lunedì 23 febbraio 2026

Loftus-Cheek mostra il volto dopo l’operazione: il peggio è passato

Otto settimane lontano dal campo per Ruben Loftus-Cheek: è questo il tempo stimato per il recupero del centrocampista del Milan, operato oggi dopo aver riportato una frattura alla mascella durante la sfida di Serie A contro il Parma, disputata ieri a San Siro.

Il centrocampista inglese, protagonista con i rossoneri in questa stagione, ha subito un infortunio serio che lo terrà fermo per un lungo periodo. Loftus-Cheek ha voluto rivolgere un pensiero ai tifosi e allo staff medico attraverso un post su Instagram, sottolineando la durezza del colpo ma mostrando fiducia nel futuro: "È stato un duro colpo, ma il peggio è alle spalle. Grazie di cuore a tutto lo staff medico che mi ha assistito in queste ore con professionalità e grande attenzione. Un grazie speciale va soprattutto a voi tifosi per i tantissimi messaggi di affetto e sostegno: li ho letti, sentiti e mi hanno dato una forza incredibile. Grazie ai miei compagni: siamo un gruppo, siamo una famiglia. Ora avanti verso i nostri obiettivi, forti e uniti. Together."

Loftus-Cheek ha inoltre condiviso due immagini che lo ritraggono prima e dopo l’intervento, a testimonianza del momento difficile ma affrontato con il massimo impegno. Un messaggio di speranza e di forza, cruciale in un momento delicato della stagione rossonera.

Quanto incide questa assenza sul Milan? Il recupero di otto settimane significa che Loftus-Cheek sarà costretto a saltare almeno le prossime sette partite di campionato. Tra queste, spiccano sfide di alto profilo come il derby contro l'Inter dell'8 marzo, la trasferta delicata allo Stadio Olimpico contro la Lazio il 15 marzo e il confronto fondamentale contro il Napoli il 4 aprile. Per quanto riguarda il rientro, una data precisa non è ancora stata fissata, bisognerà attendere l’evolversi del percorso di riabilitazione.

Di seguito il calendario delle gare del Milan fino al termine del campionato:

  • Cremonese-Milan (1 marzo, ore 12.30)
  • Milan-Inter (8 marzo)
  • Lazio-Milan (15 marzo)
  • Milan-Torino (22 marzo)
  • Napoli-Milan (4 aprile)
  • Milan-Udinese (12 aprile)
  • Verona-Milan (19 aprile)
  • Milan-Juventus (26 aprile)
  • Sassuolo-Milan (3 maggio)
  • Milan-Atalanta (10 maggio)
  • Genoa-Milan (17 maggio)
  • Milan-Cagliari (24 maggio)

Questa lista evidenzia la difficoltà del percorso che il Milan dovrà affrontare senza uno dei suoi centrocampisti chiave. Antonio Conte, alla guida del Napoli, si prepara a un match strategico contro i rossoneri, consapevole che la formazione milanista dovrà fare a meno di una pedina importante nel reparto nevralgico.

La perdita di Loftus-Cheek rappresenta inoltre un test importante per la profondità della rosa rossonera: la squadra di Stefano Pioli dovrà infatti riorganizzarsi per fronteggiare un calendario serrato e un percorso che mette alla prova la tenuta fisica e mentale del gruppo.

In sintesi, l’infortunio di Loftus-Cheek e il conseguente stop di circa due mesi impattano direttamente sulla corsa del Milan in Serie A e complicano lo scenario verso il rush finale della stagione. La speranza è di vedere presto il centrocampista inglese tornare protagonista, pronto a dare il suo contributo in una sfida di vertice come quella contro il Napoli e nelle gare decisive che decideranno le sorti del campionato.

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Napoli, De Bruyne a Castelvolturno dopo 121 giorni: comunicato

Napoli non si ferma e, a sole 24 ore dalla deludente sconfitta subita a Bergamo contro l’Atalanta, torna subito in campo a Castelvolturno per preparare la sfida di campionato contro l’Hellas Verona. La squadra di Antonio Conte si è presentata al centro sportivo azzurro per una seduta mattutina, pensata per smaltire la fatica e correggere gli errori mostrati nella gara di ieri alla Gewiss Stadium.

Il tecnico azzurro ha programmato un allenamento differenziato per i calciatori scesi in campo dal primo minuto, i quali hanno svolto una seduta di scarico per favorire il recupero fisico. Il resto del gruppo, invece, si è dedicato a un intenso lavoro metabolico, con esercizi volti a migliorare la resistenza e mantenere il ritmo in vista dell’imminente impegno contro i gialloblù, in programma sabato alle 18:00 al Bentegodi.

Ma la novità più significativa è stata senza dubbio il ritorno in campo di Kevin De Bruyne, dopo un’assenza durata ben 121 giorni. Il centrocampista belga, fondamentale per le trame offensive del Napoli, è rientrato al SSC Napoli Training Center per riprendere e completare il suo percorso di recupero insieme allo staff medico e tecnico del club.

Il Napoli ha ufficializzato la notizia con una breve comunicazione sul proprio sito: “Dopo la partita della New Balance Arena, il Napoli torna ad allenarsi in vista del prossimo match contro l’Hellas Verona, sabato alle 18:00. Gli azzurri hanno proseguito la preparazione con una seduta mattutina. Coloro che hanno giocato almeno dall’inizio hanno svolto un lavoro di scarico, mentre il resto del gruppo ha lavorato su aspetti metabolici. Kevin De Bruyne è rientrato per continuare il percorso di lavoro presso il centro sportivo”.

Il rientro di De Bruyne rappresenta un importante segnale per il Napoli, impegnato nella corsa verso posizioni di vertice in campionato. L’infortunio del talentuoso centrocampista aveva privato Conte di un elemento cardine nello sviluppo del gioco, capace di dettare i tempi e fornire assist vincenti ai compagni. La sua disponibilità, anche se al momento limitata a lavori di recupero, fa ben sperare per un reintegro graduale negli allenamenti completi e nelle prossime partite.

Il calendario di Serie A non concede pausa: dopo la battuta d’arresto contro l’Atalanta, per il Napoli è fondamentale riprendersi subito, soprattutto in vista di una trasferta delicata contro un avversario, come l’Hellas Verona, sempre coriaceo e ben organizzato.

La squadra di Conte punta dunque a voltare pagina rapidamente, tornando a macinare gioco e vittorie per restare agganciata ai posti alti della classifica. Il lavoro di campo odierno e il recupero di De Bruyne rappresentano due tappe cruciali in questa fase della stagione, nella quale ogni punto sarà prezioso per alimentare le ambizioni dello scudetto.

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Hojlund sulla festa Atalanta: "Spero bene contro Dortmund"

Un fine settimana di Serie A che conferma la recente abitudine a far discutere per decisioni arbitrali controverse. Anche la 26ª giornata, ormai alle battute finali, non ha fatto eccezione, mettendo ancora sotto i riflettori episodi che alimenteranno il dibattito nelle prossime ore.

Al centro dell’attenzione è finito soprattutto il match Atalanta-Napoli, terminato 2-1 in favore dei bergamaschi, ma con due episodi arbitrali molto discussi: un calcio di rigore inizialmente assegnato e poi revocato dal VAR e un gol annullato sempre dopo l’intervento della tecnologia. Entrambi gli episodi hanno avuto come protagonista il centravanti del Napoli, Rasmus Hojlund, il nuovo acquisto danese arrivato a gennaio che, nonostante le controversie, ha mostrato un atteggiamento sportivo che ha sorpreso più di qualcuno.

L’attaccante, protagonista suo malgrado delle decisioni arbitrali che avrebbero potuto cambiare il volto della partita, ha infatti scelto di rispondere alle critiche non con polemiche, ma con un gesto che ben rappresenta la sua maturità e professionalità. A poche ore dalla fine del match, Hojlund ha postato un commento social Instagram proprio sul profilo ufficiale dell’Atalanta, sotto un video che ritraeva l’esultanza dei padroni di casa.

Il messaggio del centravanti azzurro, scritto in inglese, è stato: "Thank you for the warm welcome. Good luck against Dortmund in midweek." Un saluto che potrebbe essere letto come una sorta di "provocazione social" ma che mostra, più realisticamente, un rispetto reciproco tra i protagonisti e un’occhiata al prossimo impegno europeo del Napoli, impegnato in Champions League contro il Borussia Dortmund.

Questo episodio arriva in un momento delicato per la squadra guidata da Antonio Conte, che sta facendo i conti con l’intensità del calendario e la necessità di mantenere la concentrazione nelle due competizioni dove è ancora presente, Serie A e Champions League. La trasferta di Bergamo, pur sfortunata sul piano del risultato, ha regalato alcuni spunti interessanti dal punto di vista tattico e della tenuta mentale dell'attacco partenopeo, con Hojlund già inserito negli ingranaggi offensivi.

La decisione dell’arbitro e del VAR ha inevitabilmente lasciato qualche dubbio tra tifosi e addetti ai lavori, alimentando le consuete polemiche su un tema sempre attuale nel calcio moderno: l’equilibrio tra il ruolo umano degli arbitri e l’intervento tecnologico. Nel frattempo, l’episodio apre uno squarcio sul carattere del giovane centravanti, capace di gestire con serenità una situazione potenzialmente destabilizzante, evitando di alimentare ulteriori discussioni.

Con il campionato che entra nella sua fase cruciale, il Napoli di Conte dovrà dimostrare ancora una volta di sapersi rialzare negli inevitabili momenti di difficoltà. Il confronto diretto con l’Atalanta, una squadra da sempre ostica e con una tifoseria appassionata, ha confermato che la corsa Scudetto non ammette pause e che ogni episodio può pesare significativamente sulla strada verso l’obiettivo finale.

Ora l’attenzione si sposta subito sul prossimo impegno europeo, dove il club partenopeo sarà chiamato a riscattarsi e a mostrare tutta la qualità che ha messo in mostra finora sotto la guida del tecnico Antonio Conte. L’obiettivo è mantenere alta la concentrazione, imparare dagli errori e continuare a inseguire con determinazione un sogno chiamato titolo.

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Sandro Sabatini su Troilo: "Bastoni è il top della settimana"

Un acceso dibattito animato negli studi Mediaset segue la partita della Serie A tra Milan e Parma, conclusasi con un sorprendente 1-0 in favore degli emiliani. L’episodio clou che ha fatto discutere riguarda il gol decisivo di Troilo, una rete che avrebbe potuto essere annullata per un presunto fallo commesso dal gialloblù.

Sandro Sabatini, noto commentatore sportivo, ha offerto una lettura provocatoria e ricca di spunti proprio su questa giocata: "C'è un vincitore in tutta questa settimana ed è Bastoni, nel senso che se Bartesaghi fosse andato per terra il gol lo avrebbero annullato". Con questa frase, Sabatini richiama l’attenzione su una questione più ampia che coinvolge i direttori di gara e le loro interpretazioni. A suo giudizio, la discrezionalità degli arbitri si orienta soprattutto sulla reazione del giocatore che subisce il contatto, ossia se cade o rimane in piedi. Se la trattenuta o lo scontro non viene accompagnato da una caduta, il gioco prosegue; se invece il calciatore finisce a terra, la rete può essere annullata.

Questo approccio ha portato a un’aggiunta costante delle cosiddette “accentuazioni” nei contrasti di gioco. Sabatini osserva: "Ho sentito ex calciatori dire che appena li toccano vanno per terra, lui è giovane e non lo fa. Vedo Hojlund e Hien e il direttore di gara toglie la rete al Napoli perché il difensore cade". Una riflessione che lega direttamente la questione degli episodi arbitrali con l’atteggiamento dei giocatori in campo, attori protagonisti che spesso condizionano le decisioni arbitrali.

La dinamica che emerge da questi commenti si inserisce in un contesto più ampio di discussione sul ruolo degli arbitri nella gestione delle partite di Serie A. La puntualizzazione di Sabatini rispetto all’episodio Milan-Parma sottolinea quanto il metro di giudizio possa apparire discrezionale, favorendo talvolta situazioni che diventano controversie sportive. In effetti, nelle ultime settimane il dibattito si è acceso anche intorno alle scelte arbitrali in partite cruciali, specie per quanto riguarda il fuorigioco, i contatti in area e la determinazione dei falli in occasione di gol annullati o convalidati al variare della dinamica.

Il Napoli di Antonio Conte, protagonista di una stagione complessa e fortemente influenzata anche dalle decisioni arbitrali, si ritrova spesso al centro di queste discussioni. Come ricordato da Sabatini nell’ultimo intervento, episodi simili a quelli del Parma e del Milan possono pesare, specialmente quando l’arbitro decide di togliere un gol ai partenopei in situazioni ambigue e dopo contatti che alcuni ritengono però quasi fisiologici. A questo punto, il confronto prosegue anche tra allenatori e tifosi, chiedendo maggiore chiarezza e coerenza negli interventi arbitrali, per garantire un equilibrio di giudizio più trasparente e privo di interpretazioni troppo soggettive.

In definitiva, il gol annullato al Milan contro il Parma diventa un caso emblematico di come il calcio italiano sia ancora in cerca di un equilibrio fra il gioco duro e l’arbitraggio, con un occhio sempre più attento alle reazioni dei calciatori e al modo in cui queste vengono percepite dai direttori di gara. Un tema, questo, che continua ad animare il dibattito di Serie A, fra polemiche e richieste di miglioramenti nel sistema arbitrale.

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domenica 22 febbraio 2026

Galatasaray, il miracolo e chi ha creato il capolavoro

La Turchia non è un semplice luogo comune nel panorama calcistico europeo: una partita in uno stadio turco è un’esperienza unica, quasi estrema, da vivere almeno una volta nella vita. E se quel campo è quello del Cimbom, il Galatasaray, l’intensità e la passione diventano qualcosa di straordinario. A ricordarlo è stato recentemente Gianluca Di Marzio, amico e collega, che ha vissuto in diretta da bordo campo la memorabile serata della Juventus, travolta per 5-2 dal Galatasaray. "Non ho mai sentito fischiare così forte il possesso palla di una squadra avversaria", ha scritto sui social, sottolineando la feroce atmosfera che solo i tifosi turchi sanno creare.

Il Galatasaray, che oggi non è più la squadra degli anni d’oro di Fatih Terim e di stelle come Didier Drogba, ha costruito un nuovo progetto ambizioso fondato su una gestione attenta e lungimirante. Il presidente Dursun Ozbek guida una società che ambisce a tornare ai vertici continentali, forte di un direttivo operativo e di figure chiave che hanno saputo far volare il club verso nuovi traguardi. E proprio in questo contesto spicca la figura di George Gardi, agente, intermediario e oggi consulente internazionale, che ha accompagnato i grandi colpi del Galatasaray negli ultimi anni.

La sua influenza sui mercati è stata decisiva su nomi importanti: da Victor Osimhen, arrivato per oltre 70 milioni di euro, a Mauro Icardi, convinto a sposare il progetto del "Cimbom". Senza dimenticare Leroy Sané, strappato alla concorrenza di giganti come Bayern Monaco e Arsenal. E poi Davinson Sanchez, Lucas Torreira, Dries Mertens e tanti altri top player che oggi vestono la maglia del Galatasaray, in una rosa costruita con meticolosità e ambizione. Nel corso di una rara intervista concessa a Sky Deutschland, Gardi ha rivelato l’immenso lavoro e le lunghe trattative dietro ogni trasferimento. "Ci muoviamo come una squadra – ha spiegato – con il supporto fondamentale del presidente, del vice presidente e del tecnico. Molti trasferimenti sembravano impossibili all’inizio, ma con lavoro e strategia abbiamo realizzato cose impensabili. E lo faremo ancora in futuro".

Parlando di futuro, Gardi si è mostrato determinato ma cauto nel delineare le ambizioni proprie e del club: "Le mie ambizioni sono altissime, ma non posso parlare per il Galatasaray – ha precisato –. Se continuerò a collaborare con il club, voglio portarli a raggiungere le fasi finali della Champions League, puntare a partecipare al Mondiale per Club entro il 2029 e continuare a portare giocatori di valore alle condizioni giuste". Un sogno ambizioso che però poggia su solide basi: la rinascita del Galatasaray in campo europeo è una realtà concreta costruita con pazienza e investimenti mirati.

In fondo, questa nuova era del Galatasaray racconta di un club che ha saputo trasformare sogni in realtà, andando a prendere campioni che sembravano irraggiungibili, anche per club storici come la Juventus. Ed è proprio questa capacità di saper interpretare il mercato internazionale a rendere il Galatasaray un protagonista inatteso ma assolutamente rispettato, tanto in Turchia quanto all’estero. Doctor Giuseppe Conte, allenatore del Napoli, e la sua squadra, così come molte big di Serie A, guardano all’evoluzione della squadra turca con interesse, consapevoli che una sfida europea contro un Galatasaray rinato può essere ben più insidiosa di quanto si pensi.

In definitiva, ciò che emerge dallo scenario turco è l’idea di un calcio passionale, ambizioso e in grande evoluzione, capace di attirare occhi, giocatori e procuratori da tutto il mondo. Il Galatasaray, con la sua nuova gestione e la regia di uomini come George Gardi, rappresenta oggi una punta di diamante di questo cambiamento. L'onda lunga della passione turca è pronta a farsi sentire ancora più forte nelle sfide europee.

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Atalanta, Palladino su Borussia: "Mercoledì voglio lo stadio pieno"

Al termine di una partita carica di emozioni, l’allenatore dell’Atalanta, Raffaele Palladino, ha commentato ai canali ufficiali del club la fondamentale vittoria contro il Napoli di Antonio Conte. Un successo importante, raggiunto nonostante le difficoltà iniziali e l’avversario di spessore che si è trovato di fronte.

"Non era facile oggi – ha esordito Palladino – perché venivamo da una sconfitta in Champions League e abbiamo subito un gol quasi immediatamente su calcio piazzato. In momenti così delicati, spesso una squadra può crollare, ma la mia squadra ha dimostrato forza e carattere: siamo rimasti in partita, riducendo al minimo le occasioni concesse al Napoli, specialmente nel corso del primo tempo."

Palladino ha poi spiegato come la sua Atalanta sia riuscita a ribaltare la situazione: "Abbiamo stancato un avversario tecnicamente di grande livello e poi i nuovi entrati hanno portato una ventata di freschezza ed energia fondamentale. È stata una rimonta importante, fondamentale per caricare ulteriormente il gruppo in vista della prossima sfida di mercoledì."

Il riferimento è al ritorno che l’Atalanta dovrà affrontare con la determinazione di chi vuole ribaltare un risultato difficile. "Anche lì serve una rimonta," ha continuato Palladino, "sarà complicato, ma io e i miei ragazzi ci crediamo. Ce la metteremo tutta. Mi piacerebbe vedere lo stadio pieno, un vero e proprio inferno per gli avversari. Meritiamo di giocare davanti ai nostri tifosi con il massimo supporto."

Il tecnico ha poi raccontato il momento dei due gol che hanno cambiato la partita, sottolineando il valore del lavoro di squadra e la preparazione in settimana: "Sono felice per i gol, specialmente perché il primo è nato da un calcio piazzato provato a allenamento, quindi un ringraziamento speciale va al mio staff. Pasalic è stato bravissimo a trovare il tempo giusto per battere la porta."

Riguardo alla seconda rete Palladino si è mostrato particolarmente orgoglioso: "Chiedo sempre alla squadra di riempire l’area di rigore, creare densità e attaccare la porta con decisione. Samardzic ha interpretato alla perfezione questa esigenza, segnando un gol che rappresenta il giusto premio per l’atteggiamento propositivo che vogliamo vedere su ogni pallone."

Con questa vittoria contro il Napoli, squadra guidata dall’esperto Antonio Conte che attualmente guida la classifica di Serie A, l’Atalanta dà segnali importanti di ripresa e si prepara con fiducia alla difficile sfida di ritorno, facendo leva sul cuore e sulla determinazione dimostrata in campo. Una serata da incorniciare per i nerazzurri bergamaschi, che ora guardano al futuro con ambizione.

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Calciomercato 22 febbraio: indiscrezioni e trattative in corso

Torino a un bivio: Baroni verso l’esonero, D’Aversa in pole per la panchina granata

Le ore che si respirano al Torino sono bollenti, con Marco Baroni che rischia concretamente di perdere la panchina dopo la pesante sconfitta interna per 3-0 contro il Genoa. La prova dei granata è stata deludente sotto ogni punto di vista, con la squadra incapace di entrare realmente in partita e ora impelagata in una complicata lotta salvezza che rende la situazione allarmante.

Occhi puntati dunque sul possibile avvicendamento in panchina. Nei corridoi del club si parla di un imminente cambio: Urbano Cairo sembra pronto a prendere una decisione definitiva nelle prossime ore. Il nome più caldo per raccogliere l’eredità di Baroni è quello di Roberto D’Aversa, ex tecnico con grande esperienza nel salvare squadre in difficoltà, che sarebbe già stato contattato dal Toro.

Il possibile accordo con D’Aversa prevederebbe un contratto fino a fine stagione, con l’obiettivo di raggiungere la salvezza, ma con la speranza di inserire un’opzione per il prossimo anno qualora il club mantenesse la categoria. Il destino del Torino si giocherà quindi anche sul piano tecnico in queste settimane finali di Serie A, dove ogni punto sarà prezioso.

Paolo Montero pronto al debutto alla guida dell’Al Ittifaq

Per un allenatore che rischia la panchina in Serie A, un altro ex protagonista del calcio italiano si prepara a una nuova esperienza all’estero. Paolo Montero sarà infatti il nuovo tecnico dell’Al Ittifaq, compagine emiratina che ha deciso di cambiare guida dopo una serie di risultati negativi che hanno fatto precipitare la squadra all’ultimo posto in classifica a -3 dalla zona salvezza.

La dirigenza ha annunciato la separazione dal portoghese José Ricardo Pinto, aprendo così la strada all’arrivo di Montero, che attualmente è sotto contratto con la Juventus per la gestione della Next Gen, ma è pronto a risolvere l’accordo con i bianconeri per firmare con il team di Dubai. Da oggi, il tecnico uruguaiano è già nella città emiratina per cominciare a prendere contatti con la nuova realtà; l’esordio è previsto già per giovedì nella sfida contro l’Al Urooba valida per la 17ª giornata del campionato di seconda divisione araba.

Il contratto offerto a Montero è annuale, valido fino a fine stagione con un’opzione per la stagione successiva in caso di salvezza. L’Al Ittifaq, di proprietà di Pietro Laterza – tema di interesse anche per il ChievoVerona – ha da poco accolto Mario Balotelli e attende a breve l’arrivo dell’ex bianconero Douglas Costa, attualmente al Verona. La priorità della squadra rimane però la permanenza nella divisione cadetta: da qui la decisione di cambiare allenatore e affidarsi al carisma e alla determinazione del tecnico uruguaiano.

Ranieri e il sogno azzurro: "Rifiutai la Nazionale per amore della Roma"

Un altro protagonista del calcio italiano, Claudio Ranieri, si è recentemente raccontato sulle pagine del Messaggero riguardo a un bivio importante della sua carriera: la possibilità di allenare la Nazionale italiana. Alla ricerca di un successore dopo le dimissioni di Luciano Spalletti, la Figc aveva contattato anche Ranieri, ma l’allenatore romano ha scelto la fedeltà al suo club, la Roma.

Ranieri ha spiegato con grande sincerità: “Allenare la Nazionale è il sogno di ogni tecnico, ma ero sotto contratto con la Roma e avrei avuto un conflitto di interessi enorme. Immagina convocare giocatori di squadre che affronti a campionato in corso, sarebbe scoppiato un finimondo. Ho ritenuto fosse la scelta più onesta”.

Il tecnico ha poi toccato temi più ampi sul calcio italiano e le sue criticità: “Vedo due problemi principali: prima di tutto la mancanza di risorse economiche per competere con le grandi potenze europee, soprattutto inglesi, che spendono cifre folli per giovani talenti. E poi la difficoltà a costruire cicli di successo come invece avviene in Paesi come Olanda, Germania o Spagna, che hanno avuto scommesse lungimiranti. In Italia, il ‘gioco all’italiana’ è spesso sottovalutato e si è scatenata una guerra tra giochisti e pragmatici, mentre gli avversari adottano senza problemi questo approccio”.

Parigi e Arabia Saudita: il caso Chevalier, addio a Gilli e le parole di CR7

Il Paris Saint-Germain si trova a fare i conti con una realtà complicata tra i pali. Lucas Chevalier, giovane portiere arrivato dal Lilla in estate con grandi ambizioni, ha faticato a trovare continuità internazionale. Nonostante l’esordio promettente, soprattutto nella Supercoppa Europea contro il Tottenham, una serie di errori importanti, tra cui quello contro lo Sporting in Champions League, ha incrinato la sua posizione.

Al contrario, Matvey Safonov ha saputo conquistare campo con prestazioni solide, diventando il titolare indiscusso e dimostrando personalità anche nelle competizioni internazionali. Secondo quanto riportato da L’Équipe, il problema di Chevalier non è soltanto tecnico ma anche mentale, con evidenti fragilità emotive in momenti di forte pressione, soprattutto nei rapporti con la difesa. Questa situazione rischia di compromettere anche le sue prospettive con la Nazionale francese in vista del Mondiale 2026.

Sul fronte Ligue 1, il Paris FC ha annunciato la fine del rapporto con il tecnico Stéphane Gilli, artefice della storica promozione in prima divisione dopo quasi cinquant’anni di assenza. Il presidente Pierre Ferracci ha ringraziato l’allenatore per la sua professionalità e dedizione, aprendo la strada al nuovo progetto tecnico affidato ad Antoine Kombouaré, una scelta pensata per garantire esperienza e competitività alla squadra nella massima serie.

Nel frattempo, in Arabia Saudita, Cristiano Ronaldo ha messo a tacere le voci su un possibile addio all’Al Nassr dopo la netta vittoria per 4-0 contro l’Al Hazm, dove ha segnato una doppietta. Intervistato da Thmanyah, CR7 ha ribadito il suo attaccamento al club e al paese: “Sono molto felice, mi sento a casa qui. L’Arabia Saudita mi ha accolto bene, così come la mia famiglia. Voglio restare e continuare a lottare per il campionato.”

Il fuoriclasse portoghese ha sottolineato come la squadra guidata da Jorge Jesus punta dritto al titolo e invita a vivere una partita alla volta: “Siamo in forma, la strada è quella giusta. Alla fine tireremo le somme di questa stagione”.

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