venerdì 10 aprile 2026

Mauro: "Spalletti rinnova, prima certezza per la Juventus"

Nel cuore della Juventus, la certezza rimane una sola: il rinnovo di contratto per Luciano Spalletti. A sottolinearlo è Massimo Mauro, ex calciatore ed esperto di calcio italiano, che conosce molto bene l’ambiente bianconero, avendo vissuto in prima persona l’intensità e le pressioni che accompagnano la maglia della Vecchia Signora. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Mauro ha offerto un’analisi lucida e realistica sul presente e sul futuro della Juventus, soffermandosi in particolare sul ruolo dell’allenatore e sulle prospettive della squadra in campionato.

"Menomale che verrà rinnovato il contratto a Luciano Spalletti", afferma Mauro, sottolineando come l’attuale tecnico della Juventus – e non del Napoli, ora guidato da Antonio Conte – rappresenti un punto fermo per una squadra in cerca di conferme e certezze. Tuttavia, puntualizza l’ex centrocampista, Spalletti non è un mago. Per ambire alla lotta scudetto, la Juventus ha bisogno di una rosa all’altezza, con giocatori capaci di garantire qualità e continuità in ogni partita.

A tal proposito, Mauro ha indicato alcuni elementi che potrebbero essere al centro di riflessioni di mercato durante la prossima finestra estiva. Tra i giocatori più appetiti dalle big, infatti, figurano nomi come Gleison Bremer, Khephren Thuram e Kenan Yildiz. Secondo l’ex calciatore bianconero, sarà fondamentale che Spalletti riesca a infondere nella squadra una consapevolezza di forza, ma anche di umiltà da dimostrare gara dopo gara. "L’ambiente juventino – spiega Mauro – è sempre molto esigente e tiene i piedi per terra, un’attenzione che dovrebbe essere per Spalletti più facile da gestire rispetto all’esperienza vissuta al Napoli."

La Juventus si avvicina ora a una sfida cruciale, quella contro l’Atalanta, che arriva in un momento altrettanto delicato per i bianconeri. La vittoria per 2-0 ottenuta contro il Genoa ha infuso un po' di morale, ma la prestazione non è stata delle più convincenti. "La partita contro il Genoa è stata abbastanza altalenante", osserva Mauro, "e durante la ripresa ho avuto la sensazione che la squadra snobbasse l’avversario, rischiando di compiere passi falsi inutili. La Juventus, soprattutto in trasferta a Bergamo, ha tutto da perdere e niente da guadagnare."

Questa analisi apre una finestra sulle ambizioni della formazione bianconera, che con Spalletti deve ancora trovare la giusta coesione per poter competere ad alti livelli. La pressione in casa Juventus rimane altissima: dal mercato alle prestazioni sul campo, ogni dettaglio sarà fondamentale per evitare ulteriori passi falsi. Nel frattempo, l’occhio degli addetti ai lavori resta puntato sui futuri movimenti di mercato e sull’evoluzione della squadra in Serie A, dove l’obiettivo rimane quello di tornare a lottare per lo scudetto contro avversari agguerriti.

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giovedì 9 aprile 2026

Materazzi attacca il Man Utd: "McTominay peggior errore mercato"

Scott McTominay si sta rivelando una delle vere sorprese di questa Serie A, incarnando una svolta importante nella sua carriera dopo il trasferimento dal Manchester United al Napoli. Il centrocampista scozzese, approdato sotto il Vesuvio per una cifra intorno ai 30 milioni di euro, ha dimostrato sul campo di valere molto di più, consacrandosi come uno dei protagonisti assoluti del campionato italiano e conquistando anche lo Scudetto con la maglia partenopea.

McTominay, alla sua prima stagione in Serie A, ha sfoderato numeri impressionanti: 13 gol e 6 assist, prestazioni di grande livello che hanno lasciato il segno. La sua esplosione con il Napoli ha inevitabilmente acceso un dibattito sulla gestione del Manchester United, che lo aveva ceduto per una somma ritenuta troppo bassa. A commentare duramente questa scelta è stato Marco Materazzi, ex difensore centrale e campione del mondo, intervenuto durante un evento promozionale.

«McTominay è un giocatore incredibile», ha dichiarato Materazzi, sottolineando il mistero dietro la cessione da parte dei Red Devils. «Non capisco come il Manchester United l'abbia venduto per così pochi soldi, perché il suo valore attuale è di almeno 70 milioni di euro». Parole dure e decise, quelle dell'ex milanista, che non ha dubbi: «È senza dubbio il più grande errore di mercato che abbiamo mai visto nella storia del calcio».

Materazzi ricorda anche l’inizio della carriera di McTominay, all’epoca giovane promessa del vivaio dello United: «Quando emerse giovanissimo, io dissi che sarebbe diventato uno dei migliori centrocampisti al mondo. Oggi quella previsione si sta avverando». A 29 anni, il classe ’95 ha infatti raggiunto traguardi importanti per la sua carriera, tra cui l’ingresso nella top 20 del Pallone d’Oro 2025, dove si è piazzato al 18° posto.

Il contributo decisivo di McTominay non si limita al Napoli: con la nazionale scozzese ha avuto un ruolo chiave nella qualificazione ai Mondiali 2026, esaltando le proprie qualità con prestazioni maiuscole e diventando un punto di riferimento imprescindibile per club e country. Nel presente, sotto la guida di Antonio Conte, il Napoli può contare su un centrocampista completo, capace di influenzare il gioco a tutto campo e di fornire anche un apporto concreto in fase realizzativa.

Il successo in Serie A e la crescita di McTominay all'ombra del Vesuvio rappresentano una duplice vittoria: per il Napoli di Antonio Conte, che ha saputo valorizzare un talento che era stato sottovalutato, e allo stesso tempo per il giocatore scozzese che, lasciando il Manchester United, ha trovato la dimensione ideale per esprimere tutto il suo potenziale.

In un campionato sempre più competitivo, la storia di McTominay si conferma esempio di come un trasferimento azzeccato possa cambiare le prospettive di un atleta. La stagione della svolta, numeri alla mano, parla chiaro: 13 gol e 6 assist in Serie A, oltre allo Scudetto conquistato dal Napoli, mettono in chiaro il valore reale del centrocampista scozzese. L’addio prematuro all’Old Trafford sembra oggi un clamoroso errore, come ha sottolineato senza esitazioni Marco Materazzi, lasciando intendere che il Manchester United, forse, ha lasciato andare via un vero e proprio fuoriclasse del calcio moderno.

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Sabatini: "Manna bravo, Alisson Santos al Napoli a gennaio top"

Walter Sabatini, figura storica e dirigente sportivo di lungo corso nel calcio italiano, ha recentemente concesso un'intervista a Radio Napoli, svelando alcune riflessioni approfondite sul presente e sul futuro dei dirigenti sportivi nel nostro calcio, con un’attenzione particolare ai cambiamenti che stanno investendo la Serie A e la squadra partenopea.

Partendo dal ruolo del direttore sportivo, Sabatini evidenzia come negli ultimi anni questa figura abbia perso la centralità e il peso che un tempo caratterizzava il suo lavoro: “Oggi il direttore sportivo è molto depotenziato. La presenza di investitori, soprattutto americani, ha cambiato le dinamiche: si fa sempre più affidamento su dati e algoritmi piuttosto che sulle sensibilità tipiche di chi conosce il campo e i giocatori. Tuttavia, va ricordato che un direttore sportivo si valuta soprattutto sulle scelte fatte. Se sbaglia, a pagare è l’intero club. In generale, questa categoria ha perso autorevolezza e peso rispetto al passato.”

Un punto di luce, però, Sabatini lo individua nella figura di Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli. Queste le sue parole: “Manna sta dimostrando grande sensibilità e competenza nel suo ruolo. Ha una conoscenza profonda dei giocatori, ha fatto scelte che ritengo assolutamente condivisibili. È giovane e ha ampi margini di crescita: nel calcio si evolve sempre. Oggi è bravo, ma sono certo che potrà diventare un direttore sportivo di livello eccellente.”

Un esempio lampante della sua lungimiranza è l’operazione legata al nuovo acquisto Alisson Santos: “È un colpo da applausi, soprattutto perché è arrivato a gennaio, un periodo molto complicato per intervenire sul mercato. Le scelte azzeccate portano punti, e questa è senza dubbio una di quelle.”

Non poteva mancare il commento sull’attuale allenatore del Napoli, Antonio Conte, che sta guidando con grande carattere la squadra partenopea in questa stagione di Serie A. Sabatini guarda anche oltre e riflette su un’eventuale chiamata di Conte come commissario tecnico della Nazionale italiana: “Sarebbe una scelta coraggiosa, ma il coraggio non è mai mancato a Conte. Lo ha dimostrato in tutta la sua carriera affrontando scelte difficili. Se c’è un tecnico capace di non avere paura, quello è proprio lui.”

Con queste parole, Walter Sabatini accende i riflettori sul valore del coraggio e dell’esperienza nel calcio moderno, sottolineando come anche in contesti altamente professionali e data-driven, il peso delle scelte umane e tecniche resti determinante. La Serie A e il Napoli, tra mercato e tattica, continuano così a vivere una stagione sotto la visione di figure capaci di fare la differenza dentro e fuori dal campo.

Per ascoltare l’intervista completa a Walter Sabatini, consigliamo di seguire il podcast disponibile su Radio Napoli.

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Conte e le panchine Serie A 2024: Nico Paz e Real Madrid

NEWS News

Il mercato invernale della Serie A si tinge ancora una volta di riflettori accesi, non solo per le trattative legate ai giocatori, ma soprattutto per le strategie riguardanti le panchine. Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli, ha recentemente alimentato le voci su un possibile ritorno alla guida della Nazionale italiana. Una suggestione che accende il dibattito sul suo futuro e sulle modalità con cui potrebbe liberarsi dell’impegno con il club partenopeo.

Il destino dell’allenatore azzurro è dunque al centro dell’attenzione, in un momento cruciale della stagione in cui il Napoli è impegnato a lottare su più fronti, dal campionato alla Champions League. L’eventuale addio di Conte avrebbe ripercussioni importanti per la squadra, che ha trovato equilibrio e identità proprio sotto la sua guida. Nel frattempo, il calendario della Serie A continua a offrire appuntamenti decisivi: domani all’Olimpico andrà in scena Roma-Pisa, una sfida che potrebbe influenzare le zone medio-alte della classifica. Sabato sera, invece, occhi puntati sul big match tra Atalanta e Juventus, sfida chiave soprattutto in ottica qualificazione Champions. Domenica la stagione si chiuderà con un'altra gara da non perdere, Como-Inter, che promette spettacolo e punti pesanti.

Le alternative al ruolo di ct: Allegri si candida Tra i possibili nomi per la panchina della Nazionale italiana, al netto di un’eventuale dipartita di Conte, spicca quello di Massimiliano Allegri. L’ex tecnico della Juventus porta con sé un bagaglio di esperienza rilevante e potrebbe rappresentare una scelta pragmatica e di grande livello per il ruolo di commissario tecnico. Diversamente, il ritorno di Roberto Mancini appare meno concreto. Il ct che lasciò la Nazionale nel 2023 per accasarsi con la selezione degli Emirati Arabi Uniti ha tentato questa estate di rilanciare la propria candidatura, ma per ora non ha convinto appieno la federazione, che continua a valutare le opzioni più solide per il futuro.

Il mercato delle panchine si intreccia così con la corsa per la Champions League e la lotta al vertice della Serie A, un intreccio che rende ancora più avvincente e incerto il proseguimento della stagione. Resta da vedere se Conte riuscirà a restare saldo al Napoli o se a breve sarà costretto a salutare per una nuova avventura con la maglia azzurra sulle spalle. Qualunque sarà la scelta, l’impatto sulle grandi del calcio italiano sarà imponente.

Per approfondire tutti gli sviluppi sulle panchine e sugli appuntamenti di campionato, clicca sotto per guardare il NEWS News.

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Ex commissario FIGC: tifo acceso per Conte e Malagò

Roberto Fabbricini, ex commissario straordinario della FIGC, ha tracciato un quadro critico e appassionato della situazione attuale del calcio italiano durante un intervento a Radio CRC, evidenziando un problema strutturale che va oltre le responsabilità individuali. "Non sono i singoli componenti a creare un problema generale, ma il loro strapotere che condiziona ogni decisione del consiglio federale", ha spiegato Fabbricini, sottolineando come la Federazione Italiana Giuoco Calcio si presenti più come una confederazione di organismi in lotta tra loro piuttosto che un corpo unitario. "La FIGC non è una vera federazione, ma una confederazione di tanti enti che cercano di prevalere l’uno sull’altro, ostacolando sistematicamente le decisioni del consiglio federale", ha aggiunto, evidenziando un malfunzionamento interno che rallenta e complica la governance del calcio nazionale.

Riguardo al ruolo di Giovanni Malagò, candidato alla presidenza FIGC, Fabbricini ha espresso un giudizio molto positivo, basato sia sul piano personale sia su quello professionale: "Gli ho dato la soddisfazione di essere il segretario del CONI, ancor prima che diventasse presidente. È un uomo dotato di una grande capacità e soprattutto di un grande pregio: sa ascoltare tutti i pareri. Sono convinto che potrebbe adattare la propria competenza alla complessità di una struttura collegiale, gestendola con equilibrio e rispetto dei ruoli". Il rapporto tra i due resta saldo: "Ci siamo sentiti nei giorni scorsi, ma non abbiamo affrontato direttamente il tema della presidenza FIGC. Certamente, l’argomento è presente e attuale". Malagò incarna così la figura di un leader capace di mediare e costruire, qualità ritenute imprescindibili in una federazione attraversata da tensioni e divisioni.

Il discorso di Fabbricini si è poi spostato su Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli e figura chiave nel panorama calcistico italiano: "Conte ha già ricoperto il ruolo di commissario tecnico della Nazionale durante il mio incarico al CONI. Ha svolto un lavoro più che discreto alla guida di Coverciano e conosce molto bene le dinamiche del calcio italiano, così come sa come affrontare le diverse situazioni comportamentali che si presentano in questo ambiente complesso. È importante riconoscere che il ruolo di commissario tecnico è profondamente diverso da quello legato a una squadra di club". L’ex commissario straordinario ha quindi ribadito la propria stima verso l’allenatore partenopeo: "Sarei felice se Antonio Conte potesse tornare a guidare la Nazionale, perché rappresenta una personalità forte, capace di interpretare al meglio le esigenze della maglia azzurra".

Un pensiero conclusivo di Fabbricini unisce Conte e Malagò in un auspicio di rinnovamento e qualità per la FIGC: "Da tifoso accanito, sostengo con passione sia Antonio Conte che Giovanni Malagò affinché possano ricoprire ruoli di vertice all’interno della Federazione". Persone che, a suo giudizio, non sono figure comuni, bensì professionisti dotati di concretezza e autorevolezza. "Hanno la capacità di trovare soluzioni efficaci nelle situazioni più complicate, un po’ come fa anche Aurelio De Laurentiis nel suo ruolo di presidente del Napoli".

Le parole di Fabbricini arrivano in un momento di profonde sfide per il calcio italiano: dalla necessità di rinnovare la governance della FIGC, alla ricerca di un tecnico che possa riportare la Nazionale ai vertici internazionali. A trainare quest’ultima ambizione è certamente Antonio Conte, la cui esperienza e determinazione fanno ben sperare i tifosi azzurri e non solo. Nel frattempo, da Roma a Napoli, cresce la consapevolezza che il cambiamento nei vertici della FIGC potrebbe essere la chiave per il rilancio di tutto il movimento.

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Padovan: "Juve, Spalletti va ascoltato. Ecco la corsa Champions"

NEWS Radio

Nel corso della trasmissione Maracanà in onda su NEWS Radio, il giornalista Giancarlo Padovan ha commentato a tutto tondo alcune delle questioni più calde legate al calcio italiano, dalla Juventus alle scelte future della Nazionale, passando per la corsa verso la Champions League.

Futuro Juventus: Spalletti e il mercato Padovan ha aperto il dibattito con un focus sul rinnovo allenatore della Juventus. Nonostante l’intreccio di voci, è confermato che sarà Luciano Spalletti a sedersi ancora sulla panchina bianconera. “Se Spalletti firmerà – ha spiegato il giornalista – sarà necessario che venga ascoltato dalla proprietà, dal direttore generale e dal direttore sportivo. È fondamentale che la Juventus acquisti calciatori funzionali al suo modello di gioco e non necessariamente fenomeni. Servono elementi pronti e affidabili”.

Tra le priorità del tecnico toscano vi sono un portiere, un centrocampista centrale e forse un altro difensore. Soprattutto, in caso di permanenza di Vlahovic, sarà più importante sfoltire la rosa che effettuare nuovi grandi investimenti, specialmente con l’arrivo possibile di giocatori come Kolo Muani. Per quanto riguarda i nomi, Padovan ha fatto esempi concreti: “Ederson è un giocatore ideale per Spalletti nonostante non sia un campionissimo, così come Alisson”.

La Juve può puntare allo Scudetto nella prossima stagione? Secondo Padovan, la Juventus può restare competitiva anche se alle prese con un parziale rinnovamento. “Ci sarà una sorta di rifondazione con 4-5 nuovi innesti – ha proseguito – ma alcuni elementi come Cambiaso e McKennie dovrebbero mantenere il loro spazio. Vlahovic? Ha avuto una stagione non brillante, ma la sua assenza si è sentita molto. Spalletti, inoltre, sembra intenzionato a puntare ancora su McKennie.”

Corsa Champions: quali squadre arriveranno in Europa nella prossima stagione? Sul fronte corsa Champions, Padovan ha sottolineato come molte squadre mostrino ancora una certa discontinuità. “La Roma, per esempio, incassa troppi gol e fatica a segnare”, osserva il giornalista. “Anche la Juventus tende a essere altalenante, e in questo momento in trasferta all’Atalanta vedo qualche difficoltà. L’Atalanta, invece, ha un rendimento solido e costante.”

Padovan fa notare come la lotta per un posto in Champions League si intrecci anche con gli impegni in Coppa Italia: “La Juventus e l’Inter, entrambe impegnate nella competizione, non possono permettersi passi falsi. L’Inter, con una squadra giovane e non abituata a vincere, dovrà gestire bene queste pressioni.”

Italia: Antonio Conte sarà il nuovo commissario tecnico? Uno dei temi più intriganti riguarda la panchina azzurra. Secondo Giancarlo Padovan, la candidatura di Antonio Conte per diventare commissario tecnico della Nazionale italiana è da prendere molto sul serio. “Dopo l’esperienza intensa al Napoli, sembra ci sia disponibilità a separarsi senza polemiche”, racconta Padovan. “Conte una volta disse di sentirsi come una Ferrari, ma a volte le priorità cambiano. Il ruolo di ct può garantire più tempo libero e qualità di vita”.

Il giornalista ha ammesso di essere rimasto sorpreso dall’autocandidatura, ma evidenzia come la vera questione sarà la trattativa economica. “Il problema più grosso sarà capire l’aspetto finanziario, ma la sua candidatura è assolutamente da considerare.”

In sintesi, ai microfoni di NEWS Radio, Giancarlo Padovan ha offerto una panoramica chiara e precisa sulle prospettive nelle massime sfide del calcio italiano, dal ruolo di Spalletti alla Juve, passando per i destini delle big in campionato e la guida tecnica della Nazionale, con Antonio Conte al centro del dibattito.

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Sabatini: "Scudetto per l'Inter, Napoli può crederci, Bastoni"

Il campionato di Serie A sta prendendo una forma sempre più definita, ma i verdetti non sono ancora scritti. Lo sottolinea con forza Walter Sabatini, intervenuto in un’intervista esclusiva a Tuttosport, dove ha analizzato la corsa al titolo con il consueto equilibrio che lo contraddistingue. “Non è finito naturalmente, si sta indirizzando verso una città — ha detto —, ma non possiamo considerarlo chiuso”. Un pensiero che sa di invito alla prudenza, supportato dai numeri ma aperto a ogni possibile sorpresa. “Statistica e aritmetica portano a una soluzione chiara, però le partite vanno giocate” ha aggiunto, ribadendo quanto la Serie A sia ancora una competizione aperta e imprevedibile.

Il confronto tra Como e Inter è un altro tema da lui affrontato con competenza. Sabatini ha speso parole di grande stima per Cristian Chivu, direttore tecnico dei nerazzurri: “Lo ammiro molto, ha salvato il Parma senza fare barricate e ora si sta confermando. L’Inter gioca bene, e con Lautaro Martínez tutto diventa più semplice”. Un commento che evidenzia il lavoro dietro le quinte e la qualità tecnica che sta emergendo nella squadra di Milano. Ma non solo: nell’analisi del calcio italiano moderno, Sabatini ha voluto elogiare anche Cesc Fàbregas, definendolo “il nuovo che avanza, il suo è un calcio provocatorio, fatto di personalità e coraggio”.

Non sono mancati poi i giudizi sulla Nazionale di Roberto Mancini. Sabatini ha respinto le critiche rivolte agli azzurri, spiegando che “non credo stiano rendendo male, il problema è che certe partite arrivano in condizioni precarie”. Un motivo dunque che giustificherebbe, almeno in parte, alcune prestazioni al di sotto delle attese. Il dirigente ha anche voluto schierarsi con Alessandro Bastoni, bersaglio di fischi: “Non mi piacciono, è un ragazzo forte e sarà aiutato dal gruppo”. Un segnale chiaro di vicinanza al giovane difensore che continua a crescere nel panorama italiano.

Infine, lo sguardo di Sabatini si è posato sul Napoli e sull’allenatore Antonio Conte, autentico protagonista della stagione partenopea. “Devono crederci fino alla fine — ha affermato —. Politano è il miglior trequartista italiano e Conte continuerà a lavorare duro”. Un endorsement importante per il progetto azzurro e per il tecnico, sottolineando la fiducia e la determinazione necessarie per mantenere viva la lotta scudetto. Chiudendo il discorso con una riflessione sull’eventuale arrivo di Conte sulla panchina della Nazionale, Sabatini ha tagliato corto: “Non avrei nulla da eccepire, è un atto di coraggio”.

In un campionato come la Serie A, dove ogni giornata può riservare sorprese e cambi di fronte, le parole di Walter Sabatini rappresentano un invito a non abbassare mai la guardia e a godersi fino all’ultimo minuto una lotta al vertice che promette spettacolo fino alla fine.

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