venerdì 22 maggio 2026

Nuovo ct Italia: Zazzaroni conferma Roberto Mancini al 99,9%

La Serie A si avvicina al rush finale della stagione con l’ultima giornata pronta a consegnare verdetti importanti, ma nel frattempo il calciomercato e la questione panchine infiammano il dibattito in Italia. Tra le squadre più osservate c’è sicuramente il Napoli di Aurelio De Laurentiis, protagonista in queste settimane di un’annata altalenante sotto la guida di Antonio Conte. Il futuro dell’allenatore azzurro è ormai al centro delle discussioni, con diverse ipotesi sul possibile sostituto. A fare il punto sulla situazione è stato Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, intervenuto negli studi di Radio Kiss Kiss Napoli.

Bilancio su Conte?” ha esordito Zazzaroni. “Ho visto un amore contrastato… non è stato un amore completo, però sono stati sicuramente due anni meravigliosi. Parte della critica ha sempre contestato delle cose a Conte, anche nell’anno dello Scudetto, quest’anno più che mai con gli infortuni e i risultati altalenanti”. Due stagioni intense per l’allenatore leccese, capace di conquistare il titolo nazionale ma anche oggetto di critiche per le difficoltà nel mantenere la continuità di rendimento, specialmente in una stagione segnata da diversi stop per problemi fisici.

In questo contesto, si è fatto largo il nome di Massimiliano Allegri come possibile erede di Conte sulla panchina del Napoli. Zazzaroni ha commentato così questa ipotesi, inserendola anche nel più ampio discorso sul futuro della Nazionale italiana: “Allegri-Napoli? Sarebbe lui la prima scelta e sarebbe perfetto. Non mi dispiacerebbe affatto che arrivasse Max a Napoli mentre per la Nazionale c’è Roberto Mancini al 99,9%. Napoli dopo Conte fa paura… ci vuole un allenatore molto esperto, vincente.”

L’ex tecnico della Juventus rappresenterebbe dunque il profilo ideale per raccogliere l’eredità di Conte, combinando esperienza e capacità tattica in un club che mira a confermarsi ai vertici del campionato. Una squadra ambiziosa come il Napoli, reduce da una cavalcata trionfale con Conte, ha infatti bisogno di una guida solida e di comprovata autorevolezza, indispensabili per affrontare la pressione e le aspettative elevate che accompagnano i partenopei.

Non mancano però le alternative sul tavolo della società campana. Zazzaroni ha escluso l’ipotesi di Giovanni Grosso, considerandolo ancora inesperto per un club di tale portata, mentre ha vagliato anche un possibile approdo di Maurizio Sarri all’Atalanta: “Alternative? Sarri va all'Atalanta. Grosso non lo vedo ancora maturo per il Napoli.” Il tecnico toscano, reduce da esperienze importanti con Juventus e Napoli, potrebbe rilanciarsi in una realtà ambiziosa come quella bergamasca, lasciando così spazio a soluzioni più consolidate per il Napoli.

In definitiva, il mercato degli allenatori si preannuncia vivace, con diverse pedine che cercano una nuova collocazione e una Serie A pronta a rinnovarsi. Il Napoli di De Laurentiis sarà sicuramente uno degli osservati speciali, sia per il peso della rosa a disposizione, sia per la posta in gioco legata al progetto tecnico post-Conte. Qualunque sia la scelta definitiva, l’obiettivo è chiaro: riportare gli azzurri in alto e continuare a competere per i massimi traguardi nazionali e internazionali.

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Chivu miglior allenatore Serie A: vince il premio all'Inter

Il tecnico dell’Inter Cristian Chivu si è aggiudicato il premio Philadelphia Coach Of The Season della Serie A Enilive 2025/2026. L’annuncio ufficiale della Lega Serie A ha sancito il riconoscimento che sarà consegnato nel pre-partita di Bologna-Inter, allo stadio “Renato Dall’Ara”.

Il riconoscimento, assegnato da una giuria composta da Direttori di testate giornalistiche sportive, valuta gli allenatori con criteri che spaziano dall’aspetto tecnico-sportivo alla qualità del gioco espresso dalle squadre, senza trascurare il comportamento e il fair play dimostrati in campo. L’analisi ha preso in considerazione tutte le giornate della Serie A Enilive 2025/2026, esclusa la 38ª, per definire il vincitore.

Luigi De Siervo, Amministratore Delegato della Lega Serie A, ha voluto sottolineare l’impresa di Chivu: “La stagione di Cristian Chivu alla guida dell’Inter è stata semplicemente straordinaria. Al suo primo anno come allenatore di una squadra professionistica, ha subito mostrato un DNA vincente che già lo aveva contraddistinto da giocatore. Ha guidato la sua squadra a sviluppare un calcio allo stesso tempo solido e propositivo, portando i nerazzurri a una media di oltre due gol a partita e a dominare il campionato con un vantaggio di circa 30 reti sulla seconda in classifica.”

De Siervo ha inoltre evidenziato come Cristian Chivu, in sole 48 giornate da allenatore in Serie A, sia riuscito a laurearsi Campione d’Italia, piazzandosi dietro soltanto a José Mourinho per rapidità nel conquistare il titolo nell’era dei tre punti. Un’impresa ancora più rilevante se si considera che Chivu ha accompagnato lo Scudetto con la vittoria della Coppa Italia, diventando così il primo tecnico a conquistare il double nella sua stagione d’esordio sulla panchina dell’Inter. Numeri e record che consacrano senza alcun dubbio Chivu tra i grandi allenatori della Serie A.

Il premio Philadelphia Coach Of The Season – istituito nella stagione 2021-2022 – ha storicamente premiato l’allenatore campione d’Italia. Nell’albo d’oro, Cristian Chivu succede ad Antonio Conte, che l’anno scorso è stato insignito di questo riconoscimento dopo aver guidato il Napoli alla conquista del titolo. Prima di lui, gli altri vincitori erano stati Stefano Pioli con il Milan nella prima edizione, Luciano Spalletti con il Napoli nel 2022-2023 e Simone Inzaghi con l’Inter nel 2023-2024.

La stagione 2025/2026 segna così un passaggio di testimone nel panorama tecnico italiano con Chivu che, dopo una carriera da giocatore di altissimo livello, si afferma con forza anche in panchina, confermando la sua crescita e la sua visione tattica nel calcio italiano. L’Inter, sotto la guida di Cristian Chivu, ha dimostrato una qualità di gioco superiore, culminata in un successo schiacciante e nella conquista di un trofeo prestigioso, un premio che premia l’eccellenza tecnica, il carisma e la capacità di gestire una squadra di vertice in uno dei campionati più competitivi al mondo.

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Atalanta su Della Rovere: contatti avviati col Bayern Monaco

Calciomercato Serie A

Atalanta e Napoli alla finestra per Guido Della Rovere, giovane talento italiano di proprietà Bayern Monaco. Classe 2005, il centrocampista offensivo sta dimostrando tutto il suo valore nella Regionalliga con la seconda squadra del Bayern Monaco, club dove si è trasferito due anni fa dalla Cremonese. A soli 18 anni, Della Rovere ha collezionato 24 presenze, mettendo a segno 4 gol e servendo 10 assist, numeri che ne sottolineano la qualità e la capacità di incidere in campo. Tuttavia, il giovane calciatore non ha ancora debuttato con la prima squadra del Bayern.

La società bavarese considera Della Rovere un prospetto interessante ma, secondo fonti vicine al giocatore, in questi giorni sono ripresi i colloqui con club italiani interessati al suo ritorno in patria. In particolare, è l’Atalanta a monitorare con attenzione la situazione, valutando l’ipotesi di integrarlo inizialmente nella propria Under 23, con la possibilità concreta di vederlo poi crescere e fare il salto in prima squadra. Un’opportunità per il club bergamasco, noto per il suo lavoro di valorizzazione dei giovani, che potrebbe offrire a Della Rovere spazio e continuità.

Non meno attivo sulle tracce del ragazzo è il Napoli, che attraverso il direttore sportivo Giovanni Manna ha avviato un primo dialogo per sondare il terreno. La società partenopea, guidata in panchina da Antonio Conte, punta da tempo su un progetto tecnico giovanile solido e guarda con interesse a profili emergenti come quello di Della Rovere.

Due anni fa, in un’intervista rilasciata ai nostri microfoni, il padre di Guido, Salvatore Della Rovere, spiegava i motivi del trasferimento in Germania: “Il nostro obiettivo non è mai stato economico, ma legato a un progetto di crescita serio e a lungo termine. Abbiamo chiesto garanzie tecniche alla Cremonese – diceva – che non fosse solo una presenza in prima squadra, ma uno spazio vero, con minutaggio significativo. Guido vuole giocare e migliorare, cosa che lì non era possibile. Per questo abbiamo deciso di cambiare strada”.

La volontà del giovane centrocampista, che ambisce a maggiori opportunità sul campo, potrebbe dunque portarlo a fare ritorno in Italia entro breve tempo, dove Atalanta o Napoli potrebbero diventare le sue prossime tappe importanti. L’attenzione delle due società sull’ex Cremonese conferma come la Serie A continui a puntare forte sui giovani di talento, capaci di crescere rapidamente nell’ambito di contesti stimolanti e con progetti magari più rischiosi ma più proficui di quelli che si trovano altrove.

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Careca: "Sogno un Napoli in finale Champions, Sarri mentalità brasiliana"

Careca: “Inter dominante, Napoli solido al secondo posto”

L’ex attaccante simbolo sia del Brasile che del Napoli, Careca, ha rilasciato un’intervista esclusiva alle pagine di Tuttosport, dove ha toccato temi cruciali legati alla Serie A e alle prospettive del calcio internazionale. Con la sua esperienza, Careca analizza senza filtri la stagione appena trascorsa, in cui la lotta per il titolo ha visto l’Inter dominare senza appello, relegando il Napoli alla posizione di “best runner-up”.

“L’Inter ha condotto una stagione perfetta, allungando il passo già in anticipo e dimostrando una superiorità quasi imbattibile – ha spiegato Careca – il Napoli non ha potuto fare altro che accontentarsi del secondo posto, che comunque rappresenta un buon risultato. Raggiungere la qualificazione alla prossima Champions League è fondamentale e il club partenopeo ha centrato l’obiettivo. Per il futuro mi piacerebbe vederli almeno arrivare in semifinale della Champions, o addirittura in finale”.

Occhi puntati sul Napoli: Sarri nel post-Conte?

La riflessione dell’ex bomber brasiliano si sposta naturalmente sulla guida tecnica del Napoli, in un momento di transizione importante dopo l’arrivo di Antonio Conte, che ha sostituito Luciano Spalletti. Careca si concentra sulle potenziali soluzioni in panchina per il futuro: “Maurizio Sarri può essere l’uomo giusto, porta con sé grandi aspettative. Conosce bene l’ambiente partenopeo e propone un calcio propositivo, quasi con una mentalità brasiliana. Tuttavia, oggi nel calcio moderno vediamo che molte squadre e allenatori preferiscono un approccio più pragmatico, puntando a risultati concreti piuttosto che al gioco spettacolare, soprattutto per mantenere stabilità e posti di lavoro”.

Le difficoltà dell’Italia e il Brasile di Ancelotti

Non poteva mancare un commento di Careca sulla Nazionale italiana, alla luce della recente esclusione dai Mondiali per la terza volta consecutiva: “È un peccato gravissimo e incredibile – ammette – l’Italia perdere così terreno quando è una delle grandi del calcio mondiale lascia molto da riflettere”.

Spazio poi al Brasile, che sarà guidato in panchina proprio da un italiano, Carlo Ancelotti: “Se Ancelotti vincerà il Mondiale, allora sarà giusto riconoscerglielo, altrimenti no – dice Careca senza ipocrisie – ha già fatto bene a convocare Neymar, che resta il vero fenomeno della Seleção. Per anni è stato il fulcro del Brasile; ha 34 anni, non 40 come molti pensano, e può ancora gestire al meglio la sua condizione fisica”.

Infine, un giudizio sulla squadra favorita per il prossimo torneo iridato: “La Francia parte in vantaggio perché dispone di una rosa più ampia e con talento distribuito su tutta la squadra”.

Le parole di Careca, intrise di esperienza e passione per il calcio, offrono così uno sguardo a 360 gradi su Serie A, Napoli, Nazionali e grandi sfide che attendono i campionati europei e mondiali.

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giovedì 21 maggio 2026

Bortolazzi: Allegri avrà più potere al Milan con Champions

Durante la trasmissione radiofonica Maracanà, Mario Bortolazzi, ex centrocampista di Serie A, ha espresso il suo punto di vista sulle dinamiche attuali del calcio italiano, soffermandosi in particolare su alcune delle panchine più calde della Serie A, con un focus su Milan, Juventus e Napoli.

Il Milan di Allegri: tra obiettivi e sfide interne Interpellato sul futuro del tecnico rossonero Massimiliano Allegri e sulla sua possibile permanenza sulla panchina del Milan, Bortolazzi ha sottolineato la complessità della situazione.

“È difficile fare previsioni precise,” ha ammesso l’ex giocatore. “Se il Milan riuscirà a centrare l’obiettivo Champions League, come da programma, allora Allegri potrà vantare di aver mantenuto le promesse fatte in estate. Tuttavia, mi sembra che all’interno dello spogliatoio ci siano delle tensioni che rischiano di essere logoranti. Nel caso in cui l’obiettivo venga raggiunto, Allegri avrà sicuramente più potere decisionale su chi confermare nel gruppo e chi, invece, dovrà lasciare il club. Inoltre, serviranno nuovi rinforzi, soprattutto se la squadra vuole affrontare al meglio la prossima Champions League.”

Il giudizio di Bortolazzi sul Milan attuale è netto: “Da quanto si vede, molti giocatori non sembrano all’altezza della tradizione rossonera, abituata a calciatori di spessore superiore. Al momento, troppo pochi rappresentano il vero profilo Milan.”

Antonio Conte tra Napoli, Juventus e Milan: cosa aspettarsi? Nell’analisi generale degli allenatori più chiacchierati, Bortolazzi ha poi commentato la situazione di Antonio Conte, confermato alla guida del Napoli in questa stagione.

“Conte può certamente riavvicinarsi nelle gerarchie della Juventus o del Milan, nel calcio italiano può accadere di tutto,” ha detto con realismo. “Per i tifosi sarebbe sicuramente una notizia entusiasmante, ma personalmente non credo che si tratti della solita minestra riscaldata. Ho l’impressione che il suo futuro possa essere più probabilmente legato alla Nazionale italiana.”

Il tecnico azzurro infatti si trova a dover gestire una squadra ancora in fase di assestamento. “Al momento leggo di possibili alternative per la panchina del Napoli, come Italiano o Palladino, ma a mio parere sono figure ancora acerbe. La squadra sembra vivere una fase di un certo caos organizzativo, che Conte dovrà lavorare a smussare per riportare serenità e risultati.”

Un quadro complesso quello dipinto da Bortolazzi, che evidenzia la natura dinamica e competitiva del calcio italiano, dove le panchine rappresentano spesso un elemento chiave nel successo o insuccesso dei club, in particolare per squadre ambiziose come il Milan, la Juventus e il Napoli di Conte.

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Lo Monaco su Conte-Napoli: "Mancanza rispetto impegni nel calcio"

Pietro Lo Monaco: il Napoli di Conte, l'allenatore e il futuro azzurro

Nel bel mezzo di un mercato e di una situazione tecnica in evoluzione, Pietro Lo Monaco, noto direttore sportivo, ha voluto esprimere il suo punto di vista sulla situazione del Napoli intervenendo ai microfoni di Radio Tutto Napoli. La recente decisione di Antonio Conte di lasciare la guida tecnica partenopea ha lasciato più di qualche sorpresa, e Lo Monaco non nasconde il suo disappunto davanti a questo tipo di scelte nell’attuale scenario calcistico.

La ferita lasciata dall’addio di Conte “Innanzitutto, voglio sottolineare come questa decisione rappresenti un fulmine a ciel sereno, anche se, purtroppo, rispecchia una realtà ormai fin troppo chiara nel calcio moderno", ha esordito Lo Monaco. “Il rispetto degli impegni e l’attaccamento a un progetto sembrano oggi valori sempre più rari, se non praticamente inesistenti. È stata una grande delusione vedere un rapporto di lavoro, iniziato solo due anni fa e che aveva portato buoni risultati, con un altro anno di contratto in corso, finire così all’improvviso”.

Lo Monaco mette in luce una dura realtà: “La piazza, i tifosi, il progetto: nel calcio moderno sono quasi ridotti a numeri, e più che passione e appartenenza sembra valere solo l’interesse personale. Chi viene, chi fa, se l’esperienza conviene resta, altrimenti è ‘arrivederci e grazie’”. Tra le ipotesi su questo addio spicca anche quella della pressione della piazza che, per Lo Monaco, non regge: “Conte vive e si nutre di pressione, è il suo pane quotidiano, quindi imputare a questo la decisione è ridicolo”.

La conclusione è netta: “Pensavo che tra allenatore e società prevalessero le esigenze del Napoli, invece è stata rispettata di più la volontà di Conte, con la società che ha subìto questa scelta”.

Il nome di Maurizio Sarri per il futuro A proposito di possibili successori, è tornato nelle ultime ore il nome di Maurizio Sarri, già tecnico azzurro e capace di costruire uno dei Napoli più belli e “spettacolari” degli ultimi anni. “Quando si ripropone Sarri, bisogna pensare poco a rivedere quel Napoli”, avverte Lo Monaco. “Sarri è un allenatore di primo livello, un tecnico capace di esprimere grande lavoro in campo, ma poco incline agli ‘show televisivi’ e alle sceneggiate in un mondo che invece vive di queste dinamiche”.

Per l’ex dirigente, Sarri rappresenterebbe una scelta “sicura” per il club campano. Tuttavia “il Napoli deve mettere davanti a tutto il progetto attuale, che comporta inevitabilmente un rinnovamento. Ci sono diversi giocatori avanti con l’età e altri che non hanno rispettato le aspettative: sarà necessaria una vera e propria rivoluzione”.

Così, Lo Monaco pone la squadra davanti a un bivio: “Questa rivoluzione va affidata a un tecnico esperto e ‘usato sicuro’ come Sarri, oppure si punta su un allenatore giovane ed emergente in grado di dare nuova linfa, in un percorso che potrebbe durare due o tre anni”.

Riflessioni sui giovani allenatori Il dirigente non manca di citare alcuni nomi emergenti, già noti sulla scena italiana: “Abbiamo allenatori giovani e promettenti, come Italiano, che sta dimostrando idee e capacità di esprimere lavoro sul campo; oppure Palladino, che ha già dimostrato qualità, e persino De Rossi, capace di una piccola impresa al Genoa. Sono tutti simboli di una scelta che può guardare al futuro, come si fa puntando su un giocatore di prospettiva”.

“Se però il Napoli ha bisogno di un mercato pronto e veloce, che punti al risultato immediato, allora Sarri resta il nome di assoluto livello da considerare”.

Il Napoli, dunque, dovrà scegliere tra continuità e esperienza oppure freschezza e innovazione, costruendo così il proprio futuro tecnico e sportivo. Di certo, il club azzurro resta uno degli osservati speciali del prossimo ciclo di mercato e di scelte societarie.

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Champions 2026/27: Brugge 25ª squadra in League Phase

Focus Champions League 2026/27

Seppur la finale della Champions League 2023, in programma il 30 giugno tra Arsenal e Paris Saint-Germain, sia ormai alle porte, il calcio europeo guarda già al futuro e si inizia a delineare la composizione dell’edizione 2026/27. Attualmente, sono 25 le squadre già qualificate direttamente alla fase a gironi della competizione, mentre numerosi club hanno già acquisito la certezza di partire dai turni preliminari.

Facciamo il punto sulla situazione, con una panoramica sulle squadre suddivise per fase, mantenendo in neretto le formazioni già sicure di partecipare a quella specifica fase della Champions League 2026/27, un appuntamento che promette spettacolo e sfide di altissimo livello.

Fase a Gironi

In questa fase della Champions League, l’Inghilterra conferma la sua forza con il Arsenal, Manchester City, Manchester United e Aston Villa già qualificati. Ancora da definire la partecipazione del Liverpool, in attesa di conferme.

L’Italia si presenta con due squadre già certe: Inter e Napoli, con Milan e Roma ancora in attesa di qualificazione. Da segnalare che, diversamente dalla stagione attuale, la guida del Napoli nel 2026/27 sarà affidata ad Antonio Conte, che ha rilanciato le ambizioni partenopee nel massimo torneo continentale.

La Spagna, invece, domina con cinque club qualificati: Barcellona, Real Madrid, Villarreal, Atlético Madrid e Betis, mentre la Germania conferma il suo blasone con Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Lipsia e Stoccarda.

Dalla Francia, oltre al Paris Saint-Germain, ci sono Lens e Lille, mentre i Paesi Bassi schierano PSV Eindhoven e Feyenoord.

Completano la lista delle squadre direttamente in Champions anche Porto (Portogallo), Brugge (Belgio), Slavia Praga (Repubblica Ceca), Galatasaray (Turchia) e Shakhtar Donetsk (Ucraina).

Playoff

Dal turno playoff, noto anche come spareggio di qualificazione alla fase finale del torneo, sono già certe le partecipazioni di Viking (Norvegia), AEK Atene (Grecia), LASK (Austria) e Celtic (Scozia), club con grande tradizione europea che daranno battaglia per conquistare l'accesso alla League Phase.

Terzo Turno di Qualificazione

Nel terzo turno di qualificazione figurano squadre di rilievo come Lione dalla Francia, NEC dai Paesi Bassi, Sporting CP dal Portogallo, il Union Saint-Gilloise del Belgio e la Sparta Praga dalla Repubblica Ceca, tutte pronte a giocarsi l’accesso ai playoff e successivamente alla fase a gironi.

Secondo Turno di Qualificazione

Più lunga è la lista delle formazioni che parteciperanno al secondo turno di qualificazione. Fra queste spiccano nomi come il Lech Poznan (Polonia), AGF Ahrus (Danimarca), il Thun (Svizzera), l'Omonia (Cipro) e la Dinamo Zagabria (Croazia), insieme a Stella Rossa (Serbia), Slovan Bratislava (Slovacchia) e Celje (Slovenia). Inoltre, non vanno dimenticati club ambiziosi quali Fenerbahçe (Turchia), Bodo/Glimt (Norvegia), Olympiacos (Grecia), Sturm Graz (Austria) e Hearts (Scozia).

Primo Turno di Qualificazione

Il primo step della qualifica coinvolgerà squadre provenienti leggermente da realtà calcistiche minori ma non per questo meno combattive. Fra queste figurano club come il Gyor (Ungheria), Universitatea Craiova (Romania), il Levski Sofia (Bulgaria), il Sabah (Azerbaigian), i Shamrock Rovers (Irlanda), Petrocub Hincesti (Moldavia), il Vikingur (Islanda) e molti altri, fino a formazioni provenienti da Lussemburgo, San Marino, Andorra e Gibilterra, a testimonianza della vastità e inclusività della competizione europea per club.

La squadra azzurra del Napoli, protagonista in Serie A e in Europa, è dunque confermata tra i club già qualificati alla fase a gironi di Champions League per la stagione 2026/27, mentre la guida tecnica sarà affidata ad Antonio Conte, allenatore determinato a riportare il club partenopeo ai vertici continentali. Sarà un’edizione da seguire con attenzione, con tante squadre di alto spessore pronte a contendersi il trofeo più ambito del calcio europeo.

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