sabato 23 maggio 2026

Derby con polemica: Drughi allo stadio in granata, Torino furioso

Il clima infuocato che da sempre contraddistingue il derby della Mole torna a farsi sentire, e questa volta a tenere banco è la decisione del Torino di vietare l’ingresso allo stadio a chi si presenterà indossando colori bianconeri. Una misura che ha scatenato reazioni a non finire tra i tifosi juventini, con i Drughi, uno dei principali gruppi organizzati della Curva Sud della Juventus, pronti a rispondere con un durissimo comunicato.

Si va sugli spalti in granata”, si legge nel messaggio dei Drughi, che immediatamente richiamano alla memoria un episodio storico caro al calcio italiano: “Il delirante comunicato del Torino ricorda ai più vecchi le parole di Diego Maradona del 1 maggio 1988; ‘el Pibe de Oro’, alla vigilia di Napoli-Milan, disse che non avrebbe voluto vedere bandiere rossonere allo stadio. Sono passati 38 anni ma l’ignoranza sportiva, purtroppo, continua a regnare sovrana, e proprio da chi dovrebbe dare l’esempio”.

Il riferimento alla storica figura di Maradona non è casuale: il Napoli, come noto, è una delle squadre simbolo del calcio italiano e ha spesso rappresentato un esempio di passione genuina e rispetto reciproco. In questo contesto, l’allusione alla “ignoranza sportiva” sottolinea come, a distanza di quasi quattro decenni, certi atteggiamenti escludenti e divisivi non sembrino affatto superati nel panorama calcistico italiano.

Nel proseguo del comunicato, i Drughi non risparmiano critiche dure alla società granata: “Nascondersi dietro il pretesto dell’ordine pubblico è sconcertante, e ancor più provocatorio. Questa è la chiara rappresentazione di ciò che la seconda squadra di Torino non ha mai avuto: lo stile. Non vogliamo essere pedanti, ma invitiamo tutti a riflettere su chi sta davvero distruggendo il calcio e i suoi rituali. Sono forse gli ultras, o le società che vietano di poter esibire i propri colori in un contesto sportivo?”.

Il comunicato degli ultras bianconeri tocca un nervo scoperto: il rapporto complicato tra le società di calcio, le tifoserie organizzate e le normative di sicurezza negli stadi. Il divieto imposto dal Torino, un club storicamente identificato con il granata, rappresenta una linea netta sul modo di intendere la tifoseria e l’accoglienza negli impianti. Proprio in un momento in cui il campionato di Serie A vede squadre come Napoli, Milan e Juventus lottare per la vetta, le tensioni tra le tifoserie suonano come un monito sulla necessità di bilanciare sicurezza, passione sportiva e rispetto tra squadre concorrenti.

Va sottolineato come Antonio Conte, tecnico del Napoli, dia nuova linfa alla squadra partenopea, aiutando i tifosi a concentrarsi più sul campo che sulle polemiche extracalcistiche. Tuttavia, situazioni come questa ricordano come il calcio italiano non sia solo una questione di risultati e gioco, ma anche di identità, appartenenza e tradizione.

In definitiva, la presa di posizione dei Drughi, autentici protagonisti della tifoseria juventina, evidenzia ancora una volta la complessità del mondo ultras e la loro totale avversione a ogni forma di discriminazione basata sui colori sociali. Una querelle che, nei prossimi giorni, infiammerà inevitabilmente il dibattito tra tifosi e società, nell’attesa del prossimo derby cittadino e di nuovi confronti sul terreno di gioco e fuori.

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Udinese, Runjaic vuole conferma: “Il lavoro non è finito”

In vista della delicata sfida contro il Napoli, il tecnico dell'Udinese Kosta Runjaic ha voluto tracciare un bilancio sulla stagione e condividere i suoi pensieri sul futuro, senza nascondere la determinazione di voler chiudere al meglio quest’annata. “Ho ancora un anno di contratto qui a Udine e il lavoro non è certo finito”, ha esordito l’allenatore, sottolineando come il traguardo dei 50 punti raggiunto rappresenti un obiettivo importante ma non un punto d’arrivo. “Contro la Cremonese avremmo potuto fare meglio e c’è ancora bisogno di restare concentrati fino all’ultimo minuto della stagione. Siamo pronti a mettere in campo una prestazione all’altezza contro una delle realtà di vertice della Serie A.”

Con la consapevolezza che il Napoli, allenato da Antonio Conte, rimane una squadra “top” e indicata come favorita, Runjaic ha riconosciuto la forza del club partenopeo che, in piena corsa per confermare la propria posizione in alta classifica, vuole regalare un’ultima gioia ai propri tifosi prima della chiusura del campionato: “Loro sono in forma e motivati a chiudere bene davanti al pubblico di casa. A noi serve restare concentrati e mettere da parte qualsiasi discorso sul mio futuro o sui singoli: l’attenzione deve essere tutta rivolta al club e ai sostenitori.”

Il rapporto tra Runjaic e il responsabile dell’area tecnica dell’Udinese, Valon Behrami, rappresenta un altro punto fermo di questa stagione. “Siamo arrivati insieme a Udine e questa cosa ha facilitato molto il lavoro – ha spiegato il tecnico –. Behrami conosce profondamente la società, qui ha iniziato una seconda fase della sua carriera importante, ed è una figura a cui sono molto legato professionalmente. Condividiamo una visione simile del calcio e sappiamo che per migliorare bisogna lavorare intensamente durante la settimana. È un tassello fondamentale per costruire qualcosa di duraturo.”

Runjaic ha infatti sottolineato come il progetto Udinese richieda “pazienza, tempo e idee innovative”, un messaggio chiaro che punta alla costruzione di una squadra competitiva e ambiziosa. “Il dialogo con Behrami è continuo, e già dall’arrivo dell’anno scorso abbiamo iniziato a lavorare insieme per portare avanti molte sfide. Servono tempo e coesione per raggiungere i risultati.”

Un progetto che ha visto anche l’apertura degli allenamenti al pubblico, un’iniziativa voluta proprio dall’area tecnica e accolta con entusiasmo dall’allenatore. “Far partecipare i tifosi agli allenamenti è stata un’idea molto importante, perché l’Udinese ha bisogno di un rapporto solido con i propri sostenitori, in particolare con la Curva Nord - ha evidenziato - il dialogo diretto sta già portando progressi, anche se non sempre ha coinciso con i risultati in campo. La nostra ambizione è rendere la squadra più forte e difficile da affrontare in casa, ma per fare questo ci vogliono idee, fame e il sostegno di tutti.”

Il tecnico si è detto inoltre felice di concludere la stagione proprio allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli, un palcoscenico che aggiunge prestigio alla gara: “Chiudere l’annata qui, in uno stadio intitolato a una leggenda come Maradona, è un motivo d’orgoglio. Dopo questa partita continueremo a dialogare per migliorare e per gettare le basi in vista delle prossime sfide.”

In sintesi, il tecnico dell’Udinese ribadisce che la concentrazione rimane alta nonostante la stagione volga al termine, con il Napoli di Antonio Conte davanti a tutti come uno degli avversari più difficili da affrontare in questo finale di campionato. La sfida di Udine contro i partenopei non sarà solo un banco di prova per la squadra, ma anche un momento chiave per consolidare il rapporto con la tifoseria e pianificare il futuro.

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Napoli a Monza per Cacciamani, Torino pronto a blindarlo 2030

Il Torino sta assistendo con orgoglio alla crescita di Alessio Cacciamani, una delle giovani promesse più brillanti del calcio italiano. Il talento classe 2006, protagonista di un’ottima stagione in Serie B con la maglia della Juve Stabia, è ormai sotto i riflettori di molti club, tra cui spicca il Napoli di Antonio Conte, società che ha recentemente inviato uno scout all’U-Power Stadium per assistere alla semifinale playoff tra Monza e Juve Stabia.

Il giovane fantasista granata, soprannominato “Ale-jet” dai tifosi sui social per le sue doti di rapidità e visione di gioco, ha conquistato la scena non solo per la tecnica sopraffina ma anche per una continuità di rendimento rara per un esordiente in categorie professionistiche. Le sue prestazioni hanno attirato principalmente l’interesse di diversi club di Serie A e, non meno importanti, di squadre inglesi desiderose di investire su di lui.

Alla luce di questo fermento attorno a Cacciamani, il Torino ha deciso di muoversi per tempo e tutelarsi: la società granata sta infatti spingendo per il rinnovo contrattuale fino al 2030, accompagnato da un corposo adeguamento economico. L’intento è chiaro: consolidare il legame con un calciatore che rappresenta un patrimonio fondamentale per il futuro del club e al contempo lanciare un segnale forte alle pretendenti, a dimostrazione della volontà granata di non privarsi facilmente di un ragazzo destinato a diventare protagonista.

Il Napoli rimane una delle società più interessate a Cacciamani, grazie anche agli ottimi rapporti instaurati con il Torino dopo numerosi affari chiusi con successo negli ultimi anni. Tuttavia, nonostante il corteggiamento, il club piemontese considera il giovane un pilastro nel proprio progetto a medio-lungo termine e punta a renderlo uno dei volti di punta della squadra nella stagione 2026/27.

La strategia del Torino è quindi duplice: da un lato valorizzare il talento di un giovane di grande prospettiva, dall’altro blindarlo per impedire possibili assalti nell’imminente sessione di mercato. Un piano che dimostra come la società abbia le idee chiare sulla valorizzazione dei giovani e sulla costruzione di un progetto solido intorno a elementi come Alessio Cacciamani.

Antonio Conte, tecnico del Napoli, sa bene che il futuro del calcio passa anche da questi gioielli emergenti, e la presenza del ds partenopeo sugli spalti del playoff ha confermato come il club campano stia monitorando attentamente il percorso di “Ale-jet”, pronto a inserirsi in un contesto di alto livello tra qualche anno, magari proprio sotto il Vesuvio.

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Napoli, accordo con Khalaili: colpo per la prossima stagione

Napoli punta con decisione su Anan Khalaili, giovane stella in rapida ascesa nel panorama calcistico internazionale. Classe 2004, il talentuoso esterno offensivo ha già dimostrato di avere i numeri giusti con la maglia dell’Union Saint-Gilloise in Belgio, dopo aver mosso i primi passi nelle giovanili del Maccabi Haifa e nel Beitar Haifa in Israele. Il club partenopeo, con Antonio Conte al timone della guida tecnica, non vuole perdere tempo e intende chiudere al più presto questa trattativa, nella prospettiva di costruire una rosa competitiva per il prossimo campionato di Serie A, in cui il Napoli dovrà giocarsi il titolo con ambizione.

L’intesa di massima con il giocatore, come riferisce l’ultima edizione della Gazzetta dello Sport, sarebbe già stata raggiunta. Ora la società azzurra lavora per trovare un accordo definitivo con l’Union Saint-Gilloise, che valuta il proprio gioiello intorno ai 20 milioni di euro. Una cifra importante, ma che potrebbe subire una riduzione con l’avanzare delle trattative, soprattutto se il Napoli saprà muoversi con tempismo e determinazione.

Khalaili è un esterno offensivo dal grande dinamismo e dalla spiccata versatilità tattica, in grado di ricoprire più ruoli sulle fasce. In Belgio, con la maglia dell'Union Saint-Gilloise, ha collezionato ben 95 presenze fra campionato e competizioni europee, mettendo a segno 7 gol e fornendo 10 assist. Numeri significativi per un ragazzo di appena 21 anni, che testimoniano la sua grande crescita in un contesto solido e competitivo.

Oltre all’esperienza nei club, Khalaili vanta anche un percorso importante in Nazionale maggiore, dove ha già totalizzato 16 presenze. La sua giovane età e la qualità dimostrata nei vari contesti internazionali lo rendono un investimento ideale per una squadra come il Napoli, che punta a rafforzare la propria struttura offensiva con profili giovani, di prospettiva e pronti a inserirsi rapidamente in un progetto ambizioso.

La strategia del club campano, infatti, si basa sulla valorizzazione di giovani talenti, visto che il lavoro di Antonio Conte richiede uno sviluppo continuo e una miscela equilibrata fra esperienza e gioventù. In questo senso, il profilo di Anan Khalaili rappresenta un tassello ideale per la squadra che vuole combattare ai vertici del calcio italiano e prepararsi per gli impegni europei.

In attesa di definire la rosa definitiva, il Napoli accelera dunque con decisione sul mercato, consapevole che quando si tratta di giovani promettenti il tempo gioca un ruolo decisivo. Con l’eventuale acquisto di Khalaili, la società si assicurerebbe un giocatore di qualità e prospettiva, destinato a crescere ulteriormente sotto la guida di un allenatore esperto e dal carattere vincente come Antonio Conte.

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venerdì 22 maggio 2026

Sarri e Atalanta, settimana chiave per chiudere l’accordo

Atalanta, finisce l’era Gasperini: ora il futuro si chiama Sarri?

Si chiude ufficialmente il ciclo post-Gasperini per l’Atalanta con la conquista del settimo posto in Serie A e la qualificazione alla Conference League. Un piazzamento che, seppur lontano dai fasti delle stagioni più brillanti, lascia alla società nerazzurra una base solida da cui ripartire, con l’ambizione di tornare a competere presto per un posto in Champions League.

Nei mesi scorsi, la dirigenza bergamasca ha messo le fondamenta per un nuovo progetto, dimostrando volontà di programmazione immediata e lungimirante. La notizia del possibile approdo di Cristiano Giuntoli, previsto con alta probabilità per giugno, è un segnale importante in tal senso. Giuntoli, figura di grande esperienza nel calcio italiano e già protagonista ai tempi del Napoli, sarà un punto di riferimento cruciale per le future scelte tecniche e di mercato.

Parallelamente, la dirigenza orobica ha intensificato il pressing per assicurarsi un allenatore di alto profilo, capace di guidare l’Atalanta verso un rilancio prestigioso: il nome più caldo resta quello di Maurizio Sarri. Un tecnico “vintage” nel ricordo degli appassionati, ma attualissimo per stile e risultati, Sarri è al centro di una settimana cruciale per il suo futuro, protagonista di una fase di trattativa serrata che potrebbe portare a un accordo definitivo con Bergamo.

Prima la rottura con la Lazio, poi la decisione sul futuro

Per Sarri, la prima tappa obbligata sarà la definizione della separazione dalla Lazio, società guidata da Claudio Lotito, con cui il rapporto si è deteriorato nel corso di una stagione complicata. Si tratta di un passaggio formale ma sostanziale, che condizionerà la sua prossima destinazione.

Una volta liberato da ogni vincolo, il tecnico avrà di fronte una scelta non scontata. Da un lato c’è il Napoli, club a cui è legato da un forte legame e dove Antonio Conte attualmente guida la squadra; dall’altro l’Atalanta, che in questo momento appare più decisa e concreta nella volontà di chiudere l’accordo e avviare un nuovo ciclo tecnico all’insegna del suo stile di gioco e della sua filosofia.

Un progetto “tutto Sarri” per l’Atalanta

La società bergamasca ha intenzione di consegnare a Sarri carta bianca e responsabilità totale nell’allestimento del nuovo corso. L’offerta messa sul tavolo non è solo un contratto fino al 2029 con uno stipendio intorno ai 3 milioni annui, ma soprattutto un progetto tecnico ambizioso, con libertà nelle scelte della rosa e il sostegno di Cristiano Giuntoli, figura fondamentale visti i trascorsi in comune al Napoli.

Nei prossimi giorni, l’Atalanta dovrà chiudere la vicenda legata a mister Gian Piero Gasperini, attualmente sostituito da Stefano Palladino che ha un contratto attivo fino al 2027. La sistemazione di questa situazione sarà propedeutica per consentire l’arrivo ufficiale di Sarri, con il quale si attende la fumata bianca imminente.

Si concretizza così un effetto domino che potrebbe rivoluzionare la panchina orobica e rilanciare le ambizioni della formazione bergamasca nel panorama italiano. Il nome di Maurizio Sarri potrebbe segnare un nuovo capitolo per l’Atalanta, squadra che, dopo aver vissuto un periodo d’oro sotto Gasperini, adesso vuole tornare protagonista in Serie A e nelle competizioni europee, puntando sulla freschezza di un tecnico esperto e dal carattere determinato.

Il countdown è iniziato: nelle prossime settimane sapremo se davvero l’Atalanta avrà scelto Maurizio Sarri come guida per il suo futuro, con la promessa di tornare a battagliare ai vertici della Serie A e, soprattutto, a competere per la Champions League.

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Scadenze 2026: Alaba ufficiale, i nomi da seguire in Serie A

Focus mercato

Nel mondo del calcio, la finestra per pianificare la stagione 2026/27 si apre da subito con un'occasione ghiotta: i giocatori in scadenza di contratto a giugno che, nel rispetto delle norme federali, possono già iniziare a trattare con nuovi club a partire dal 1° gennaio. Questo consente alle società di preparare in anticipo i movimenti di mercato, puntando su calciatori di grande valore senza dover sostenere costi di trasferimento.

Le regole precise stabiliscono che "dal 1° gennaio sono consentiti i contatti e le trattative tra calciatori/calciatrici e società, nonché la stipula di accordi preliminari. La società che intenda concludere un contratto con un calciatore/calciatrice deve informare per iscritto la società di appartenenza, prima di avviare la trattativa con l'atleta". Un meccanismo che tutela il rapporto tra i club ma che apre ampie possibilità di mercato per tutti.

Per questo motivo, l’attenzione si concentra su quei nomi che potrebbero cambiare proprietà in estate senza oneri di cartellino. Ecco una panoramica dei profili più interessanti da tenere sotto osservazione, divisi per ruolo.

PORTIERI

Tra i portieri, spiccano talenti affermati come Justin Bijlow (1998, Feyenoord), Ersin Destanoğlu (2001, Besiktas) e Stole Dimitrievski (1993, Valencia). Altri nomi importanti includono Peter Gulacsi (1990, Lipsia), Angus Gunn (1996, Nottingham Forest), Ilan Meslier (2000, Leeds) e il veterano Yann Sommer (1988), attuale portiere dell’Inter, una squadra che con Antonio Conte sulla panchina punta a rilanciare il proprio cammino in Serie A. Da sottolineare anche Stefan Ortega (1992) al Nottingham Forest e David Soria (1993, Getafe).

DIFENSORI

Il reparto difensivo offre una selezione di assoluto rilievo. Da David Alaba e Dani Carvajal, entrambi in forze al Real Madrid, a Zeki Celik e Mario Hermoso della Roma, passando per le solide presenze di Stefan de Vrij e Kalidou Koulibaly, rispettivamente all’Inter e all'Al Hilal. Interessanti anche i nomi di Andreas Christensen (Barcellona), il difensore francese Presnel Kimpembe (Qatar SC) e Antonio Rüdiger, anch’egli al Real Madrid. Non mancano giovani dinamici come Ibrahima Konaté (Liverpool) e Tyrell Malacia del Manchester United. E poi, particolare attenzione a Leonardo Spinazzola, in forza al Napoli con Antonio Conte che sta cercando di valorizzare al meglio l’organico azzurro.

CENTROCAMPISTI

Il centrocampo, cuore pulsante di ogni squadra, annovera campioni come Casemiro, pilastro del Manchester United, e Marcelo Brozović all'Al Nassr. Spiccano poi Yves Bissouma (Tottenham), Julian Brandt (Borussia Dortmund), Franck Kessié (Al Ahli) e Filip Kostić, con un passato recente alla Juventus. Nel novero dei giocatori in scadenza figurano nomi di classe come Luka Modrić, reduce dal suo passaggio al Milan, e Henrikh Mkhitaryan, attualmente all’Inter. Altri profili da tenere d’occhio sono Lorenzo Pellegrini della Roma, Ruben Neves all'Al Hilal e il talentuoso Bernardo Silva del Manchester City. Questi elementi rappresentano potenziali rinforzi di qualità per squadre italiane e non solo, pronte a sferrare colpi di mercato intelligenti.

ATTACCANTI

Infine, il reparto offensivo presenta un ventaglio molto ricco di opzioni futuribili. Dai giovani come Myron Boadu (PSV Eindhoven) e Lameck Banda (Lecce) fino a giocatori più esperti e di caratura internazionale come Raheem Sterling (Feyenoord), Sadio Mané (Al Nassr), Mauro Icardi (Galatasaray) e Robert Lewandowski, attualmente al Barcellona. Non mancano nomi di punta come Paulo Dybala, Stephan El Shaarawy e Dusan Vlahović, questi ultimi due rispettivamente alla Roma e alla Juventus. La lista include pure calciatori come Patson Daka, Kelechi Iheanacho, André Silva e Allain Saint-Maximin, che possono rappresentare profili di sicuro valore nel prossimo mercato estivo.

In conclusione, l’analisi dei giocatori in scadenza per l’estate 2026 presenta un ricco ventaglio di opportunità per tutte le squadre di Serie A e d’Europa. Con Antonio Conte alla guida del Napoli, che punta a rinforzare la rosa per continuare la scalata ai vertici nazionali e continentali, seguire da vicino questi nomi potrebbe rivelarsi cruciale per costruire un futuro di successo. La finestra di mercato si apre quindi non solo con tante incognite ma con altrettante occasioni da cogliere al volo.

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Udinese, futuro dt Inler in bilico: contratto in scadenza

Il futuro di Gökhan Inler continua a rappresentare uno dei temi più caldi e controversi di questa estate in casa Udinese. L’attuale direttore dell’area tecnica bianconera, ex centrocampista di lungo corso, vede infatti scadere il proprio contratto il prossimo 30 giugno, e al momento non ci sono certezze riguardo a una sua eventuale permanenza nel club friulano.

Da diverse settimane, la dirigenza e il tecnico Antonio Conte osservano con attenzione il lavoro svolto da Inler, il cui ruolo nel progetto sportivo della società è stato finora molto apprezzato. Il dirigente svizzero si è distinto per un approccio discreto ma efficace, evitando luci della ribalta mediatiche e privilegiando l’impegno sul campo, o meglio dietro le quinte, dove ha consolidato un ruolo chiave all’interno dell’area tecnica. La sua presenza costante accanto alla squadra, il dialogo diretto con i giocatori e la capacità di integrarsi nelle dinamiche dello spogliatoio sono stati elementi fondamentali per la coesione del gruppo e hanno riscosso un ampio consenso sia tra i dirigenti che tra i tifosi friulani.

A confermare l’incertezza sul proprio destino lavorativo è stata la stessa voce di Inler, nel corso di un’intervista rilasciata a TV12: "Resterò anche l'anno prossimo? Ogni anno alla fine tiro le somme. Il mio contratto è in scadenza. Dopo il Napoli vedremo. Ci incontreremo con la società". Parole che sottolineano come la decisione finale spetterà a breve alle parti coinvolte, in un momento cruciale per l’assetto futuro dell’Udinese.

Il club friulano, arrivato a questo punto della stagione con l’obiettivo di costruire una struttura solida in grado di competere in Serie A, valuta attentamente tutte le opzioni sul tavolo. Inler, da parte sua, ha dimostrato di conoscere profondamente le esigenze di una società che punta a crescere e consolidarsi nel massimo campionato italiano, instaurando rapporti fondamentali con lo staff tecnico guidato da Antonio Conte, riconosciuto per la sua esperienza e ambizione.

Nonostante la variabile mercato e le dinamiche interne a una rosa affamata di risultati, rimane chiaro che la continuità dirigenziale rappresenti un punto di forza per l’Udinese che vuole guardare con fiducia alla stagione 2024/2025. Il rapporto tra Inler e la squadra è un tassello su cui il club difficilmente vorrà compromettere, soprattutto in vista delle sfide future.

In conclusione, l’estate bianconera segnerà un momento decisivo per il futuro professionale di Gökhan Inler, figura ormai centrale in casa Udinese, con la speranza da entrambe le parti che possa proseguire un cammino che ha già prodotto risultati significativi in termini di crescita e organizzazione tecnica.

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