lunedì 16 febbraio 2026

Calciomercato Serie A: trattative e news al 16 febbraio

Il calciomercato quotidiano regala sempre nuovi sviluppi, tra ufficialità, trattative in corso e dettagli nascosti dietro le quinte. Ecco il riepilogo delle notizie più rilevanti di questa giornata, con un focus sul Bologna, la Roma e il Milan, ma anche uno sguardo al Tottenham e alle parole dell’agente di Klopp.

Bologna blinda Odgaard: nuovo rinnovo fino al 2029

Il Bologna continua a lavorare per consolidare la propria rosa anche nel lungo termine. Dopo il recente rinnovo di Santi Castro, arriva l’ufficialità del prolungamento contrattuale per Jens Odgaard, centrocampista offensivo danese di 26 anni. La società emiliana ha confermato la notizia con una nota ufficiale: «Il Bologna FC 1909 comunica di aver raggiunto l’accordo con il centrocampista Jens Odgaard per il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2029, con opzione per la stagione successiva». Un segnale chiaro dell’intenzione rossoblù di puntare sull’ex Sampdoria e Spezia come pedina importante per il futuro, andando oltre i nomi più attesi come Orsolini o Freuler.

Roma e Malen, accordo definitivo con riscatto obbligatorio e percentuale futura per Aston Villa

La Roma si conferma determinata a trattenere Donyell Malen, autore fin qui di un avvio stagionale sorprendente. L’attaccante olandese, classe 1999, sbarcato in prestito dall’Aston Villa, ha conquistato la fiducia della dirigenza giallorossa e sta rispondendo sul campo con gol e prestazioni di alto livello. Nonostante il forte interesse manifestato da diverse squadre in Bundesliga e il tentativo last minute del Napoli guidato da Antonio Conte, la Roma ha ottenuto un accordo che prevede un obbligo di riscatto fissato a 25 milioni di euro – che si aggiungono ai 2 milioni già versati per il prestito – per un investimento totale di circa 27 milioni.

Questo riscatto diventerà obbligatorio al verificarsi di due condizioni: la presenza in almeno il 50% delle partite stagionali (condizione destinata a essere facilmente rispettata, dato che sono già 5 le apparizioni di Malen finora) e la qualificazione della Roma a una competizione europea diversa dalla Conference League, quindi Europa League o Champions League. Importante anche il dettaglio che l’Aston Villa manterrà il 10% sulla futura rivendita del giocatore, una clausola che potrebbe pesare nelle future trattative.

Malen si è distinto segnando 5 reti in Serie A, includendo la doppietta proprio nella recente vittoria contro il Napoli, riconfermando così il suo ruolo chiave nell’attacco della Roma. Una partenza così brillante lo inserisce tra i migliori debuttanti della storia della Roma nell’era dei tre punti a vittoria, insieme a nomi del calibro di Batistuta ed El Shaarawy.

Milan: focus rinnovi su Tomori e Loftus-Cheek, attenzione a Bartesaghi

Con la finestra di mercato invernale ormai chiusa, il Milan si proietta già a quella estiva, con l’obiettivo di blindare alcuni elementi indispensabili per il progetto di mister Massimiliano Allegri. Tra i protagonisti da rinnovare prioritariamente c’è Fikayo Tomori, difensore inglese classe 1997 che ha un contratto in scadenza a giugno 2027, con poco più di un anno e mezzo residuo. La dirigenza rossonera – coordinata dal direttore sportivo Paolo Maldini insieme ai suoi collaboratori – ha avanzato una proposta che prevede il rinnovo per tre anni aggiuntivi mantenendo l’ingaggio attuale da circa 3,5 milioni a stagione. L’intenzione è di estendere il contratto fino al 30 giugno 2030, gesto che confermerebbe la fiducia nei confronti di un centrale fondamentale nella retroguardia milanista.

Situazione buona anche per Ruben Loftus-Cheek, centrocampista inglese classe 1993, la cui attuale scadenza è fissata anch’essa al 2027. Sul suo rinnovo filtrano segnali positivi, nonostante l’interesse emerso a gennaio dalla Lazio. Anche per lui si lavora a un prolungamento fino al 2030, ulteriore dimostrazione della volontà di costruire un Milan solido e competitivo nel medio-lungo termine.

Infine, la dirigenza milanista segue con attenzione il giovane terzino Davide Bartesaghi, classe 2005, prodotto del vivaio. Il talento ha firmato un contratto fino al 2030 già da un anno, ma il club vorrebbe premiarlo con un’estensione ulteriore e un ingaggio triplicato, misura utile per blindarlo da eventuali sirene esterne, tra cui l’Arsenal.

Tottenham e Heitinga, addio dopo un solo mese

Il Tottenham è al centro delle attenzioni anche per quanto riguarda lo staff tecnico. John Heitinga, ex calciatore olandese e vice allenatore della squadra, ha rassegnato le dimissioni circa un mese dopo la sua nomina. Questo avvicendamento segue l’esonero di Thomas Frank e l’arrivo di Igor Tudor sulla panchina degli Spurs, che ha portato con sé alcuni membri del suo staff di fiducia. Sebbene non vi sia stata una comunicazione ufficiale da parte del club, la stampa britannica conferma la separazione, sottolineando come Heitinga potesse restare ma abbia scelto liberamente di lasciare.

Parole dell’agente di Klopp: "Richieste da Premier ma lui è felice dove sta"

Marc Kosicke, agente di Jürgen Klopp, è intervenuto sulle domande circa un possibile ritorno in panchina dell’allenatore tedesco, attualmente consulente tecnico presso la Red Bull. Kosicke ha spiegato: «Forse a un certo punto dirà che ha bisogno di tornare a sentire l’odore dello spogliatoio. Ma al momento è molto, molto felice del suo ruolo». Ha inoltre ricordato che Klopp aveva la possibilità di allenare le nazionali degli Stati Uniti o dell’Inghilterra, o addirittura la Germania, se la chiamata non fosse arrivata prima a Julian Nagelsmann. Secondo l’agente non mancano le richieste da parte di importanti club di Premier League, come Chelsea e Manchester United, ma Klopp ha escluso di voler guidare altre squadre in Inghilterra. «È estremamente soddisfatto di ciò che ha ottenuto ed è ancora meraviglioso passare alla storia come uno dei pochi allenatori ad aver guidato solo tre club senza mai essere licenziato» ha concluso Kosicke.

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Napoli, ex Marino su Alisson Santos: "Impatto da Neres con gol"

Esclusiva

Pierpaolo Marino, dirigente di grande esperienza, ha tracciato un quadro chiaro e appassionato dell'ultima giornata di Serie A, soffermandosi in particolare sul vibrante match tra Napoli e Roma. Intervistato, Marino ha messo in evidenza le qualità offerte dalla sfida e le prospettive dei partenopei, allenati da Antonio Conte.

Una gara da ricordare, Napoli-Roma: quali sono le sue impressioni? "È stata una partita estremamente spettacolare, caratterizzata da ritmi elevatissimi e una grande intensità agonistica. Il Napoli ha confermato che senza gli infortuni avrebbe potuto rendere il campionato ancor più competitivo e avvincente. La qualità del gioco è stata notevole, e questo dimostra quanto la squadra di Conte possa lottare ad altissimi livelli."

Sul Napoli, crede sia realistico puntare al quarto posto e dunque alla qualificazione in Champions League? "Assolutamente sì. L’obiettivo del Napoli deve essere vivere partita dopo partita, concentrandosi sul massimo rendimento possibile e sulla raccolta costante di punti. Solo così si può ambire alla Champions, un traguardo imprescindibile per una squadra con le ambizioni della formazione partenopea."

Il tecnico le sta dando filo da torcere, ma chi sono stati i protagonisti in positivo ieri? "Giovane è un talento noto ormai da tempo, mentre Alisson Santos ha fatto un esordio fragoroso nel campionato italiano e nel Napoli. In molti non lo vedevano come un elemento decisivo, ma lui ha subito convinto, dimostrando caratteristiche sorprendenti. Potremmo definirlo come una sorta di ‘fratello’ di Neres, ma con una maggiore propensione al gol."

Parlando di Roma, che giudizio dà sull’acquisto di Malen a gennaio? "Senz’altro un affare di grande valore. Avere a disposizione un finalizzatore di quel calibro può cambiare la filosofia di gioco e l’approccio alla partita. Malen dà alla Roma la convinzione che ogni gara possa portare un numero adeguato di gol, aumentando l’efficacia offensiva. È difficile trovare un giocatore così pronto e incisivo a stagione in corso, va fatto un plauso alla Roma per il coraggio dimostrato."

Si parla anche del possibile ritorno di Francesco Totti in dirigenza. Come vede questa possibilità? "È una notizia molto positiva. Francesco merita di essere nel ruolo che gli spetta, così come la Roma e il suo ambiente meritano di avere una figura storica che partecipi attivamente alla vita societaria. La sua presenza può rappresentare un valore aggiunto, anche per la crescita e la mentalità del club."

Il derby d’Italia Inter-Juventus ha acceso nuove polemiche arbitrali. Qual è la sua opinione? "Quando si parla di Inter-Juventus, le polemiche assumono dimensioni gigantesche. Dal mio punto di vista, c’è un problema di fondo nel meccanismo del VAR con il protocollo attuale e un’assenza di arbitri italiani di livello come quelli che abbiamo ammirato fino a 7-8 anni fa. Questo contribuisce a generare discussioni e malcontento intorno alle decisioni sul campo."

E sul tema delle simulazioni e degli 'accentuatori' di fallo? "È un comportamento che si pone in netto contrasto con lo spirito del calcio e dello sport in generale. Il calcio deve trasmettere valori positivi, essere un gioco di squadra che insegna il rispetto delle regole e della lealtà, sia in campo che nella vita quotidiana. La simulazione è una forma di antisportività che danneggia il gioco e tutti coloro che lo amano."

Riguardo a episodi come quello di Alessandro Bastoni: ritiene giusto applicare sanzioni severe, magari fino all’esclusione dalla Nazionale? "La simulazione va certamente punita. Non sono un giustizialista, ma se il VAR è chiamato a intervenire su questi episodi, è indispensabile che le sanzioni siano proporzionate e efficaci. Solo con misure rigorose si può fronteggiare questo tipo di scorrettezza e mantenere alta l’integrità del gioco."

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Wesley Roma: niente di grave dopo l’infortunio, rassicura fans

Nel pomeriggio di ieri, l’attenzione in casa Roma è stata catalizzata dallo stato di salute di Wesley, giovane laterale brasiliano di soli 22 anni, uscito anzitempo durante la delicata sfida esterna contro il Napoli, terminata 2-2. Il brasiliano ha accusato un problema alla caviglia, complicanza che aveva subito destato preoccupazione tra i tifosi giallorossi e lo staff tecnico.

Fortunatamente, le prime diagnosi mediche hanno fornito un quadro rassicurante sul reale grado di gravità dell’infortunio. Gli esami strumentali ai quali Wesley si è sottoposto hanno escluso qualsiasi tipo di lesione strutturale alla caviglia, individuando invece un forte trauma contusivo nel compartimento mediale del piede: «Si tratta di una botta importante ma gestibile», spiegano i medici del club capitolino, ridimensionando così le ansie nate dopo l’uscita dal campo.

Il diretto interessato, dall’alto del suo ottimismo, ha voluto rassicurare personalmente tifosi e addetti ai lavori con un messaggio apparso nelle sue Instagram Stories: «Grazie a Dio niente di grave, grazie a tutti per i messaggi», ha scritto Wesley, sottolineando come l’infortunio possa rientrare nei normali rischi dello sport, senza particolari conseguenze per il proseguimento della stagione.

Il 22enne brasiliano, elemento chiave nello scacchiere di Antonio Conte al Napoli, aveva affrontato la partita con grande determinazione, contribuendo alla performance di squadra sul campo partenopeo, una trasferta sempre insidiosa per qualsiasi formazione di Serie A. La Roma, infatti, si era presentata allo stadio Diego Armando Maradona con l’obiettivo di riscattare un periodo non semplice, puntando a portare a casa punti preziosi contro una delle squadre più competitive del campionato.

Nonostante l’imprevisto in casa giallorossa con il problema alla caviglia per Wesley, l’attenzione ora si sposta al recupero del giovane talento brasiliano, che può tornare ad allenarsi nel giro di pochi giorni con il resto del gruppo e prepararsi al meglio per i prossimi impegni. Questo clima di ottimismo è fondamentale per la Roma, che punta a mantenere un equilibrio tra qualità e quantità degli effettivi nel corso di una stagione che si preannuncia lunga e combattuta fino all’ultimo minuto.

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Perisic-Cuadrado e Ndicka-Bisseck: gli episodi di Marotta

Durante l’assemblea di Lega Serie A, il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha richiamato all’attenzione due episodi arbitrali che hanno segnato la recente storia del calcio italiano. Due situazioni controverse, rimaste nella memoria degli appassionati, in cui la classe arbitrale ha successivamente ammesso l’errore commesso, un gesto raro e significativo nel complesso mondo del calcio. Un contesto che oggi si ripropone con la recente decisione di Gianluca Rocchi di definire “errata” l’espulsione di Kalulu, inflitta da La Penna durante il derby d’Italia di sabato sera.

Il ricordo del Perisic-Cuadrado nel 2020-21 – Marotta si è soffermato su un episodio emblematico del campionato 2020-2021, stagione vinta dall’Inter guidata da Antonio Conte. Era maggio 2021, l’Allianz Stadium già segnato dalle restrizioni dovute alla pandemia ospitava una partita fondamentale per la Juventus, in piena lotta per la qualificazione alla Champions League, mentre l’Inter, alla ricerca del tricolore, aveva già matematicamente trionfato. Sul punteggio di 2-2, un cross dalla destra scatenò l’azione decisiva: Juan Cuadrado si inserì in area trovando un contatto con Ivan Perisic. L’arbitro Calvarese prima lasciò giocare, poi indicò il dischetto, assegnando un calcio di rigore a favore dei bianconeri. Tuttavia, l’analisi avrebbe successivamente ribaltato le responsabilità, evidenziando un fallo del colombiano. Lo stesso Calvarese ammise la complessità della gara e il suo errore: "È stata una gara complicatissima, la più difficile della mia carriera. Avrei potuto gestirla meglio e me ne rammarico. Purtroppo Cuadrado è un giocatore complicatissimo da arbitrare, ci sono calciatori di difficilissima lettura e lui è uno di quelli". Quell’episodio contribuì comunque alla qualificazione della Juventus alla Champions League.

Il caso Ndicka-Bisseck e l’errore del VAR – Più recente il secondo episodio evocato da Marotta, che ha fatto discutere durante l’ultimo campionato di Serie A. In una sfida decisiva per la corsa scudetto tra Inter e Napoli, proprio l’incontro con la Roma ha assunto un significato particolare. Nel corso della partita, Evan Ndicka trattenne vistosamente Yann Bisseck in area giallorossa. L’arbitro Michael Fabbri decise di far proseguire, valutando il contatto come reciproco e non punibile con il rigore, decisione sulla quale il VAR non intervenne. Successivamente, l’AIA, per voce di Gianluca Rocchi, riconobbe l’errore: “In campo la valutazione che fanno è quella di non dare rigore, ma in campo quando una cosa la vedi e la valuti male, rimane un errore. L’atteggiamento di Ndicka è di uno che si disinteressa completamente del pallone e per me quello è già punibile. La decisione finale viene un po' influenzata dalla poca sostanza della trattenuta, ma è sicuramente un rigore da concedere”. Un episodio che, secondo molte interpretazioni, avrebbe potuto cambiare il corso del campionato e forse consegnare lo scudetto proprio all’Inter, impegnata in una serrata lotta con il Napoli guidato da Antonio Conte.

Questi due casi testimoniano come, nel calcio italiano, la complessità arbitrale spesso incide profondamente sulle sorti delle gare e perfino dei campionati. L’inaspettata ammissione degli errori da parte dell’AIA, seppur tardiva, apre un dibattito importante sulla gestione degli episodi dubbi e sull’utilizzo del VAR, strumento che però non è ancora in grado di azzerare le controversie. Per l’Inter e per i tifosi nerazzurri, la speranza è che questi episodi vengano ricordati come momenti di crescita e di miglioramento, affinché la giustizia sportiva possa sempre prevalere nel prossimo futuro.

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Petardo contro Audero in Cremonese-Inter: Daspo 4 anni a tifoso 19enne

Un Daspo della durata di 4 anni è stato notificato ad un giovane ultras dell’Inter, ventenne, responsabile del lancio di una bomba carta durante il match di Serie A Cremonese-Inter dello scorso 1° febbraio. L’ordigno esplose in prossimità del portiere della Cremonese, Emil Audero, costringendo l’arbitro a sospendere temporaneamente la partita per garantire condizioni di sicurezza adeguate.

Il tifoso interista, attualmente agli arresti domiciliari, era stato fermato dalla Digos di Cremona nelle ore immediatamente successive all’episodio. Il provvedimento di DASPO, emesso dalla Polizia di Stato, rappresenta un segnale forte contro gli atti di violenza che continuano a disturbare il calcio italiano.

Non si tratta però dell’unica misura adottata dalla questura cremonese questa stagione. In relazione agli incidenti verificatisi durante la partita Cremonese-Napoli del 28 dicembre scorso, la Polizia ha annunciato altri 20 Daspo, per un totale complessivo di 50 anni di divieti di accesso ai luoghi sportivi. Questi interessano 16 ultras napoletani e 4 sostenitori cremonesi, coinvolti in scontri e tafferugli prima e dopo il fischio d’inizio.

Le indagini, come riferito dall’ANSA, hanno ricostruito la dinamica degli eventi: una ventina di tifosi partenopei, giunti a Cremona a bordo di un minivan e due automobili tutte noleggiate, si sono mossi congiuntamente tra le vie limitrofe allo stadio Zini. Nel tragitto hanno aggredito un tifoso locale diretto allo stadio, e successivamente altri due supporter cremonesi in un’area di parcheggio vicino all’impianto sportivo.

La tensione è proseguita anche al termine della partita, quando circa 50 ultras della Cremonese, travisati e armati di aste e bastoni, hanno tentato di raggiungere il settore riservato ai tifosi ospiti napoletani. Il blitz è stato tuttavia bloccato efficacemente da una squadra del Reparto Mobile, scongiurando ulteriori violenze.

Questi episodi sottolineano come il problema della sicurezza negli stadi e la lotta alla violenza ultras rimangano centrali nella gestione delle partite di Serie A, con le autorità che continuano a intervenire con decisione per preservare l’integrità degli eventi sportivi e tutelare i tifosi che vogliono vivere il calcio in modo sano e passionale.

Nel frattempo, il Napoli di Antonio Conte continua la sua corsa nel massimo campionato, ma le ombre legate ai comportamenti di alcuni sostenitori sono un campanello d’allarme per tutta la tifoseria partenopea. La volontà delle autorità è quella di monitorare con ancora più attenzione la situazione in vista dei prossimi impegni della squadra campana, impegnata a mantenere alto il livello di competitività senza che il clima sugli spalti si alteri con episodi di violenza.

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domenica 15 febbraio 2026

Spinazzola sul Napoli: "Bella gara, volevamo il pari con forza"

Al Maradona, il confronto tra Napoli e Roma regala emozioni intense, con il risultato che si chiude sul 2-2. Protagonista assoluto è ancora una volta Leonardo Spinazzola, che si conferma rapace degli ex, realizzando la sua terza rete stagionale contro la sua ex squadra. L’esterno sinistro giallorosso apre le marcature con un gol di qualità poco prima dell’intervallo: un tiro potente da fuori area che, aiutato da una leggera deviazione di Pisilli, inganna il portiere Svilar e riporta i suoi in parità.

Quella di Spinazzola è una rete simbolo, capace di scuotere i napoletani e tenere viva la sfida sul terreno del Diego Armando Maradona, dove il Napoli guidato da Antonio Conte dimostra carattere e ambizione. La partita, ricca di colpi di scena, ha visto le due squadre combattere senza risparmio, con il tecnico azzurro che ha spinto i suoi a non mollare nemmeno di fronte alle difficoltà imposte dalla Roma.

Nel post partita, Spinazzola ha commentato così il match ai microfoni del club campano: “È stato un risultato importante, abbiamo cercato di rimontare con tutte le nostre forze e ci siamo riusciti”. Le sue parole mettono in evidenza la determinazione e la voglia della Roma di non arrendersi in un campo complicato come quello napoletano.

Non manca il rispetto per gli avversari, che si sono rivelati un osso duro. “La Roma è un avversario molto forte e stasera ci ha messo in difficoltà però abbiamo reagito bene e siamo stati capaci a disputare una bellissima prestazione”, ha aggiunto Spinazzola, sottolineando la qualità dell’incontro e la competitività della sfida.

Questo 2-2 rappresenta un punto importante per entrambe le squadre in ottica classifica di Serie A, ma lascia aperti molti interrogativi su chi potrà mantenere il passo nelle prossime giornate. Il Napoli di Antonio Conte, dopo un avvio di stagione ricco di aspettative, sta dimostrando ancora una volta di poter competere ai massimi livelli, mentre la Roma mantiene la sua solidità e la capacità di mettere in difficoltà anche le squadre più attrezzate.

In un campionato dove ogni punto può fare la differenza, la battaglia tra Napoli e Roma è la dimostrazione di come la Serie A continui a regalare spettacolo e intensità, con protagonisti come Spinazzola che sanno fare la differenza. Ora sarà interessante vedere come entrambe le formazioni affronteranno il prosieguo della stagione, cercando di consolidare posizioni importanti e di alimentare le ambizioni di competere per obiettivi sempre più ambiziosi.

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Roma, Gasperini sull’infortunio di Wesley: caviglia gonfia, aggiornamenti domani

Un finale di gara amaro per Wesley nella sfida di Serie A tra Napoli e Roma. L’esterno brasiliano, protagonista fino a quel momento, è stato costretto a uscire dal campo a circa quindici minuti dalla fine a causa di un duro scontro in area con il difensore partenopeo Amir Rrahmani. Dal contatto è scaturito anche il calcio di rigore concesso al Napoli, evento che ha indirizzato ulteriormente il match a favore di Antonio Conte e dei suoi.

La situazione di Wesley ha subito preoccupato i tifosi giallorossi: con la caviglia sinistra vistosamente fasciata, il brasiliano ha lasciato lentamente il terreno di gioco dello stadio Diego Armando Maradona, apparendo in evidente difficoltà e con smorfie di dolore. È stato subito accompagnato negli spogliatoi assistito da un fisioterapista, tradendo il timore di un infortunio serio che potrebbe complicare i piani di Gasperini in vista delle prossime partite.

L’incertezza sul suo stato fisico rimane ora l’elemento centrale in casa Roma. Il tecnico Gian Piero Gasperini, intervenuto in conferenza stampa dopo il match, ha voluto mantenere un cauto ottimismo, pur ammettendo le difficoltà sul momento: “Vediamo domani, ha la caviglia molto gonfia. Guardiamo avanti: siamo una squadra in crescita e speriamo di recuperare qualche giocatore per essere ancora più competitivi”.

Il tecnico dei giallorossi sottolinea quindi come la squadra sia in una fase evolutiva, cercando di guardare avanti senza farsi scoraggiare dagli infortuni che mettono a dura prova la rosa. Per il Napoli di Antonio Conte, invece, la vittoria ottenuta al Diego Armando Maradona rappresenta un ulteriore passo nel consolidamento di una posizione importante nella classifica di Serie A, nonostante la forte resistenza offerta dai capitolini.

Il match ha mostrato anche la qualità e la fisicità della squadra partenopea, che ha saputo sfruttare ogni occasione, compreso il rigore frutto dello scontro che ha coinvolto Wesley, a conferma dell’intensità e della tensione tipiche dei grandi scontri del massimo campionato italiano.

L’attesa ora si concentra sugli accertamenti che saranno effettuati nelle prossime ore per capire l’entità del problema alla caviglia di Wesley e i tempi di recupero per un giocatore fondamentale nello scacchiere di Gasperini. In un campionato così combattuto, ogni assenza pesa e può influenzare il rendimento e l’organizzazione tattica della Roma.

Nel frattempo, Antonio Conte può sorridere per un’altra vittoria preziosa, frutto di una prestazione concreta e cinica, dall’esito condizionato anche da episodi chiave come quello che ha segnato il destino di Wesley e l’assegnazione del rigore. L’alta posta in palio di questa sfida tra Napoli e Roma conferma ancora una volta la spettacolarità e l’importanza strategica della Serie A nella stagione in corso.

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