martedì 5 maggio 2026

Napoli: De Bruyne sogna il Mondiale, ma spunta la MLS

Il futuro di Kevin De Bruyne continua a tenere banco in casa Napoli. Il centrocampista belga, grande colpo del mercato estivo, ha finora offerto sprazzi della sua indiscutibile classe, ma la sua stagione è stata condizionata da un infortunio che ne ha frenato l'impatto con la squadra. L’ultima trasferta a Como ne ha messo in evidenza le difficoltà: De Bruyne non è riuscito a incidere, tanto da essere sostituito dal tecnico Antonio Conte dopo aver toccato appena 21 palloni.

La questione tattica rimane al centro del dibattito. Cosa c’entra il modulo con il rendimento di De Bruyne? A Napoli crescono i dubbi. Il calciatore, atteso come elemento chiave nello scacchiere di Conte, non ha ancora dimostrato tutto il suo valore sul campo, e alcuni ritengono che l'adattamento al sistema di gioco possa essere un ostacolo non banale. Tuttavia, sarà proprio l’allenatore – attuale o futuro – a dover decidere la linea da seguire riguardo al belga. Da parte sua, né il giocatore né la società hanno mostrato l’intenzione di interrompere il rapporto di comune accordo, segno che la fiducia resta intatta nonostante le difficoltà.

Intanto, sullo sfondo, si rincorrono voci provenienti dagli Stati Uniti, in particolare dalla Major League Soccer (MLS). Secondo quanto riportato in esclusiva da Il Mattino, oltre che da Chicago, anche il New York City sarebbe interessato a De Bruyne, elemento che aggiunge ulteriore fermento attorno al suo futuro. Ciononostante, ad oggi il centrocampista resta concentrato su un obiettivo ben preciso: il prossimo Mondiale in Qatar, dove sarà protagonista con la nazionale belga. È infatti la competizione iridata di giugno il vero punto fermo nei programmi di De Bruyne, che per ora guarda all’America solo attraverso questa vetrina internazionale.

Il Napoli, società ambiziosa guidata da Antonio Conte, punta a rilanciare il talento del belga per salire nella gerarchia della Serie A e in Europa, e spera che l’ex Manchester City possa tornare a giocare ai livelli che tutti conoscono. La sfida è aperta: il club azzurro e il giocatore sono chiamati a trovare una sintonia piena. Solo così potrà essere scritta la prossima pagina della sua avventura in azzurro, mentre i rumor sul mercato restano una costante nel mondo del calcio.

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lunedì 4 maggio 2026

Napoli cerca esterno: in estate nuovo assalto ad Allan Palmeiras

NEWS

Il Napoli punta nuovamente al mercato sudamericano per rinforzare gli esterni offensivi, cercando di dare ulteriore qualità e freschezza a un reparto che Antonio Conte intende valorizzare al massimo. Il direttore sportivo Giovanni Manna è al lavoro per strutturare la squadra del futuro e ha messo nel mirino un talento emergente proveniente dal Brasile: si tratta di Allan, esterno d’attacco classe 2004 del Palmeiras. Già noto negli ambienti sportivi grazie ai precedenti tentativi da parte degli azzurri, Allan è un esterno destro dal piede sinistro, cresciuto nelle giovanili del club paulista dopo un inizio alla Figueirense. Dal 2019 fa parte del Verdeoro e, con la prima squadra, ha accumulato 28 presenze nella stagione in corso, mettendo in mostra qualità tecniche importanti, numerosi dribbling e qualche gol significativo.

Il Napoli si era già mosso concretamente sul talento brasiliano durante la sessione di mercato di gennaio. Secondo quanto riportato dalla stampa sudamericana, erano stati proposti tra i 30 e i 35 milioni di euro per assicurarsi il giovane esterno, ma il Palmeiras aveva rifiutato l’offerta, deciso a trattenere uno dei suoi gioielli. Prima ancora, a far tentativi era stato lo Zenit San Pietroburgo, club russo tra i più attenti ai prospetti sudamericani, che aveva inoltrato una proposta simile, anch’essa respinta. Il potente ruolo del Palmeiras nel calcio brasiliano e sudamericano rende ogni trattativa particolarmente complessa, ma l’interesse del Napoli non si è mai affievolito.

Guardando all’estate, sul giocatore si registra un vero e proprio derby internazionale. Dalla Premier League inglese, il Liverpool monitora con attenzione Allan, ma proprio come gli azzurri, anche i Reds attendono chiarezza sulla conferma della guida tecnica prima di lanciare un’offerta concreta. Antonio Conte e Arne Slot, rispettivamente allenatori di Napoli e Liverpool, non hanno ancora la panchina del prossimo anno pienamente assicurata, scenario che per ora mette un freno alle grandi manovre di mercato. Parallelamente, arriva dagli Stati Uniti la voce di un interessamento da parte dell’Inter Miami, la franchigia di Lionel Messi. Tuttavia, una valutazione intorno ai 40 milioni di euro appare troppo elevata anche per la squadra più ricca della Major League Soccer, considerato soprattutto il profilo giovane e ancora in rampa di lancio di Allan.

In ogni caso, il Napoli è intenzionato a non mollare la presa e a riprovare, nella prossima sessione estiva, a imbastire una trattativa solida per il promettente esterno offensivo. L’obiettivo è chiaro: potenziare ulteriormente le corsie esterne con un talento in grado di fare la differenza, proseguendo così il lavoro di Antonio Conte nel costruire una squadra competitiva e ambiziosa per la prossima stagione di Serie A e competizioni europee.

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Serie A 35^ giornata: risultati, tabellini e pagelle complete

Si è chiusa la 35^ giornata di Serie A 2025/2026, una tornata intensa e ricca di risultati importanti per la corsa al titolo, per la lotta salvezza e per la definizione delle posizioni di metà classifica. Di seguito il racconto dettagliato di tutte le partite con i rispettivi tabellini e pagelle, protagonisti e momenti clou.

PISA-LECCE 1-2

Nel match del Picchi, il Lecce ha avuto la meglio sul Pisa con il punteggio di 2-1, conquistando tre punti fondamentali per consolidare la propria posizione in zona europea. La gara è stata vibrante e combattuta fino all’ultimo minuto, con il Pisa bravo a rispondere dopo il vantaggio iniziale di Banda, ma infine beffato dal colpo di Cheddira.

Marcatori: 53’ Banda (L), 57’ Leris (P), 65’ Cheddira (L).

Pisa (3-5-2): Semper; Caracciolo, Canestrelli, Bozhinov (81' Durosinmi); Leris, Akinsanmiro (81' Cuadrado), Aebischer, Isak Vural (70' Piccinini), Angori (64' Touré); Moreo, Stojilkovic (70' Meister). Allenatore: Hiljemark.

Lecce (4-3-3): Falcone; Danilo Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ramadani, Ngom; Pierotti (93' Gandelman), Cheddira (70' Camarda), Banda (70' Jean). Allenatore: Di Francesco.

UDINESE-TORINO 2-0

Allo Stadio Friuli, l’Udinese ha dominato il Torino con un netto 2-0 grazie ai gol di Ehizibue e Kristensen, che hanno firmato le reti decisive proprio nei minuti finali del primo tempo e all’inizio della seconda frazione. Una vittoria fondamentale per la squadra di Runjaic, che si conferma solida nel suo fortino casalingo.

Marcatori: 45’+1 Ehizibue (U), 51’ Kristensen (U).

Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele (77' Mlacic), Solet; Ehizibue (70’ Zarraga), Atta (84’ Arizala), Miller (76’ Piotrowski), Ekkelenkamp, Kamara; Zaniolo, Buksa (70’ Gueye). Allenatore: Runjaic.

Torino (3-5-2): Paleari; Coco, Marianucci, Ebosse; Lazaro, Casadei (57’ Prati), Ilkhan (57’ Kulenovic), Gineitis, Obrador (65’ Biraghi); Vlasic, Simeone (72’ Nije). Allenatore: D'Aversa.

COMO-NAPOLI 0-0

Un pareggio a reti bianche che lascia un senso di incompiuto per il Napoli di Antonio Conte. Contro il Como, che ha mostrato una difesa attendista e ben organizzata, la squadra partenopea non è riuscita a sfondare nonostante una prestazione complessivamente positiva, con qualche occasione sfumata soprattutto per Højlund e De Bruyne. Un risultato che rallenta leggermente la corsa al vertice, ma non compromette ancora a fondo la classifica.

Como (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Valle (80’ Moreno); Perrone, da Cunha (86’ S. Roberto); Diao (86’ Vojvoda), Nico Paz, Baturina (80’ Rodriguez); Douvikas (80’ Morata). Allenatore: Fabregas.

Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani (80' Spinazzola), Buongiorno; Politano, McTominay, Lobotka, Gutiérrez; De Bruyne (86' Anguissa), Alisson; Højlund. Allenatore: Antonio Conte.

ATALANTA-GENOA 0-0

In una sfida molto tattica e combattuta, Atalanta e Genoa si sono divise la posta con un mesto 0-0. Nessuno dei due attacchi è riuscito a prevalere sulle rispettive difese, in particolare l’Atalanta di Palladino ha avuto qualche occasione ma senza concretizzare, mentre il Genoa di De Rossi ha confermato il suo approccio difensivo.

BOLOGNA-CAGLIARI 0-0

Un punto a testa per Bologna e Cagliari in una partita bloccata e avara di emozioni. Nessuna delle due squadre è riuscita a diventare pericolosa in modo costante, con le difese ben schierate e poche spunti offensivi degni di nota. Un risultato che lascia ancora aperta la lotta a centro classifica.

SASSUOLO-MILAN 2-0

Il Sassuolo sorprende il Milan e vince per 2-0 in uno scontro diretto fondamentale per la corsa a un posto in Champions League. I neroverdi passano in vantaggio al 5’ con un grandissimo Berardi e chiudono i conti nella ripresa grazie a Laurienté. Un ko pesante per il Milan di Allegri, meno incisivo del solito e incapace di reagire.

Marcatori: 5’ Berardi (S), 47’ Laurienté (S).

JUVENTUS-HELLAS VERONA 1-1

La Juventus non va oltre il pareggio casalingo contro l’Hellas Verona. Sono gli ospiti a passare in vantaggio con Bowie al 34’, prima della rete del pareggio di Vlahovic al 61’. Un risultato che non soddisfa a pieno Allegri e la piazza bianconera, ancora in cerca di continuità.

INTER-PARMA 2-0

L’Inter di Chivu conquista tre punti importanti superando il Parma grazie alle reti di Thuram subito dopo l’intervallo e Mkhitaryan nel finale. La squadra nerazzurra mantiene così la pressione sulle prime posizioni e conferma il suo ottimo stato di forma.

Marcatori: 46’ Thuram (I), 80’ Mkhitaryan (I).

CREMONESE-LAZIO 1-2

La Lazio di Maurizio Sarri ottiene una vittoria sofferta sul campo della Cremonese grazie alla rimonta firmata da Isaksen e Noslin dopo il vantaggio iniziale di Bonazzoli. Un successo importante per la squadra biancoceleste in una corsa sempre più serrata per un posto europeo.

ROMA-FIORENTINA 4-0

La Roma domina e travolge la Fiorentina con un risultato netto e tennistico: 4-0. I gol di Mancini, Wesley, Hermoso e Pisilli sono la conferma di una squadra in ottima forma e determinata a chiudere la stagione in grande stile. Una prova di forza che lancia Gasperini e i suoi verso traguardi ambiziosi.

La 35^ giornata di Serie A ha quindi consegnato risultati chiave in ogni zona di classifica: la squadra di Antonio Conte, impegnata sul campo del Como, ha ottenuto un pareggio che rallenta ma non frena la sua corsa; mentre le altre big hanno alternato vittorie e passi falsi in un campionato sempre più combattuto fino all’ultimo turno.

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Inter campione, Adani su Chivu: "Ha capito lo spogliatoio"

Nel suo editoriale pubblicato oggi sul Corriere della Sera, Daniele Adani ha analizzato la recente vittoria dello scudetto da parte dell’Inter concentrandosi anche sulla spettacolare sfida tra PSG e Bayern Monaco. Secondo l’ex difensore e commentatore, quella partita non è stata soltanto una delle più emozionanti di sempre, ma un vero e proprio “manifesto” del calcio moderno: “PSG-Bayern rappresenta inequivocabilmente la direzione del calcio contemporaneo, dove per vincere è necessario attaccare. Questo vale in Europa, come in Serie A, dove l’Inter ha meritato il titolo proprio perché ha sempre giocato per vincere”.

Adani sottolinea come l’atteggiamento di cercare sistematicamente il successo, anche nei momenti di difficoltà, sia stato decisivo per la squadra di Antonio Conte. “Anche nelle partite perse – come contro Udinese in casa, Juventus a Torino o nei due derby, nonché a Napoli – l’Inter ha sempre mantenuto un approccio aggressivo e propositivo. Questi match, persi contro squadre con valori tecnici importanti che l’hanno seguita da vicino in classifica, dimostrano comunque la solidità mentale di un gruppo sempre orientato alla vittoria”, ha spiegato il commentatore, sottolineando l’importanza della mentalità vincente per conquistare lo scudetto.

Un ruolo chiave, secondo Adani, lo ha avuto proprio l’allenatore nerazzurro, Antonio Conte, capace di leggere rapidamente il “termometro umano” dello spogliatoio, intervenendo con scelte tecniche che hanno rinvigorito la squadra. “Conte ha saputo potenziare e rinnovare motivazioni e strategie. Questo tipo di calcio moderno richiede difensori che sappiano vivere la partita con intelligenza e fisicità, come abbiamo visto nelle prestazioni d’altissimo livello anche in Europa. Nell’Inter, l’arrivo di Akanji si è rivelato fondamentale per migliorare l’equilibrio difensivo.”

Nel corso della stagione, l’Inter ha saputo tenere alta la qualità del gioco e mantenere uno spirito battagliero in ogni sfida, riuscendo a superare con merito le proprie rivali. Lo scudetto, dunque, è il premio di una squadra che ha saputo coniugare tecnica, tattica e soprattutto una mentalità vincente, qualità imprescindibili nel calcio moderno.

Adani, infine, attribuisce grande importanza al modo di interpretare le gare di alto livello, non solo sul piano tecnico ma anche emotivo: “Nelle partite più difficili, l’Inter è rimasta fedele alla propria identità, giocando sempre per vincere. Questa continuità mentale e tattica è la chiave del successo e un esempio da seguire, anche alla luce delle sfide che il calcio italiano deve affrontare in futuro.”

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Ecco tre allenatori vincenti: la nuova generazione in Europa

Cronaca Sportiva

Un trionfo netti e meritato: Cristian Chivu e la sua Inter conquistano la Serie A con autorevolezza. Alla sua prima stagione completa da tecnico nel calcio di alto livello, dopo aver garantito la salvezza al Parma in un breve periodo, il giovane allenatore rumeno ha trasformato l’Inter in una macchina vincente, capace di dominare fin dall’avvio. La rivoluzione tanto attesa dalla società nerazzurra si è concretizzata sul campo, registrando una stagione di grande qualità e convinzione. Così il presidente Giuseppe Marotta ha espresso ieri sera in occasione della festa scudetto: "Credo possa essere l'allenatore dell'Inter ancora per tanti anni", sottolineando la fiducia e la fiducia riposta in Chivu dopo una stagione che ha spento le delusioni dello scorso anno e rilanciato con forza il club milanese.

Una curiosità da non sottovalutare emerge dai numeri di questa Serie A: era da tempo immemorabile che il titolo non veniva vinto da una squadra distante dalla vetta nella classifica difensiva. L’Inter di Chivu, infatti, si colloca soltanto sesta per gol subiti, ma può vantare un poderoso attacco con 30 gol in più rispetto al Napoli, arrivato secondo, forte di un reparto offensivo completato dai due primi marcatori della classifica cannonieri. La filosofia nerazzurra, improntata a segnare almeno un gol in più degli avversari, è la chiave di volta del successo, incarnando quel calcio moderno ed offensivo che si ispira a un modello europeo di riferimento: il sorprendente PSG-Bayern Monaco 5-4, autentico spettacolo di tecnica e spettacolo.

In Germania, intanto, continua a brillare un’altra giovane guida tecnica d’eccellenza: Vincent Kompany, manager classe 1986 alla guida del Bayern Monaco. Anche lui ex difensore di carattere, Kompany è stato scelto più per le sue doti personali e di leadership che per un curriculum tecnico già consolidato. Un azzardo che però sta dando i suoi frutti, visto che il Bayern non è solo la squadra dominante degli ultimi due anni in Bundesliga, ma diventa un esempio da seguire a livello globale grazie anche ai 171 gol realizzati in stagione, una cifra monstre nel calcio europeo.

Nel contesto del calcio internazionale, resta viva la straordinaria impronta del calcio offensivo e della costruzione di un ambiente solido e sereno, elementi chiave anche per Francesco Farioli, giovane manager italiano classe 1989, artefice del trionfo del Porto sul campionato portoghese. Con una difesa rocciosa e tante soluzioni offensive, anche dopo l’infortunio che ha privato la squadra del centravanti Samu Omorodion da metà febbraio, Farioli ha guidato i Dragoes a dominare i rivali Benfica e Sporting dall’inizio alla fine.

Il panorama europeo del calcio di vertice vede dunque una nuova generazione di allenatori emergenti pronti a lasciare il segno. Accanto a Chivu, Kompany e Farioli, spicca anche il nome di Mikel Arteta, tecnico classe 1982 del Arsenal. Il suo futuro resta aperto a ogni possibilità: può diventare un’icona di questa nuova leva di allenatori o rimanere nella lotta ardua per i titoli, combattendo contro giganti come Guardiola, che ambisce a superarlo, o l’esperto Simeone, pronto ad affrontarlo nelle prossime sfide all’Emirates.

Infine, merita una doverosa precisazione: nella stagione appena conclusa e che ha visto l’Inter trionfare, il Napoli è stato guidato da Antonio Conte, figura di grande esperienza e carisma, il cui apporto alla squadra partenopea è stato decisivo, pur non bastando per strappare lo scudetto ai nerazzurri di Chivu.

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domenica 3 maggio 2026

Valzer panchine Serie A: guida completa a cambi e novità

La stagione di Serie A si avvicina alla sua fase cruciale e il valzer delle panchine s’annuncia già infuocato. Partiamo dall’Inter, che ha scelto la linea della continuità: niente rivoluzioni. La dirigenza nerazzurra punta tutto su Christian Chivu, riconfermato alla guida tecnica nella speranza di bissare successi e arricchire ulteriormente il proprio palmares. Una scelta che ribadisce come una squadra vincente non abbia bisogno di cambi radicali.

Ma la vera attesa è tutta per l’Italia, con i riflettori puntati sulle decisioni che riguarderanno i grandi tecnici: i nomi caldi restano quelli di Massimiliano Allegri, Antonio Conte e Roberto Mancini. Sullo sfondo, il sogno (improbabile) di Pep Guardiola continua a far sognare tifosi e addetti ai lavori. Il Milan, ad esempio, è in attesa di definire il proprio futuro tecnico: i rossoneri hanno da poco incontrato Allegri, in un confronto nel quale il tecnico livornese ha espresso la propria disponibilità a proseguire sulla panchina rossonera, pur senza chiudere del tutto alla suggestione di un ritorno in Nazionale.

Il Napoli vive invece un momento di incertezza. Antonio Conte potrebbe lasciare i partenopei e, a breve, è previsto un summit con il presidente Aurelio De Laurentiis per discutere del futuro. Al momento, la società partenopea ha in mente nomi come Vincenzo Italiano oppure Raffaele Palladino come possibili eredi in caso di addio del tecnico leccese. L’ipotesi Conte rappresenta senza dubbio una delle tematiche più calde sul mercato delle panchine, specie considerando le ambizioni del Napoli di tornare a competere per lo scudetto.

Il Bologna guarda al futuro con prudenza: la società, infatti, ha proposto il prolungamento dell’accordo al proprio allenatore, ma sarà fondamentale un chiarimento sulle intenzioni di entrambe le parti. Come possibili alternative per la panchina felsinea vengono valutati anche Maurizio Sarri e Fabio Grosso, mentre l’Atalanta, dopo avere rinnovato con Raffaele Palladino, si prende tempo. In città si vocifera il nome di Thiago Motta, un’eventualità che comporterebbe però una rivoluzione tattica, con l’uscita dal consolidato modulo a tre in difesa che da anni caratterizza la squadra bergamasca.

Altri movimenti riguardano la Lazio, che sta valutando diverse piste per la guida tecnica. Si parla di Fabio Pisacane, attualmente al Cagliari, con la società sarda che spera nella sua conferma; Okan Buruk del Galatasaray; e anche di Fabio Grosso. Per il Sassuolo, invece, sono sul tavolo i nomi di Alberto Aquilani, reduce dall’esperienza al Catanzaro, e Ignazio Abate, attualmente alla Juventus Stabia.

In casa Juventus, la situazione appare più definita: la società ha deciso di confermare Luciano Spalletti alla guida della squadra per la prossima stagione. La Roma, invece, conferma la fiducia a Gian Piero Gasperini, che affronterà anche la selezione del direttore sportivo insieme al presidente Dan Friedkin.

Non mancano poi novità anche in altre piazze. Il Como punterà a riconfermare Cesc Fabregas per almeno un’altra stagione, mentre l’Udinese è chiamata a decidere sulla prosecuzione del rapporto con Kosta Runjaic, con possibili sorprese all’orizzonte. Daniele De Rossi continua ad essere un nome ambito, con diversi club di Serie A tra i quali figurano Atalanta, Bologna e Fiorentina. Il Genoa intende riconfermare il tecnico, mentre il Parma dovrebbe proseguire con Carlos Cuesta.

Infine, il Torino potrebbe cambiare guida: Roberto D’Aversa appare a rischio esonero e i candidati principali per la successione sono Gennaro Gattuso e Ivan Juric. La Fiorentina saluterà Paolo Vanoli e ha sul tavolo diverse opzioni per il futuro allenatore, tra cui Fabio Grosso, Maurizio Sarri o un mister “X” dall’estero. Le squadre più orientate a garantire innanzitutto la salvezza, come Lecce e Cremonese, stanno concentrando i loro sforzi su questo fronte, mentre Pisa e Hellas Verona bussano alla porta della Serie B per programmare il futuro.

Il mercato delle panchine in Serie A si preannuncia dunque scoppiettante, con nomi importanti e decisioni strategiche che faranno da apripista a una nuova stagione sempre più competitiva e appassionante.

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Inter campione d'Italia: Lautaro eroe, Chivu protagonista

Cronaca Sportiva

L'Inter conquista il suo ventunesimo Scudetto in una stagione straordinaria, culminata con la vittoria decisiva contro il Parma che ha certificato l’ennesimo trionfo nella storia del club nerazzurro. Un percorso tutt’altro che scontato, complicato da numerosi cambiamenti e sfide, ma che alla fine ha premiato una squadra capace di ritrovare compattezza e determinazione sotto la guida di Cristian Chivu, subentrato ad Antonio Conte sulla panchina interista. Ecco il pagellone dei protagonisti di questo trionfo in Serie A, un’analisi dettagliata di chi ha contribuito a riportare l’Inter sul tetto d’Italia.

Sommer 6 - Una stagione non all’altezza delle migliori prestazioni del portiere svizzero, chiamato a ricoprire un ruolo chiave in campo ma che ha mostrato qualche difficoltà in più rispetto al passato. Tuttavia, la sua presenza è stata un punto di riferimento importante, e le sue parate hanno contribuito al titolo, rendendo onore a quella che potrebbe essere la sua ultima annata con la maglia nerazzurra.

Martinez 6 - Pochi scampoli in campionato per il giovane portiere, con tre presenze e una porta quasi imbattuta, mentre in Coppa Italia ha disputato un ruolo da titolare fisso. Pur da comprimario, ha saputo dare il suo contributo alla causa Scudetto, dimostrando sicurezza e affidabilità ogni volta che è stato chiamato in causa.

Dumfries 7 - La sua stagione è stata segnata da un infortunio prolungato alla caviglia che lo ha tenuto lontano dal campo da fine novembre fino ad aprile, fermando la sua spinta sulla fascia destra. Fatto salvo questo lungo stop, l’olandese ha mostrato grande qualità, suggellata da una doppietta decisiva contro il Como alla trentaduesima giornata, momenti chiave ai fini della conquista dello Scudetto.

De Vrij 6 - Con appena nove presenze, di cui sei da titolare, ha comunque dimostrato di essere un elemento affidabile: ogni volta che è entrato in campo, l’Inter ha sempre raccolto punti, senza mai soccombere. La sua stagione, pur senza brillare, è stata una garanzia quando chiamato in causa.

Acerbi 6 - L’età avanza e con l’arrivo di Akanji il suo ruolo si è ridotto, con sedici presenze stagionali. Nonostante ciò, ha mantenuto un atteggiamento professionale esemplare, mettendo la sua esperienza al servizio del gruppo e aiutando i compagni più giovani.

Akanji 7,5 - Il ritiro si è rivelato un autentico colpo di mercato per il club: titolare fisso dal primo giorno, con prestazioni solide e concrete in difesa, arricchite da due gol preziosi. Un acquisto di grande spessore voluto con decisione dalla società e che rappresenta la forza del nuovo reparto difensivo nerazzurro, con la dirigenza pronta ora a blindarlo definitivamente dal Manchester City.

Carlos Augusto 6,5 - L’esterno brasiliano ha confermato la sua duttilità, diventando un terzo elemento della difesa capace di adattarsi a diverse situazioni tattiche. Il suo contributo è andato oltre le semplici statistiche (un gol e due assist), risultando spesso un’arma preziosa nel campionato di Serie A.

Bisseck 7 - Una delle sorprese più importanti della stagione. Il giovane difensore ha trovato con continuità spazio a partire dalla quindicesima giornata, diventando una colonna portante di Chivu in difesa. Con tre gol e due assist, è anche un prospetto che guarda con ottimismo al futuro nerazzurro.

Dimarco 8 - Senza dubbio uno degli uomini chiave dell’Inter campione d’Italia. Con diciotto assist segnati, ha messo a referto un record personale e di squadra difficile da battere, aggiungendo anche sei reti proprie. Il mancino di Dimarco è stato decisivo nella creazione e nella realizzazione dei gol, un perno fondamentale nell’economia dell’attacco nerazzurro assieme a Lautaro Martinez.

Bastoni 6,5 - Una stagione complicata per il difensore, tra episodi sfortunati e infortuni. Il rosso ricevuto contro la Bosnia in nazionale e i problemi fisici non gli hanno permesso di esprimersi al meglio, ma la sua dedizione non è mai venuta meno, contribuendo con costanza al successo finale.

Zielinski 8 - Se molti dubitavano della sua forma dopo il trasferimento dall’ambiente partenopeo, il centrocampista polacco ha risposto con una stagione da protagonista. Rigenerato dalla cura Chivu, è diventato il regista della squadra nei momenti di assenza di Calhanoglu, con sei gol importanti e un apporto fondamentale nella costruzione di gioco, dimostrando il suo valore anche in Serie A con la maglia nerazzurra.

Sucic 6,5 - Il giovane centrocampista ha trovato spazio e continuità, risultando una presenza preziosa e affidabile nello scacchiere interista. Con un gol e diverse buone prestazioni, ha iniziato a costruire il suo percorso nel calcio che conta, mettendo in bacheca il primo Scudetto della sua carriera.

Luis Henrique 6 - Giunto per offrire un’alternativa a Dumfries, ha sfruttato gli infortuni dell’olandese per guadagnare minuti in campo. Certamente non una stagione esaltante, ma ha comunque dato un contributo concreto con qualche gol e assist chiave, dimostrando di poter crescere nel tempo.

Frattesi 6 - Ruolo marginale per il centrocampista, che ha trovato poco spazio nel corso dell’anno. Un’annata difficile, che però si conclude con un meritato titolo anche per lui, in attesa di chiarire il suo futuro e il ruolo all’interno della rosa nerazzurra.

Diouf 6 - Poche presenze e poco spazio per il ragazzo in questa prima stagione italiana, ma il tempo è dalla sua parte. Un’annata di ambientamento che sarà utile per capire le sue reali potenzialità e il contributo che potrà dare all’Inter nei prossimi anni.

Calhanoglu 8 - Uno dei veri pilastri di questo trionfo nerazzurro, nonostante diversi stop fisici. Il turco ha siglato nove gol di grande valore, con una continuità di rendimento impressionante. È stato uno dei leader tecnici e morali, fondamentale nel riportare l’Inter sul gradino più alto dopo due anni.

Mkhitaryan 6,5 - Meno titolare rispetto al passato, ma sempre pronto a dare il proprio contributo quando chiamato in causa. La sua esperienza e la sua capacità di incidere nei momenti salienti sono state importanti, anche se resta da vedere se il futuro lo vedrà ancora protagonista con i colori nerazzurri.

Barella 7,5 - Cuore pulsante del centrocampo, tra i più utilizzati in Serie A con l’Inter, Barella ha chiuso la stagione con due gol fondamentali e numerosi momenti di leadership sia in campo che nello spogliatoio. La sua crescita continua è un elemento vitale per la squadra.

Thuram 7,5 - Tredici gol che hanno spesso fatto la differenza, soprattutto nelle fasi di assenza di Lautaro Martinez per infortunio. Ha saputo prendersi la responsabilità dell’attacco nei momenti più delicati e ha contribuito in maniera decisiva al successo finale.

Lautaro Martinez 8,5 - L’indiscusso capitano e simbolo dell’Inter campione: leader dentro e fuori dal campo, ha guidato la squadra soprattutto nella prima parte della stagione e nonostante gli infortuni ha saputo essere decisivo nel momento topico, con una doppietta contro la Roma che ha cambiato le sorti del campionato.

Bonny 7 - Al pari di Pio Esposito, è stata la rivelazione inattesa delle rotazioni offensive nerazzurre. la rete realizzata all’Olimpico contro la Roma si è rivelata cruciale e il suo equilibrio tra presenze da titolare e da subentrante ne ha fatto un elemento prezioso per l’intera stagione.

Pio Esposito 7,5 - Arrivato dalla Serie B con grandi aspettative, ha confermato il suo valore nonostante la pressione. La scelta di tenerlo, rifiutando offerte importanti, si è rivelata azzeccata: il giovane attaccante rappresenta infatti il futuro del club, arricchito dal primo Scudetto personale conquistato a soli 20 anni.

Chivu 8 - Prendere in mano l’Inter dopo l’era Conte non è stato semplice, e nemmeno raccogliere l’eredità di Inzaghi. Con grande capacità ha saputo risollevare un gruppo che l’anno precedente aveva fallito l’obiettivo triplete, ritrovando fiducia e spirito vincente. Nonostante un avvio titubante con due sconfitte nelle prime partite, dalla quarta giornata in poi la sua squadra ha ingranato la marcia vincente, superando critiche e pressioni esterne per centrare lo Scudetto. Un allenatore che ha dato una nuova identità e una spinta decisiva al ritorno al successo nerazzurro.

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