giovedì 5 febbraio 2026

De Rossi su Genoa: Malinovskyi in crescita, Amorim play designato

Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, ha rilasciato interessanti dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Napoli, guidato da Antonio Conte. Il tecnico ex centrocampista della Roma si è soffermato sull’importanza di avere un allenatore come Conte in panchina, sottolineando le qualità che questo può trasmettere ai suoi giocatori.

"Conte ti dà le cose più importanti che un calciatore possa ricevere: prima di tutto il coraggio, che è senza dubbio la qualità migliore che un atleta possa avere. A questo si aggiunge la conoscenza. Non c’è stata mai un’occasione in cui non ci abbia fornito spiegazioni, una chiave di lettura per scalare posizioni o per affrontare le difficoltà. Ho detto tempo fa che allenarsi con lui può essere difficile, ma anche estremamente bello. È un allenatore tosto, ma allo stesso tempo ti fa sentire un giocatore forte", ha spiegato De Rossi con convinzione.

Proseguendo nel suo elogio, l’allenatore del Genoa ha aggiunto: "Conte ti garantisce anche una condizione fisica di alto livello. È un tecnico completo, uno di quei fuoriclasse che ha saputo trionfare sia in Italia che all’estero. Lo considero un campione assoluto. Se fossi presidente di una squadra di Serie A, il primo nome che terrei a mente per la panchina sarebbe certamente il suo".

Nel corso della conferenza è stato poi affrontato il tema di Ruslan Malinovskyi, uno dei giocatori chiave del Genoa, soprattutto nella trasformazione tattica che il club genovese sta attuando. De Rossi ha spiegato: "Malinovskyi ha sempre detto di non aver avuto problemi fisici negli ultimi mesi, ma prima della partita contro la Cremonese ha avuto qualche difficoltà. In seguito si è allenato a sprazzi, mantenendo comunque una buona condizione e realizzando performance di livello. Per me sta cambiando pelle: da tradizionale trequartista offensivo sta diventando un mediano, un centrocampista completo. Corre, copre la fase difensiva e fa girare la squadra. Una risorsa di questo calibro, in un sistema come il nostro, è difficile da sostituire".

Un altro argomento toccato dal tecnico è stato l’importanza delle recenti vittorie casalinghe in vista del confronto contro il Napoli: "I risultati positivi aiutano sicuramente ad approcciare meglio la prossima partita. Talvolta fuori casa abbiamo espresso prestazioni più convincenti rispetto ad alcune vittorie ottenute in casa. Per esempio, i primi sessanta minuti contro la Roma sono stati migliori rispetto agli stessi minuti giocati contro il Bologna, mentre la partita a Cagliari mi è piaciuta più dello scontro interno contro lo stesso Cagliari. Però, il successo casalingo e la gioia esplosa al triplice fischio contro il Bologna sono sensazioni che portiamo con noi. È fondamentale sentirsi a casa, e da questo punto di vista non possiamo dire che non ci siamo sentiti in quei momenti".

Infine, De Rossi ha chiarito il ruolo di Cristiano Amorim nel progetto del Genoa: "L’ho preso proprio per svolgere il ruolo di playmaker. Cercavamo un giocatore con certe caratteristiche e lui è proprio quello che fa girare la palla da destra a sinistra. Abbiamo altri elementi che possono agire davanti alla difesa come Frendrup e Masini, e Malinovskyi che può giocare in posizioni più avanzate, ma ci serviva un regista di manovra e Amorim risponde a queste esigenze. Si sta inserendo bene, è attento, ma non vogliamo mettergli troppa pressione perché è giovane. Anche Onana può ricoprire questo ruolo di playmaker, quindi siamo orientati a privilegiare questa impostazione tattica. Amorim può essere il nostro regista, così come lo sono stati fino a ora altri calciatori, sempre senza caricarlo di troppe responsabilità".

Così si prepara il Genoa a una sfida complicata contro un Napoli ormai guidato da Antonio Conte, uno dei tecnici più carismatici e vincenti del calcio italiano, e pronto a mettere alla prova le idee e il carattere della squadra ligure.

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De Rossi su Norton-Cuffy: sempre concentrato nel Genoa

Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, ha analizzato con grande entusiasmo e chiarezza la preparazione della sua squadra in vista della delicata sfida di Serie A contro il Napoli di Antonio Conte. In conferenza stampa, il tecnico ha sottolineato l’importanza del clima costruito dentro il gruppo più che le sole operazioni di mercato: "Sono soddisfatto. L’ho detto anche ai ragazzi oggi: nonostante non abbiamo perso i giocatori chiave – anche se mi dà fastidio il termine 'big' – abbiamo acquistato calciatori con qualità e caratteristiche precise che avevo richiesto. I primi due o tre giorni dopo la chiusura del mercato non ti dicono quanti punti farai, ma sicuramente ti mostrano l’atmosfera che si respira. E noi abbiamo vissuto due giorni di lavoro intenso con il giusto entusiasmo e un gruppo ben amalgamato".

De Rossi ha poi elogiato le strutture a disposizione per gli allenamenti: "Lavorare sui nuovi campi è un valore aggiunto: sono perfetti, la palla scorre meglio e si controlla meglio. Questo aiuta molto e l’atmosfera che ho visto è stata positiva. La squadra deve sentirsi una grande famiglia, e su questo stiamo costruendo le nostre fondamenta".

Parlando di calciatori in particolare, il tecnico ligure ha fatto il nome di Amorim come uno dei prospetti più interessanti: "Lo sto osservando con attenzione. Può giocare da mezzala e non solamente da mediano, perché ha ottimi tempi di gioco e conosce bene le giocate. Ha talento e personalità, ora dobbiamo solo lavorare per integrarlo al meglio nei meccanismi tattici complessi del calcio italiano. Ci vuole tempo, ma sono fiducioso".

Capitolo calciomercato: in un periodo contrassegnato da molte voci, Norton-Cuffy è rimasto a Genova. "L’ho visto molto concentrato e integrato nella squadra – ha spiegato De Rossi –. Durante il mercato si sentono tante storie, anche cessioni non pianificate come quella di Thorsby, ma bisogna ascoltare i giocatori. Se c’è un’offerta giusta e il giocatore vuole andare via, è giusto prenderla in considerazione. Detto questo, Norton-Cuffy ha dimostrato grande attaccamento e impegno".

Infine, il tecnico ha voluto evidenziare il valore dell’intero gruppo, anche di chi gioca meno: "Non è un singolo titolare a fare la differenza durante il mercato, ma quei giocatori – come Leali, Sabelli e Nuredini – che mantengono alto il livello degli allenamenti. Ekhator, nonostante le tante indiscrezioni, è sempre stato presente e motivato, cosa non scontata per un giovane del 2006. Anche Onana, dopo un momento di difficoltà, è tornato al lavoro con il sorriso e la determinazione di sempre. Sono felice del materiale umano e tecnico che ho a disposizione".

Il Genoa si presenta quindi compatto e mentalmente pronto a sfidare il Napoli di Antonio Conte, reduce da una sessione estiva importante e sempre tra le favorite per il vertice della Serie A. De Rossi punta molto sulla coesione dello spogliatoio e sull’integrazione dei nuovi elementi per sorprendere nel campionato 2024/2025.

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Alisson Santos è il nuovo Leao del Napoli? Ex tecnico risponde

Intervista Esclusiva

Jorge Manuel Rebelo Fernandes, meglio conosciuto come Silas, allenatore che ha seguito da vicino Alisson Santos ai tempi dell’União Leiria, ha parlato in esclusiva delle qualità tecniche e tattiche del nuovo esterno del Napoli. Un focus che arriva proprio nel momento in cui il club partenopeo, guidato da Antonio Conte, punta a valorizzare un profilo giovane e molto interessante per la Serie A.

«Molti hanno paragonato Alisson a Rafael Leao – ha commentato Silas – ma io credo che i due siano differenti, benché condividano alcune caratteristiche. Leao è estremamente pericoloso quando si muove in fascia o alle spalle della difesa, sfruttando gli spazi ampi. Alisson, invece, può risultare ancora più incisivo vicino all’area di rigore, anche lavorando con meno spazio intorno a sé. Il suo tiro forte e il dribbling, in questo senso, lo rendono forse più pericoloso di Leao. Fisicamente Rafa è più strutturato e, per queste ragioni, personalmente non vedo molte somiglianze tra i due», ha aggiunto.

Il tecnico portoghese ha poi approfondito le componenti migliori del gioco di Alisson, ormai pronto a mettersi in mostra nel campionato italiano: «La sua forza principale è il dribbling, unito a un tiro molto efficace. Quando riceve palla nell’ultimo terzo di campo, specialmente come ala sinistra, il suo pensiero principale è cercare la porta. Ha un buon piede destro, ma è abile anche con il sinistro, e sa fornire assist ai compagni con grande precisione».

Un tema chiave riguarda anche le aspettative relative ai gol e agli assist che Alisson potrà garantire nei mesi che restano fino alla fine della stagione: «Bisogna essere realisti: avrà bisogno di un certo periodo di adattamento al calcio italiano. La Serie A è un campionato molto diverso dalla Primeira Liga portoghese sotto vari aspetti, non soltanto tecnici ma anche di intensità. In Portogallo ci sono uno o due big match durante l’anno, mentre in Italia ogni weekend si affrontano partite di altissimo livello», ha specificato Silas.

«Tuttavia, la qualità di Alisson è davvero notevole, soprattutto nell’uno contro uno, quindi sono convinto che i tifosi dovranno avere un po’ di pazienza nei primi tempi. Una volta ambientato, anche con dieci minuti in campo potrà fare la differenza», ha concluso con ottimismo l’allenatore che lo ha cresciuto in patria.

Un messaggio chiaro e positivo per il Napoli, che punta su un ragazzo dal talento cristallino, capace di esaltarsi sotto la guida di Antonio Conte e di imporsi rapidamente in Serie A. L’adattamento sembra il passaggio obbligato, ma il potenziale per incidere già quest’anno è evidente. La sfida per Alisson sarà quella di sfruttare al meglio le sue caratteristiche esplosive in un contesto agonistico più intenso e tatticamente ricco, come quello della massima serie italiana.

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Napoli, rinnovo e ritocco per Vergara: contratto fino al 2031

Settimana cruciale per Antonio Vergara, giovane talento emergente del Napoli che ha preso decisamente il volo grazie alle sue recenti prestazioni in Champions League e in Serie A. Il centrocampista azzurro, lanciato nella mischia dal tecnico Antonio Conte a causa di un’emergenza in rosa, ha ripagato la fiducia con gol determinanti: prima la rete pesante contro il Benfica in Champions, poi quella decisiva nella vittoria casalinga contro il Sassuolo. Vergara, cresciuto nel settore giovanile del Napoli e maturato nelle esperienze con la Reggiana, sta ora vivendo un vero e proprio momento di consacrazione.

Il ragazzo, che solo a luglio ha firmato un rinnovo contrattuale fino al 2030, è ormai diventato un punto fermo per Conte, il quale ha dimostrato di credere fortemente nel suo potenziale. Il patron azzurro Aurelio De Laurentiis e Mario Giuffredi, agente del giocatore, sono in contatto per definire i dettagli dell’adeguamento contrattuale. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il nuovo accordo dovrebbe prevedere un aumento dello stipendio rispetto agli attuali 400 mila euro e una proroga del contratto almeno fino al 2031.

Questa decisione riflette la strategia del Napoli nel valorizzare i propri giovani talenti interni, premiando chi riesce a farsi spazio in una rosa di livello come quella partenopea, dove la competizione è elevata e ogni opportunità viene sfruttata. Antonio Vergara rappresenta infatti uno dei prospetti più interessanti attingendo alle risorse del vivaio azzurro, dimostrando di poter essere una risorsa preziosa per un Napoli ambizioso che punta in alto, sia in Serie A che nelle competizioni europee.

Il blitz di Conte nel lancio di Vergara è stata una mossa azzeccata, anche alla luce delle assenze e dei problemi fisici che hanno caratterizzato la rosa nelle ultime settimane. L’allenatore pugliese ha così dimostrato ancora una volta la sua capacità di saper valorizzare elementi giovani, trasformandoli in pedine affidabili per i suoi schemi tattici. Per il centrocampista napoletano, questo è solo l’inizio di una lunga striscia positiva, che potrà fungere da trampolino di lancio per una carriera brillante nella massima serie italiana e sui palcoscenici internazionali.

In un contesto in cui il Napoli vuole consolidare la propria identità fatta di gioco, crescita e valorizzazione dei giovani, il ragazzo classe ‘03 si sta facendo strada con determinazione e qualità, rispondendo con numeri e prestazioni agli stimoli di un club che punta a diventare ancora più dominante nel panorama italiano ed europeo. Il prossimo passo sarà dunque finalizzare il ritocco contrattuale, a conferma definitiva di una fiducia ormai consolidata da parte della società e dal tecnico Antonio Conte.

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mercoledì 4 febbraio 2026

Milan: Opinioni a confronto tra passato e futuro del club

Il Milan si posiziona alle spalle dell’Inter, consolidando così un momento importante nella lotta per il vertice di questa Serie A. I rossoneri mantengono una distanza rispetto a Napoli e Juventus, che inseguono con determinazione la zona Champions League, ma la domanda che si pone è: il Milan deve concentrarsi su un attacco frontale all’Inter, o piuttosto guardarsi le spalle dagli avversari in rimonta? Questo è il punto di partenza della discussione negli studi di NEWS Radio, dove diversi voci del calcio italiano hanno espresso il loro punto di vista.

Mimmo Cugini sottolinea l’atteggiamento tattico e psicologico del tecnico rossonero: "Allegri è troppo furbo, continuerà a dire che a lui interessa il quarto posto. La realtà del campo, però, parla chiaro: il Milan è la vera antagonista dell’Inter, che a meno di cataclismi sembra lanciata verso lo scudetto, vista la distanza importante dalle altre formazioni."

Fabio Ravezzani offre invece un’analisi più economica, ricordando i dati finanziari recentemente pubblicati da “Calcio e Finanza”. "Il Milan ha incrementato di 86 milioni il suo fatturato nell’ultimo anno — spiega Ravezzani — e questo significa che in termini di investimenti sul mercato è la squadra che ha disinvestito maggiormente sulla rosa. Essere secondi è quindi un merito evidente di Allegri, delle circostanze e della crescita dei giocatori come Leao e Pulisic, due pedine fondamentali per il futuro.

Paolo Pacchioni invece vede in Allegri un tecnico che mira senza dubbio al massimo traguardo: "Il Milan punta allo Scudetto. Quel discorso del quarto posto per Allegri è uno specchietto per le allodole. Stare lì davanti regala autostima e non puoi che guardare avanti senza paura."

Guido De Carolis rincara la dose confermando la mentalità proiettata sempre al futuro del tecnico livornese: "Allegri non si volta mai indietro, il suo obiettivo è la Champions League, sì, ma sa bene che questa è un’occasione da non perdere. Senza più impegni di coppa, può concentrarsi sul rush finale, e in quei momenti Allegri è una vera e propria brutta bestia."

Filippo Galli ritiene che nella mente di Allegri ci sia molto di più del semplice quarto posto. "Credo che lui fin dall’inizio pensi a qualcosa in più, anche se è costretto a fare il moderato. E questa prospettiva è condivisa anche dai giocatori, tutti guardano con fiducia e ambizione al futuro."

Francesco Oppini

Infine, Mauro Milanese si concentra sulle ambizioni rossonere: "È ovvio che il Milan punti allo Scudetto, soprattutto perché non ha impegni in coppa. Raggiungere il quarto posto non è un traguardo da celebrare, serve di più. La speranza è di vincere il derby per rilanciarsi definitivamente nella corsa al titolo e mantenere il morale alto."

In questo scenario, con l'Inter che sembra ancora avere un passo avanti per lo Scudetto, il Milan di Allegri appare come la realtà più credibile nel tentativo di contrastare la supremazia nerazzurra, mentre Napoli e Juventus continuano a preparare il loro assalto dietro le spalle del duo di vertice. La Serie A vive così una fase ricca di tensioni e di grande attesa, con ogni giornata che può rimescolare le carte in tavola.

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Ranocchia: Inter deve lottare su tutti i fronti con questa rosa

Inter soffre ma conquista le semifinali di Coppa Italia: 2-1 al Torino a Monza

L’Inter si qualifica con fatica alle semifinali di Coppa Italia, battendo il Torino per 2-1 in una sfida giocata all’U-Power Stadium di Monza, campo scelto a causa dell'indisponibilità del Meazza per la cerimonia delle Olimpiadi invernali. I nerazzurri, pur soffrendo, riescono a imporsi e confermano il proprio momento positivo in questa competizione, ora arrivate tra le ultime quattro dopo una gara più combattuta del previsto.

Al termine dell’incontro, Andrea Ranocchia, ex difensore nerazzurro e ora opinionista per Sport Mediaset, ha analizzato così il successo dell’Inter: “Questa competizione è molto importante perché permette di dare minuti a chi gioca meno, oltre che di puntare ad alzare un trofeo e conquistare l’accesso alla Supercoppa Italiana. Per una rosa ampia e di qualità come quella dell’Inter, è fondamentale gestire bene il gruppo e proseguire su tutti i fronti. L’obiettivo è stato centrato, non era affatto semplice.”

Ranocchia ha quindi evidenziato la coesione del gruppo: “Il gruppo è sano, si vede anche nei comportamenti fuori dal campo, con i giocatori non titolari che festeggiano i successi dei compagni. Negli anni scorsi sono stati determinanti i valori di giocatori come Lautaro Martínez, Barella, Dimarco e Bastoni, che hanno contribuito a creare un ambiente positivo. I nuovi arrivati si sono subito inseriti bene, cogliendo la filosofia del club. In una squadra dell’importanza dell’Inter è giustissimo che ci sia concorrenza”.

Ora per l’Inter si apre la sfida in semifinale, dove affronterà la vincente del quarto di finale tra Napoli e Como, in programma martedì 10 febbraio alle 21:00 allo stadio Diego Armando Maradona. Una gara che promette spettacolo vista la qualità delle due squadre e l’importanza del pass per la finale di Coppa Italia.

Il Napoli, allenato da Antonio Conte, non può permettersi passi falsi contro il Como per proseguire la sua corsa nella manifestazione, ambita da entrambe le squadre. L’Inter attende consapevole che si giocherà probabilmente un derby del sud contro gli azzurri, un’occasione per confermare le ambizioni stagionali e inseguire trofei che possano tenere alta la motivazione in campionato.

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Ex preparatore Napoli su infortuni: "Con Benitez giocavamo tanto"

Napoli e fisicità: il commento di Corrado Saccone

Intervenuto ai microfoni di Radio Napoli Centrale, Corrado Saccone, ex preparatore atletico del Napoli, ha analizzato con grande competenza la difficile situazione fisica che sta attraversando il Napoli di Antonio Conte. La squadra partenopea, pur navigando tra alti e bassi, sembra costantemente alle prese con numerosi infortuni che ne condizionano il rendimento settimanale.

Secondo Saccone, non esiste una sola causa scatenante: “Non c'è una causa principale. Sì, si gioca tanto, ma squadre come Bayern Monaco o Manchester City non registrano tutte queste problematiche fisiche. Si tratta di una sommatoria di fattori concomitanti. Probabilmente c’è stata qualche proposta di allenamento o una metodologia che non è stata assimilata al meglio dai giocatori, generando uno stress psicofisico importante”.

Il discorso si allarga poi alla gestione degli impegni della stagione: “Non è semplice chiedere di ridurre le partite - evidenzia Saccone - considerando i diritti televisivi e gli altissimi ingaggi, come nel caso di un tecnico che guadagna 8,5 milioni di euro all’anno. Oggi, grazie ai sistemi Gps e alle valutazioni satellitari, il monitoraggio degli atleti è molto più preciso rispetto al passato. Con Benitez, quando ero in squadra, si giocava spesso ogni tre giorni, ma non abbiamo mai avuto un numero così elevato di infortuni. La chiave è lavorare con attenzione sul recupero e valutare con rigore la proposta di allenamento”.

Saccone entra poi nel dettaglio anche delle dinamiche legate agli infortuni in campo, soffermandosi sul recente caso del capitano del Napoli, Giovanni Di Lorenzo, che ha subito un’operazione al piede: “Certe regole di gioco imposte, come quella che costringe i calciatori a mantenere le braccia dietro al corpo nei salti, per me sono assurde e rischiose. Saltare con le braccia aperte riduce le probabilità di infortunio, ma non è una regola fissa che saltare con le braccia chiuse porti necessariamente a infortuni. Questo obbligo può però diventare un fattore di rischio ulteriore”.

Infine, Saccone ha approfondito anche il percorso di recupero di Lorenzo Insigne, chiamato a ritrovare forma e continuità nella nuova avventura con il Pescara in Serie B: “Sicuramente giocare con regolarità aiuta a ritrovare ritmo e condizione agonistica. Lo dimostra il caso di Lukaku, fermo a lungo e ora in fase di rilancio. Il tempo necessario per tornare al top dipenderà molto dalla gestione muscolare del giocatore. Per avere certezze sui tempi di recupero servono pazienza e un attento lavoro quotidiano in allenamento”.

Il Napoli, dunque, guidato da Antonio Conte, dovrà affrontare con attenzione e rigore i prossimi mesi per fronteggiare questa delicata questione legata agli infortuni che rischia di compromettere la corsa in Serie A e in Champions League. La gestione atletica diventa un tema centrale per mantenere competitiva una rosa di qualità e ambizioni elevate.

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