domenica 10 maggio 2026

Napoli-Bologna, tanti bivii: crollo, Supercoppa e Champions

È un momento delicatissimo per il Napoli, che si appresta ad affrontare il Bologna in quella che si preannuncia come una sfida fondamentale per il prosieguo della stagione. Non è una novità: già due volte, nelle scorse settimane, il confronto con i rossoblù ha rappresentato per gli azzurri un vero e proprio banco di prova. A novembre, quel Napoli fu travolto, lasciando emergere tutta la frustrazione di Antonio Conte, che nel post-partita arrivò addirittura a ipotizzare un passo indietro. Da quel momento, però, il tecnico ha ritrovato nuova energia, prendendosi una pausa a Torino in famiglia, che ha portato a un cambio di modulo e a quella svolta decisiva culminata nella conquista della Supercoppa Italiana.

Il Bologna, allenato da Italiano, è stato l’avversario anche in quella storica partita della Supercoppa, che ha sancito il secondo trofeo del Napoli dopo lo Scudetto. Tuttavia, dopo quel picco, la squadra ha vissuto un periodo di alti e bassi, condizionato anche da una lunga serie di infortuni e da una mancanza di continuità nella manovra offensiva. La sfida di domani non sarà soltanto un confronto nella corsa per la Champions League, ma potrebbe diventare una vera e propria pietra miliare per il progetto Napoli. In ballo, infatti, c’è anche un possibile confronto diretto tra Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis per definire il futuro: il club azzurro ambisce infatti a un ringiovanimento della rosa e a una riduzione del monte salari, con investimenti limitati, nonostante l’impegno di riscattare Hojlund e Alisson Santos, operazioni per oltre sessanta milioni di euro complessivi.

Due ritorni che accendono le speranze

La gara contro il Bologna sarà segnata anche dal ritorno attesissimo di Giovanni Di Lorenzo, capitano e leader difensivo, che ha saltato le ultime partite a causa di un infortunio serio subito il 31 gennaio contro la Fiorentina. Fortunatamente, l’assenza non ha riguardato lesioni crociate, e dopo cento giorni di lavoro duro, il terzino destro è pronto a riprendersi un posto da titolare nella difesa a tre, molto probabilmente in sostituzione di Beukema. Dopo essere stato in panchina nella trasferta di Como e aver disputato 90 minuti nel test congiunto contro la Scafatese, il ritorno di Di Lorenzo rappresenta un segnale di fiducia per Conte e per tutta la squadra. Da sottolineare, inoltre, la novità del recupero di Antonio Vergara, che sarà almeno disponibile in panchina dopo un periodo in cui sembrava destinato a esprimersi a livelli altissimi, tanto da far sperare in una convocazione in nazionale.

Scelte di formazione: Conte conferma il modulo

In porta, Conte conferma la fiducia a Milinkovic-Savic, che ormai ha definitivamente superato Meret nelle gerarchie del club. La retroguardia vedrà tornare Di Lorenzo a completare il pacchetto difensivo insieme a Rrahmani e Buongiorno. A centrocampo, sarà nuovamente affidata la regia a Lobotka e McTominay, una coppia che dovrà garantire equilibrio e sostegno alla linea offensiva. Il reparto avanzato punterà ancora su De Bruyne e Alisson a supporto di Hojlund, il centravanti in cerca del primo gol stagionale per sbloccarsi e risvegliare un attacco che ha mostrato segnali di stanchezza nelle ultime uscite.

A sinistra, la maglia da titolare sembra destinata a restare sulle spalle di Gutierrez, favorito su Spinazzola, che al momento non ha ancora trovato un accordo per il rinnovo contrattuale, situazione che complica ulteriormente il mercato estivo e la pianificazione del Napoli. Sulla fascia destra, invece, è confermato Politano, un elemento ormai inamovibile nella strategia offensiva di Conte.

Questa partita contro il Bologna assume quindi un’importanza doppia per il Napoli, non solo perché può sancire quasi matematicamente la qualificazione alla Champions League, ma soprattutto perché rappresenta un vero e proprio punto di svolta. Di fronte a un futuro che richiede scelte importanti e inevitabili, da questo match passerà una fetta significativa del destino degli azzurri nella stagione in corso e, forse, anche nei prossimi anni.

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sabato 9 maggio 2026

Napoli-Bologna, Italiano: come vivo la gara come Conte

Bologna e Napoli si preparano a sfidarsi nella 36ª giornata di Serie A: una partita che alimenta anche il dibattito attorno al futuro di Vincenzo Italiano, tecnico del Bologna, spesso accostato al club partenopeo. Negli ultimi mesi, la voce di un possibile approdo di Italiano sulla panchina del Napoli ha fatto molto rumore, ma per ora a guidare gli azzurri è ancora Antonio Conte, mentre l’allenatore di Karlsruhe sembra intenzionato a restare alla guida dei rossoblù del Dall’Ara.

Nel prepartita del delicato confronto contro i campani, Italiano è stato protagonista di un’intervista esclusiva rilasciata a Dribbling, in cui ha affrontato anche il tema degli eventuali parallelismi tra il suo modo di fare calcio e quello di Conte. Il confronto, inevitabile vista la caratura dell’allenatore del Napoli, ha offerto uno spaccato interessante sull’approccio di Italiano al ruolo di tecnico.

Alle domande sul rapporto con Conte e sulle eventuali caratteristiche comuni, Italiano ha risposto così: “L'allenatore è anche capacità di saper stimolare i ragazzi in settimana, e Conte è un grande tecnico, sia per quello che ha fatto in Italia sia per quanto ha ottenuto all’estero. È un esempio concreto che sottolinea ancora una volta il suo valore. Se c’è qualcosa che mi accomuna a lui, è il modo in cui viviamo la partita.”

Le parole di Italiano raccontano il profondo rispetto per un tecnico ormai affermato su più fronti, ma evidenziano anche una sua forte identità, fatta di passione e coinvolgimento sul campo. La storia del Bologna di questa stagione si è saldata perfettamente al lavoro di Italiano, che ha saputo costruire una squadra competitiva e organizzata, capace di mettere in difficoltà club ben più blasonati.

Il Napoli, sotto la guida di Antonio Conte, si presenta invece come una delle forze più accreditate per la corsa ai vertici del campionato; la sua esperienza internazionale e la capacità di motivare i giocatori sono elementi distintivi che hanno portato gli azzurri a rivoluzionare le ambizioni in Serie A. Il confronto tra i due allenatori, seppur indiretto, è emblema della qualità crescente dei tecnici italiani, capaci di importare in campo idee e metodi di lavoro innovativi.

Con la sfida che si avvicina, sia Vincenzo Italiano che Antonio Conte avranno l’opportunità di dimostrare sul rettangolo verde il valore delle loro filosofie tattiche e la forza della loro leadership. Il match tra Bologna e Napoli non è solo una partita di campionato, ma anche un banco di prova importante per due tecnici che rappresentano due diversi modi di intendere il calcio e la gestione di una squadra.

In attesa del fischio d’inizio, la sfida si arricchisce quindi anche di questo sottotesto: il confronto tra aspirazioni, capacità di gestione, e la voglia di vincere, prerogative essenziali per chi vuole lasciare un segno indelebile nel calcio italiano contemporaneo.

Clicca qui e leggi l'intervista integrale

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Calciomercato 9 maggio: tutte le ultime trattative e retroscena

La giornata di calciomercato si chiude con diversi aggiornamenti interessanti che coinvolgono alcuni protagonisti della Serie A e non solo. Tra conferme, trattative e retroscena, emergono sviluppi importanti per Juventus, Inter, Napoli e altre squadre europee. Ecco il riassunto delle notizie principali.

Juventus, il futuro di Arthur tra addii e nuove sfide

Arthur Melo, dopo una stagione al Gremio segnata da frequenti problemi fisici, farà ritorno alla Juventus. Il centrocampista brasiliano, tra infortuni e recuperi, ha collezionato 20 presenze complessive di cui gran parte da titolare, indossando anche la fascia di capitano. In totale, il classe ’96 ha messo insieme 1547 minuti con la maglia del club di Porto Alegre, firmando una rete in campionato e un assist nella Copa do Brasil.

Secondo le ultime indiscrezioni, il Gremio non eserciterà il diritto di riscatto e Arthur tornerà a Torino dal prossimo luglio, con un contratto in scadenza nel 2027. Il club bianconero valuterà quindi la sua collocazione sul mercato: l’ipotesi è di cederlo per una cifra intorno ai sei milioni di euro, puntando a recuperare investimento e monetizzare per il centrocampista reduce dall’esperienza brasiliana.

Inter, Bastoni torna ad allenarsi e fa chiarezza sul mercato

Domenica scorsa l’Inter ha ritrovato Alessandro Bastoni in campo per circa un’ora nella gara contro il Parma, un passo importante nel percorso di rientro dal problema fisico che lo aveva fermato. Il centrale nerazzurro ha lasciato il campo per un crampo, ma senza preoccupazioni. La sessione di recupero procede senza intoppi e nelle prossime partite anche Cristian Chivu, membro dello staff tecnico, dovrebbe concedergli minuti supplementari per ristabilire ritmo e sicurezza.

Il momento cruciale della stagione, con la finale di Coppa Italia alle porte, rende fondamentale il reinserimento di Bastoni nel progetto tecnico. Anche sul piano mentale il difensore sta ritrovando serenità grazie al clima positivo in spogliatoio e al sostegno dei tifosi. Sul fronte mercato, l'interesse del Barcellona resta vivissimo, ma Bastoni non sembra propenso a lasciare Milano. L’Inter, dal canto suo, ha più volte dichiarato che il difensore è incedibile, sorprendendo il club catalano che immaginava un approccio diverso.

Bastoni vuole concentrarsi esclusivamente sulla volata finale e sul possibile trionfo in Coppa Italia, consapevole di avere un ruolo da protagonista nel progetto nerazzurro. Intanto, mister Hansi Flick comincia a esplorare alternative per ovviare a eventuali defezioni future.

Napoli, trattativa in stand-by per Mario Gila: parla l’agente

In casa Napoli vive un tema di mercato che coinvolge il difensore della Lazio Mario Gila, seguito con interesse da più club italiani ed europei. Ai microfoni di CalcioNapoli24 TV è intervenuto Alejandro Camaño, agente dello spagnolo, che ha preferito mantenere cautela: “Non conosco il futuro di Sarri e non so se Gila potrà approdare al Napoli. Il ragazzo piace a molte squadre, ma al momento siamo concentrati solo sulla finale di Coppa Italia e sulla chiusura positiva della stagione”.

Gila è un giocatore importante per la Lazio, con ancora un anno di contratto e un ruolo chiave nel percorso della squadra. “Per me la finale di Coppa Italia sarà un cuore diviso a metà, essendo anche agente di Lautaro Martínez”, ha aggiunto Camaño, facendo esplicito riferimento alla finalissima di Coppa.

Su Lautaro, poi, l’agente ha commentato brevemente il recente battibecco con Antonio Conte: “Non so se abbiano chiarito, ma Lautaro è un professionista serio e sa dosare il proprio temperamento”.

Inter, la questione Carlos Augusto apre a possibili trattative

Nonostante il trionfo per il ventunesimo scudetto e la possibilità di un “double” con la Coppa Italia, l’Inter lavora già al futuro e a possibili rivoluzioni nella rosa. Tra i profili a rischio rinnovo c’è Carlos Augusto, esterno brasiliano classe ’99, il cui accordo contrattuale sembra distante dal concretizzarsi. La società nerazzurra, scrivono fonti vicine al club, non lo considera più incedibile e sta valutando possibili offerte. Non è da escludere che il giocatore possa essere impiegato come pedina di scambio, magari in trattative con Roma o Atalanta, club entrambi interessati al suo profilo.

La volontà della dirigenza milanese pare chiara: mantenere la competitività ma anche avere margini di manovra economica per muoversi con decisione nel mercato estivo.

Dal fronte estero: addio al DS Lorenzi del Brest e ipotesi Lampard al Crystal Palace

In Francia il Brest ha annunciato il divorzio con il direttore sportivo Grégory Lorenzi, figura chiave nella crescita costante della squadra bretone negli ultimi dieci anni. Lorenzi ha guidato il club dalla Ligue 2 fino a una storica qualificazione in Champions League, traguardo ottenuto sorprendentemente con uno dei budget più contenuti del campionato francese.

In Inghilterra, il Crystal Palace si prepara a salutare Oliver Glasner, tecnico che ha fatto la storia dei londinesi grazie a titoli come la FA Cup e il Community Shield, oltre alla finale di Conference League del 27 maggio contro il Rayo Vallecano. Fra i candidati alla sua successione spunta il nome di Frank Lampard, ex Chelsea reduce da una splendida stagione al Coventry con la promozione in Premier League dopo 25 anni di assenza.

Si apre così un capitolo intrigante per il club di Londra, che potrebbe affidare le chiavi della squadra a un allenatore con una forte storia nel calcio inglese e capitale affettivo nella città.

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Davis accusa, Dossena risponde: polemica razzismo in Serie A

Serie A, a Cagliari-Udinese esplode la polemica razzismo: al centro della bufera dell’ultimo turno di campionato c’è la partita disputata questo pomeriggio tra i sardi e i friulani, finita sotto i riflettori non solo per il risultato, ma soprattutto per un grave episodio denunciato dall’attaccante bianconero Keinan Davis.

Nel finale di gara, Davis ha infatti puntato il dito contro il difensore del Cagliari Alberto Dossena, accusandolo di aver pronunciato nei suoi confronti un epiteto a sfondo razzista. La tensione in campo è rapidamente degenerata, dando origine ad un parapiglia che ha visto coinvolti più calciatori. Ma le schermaglie non si sono esaurite al triplice fischio: nel post-partita, lo scambio di accuse tra i diretti protagonisti ha tenuto banco nell’ambiente calcistico e sui social.

L’Udinese, con decisione, si è schierata a difesa del proprio centravanti, supportandolo pubblicamente. Lo stesso Davis ha poi rilanciato l’allarme su Instagram, postando una foto di Dossena accompagnata da una dura accusa: "Questo vigliacco razzista mi ha dato della ‘scimmia’ durante la partita. Spero che la Serie A prenda provvedimenti, ma vedremo."

Dossena, dal canto suo, ha risposto con fermezza negando ogni tipo di comportamento illecito e sottolineando il proprio sconcerto per quanto accaduto: "Essere accusato di razzismo mi rattrista e ferisce: è un’accusa molto pesante, mai mi passerebbe per la testa di rivolgermi ad un’altra persona, un collega, con un insulto di quel tipo. È la prima volta che mi capita una situazione del genere in cui devo difendermi da un’accusa infamante. Un comportamento di questo genere è quanto di più lontano dalla mia cultura ed educazione."

Un dibattito che apre quindi un capitolo delicato e che richiede la massima attenzione da parte degli organi competenti del calcio italiano, chiamati a fare chiarezza e eventualmente a prendere provvedimenti immediati contro ogni forma di discriminazione in Serie A.

Dall’altro lato del tabellone, sul fronte sportivo, spicca la netta affermazione dell’Inter sul campo della Lazio. Il match termina con un perentorio 0-3 in favore dei nerazzurri, un risultato che rappresenta un chiaro segnale in vista della finale di Coppa Italia in programma mercoledì prossimo.

Questa vittoria consente all’Inter di allungare momentaneamente a +15 punti sulla prima inseguitrice, il Napoli guidato da Antonio Conte, mantenendo indiscussa la vetta della classifica. Il campionato di Serie A si accende così con prospettive sempre più intriganti, dove il duello per lo scudetto si fa sempre più avvincente e ricco di colpi di scena.

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Napoli, Hojlund riscattato e vice affidato a una soluzione interna

Nonostante un periodo a secco di gol che si protrae da diverse settimane, il Napoli mantiene intatta la fiducia in Rasmus Hojlund, uno degli elementi fondamentali del progetto tecnico guidato da Antonio Conte. Il giovane centravanti danese, infatti, non segna dal 14 marzo, quando realizzò la rete contro il Lecce, ma il suo valore resta inalterato agli occhi dello staff azzurro e della società partenopea.

Come sottolineato dal Corriere del Mezzogiorno, né la lunga astinenza dal gol né l’episodio del rigore sbagliato con la Danimarca durante i playoff mondiali hanno scalfito la stima nei confronti del classe 2003. Anzi, il Napoli è pronto a compiere un passo concreto per il futuro, investendo 44 milioni di euro per riscattare definitivamente il giovane talento danese nella prossima sessione estiva di calciomercato.

I numeri stagionali di Hojlund sono tutt’altro che deludenti: 14 gol e 6 assist, risultati importanti soprattutto considerando le difficoltà offensive che hanno caratterizzato gran parte della stagione. Il Napoli ha infatti dovuto fare i conti con numerose assenze e infortuni che hanno colpito i suoi attaccanti di riferimento, tra cui De Bruyne, Neres e Vergara.

Nel frattempo, la dirigenza azzurra riflette anche sulle strategie per potenziare ulteriormente l’attacco. Tra le opzioni valutate emerge con forza la candidatura di Giovane, giovane talento brasiliano considerato più adatto a ricoprire il ruolo di centravanti piuttosto che quello di esterno offensivo, dove è stato impiegato finora.

Questo piano rientra nella volontà del Napoli di intensificare il peso offensivo complessivo della rosa, qualificandosi come una squadra sempre più competitiva sia in Serie A sia nelle competizioni europee. Con Antonio Conte al timone, il club partenopeo punta a consolidare un attacco versatile e prolifico, costruito attorno a giovani di prospettiva come Hojlund e Giovane, capaci di garantire gol e assist decisivi nel corso della stagione.

Il percorso del Napoli dunque si conferma ambizioso, con un occhio al presente ma con uno sguardo attento a costruire una base solida per il futuro, investendo in giovani talenti che possono diventare pilastri fondamentali per il successo a lungo termine del club.

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Torino, Simeone: "Mi manca l'Argentina, sogno il ritorno al River"

Giovanni Simeone, nome ormai storico della Serie A, sembra destinato a salutare definitivamente il calcio italiano. Dopo un periodo segnato da alti e bassi con la maglia del Torino, l'attaccante argentino è stato recentemente al centro delle voci che lo danno vicino a un ritorno in patria, precisamente al River Plate, il club che lo ha lanciato nel grande calcio e dove Eduardo Coudet, il tecnico dei Millonarios, spinge con forza per riportarlo al Monumental.

Le parole dello stesso 'Cholito' non lasciano spazio a dubbi. Intervistato da un canale YouTube argentino, l’ex Torino si è aperto riguardo al proprio futuro, confessando le sue ambizioni con un mix di emozione e chiarezza: "Dove mi piacerebbe giocare in futuro? Dico due posti. Mi piacerebbe molto giocare di nuovo per il Napoli. Non so se come giocatore o in che ruolo. E poi, in Argentina, al River Plate".

Questa dichiarazione fa riflettere sull’affetto e l’attaccamento che Simeone nutre verso due realtà molto diverse, ma profondamente radicate nelle sue esperienze personali e professionali. Il Napoli, guidato da Antonio Conte, rappresenta un simbolo del calcio italiano di livello alto dove Simeone ha lasciato un'impressione importante, nonostante i cambi di ruolo e il contesto competitivo. Dall’altra parte, il richiamo della terra natia e del River Plate è forte e ricco di significato.

Proprio sul legame con il River, l’attaccante ha aggiunto: "Per via del River, per via dei miei amici, per via dell'Argentina... La verità è che mi manca molto l'Argentina. In questo senso, sì: spero in un ritorno". Parole che spiegano perfettamente quanto sia sentito questo desiderio di concludere la carriera nel club che lo ha cresciuto e in un paese che lo ha formato come uomo e calciatore.

Il possibile addio di Simeone rappresenta inoltre un segnale interessante per la Serie A, che potrebbe presto perdere un attaccante dal profilo internazionale e molto apprezzato per la sua duttilità offensiva e il suo spirito combattivo. La sua esperienza in Italia, seppur non sempre coronata da grandissimi exploit, è stata caratterizzata da un continuo impegno e da prestazioni che hanno spesso acceso partite importanti. Ora, il richiamo dell’Argentina e la volontà di ritrovare il River Plate spingono l’attaccante verso un nuovo capitolo della sua carriera, lontano dal campionato italiano.

Dal canto suo, il Torino si trova a dover valutare la situazione di un elemento che ha rappresentato una pedina importante nel complesso scacchiere della squadra granata, soprattutto in fase offensiva. L’addio di Simeone comporterebbe inevitabilmente una riflessione sul mercato e sulle strategie future per l’attacco. Intanto, il mercato sudamericano continua a monitorare con interesse questa possibile operazione di ritorno che, in caso di definizione, avrebbe un grande appeal per il River Plate e per i tifosi argentini.

In conclusione, Giovanni Simeone guarda con molta voglia al futuro ma soprattutto sente forte il richiamo non solo professionale, ma soprattutto affettivo, verso Argentina e River Plate. Il Napoli di Antonio Conte rappresenta invece un capitolo importante della sua avventura europea, un’esperienza che Simeone ricorda con piacere e che, chissà, potrebbe anche rappresentare un possibile ritorno in seguito. Per ora, però, sembra evidente che il nuovo orizzonte del ‘Cholito’ sia chiaramente indirizzato verso il Sud America e la maglia del River, il club del quale è stato protagonista fin dagli esordi e portatore di un’eredità familiare molto sentita.

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Milan: D’Amico in pole dopo Tare con Italiano, Giuntoli all’Atalanta

Il Milan è pronto a innescare una nuova fase di rinnovamento profondo, sia a livello dirigenziale che tecnico. Secondo quanto riportato oggi dal Corriere dello Sport, la società di via Aldo Rossi sta valutando con attenzione il futuro dell’area sportiva, puntando con decisione su Tony D’Amico come possibile nuovo direttore sportivo. L’attuale dirigente dell’Atalanta era già stato corteggiato nella scorsa stagione da Giorgio Furlani, precedente AD rossonero, ma alla fine la scelta della dirigenza si era orientata su Igli Tare. Ora però i contatti sono tornati vivi e, sembra, più decisi che mai.

Il possibile approdo di D’Amico alla guida dell’area tecnica del Milan potrebbe aprire ulteriori scenari, in particolare per la panchina. Il nome in cima alla lista per la successione in panchina è quello di Vincenzo Italiano, allenatore emergente che negli ultimi anni ha dimostrato grande capacità nel valorizzare le proprie squadre. Attualmente sotto contratto con il Bologna fino al 2027, con un rinnovo automatico previsto in caso di qualificazione in Champions League, Italiano sta comunque valutando opzioni di crescita professionale e il Milan rappresenterebbe senz’altro una destinazione ambita e prestigiosa, soprattutto in un momento di rilancio per la società rossonera.

Che ne sarà invece di Massimiliano Allegri? Il tecnico, legato al club con un contratto fino al 2027, che si estenderebbe automaticamente fino al 2028 in caso di Champions League, appare sempre più una possibile scelta per guidare la nazionale italiana, ipotesi che potrebbe aprire definitivamente la porta a un addio dal Milan.

Non è tutto: in vista di una possibile uscita di D’Amico dall’Atalanta, il club bergamasco avrebbe già iniziato a muoversi in anticipo alla ricerca di un sostituto. Tra i candidati più accreditati per prenderne il posto figurerebbe, secondo quanto riportato, Cristiano Giuntoli, ex direttore sportivo di Napoli e Juventus attualmente senza squadra. Giuntoli rappresenta un nome di grande esperienza nel panorama del calcio italiano e potrebbe essere il profilo giusto per garantire continuità e ambizione all’Atalanta.

Intanto, sul fronte Napoli – sostenuto in panchina da Antonio Conte – la situazione appare tranquilla, anche se i club di vertice come il Milan non smettono di monitorare con attenzione i movimenti sul mercato e nelle rispettive strutture tecniche, pronti a sfruttare ogni occasione per rinforzarsi in vista della prossima stagione di Serie A e delle competizioni europee.

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