoi giocatori: “Chi è rimasto in campo e non si è fatto male ha dato un contributo enorme. Siamo comunque riusciti a rimanere nelle posizioni alte della classifica e a conquistare la qualificazione in Champions League, un traguardo tutt’altro che scontato”. Un pensiero speciale è andato ai tifosi: “Le curve, a differenza di altre piazze, hanno capito il momento difficile e sono state eccezionali. Chi paga il biglietto spesso coglie le sfumature che sfuggono ad altri”.

Conte ha poi sottolineato il valore del suo biennio a Napoli: “Abbiamo vinto una Supercoppa affrontando squadre quali Bologna, Inter e Milan. Quel percorso ha un peso importante, anche se il rimpianto per la gara di ritorno a Copenaghen è ancora vivo, complice la lunga serie di infortuni”. Il tecnico ha ribadito che, nonostante alcune critiche dure, “siamo vivi e crescere da queste situazioni è possibile. Il Napoli resta competitivo e si confronta con i top club, ma vincere qui non è paragonabile ad altre piazze”.

Sul proprio futuro, Conte preferisce non sbilanciarsi e rimanda la decisione definitiva al presidente: “Il presidente conosce il mio pensiero da tempo e sta già lavorando al futuro. Aspettiamo l’ultima partita di campionato, poi con la proprietà ci confronteremo sul progetto. Ho espresso da un mese la mia volontà, ma ora dobbiamo pensare all’impegno con l’Udinese. Fare anticipazioni sarebbe una mancanza di rispetto per la società e per la nostra amicizia”.


Il Cagliari saluta Leonardo Pavoletti tra commozione e ringraziamenti

Un momento di grande emozione si è vissuto alla Unipol Domus Arena in occasione dell’ultima presenza stagionale di Leonardo Pavoletti con la maglia del Cagliari. L’attaccante rossoblù, fermo per infortunio ma sempre vicino alla squadra, è stato omaggiato dai compagni e dal pubblico. Su tutti, il compagno Deiola ha voluto rendere omaggio a Pavoletti posandogli la fascia da capitano sul braccio, sopra il giubbotto, in segno di rispetto e gratitudine.

Lo stesso Pavoletti ha poi rivolto parole di commiato raccolte dalla stampa: “Mi avete visto sempre sorridente, ma oggi non è facile. Ringrazio questi ragazzi per la salvezza raggiunta, e ringrazio voi tifosi che in questi nove anni mi avete dato tutto il vostro cuore, anche nei momenti più difficili. Ho avuto la fortuna di sentire sempre un’intera regione al mio fianco. Concludo così: Cagliari, anzi Sardegna, sei bella come un gol di Pavoletti al 94’. Grazie!”.

In chiusura è stata consegnata anche una maglia celebrativa con la scritta “È stato Pavoloso”, un tributo che sottolinea l’affetto e l’importanza del centravanti nella storia recente del club.


Paratici: “A Firenze ho preso casa, resto alla Fiorentina”

Il direttore sportivo della Fiorentina, intervenuto prima della vittoria contro la Juventus, ha chiarito le voci di mercato che lo collegano al Milan. “Ho appena preso casa a Firenze, volete già farmela cambiare? (ride, ndr). Sono concentratissimo sulla Fiorentina attuale e sul futuro della squadra. Gli attestati di stima fanno sempre piacere, ma non significano che si debba cambiare”.

La Fiorentina si gode quindi la presenza stabile del suo manager, elemento chiave per continuare a migliorare e consolidare una squadra competitiva in Serie A.


Dumfries tra Inter e futuro: “Clausola? Sto benissimo qui”

Tra i protagonisti indiscussi dell’Inter campione d’Italia e vincitrice della Coppa Italia c’è sicuramente l’esterno olandese Denzel Dumfries. Il suo futuro resta però in bilico nonostante un contratto fino al 2028. Il motivo? La clausola rescissoria da 25 milioni che gli permette di liberarsi ogni estate. Intervistato da Libero, Dumfries ha affrontato con trasparenza il tema: “È noto che nel mio contratto ci sia una clausola. Posso dire che qui sto benissimo, ma ora c’è il Mondiale davanti e poi come sempre farò un punto con la società. Abbiamo sempre ragionato così e continueremo a farlo”.

Nel frattempo, l’Inter ha già iniziato a fare scouting per il futuro, con un occhio a Marco Palestra, giovane esterno dell’Atalanta attualmente in prestito al Cagliari. “È un grande esterno – ha ammesso lo stesso Dumfries –, mi piace molto. All’Inter devono arrivare soltanto grandi giocatori e lui rientrerebbe perfettamente in questo gruppo”.


Simeone conferma: “Resto all’Atletico Madrid”. L’addio di Otamendi al Benfica

In Spagna, l’Atletico Madrid si prepara al futuro con segnali di continuità dalla sua guida tecnica. Diego Simeone, prima della partita contro il Girona, ha ufficializzato il proposito di restare sulla panchina colchonera: “Penso a me stesso, a come sto e a come affrontare una nuova stagione dopo tanto lavoro e impegno”. Interpellato direttamente sul suo futuro, il tecnico argentino ha risposto con schiettezza: “Se mento dico di no, ma se dico la verità certo che ci penso a restare”. Simeone ha poi sottolineato l’importanza dei giocatori: “Il calcio si fa con loro, non con gli allenatori”.

In occasione di questa giornata carica di emozioni, Simeone ha anche voluto salutare pubblicamente Antoine Griezmann, che ha ufficialmente lasciato il club. “Non è facile piacere a tutti, ma tu ci sei riuscito”, ha detto in un omaggio toccante rivolto all’attaccante francese.

Altra importante notizia dal Portogallo riguarda la fine di un’epoca al Benfica: Nicolas Otamendi ha annunciato l’addio dopo sei anni con un messaggio pieno di gratitudine. “Sei anni e una vita piena di ricordi. Qui sono cresciuto come calciatore e soprattutto come persona. Ho imparato il significato di lottare, cadere e rialzarsi”, ha scritto il difensore campione del mondo. Caparbio nel ringraziare club e tifosi, Otamendi ha confermato che il suo legame con il Benfica resterà indelebile, ma “ora è tempo di salutarsi”.

Gli ambienti argentini e il River Plate seguono con attenzione il futuro del centrale, ipotizzando un possibile ritorno in patria, ma per il momento non ci sono certezze.


Guardiola e il futuro al Manchester City: il tecnico resta sul vago

Dall’Inghilterra, Pep Guardiola mantiene il massimo riserbo sul proprio futuro dopo la recente vittoria della FA Cup contro il Chelsea. Interrogato dai media sul possibile addio a fine stagione, il tecnico spagnolo ha risposto con ironia: “Che abbiate un buon pomeriggio”, sfuggendo così a qualsiasi anticipazione e lasciando aperta ogni possibilità.

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Bologna, Italiano sul futuro: "Risultati dimostrano il lavoro top"

Il Bologna esce vittorioso dallo scontro contro l'Atalanta e, a caldo, il tecnico rossoblù Vincenzo Italiano offre un’analisi dettagliata e senza veli della stagione in corso ai microfoni di DAZN. Un bilancio che mette in luce luci e ombre di un campionato intenso, segnato da prestazioni altalenanti, ma non privo di soddisfazioni importanti.

"Quest’anno, come avevamo detto prima della partita, abbiamo evidenziato una strana anomalia: in casa abbiamo faticato più del previsto, mentre fuori siamo riusciti a mostrare una grande concretezza e una difesa solida", ha sottolineato Italiano. Un trend singolare, che ha permesso al Bologna di racimolare punti pesanti lontano dal proprio pubblico, come dimostrano i sei punti conquistati tra Napoli e Bergamo contro avversarie di primo piano. Un cammino che, per il tecnico, rappresenta una soddisfazione in un’annata decisamente impegnativa. "Giocare giovedì in Europa League o Conference e poi domenica in Serie A richiede grande tenuta fisica e mentale. Abbiamo dimostrato di poter reggere il ritmo, provando a seguire il passo dei migliori. La stagione, tutto sommato, è da considerarsi positiva: la finale di Supercoppa non è cosa da poco e, seppur dispiaccia non disputare le coppe europee nella prossima stagione, ci abbiamo messo impegno fino all’ultimo", ha aggiunto Italiano.

Un elemento fondamentale in questa annata è stato senza dubbio Marko Arnautovic, ancora una volta decisivo nel momento chiave, come conferma Italiano: "Con le coppe ha saputo esprimersi al meglio. Sono felice perché gli avevo chiesto quella concretezza che aveva già mostrato con altri allenatori e lui si è messo a completa disposizione sin dal primo giorno. I numeri stanno ripagando il lavoro settimanale in allenamento".

Altro protagonista sotto i riflettori è stato sicuramente Rodrigo Becão Miranda, nominato da Italiano come MVP dell’incontro: "Anche lui ha dovuto sopportare il doppio impegno tra Europa e campionato, e senza Lykogiannis ha consumato tanta energia. Non era affatto semplice, ma da quando abbiamo rallentato il ritmo abbiamo potuto lavorare meglio, e con l’intelligenza e la classe tecnica che ha se lo merita tutto. A Napoli poi ha avuto la possibilità di segnare, mentre oggi ha offerto una prestazione di altissimo livello".

Il finale di gara ha riservato qualche momento di tensione, che ha portato a un breve scambio di battute fra Italiano e Federico Bernardeschi: "Lui stava facendo il conto dei minuti mancanti, ma non possiamo mai rilassarci fino all’ultimo secondo, specialmente con attaccanti come Krstovic pronti a segnare. Bernardeschi ha subìto una botta alla tibia e la sua sostituzione con Arnautovic era già programmata. Come accaduto a Napoli, anche oggi la scelta del subentrato si è rivelata decisiva per portare a casa i tre punti".

Italiano, infine, ha confermato l’imminente incontro con la dirigenza del Bologna, previsto da tempo, in cui si farà il punto della situazione e si inizierà a programmare il futuro, anche in assenza delle competizioni europee: "L’incontro è stato fissato da tempo, come accadde anche lo scorso anno, e parleremo di quanto accaduto durante la stagione. È chiaro che programmare un campionato senza coppe è diverso, ma io ho sempre ripetuto che al Bologna si lavora da top e i risultati lo confermano. Ho inoltre un contratto in essere e questo mi dà serenità".

Un bilancio dunque che porta con sé spunti positivi e riflessioni importanti in casa Bologna. Dopo il successo all’Atalanta, Italiano prova a guardare avanti con consapevolezza, proiettando la squadra verso un futuro da costruire con ambizione e attenzione. Nel frattempo, i rossoblù hanno regalato emozioni di rilievo in una stagione di Serie A che continua a dimostrarsi combattuta e appassionante, con squadre come il Napoli di Antonio Conte pronte a lottare con intensità fino alla fine.

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Atalanta-Bologna 0-1: Orsolini decisivo, Carnesecchi non basta

Atalanta-Bologna 0-1: le pagelle del match

È il Bologna a fare festa al Gewiss Stadium, conquistando una vittoria preziosa per 1-0 contro un’Atalanta che ha lottato fino all’ultimo ma non è riuscita a trovare la via del gol. A decidere la sfida è stato un colpo al volo del solito Riccardo Orsolini, autore del decimo sigillo stagionale, che regala tre punti al club rossoblù in ottica classifica.

ATALANTA (a cura di Lorenzo Di Benedetto)

Carnesecchi 6,5 – Il portiere atalantino si conferma uno dei migliori nel suo ruolo: salvifico nel primo tempo con due interventi miracolosi su Rowe e Castro, dimostra grande reattività e sicurezza. Nulla può sul tiro ravvicinato di Orsolini che sblocca la partita.

Scalvini 5,5 – È il più in difficoltà della difesa nerazzurra: gli esterni del Bologna gli creano problemi costanti, mettendo in crisi la sua zona.

Djimsiti 6 – Tiene sotto controllo Castro con autorità, limitando le iniziative dell’argentino. Prestazione più che positiva, nonostante il risultato sfavorevole.

Ahanor 6 – Soffre nel primo tempo contro Bernardeschi, ma riesce comunque a opporre una difesa attenta e a rallentare le offensive avversarie.

Zappacosta 5,5 – Una gara complicata in entrambe le fasi per il terzino atalantino che fatica a spingere e a creare pericoli sulla fascia destra. Dall’88’ Kolasinac sv

De Roon 6 – Come sempre instancabile, domina il centrocampo con sostanza e ordine fino a poco dopo l’ora di gioco, quando lascia il campo tra gli applausi dei tifosi. Dal 63’ Pasalic 5 – Entra ma non incide: paga soprattutto l’errore nell’azione che porta al gol di Orsolini, smarrendosi nel momento cruciale.

Ederson 6 – Non la sua miglior prestazione stagionale, ma lotta sino al fischio finale senza mai risparmiarsi.

Zalewski 5,5 – Fatica a trovare spazi e non riesce ad essere incisivo, come accaduto a Zappacosta. Dal 63’ Musah 6 – Entra e offre equilibrio, senza però brillare.

Raspadori 5,5 – Corre molto senza però essere mai pericoloso in area. Prova a costruire gioco, ma senza successo. Dal 63’ Sulemana 6 – Tenta di scuotere la squadra con un colpo di testa pericoloso, ma le occasioni scarseggiano.

De Ketelaere 5,5 – Da tempo non segna e la scarsa brillantezza si vede. Fatica a incidere come nei momenti migliori. Dall’82’ Bakker sv

Krstovic 5,5 – Non si risparmia nella lotta, ma trova poche chance per impensierire la difesa del Bologna, chiudendo una gara opaca. Palladino 5 – La squadra non è in forma, e la sconfitta complica il bilancio. Nonostante il k.o., però, l’Atalanta si qualifica per la prossima Conference League. Resta una scelta discutibile lasciare Scamacca in panchina per 90 minuti.

BOLOGNA (a cura di Giuseppe Lenoci)

Skorupski 6 – Una giornata tranquilla per il portiere rossoblù, che è chiamato in causa poco e risponde sempre presente, soprattutto nel finale su Krstovic.

Joao Mario 6 – Gioca una partita di grande sostanza; rinuncia a spingere troppo per garantire protezione in difesa.

Helland 6,5 – Duro lavoro contro Krstovic, che riesce a fermare con precisione e senza sbavature.

Heggem 6,5 – Prestazione da solido baluardo difensivo, molto sicuro in marcatura e in crescita rispetto alle prime gare stagionali.

Miranda 6 – Attento e concentrato, frena ripetutamente le avanzate dell’Atalanta sulle corsie esterne.

Ferguson 6,5 – Dominatore del centrocampo, si spende in copertura e nella corsa, contribuendo in modo decisivo alla fase difensiva rossoblù.

Freuler 6,5 – L’ex atalantino conferma la sua solidità e non commette errori, offrendo una prova ordinata e pulita.

Pobega 5,5 – Si impegna ma ha un approccio alla ripresa sottotono, collezionando un giallo e rischiando il secondo. Dal 59’ Moro 6,5 – Porta vivacità ed energia al centrocampo, dando respiro e qualità alla fase mediana.

Bernardeschi 6 – Parte bene, mostrando due lampi di classe che sfiorano la svolta, ma cala nella ripresa e viene richiamato in panchina. Dal 59’ Orsolini 7 – Entra e cambia il volto del match con un gol spettacolare al volo, lesto a insaccare il pallone decisivo per i tre punti bolonesi.

Castro 5,5 – Non la sua miglior giornata: appare poco lucido e con scarse idee negli ultimi metri, fallendo anche un’occasione nitida su Carnesecchi. Dal 59’ Dallinga 5,5 – Non riesce a dare il peso giusto all’attacco nel finale, confermando il momento difficile del reparto offensivo.

Rowe 6,5 – Incide poco nel primo tempo, ma nel finale regala l'assist decisivo per il gol di Orsolini. Un contributo fondamentale nonostante i pochi spazi creati. Dall’88’ Dominguez sv

Vincenzo Italiano 6,5 – Un successo importante che consolida l’ottava posizione in classifica, in attesa di conoscere il risultato dell’Udinese. Le scelte tattiche e dalla panchina risultano decisive nell’ultima trasferta stagionale dei rossoblù.

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Lazio, addio a giocatori e Sarri contro Pisa in stadio vuoto

Lazio

La stagione 2025/26 si chiude con un bilancio amaro per la Lazio, che vive un vero e proprio anno da dimenticare. In appena una settimana, la squadra biancoceleste ha perso la Coppa Italia, ha detto addio alla possibilità di conquistare un posto nelle competizioni europee e ha incassato un altro KO nel derby contro la Roma, replicando il risultato negativo dell’andata. Tutto questo segna una delle peggiori stagioni dell’era Claudio Lotito, forse la più delicata dal suo arrivo alla guida del club.

Nel passato recente, pur tra difficoltà, la Lazio aveva saputo mantenere una certa dignità. Si pensi alla prima annata con Lotito alla presidenza, dove nonostante il rischio retrocessione, arrivò una preziosa vittoria nel derby. Oppure alla stagione 2009/10, ancor più tormentata e accompagnata dal rischio Serie B, ma salvata almeno dal successo nella Supercoppa Italiana. Oggi, invece, la squadra sembra sprofondare in una mediocrità pressoché inedita, aggravata da una campagna acquisti stagnante e da un mercato di gennaio che, paradossalmente, ha finito per indebolire ulteriormente la rosa.

La crisi si riflette anche nel rapporto tra squadra e tifoseria. Dopo gli scarsi risultati e il fastidio per certe scelte di mercato, i sostenitori biancocelesti hanno iniziato a disertare l’Olimpico già dalla fine del calciomercato invernale, segnando un clima di crescente esasperazione.

Al centro delle tensioni c’è Maurizio Sarri, che lascia intendere un futuro lontano dalla panchina biancoceleste. Al termine del derby, il tecnico ha commentato con amarezza: "Non sono stato ascoltato", un messaggio chiaro a società e ambiente. Sarri ha aggiunto: "Noi dobbiamo fare risultati più importanti ma ci sono cose che vanno al di là dei risultati e io e i ragazzi penso che non ci possiamo fare più di tanto. Sicuramente così nel lungo periodo, come ho detto, è ingestibile e infattibile". Nonostante il contratto in scadenza nel 2027, l’addio sembra ormai scritto e dovrebbe concretizzarsi subito dopo l’ultima partita di campionato contro il Pisa.

La rivoluzione riguarda anche la rosa. Saranno infatti numerosi i giocatori che potrebbero lasciare il club: "Abbiamo tanti in scadenza e tanti che vogliono andare via", conferma l’ambiente. Tra i nomi già certi dei saluti ci sono Pedro e Hysaj, mentre sfuma il riscatto obbligatorio di Daniel Maldini, i cui margini verranno rivalutati. Le possibilità di un rinnovo per Toma Basic appaiono invece quasi nulle.

Non mancano poi i club interessati a diversi elementi della rosa. Si valuteranno richieste per Alessio Romagnoli, il cui trasferimento in Qatar sembrava già in dirittura d’arrivo a gennaio. In uscita anche Mario Gila, il cui contratto scade nel 2027: il difensore è seguito con attenzione da Inter, Milan e dall’altro contendente alle zone alte della Serie A, il Napoli di Antonio Conte, alla ricerca di rinforzi per consolidare la retroguardia. Per la Lazio, questa potrebbe essere l’ultima chance per monetizzare su di lui. Ai saluti anche Gigot, mentre restano da monitorare eventuali offerte per Isaksen e Cancellieri.

In definitiva, la Lazio si appresta a vivere un nuovo 'anno zero', con una rifondazione quasi obbligata ma con una certezza confermata: Claudio Lotito rimane al timone del club. Questo potrebbe prefigurare un’altra stagione complicata anche sul fronte dell’affluenza e del coinvolgimento dei tifosi, con il rischio che le tribune dell’Olimpico restino nuovamente deserte.

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Di Lorenzo (Napoli): "Champions premio a un gruppo unito e sano"

Live

14:15 - Giovanni Di Lorenzo, protagonista della vittoria del Napoli sul campo del Pisa, ha parlato al termine della partita. Ecco la cronaca delle sue dichiarazioni, raccolte in esclusiva.

Sulla partita «Siamo soddisfatti per questo risultato. Conoscevamo la difficoltà dell’impegno e, alla fine, siamo riusciti a semplificare la partita con il nostro gioco». Parole di un Di Lorenzo che, anche a gara in corso, ha mostrato grande lucidità e attenzione sulle motivazioni del successo.

Il futuro di Conte Il capitano azzurro è intervenuto anche sulla situazione in bilico del tecnico Antonio Conte: «Questo senso di incertezza intorno al mister lo percepisco più dall’esterno che dall’interno dello spogliatoio. Difficile esprimersi con certezza. Io personalmente sono molto felice per lui: la scorsa stagione abbiamo conquistato uno Scudetto straordinario, e quest’anno sono arrivati la Supercoppa Italiana e la qualificazione in Champions League. Risultati di cui andare orgogliosi».

Squadra e infortuni: cosa sarebbe potuto accadere? «Non si può sapere con certezza se con meno infortuni avremmo fatto ancora meglio», ha aggiunto Di Lorenzo. «Il calcio è anche questo, gli stop fisici fanno parte del gioco. Ma noi siamo stati bravissimi a rimanere uniti e compatti nei momenti più difficili. Conte ci ha sempre ricordato che siamo riusciti a ‘portare la nave in porto’ nonostante la tempesta legata alle tante assenze. Voglio sottolineare che la squadra non si è mai disunita: è la prova evidente di un gruppo sano e di ragazzi perbene. Per questo siamo molto contenti del risultato finale».

Sull’infortunio personale «Tre mesi lontano dal campo sono lunghi, non è facile restare fuori così a lungo», ha spiegato il terzino azzurro. «Durante questo tempo ho cercato di dare il mio contributo restando vicino ai compagni, ma avevo un grandissimo desiderio di rientrare. Volevo giocare le ultime partite con la squadra, per lottare insieme fino alla fine. Non sono ancora al 100% della forma fisica, ma la priorità era esserci per aiutare il gruppo a conquistare questo risultato. Ora il focus è sull’ultima partita della stagione e poi ci concentreremo con determinazione sulla preparazione della prossima annata».

Messaggio ai tifosi «Giocheremo in casa e vogliamo chiudere bene con una bella vittoria davanti al nostro pubblico», ha dichiarato. «Ai nostri tifosi non possiamo che dire grazie. Anche quest’anno, soprattutto nei momenti più delicati, hanno dimostrato il vero significato della parola “tifoso”: restare sempre accanto alla squadra. Il loro sostegno, la loro passione immensa, si sentono in ogni partita. A Napoli possono mancare tante cose, a volte anche i risultati, ma la passione per questa maglia non viene mai meno. La nostra promessa per la prossima stagione è chiara: vogliamo continuare a competere ai massimi livelli, in Serie A e in Champions League, come abbiamo fatto quest’anno».

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Pisa-Napoli, formazioni ufficiali: assenti Milinkovic e De Bruyne, Di Lorenzo cambia ruolo

Ultima trasferta stagionale per il Napoli, impegnato sul campo del Pisa in un match fondamentale per chiudere definitivamente il discorso Champions League. Agli azzurri di Antonio Conte serve infatti una vittoria per garantirsi matematicamente l’accesso alla prossima edizione della principale competizione europea, senza dover più dipendere da altri risultati né entrare in complicati calcoli.

La squadra campana arriva in Toscana con qualche scoria rimasta dopo la recente sconfitta casalinga contro il Bologna, la seconda nelle ultime tre gare disputate al Maradona. Un passo falso che non ha scalfito la posizione di classifica degli azzurri, ma che ha acceso un lieve sentore di tensione in un finale di stagione che il Napoli vuole dominare senza ulteriori patemi.

Dall’altra parte, un Pisa già virtualmente retrocesso in Serie B ma deciso a giocare un’ultima partita di orgoglio davanti ai propri tifosi, cercando di salutare la massima serie con un’ultima dimostrazione di carattere e rispetto per la categoria.

Le formazioni ufficiali confermano alcune scelte intriganti, soprattutto in casa Napoli. Il Pisa risponde con il modulo 3-5-2. Davanti a Semper, la difesa schiera Calabresi, Caracciolo e Canestrelli; a centrocampo Hojholt agirà insieme ad Aebischer e Akinsanmiro, affiancati da Leris e Angori sulle corsie esterne. In attacco confermata la coppia Moreo-Stojilkovic, pronta a mettere pressione alla retroguardia partenopea.

Il Napoli di Conte risponde con un classico 3-4-2-1, ma con alcune novità obbligate: assenti Milinkovic-Savic e De Bruyne, sostituiti rispettivamente da Meret in porta ed Elmas sulla trequarti. Non ci sarà inoltre Matteo Politano, squalificato, sostituito da Giovanni Di Lorenzo che agirà in difesa al fianco di Rrahmani e Buongiorno, con il giovane Beukema inserito tra i centrali. In mediana, compaiono Lobotka e McTominay con Spinazzola come esterno sinistro, mentre in avanti gli azzurri puntano sul tandem Elmas-Alisson Santos alle spalle dell’unica punta Hojlund.

Ecco dunque i due schieramenti ufficiali:

PISA (3-5-2): Semper; Calabresi, Caracciolo, Canestrelli; Leris, Hojholt, Aebischer, Akinsanmiro, Angori; Moreo, Stojilkovic.

NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Elmas, Alisson Santos; Hojlund.

Un match che mette dunque molta carne al fuoco: il Pisa proverà a chiudere la stagione almeno con una vittoria da ricordare, mentre il Napoli tenterà di ritrovare la solidità dopo qualche inciampo per blindare al più presto il sogno Champions. In palio non c’è solo il prestigio, ma la certezza di disputare la prossima annata tra le grandi d’Europa, un obiettivo per cui la squadra di Antonio Conte è pronta a lottare fino all’ultimo minuto.

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