giovedì 16 aprile 2026

Lavezzi svela: “Depressione e ansia, il buio e il dolore”

Ezequiel Lavezzi, l’ex attaccante del Napoli, si è raccontato in un’intervista esclusiva al Corriere della Sera, svelando un periodo estremamente difficile vissuto nella seconda metà del 2023. Un momento di forte crisi personale, tra depressione e ansia, che lo ha portato a toccare il fondo. Parole intense e sincere, che restituiscono il volto umano di un campione abituato a brillare sul campo, ma anche fragile nella vita privata.

"Ho attraversato un periodo complicato, ma oggi sto bene", ha raccontato Lavezzi, conosciuto come il Pocho e ben voluto dai tifosi partenopei. "È stato un malessere profondo, un’oscurità che mi avvolgeva. Mi facevo del male, non soltanto a me stesso, ma anche a chi mi stava vicino. Alternavo momenti di depressione a vere e proprie crisi di ansia. Non ero mai lucido, la mia mente era affollata di pensieri negativi".

L’ex talento argentino, che con la maglia azzurra ha regalato gol e emozioni nella Serie A, ha anche parlato delle voci e delle indiscrezioni che circolavano attorno a lui in quel periodo: "Quei pettegolezzi mi hanno ferito, ma erano cose fuori dal mio controllo. Solo io conoscevo veramente ciò che stavo vivendo. Quando sei così giù, è difficile accettare la realtà che ti circonda, io non riuscivo più a riconoscermi".

Il sostegno di chi gli è vicino è stato fondamentale per il suo percorso di recupero. "Grazie a mia moglie e alla mia famiglia sono riuscito a chiedere aiuto. Mi sono rivolto a psicologi e specialisti in una clinica, un cammino che purtroppo non è ancora terminato. A chi soffre come me dico: non abbiate paura di chiedere aiuto, è il primo passo per guarire".

Nonostante la sofferenza, Lavezzi oggi guarda a quel periodo con un senso di orgoglio e di maturità. "Sono orgoglioso di aver accettato e affrontato le mie fragilità. Questa esperienza mi ha trasformato, sono diventato un uomo più consapevole e maturo. A volte, per capire la luce bisogna aver attraversato il buio", ha concluso con una riflessione che parla a chiunque abbia vissuto un momento di crisi.

La storia di Lavezzi rilancia anche un messaggio importante all’interno del contesto sportivo, dove il benessere mentale degli atleti è un tema sempre più al centro dell’attenzione. L’ex attaccante ricorda come, dietro la prestazione e i riflettori, ci siano storie di difficoltà e fragilità umane che meritano ascolto e rispetto.

In un momento in cui il Napoli sotto la guida di Antonio Conte punta a consolidare il proprio ruolo nella Serie A, la testimonianza di Lavezzi aggiunge un tassello di umanità e sensibilità a un sport spesso percepito solo per la sua competitività. Un richiamo per l’intero mondo del calcio a prendersi cura non solo del corpo, ma anche della mente.

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Allegri-Furlani in tensione: Milan valuta cambio DS con D’Amico

È ormai ufficialmente partito il grande risiko di mercato e panchine che si scatenerà nell’estate 2024 in vista della prossima stagione calcistica. L’edizione odierna de Il Giornale mette sotto la lente di ingrandimento un intreccio di scelte e strategie che riguarderà non solo allenatori e dirigenti di club, ma anche la nazionale italiana, impegnata nella delicata ricerca del successore di Gennaro Gattuso come commissario tecnico, oltre alla necessità di rinnovare alcune figure chiave nella FIGC per rilanciare il sistema calcio nel nostro Paese.

Al centro di questo intricato scenario ci sono principalmente due nomi di primissimo piano per la panchina azzurra: Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Entrambi sono attualmente impegnati in squadre di vertice della Serie A — Conte guida il Napoli, Allegri il Milan — ma il loro futuro è tutt'altro che definito. Se uno dei due dovesse accettare la chiamata della Nazionale, scaturirebbe un vero e proprio domino sulle panchine dei top club e sulle strategie dirigenziali dei rispettivi fronti.

Il mercato degli allenatori non si limita dunque solo alla successione in nazionale o ai futuri movimenti dei club: è la spina dorsale di una rivoluzione in atto. Se Antonio Conte dovesse lasciare il Napoli per guidare l’Italia, l’ambiente partenopeo inizia a sognare il ritorno di Maurizio Sarri, artefice del primo storico scudetto azzurro nel 2023. Tuttavia la dirigenza del Napoli sta valutando con grande attenzione anche altre piste, tra cui spiccano i nomi di Enzo Maresca e Vincenzo Italiano, oltre a uno scenario forse sorprendente, cioè il possibile ritorno di Massimiliano Allegri in Campania.

Sul fronte milanista, la situazione di Allegri si fa sempre più delicata. Il rapporto con Giorgio Furlani, CEO rossonero e unico dirigente con potere di firma, appare sensibilmente incrinato. Nella finestra di mercato di gennaio, le richieste dell’allenatore sono state pressoché ignorate, alimentando malumori e dubbi sulle prospettive future. Allegri chiede maggiore autonomia decisionale per restare sulla panchina del Milan; in caso contrario, non esclude di guardarsi intorno per nuove opportunità.

Proprio in quest’ottica, la dirigenza rossonera sta valutando alternative per la guida tecnica, con l’attenzione puntata soprattutto su Vincenzo Italiano e Raffaele Palladino, con particolare interesse verso Italiano come possibile erede di Allegri in caso di separazione. Questo sondaggio testimonia la dinamicità del mercato e la necessità per il Milan di programmare con anticipo uno scenario di cambiamento.

Infine, il quadro milanista potrebbe ulteriormente mutare se dovesse prevalere la cosiddetta “linea Furlani” in modo totale all’interno del management rossonero. In questo caso, cambierebbe anche il ruolo di direttore sportivo, oggi affidato a Igli Tare. Il candidato principale per la sua sostituzione sarebbe Tony D’Amico, attualmente al lavoro all’Atalanta e molto apprezzato per la sua capacità di costruzione di squadre competitive. Lo stesso D’Amico è seguito con interesse anche dalla Roma, dove potrebbe ritrovare Gian Piero Gasperini, nel caso dovesse lasciare il posto a Mauro Baldissoni o altro dirigente non più confermato.

Tra le altre ipotesi per il ruolo di direttore sportivo nel grande scacchiere delle panchine e dirigenze, c’è anche quella che riguarda Cristiano Giuntoli, attuale dirigente del Napoli, anch’egli nella lista dei papabili in caso di future rotazioni. Parallelamente, Claudio Ranieri — senior advisor del club azzurro — potrebbe lasciare Napoli per approdare proprio alla FIGC, nel tentativo di dare stabilità e competenze al massimo organismo calcistico italiano in un momento di grande trasformazione.

In sintesi, l’estate 2024 si preannuncia come un crocevia cruciale per la Serie A, con la squadra azzurra del Napoli, il Milan e la nazionale italiana al centro di un turbine di proposte, voci e decisioni che potrebbero cambiare radicalmente il volto del calcio italiano nei prossimi anni.

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Lavezzi: "Prima del Napoli vicino all'Atalanta, dissi no alle big"

Una testimonianza intensa e sincera quella di Ezequiel Lavezzi, l’ex attaccante del Napoli e della Argentina, che si è raccontato senza filtri ai microfoni del Corriere della Sera. Poche parole, ma piene di emozione e riflessione, in cui il “Pocho” ripercorre un 2023 molto difficile sotto il profilo personale e psicologico, un anno in cui depressione e ansia hanno rischiato di sopraffarlo. "Ho avuto un profondo malessere, ho conosciuto l’oscurità. Mi ha salvato la nascita del mio secondo figlio Vittorio", ha confessato con il cuore in mano.

Una lotta interiore dura, fatta di "pensieri negativi continui", che si è aggravata anche a causa delle voci di corridoio attorno alla sua persona. Lavezzi rivela come quella situazione lo abbia ferito profondamente, ma fuori dal suo controllo: "Ho toccato il fondo, ma sono risalito grazie a mia moglie, alla mia famiglia e agli psicologi che mi hanno seguito. Ora dico a chi soffre: chiedete aiuto, non siete soli".

Con la consapevolezza che viene dall’esperienza, l’ex stella azzurra ha anche ripercorso il suo rapporto con il calcio, un amore che rimane intatto ma che non sente più come una necessità: "Il pallone sarà sempre il mio migliore amico, ma il calcio non mi manca. Mi sono ritirato presto, a 34 anni, perché ero stanco e sentivo che era arrivato il momento di smettere. Volevo farlo quando ero ancora ad alti livelli, per rispetto verso il calcio".

Lavezzi non nasconde come il calcio rappresentasse per lui molto più di uno sport, soprattutto in un contesto difficile come quello del suo quartiere d’origine in Argentina. "Il pallone mi ha salvato; lì si spacciava, si girava armati. Senza il calcio non so come sarebbe andata. Paradossalmente, tra i 13 e i 15 anni pensavo di smettere e fare l’elettricista", confessa.

Infine, l’ex attaccante ripercorre con passione gli anni vissuti al Napoli, dal 2007 al 2012, anni che hanno segnato indelebilmente la sua carriera e il suo legame con la città: "La prima squadra a volermi fu l’Atalanta, che era anche disposta a pagarmi quanto chiedevo. Poi arrivò il Napoli e rinunciai anche a dei soldi per andarci. Per noi argentini Napoli è la città di Maradona, non potevo rifiutare".

In quegli anni al San Paolo, Lavezzi fu travolto dall'affetto dei tifosi e dalla passione che solo la città partenopea sa regalare. "Riuscimmo a portare il Napoli in Champions League, era quasi una follia al tempo. Fui cercato da tutte le grandi squadre, ma per me in Italia esisteva solo il Napoli". Un legame, dunque, che va oltre il calcio e che ancora oggi lo rende orgoglioso di quei momenti.

Il passato glorioso nel Napoli, oggi guidato da Antonio Conte, si lega dunque a un presente di rinascita per Lavezzi. Dopo anni difficili, la stella argentina ha ritrovato nuova forza grazie soprattutto alla famiglia e alla volontà di non arrendersi mai, insegnamento prezioso che condivide con chi sta vivendo una situazione simile.

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Milik si ferma ancora: addio Juventus a fine stagione

Arkadiusz Milik si ferma ancora e chiude la stagione: il centravanti polacco, reduce da un lungo calvario fisico, non sarà più a disposizione della Juventus per il prosieguo del campionato. L’ex attaccante del Napoli ha infatti collezionato appena due spezzoni di partita in Serie A con la maglia bianconera, per un totale di soli 34 minuti disputati. Un dato emblematico, specialmente considerando che Milik ha passato praticamente l’intera scorsa annata fermo ai box a causa di problemi muscolari.

Si conferma dunque una stagione travagliata e segnata dagli infortuni, con cui il polacco fatica a trovare continuità e continuità di rendimento. La situazione, come riportato oggi da Tuttosport, appare senza margini di recupero per Milik prima della fine del campionato. La prossima visita di controllo medico, prevista alla Continassa, non avverrà prima di dieci giorni, escludendo quindi un possibile ritorno in campo nell’immediato futuro.

Un lungo calvario fisico ha pesato sul rendimento di Milik negli ultimi dieci anni, condizionando pesantemente la sua carriera professionistica. Oggi in casa Juventus la situazione appare chiara: dal punto di vista mentale la società ha già voltato pagina, riconoscendo che il legame con il giocatore è arrivato al capolinea.

Secondo il quotidiano torinese, le parti hanno deciso di porre fine anticipatamente al contratto che lega Milik alla Juventus sino al 30 giugno 2027, ormai destinato a essere sciolto al termine della stagione in corso. Un passo inevitabile di fronte a una condizione fisica che non permette al giocatore di incidere né in questa stagione né presumibilmente in quelle a venire con i bianconeri.

Il percorso di Milik è stato da sempre segnato da problemi muscolari e infortuni, fin dal suo periodo al Napoli, dove aveva dimostrato notevoli qualità in attacco prima che le sfortune fisiche ne limitassero drammaticamente il potenziale. Ora il centravanti polacco si trova davanti a una nuova sfida: riuscire a ritrovare forma e continuità in un’altra realtà, una sfida non semplice in un momento così delicato della sua carriera.

Intanto il Napoli, guidato da Antonio Conte, prosegue la sua stagione puntando con determinazione a obiettivi ambiziosi, mentre Milik chiude una pagina importante della propria esperienza in Serie A. La Juventus è già proiettata verso il futuro, con la volontà di rinnovare la propria rosa e mettere alle spalle quanto successo in questi ultimi anni.

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mercoledì 15 aprile 2026

Milan, tanti soldi spesi ma anche tanti punti persi in Serie A

Il Milan vive un momento di difficoltà in classifica, complici le due recenti sconfitte consecutive subite contro Napoli e Udinese, risultati che hanno messo a rischio la solidità dei rossoneri nella corsa alla qualificazione per la prossima Champions League. Dopo mesi di sogni e speranze di poter contendersi fino alla fine lo Scudetto, ora la squadra guidata da Rafael Leao e compagni deve rimboccarsi le maniche e difendere con le unghie la propria posizione, sotto la pressione delle avversarie che inseguono a pochi punti.

Il distacco dalla vetta e la consuetudine amara Come ormai accade da diversi anni, il Milan torna ad osservare dall’alto le sue dirette rivali festeggiare il titolo o avvicinarsi alla vittoria. È un dato che emerge con chiarezza se si analizzano i numeri dal 2019-20 ad oggi: in sette stagioni il Milan ha raccolto complessivamente 99 punti contro le squadre che hanno vinto lo scudetto o stanno per alzare il trofeo, e 80 di questi punti provengono dalle partite contro l’Inter, la storica rivale cittadina. Numeri che testimoniano quanto spesso i rossoneri siano stati distanziati nettamente da chi primeggia in Serie A, a fronte di investimenti importanti sul mercato e una rosa ricca di talento.

Da segnalare che l’alternanza tra momenti di entusiasmo e crisi sembra una costante da quando il club è sotto la gestione americana di Gerry Cardinale. L’unico titolo conquistato in questo arco di tempo è la Supercoppa Italiana, che ha rappresentato un titolo importante ma isolato rispetto alle ambizioni di una società che non ha mai badato a spese.

Spese ingenti ma risultati insufficienti Nel quinquennio appena trascorso, il Milan ha investito più di 500 milioni di euro nel mercato dei calciatori: 62 milioni nella stagione 2022/23, 132 milioni nel 2023/24, 139 milioni nel 2024/25 e ben 170 milioni nell’annata in corso, il 2025/26. Queste cifre si accompagnano a un’intensa attività in uscita, con una campagna cessioni che ha portato all’incasso complessivo di circa 315 milioni di euro. Tra i giocatori sacrificati ci sono stati anche nomi di rilievo come Tonali, Theo Hernandez e Reijnders, elementi chiave nel recente passato dello scacchiere rossonero.

Nonostante l’ingente esborso economico e la notevole rotazione in rosa, il Milan non è riuscito a compiere scelte tecniche e strategiche vincenti, e questa difficoltà si riflette sul campo, dove i risultati non sono all’altezza delle aspettative di una società ambiziosa e di una tifoseria affamata di successi.

Il confronto è inevitabilmente segnato anche dalla attuale forza del Napoli, guidato da Antonio Conte, che si conferma una corazzata solida e concreta in campionato. Proprio la recente sconfitta con gli azzurri dimostra le difficoltà milaniste nel confronto diretto con squadre di vertice, un tema che continuerà a essere centrale nelle prossime settimane nella lotta per le prime posizioni della Serie A.

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Giannini: Chivu colpito, Napoli con troppe assenze, Milan ok

Intervista esclusiva

Nel corso di un’intervista rilasciata questa sera, Giuseppe Giannini ha analizzato con grande attenzione i principali temi del campionato di Serie A, soffermandosi su Inter, Napoli e Milan, protagoniste di una stagione appassionante e ricca di spunti.

Inter, verso il 21° scudetto: la gestione di Chivu Giannini non nasconde la propria ammirazione per il lavoro svolto da Cristian Chivu, alla sua prima esperienza da allenatore in Serie A e fresco protagonista della vittoria della 21ª stella nerazzurra. "Mi ha colpito la saggezza di Chivu – ha spiegato l’ex centrocampista –. Al suo primo anno sulla panchina dell’Inter ha dimostrato di saper gestire grandi campioni, tirando fuori tutta la sua esperienza da calciatore. La sua carriera parla per lui: essere stato un giocatore di livello internazionale aiuta tanto. Mi sembra molto pacato e lucido anche nelle dichiarazioni ufficiali, segno di un equilibrio importante. A prescindere dalla forza della squadra, è stato sempre bravo a mantenere alta la concentrazione e a trasmettere serenità.”

Il Napoli, gli stop di formazione e il duello sfumato Interpellato sulla stagione del Napoli, allenato da Antonio Conte, Giannini indica chiaramente l’elemento che ha influito maggiormente nel loro mancato inseguimento allo scudetto: “Al Napoli sono mancate continuità e disponibilità in rosa: troppe assenze, diversi giocatori importanti fuori dal campo e questo ha inevitabilmente inciso sul rendimento complessivo. Se avessero potuto schierare con continuità la miglior formazione, credo che avrebbe potuto disputare un bel duello per il titolo fino all’ultimo, rendendo il campionato ancora più competitivo.” L'ex giocatore sottolinea come la forza e la qualità del Napoli rimangano indiscusse, ma che l’imprevisto delle assenze ha rappresentato un limite difficile da superare.

Milan, tra potenzialità e limiti Riguardo al Milan di Massimiliano Allegri, Giannini offre un giudizio netto: “Secondo me, la squadra non poteva fare molto di più. La forza del Milan è questa: una rosa che comunque mette in campo una buona organizzazione, ma soffre davanti. In termini di brillantezza e fluidità di gioco, non si è mai vista una chiara dimostrazione di idee chiare in campo rispetto ad altre annate.” Una considerazione che mette in evidenza le difficoltà di un Milan brillante a tratti ma incapace di mantenere una continuità di gioco e risultati al livello delle sue ambizioni.

Giuseppe Giannini, con la sua esperienza e il suo punto di vista da veterano del calcio italiano, offre così una fotografia nitida di un campionato di Serie A in evoluzione, dove emergono talenti in panchina come Chivu, ma anche fragilità che possono pesare nella corsa verso il tricolore. Il confronto tra le grandi del torneo, Inter, Napoli e Milan, rimane aperto a nuovi sviluppi, con un occhio vigile anche alle strategie e ai recuperi di Antonio Conte a Napoli, fondamentale per mantenere le ambizioni alte anche il prossimo anno.

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Napoli, Manna punta Zaniolo: primi contatti con l'entourage

Il Napoli guarda già avanti, proiettandosi verso la prossima sessione estiva di calciomercato. Tra i profili attenzionati con grande interesse dagli azzurri c’è Nicolò Zaniolo, centrocampista offensivo classe 1999 che quest’anno sta attirando le attenzioni di diverse società, compresa quella partenopea.

Nonostante il clima di incertezza che grava sull’allenatore del Napoli in seguito alle recenti dichiarazioni del presidente Aurelio De Laurentiis dagli Stati Uniti, il club guidato dal direttore sportivo Giovanni Manna sta già muovendo i primi passi per assicurarsi un talento che potrebbe rivelarsi fondamentale nel progetto tattico di Antonio Conte. Secondo quanto riferito da Kiss Kiss Napoli, Manna avrebbe già preso contatti con l’entourage di Zaniolo, evidenziando un interesse concreto e avviando una fase esplorativa sul possibile trasferimento del fantasista.

La situazione di Zaniolo però è tutt’altro che scontata. Attualmente in forza all’Udinese con la formula del prestito dal Galatasaray, il club friulano sta infatti valutando seriamente l’opzione del riscatto, fissata intorno ai 9 milioni di euro. La società bianconera sembra infatti intenzionata a confermare il giocatore e a costruire attorno a lui un progetto solido per la prossima stagione. Tuttavia, la volontà dell’Udinese potrebbe essere messa in discussione dalla rapida evoluzione del mercato e dall’interesse di squadre di livello superiore, dove il Napoli rappresenta una candidatura di rilievo.

Non è un mistero che Manna segua Zaniolo da tempo: già ai tempi in cui lavorava con la Juventus, il direttore sportivo aveva individuato nel romanista di allora un elemento con ampi margini di crescita. Oggi, con Antonio Conte al comando, il Napoli valuta positivamente un profilo che può integrarsi perfettamente con la filosofia di gioco del tecnico leccese, da sempre estimatore del giocatore. La conferma dell’allenatore sarà quindi un tassello decisivo: in caso di permanenza di Conte, Zaniolo potrebbe rientrare nei piani futuri della società partenopea. Nonostante l’incertezza, il Napoli non vuole farsi cogliere impreparato, anche perché l’interesse intorno al ventitreenne è alto e non mancano concorrenti di primo piano nel campionato italiano.

I numeri stagionali di Nicolò Zaniolo

In questa stagione, Nicolò Zaniolo ha collezionato complessivamente 34 presenze. Durante queste partite è riuscito a firmare 6 reti e a fornire 7 assist; dati che evidenziano il suo valore e la sua capacità di incidere in zona offensiva.

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