giovedì 26 febbraio 2026

Conte in silenzio: 4 mesi senza conferenze pre-partita in Serie A

Antonio Conte e il silenzio alla vigilia del Napoli: niente conferenza stampa prima del match contro l'Hellas Verona

Il Napoli di Antonio Conte si appresta ad affrontare un importante appuntamento sul campo dell'Hellas Verona, sabato pomeriggio alle 18:00, nella 27ª giornata di Serie A. Tuttavia, a sorpresa, l’allenatore azzurro non interverrà in conferenza stampa prima di questa sfida al Bentegodi. Una scelta che si conferma ormai come una peculiarità della gestione Conte in Serie A.

Se spesso gli allenatori di club italiani utilizzano la conferenza stampa del giorno prima della partita per presentare il match, analizzare gli avversari e rispondere alle domande dei giornalisti, Conte ha adottato un atteggiamento decisamente differente da quando è alla guida del Napoli. Per le partite di campionato il tecnico preferisce infatti il silenzio, una strategia che va avanti da circa quattro mesi e che si distingue nettamente rispetto al comportamento dei suoi colleghi.

Questo silenzio non vale però per le competizioni europee, dove la UEFA impone regolamenti più stringenti riguardo alla comunicazione e alla presenza in conferenza stampa pre-gara. Nelle occasioni di Champions League, infatti, Conte ha rispettato le tempistiche e i protocolli imposti dalla federazione europea, presentandosi regolarmente davanti ai microfoni. Ma in Serie A, la tattica è cambiata.

Un excursus cronologico aiuta a comprendere meglio la continuità di questa scelta: l’ultima volta che Antonio Conte ha parlato in conferenza stampa prima di una partita di campionato risale al 17 ottobre 2025, proprio prima della trasferta contro la Juventus. In quella sfida a Torino, gli azzurri persero 1-0 contro una squadra allora guidata da Baroni. Da quel momento Conte ha evitato ogni apparizione pubblica nello spazio dedicato ai pre-match di Serie A, mantenendo un rigoroso riserbo.

Sabato, dunque, questa tendenza si confermerà: nemmeno alla vigilia del match contro l’Hellas Verona Conte rilascerà dichiarazioni, costringendo la stampa e i tifosi a cogliere segnali e indicazioni esclusivamente dall’inizio del calcio d’inizio e dallo svolgimento della gara stessa. Un silenzio tecnico, che sembra fare parte di una precisa filosofia di gestione e comunicazione adottata dall’ex allenatore di Inter e Juventus, ora al comando del Napoli.

Un Napoli protagonista finora di una stagione ricca di ambizioni, con Conte che preferisce concentrare tutto sull’aspetto pratico e tattico piuttosto che sulla mediazione con i media nel pre-partita. Un approccio non convenzionale ma che sta diventando una caratteristica distintiva della sua avventura in Serie A.

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Champions: solo un’italiana agli ottavi per il secondo anno di fila

Per il secondo anno consecutivo, la Serie A si presenta agli ottavi di finale di Champions League con una sola squadra in corsa. Dopo l’Inter eliminata dal Bodo/Glimt nella stagione appena conclusa, in questa edizione il compito di tenere alto il vessillo del calcio italiano spetta all’Atalanta. Juventus e Napoli, infatti, non sono riuscite a superare la fase a gironi, lasciando l’Italia in una momentanea solitudine europea.

Questa situazione segna un fatto raro e preoccupante: l’ultima volta che solo una squadra italiana è andata avanti agli ottavi di Champions League risale addirittura alla stagione 2014/2015. In quell’annata, era la Juventus l’unica a raggiungere quella fase, prima di arrendersi in finale al Barcellona guidato da Luis Enrique. Un dato che fotografa una fase di difficoltà per il calcio italiano nelle competizioni europee.

Se guardiamo ancora indietro, nella stagione 2013/2014 soltanto il Milan era riuscito a superare il girone, venendo però eliminato agli ottavi dall’Atlético Madrid. Da segnalare che questa è soltanto la quarta volta nella storia della Champions League – competizione che dal 1992 ha assunto questa denominazione – in cui la Serie A si presenta con un’unica formazione agli ottavi. Un risultato che avvicina drasticamente l’Italia a un momento di riflessione profonda sul livello attuale delle proprie squadre, in un contesto europeo sempre più competitivo.

È un campanello d’allarme che fa discutere soprattutto considerando l’evoluzione del Napoli, squadra in grande crescita sotto la guida di Antonio Conte. Nonostante le ambizioni altissime, i partenopei non sono riusciti a superare la fase a gironi, lasciando così spazio all’Atalanta per provare a proseguire il cammino continentale. La capacità di una sola squadra italiana a raggiungere gli ottavi di Champions League rispecchia non solo le difficoltà in Europa, ma anche le sfide interne alla Serie A, che quest’anno è alle prese con un equilibrio molto più variabile rispetto al passato.

Il cammino dell’Atalanta, unica rappresentante italiana rimasta nella competizione, sarà seguito con attenzione e grande speranza dai tifosi e dagli addetti ai lavori. Di certo, la speranza è che questo momento di crisi possa tradursi presto in una pronta reazione da parte delle squadre italiane, a cominciare dalle big come Napoli e Juventus, per tornare a contendere con autorevolezza i palcoscenici europei.

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Napoli, Elmas in forma da 5 mesi: Conte rilancia Gilmour a Verona

In casa Napoli la gestione delle energie sta diventando un tema cruciale, soprattutto in vista della delicata trasferta di sabato a Verona contro l’Hellas. Antonio Conte e il suo staff tecnico stanno infatti valutando con attenzione come dosare le forze della rosa, in modo da arrivare al meglio nel finale di stagione, particolarmente intenso e ricco di impegni.

Tra le novità di formazione che potrebbero emergere c’è il possibile inserimento dal primo minuto di Billy Gilmour. Lo scozzese, rientrato in campo due settimane fa contro la Roma dopo un periodo di assenza, ha mostrato segnali di crescita costante durante gli allenamenti, riconquistando ritmo e condizione fisica. La sua presenza dal 1’ potrebbe servire a garantire un turno di riposo a Eljif Elmas, uno dei centrocampisti più utilizzati da inizio ottobre ad oggi, con un impiego praticamente ininterrotto che comincia a farsi sentire sul piano della stanchezza.

Il cambio di passo con Gilmour potrebbe infatti servire a preservare Elmas, che ha accumulato diversi minuti di gioco nelle ultime settimane senza pause sostanziali, una scelta che Conte valuta con attenzione per non compromettere le prestazioni della squadra in questo momento cruciale della stagione. La capacità di ruotare efficacemente il centrocampo sarà probabilmente un elemento chiave per il Napoli nei prossimi appuntamenti di Serie A e nelle competizioni europee.

Discorsi diversi riguardano invece Kevin De Bruyne, che ancora non è tornato agli ordini di Conte. La prudenza in casa Napoli resta massima per il centrocampista belga, fermo ai box ormai da tempo a causa di un infortunio che ne ha rallentato il rientro in campo. Attualmente la previsione di rivederlo in azione è orientata verso la fine di marzo, ma ogni valutazione dipende dalla risposta fisica del giocatore agli allenamenti e ai carichi di lavoro. Antonio Conte, come sempre, preferisce non correre rischi e segue da vicino il percorso di recupero di De Bruyne.

La necessità di dosare energie e forze è una priorità inderogabile, specialmente con un calendario fitto di impegni e la pressione sempre alta in campionato. Il tecnico azzurro ha infatti dichiarato di voler mantenere un equilibrio tra rotazioni e utilizzo dei giocatori chiave, un bilanciamento che potrebbe fare la differenza nella corsa al vertice della Serie A. Ogni scelta, dunque, sarà pensata per garantire il massimo rendimento in campo senza compromettere la tenuta fisica della squadra.

Il ritorno di Gilmour dal primo minuto e la gestione accorta di De Bruyne rappresentano due facce di una stessa strategia: quella di tenere il Napoli competitivo e brillante nelle prossime settimane, pur affrontando con prudenza le condizioni fisiche di una rosa che sta dando tutto in questa stagione targata Antonio Conte.

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Napoli senza McTominay: out con Giugliano e Verona

Il Napoli dovrà rinunciare ancora una volta a Scott McTominay nel prossimo turno di Serie A. Il centrocampista scozzese non sarà a disposizione di Antonio Conte per la delicata trasferta di sabato al Bentegodi contro l’Hellas Verona. L’assenza del centrocampista è stata confermata ieri dalla mancata partecipazione all’allenamento congiunto contro il Giugliano, segno evidente che i tempi per il suo rientro non sono ancora maturi.

La causa del continuo stop di McTominay è un’infiammazione tendinea che si è riacutizzata lo scorso 7 febbraio durante la sfida del Ferraris contro il Genoa. In quella partita il classe 1996 è stato costretto a lasciare il campo già all’intervallo a causa del fastidio. Come spiegato dallo stesso Antonio Conte nel post-gara, si tratta di un problema ciclico che richiede estrema cautela nella gestione, evitando rischi e forzature.

Dall’infortunio, McTominay ha saltato tre partite consecutive di campionato: il 2-2 contro la Roma, la sconfitta interna contro l’Atalanta e la dolorosa eliminazione dalla Coppa Italia ai rigori contro il Como. La sua assenza si è fatta sentire in modo molto evidente, considerando il ruolo fondamentale che il centrocampista ricopre negli schemi di Conte. McTominay non è soltanto un pilastro del centrocampo ma anche un importante riferimento offensivo per gli azzurri, come dimostrano le dieci reti segnate in questa stagione, inclusa la rete decisiva contro il Genoa nel giorno dell’ultima vittoria del Napoli.

Secondo fonti molto attendibili, negli ambienti partenopei è forte la volontà di non rischiare inutilmente la salute del giocatore. L’obiettivo è riportare McTominay a disposizione per la successiva partita casalinga, in programma al Maradona nel weekend del 7-8 marzo contro il Torino. Nel frattempo, a Castel Volturno verrà effettuata un’altra settimana di lavoro mirato, sempre con grande prudenza, per garantire un recupero completo e senza ricadute.

Il centrocampo del Napoli, guidato da Conte, sta vivendo un momento di delicata gestione degli uomini, ma avere a disposizione McTominay rappresenterebbe un ritorno fondamentale per migliorare quelle dinamiche di squadra messe in difficoltà dalle sue assenze. In particolare, la sua capacità di unire a una consistente qualità tecnica anche un contributo prezioso sotto porta lo rende un giocatore imprescindibile per il progetto tattico dell’allenatore.

Il campionato prosegue e le sfide si fanno sempre più decisive: l’assenza di McTominay contro l’Hellas Verona sarà una prova importante per testare la profondità della rosa azzurra senza il suo uomo chiave, ma il vero banco di prova sarà il rientro contro il Torino, quando il Napoli potrà tornare a contare sul suo centrocampista leader.

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mercoledì 25 febbraio 2026

Di Napoli: "Inter ok Bodo, ma resta rammarico. Su Thuram..."

NEWS Radio

L'eliminazione dell'Inter dalla Champions League ha scosso l'ambiente nerazzurro e ha scatenato diverse riflessioni tra gli esperti. Arturo Di Napoli, ex attaccante e ora opinionista, ha offerto una sua chiave di lettura in esclusiva a NEWS Radio durante la trasmissione Maracanà.

Un fattore decisivo nella pesante uscita dell'Inter? «Bisogna riconoscere che il Bodo/Glimt non è una squadra da sottovalutare; ha messo in difficoltà diverse compagini europee. I norvegesi sono estremamente affidabili nelle ripartenze e sono un collettivo ben organizzato. Detto ciò, c’è un buon margine di rammarico per come è arrivata questa eliminazione: l’anno scorso l’Inter era riuscita a spingersi fino alla finale, quindi uscire così deve sicuramente far riflettere. Ero convinto che a San Siro i nerazzurri potessero fare meglio; nel primo tempo, infatti, il Bodo era stato quasi schiacciato, ma alla fine è sempre questione di episodi che cambiano il volto delle partite».

Questa eliminazione segna la fine del ciclo europeo dell’Inter? «Da una parte sì. Quello che è accaduto la scorsa estate, tra partenze importanti e qualche scelta societaria, inevitabilmente avrà delle conseguenze anche sul rendimento europeo. Inoltre, per arrivare a livelli da vertice in Champions serve qualcosa in più, sotto molti aspetti. Dall’altra però non direi che sia un punto definitivo: competere con formazioni come Barcellona, Manchester City o Bayern Monaco resta una impresa difficilissima per tutti».

Che giudizio dà sulle scelte di formazione di Chivu nella gara di ritorno? «Con tutto il rispetto per il Lecce e per la posizione di Chivu in società, mi aspettavo che per una sfida così cruciale in Norvegia venisse schierato il massimo potenziale, mettendo in campo la migliore formazione possibile. Capisco le rotazioni o preservare i titolari in vista di un big match di campionato, ma qui l’importanza di passare il turno sarebbe dovuta prevalere».

Come valuta la prova di Thuram e la sua involuzione recente? «Thuram sta tornando dopo un infortunio e, viste le sue caratteristiche fisiche, ha bisogno di tempo per ritrovare la miglior condizione. Contro il Bodo a mio avviso non ha tradito del tutto le aspettative; certo, la versione vista qualche mese fa avrebbe potuto fare la differenza in partite simili. Rimane comunque un giocatore straordinario e personalmente ci penserei due volte prima di privarsene».

Intanto, l’Inter dovrà riflettere sulle difficoltà accumulate in questa stagione europea e sul percorso da seguire per tornare ad essere competitiva. Nel mentre, in Serie A, la lotta al vertice vive un nuovo capitolo: il Napoli di Antonio Conte continua a mostrare solidità e ambizioni, pronto a sfruttare eventuali passi falsi dei cugini milanesi per avvicinare la vetta del campionato.

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Juventus, Chiellini: "Delusi ma orgogliosi, è crescita"

Giorgio Chiellini, protagonista e leader della Juventus, si è presentato davanti alle telecamere di Prime Video per analizzare il momento complicato dei bianconeri, freschi di eliminazione dalla Champions League. Un'occasione per il difensore classe ’84 di fare un bilancio sincero sui limiti e sulle prospettive della squadra di Antonio Conte, allenatore chiamato a risollevare le sorti della Vecchia Signora.

“Ritengo sia giusto che a parlare in prima battuta sia la società per esprimere la propria posizione, però noi siamo delusi – ha esordito Chiellini –, ma orgogliosi di quanto mostrato in campo e del feeling nato dentro lo spogliatoio. È chiaro che possiamo e dobbiamo risvoltare in fretta. Non dimentichiamo che abbiamo sbagliato praticamente una sola partita e trenta minuti e mezzo di gioco. Se poi aggiungiamo anche la sfida col Napoli – squadra di alto livello che sta facendo molto bene in Serie A – la squadra c’è e questo rimane il dato più importante, anche se il rammarico per non essere andati avanti in Champions League è grande. Sfortunati negli episodi? Forse sì, ma siamo comunque avanti e abbiamo un cammino da costruire”.

Nel corso dell’intervista è emerso un riferimento evidente all’episodio chiave che ha segnato l’eliminazione: “Parli di Kelly immagino… Beh, per fortuna non ero io in quella situazione”, risponde secco Chiellini con una punta di ironia ma senza nascondere un velo di amarezza.

Alla domanda su una possibile lettura tattica o tecnica errata in una partita così delicata, il capitano juventino ha commentato: “C’è poco da aggiungere, alcuni momenti li paghi a caro prezzo quando affronti match così importanti”.

Il discorso si sposta quindi sulle conseguenze di questa eliminazione, sia per la squadra che per l’ambiente dirigenziale: “Questa partita deve rappresentare una risposta, soprattutto per chi guida la società. Serve fiducia, prima di tutto per i giocatori e poi per l’allenatore. È vero, abbiamo perso quattro delle ultime cinque partite, ma le prestazioni sono state spesso diverse da quelle che gli scettici potrebbero immaginare. Ora ci aspettano dodici gare che possono cambiare completamente il nostro destino: la squadra ha dimostrato oggi di esserci e di voler crescere. Siamo in un percorso di miglioramento continuo”.

Chiellini ha infine commentato il confronto con il Galatasaray, sottolineando la superiorità mostrata dalla Juventus in campo: “Rimpianti? Per il momento no, aspettiamo di tirare le somme a fine percorso. Siamo partiti affrontando avversari duri: abbiamo vinto a Bodo, già quello rappresentava una prova importante, e ieri l’Inter ha dimostrato quanto sia ostico il campionato italiano. Abbiamo battuto anche il Benfica, ma dispiace non essere riusciti a entrare tra le prime sedici d’Europa, vista l’ambizione della Juventus di esserci sempre agli ottavi di Champions. Ora però è il momento di ripartire da ciò che di buono abbiamo fatto, soprattutto dopo settimane davvero difficili”.

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Icardi e Osimhen puniscono la Juventus: doppio colpo centravanti

Juventus eliminata dalla Champions League: il Galatasaray passa ai supplementari

La corsa della Juventus in Champions League si ferma bruscamente nello scontro al vertice contro il Galatasaray. Nonostante una prova eroica nei tempi regolamentari, i bianconeri hanno dovuto alzare bandiera bianca nel doppio confronto degli spareggi con i turchi, che si sono imposti ai supplementari, riuscendo a ribaltare il punteggio. Al termine di un match combattuto e spettacolare allo Juventus Stadium, la Juventus ha vinto il ritorno per 3-2, ma questo non è bastato per accedere alla fase a gironi della massima competizione europea per club.

Il fattore decisivo? Due attaccanti legati a doppio filo al passato e al presente del mercato juventino. Il gol che ha tagliato definitivamente le gambe ai padroni di casa è arrivato da un’azione orchestrata da Mauro Icardi, il cui assist ha permesso a Victor Osimhen di firmare il 3-1 per il Galatasaray. Due nomi che hanno fatto parlare molto negli ambienti bianconeri: Icardi, infatti, era un profilo seguito con attenzione negli ultimi mercati, mentre Osimhen è da tempo un vero e proprio chiodo fisso dei dirigenti juventini, soprattutto quando a occuparsi del mercato era Cristiano Giuntoli, ora direttore sportivo al Napoli, club di cui Osimhen rappresenta una stella assoluta.

Osimhen e la Juventus: un rapporto speciale, ma non di certo amichevole. Quella messa a segno allo Stadium è la terza rete del nigeriano contro la Juventus, dopo la memorabile doppietta nella storica vittoria per 5-1 al Maradona nella stagione del trionfo scudetto del Napoli. Un gol che vale doppio, non solo per l'importanza nel risultato della partita, ma anche perché con questa rete Victor Osimhen è diventato il miglior marcatore straniero nella storia del Galatasaray, superando nomi illustri come Milan Baros e Shabani Nonda, entrambi fermi a 12 gol. Curiosamente, però, a differenza del passato, Osimhen non ha festeggiato dopo aver segnato contro la Juventus, gesto che potrebbe alimentare qualche discussione sulle sue motivazioni.

Gran riconoscimento per Osimhen: Player of the Match UEFA. Il nigeriano è stato premiato come miglior giocatore della sfida tra Juventus e Galatasaray, una consacrazione arrivata con una motivazione crystal clear: "Ha giocato un ruolo decisivo per la qualificazione del Galatasaray al turno successivo. In una gara dominata in lungo e in largo da Juventus, Osimhen ha dimostrato concentrazione e determinazione, finalizzando brillantemente la sua seconda occasione utile". Un attestato di stima che conferma quanto l'attaccante sia una pedina fondamentale nelle ambizioni del club turco.

Il risultato del doppio confronto testimonia una Juventus con pagine d’orgoglio ma anche con evidenti limiti, incapace di chiudere il discorso nei 90 minuti regolamentari e vittima di una squadra, il Galatasaray, che si è dimostrata cinica e pronta a sfruttare le occasioni più importanti. Per i bianconeri, ora, resta la delusione di un’eliminazione cocente, la necessità di lavorare su alcune lacune, soprattutto in fase difensiva, e di guardare con nuovi occhi al mercato e al progetto tecnico guidato da Antonio Conte, chiamato a rilanciare la squadra in Italia dopo la beffa europea.

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