venerdì 10 aprile 2026

Mondiale 2026, il paradosso di De Bruyne e Lukaku dopo l’esperienza al Napoli

Insieme hanno giocato pochissimo, loro che si conoscono bene, che si stimano, che si conoscono da piccolissimi. Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku erano la coppia dei sogni dei tifosi, quella che il Napoli aveva costruito in estate con l’arrivo a parametro zero di Kdb dopo la fine della sua avventura al City. L’idea del club, avendo già in organico Lukaku, uomo scudetto, pupillo di Conte, era quella di riformare la coppia che tanto bene aveva fatto in questi anni al Belgio e che aveva giocato insieme anche nelle giovanili del Chelsea. Ma tra le ambizioni del Napoli e quelle dei due giocatori s’è intromesso il fato, la sorte, con l’infortunio di Big Rom e tutto quello che poi è accaduto. In sintesi, i due insieme non hanno quasi mai giocato. Appena pochi minuti in stagione. Un vero e proprio rimpianto. Ecco perché in estate la Classifica Mondiali 2026 avrà valore relativo per gli italiani, con la Nazionale out dopo il ko ai rigori con la Bosnia, ma per i tifosi del Napoli l’occhio, nella graduatoria finale, cadrà sul Belgio. Perché si farà il tifo per Kdb e per Lukaku. Che, almeno in nazionale, potranno ritrovarsi. Aspettando, però, le convocazioni definitive del ct Garcia: De Bruyne è certo di esserci, Big Rom ancora no. Ma spera di conquistare il suo quarto e forse ultimo Mondiale. Così come sarà il quarto e ultimo per Kdb. Insomma, loro insieme avevano vissuto gli ultimi tre e vorranno godersi il prossimo, quello americano, per lasciare il segno.  

La coppia che doveva essere e non è stata

De Bruyne è arrivato a Napoli in estate dopo aver vinto tutto con il City, compresa la Champions in finale nel 2023 contro l’Inter. Aveva scelto Napoli convinto dal progetto ma anche per la presenza di Lukaku, suo grande amico. Una coppia da sogno che ha segnato tantissimi gol in nazionale e che ora ci riproverà in America. Ma che a Napoli, ed è questo il paradosso, non ha avuto tempo per imporsi. Non ne ha avuto, di tempo. E non per volontà di Conte. Sul più bello, in piena estate, Lukaku si è fermato. Infortunio, terapia conservativa e lungo stop. E poi, anche Kdb si ferma. Contro l’Inter il 25 ottobre. Anche per lui lungo stop dopo l’operazione. Entrambi poi sono rientrati ma solo il belga ex City ha avuto spazio per ritrovare continuità. E quindi insieme si sono divertiti soprattutto in estate durante qualche amichevoli tra gol, assist e la classica esultanza che già stava facendo sognare i tifosi del Napoli. Che poi, però, si sono scontrati sulla dura realtà di un’annata incredibile caratterizzata da tanti, troppi infortuni.  

Il Mondiale del Belgio: il girone e gli scenari

 E ora, dunque, testa al Mondiale, con il Belgio che è stato inserito nel Gruppo G con Egitto, Iran e Nuova Zelanda. Un percorso sulla carta agevole per la nazionale allenata, tra l'altro, da un altro ex azzurro come Rudi Garcia. Ma la sua avventura al Napoli, durata poco, non è stata memorabile, anzi. Il Belgio, come spesso accaduto anche in passato, quando in nazionale c’era anche Mertens, si candida a diventare una delle sorprese del Mondiale. E, come detto, molti tifosi del Napoli, data l’assenza dell’Italia, seguiranno con particolare interesse le sorti di una formazione di grande valore, con delle individualità importanti e ovviamente con due giocatori su tutti che proveranno a brillare, a fare come al solito. Da una parte Kevin De Bruyne, dall’altra Romelu Lukaku. Dal Napoli all’America, col Belgio. Per ricongiungere una coppia che poteva essere e non è stata, in azzurro, per motivi non riconducibili a nessuno se non al fato, alla sorte, al destino. O più semplicemente alla sfortuna. https://napolicalcio24.com/2026/04/10/mondiale-2026-il-paradosso-di-de-bruyne-e-lukaku-dopo-lesperienza-al-napoli/?feed_id=100921&_unique_id=69d9428f763e7

Lotta scudetto: il Napoli può vincerle tutte come Conte?

Il **Napoli** è davvero in corsa per lo scudetto? Dopo l’infortunio di Lautaro Martinez all’Inter, cresce l’ottimismo tra i tifosi partenopei e tra gli analisti sportivi. La squadra di **Antonio Conte** è chiamata a un finale di stagione clamoroso per mantenere il sogno del tricolore ancora vivo. Rimangono da giocare sette partite e per difendere il titolo conquistato la scorsa stagione, il Napoli dovrebbe idealmente vincerle tutte. Impresa tutt’altro che semplice, come testimoniano i precedenti dello stesso tecnico pugliese.

Conte infatti, nella sua carriera tra Serie A e Premier League, ha completato la rincorsa perfetta solo in un’occasione, nel 2013, alla guida della Juventus. In quell’annata, difatti, ha concluso la stagione raccogliendo tutti i 21 punti disponibili nelle ultime nove partite. Dati che indicano come una rimonta totale richieda un rendimento quasi miracoloso da parte degli azzurri. Diamo uno sguardo dettagliato alle statistiche delle fasi finali di stagione con Conte in panchina, per capire meglio quanto sia arduo arrivare al traguardo senza intoppi.

Rendimento di Antonio Conte negli ultimi turni di campionato

2011-2012 (Juventus)
Le prime sette gare dal finale videro la Juventus conquistare 19 punti: successi su Lazio (2-1), Roma (4-0), Cesena (1-0), Novara (4-0), Cagliari (2-0) e Atalanta (3-1), a cui si aggiunse un pareggio per 1-1 contro il Lecce.

2012-2013 (Juventus)
In quell’anno la Juventus ottenne 16 punti nelle ultime sette gare, tra cui vittorie su Lazio (2-0), Milan (1-0), Torino (2-0), Palermo (1-0) e Atalanta (1-0). Ci furono, però, anche un pareggio 1-1 con il Cagliari e una sconfitta inaspettata per 3-2 contro la Sampdoria, che rallentarono la corsa perfetta.

2013-2014 (Juventus)
L’unico ciclo con performance impeccabile di Conte si concretizzò nell’ultimo scorcio di questa stagione: 21 punti su 21 con successo contro Livorno (2-0), Udinese (2-0), Bologna (1-0), Sassuolo (3-1), Atalanta (1-0), Roma (1-0) e Cagliari (3-0).

2016-2017 (Chelsea)
In Premier League con il Chelsea il tecnico raccolse 18 punti nelle ultime sette partite, vincendo contro squadre come Southampton, Middlesbrough, Watford e Sunderland, ma perdendo a Manchester United (2-0).

2017-2018 (Chelsea)
Il rendimento del Chelsea calò, con 14 punti finali e vittorie in trasferta sul Southampton e Burnley, ma pareggi e sconfitte limitarono la rimonta.

2019-2020 (Inter)
Nella sua esperienza all’Inter, Conte totalizzò 17 punti in sette partite finali, con vittorie importanti contro Torino (3-1), SPAL (4-0), Genoa (3-0), Napoli (2-0) e Atalanta (2-0). Ci furono però anche due pareggi, contro Roma e Fiorentina.

2020-2021 (Inter)
Sempre con l’Inter, Conte raccolse in questa fase 16 punti tra vittorie su Hellas Verona, Crotone, Sampdoria, Roma e Udinese, ma la sconfitta sul campo della Juventus (3-2) e un pari con lo Spezia limitarono il potenziale bottino pieno.

2021-2022 (Tottenham)
Ultima esperienza in Premier con il Tottenham, dove ottenne solo 14 punti nelle ultime sette gare: uno score che comprende vittorie contro Brighton e Arsenal ma anche rallentamenti con pareggi e una sconfitta contro il Newcastle.

2024-2025 (Napoli)
Questa stagione con il Napoli ha visto conquistare finora 17 punti nelle ultime sette giornate, comprese 5 vittorie su 7 partite disputate (successi contro Empoli, Monza, Torino, Lecce, Cagliari), due pareggi con Genoa e Parma. Un rendimento solido, ma non sufficiente al momento per ipotecare il tricolore senza difficoltà.

Il cammino di Conte in questa fase cruciale di stagione è dunque una bussola importante per capire la concretezza della rincorsa azzurra all’Inter. Storicamente, vincere tutti gli incontri finali è un’impresa ardua anche per un tecnico esperto come lui. Riflettendo sulle statistiche, al Napoli servirà un autentico capolavoro per ribaltare la classifica e difendere lo scudetto, soprattutto senza l’apporto del suo attaccante di riferimento.

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Serie A 32ª giornata: indisponibili e squalificati aggiornati

Live Serie A

In vista della 32ª giornata di Serie A, analizziamo nel dettaglio gli assenti tra le squadre impegnate nel massimo campionato italiano. Una situazione che inciderà inevitabilmente sulla formazione titolare e sulle strategie dei vari allenatori, Antonio Conte incluso, che dovrà gestire la rosa del Napoli in assenza di elementi fondamentali.

ATALANTA L'Atalanta dovrà fare a meno di Hien e Scamacca, entrambi indisponibili per questo turno di campionato. Fortunatamente per Gasperini nessuno squalificato tra gli orobici.

BOLOGNA I felsinei non potranno contare su Skorupski, Lykogiannis e Dallinga, tutti indisponibili. In difesa, però, si ferma anche Ferguson, squalificato per questa giornata, complicando ulteriormente i piani di Thiago Motta.

CAGLIARI Assenze importanti per il Cagliari: Felici, Idrissi e Pavoletti non saranno della partita, ma non ci sono squalificati nel gruppo rossoblù.

COMO Il Como perde Addai per infortunio, mentre nessun giocatore è stato fermato dal giudice sportivo.

CREMONESE La Cremonese si presenta con diverse defezioni: Vardy, Collocolo, Moumbagna e Thorsby indisponibili, oltre alla squalifica di Maleh che non potrà essere schierato.

FIORENTINA Biglietto da visita complicato per Italiano, che perde per questa giornata Fortini, Kean, Lamptey, Parisi, Solomon e Sabiri. A questi si aggiungono le assenze forzate di Fagioli e Gudmundsson, entrambi squalificati.

GENOA L'indisponibilità di Norton-Cuffy, Cornet e Onana segna anche il Genoa, senza però squalificati per questa giornata.

HELLAS VERONA In casa Verona il tecnico dovrà fare a meno di Serdar e Bella-Kotchap, mentre è assente per squalifica Suslov.

INTER L'Inter vede solo Bisseck fuori per infortunio, nessuno squalificato dunque nella squadra di Simone Inzaghi.

JUVENTUS Massimiliano Allegri dovrà rinunciare a Vlahovic, Perin e Cabal per infortunio. A peggiorare la situazione anche la squalifica di McKennie.

LAZIO La Lazio perde per infortunio Gila, Provedel e Rovella. Nessuno però è squalificato tra le fila biancocelesti.

LECCE Out Gaspar, Berisha, Sottil e Camarda nel Lecce, nessuno squalificato.

MILAN Ottime notizie invece per il Milan, che si presenta a questa 32ª giornata senza assenze per infortunio o squalifica.

NAPOLI Il Napoli di Antonio Conte dovrà fare a meno di cinque elementi importanti: Neres, Di Lorenzo, Rrahmani, Vergara e Lukaku sono indisponibili. Fortunatamente nessun giocatore azzurro è fermato per squalifica, ma queste assenze peseranno sulle scelte dell'allenatore campano in vista della partita.

PARMA Cremaschi e Frigan non sono a disposizione per infortunio, mentre Pellegrino è squalificato e dunque non convocabile.

PISA Denoon, Marin, Lorran e Iling Jr sono indisponibili e rappresentano un problema per la formazione nerazzurra, che però non registra squalifiche.

ROMA Molti gli assenti per la Roma di Mourinho: Mancini, Dovbyk, Ferguson, Dybala, Koné e Wesley sono indisponibili a vario titolo. Fortunatamente nessuno è squalificato.

SASSUOLO Il Sassuolo dovrà fare a meno di Cande, Pieragnolo e Boloca, ma nessun giocatore è squalificato.

TORINO Aboukhlal e Zapata sono indisponibili per il Torino, nessun squalificato nel club granata.

UDINESE Per l'Udinese fuori Buksa, Zemura e Zanoli; nessuno squalificato tra i bianconeri friulani.

Questa panoramica completa degli indisponibili e squalificati in Serie A per la 32ª giornata conferma come le assenze giocheranno un ruolo significativo nelle scelte degli allenatori. Squadre come il Napoli di Antonio Conte, con alcune pedine importanti fuori gioco, dovranno necessariamente trovare alternative efficaci per mantenere l’obiettivo stagionale, a partire dalle prossime sfide decisive.

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Solo il 3% dei gol in Champions è italiano: 48 su 1463

Dati e statistiche

Qual è il peso degli attaccanti italiani nelle competizioni europee? La domanda, di grande interesse per il movimento azzurro, merita una risposta ponderata e approfondita. Un primo spaccato può però emergere dall’analisi sui gol segnati dai giocatori convocabili in Nazionale nelle tre principali competizioni continentali: Champions League, Europa League e Conference League. I numeri raccontano una situazione che non può lasciare indifferenti.

In Champions League, competizione che richiama il meglio del calcio internazionale, la cifra complessiva dei gol realizzati è di 627. Di questi, soltanto 14 reti sono state messe a segno da calciatori italiani o convocabili in azzurro, una percentuale minima che si ferma al 2,2%. Tra i protagonisti, spiccano l’attaccante Gianluca Scamacca, ora all’Atalanta, autore di 3 gol, e giovani talenti come Francesco Pio Esposito dell’Inter, a segno due volte, così come Federico Gatti della Juventus. Non manca la rappresentanza azzurra anche nelle retrovie, con gol importanti firmati da Alessandro Bastoni, Sandro Tonali, Giacomo Raspadori, Federico Dimarco, Davide Zappacosta, Manuel Locatelli. Attenzione particolare merita Antonio Vergara, calciatore del Napoli, che ha siglato un centro in Champions, confermando che la squadra guidata da Antonio Conte può fare affidamento anche sul talento azzurro in Europa.

Passando all’Europa League, migliorano leggermente i numeri azzurri. Su un totale di 482 gol segnati, i marcatori italiani sono 24, pari al 5% del totale. Federico Bernardeschi, ora al Bologna, emerge come il principale realizzatore con 5 reti, seguito da Vincenzo Grifo del Friburgo con 4. A conferma di un ruolo importante giocato dal nostro calcio in questa competizione, troviamo nomi come Lorenzo Pellegrini, Riccardo Orsolini, Niccolò Pisilli, Stephan El Shaarawy e Gianluca Mancini, tutti protagonisti con prestazioni e gol di rilievo. Anche giocatori di club esteri come Juri Cisotti e Davide Calabria contribuiscono ad arricchire la classifica marcatori italiani in Europa League.

Infine, nella Conference League, torneo che vede protagonista la Fiorentina, i marcatori italiani hanno realizzato 10 gol su un totale di 354, con una percentuale del 2,8%. Tra questi spiccano Cher Ndour e Roberto Piccoli, entrambi con 3 reti. Completano il quadro Rolando Mandragora, Moise Kean, Luca Ranieri e Nicolò Fagioli, tutti rigorosamente under italiani che hanno contribuito in modo significativo alla permanenza e all’impatto europeo della Viola.

L’analisi complessiva dei gol segnati dai calciatori italiani nelle tre competizioni europee mette in evidenza una certezza scomoda: su un totale di 1.463 gol segnati, soltanto 48 sono frutto di giocatori convocabili in Nazionale, pari a circa il 3,3%. Un dato che invita a riflettere sul ruolo e l’importanza degli italiani nel calcio internazionale delle Coppe, soprattutto in un momento in cui il movimento azzurro sta vivendo una profonda trasformazione sotto la guida di mister Antonio Conte al Napoli e negli altri club di Serie A.

Questa statistica testimonia una realtà ben nota: la presenza italiana nelle competizioni europee è ancora limitata in termini di efficacia offensiva. Un segnale che può orientare club e Nazionale a puntare sempre più su una valorizzazione dei talenti italiani e sul loro inserimento in contesti competitivi di alto livello. Il futuro del calcio italiano, soprattutto in ottica europea, passa anche da questi numeri.

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Mauro: "Spalletti rinnova, prima certezza per la Juventus"

Nel cuore della Juventus, la certezza rimane una sola: il rinnovo di contratto per Luciano Spalletti. A sottolinearlo è Massimo Mauro, ex calciatore ed esperto di calcio italiano, che conosce molto bene l’ambiente bianconero, avendo vissuto in prima persona l’intensità e le pressioni che accompagnano la maglia della Vecchia Signora. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Mauro ha offerto un’analisi lucida e realistica sul presente e sul futuro della Juventus, soffermandosi in particolare sul ruolo dell’allenatore e sulle prospettive della squadra in campionato.

"Menomale che verrà rinnovato il contratto a Luciano Spalletti", afferma Mauro, sottolineando come l’attuale tecnico della Juventus – e non del Napoli, ora guidato da Antonio Conte – rappresenti un punto fermo per una squadra in cerca di conferme e certezze. Tuttavia, puntualizza l’ex centrocampista, Spalletti non è un mago. Per ambire alla lotta scudetto, la Juventus ha bisogno di una rosa all’altezza, con giocatori capaci di garantire qualità e continuità in ogni partita.

A tal proposito, Mauro ha indicato alcuni elementi che potrebbero essere al centro di riflessioni di mercato durante la prossima finestra estiva. Tra i giocatori più appetiti dalle big, infatti, figurano nomi come Gleison Bremer, Khephren Thuram e Kenan Yildiz. Secondo l’ex calciatore bianconero, sarà fondamentale che Spalletti riesca a infondere nella squadra una consapevolezza di forza, ma anche di umiltà da dimostrare gara dopo gara. "L’ambiente juventino – spiega Mauro – è sempre molto esigente e tiene i piedi per terra, un’attenzione che dovrebbe essere per Spalletti più facile da gestire rispetto all’esperienza vissuta al Napoli."

La Juventus si avvicina ora a una sfida cruciale, quella contro l’Atalanta, che arriva in un momento altrettanto delicato per i bianconeri. La vittoria per 2-0 ottenuta contro il Genoa ha infuso un po' di morale, ma la prestazione non è stata delle più convincenti. "La partita contro il Genoa è stata abbastanza altalenante", osserva Mauro, "e durante la ripresa ho avuto la sensazione che la squadra snobbasse l’avversario, rischiando di compiere passi falsi inutili. La Juventus, soprattutto in trasferta a Bergamo, ha tutto da perdere e niente da guadagnare."

Questa analisi apre una finestra sulle ambizioni della formazione bianconera, che con Spalletti deve ancora trovare la giusta coesione per poter competere ad alti livelli. La pressione in casa Juventus rimane altissima: dal mercato alle prestazioni sul campo, ogni dettaglio sarà fondamentale per evitare ulteriori passi falsi. Nel frattempo, l’occhio degli addetti ai lavori resta puntato sui futuri movimenti di mercato e sull’evoluzione della squadra in Serie A, dove l’obiettivo rimane quello di tornare a lottare per lo scudetto contro avversari agguerriti.

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giovedì 9 aprile 2026

Materazzi attacca il Man Utd: "McTominay peggior errore mercato"

Scott McTominay si sta rivelando una delle vere sorprese di questa Serie A, incarnando una svolta importante nella sua carriera dopo il trasferimento dal Manchester United al Napoli. Il centrocampista scozzese, approdato sotto il Vesuvio per una cifra intorno ai 30 milioni di euro, ha dimostrato sul campo di valere molto di più, consacrandosi come uno dei protagonisti assoluti del campionato italiano e conquistando anche lo Scudetto con la maglia partenopea.

McTominay, alla sua prima stagione in Serie A, ha sfoderato numeri impressionanti: 13 gol e 6 assist, prestazioni di grande livello che hanno lasciato il segno. La sua esplosione con il Napoli ha inevitabilmente acceso un dibattito sulla gestione del Manchester United, che lo aveva ceduto per una somma ritenuta troppo bassa. A commentare duramente questa scelta è stato Marco Materazzi, ex difensore centrale e campione del mondo, intervenuto durante un evento promozionale.

«McTominay è un giocatore incredibile», ha dichiarato Materazzi, sottolineando il mistero dietro la cessione da parte dei Red Devils. «Non capisco come il Manchester United l'abbia venduto per così pochi soldi, perché il suo valore attuale è di almeno 70 milioni di euro». Parole dure e decise, quelle dell'ex milanista, che non ha dubbi: «È senza dubbio il più grande errore di mercato che abbiamo mai visto nella storia del calcio».

Materazzi ricorda anche l’inizio della carriera di McTominay, all’epoca giovane promessa del vivaio dello United: «Quando emerse giovanissimo, io dissi che sarebbe diventato uno dei migliori centrocampisti al mondo. Oggi quella previsione si sta avverando». A 29 anni, il classe ’95 ha infatti raggiunto traguardi importanti per la sua carriera, tra cui l’ingresso nella top 20 del Pallone d’Oro 2025, dove si è piazzato al 18° posto.

Il contributo decisivo di McTominay non si limita al Napoli: con la nazionale scozzese ha avuto un ruolo chiave nella qualificazione ai Mondiali 2026, esaltando le proprie qualità con prestazioni maiuscole e diventando un punto di riferimento imprescindibile per club e country. Nel presente, sotto la guida di Antonio Conte, il Napoli può contare su un centrocampista completo, capace di influenzare il gioco a tutto campo e di fornire anche un apporto concreto in fase realizzativa.

Il successo in Serie A e la crescita di McTominay all'ombra del Vesuvio rappresentano una duplice vittoria: per il Napoli di Antonio Conte, che ha saputo valorizzare un talento che era stato sottovalutato, e allo stesso tempo per il giocatore scozzese che, lasciando il Manchester United, ha trovato la dimensione ideale per esprimere tutto il suo potenziale.

In un campionato sempre più competitivo, la storia di McTominay si conferma esempio di come un trasferimento azzeccato possa cambiare le prospettive di un atleta. La stagione della svolta, numeri alla mano, parla chiaro: 13 gol e 6 assist in Serie A, oltre allo Scudetto conquistato dal Napoli, mettono in chiaro il valore reale del centrocampista scozzese. L’addio prematuro all’Old Trafford sembra oggi un clamoroso errore, come ha sottolineato senza esitazioni Marco Materazzi, lasciando intendere che il Manchester United, forse, ha lasciato andare via un vero e proprio fuoriclasse del calcio moderno.

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Sabatini: "Manna bravo, Alisson Santos al Napoli a gennaio top"

Walter Sabatini, figura storica e dirigente sportivo di lungo corso nel calcio italiano, ha recentemente concesso un'intervista a Radio Napoli, svelando alcune riflessioni approfondite sul presente e sul futuro dei dirigenti sportivi nel nostro calcio, con un’attenzione particolare ai cambiamenti che stanno investendo la Serie A e la squadra partenopea.

Partendo dal ruolo del direttore sportivo, Sabatini evidenzia come negli ultimi anni questa figura abbia perso la centralità e il peso che un tempo caratterizzava il suo lavoro: “Oggi il direttore sportivo è molto depotenziato. La presenza di investitori, soprattutto americani, ha cambiato le dinamiche: si fa sempre più affidamento su dati e algoritmi piuttosto che sulle sensibilità tipiche di chi conosce il campo e i giocatori. Tuttavia, va ricordato che un direttore sportivo si valuta soprattutto sulle scelte fatte. Se sbaglia, a pagare è l’intero club. In generale, questa categoria ha perso autorevolezza e peso rispetto al passato.”

Un punto di luce, però, Sabatini lo individua nella figura di Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli. Queste le sue parole: “Manna sta dimostrando grande sensibilità e competenza nel suo ruolo. Ha una conoscenza profonda dei giocatori, ha fatto scelte che ritengo assolutamente condivisibili. È giovane e ha ampi margini di crescita: nel calcio si evolve sempre. Oggi è bravo, ma sono certo che potrà diventare un direttore sportivo di livello eccellente.”

Un esempio lampante della sua lungimiranza è l’operazione legata al nuovo acquisto Alisson Santos: “È un colpo da applausi, soprattutto perché è arrivato a gennaio, un periodo molto complicato per intervenire sul mercato. Le scelte azzeccate portano punti, e questa è senza dubbio una di quelle.”

Non poteva mancare il commento sull’attuale allenatore del Napoli, Antonio Conte, che sta guidando con grande carattere la squadra partenopea in questa stagione di Serie A. Sabatini guarda anche oltre e riflette su un’eventuale chiamata di Conte come commissario tecnico della Nazionale italiana: “Sarebbe una scelta coraggiosa, ma il coraggio non è mai mancato a Conte. Lo ha dimostrato in tutta la sua carriera affrontando scelte difficili. Se c’è un tecnico capace di non avere paura, quello è proprio lui.”

Con queste parole, Walter Sabatini accende i riflettori sul valore del coraggio e dell’esperienza nel calcio moderno, sottolineando come anche in contesti altamente professionali e data-driven, il peso delle scelte umane e tecniche resti determinante. La Serie A e il Napoli, tra mercato e tattica, continuano così a vivere una stagione sotto la visione di figure capaci di fare la differenza dentro e fuori dal campo.

Per ascoltare l’intervista completa a Walter Sabatini, consigliamo di seguire il podcast disponibile su Radio Napoli.

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