sabato 28 marzo 2026

Lukaku sogna Mondiale ma il Napoli lo rischia fuori rosa

Il caso Romelu Lukaku scuote con forza il Napoli in questa fase cruciale della stagione. Il centravanti belga, che ha ancora quindici mesi di contratto con il club azzurro, sta vivendo un momento di grande difficoltà. Dall’inizio della stagione, infatti, Lukaku è di fatto fuori dai giochi, quasi mai schierato titolare, e per ritrovare la forma ha deciso di trasferirsi in Belgio per curarsi e allenarsi al meglio. L’obiettivo principale del bomber resta il Mondiale, il grande torneo che rappresenta per lui la vetrina più importante, il traguardo da raggiungere per consacrare la propria carriera in Nazionale, ancora alla ricerca del primo grande successo.

Negli ultimi giorni Lukaku è tornato disponibile, ma il minutaggio raccolto in campo con la maglia del Napoli è stato davvero minimo e insufficiente per incidere in campionato. Questa situazione sta creando malumori, perché Antonio Conte e la squadra non possono permettersi di sopportare un carico offensivo esclusivamente sulle spalle di Hojlund, giovane promessa in rampa di lancio ma ancora inesperto per reggere da solo. Il Napoli, che punta a confermarsi tra le grandi della Serie A, ha bisogno di un Lukaku protagonista, in campo e nelle condizioni di sfruttare tutto il talento che ha espresso in passato.

Le parole del direttore sportivo della federazione belga su Lukaku hanno acceso ulteriori discussioni. "Lukaku ha scelto di sfruttare questo periodo per allenarsi e ottimizzare ulteriormente la sua condizione fisica. Non sono preoccupato per lui. Lukaku conosce perfettamente il suo corpo e sappiamo quanto tenga alla Nazionale. Aveva deciso di partecipare al ritiro, ma il suo obiettivo principale resta il Mondiale. Ha fatto una scelta difficile, ma che sicuramente è quella giusta: restare in Belgio per allenarsi al meglio. Sono certo che sarà pronto per il Mondiale" ha dichiarato il dirigente belga, sottolineando come la priorità del giocatore sia il torneo in Qatar.

Tuttavia, questa spiegazione ha il sapore di una toppa quasi peggiore del buco. Da un lato conferma che Lukaku non è in campo per il Napoli, dall’altro evidenzia un potenziale contrasto tra il peso dell’ingaggio e la sua presenza effettiva. Il centravanti percepisce uno stipendio nell’ordine di 8 milioni di euro netti all’anno, una cifra pesante per le casse del club partenopeo, soprattutto se la sua partecipazione nella squadra è così limitata. La scelta del giocatore di allenarsi in Belgio, concentrandosi solo sul Mondiale, rischia di alimentare tensioni interne e di irritare l’ambiente azzurro, che da lui si aspetta un contributo determinante in Serie A.

Il Napoli, sotto la guida di Antonio Conte, attraversa un momento decisivo della stagione con l’obiettivo di consolidare la propria posizione tra le protagoniste del campionato. In questo contesto, il dilemma Lukaku pesa come un macigno: come gestire un attaccante di calibro mondiale ma fuori forma e fuori squadra, a cui resta ancora un lungo contratto da onorare. Il club dovrà trovare la quadra per salvaguardare l’equilibrio interno e le ambizioni sportive, mentre il giocatore dovrà dimostrare di poter tornare al livello che gli compete.

Il confronto tra le aspettative del Napoli, le condizioni fisiche di Lukaku e il desiderio del calciatore di presentarsi in perfetta forma al Mondiale apre un dibattito che va ben oltre il singolo club, toccando il rapporto tra ambizioni personali e doveri contrattuali in un club di vertice della Serie A.

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venerdì 27 marzo 2026

Spagna domina Italian-Serbia 3-0 con Milinkovic-Savic e Kostic

La Spagna ha dominato senza problemi l'amichevole contro la Serbia, imponendosi con un netto 3-0 all'Estadio de la Ceramica di Vila-real, il fortino del Villarreal. La Roja ha dimostrato grande superiorità tecnica e tattica, chiudendo la pratica già nella prima frazione con le doppiette di Mikel Oyarzabal, protagonista al 16’ e al 43’. A chiudere i conti, nella ripresa, il gol di Munoz al 72’, suggellando un risultato ampiamente meritato.

Interessante notare come tutti gli assist siano stati confezionati da giovani talenti del Barcellona. A firmare i passaggi vincenti infatti sono stati Fermin, Cubarsi e Ferran Torres, a testimonianza della qualità e della profondità di rosa dei blaugrana, sempre più protagonisti nella crescita della nazionale spagnola.

Dal punto di vista dei calciatori impegnati in Serie A, la partita ha visto in campo alcuni nomi di rilievo, che confermano la crescente presenza serba nel nostro campionato. Il portiere del Napoli, Milinkovic-Savic, ha giocato per tutti e 90 i minuti, offrendo una prestazione attenta e solida tra i pali. Va sottolineato come il Napoli, sotto la guida di Antonio Conte, stia puntando con decisione su questo giocatore, confermandolo come estremo difensore titolare, elemento chiave per la crescita della squadra partenopea in questa stagione.

In difesa, per il Milan, ha giocato 83 minuti il giovane Pavlovic, mentre a centrocampo è sceso in campo per un’ora l’esterno della Juventus, Kostic. Infine, nel finale di gara, è subentrato il centrocampista dell’Atalanta Samardzic, presente per circa 30 minuti.

Questa sfida amichevole segna un interessante confronto tra due nazionali con caratteristiche diverse: la Spagna ha confermato la sua identità di gioco basata su qualità tecnica e rapidità nelle combinazioni offensive, mentre la Serbia ha pagato a caro prezzo la differenza di qualità e incisività sotto porta. Per i club italiani con giocatori in questa partita, un segnale utile in vista delle prossime sfide di Serie A e degli impegni internazionali.

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Calciomercato 27 marzo: indiscrezioni, trattative e retroscena

La giornata di calciomercato si chiude con tanti spunti e trattative avvincenti che tengono banco tra Serie A e i top club europei: da Mohamed Salah fino a Romelu Lukaku, passando per i nomi caldi del futuro come Alessandro Bastoni, e un occhio agli aggiornamenti dagli altri campionati. Ecco il riepilogo completo, con tutte le novità e i retroscena che interessano da vicino il calcio italiano.

ROMA SUGLI SCUDI PER SALAH, OSTACOLO INGAGGIO

Dopo nove stagioni da protagonista assoluto con il Liverpool, in cui ha collezionato 255 gol in 436 partite vincendo prestigiosi trofei, Mohamed Salah sembrerebbe pronto a salutare Anfield. Tra le destinazioni possibili per l’esterno egiziano, la Roma di Mourinho emerge come una pista concreta e suggestiva. Salah ha già vestito la maglia giallorossa dal 2015 al 2017, siglando 34 reti in 83 presenze e instaurando un forte legame con la città e la tifoseria. Stando a quanto riferito da fonti inglesi, il feeling con la piazza capitolina resta vivo e Salah considera la Roma nel suo futuro. Tuttavia, il nodo principale è rappresentato dall’ingaggio: oggi il numero 11 percepisce oltre 12 milioni netti annui, una cifra molto distante dal tetto salariale stabilito dalla società Friedkin, ferma intorno ai 4 milioni netti. Sullo sfondo restano due club sauditi, l’Al-Ittihad e l’Al-Qadsiah, pronti a offrire ingaggi simili o superiori, ma la situazione geopolitica turbolenta in Medio Oriente potrebbe frenare il trasferimento. L’ipotesi di un ritorno di Salah nella Capitale rimane così viva, ma difficile da concretizzare a meno di un ribaltamento delle condizioni economiche.

BARCELLONA PUNTA BASTONI: PRIMI CONTATTI CON L’INTER

Il futuro di Alessandro Bastoni potrebbe essere uno degli argomenti caldi nell’estate del calciomercato. Il difensore dell’Inter è finito nel mirino del Barcellona, che ha già avviato contatti diretti per sondare la disponibilità del giocatore e definire una possibile offerta contrattuale. Da quanto emerso, non si tratterebbe di un interesse timido: le parti hanno discusso delle cifre e delle condizioni economiche, segnale dell’importanza che i blaugrana attribuiscono al classe ’99. Rimane però una differenza sostanziale: l’Inter vuole solo soldi per cedere Bastoni, senza valutare contropartite tecniche. Questo significa che il Barcellona dovrà mettere sul piatto una cifra elevata, visto che per i nerazzurri il difensore è incedibile a meno di un’offerta irrinunciabile. La trattativa sembra quindi ben avviata, ma tutta da sviluppare nel corso dei prossimi mesi.

CASO LUKAKU: NAPOLI PRONTO A MISURE DURE

Nuovi sviluppi e connotati quasi inediti per la vicenda Romelu Lukaku al Napoli. L’attaccante belga, dopo aver saltato le gare della sua nazionale contro Stati Uniti e Messico per dedicarsi al recupero fisico, non è ancora rientrato nella sede azzurra di Castel Volturno. La decisione di rimanere ad Anversa, allenandosi da solo nel centro dove ha seguito le terapie, ha causato malumori in casa Napoli. Il direttore sportivo Cristiano Giuntoli ha provato a ricucire il rapporto, senza ancora riuscirci. Sky Sport rivela che, oltre alla probabile multa per il comportamento non autorizzato, il club starebbe valutando un provvedimento molto più serio: se Lukaku non si presenterà alla ripresa degli allenamenti, fissata per martedì prossimo, potrebbe essere escluso dalla rosa della prima squadra. Una misura drastica che testimonia la fermezza della società e il rischio di un ulteriore inasprimento dei rapporti con l’attaccante, già al centro di critiche per la gestione del suo rientro.

JUVENTUS ALLA RICERCA DEL BOMBER: LEWANDOWSKI NEL MIRINO

La Juventus sta programmando la prossima stagione e la priorità è chiara: trovare un centravanti di qualità che possa garantire gol e affidabilità. La stagione in corso è stata deludente per molti attaccanti in rosa, e per questo il club bianconero sta valutando profili importanti per rinforzare il reparto offensivo. Tra i nomi più caldi c’è quello di Robert Lewandowski, bomber del Barcellona in scadenza di contratto nel 2025. Nelle ultime ore, emissari della Juventus si sono recati a Varsavia per visionare dal vivo l’attaccante durante la gara della Polonia contro l’Albania. Lewandowski ha recentemente dichiarato di prendersi tempo per decidere il suo futuro, senza cambiare la sua posizione rispetto a quanto già espresso in passato: "Non ho ancora deciso cosa sia meglio per me". L’arrivo di un centravanti del suo calibro rappresenterebbe un colpo importante per rinvigorire l’attacco juventino, che guarda anche al rinnovo di Vlahovic e al rientro di giovani promesse come Kolo Muani.

ROY HODGSON TORNA IN PANCHINA A 78 ANNI AL BRISTOL CITY

Dalla Premier League allo Championship, un nome storico come Roy Hodgson torna a sedersi sulla panchina del Bristol City come allenatore ad interim. Dopo l’esonero di Gerhard Struber e del suo staff, la società ha scelto il tecnico inglese 78enne per guidare la squadra fino al termine della stagione. Il presidente Charlie Boss ha sottolineato l’importanza dell’esperienza e della leadership di Hodgson per stabilire nuovi standard e supportare lo sviluppo del progetto in vista del futuro. Hodgson, entusiasta per l’incarico, ha dichiarato: "Siamo pronti a lavorare subito e puntiamo a una prestazione positiva nella prossima partita contro il Charlton". Al momento il Bristol è sedicesimo in Championship, con un margine rassicurante sulla zona retrocessione e ancora distante dai playoff.

BAYER LEVERKUSEN RIPRENDE KERIM-SAM ALAJBEGOVIC

Importante ritorno in casa Bayer Leverkusen: Kerim-Sam Alajbegovic, attaccante bosniaco di soli 18 anni, farà il suo ritorno in Bundesliga dopo un anno di crescita al Salisburgo, club che gli ha permesso di esplodere anche sul palcoscenico europeo. Il Leverkusen ha esercitato la recompra prevista dal contratto e ritrova il talento che ha superato le aspettative austriache, firmando un accordo quinquennale che partirà dal luglio 2026. Il direttore sportivo Simon Rolfes ha espresso grande fiducia: "Kerim è stato un punto fermo nella sua squadra ed è pronto per un ruolo chiave anche nelle nostre fila". Alajbegovic, capace di giocare sia da esterno sinistro che da trequartista, porta dinamismo e tecnica, caratteristiche che avevano attirato su di lui anche diverse società di Serie A, segno della sua versatilità e qualità già a livelli così alti.

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Insigne: "Napoli, tifosi non mi hanno capito. Tornerei a 1500€"

Lorenzo Insigne, ex capitano e autentica bandiera del Napoli, ha parlato approfonditamente del suo presente e del suo passato in un’intervista esclusiva rilasciata a Sportweek. L’attaccante, attualmente in Serie B con il Pescara, ha spiegato le motivazioni dietro la sua scelta e non ha nascosto il rimpianto per non essere riuscito a tornare in azzurro, la maglia della sua città e della squadra che ha amato come pochi altri.

“In Serie B avrei detto sì solo al Pescara”, ha dichiarato Insigne, sottolineando la volontà di proseguire la carriera con dignità e passione. “La mia carriera non finisce qui – ha aggiunto –, ho scelto il Pescara perchè è una realtà seria, e mi permetterà di continuare a giocare. Tornare al Napoli? Avrei accettato senza esitazioni un contratto da 1.500 euro al mese, anche a piedi pur di indossare ancora quella maglia.” Un amore profondo, quasi viscerale, che non si misura con i soldi o con i risultati sportivi: “Con il Napoli non è stato solo calcio, ma amore. E l’amore non si pesa.”

Riguardo l’esperienza oltreoceano con il Toronto FC, Insigne è stato lucido e diretto: “Una scelta sbagliata, ma almeno potevo uscire di casa. Quell’esperienza mi ha insegnato molto, ma era tempo di tornare in Italia.”

Lorenzo si è soffermato anche sul rapporto con i tifosi partenopei, spesso frainteso negli anni: “Sono simpatico, ma all’inizio tendo a mantenere le distanze e per questo passo per presuntuoso. Non sono riuscito a farmi capire appieno dal pubblico del Napoli.”

Emozioni azzurre e nostalgia per la Nazionale

Tra i ricordi più intensi, Insigne ha ricordato con emozione Euro 2020 e il celebre momento dopo i rigori contro la Spagna: “Io sono quello che salta addosso a Gigio Donnarumma dopo l’ultimo rigore parato, pensando: ‘Che abbiamo combinato!’.” Una frase che racconta il dispiacere ma anche la passione messa in ogni partita con la maglia della nazionale. “Se mi chiamano ancora – assicura – corro e do tutto quello che posso, perché indossare l’azzurro è un onore.”

In merito ai compagni con cui vorrebbe giocare ovunque, Insigne non ha dubbi: “Hamsik, Koulibaly e Mertens, tre pilastri che rappresentano la storia e l’anima del Napoli.” Un pensiero speciale è andato anche a Zdeněk Zeman, un allenatore che ha segnato profondamente la sua carriera: “Zeman mi ha cambiato la vita.”

Una storia lunga e gloriosa con il Napoli

Dal 2010 al 2022, Lorenzo Insigne ha scritto pagine indelebili nella storia del Napoli. In 13 stagioni ha collezionato 434 presenze e realizzato 122 gol, diventando il terzo miglior marcatore di sempre del club partenopeo, dietro solo a leggende come Diego Maradona e Marek Hamšík. Capitano a partire dal 2021, Insigne ha guidato la squadra con il suo sinistro magico, i suoi dribbling inconfondibili e gli assist preziosi. Ha sollevato due Coppe Italia (2014 e 2020) e una Supercoppa Italiana, lasciando un segno indelebile nel cuore dei tifosi.

Nonostante il contributo fondamentale, purtroppo Insigne non è riuscito a conquistare lo Scudetto, che il Napoli ha vinto solo dopo la sua partenza, nel 2023 sotto la guida di Antonio Conte. Dopo aver scritto una storia d’amore con i colori azzurri, l’attaccante è volato in Canada nel 2022 per una nuova esperienza, ma oggi è tornato a calcare i campi italiani, determinato a scrivere nuovi capitoli della sua carriera nel campionato cadetto con il Pescara.

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Buona la prima per la Nazionale, l’addio di Beppe Savoldi

NEWS News

La Nazionale italiana ha centrato un’importante vittoria nel match di qualificazione al Mondiale 2026, superando per 2-0 l’Irlanda del Nord. Le reti decisive sono arrivate grazie a Sandro Tonali e Moise Kean, protagonisti di una serata che ha ridato fiducia al gruppo azzurro guidato da Roberto Mancini. Ora l’obiettivo è chiaro: conquistare i tre punti martedì prossimo contro la Bosnia per consolidare definitivamente il pass per la Coppa del Mondo.

Abbiamo approfondito la prestazione dell’Italia con Antonio Sabato, che ha analizzato luci ed ombre della partita. Un confronto importante che getta le basi per il futuro di una squadra chiamata a ritrovare la continuità smarrita, soprattutto in vista degli imminenti impegni internazionali. Il discorso si è poi allargato al campionato di Serie A, per mettere a fuoco le situazioni più rilevanti del momento. Infine, in compagnia di Sauro Catellani, abbiamo reso omaggio a Beppe Savoldi, ex attaccante di Napoli e Bologna, scomparso ieri all’età di 79 anni. Un campione che ha lasciato un segno indelebile nel calcio italiano.

L’energia di Gennaro Gattuso Uno dei temi più caldi del dibattito è stato il commento di Gennaro Gattuso, attuale allenatore del Napoli. Il tecnico ha espresso un’analisi lucida e realistica della gara degli azzurri contro l’Irlanda del Nord: “Nel primo tempo, al di là della pressione avversaria, abbiamo commesso errori importanti. Dovevamo sfruttare di più i due attaccanti centrali, mentre invece abbiamo insistito troppo su Politano e, solo sporadicamente, su Dimarco". Gattuso ha sottolineato come la squadra abbia subito la maggiore circolazione di palla avversaria rispetto alle previsioni: “Ci hanno sorpreso con un possesso palla superiore a quanto ci aspettassimo. Nel primo tempo abbiamo pagato non solo la pressione, ma anche una gestione mentale e tattica non ottimale; eravamo troppo prevedibili”.

Nel corso dell’intervallo, Gattuso ha lavorato su quei dettagli, esortando la squadra a cercare maggiormente i propri terminali offensivi e a non abbassarsi troppo rischiando di subire il gioco: “Abbiamo spiegato ai ragazzi che questa è una gara in cui la tensione si sente eccome, perché ci si gioca tanto. La scelta di disputare la partita in uno stadio più piccolo ha permesso di limitare la pressione esterna. Se fossimo stati in un impianto da 70-80 mila spettatori, di certo qualche fischio in più lo avremmo sentito. Per questo è stato fondamentale non far pesare questo aspetto sui miei giocatori”.

Un’analisi sincera e schietta, che evidenzia la volontà di Gattuso di trasmettere ai suoi uomini non solo una tattica efficace, ma anche quella mentalità indispensabile per affrontare partite così delicate, specialmente in vista di uno scudetto che il Napoli cerca con ambizione sotto la guida dell’allenatore Antonio Conte. L’energia e la grinta di Gattuso rappresentano una componente importante in questa fase cruciale del campionato, dove le squadre di vertice si sfidano senza risparmiare colpi.

Il ritorno in campo della Serie A continua a essere osservato con attenzione, mentre la Nazionale si concentra sulla rincorsa ai Mondiali. La vittoria contro l’Irlanda del Nord rappresenta soltanto un passo, non un traguardo, e nelle prossime settimane vedremo se gli azzurri riusciranno a trovare quella continuità e sicurezza che finora sono sembrate intermittenti. Clicca sotto per guardare il NEWS News

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De Ketelaere: infortunio, ritorno e Lukaku il migliore

In ritiro con la Nazionale belga, Charles De Ketelaere si prepara con determinazione per le imminenti amichevoli contro Stati Uniti e Messico, appuntamenti fondamentali in vista del prossimo Mondiale. Il talento classe 2001 dell’Atalanta, già protagonista di buone prestazioni con la formazione di Rudi Garcia, spera di conquistare minuti importanti nella rosa degli attaccanti, dove il duello si fa serrato soprattutto con il giovane juventino Loic Openda.

Il tecnico Rudi Garcia ha infatti già mostrato fiducia in De Ketelaere, impiegandolo spesso nel ruolo di falso nove, una posizione inedita e stimolante per il trequartista: "È su questo che mi sto concentrando ora. All'allenatore piace usarmi così", ha spiegato lo stesso giocatore in un’intervista al Nieuwsblad. Il suo adattamento al ruolo è stato positivo: "Mi sento bene in quella zona del campo e penso di aver fatto bene. Siamo una squadra con tanti giocatori offensivi e centrocampisti che amano la costruzione del gioco. Inserire un elemento come me, con le mie caratteristiche, è sicuramente un valore aggiunto."

Nonostante le sfide interne, CDK non dimentica le gerarchie della Nazionale, con Romelu Lukaku saldamente al comando in attacco: "Romelu resta ovviamente il numero uno. Ha un ruolo super importante e ha dato tantissimo alla Nazionale. Basta guardare le 89 reti segnate, numeri impressionanti." Dichiarazioni cariche di rispetto anche sul piano umano, a conferma di un rapporto di stima reciproca: "Ho molto rispetto per lui anche fuori dal campo." Ora che Lukaku ha lasciato il ritiro e non è ancora tornato dal Napoli, De Ketelaere ha saputo cogliere l’opportunità. "In assenza sua ho avuto modo di mettermi in mostra. Contro il Liechtenstein ho realizzato una doppietta, un segnale importante che fa ben sperare."

Il 25enne belga ha dovuto affrontare una pausa forzata a febbraio a causa di un infortunio al ginocchio destro, risolto con un intervento chirurgico repentino. Dopo un stop stimato tra le quattro e cinque settimane, De Ketelaere è rientrato nei ranghi dell’Atalanta e ora si presenta in Nazionale in piena forma: "Sono tornato pronto giusto in tempo, anzi, un po’ prima del previsto. Quando mi sono fermato, pensavano che sarei stato arruolabile solo dopo questo ritiro, invece eccomi qui. Ne sono davvero felice. Sono subentrato in due partite e sento che la mia forza è completamente recuperata."

Il ragazzo sa bene quanto queste amichevoli assumano un valore particolare al di là del semplice test pre-Mondiale: "Non considero queste gare vere e proprie amichevoli. Vogliamo sempre vincere, soprattutto con un Mondiale alle porte." Pur consapevole delle difficoltà del lungo viaggio, paragonato ad un impatto fisico inevitabile, De Ketelaere sottolinea i vantaggi di questa esperienza: "Abbiamo fatto dieci ore di volo, è sicuramente faticoso, ma credo che questo viaggio porti più benefici che svantaggi. Sono certamente più contento di essere qui che di non esserci."

Infine un pensiero al club che lo ospita: "Con l’Atalanta torneremo in campo solo il lunedì dopo il rientro, quindi ci sarà tempo per recuperare al 100%." La preparazione continua, dunque, tra appuntamenti con la Nazionale e promesse di un futuro luminoso, mentre il centrocampista belga si prepara a lasciare ancora il segno nel panorama della Serie A e oltre.

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Bergomi: "Esposito funziona con Lautaro, Napoli favorito scudetto"

In occasione della "Yes Cup", Giuseppe Bergomi, storico difensore e ora opinionista, ha condiviso con i giornalisti alcune riflessioni sul finale di stagione della Serie A, mettendo in luce le dinamiche che potrebbero decidere la corsa scudetto. Per Bergomi, il campionato è ancora completamente aperto: "Chi lo sa? Tutto resta incerto, sarà decisivo chi sarà più solido mentalmente e fisicamente", ha dichiarato, sottolineando le potenzialità del Napoli allenato da Antonio Conte. "Guardando il calendario, il Napoli ha l'occasione di vincere tutte le partite che restano. Deve affrontare in casa il Milan e poi sarà ospite del Como, appuntamenti che possono influire molto sulla classifica."

Bergomi ha poi illustrato il suo ideale di squadra vincente nella Serie A odierna: "Se dovessi costruire un organico per questo campionato, punterei su centrocampisti fisici, attaccanti veloci e una difesa solida e strutturata. Il Napoli incarna queste caratteristiche e ha una rosa fra le più complete, ma ha pagato a caro prezzo il numero elevato di infortuni." Riguardo al Milan, Bergomi aggiunge: "Se il Milan non fosse uscito sconfitto nella sfida contro il Napoli, oggi sarebbe ancora in corsa per il primato. Ora invece bisogna capire come reagirà l'Inter, come recupererà i giocatori chiave. La partita contro la Roma sarà un crocevia importante per la stagione nerazzurra."

Il ruolo chiave di Calhanoglu e Lautaro Martinez Alla domanda sull’importanza di Hakan Calhanoglu e Lautaro Martinez, Bergomi non ha dubbi: "Sono fondamentali, soprattutto Lautaro, per la loro personalità e impatto sul gioco. Nel 3-5-2 dell'Inter, dove l'attacco si sviluppa attraverso il gioco di squadra, è essenziale riuscire a innescare le punte. Lautaro è un uomo chiave in questo senso e la sua assenza ha pesato moltissimo."

Chi affiancherà Lautaro al suo ritorno? Infine, Bergomi ha commentato la situazione dell'attacco interista con il rientro di Lautaro: "Thuram era partito bene, ma poi si è infortunato nella partita contro lo Slavia Praga e da allora non è più riuscito a esprimersi ai livelli precedenti. Non so se sia un problema fisico o mentale. Pio Esposito è una risorsa e con Lautaro si combina bene."

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