lunedì 9 febbraio 2026

Ballardini: "Arbitri influenzano. Gasp? Oltre è peccato"

Davide Ballardini, intervenuto ai microfoni di Radio TuttoNapoli, ha affrontato con serenità e lucida analisi il tema caldo delle polemiche arbitrali che da settimane tengono banco nel campionato di Serie A. Il tecnico, noto per la sua esperienza nel massimo campionato italiano, ha mostrato un approccio pragmatico rispetto alle numerose discussioni alimentate anche dalle recenti dichiarazioni di Daniele De Rossi.

“Non sono uno che ama commentare le decisioni degli arbitri, non è mai stata una mia abitudine e, sinceramente, non è una priorità per me”, ha spiegato Ballardini. “Tuttavia, osservando i campionati esteri come quello inglese, tedesco, francese o spagnolo, si nota una tendenza diversa. I direttori di gara tendono a lasciar correre più spesso il gioco, con meno fermi e interruzioni. Da noi invece c’è una sensibilità maggiore verso i dettagli, un’attenzione quasi maniacale su certi episodi che altrove magari non sarebbero rilevati”.

Secondo l’allenatore, il confronto con le best practice europee evidenzia come in Italia il ritmo del gioco spesso venga spezzettato da molte decisioni arbitrali, alimentando così anche un dibattito mediatico molto acceso che raramente si riscontra nelle altre leghe. “È un dato di fatto che nel nostro calcio si parli più spesso di arbitri, proprio per questa maggiore attenzione alle singole situazioni. Personalmente, continuo però a pensare che qualunque decisione l’arbitro prenda, anche se si grida al “grave errore”, va comunque accettata ed è parte integrante del gioco”, ha aggiunto Ballardini.

Il clima intorno agli arbitri resta particolarmente complesso, complici alcuni episodi recenti che hanno scatenato indignazione e discussioni. “Siamo in un periodo delicato: certe decisioni hanno suscitato molto clamore – ha dichiarato – ma a volte si rischia di “andarle a cercare” con critiche forse inutili. Nessuno nega che migliorare l’arbitraggio sia fondamentale, ma anche i calciatori e le squadre devono imparare ad affrontare meglio i momenti di gioco sospesi o le scelte arbitrali. Guardando agli altri Paesi, il gioco è più fluido e dinamico, con meno interruzioni e meno discussioni sul direttore di gara”.

Non poteva mancare il riferimento alle parole di Gian Piero Gasperini, che nei giorni scorsi ha sollevato dubbi circa l’impiego di ex arbitri da parte di alcuni club per ottenere “vantaggi” legati al VAR. Ballardini ha offerto una lettura più equilibrata: “Se una società assume un ex arbitro, secondo me lo fa esclusivamente per educare i propri giocatori. Non si tratta di ‘furbate’ o scorrettezze, ma di fornire strumenti d’interpretazione attraverso riunioni tecniche e momenti di confronto”.

Il tecnico ha spiegato: “Ho vissuto personalmente queste situazioni, lavorando in società che si avvalevano della collaborazione di ex fischietti. Questi professionisti aiutavano la squadra a comprendere meglio certi atteggiamenti arbitrali, quali situazioni privilegiano, come gestire rapporti con direttori di gara più aperti al dialogo o con altri più rigidi. Tutte indicazioni che servono a preparare al meglio i calciatori alla gestione delle fasi delicate della partita”.

Ballardini ha però sottolineato che oltre questo confine etico non si deve andare: “Se si ipotizzano altri scopi, allora si entra in un terreno gravemente compromettente e io personalmente non ci penso nemmeno. La nostra passione per il calcio ci spinge a voler vivere questo sport nella sua purezza, e quindi mai vorrei immaginare che questi strumenti vengano usati in modo scorretto”.

In un campionato di Serie A sempre più sotto i riflettori e con il Napoli di Antonio Conte protagonista nelle sfide più importanti, il tema arbitrale rimane un tema delicato da affrontare. Le parole di Ballardini offrono spunti di riflessione utili per comprendere meglio la complessità del ruolo degli arbitri e dell’utilizzo del VAR, in un contesto che richiede gioco più fluido e meno tensioni tra tecnici, giocatori e direttori di gara.

In conclusione, il messaggio è chiaro: il calcio italiano deve cercare di migliorare l’interpretazione delle regole e la gestione delle partite, ma senza cadere nella spirale delle polemiche continue. Il rispetto per il lavoro degli arbitri, così come la preparazione tecnica delle squadre, deve andare di pari passo per garantire uno spettacolo sportivo di qualità e trasparente.

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Calciomercato 9 febbraio: indiscrezioni, trattative e news

Si chiude una giornata intensa nel calciomercato italiano, ricca di novità, trattative in corso e aggiornamenti importanti per i club di Serie A. Tra rinnovi, riscatti e strategie future, ecco il punto completo con tutte le notizie più rilevanti e i retroscena più recenti.

ATALANTA, CARNESECCHI VERSO IL RINNOVO L’Atalanta ha messo al centro dell’attenzione il rinnovo di Marco Carnesecchi. Secondo fonti attendibili, i rapporti tra il club bergamasco e l’entourage del giovane portiere sono in fase avanzata. Carnesecchi, attuale titolare e protagonista con 31 presenze in stagione, gode ancora di un contratto fino al 2028 con uno stipendio vicino al milione di euro annuo. Ma la Dea vuole blindare il suo numero uno, offrendo un prolungamento fino al 2030 e un netto raddoppio dell’ingaggio, con cifre che oscillano tra i 2 e i 2,5 milioni euro a stagione. Le prestazioni di Carnesecchi, con 9 clean sheet in Serie A, uno in Coppa Italia e altri 3 in Champions League, hanno attirato l’interesse di diversi club italiani ed esteri, rendendo necessario un intervento tempestivo per scongiurare offerte esterne.

BOLOGNA, SITUAZIONE RINNOVI E MERCATO Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, ha fatto chiarezza sulle questioni relative ai rinnovi di Riccardo Orsolini e Johan Lucumì, intervenendo durante la presentazione dei nuovi acquisti Helland e Sohm. “Non ci sono novità imminenti su Orsolini e Lucumì”, ha affermato Fenucci, spiegando che il dialogo con gli agenti è aperto ma le richieste economiche dei calciatori devono incontrare le possibilità del club, in un contesto economicamente delicato per il calcio italiano, che in sei anni ha accumulato perdite per circa 4 miliardi. Il Bologna ha sempre reinvestito i ricavi delle cessioni per costruire la squadra o aumentare il monte ingaggi. Nella strategia di mercato, poi, si è deciso di gestire l’attacco con due punte a disposizione, lasciando andare Immobile, molto professionale ma ormai fuori dai piani tattici, e puntando su Sohm al posto di Fabbian, un centrocampista più duttile. Inoltre, l’aspetto legato all’obbligo di riscatto di Gonzalez da parte della Fiorentina, condizionato alla salvezza rossoblù, sarà un elemento chiave per pianificare la prossima sessione estiva.

JUVENTUS, FUTURO KOLO MUANI La stagione di Randal Kolo Muani in Premier League con il Tottenham volge verso una conclusione senza riscatto definitivo. Gli Spurs non inserito alcuna clausola per il trasferimento a titolo definitivo e sembrano intenzionati a non proseguire oltre il prestito. Qualche mese fa si era addirittura ipotizzata l’interruzione anticipata del prestito con sondaggio Juventus, ma alla fine la situazione non si è concretizzata. Il francese, sotto contratto col Paris Saint-Germain fino al 2028, non rientra nei piani del tecnico Luis Enrique. La Juventus, dunque, resta vigile e potrebbe riproporre un assalto per Kolo Muani nella prossima finestra estiva, specialmente dopo i Mondiali, quando la società torinese cercherà rinforzi per il reparto avanzato.

MILAN, SPINTA PER KOSTIC Proseguono senza sosta i negoziati tra il Milan e il Partizan Belgrado per Andrej Kostic, giovane attaccante classe 2007, uno dei talenti emergenti più seguiti a livello internazionale. Dopo il tentativo a gennaio, il Diavolo sta ora cercando di abbassare le pretese del Partizan, passato dai 10 milioni iniziali agli attuali 5 milioni più bonus, convinto a chiudere l’affare anticipando la concorrenza europea agguerrita. Kostic ha già messo a segno 8 gol in 21 presenze tra campionato e coppe, segno di un netto impatto anche a livello senior. L’ex rossonero Savicevic ne aveva consigliato il profilo durante l’estate scorsa, ma la rivoluzione in corso in casa Milan aveva rimandato qualsiasi operazione. Sul fronte uscite, invece, Lorenzo Colombo è ormai vicino al riscatto da parte del Genoa: il club ligure ha centrato le condizioni di gol e presenze stabilite nel prestito, e aspetta solo la salvezza definitiva per perfezionare l’operazione, con il Milan che incasserà circa 10 milioni.

ROMA, OBBLIGO DI RISCATTO PER GHILARDI Un risultato che va oltre il campo, quello raggiunto dalla Roma nel posticipo contro il Cagliari. La squadra giallorossa, evitando la sconfitta, ha infatti fatto scattare automaticamente l’obbligo di riscatto per Daniele Ghilardi, difensore arrivato la scorsa estate dall’Hellas Verona con la formula del prestito oneroso da 2,5 milioni e un riscatto stabilito a 8 milioni più un milione di bonus in caso di determinati traguardi raggiunti. La Fiorentina, club di provenienza originario del calciatore, tuttavia, mantiene una clausola importante: il 50% della rivendita in futuro, tutelando così un possibile guadagno qualora Ghilardi dovesse fare il salto di qualità definitivo.

TORINO, UFFICIALE GIOVANNI SIMEONE Il Torino può festeggiare l’acquisto definitivo di Giovanni Simeone. La prima presenza nel mese di febbraio, subentrato nel secondo tempo nel match contro la Fiorentina, ha attivato il meccanismo dell’obbligo di riscatto dal Napoli, per una cifra vicina ai 6 milioni più bonus. Il Cholito ha firmato un contratto fino al 2028 con opzione per il 2029, e torna a disposizione di mister Baroni dopo un infortunio che lo aveva tenuto fermo tre settimane. Con Simeone, il Torino completa il reparto offensivo insieme a Che Adams e Duván Zapata, entrambi alla ricerca di un rilancio personale sotto porta per consentire ai granata di invertire la rotta in campionato.

IL FUTURO DI ENDICK AL REAL MADRID Si chiariscono le mosse sul giovane brasiliano Endrick, che ha vissuto una stagione complicata dal punto di vista del minutaggio al Real Madrid. Il suo agente Thiago Freitas ha spento sul nascere i dubbi legati all’inserimento in squadra: “Endrick ha segnato alla prima presenza in Champions League, in Liga e in Copa del Rey. I numeri confermano la qualità”. Tuttavia il forte organico del Real, con campioni come Vinícius, Mbappé e Bellingham, limita le opportunità per un ragazzo di appena 18 anni, anche a causa di un infortunio che lo ha rallentato nei mesi scorsi. Il prestito al Lione, senza diritto di riscatto, durerà solo fino a fine stagione, al termine della quale il talento tornerà a Madrid. “Endrick pensa solo alla prossima partita”, ha spiegato l’agente, senza entrare nelle speculazioni sul futuro.

PREMIER LEAGUE, I RIFLETTORI SU NDIAYE E NOVITÀ AL WATFORD In Inghilterra, Iliman Ndiaye dell’Everton si sta imponendo come uno degli attaccanti più ambiti del campionato. Arsenal, Tottenham, Manchester United e Chelsea osservano da vicino il 25enne senegalese, autore finora di 4 gol in campionato e in grado di agire su entrambe le fasce o centralmente. Ndiaye ha mostrato ambizione senza tradire la propria squadra: “Se grandi club mi cercano significa che sto lavorando bene, ma io sono concentrato sull’Everton e voglio aiutare la squadra a centrare l’Europa”. Il suo contratto, firmato meno di un anno fa fino al 2027, mette il club in una posizione forte nella trattativa, chiedendo una cifra tra 65 e 75 milioni di euro. Intanto cambia guida tecnica al Watford, con l’arrivo di Ed Still, allenatore belga di 35 anni che sostituisce Javi Gracia e guiderà gli Hornets per due anni e mezzo nel campionato di Championship dove la squadra è 11ª a pochi punti dalla zona playoff. Tra i rinforzi dei Watford anche il centrocampista italiano Edoardo Bove, recentemente passato in prestito nel club inglese.

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Mandorlini: "Inter top, ma niente è deciso. Da Verona a Napoli cambia"

L’Inter si conferma una squadra di altissimo livello, capace di dominare la scena in questa prima parte di stagione, ma il monito arriva da un’esperto che conosce bene l’ambiente nerazzurro e il calcio italiano. Andrea Mandorlini, ex giocatore e allenatore dell’Inter, ha rilasciato una interessante intervista a Radio TuttoNapoli, parlando del momento dell’Inter e del Napoli di Antonio Conte.

“L’Inter oggi appare fortissima, ma bisogna restare con i piedi per terra”, sottolinea Mandorlini, ricordando che la stagione è ancora lunga e piena di insidie. Il tecnico, che ha legato la sua carriera anche al Verona, ha poi rivolto l’attenzione a un giovane talento proprio del Napoli: “Il giocatore Giovane ha fame, ha voglia di affermarsi. Passare da Verona a Napoli significa cambiare completamente scenario, tra obiettivi, pressioni e aspettative. Detto questo, è un profilo che mi piace molto: l’ho visto a Verona e ha mostrato qualità importanti come la velocità e caratteristiche molto interessanti. L’ambiente napoletano si aspetta tanto da lui e dovrà farsi trovare pronto. Antonio Conte lo ha davanti tutti i giorni e conosce bene cosa può offrire. Sono convinto che sia stato un acquisto molto buono per il Napoli”.

Il Napoli di Conte, attuale protagonista della Serie A, sta vivendo un momento cruciale per consolidare il proprio progetto. Mandorlini ha anche parlato dell’assenza di Scott McTominay, giocatore che ha recentemente lasciato un’impronta significativa nel centrocampo partenopeo: “McTominay vale tantissimo. È un calciatore incredibile: guardandolo in Premier League non avrei mai immaginato che potesse avere un impatto così totale. A Napoli ha dimostrato di essere un centrocampista completo e determinante. L’assenza pesa, ma nel calcio ci sono sempre momenti di difficoltà e rotazioni. Sono certo che tornerà a disposizione e sarà ancora una volta decisivo, come ha sempre dimostrato”.

Non sono mancate poi riflessioni sul futuro dell’Inter, che in questo periodo sta alternando impegni di campionato a quelli europei, un percorso che potrebbe mettere a dura prova le energie della squadra. “L’Inter è una squadra fortissima e sta facendo un cammino impressionante, ma il calendario è lungo e ricco di sfide. Oltre alla Serie A ci sono i match di Champions League e le sfide ravvicinate possono incidere. Finora gli infortuni sono stati pochi, un fattore che incide in modo rilevante, ma il calcio insegna che nulla è scontato. Mancano tanti mesi e ogni cosa può cambiare”, conclude Mandorlini.

Con queste parole, Andrea Mandorlini offre uno spaccato lucido sulla battaglia che si sta accendendo tra Inter e Napoli, due protagoniste assolute del campionato di Serie A. Il Napoli di Antonio Conte, con giovani di grande talento e una rosa competitiva, cercherà di confermare la propria crescita mentre l’Inter, solida e ambiziosa, punta a confermarsi al vertice. La stagione, ancora lunga, promette un duello spettacolare tra due squadre destinate a far parlare di sé nelle prossime settimane.

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Como, Fabregas: "Domani sfida molto importante contro Napoli"

Atmosfera carica di attesa in casa Como alla vigilia della sfida di Coppa Italia contro il Napoli. A prendere la parola è stato il tecnico Cesc Fabregas, che attraverso i canali social del club lariano ha presentato l’impegno che attende la sua squadra: “Domani ci attende una partita molto importante. Uno scontro ad eliminazione diretta contro i campioni d’Italia in uno stadio imponente. Scenderemo in campo con la nostra mentalità e mantenendo alta la concentrazione”.

Il confronto tra Como e Napoli si ripropone in questa stagione per la seconda volta, dopo il precedente match di campionato terminato 0-0 allo Stadio Diego Armando Maradona, teatro di una gara combattuta e tatticamente accorta da entrambe le squadre. Il ritorno del confronto tra le due formazioni è atteso, anche se non ancora fissato ufficialmente, per domenica 3 maggio, nel corso della 35ª giornata del campionato di Serie A.

Il Napoli, guidato dall’allenatore Antonio Conte, si presenta dunque come la squadra favorita in questo turno della Coppa Italia, ma il Como cercherà di mettere in difficoltà i campioni d’Italia in carica, sfruttando ogni occasione per passare il turno in una sfida secca che non ammette errori. Una partita da dentro o fuori che promette spettacolo e grande intensità.

La posta in palio è elevata: la vincente di questo confronto accederà alle semifinali della Coppa Italia dove affronterà l’Inter, altra corazzata del calcio italiano e una delle formazioni più attrezzate della competizione. Proprio le semifinali saranno il crocevia decisivo per la corsa verso il titolo nazionale della coppa. Dall’altra parte del tabellone, invece, si attendono gli esiti della sfida tra Bologna e Lazio, prevista per mercoledì 11 febbraio, il cui vincitore affronterà l’Atalanta nella seconda semifinale.

La partita di domani si preannuncia quindi come un appuntamento da non perdere per gli appassionati di calcio e un banco di prova fondamentale per il Como, desideroso di dimostrare la propria crescita e la capacità di competere con i migliori club italiani, in particolare contro un Napoli che punta con decisione a mantenere il controllo sia in campionato sia nelle competizioni nazionali.

Il palcoscenico dello stadio napoletano offrirà dunque un match ricco di emozioni, con la squadra di Conte chiamata a superare una squadra determinata e pronta a dare battaglia fino all’ultimo minuto.

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Prof. Castellacci su Conte e Anguissa: "Non ce l'abbia con medici"

Esclusiva

Il Napoli, reduce da una serie di infortuni che continuano a condizionare la stagione degli azzurri, cerca di fare quadrato e guardare avanti. Nonostante il recupero di Politano in vista della sfida contro il Como e qualche spiraglio di ottimismo per McTominay, l’emergenza infortuni sembra non dare tregua all’ambiente partenopeo. Per fare il punto sulla situazione complessiva e sulle delicate problematiche fisiche che affliggono la squadra, il Professor Enrico Castellacci, Presidente Nazionale dell’Associazione Medici del Calcio Italiani e medico della Nazionale Italiana dal 2004 al 2018, ha concesso un’intervista esclusiva per analizzare la difficile realtà che il Napoli sta affrontando.

“Antonio Conte ha definito questa stagione ‘assurda’ per quanto riguarda gli infortuni al Napoli. Qual è il suo punto di vista?” “Non c’è dubbio che la stagione degli azzurri sia davvero complicata sotto questo punto di vista. Conte ha ragione: la lista degli infortuni è lunga e, senza entrare nei dettagli tecnici interni, le cause possono essere molteplici. Spesso si cerca di attribuire la colpa alle metodologie di preparazione atletica, ma nello staff di Conte lavorano professionisti di primissimo piano. Sono certo che, qualora si siano riscontrati problemi, si siano prontamente messi a tavolino per correggerli. È un aspetto che va sempre analizzato con cautela.”

Il tecnico del Napoli sottolinea spesso il problema delle troppe partite da disputare. Lei come lo commenta? “Conte sa fin dall’inizio di dover affrontare un calendario fitto, e il tema delle tante partite è estremamente serio. Oggi esistono squadre che arrivano a giocarne anche 70 all’anno. Come Presidente Nazionale dell’Associazione Medici del Calcio ho denunciato questa problematica ripetutamente, coinvolgendo la FIGC, l’UEFA e la FIFA. Purtroppo, però, questi enti hanno dimostrato di non voler intervenire, spesso piegandosi agli interessi economici dominanti nel calcio. Il problema di un calendario sovraccarico è noto da tempo, ma non è mai stato realmente affrontato con la necessaria attenzione.”

Conte ha anche lanciato una frecciata all’Associazione Italiana Calciatori. Cosa ne pensa? “Le critiche di Conte nei confronti dei calciatori non mi sembrano rivolte al loro sindacato, che anzi ha condotto una battaglia evidente contro UEFA e FIFA proprio su questo tema. Nessuno può negare che oggi si giochi troppo, indipendentemente dalla squadra. Quando poi succede che un club come il Napoli si porta dietro una serie di infortuni, la rosa si riduce drasticamente e si finisce per sovraccaricare gli stessi giocatori, senza un adeguato recupero. Questo provoca un circolo vizioso, difficilmente spezzabile, dove la mancanza di almeno 3-4 giorni di riposo tra un impegno e l’altro pesa come un macigno.”

Si è parlato anche di un possibile attacco di Conte al proprio staff medico, soprattutto dopo le parole sull’infortunio di Anguissa, un problema alla schiena difficile da risolvere. Come interpreta questa situazione? “Mi sento sempre in dovere di difendere la professionalità dei medici sportivi, molto spesso sottoposti a critiche ingiuste. Quando tutto va bene, il merito non viene quasi mai riconosciuto, mentre alla prima difficoltà si pensa subito a trovare un capro espiatorio. Non credo che Conte - un professionista molto esperto - si lascerebbe andare a contestazioni dirette sul lavoro sanitario svolto dal suo staff. Gestire un calciatore con problemi fisici, soprattutto in momenti delicati della stagione, è estremamente complicato. Anche i medici corrono dei rischi nel valutare i tempi e i modi del recupero: a volte si indovina, altre volte meno.”

Sul fronte McTominay, si è parlato di una riacutizzazione di un’infiammazione tendinea. Il quadro è preoccupante? “Non direi. Non avendo visione diretta degli esami, posso solo ipotizzare che si tratti di una tendinopatia cronica, un’infiammazione persistente che riguarda il tendine dalla zona glutea destra fino agli ischiocrurali. In questi casi, anche un minimo sovraccarico o uno stato di affaticamento possono far ripresentare i sintomi, costringendo il giocatore a fermarsi temporaneamente. Se la squadra dispone di una rosa ampia e ricca di alternative, questo tipo di problemi si può gestire meglio. Altrimenti, si obbliga l’atleta a giocare comunque in situazioni borderline, con i rischi che ne conseguono.”

Per quanto riguarda Gudmundsson, infortunato alla Fiorentina, il referto esclude lesioni capsulo-ligamentose acute alla caviglia sinistra. Come valuta questo tipo di diagnosi? “È certamente un segnale positivo. Nelle distorsioni alla caviglia il problema principale nasce quando si registrano danni importanti ai legamenti o alla capsula articolare. L’assenza di lesioni gravi indica che i tempi di recupero potrebbero non essere troppo lunghi, permettendo al giocatore di tornare in campo con una buona prospettiva.”

La gestione del turnover sembra sempre più indispensabile. Il modello adottato da Chivu è indicativo? “Senza ombra di dubbio. L’aumento delle rose e la possibilità di effettuare più cambi in partita hanno favorito un approccio più ragionato al turnover. Nei casi in cui la rosa è numerosa e i calciatori sono sani, ruotare e preservare i giocatori diventa un arma strategica fondamentale. Ogni allenatore dovrebbe puntare a questo. Detto ciò, va considerato che non tutte le squadre possono far fronte agli infortuni come l’Inter, che fino ad ora è stata più fortunata sotto questo aspetto rispetto al Napoli.”

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Serie A 24ª giornata NEWS : Vardy vs Scamacca, Malen titolare

Probabili formazioni

Serie A, 24ª giornata: i risultati, formazioni e pagelle dai campi. Il punto sulle sfide del fine settimana

HELLAS VERONA-PISA 0-0

Un match combattuto a centrocampo dove l’Hellas Verona, reduce da qualche difficoltà, non è riuscito a sfondare il muro del Pisa. Schierati in campo con il consueto 3-5-2, i padroni di casa hanno provato a spingere in avanti con la coppia Bowie-Orban, ma senza riuscire a infilare la rete avversaria. Il Pisa di Hiljemark ha risposto ordinato, confondendo spesso le idee agli scaligeri e conquistando un punto prezioso in trasferta.

Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Slotsager, Nelsson, Edmundsson; Niasse (25’ st Lirola), Lovric (40’ st Harroui), Al-Musrati, Bernede (1’ st Serdar), Frese (1’ st Bradaric); Bowie, Orban (37’ st Mosquera). All.: Sammarco

Pisa (3-4-1-2): Scuffet; Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov (24’ st Calabresi); Touré, Loyola (30’ st Marin), Aebischer, Angori; Moreo; Stojilkovic (24’ st Meister), Durosinmi (1’ st Leris). All.: Hiljemark

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GENOA-NAPOLI 2-3

Al Ferraris va in scena una gara vibrante, con il Napoli di Antonio Conte che conquista una vittoria di grande valore nonostante l’aggressività del Genoa. I rossoblù passano subito in vantaggio grazie al rigore trasformato da Malinovskiy al 3’, ma gli azzurri rispondono con determinazione e ribaltano il risultato nella ripresa.

Hojlund, protagonista assoluto, segna due gol splendidi, uno su rigore al 50’ st e uno al 20’ del primo tempo, dimostrando tutta la sua freddezza sottoporta. Nel mezzo, la rete di McTominay al 22’ tiene viva la sfida per il Napoli, che si vede rispondere da Colombo a pochi minuti dalla fine (12’ st), prima di chiudere i conti con grinta e organizzazione.

Genoa (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Frendrup, Malinovskyi (29’ st Masini), Ellertsson, Martin (29’ st Messias); Vitinha (44’ st Cornet), Colombo (19’ st Ekuban). All.: De Rossi

Napoli (3-4-2-1): Meret; Buongiorno (14' st Beukema), Rrahmani, Juan Jesus; Gutiérrez, Lobotka, McTominay (1' st Giovane, 32' st Olivera), Spinazzola; Vergara, Elmas; Hojlund. All.: Conte

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FIORENTINA-TORINO 2-2

Una partita ricca di emozioni regala un punto a entrambe le squadre. Il Torino passa in vantaggio con Casadei al 26’, ma la Fiorentina risponde subito nella ripresa con le reti di Solomon (6’) e Kean (12’). Nel finale, però, arriva il pareggio di Maripán al 49’, che fissa il punteggio sul 2-2.

Fiorentina (4-3-2-1): De Gea; Dodo, Comuzzo, Pongracic, Parisi; Mandragora, Fagioli, Brescianini (28' st Fabbian); Solomon (40' st Ranieri), Gudmundsson (3' st Harrison, 28' st Ndour); Kean (40' st Piccoli). All.: Vanoli

Torino (3-5-2): Paleari; Marianucci, Maripán, Coco; Lazaro (24' st Aboukhlal), Casadei, Ilkhan (14' st Anjorin), Gineitis, Obrador (1' st Pedersen); Kulenović (14' st Simeone), Adams (38' st Zapata). All.: Baroni

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BOLOGNA-PARMA 0-1

Decide una rete al 95’ di Ordonez che regala la vittoria al Parma nel posticipo che chiude la domenica di Serie A. Il Bologna, padrone di casa, ha cercato in tutti i modi di sbloccare il match, ma è stato beffato in pieno recupero. Una sconfitta amara per i rossoblù di Italiano, che dovranno riorganizzarsi in vista delle prossime sfide.

Bologna (4-2-3-1): Skorupski; Joao Mario (46' Zortea), Heggem, Lucumi, Lykogiannis (68' Miranda); Freuler, Pobega; Bernardeschi (87' Orsolini), Ferguson, Rowe (87' Cambiaghi); Dallinga (57' Castro). All.: Italiano

Parma (4-3-2-1): Corvi; Delprato, Circati, Troilo; Britschgi, Sorensen (79' Ordonez), Bernabé (86' Carboni), Keita (87' Nicolussi Caviglia), Valeri; Oristanio (54' Strefezza); Pellegrino. All.: Cuesta

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LECCE-UDINESE 2-1

Il Lecce torna alla vittoria con un successo sofferto contro l’Udinese. Avvio esplosivo dei salentini che passano in vantaggio già al 5’ con Gandelman, ma l’Udinese risponde al 26’ con un rigore trasformato da Solet. La gara sembra orientarsi verso il pareggio, ma al 90’ arriva la rete vincente di Banda che regala tre punti fondamentali ai ragazzi di Di Francesco.

Lecce (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Gabriel, Gaspar, Gallo; Ramadani, Coulibaly; Pierotti (68' Banda), Gandelman (92' Siebert), Sottil (78' N'Dri); Cheddira (78' Stulic). All.: Di Francesco

Udinese (3-4-2-1): Okoye; Solet, Kristensen, Bertola; Ehizibue (86' Kabasele), Miller (64' Zaniolo), Karlstrom (92' Buksa), Zemura; Ekkelenkamp (86' Zarraga), Atta; Bayo (64' Gueye). All.: Runjaic

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SASSUOLO-INTER 0-5

L’Inter torna alla grande con una prestazione di forza al Mapei Stadium, travolgendo il Sassuolo con un netto 5-0. Il primo gol di Bisseck al 11’ porta subito in vantaggio i nerazzurri, seguiti da Thuram al 28’. Nella ripresa sale in cattedra Lautaro Martinez, autore della rete del 3-0 al 5’. Poi arrivano le marcature di Akanji (9’) e Luis Henrique (44’) a completare la goleada.

Sassuolo (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig (26’ st Garcia); Thorstvedt, Matic, Kone; Berardi (15’ st Coulibaly), Pinamonti (26’ st Nzola), Lauriente (15’ st Lipani). All.: Grosso

Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni (19’ st Darmian); Luis Henrique, Sucic, Zielinski (19’ st Frattesi), Mkhitaryan (26’ st Diouf), Dimarco; Lautaro (31’ st Esposito), Thuram (31’ st Bonny). All.: Chivu

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JUVENTUS-LAZIO 2-2

Un pareggio combattuto quello tra Juventus e Lazio all’Allianz Stadium. I biancocelesti passano in vantaggio al 47’ pt con Pedro e raddoppiano al 3’ st con Isaksen, ma la Juventus reagisce con McKennie al 14’ st e trova il gol del pareggio al 51’ st con Kalulu, confermando la sua voglia di risalire la classifica in una gara dalle tante emozioni.

Juventus (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Koopmeiners (31' st Kelly), Cabal (1' st Zhegrova); Locatelli (39' st Miretti), Thuram; Cambiaso (31' st Boga), McKennie (39' st Openda), Yildiz; David. All.: Spalletti

Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila (32' st Romagnoli), Provstgaard (39' st Patric), Nuno Tavares; Basic (1' st Dele-Bashiru), Cataldi, Taylor; Isaksen (22' st Cancellieri), Maldini, Pedro (22' st Noslin). All.: Sarri

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ATALANTA-CREMONESE - Appuntamento a lunedì 9 febbraio, ore 18.30

Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Bellanova, Pasalic, Ederson, Bernasconi; Zalewski, De Ketelaere; Scamacca. All.: Palladino

Cremonese (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto; Barbieri, Payero, Thorsby, Maleh, Pezzella; Vardy, Bonazzoli. All.: Nicola

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ROMA-CAGLIARI - Appuntamento a lunedì 9 febbraio, ore 20.45

Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, El Aynaoui, Cristante, Wesley; Soulé, Pellegrini; Malen. All.: Gasperini

Cagliari (3-5-2): Caprile; Zé Pedro, Dossena, Rodriguez; Palestra, Mazzitelli, Gaetano, Adopo, Obert; Esposito, Kilicsoy. All.: Pisacane

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MILAN-COMO - La gara in programma è stata rinviata al 18 febbraio (ore 20.45) a causa delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

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Simeone al Torino: scatta l’obbligo di riscatto dal Napoli

Giovanni Simeone è ufficialmente un giocatore del Torino, senza più alcun asterisco. Dopo il suo ingresso nel secondo tempo della sfida al Franchi contro la Fiorentina, terminata 1-1, l’attaccante argentino è tornato a disposizione del tecnico Marco Baroni, uscendo finalmente da un lungo periodo di stop forzato a causa dell’infortunio. La sua presenza in campo ha infatti fatto scattare automaticamente l’obbligo di riscatto dal Napoli, secondo gli accordi tra i due club.

Come riportato da diverse fonti sportive, il contratto di prestito con opzione d’acquisto prevedeva il trasferimento a titolo definitivo del “Cholito” nel momento in cui Simeone avesse messo piede in campo nel mese di febbraio, ovvero dopo la chiusura del mercato invernale. Ora, quindi, Giovanni Simeone è un giocatore granata a tutti gli effetti, legato al Torino fino al 30 giugno 2028, con un’opzione per un’ulteriore stagione.

Il club granata verserà nelle casse del Napoli una cifra complessiva di 6 milioni di euro più eventuali bonus legati a prestazioni e obiettivi raggiunti. Questo è un investimento importante per Baroni, che ritrova una delle sue punte centrali dopo il trauma contusivo alla gamba sinistra subito da Simeone il 13 gennaio scorso durante la gara di Coppa Italia. Un problema che lo ha tenuto fermo per circa tre settimane, ma che ora sembra definitivamente alle spalle.

Il ritorno in campo di Giovanni Simeone rappresenta un rinforzo prezioso per l’attacco granata, che ora conta sulle sue tre punte di ruolo – Simeone, Che Adams e Duvan Zapata – per cercare di invertire il trend e migliorare le prestazioni offensive della squadra. Nel match con la Fiorentina, ad esempio, è stato proprio Zapata a sfiorare il gol più netto con un’occasione che il portiere avversario De Gea è riuscito a respingere con ottima prontezza.

Il Napoli, così, perde definitivamente l’attaccante argentino, ceduto in prestito con obbligo di riscatto che è scattato automaticamente, segno che il progetto partenopeo di Conte punta su uno schieramento offensivo diverso e con giocatori differenti rispetto a Simeone. Questo passaggio permette al Torino di rafforzare il proprio reparto avanzato in vista della seconda parte della stagione di Serie A, tentando di portare linfa nuova e più efficacia realizzativa.

Con il rientro di Simeone, Baroni potrà dunque contare su un’arma in più per rilanciare il Torino, che nelle scorse settimane aveva faticato a trovare la via del gol nonostante alcuni sforzi e la qualità di giocatori come Zapata e Adams. La firma fino al 2028 testimonia la volontà del club di costruire un progetto a medio-lungo termine, puntando su un attaccante giovane, atletico e con esperienza nel campionato italiano.

Giovanni Simeone potrà ora finalmente concentrarsi a pieno sulla sua nuova avventura granata, sperando di ripagare la fiducia di Baroni e dei tifosi con prestazioni convincenti e gol decisivi. Il Torino si ritrova dunque un volto noto del calcio italiano pronto a battersi per migliorare la classifica e regalare nuove emozioni ai propri sostenitori in questa complicata stagione di Serie A.

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