mercoledì 4 febbraio 2026

Ranocchia: Inter deve lottare su tutti i fronti con questa rosa

Inter soffre ma conquista le semifinali di Coppa Italia: 2-1 al Torino a Monza

L’Inter si qualifica con fatica alle semifinali di Coppa Italia, battendo il Torino per 2-1 in una sfida giocata all’U-Power Stadium di Monza, campo scelto a causa dell'indisponibilità del Meazza per la cerimonia delle Olimpiadi invernali. I nerazzurri, pur soffrendo, riescono a imporsi e confermano il proprio momento positivo in questa competizione, ora arrivate tra le ultime quattro dopo una gara più combattuta del previsto.

Al termine dell’incontro, Andrea Ranocchia, ex difensore nerazzurro e ora opinionista per Sport Mediaset, ha analizzato così il successo dell’Inter: “Questa competizione è molto importante perché permette di dare minuti a chi gioca meno, oltre che di puntare ad alzare un trofeo e conquistare l’accesso alla Supercoppa Italiana. Per una rosa ampia e di qualità come quella dell’Inter, è fondamentale gestire bene il gruppo e proseguire su tutti i fronti. L’obiettivo è stato centrato, non era affatto semplice.”

Ranocchia ha quindi evidenziato la coesione del gruppo: “Il gruppo è sano, si vede anche nei comportamenti fuori dal campo, con i giocatori non titolari che festeggiano i successi dei compagni. Negli anni scorsi sono stati determinanti i valori di giocatori come Lautaro Martínez, Barella, Dimarco e Bastoni, che hanno contribuito a creare un ambiente positivo. I nuovi arrivati si sono subito inseriti bene, cogliendo la filosofia del club. In una squadra dell’importanza dell’Inter è giustissimo che ci sia concorrenza”.

Ora per l’Inter si apre la sfida in semifinale, dove affronterà la vincente del quarto di finale tra Napoli e Como, in programma martedì 10 febbraio alle 21:00 allo stadio Diego Armando Maradona. Una gara che promette spettacolo vista la qualità delle due squadre e l’importanza del pass per la finale di Coppa Italia.

Il Napoli, allenato da Antonio Conte, non può permettersi passi falsi contro il Como per proseguire la sua corsa nella manifestazione, ambita da entrambe le squadre. L’Inter attende consapevole che si giocherà probabilmente un derby del sud contro gli azzurri, un’occasione per confermare le ambizioni stagionali e inseguire trofei che possano tenere alta la motivazione in campionato.

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Ex preparatore Napoli su infortuni: "Con Benitez giocavamo tanto"

Napoli e fisicità: il commento di Corrado Saccone

Intervenuto ai microfoni di Radio Napoli Centrale, Corrado Saccone, ex preparatore atletico del Napoli, ha analizzato con grande competenza la difficile situazione fisica che sta attraversando il Napoli di Antonio Conte. La squadra partenopea, pur navigando tra alti e bassi, sembra costantemente alle prese con numerosi infortuni che ne condizionano il rendimento settimanale.

Secondo Saccone, non esiste una sola causa scatenante: “Non c'è una causa principale. Sì, si gioca tanto, ma squadre come Bayern Monaco o Manchester City non registrano tutte queste problematiche fisiche. Si tratta di una sommatoria di fattori concomitanti. Probabilmente c’è stata qualche proposta di allenamento o una metodologia che non è stata assimilata al meglio dai giocatori, generando uno stress psicofisico importante”.

Il discorso si allarga poi alla gestione degli impegni della stagione: “Non è semplice chiedere di ridurre le partite - evidenzia Saccone - considerando i diritti televisivi e gli altissimi ingaggi, come nel caso di un tecnico che guadagna 8,5 milioni di euro all’anno. Oggi, grazie ai sistemi Gps e alle valutazioni satellitari, il monitoraggio degli atleti è molto più preciso rispetto al passato. Con Benitez, quando ero in squadra, si giocava spesso ogni tre giorni, ma non abbiamo mai avuto un numero così elevato di infortuni. La chiave è lavorare con attenzione sul recupero e valutare con rigore la proposta di allenamento”.

Saccone entra poi nel dettaglio anche delle dinamiche legate agli infortuni in campo, soffermandosi sul recente caso del capitano del Napoli, Giovanni Di Lorenzo, che ha subito un’operazione al piede: “Certe regole di gioco imposte, come quella che costringe i calciatori a mantenere le braccia dietro al corpo nei salti, per me sono assurde e rischiose. Saltare con le braccia aperte riduce le probabilità di infortunio, ma non è una regola fissa che saltare con le braccia chiuse porti necessariamente a infortuni. Questo obbligo può però diventare un fattore di rischio ulteriore”.

Infine, Saccone ha approfondito anche il percorso di recupero di Lorenzo Insigne, chiamato a ritrovare forma e continuità nella nuova avventura con il Pescara in Serie B: “Sicuramente giocare con regolarità aiuta a ritrovare ritmo e condizione agonistica. Lo dimostra il caso di Lukaku, fermo a lungo e ora in fase di rilancio. Il tempo necessario per tornare al top dipenderà molto dalla gestione muscolare del giocatore. Per avere certezze sui tempi di recupero servono pazienza e un attento lavoro quotidiano in allenamento”.

Il Napoli, dunque, guidato da Antonio Conte, dovrà affrontare con attenzione e rigore i prossimi mesi per fronteggiare questa delicata questione legata agli infortuni che rischia di compromettere la corsa in Serie A e in Champions League. La gestione atletica diventa un tema centrale per mantenere competitiva una rosa di qualità e ambizioni elevate.

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Davis dell'Udinese: "Ricordo Lukaku, ma siamo diversi"

Intervista esclusiva ai microfoni di TV12 per Keinan Davis, attaccante dell'Udinese, che ha affrontato numerosi temi riguardanti sia la sua carriera personale che la stagione della squadra friulana. Un confronto diretto e sincero da parte del centravanti bianconero che non ha evitato di parlare anche dei confronti con grandi nomi della Serie A e del suo recente infortunio.

Uno degli argomenti più caldi è stato il paragone che spesso viene fatto tra Davis e Romelu Lukaku, attuale bomber del Napoli. La domanda, inevitabile, lo vede rispondere con grande lucidità: "Credo che le differenze tra me e Lukaku siano più di quelle che ci accomunano. È per me un onore essere paragonato a un giocatore della sua caratura, ma le nostre caratteristiche sono molto diverse." Un giudizio schietto che mette in luce come Davis voglia costruire la sua strada da protagonista senza farsi ombre ingombranti, pur mostrando rispetto e ammirazione per l’attaccante belga allenato da Antonio Conte.

Il centravanti dell’Udinese ha poi fatto luce sull’infortunio subito nell’ultima partita di campionato, proprio nella sfida vinta contro la Roma che ha dato morale alla squadra. "Fortunatamente non è un infortunio grave, si tratta di una lesione all’adduttore che mi terrà fuori per circa quattro settimane", ha spiegato Davis. Un dettaglio non da poco, che però non cambia le previsioni della sua guarigione: "È un problema diverso rispetto agli infortuni che ho avuto nelle stagioni precedenti: per fortuna non è particolarmente serio e non mi costringerà a uno stop lungo."

Un momento difficile per il centravanti, che non ha nascosto l’aspetto emotivo legato alla pausa forzata: "Le lacrime nel momento dell’infortunio sono uscite per il dolore, ma soprattutto per la delusione di fermarmi proprio quando stavo vivendo il mio momento migliore." Davis ha sottolineato come gli infortuni rappresentino sempre una sfida anche dal punto di vista psicologico: "Non sono mai facili da gestire, soprattutto mentalmente."

Una dichiarazione importante, che dimostra la consapevolezza e la determinazione dell’attaccante bianconero nel voler tornare al più presto in campo per aiutare l’Udinese a consolidare la propria posizione in Serie A. La fiducia nei propri mezzi e la voglia di riscatto saranno fondamentali per Davis in questa fase di recupero.

Per approfondire tutte le dichiarazioni raccolte da TV12, vi invitiamo a cliccare qui e leggere l’intervista completa.

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Rrahmani vicino al rinnovo: McTominay e Anguissa nel mirino Napoli

Con il calciomercato ormai chiuso e la ferma volontà del Napoli di mantenere un bilancio in pareggio, la società partenopea concentra ora le proprie attenzioni sia sulla corsa al titolo di Serie A sia sulle delicate trattative legate ai rinnovi contrattuali dei pezzi pregiati della rosa guidata da Antonio Conte.

Al centro di questi ragionamenti c’è Scott McTominay, vero e proprio pilastro del centrocampo azzurro. Lo scozzese ha un contratto attualmente in vigore fino al 2028, ma la dirigenza partenopea punta a blindarlo con un prolungamento fino al 2030, accompagnato ovviamente da un adeguamento dello stipendio, ritenuto fondamentale per valorizzare la sua importanza all’interno del progetto tecnico.

Situazione simile riguarda anche Franck Anguissa, centrocampista di grande dinamismo e qualità, la cui assenza per infortunio ha fatto sentire la sua mancanza ma che ora è prossimo al rientro in campo. Nonostante il lungo stop, il suo valore tattico e la fiducia dello staff tecnico restano immutati. Il suo contratto scade a giugno 2027: il Napoli vorrebbe estendere ulteriormente la collaborazione di almeno un anno, con la speranza di arrivare a due anni in più. Tuttavia, la trattativa per il rinnovo è ancora in una fase molto preliminare e bisognerà attendere sviluppi.

Un discorso più complesso riguarda invece Stanislav Lobotka. Il regista slovacco è un elemento cardine delle geometrie di Conte e una pedina insostituibile nello schema azzurro. Dal punto di vista del club, è incedibile, ma il giocatore, attraverso il suo agente, ha più volte manifestato il desiderio di esplorare nuove esperienze professionali in futuro. Questo elemento rappresenta l’ostacolo principale per imbastire una trattativa serena e definitiva sul rinnovo. Si preannunciano momenti di riflessione perché il Napoli deve tutelare sia la competitività della squadra che le aspirazioni del calciatore.

Infine, una nota molto positiva arriva dalla situazione contrattuale di Amir Rrahmani. Il difensore kosovaro è diventato ormai una sicurezza nella retroguardia partenopea. La società è infatti da tempo impegnata a definire un accordo con il suo entourage per il prolungamento del contratto fino al 2029, un passo importante per confermare la stabilità e la solidità difensiva che Rrahmani garantisce in campo. Si attende ormai solo la firma per ufficializzare questa estensione.

In definitiva, il Napoli allenato da Antonio Conte non solo pensa a consolidare la propria posizione in classifica, ma getta le basi per costruire un futuro solido e ambizioso, garantendo continuità ai propri leader e programmando il prossimo ciclo con occhi attenti e scelte ponderate. La gestione dei rinnovi rappresenta dunque una parte cruciale di questa fase, perché mantenere intatto l’equilibrio della rosa è fondamentale per inseguire gli obiettivi stagionali e le sfide che attendono il club sulle scene italiane ed europee.

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Offerte rifiutate, Lautaro confermato: l’Inter punta al rinnovo

Il giovane talento nerazzurro Francesco Pio Esposito è al centro delle attenzioni del mercato e del futuro dell’Inter. Nonostante un contratto lungo, valido fino al 30 giugno 2030, e uno stipendio ancora contenuto attorno al milione di euro annuo, per il centravanti classe 2005 è già partita la fase di riflessione per un rinnovo contrattuale da gestire con attenzione ma in tempi non troppo dilatati.

La società milanese ha dimostrato in questa stagione grande fiducia nel giovane attaccante proveniente dalle giovanili azzurre. Il tecnico Antonio Conte lo ha confermato stabilmente in rosa, portandolo anche con sé al Mondiale per Club, dove Pio ha potuto raccogliere esperienza internazionale di primo livello. La dirigenza, guidata da Marotta, Ausilio e Baccin, ha respinto senza esitazioni offerte importanti durante l’estate: su tutte quella di Aurelio De Laurentiis, che aveva formulato una proposta da 45 milioni di euro, e quella dell’Atalanta, disposta a trattare solo in caso di uno scambio con Lookman. Offerte così prestigiose sono la dimostrazione del valore crescente del giocatore, apprezzato oltremanica da diversi club di Premier League, nonostante per ora l’Inter abbia mantenuto una linea ferma nel blindare il proprio giovane gioiello.

In Serie A, Pio Esposito sta vivendo una fase molto positiva. La sua intesa con Lautaro Martinez sta diventando una certezza, con i due protagonisti titolari negli ultimi tre match di campionato. Nel 2026, il tandem offensivo più utilizzato da Conte è proprio quello formato da Esposito e Martinez, indice della fiducia assoluta da parte del tecnico nerazzurro verso il giovane attaccante.

Dal punto di vista economico, con la recente cessione di Tomas Palacios, Esposito è diventato il secondo giocatore meno pagato della rosa di Conte, superando solo il terzo portiere Di Gennaro. La società è ben consapevole che il valore del ragazzo non si misura solo con gli ingaggi attuali, considerata anche la sua crescita costante e il peso della sua esperienza nel settore giovanile nerazzurro. Il club non si sente quindi obbligato a seguire la consuetudine del mercato secondo cui lo stipendio dovrebbe rappresentare circa il 10% del valore di mercato di un calciatore – una cifra che, in questo caso, supererebbe i 5 milioni di euro annui, e che sarebbe fuori dalla portata vista la gerarchia interna della rosa.

Da parte di Esposito non c’è alcuna pressa né eccessive richieste: i rapporti con il club sono ottimi e i tempi per discutere il nuovo accordo possono essere dilatati, ma con la consapevolezza che un rinnovo è inevitabile nel medio termine. L’obiettivo dell’Inter è quello di garantire al proprio talento un salario almeno raddoppiato rispetto all’attuale, una mossa che testimonia la stima e l’interesse per il futuro del centravanti nei piani della società.

In sintesi, il percorso di Francesco Pio Esposito nell’Inter sembra destinato a consolidarsi ulteriormente nei prossimi anni, tra fiducia incondizionata della società, la crescita come punto fermo nel reparto offensivo di Antonio Conte, e l’interesse delle grandi piazze europee. L’accordo per il rinnovo è una questione di tempo: un passo obbligato per una giovane promessa chiamata a diventare una colonna del presente e del futuro nerazzurro.

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Serie A, Juventus club più indebitato: Napoli in vantaggio negli utili

Un'analisi approfondita e preoccupante emerge dai dati economici ufficiali delle squadre di Serie A al 30 giugno 2025, raccolti e illustrati dal portale specializzato Calcio e Finanza. L’indebitamento lordo aggregato delle 20 società di vertice del calcio italiano raggiunge cifre che destano seria attenzione: si parla infatti di 4,89 miliardi di euro, un dato in crescita rispetto ai 4,72 miliardi registrati nella stagione 2023/24, rappresentando il livello più alto degli ultimi cinque anni. Sebbene il trend non tocchi i picchi critici del periodo Covid, è un segnale chiaro della perdurante fragilità finanziaria del sistema calcistico nazionale.

Il quadro generale della Serie A continua quindi a mostrare criticità di sostenibilità. Guardando al rapporto tra debiti totali e ricavi complessivi, si supera di molto il 100%, attestandosi al 121%. I ricavi del campionato ammontano infatti a 4,04 miliardi, a fronte di un indebitamento che sovrasta tale valore, dimostrando ancora una volta una spiccata esposizione rispetto alla capacità di generazione di fatturato. Alcune realtà in particolare, come Genoa, Como, Roma e Parma, evidenziano un indebitamento lordo addirittura superiore al doppio dei ricavi conseguiti, una condizione che mette in serio rischio la loro tenuta economica nel medio-lungo termine.

Entrando nel dettaglio delle singole società, la classifica dell’indebitamento lordo vede al primo posto la Juventus con oltre 740 milioni di euro di debiti, un aumento netto rispetto ai 638,9 milioni di un anno fa. Alle sue spalle ci sono l’Inter, con un passivo di circa 660 milioni, e la Roma, che si attesta a 611 milioni. Il Milan registra una posizione più contenuta ma comunque preoccupante, con 391 milioni di euro di debiti, mentre altri grandi club come Lazio e Napoli navigano attorno ai 300 milioni. Nel ranking seguono squadre come Genoa, Atalanta e Bologna, mentre Venezia e Lecce appaiono tra le realtà con livelli più bassi di indebitamento complessivo.

Per una lettura più precisa della situazione finanziaria delle società, è importante fare riferimento ai debiti finanziari netti, ovvero il valore dei debiti finanziari al netto della liquidità disponibile. Questa chiave di lettura restituisce un quadro meno allarmante. Anche in questa graduatoria la Juventus mantiene la leadership con un’esposizione netta di 302,8 milioni, seguita dall’Inter a 248,4 milioni. Roma e Milan si collocano rispettivamente a 153,4 e 108,1 milioni di debito netto. Tra i club meno esposti, spiccano Atalanta, Torino e Udinese, che mantengono posizioni finanziarie più contenute e più sostenibili.

Un dato particolarmente interessante riguarda il Napoli, guidato dall’allenatore Antonio Conte, che rappresenta un vero e proprio paradosso nel panorama della Serie A. La squadra campana, allenata dalla nuova guida tecnica, vanta infatti un attivo finanziario netto di ben 137 milioni di euro, un risultato che conferma una solidità economica rara nel calcio italiano odierno. Ciò è possibile grazie a una liquidità nettamente superiore ai debiti accumulati, aspetto che ha influenzato anche le strategie di mercato del club azzurro, noto per aver operato nel recente calciomercato con un saldo quasi a zero. L’efficace gestione finanziaria del Napoli si riflette quindi in una posizione di forza rispetto a molte altre società che invece lottano con debiti insostenibili.

In conclusione, i dati economici ufficiali delle società di Serie A delineano un sistema ancora fragile e fortemente indebitato, in cui pochi club riescono davvero a compensare i debiti con una adeguata liquidità e solidità finanziaria. La lotta per la sostenibilità economica rimane una sfida importante per il nostro campionato e per le società chiamate a bilanciare spese, ricavi e investimenti per garantire il futuro del calcio italiano.

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Juventus: Osimhen resta il grande obiettivo anche domani

La Juventus guarda già oltre il mercato di gennaio, concentrandosi sul futuro e sulle mosse in vista della prossima stagione. A marzo tornerà a disposizione Dusan Vlahovic, centravanti serbo che riprenderà il suo posto in squadra sotto la guida di Antonio Conte. Tuttavia, il rinnovo del contratto per l’attaccante appare un’ipotesi poco probabile: le strade tra il classe 1999 e la Juventus sembrano destinate a divergere nel breve termine.

Nel frattempo, tra i dirigenti bianconeri torna di moda un nome che ha conquistato le attenzioni in vista della finestra estiva di calciomercato: Victor Osimhen, punta del Galatasaray. Secondo fonti vicine alla società, il centravanti nigeriano rappresenta un obiettivo concreto per la Juventus, condiviso anche dal tecnico Antonio Conte, che conosce bene l’attaccante per il percorso intrapreso insieme a Napoli.

Osimhen, attualmente uno degli avversari più temuti in vista dei playoff di Champions League di febbraio, potrebbe trasformarsi in un prezioso rinforzo per la Juventus nei mesi a venire. Il suo potenziale è riconosciuto a livello internazionale, e la sua capacità di incidere nelle partite chiave lo rende un nome caldo per la Continassa.

Tuttavia, l’operazione non è semplice. Come evidenziato dalle ultime indiscrezioni, due condizioni appaiono imprescindibili per avvicinare la trattativa a un possibile accordo. La prima riguarda l’aspetto contrattuale: Osimhen percepisce oggi uno stipendio altissimo in Turchia, circa 16 milioni di euro netti a stagione, una cifra considerevole per le casse juventine. Una riduzione dell’ingaggio da parte del giocatore sarebbe dunque fondamentale per rendere il trasferimento sostenibile.

La seconda condizione, strettamente legata alla strategia sportiva della Juventus, è la conferma di Antonio Conte alla guida tecnica della squadra. Il rapporto consolidato tra il tecnico salentino e Osimhen, sviluppato soprattutto ai tempi del Napoli con la conquista dello scudetto, rappresenta un elemento chiave: il feeling personale potrebbe essere decisivo per convincere il giocatore a sposare il progetto bianconero. Senza l’allenatore, la trattativa si complicherebbe notevolmente.

Per la Juventus, quindi, il futuro del reparto offensivo sembra destinato a un’evoluzione che potrebbe passare proprio da Osimhen. Una scelta di grande impatto, che testimonia l’ambizione del club di tornare ai vertici del campionato e della scena europea. Nel frattempo, il presente vede Vlahovic pronto a dare tutto per la maglia bianconera, ma la strada verso un rinnovo appare già in salita.

Con Antonio Conte al comando, la Juventus sembra determinata a costruire un attacco di livello internazionale, capace di competere ai massimi livelli e di regalare ai tifosi nuove emozioni. La sfida nel mercato estivo sarà di quelle importanti, con Victor Osimhen sempre sotto i riflettori come possibile protagonista della rinascita juventina.

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