mercoledì 15 aprile 2026

Bezzi: "No a Sarri-Fiorentina, ma valzer allenatori in estate"

NEWS Radio

Nel corso della trasmissione Maracanà su NEWS Radio, il giornalista sportivo Gianni Bezzi ha affrontato alcune delle questioni più calde legate al futuro delle panchine di Serie A, delineando uno scenario di grandi cambiamenti per la prossima stagione. Un’estate infuocata, dunque, con molteplici possibili movimenti tra allenatori e squadre.

Il valzer degli allenatori in Serie A Secondo Bezzi, il 2024 vedrà un vero e proprio “valzer di panchine”, con nomi importanti che potrebbero tornare nel calcio italiano o cambiare squadra. Tra queste ipotesi spicca il possibile ritorno in Italia di Simone Inzaghi, attualmente allenatore in Arabia Saudita e in bilico anche sul suo incarico estero. Bezzi non esclude che Inzaghi possa addirittura puntare alla guida della Nazionale italiana, un’opzione che infuocherebbe ulteriormente le trattative.

Un altro nome caldo è quello di Claudio Ranieri, con il giornalista che racconta come per l’esperto tecnico romano si stia profilando un ruolo all’interno della Federcalcio. Ranieri, a lungo protagonista sulla panchina della Roma e di altri club italiani, potrebbe dunque rimanere nel mondo del calcio ma in vesti diverse dal campo. La situazione della Roma, prosegue Bezzi, è particolarmente delicata e definita “molto grave”, mentre anche la Lazio potrebbe imboccare la strada del cambiamento in panchina.

Infine, non vanno dimenticate le potenziali rivoluzioni riguardanti altre figure di spicco: da Max Allegri, il cui addio alla Juventus non è certo escluso, al suo possibile approdo in Nazionale, fino alle poche certezze che emergono per ora sul fronte degli allenatori confermati.

Le ipotesi sul Napoli e altri club Tra i tanti nomi circolati, c’è anche la questione legata al Napoli, con diverse voci di mercato su possibili sostituti di Antonio Conte. Tuttavia, secondo Bezzi l’ipotesi di un esonero per Conte e un arrivo di Gian Piero Gasperini appare poco plausibile. Lo stesso discorso vale per Vincenzo Italiano, che non sarebbe ritenuto la soluzione ideale per la guida partenopea. Piuttosto, emerge un nome meno citato ma che potrebbe sorprendere: Thiago Motta, indicato tra i candidati in lista per scalare le gerarchie degli allenatori italiani.

Per quanto riguarda la Fiorentina, Paratici sembrerebbe impegnato nel corteggiamento di Fabio Grosso, una suggestione che in pochi avevano preso in considerazione fino a questo momento.

Le imprese stagionali in Serie A Oltre ai possibili cambiamenti, Bezzi ha voluto sottolineare chi è riuscito a compiere un’impresa nella stagione appena conclusa. Spicca su tutti il lavoro di Andrej Runjaic, tecnico dell’Udinese, premiato per l’ottimo lavoro svolto con una squadra che ha ottenuto risultati sorprendenti, e quello di Fabio Grosso, che si è distinto in modo positivo. In controtendenza, invece, c’è chi come Vanoli non ha raggiunto risultati ritenuti impattanti anche se aveva compiti ardui da affrontare.

Il difficile percorso di Maurizio Sarri Bezzi non poteva infine non menzionare Maurizio Sarri, il quale ha guidato la sua squadra in un contesto estremamente complicato: con una rosa smembrata, un mercato estivo quasi inesistente, molteplici partenze e infortuni che hanno falcidiato la squadra nel corso dell’anno. Senza dimenticare l’assenza quasi totale dei tifosi al seguito, con uno stadio spesso vuoto che non ha certo aiutato il morale di Sarri e del suo gruppo.

In definitiva, la Serie A si prepara a vivere un’estate di fuoco, dove panchine importanti potrebbero cambiare volto e alcuni protagonisti di questa stagione potrebbero spiccare nuovamente il volo, tra conferme sorprendenti e nuovi innesti che potrebbero riscrivere le gerarchie del calcio italiano.

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Ex preparatore Napoli: infortuni colpa di sfortuna e Conte

NEWS

Corrado Saccone, ex preparatore atletico del Napoli, in una recente intervista ha affrontato temi caldi riguardanti la stagione degli azzurri, analizzando con lucidità il rendimento della squadra guidata da Antonio Conte e le difficoltà incontrate in questo campionato di Serie A.

Lo Scudetto è ormai un affare dell’Inter? Secondo lei il Napoli poteva fare di più in questa stagione?

Saccone è netto: "Quando si ottengono risultati, gran parte del merito va all’allenatore; quando non si raggiungono gli obiettivi, la responsabilità maggiore è sempre sua e del suo staff. È innegabile che senza la lunga serie di infortuni il Napoli avrebbe avuto concrete possibilità di bissare lo scudetto vinto lo scorso anno. Oltre alla sfortuna e agli imprevisti, però, qualche responsabilità sulla gestione degli infortuni va riconosciuta anche a Conte e al suo staff. Dunque, posso affermare che il Napoli avrebbe potuto certamente fare molto di più."

Le assenze pesanti e la gestione di un organico solitamente virtuoso in termini di tenuta fisica sono stati argomenti al centro della discussione, sottolineando come le difficoltà non siano soltanto frutto del caso, ma anche di fattori tecnici e gestionali.

Qualora Antonio Conte lasciasse il Napoli, chi vede come possibile sostituto ideale sulla panchina azzurra?

Risponde Saccone con una riflessione lucida sull’ambiente napoletano, che richiede non solo capacità tecniche ma anche grande adattabilità e passione: "Ci sono molti allenatori validi in circolazione, ma Napoli è un contesto particolare, dove serve un entusiasmo infinito e il giusto spirito di adattamento. Mi piace l’idea di Fabregas come tecnico, perché credo abbia le idee giuste per guidare questo gruppo, anche se mi sembra difficile che lasci Como. Un altro profilo interessante è Simone Inzaghi, che seguo con attenzione e penso potrebbe essere adatto al Napoli."

Due indicazioni importanti che mostrano come Saccone punti su allenatori preparati, pronti a confrontarsi con le pressioni di una piazza esigente e affamata di successi.

E per quanto riguarda la Nazionale Italiana, da chi dovrebbe ripartire il commissario tecnico?

Qui l’ex preparatore atletico dà un consiglio preciso: "Io proverei ancora con Claudio Ranieri. Forse un anno lontano dalla panchina gli ha ridato la voglia e la motivazione giuste. Però credo che il problema non sia soltanto la scelta dell’allenatore."

Secondo Saccone, il vero nodo da risolvere risiede nella mentalità dei giocatori: "Bisogna cambiare la testa di chi viene convocato in azzurro. Devono comprendere meglio l’importanza e il valore di indossare la maglia della Nazionale."

Il messaggio è chiaro e diretto: rappresentare l’Italia è un onore enorme, ma anche una responsabilità che va onorata con dedizione e rispetto. Saccone conclude così:

"Chi veste la maglia azzurra ha l’obbligo morale di essere un esempio per il paese e per le future generazioni. Deve mostrare volontà di soffrire e di raggiungere obiettivi per il nome di tutti, dimostrando di essere i migliori sul campo, non chi sfoggia il tatuaggio più "cool" o l’automobile più lussuosa. Non è una critica sterile, ma il richiamo a non dimenticare mai che essere convocati in Nazionale è un privilegio che va ricambiato con umiltà."

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Capello: "Conte e Allegri top candidati per panchina Nazionale"

Fabio Capello, uno degli allenatori più esperti e rispettati del calcio italiano, ha parlato senza mezzi termini riguardo ai due candidati principali per la panchina della Nazionale azzurra: Massimiliano Allegri e Antonio Conte. Intervistato per l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, l’ex tecnico del Milan ha espresso un giudizio chiaro e coinvolgente: “Che dire, sarebbero due grandissimi candidati”.

Capello ha sottolineato come il ruolo di commissario tecnico sia “un mestiere molto diverso” rispetto alla conduzione di una squadra di club. Nel caso di Conte, allenatore attualmente al Napoli, l’esperienza pregressa con la Nazionale rappresenterebbe un punto a suo favore: “Conte lo conosce già? E per lui sarebbe un punto a favore. Nel caso tornasse sulla panchina azzurra, saprebbe già cosa lo aspetta, anche se ovviamente lo scenario è cambiato rispetto a dieci anni fa”. Il riferimento è al biennio 2014-2016, periodo durante il quale Conte guidò la Nazionale con risultati positivi, culminati con una buona prestazione agli Europei 2016, in cui però, ricorda Capello, “c’erano anche altri giocatori” di valore.

Per quanto riguarda Allegri, che negli ultimi anni ha guidato con successo squadre di grande prestigio in Serie A e in Europa, Capello ha rimarcato le sue qualità di intelligenza tattica e capacità di apprendimento rapido: “Max è un tipo sveglio, ci metterebbe poco a capire il meccanismo. Ma è chiaro che un minimo di tempo gli sarebbe necessario”.

Il tecnico di Pieris non nasconde tuttavia che l’esperienza da ct richiederebbe ad Allegri un adattamento, soprattutto per quanto riguarda la quotidianità differente rispetto a quella del club: “Un problema non vivere la quotidianità? Non credo, sarebbe semplicemente differente. Come ho detto, Max è intelligente e capirebbe in fretta come muoversi”.

Capello ha poi fatto un confronto interessante tra i due allenatori, focalizzandosi su un aspetto cruciale per un commissario tecnico, ovvero la gestione della comunicazione con giocatori, stampa e ambiente: “Chiaro però che all’inizio per lui sarebbe una novità, mentre per Antonio no. Allegri, invece, ha qualcosa in più a livello comunicativo e da ct è un aspetto molto importante. In passato, Conte è stato in alcune occasioni meno diplomatico”.

Un’analisi lucida e precisa, quindi, quella di Capello, che riconosce le qualità di entrambi i tecnici ma evidenzia le differenze che potrebbero emergere nel delicato ruolo di allenatore azzurro. Antonio Conte, reduce da un intenso percorso sulla panchina del Napoli, portando la squadra a nuovi livelli in Serie A e Champions League, potrebbe trovare naturale il ritorno in Nazionale, vista la sua conoscenza diretta del contesto e delle aspettative. Allegri, dal canto suo, ha il carisma e la capacità comunicativa per ricoprire con successo il ruolo, pur necessitando di un periodo di ambientamento.

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martedì 14 aprile 2026

Juventus: se cede Bremer, occhio a Kim, campione con Spalletti

La Juventus è al lavoro per rinforzare la propria difesa in vista della prossima stagione, mentre la lotta per un posto in Champions League entra nella fase decisiva. Attualmente i bianconeri si trovano al quarto posto, posizione che garantirebbe l’accesso al massimo torneo continentale, ma la concorrenza è agguerrita: Como e Roma inseguono a stretto giro, rendendo ogni gara determinante per le ambizioni di Massimiliano Allegri e dei suoi.

Intanto, oltre alla preparazione atletica e tattica, la dirigenza juventina si concentra sulle strategie di mercato, con l’intento di costruire una squadra competitiva non solo per la volata finale ma anche per il futuro. In tal senso bisognerà valutare con attenzione anche le possibili cessioni, soprattutto in difesa.

Gleison Bremer, pilastro del reparto arretrato bianconero, ha conquistato l’attenzione di diversi club inglesi di Premier League, che stanno monitorando con interesse il suo rendimento. Preso atto di questo interesse, la Juventus sta già pensando ai profili da inserire nell’organico nel caso in cui dovesse arrivare un’offerta importante per il centrale brasiliano.

Secondo quanto riportato dall’ultima edizione della Gazzetta dello Sport, uno dei nomi valutati dalla Juventus per il ruolo di difensore centrale è quello di Kim Min-Jae. Il giocatore sudcoreano, attualmente in uscita dal Bayern Monaco, rappresenterebbe un innesto di grande valore proprio per le sue caratteristiche tecniche e fisiche.

Kim è alto 1,90 metri, dotato di grande fisicità e di ottime qualità tecniche: non solo è capace di dirigere con autorità la linea difensiva, ma sa proporsi con efficacia anche nelle azioni offensive, risultando spesso decisivo nelle aree di rigore avversarie. Inoltre, c’è un elemento di familiarità che potrebbe rendere questo affare particolarmente interessante per la Juventus.

Il difensore coreano ha infatti già lavorato con Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli, raggiungendo con lui uno scudetto memorabile esattamente tre anni fa. La conoscenza con uno dei più carismatici e preparati tecnici in circolazione potrebbe facilitare il suo inserimento nel gruppo bianconero e garantirgli la giusta motivazione per esprimersi al meglio.

In un mercato che si preannuncia intenso per la Juventus, la priorità sarà dunque quella di assicurarsi giocatori affidabili e di qualità, capaci di rispondere alle pressioni di un club che punta a tornare ai vertici del calcio europeo. Kim Min-Jae rappresenta una pista concreta e interessante, al cui sviluppo la dirigenza bianconera sta seguendo con attenzione.

Intanto, nelle prossime settimane, insieme all’analisi del cammino in campionato che deciderà le sorti della corsa Champions, si seguiranno con interesse gli sviluppi sul fronte difensivo. La volontà di costruire una Juventus competitiva passa anche dalle scelte strategiche di mercato e dall’adattamento di nuovi elementi in grado di rinforzare la squadra.

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Fassone: "Nessun mandato e niente di concreto per il Torino"

Marco Fassone, volto noto del calcio italiano per le sue esperienze da dirigente in club di primo piano come Juventus, Napoli, Inter e Milan, è tornato a parlare del proprio futuro al microfono di Radio Sportiva. Lo scenario ipotizzato riguarda un possibile coinvolgimento al Torino, squadra che potrebbe godere di una nuova proprietà entro breve. Fassone ha fatto chiarezza sulle voci sorprendenti circolate nelle ultime ore, chiarendo la sua posizione: "Ho letto anche io queste indiscrezioni. In realtà, ero all’estero e mi sono ritrovato il telefono intasato di messaggi a riguardo. Nel mio attuale ruolo di consulente e advisor per diversi investitori interessati al mondo del calcio europeo, uno dei miei clienti aveva manifestato interesse a fine 2025 per fare un'analisi approfondita proprio sul Torino, ma la cosa è finita a quel punto".

Quando gli è stato chiesto se gli interessati fossero parte del gruppo RedBull, Fassone ha chiarito con fermezza: "No, si tratta di altri clienti. Al momento non esiste alcun mandato ufficiale o un concreto incarico per avanzare sul progetto Torino".

L’ex dirigente ha poi allargato lo sguardo sul mercato del calcio italiano e sulle potenzialità di investimento in Serie A: "La Serie A italiana, al pari della Championship inglese (la seconda divisione), resta uno dei campionati più appetibili per gli investitori internazionali. La nostra lega presenta un rapporto qualità-prezzo molto favorevole. Inoltre, l’Italia è il Paese europeo che offre le maggiori opportunità in tema di rinnovamento infrastrutturale. Chi arriva con capitali freschi può rilanciare i club intervenendo sullo sviluppo e il miglioramento degli asset strutturali, ambito in cui siamo ancora molto indietro. Se si sapranno accompagnare la proprietà e la squadra con strutture moderne e innovative, il business potrà essere davvero interessante".

Il discorso di Fassone indica dunque una sostanziale apertura verso un nuovo ciclo di investimenti in Serie A, che potrebbe coinvolgere anche il Torino ma senza alcun progetto definito all’orizzonte, almeno per ora. Con l’avvento del tecnico Antonio Conte, il Napoli sta vivendo una stagione di grande ambizione, e il mercato italiano rimane un terreno fertile per molti imprenditori stranieri desiderosi di entrare nel calcio di alto livello.

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Calciomercato 14 aprile: indiscrezioni, trattative e retroscena

Un'altra intensa giornata di calciomercato che si chiude con conferme, smentite e trattative che animano il panorama della Serie A e non solo. Tra i vari dossier aperti, spiccano le dichiarazioni dell'agente di Hakan Calhanoglu, le parole del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis sul futuro di Antonio Conte e i rinnovi in casa Juventus e Inter.

Calhanoglu, nessuna fuga dall’Inter Gordon Stipic, agente di Hakan Calhanoglu, ha voluto chiarire la posizione del suo assistito dopo le voci di un possibile trasferimento al Galatasaray: “Hakan è sotto contratto con l’Inter fino al 2027 ed è molto felice sia in Italia sia al club nerazzurro. Le speculazioni sul Galatasaray sono ricorrenti ma, in realtà, non c’è mai stata alcuna trattativa né nella scorsa estate né a gennaio. Non c’è mai stata una richiesta formale o un sondaggio concreto. Calhanoglu è totalmente concentrato sull’Inter, sulla lotta per lo scudetto e l’obiettivo del successo con la squadra”.

Il Napoli e Conte: De Laurentiis non vuole sorprese Durante l’intervista esclusiva rilasciata a The Athletic, Aurelio De Laurentiis ha toccato anche il tema caldo legato ad Antonio Conte, corteggiato dalla Nazionale italiana: “Prima di tutto, la FIGC è senza presidente quindi nessuno può prendere decisioni definitive sull’allenatore azzurro. Conte è un uomo di grande serietà e professionalità, ha un contratto con il Napoli ed è legato a noi. Non lascerebbe la squadra all’ultimo minuto, sarebbe un problema enorme per il club. Ha costruito questo Napoli in due anni, è la sua creatura. Se decidesse di andare via, deve farlo subito, così avremmo il tempo di trovare un sostituto. Ma non credo che Conte abbandoni Napoli, lui è serio. Se fossi un allenatore alla sua posizione, rifletterei a lungo prima di accettare un incarico simile”.

Locatelli rinnova fino al 2030 con la Juventus Prosegue il matrimonio tra Manuel Locatelli e la Juventus. Il centrocampista firmerà a breve un rinnovo che estenderà il suo contratto fino al 2030, con la possibilità che venga inserita un’opzione per arrivare al 2031. Una mossa che ribadisce la volontà della società bianconera di puntare fortemente sul centrocampista italiano per il futuro.

Inter e Cristian Chivu: rinnovo ormai certo Dopo aver conquistato lo scudetto, l’Inter si appresta a blindare Cristian Chivu con un rinnovo che sarà annunciato non appena verrà ufficializzato il titolo. Il tecnico, attualmente sotto contratto con un ingaggio superiore ai 2,5 milioni netti, vedrà presto un adeguamento economico, confermando la fiducia della società nerazzurra nel suo lavoro.

Milan, Fullkrug non sarà riscattato La stagione di Niclas Fullkrug al Milan si conclude praticamente senza esito positivo. Arrivato a gennaio, il giocatore ha avuto pochi spazi a causa anche di un infortunio al piede. Il club rossonero, secondo le ultime indiscrezioni, non eserciterà l'opzione da 5 milioni per riscattarlo dal West Ham.

Roma e plusvalenze: Ndicka e Koné i principali indiziati a partire Per rispettare gli accordi economici con l’UEFA, la Roma dovrà realizzare entro il 30 giugno almeno una plusvalenza importante, indipendentemente dalla qualificazione in Champions League. La famiglia Friedkin vuole evitare di cedere giovani come Mile Svilar, Niccolò Pisilli e Matías Soulé, salvo offerte eccezionali. Nel mirino per una possibile cessione ci sono soprattutto il francese Manu Koné e il difensore ivoriano Evan Ndicka, considerato il primo indiziato a lasciare Trigoria.

Dybala deciso a restare a Roma

Paulo Dybala, nonostante le voci provenienti dall’Argentina, ha deciso di restare nella Capitale. La Joya si sente a casa, è attratto dal progetto giallorosso e ha una forte voglia di riscatto dopo un’annata non brillante. Secondo il Corriere dello Sport, Dybala è pronto a parlare di un sacrificio economico con un taglio sull’ingaggio variabile, legato però a bonus di rendimento, per rilanciare la sua carriera con la maglia della Roma.

Sassuolo pensa ad Aquilani se Grosso dovesse andarsene Qualora Fabio Grosso decidesse di lasciare l’incarico di allenatore del Sassuolo, il club emiliano ha già individuato in Alberto Aquilani il potenziale sostituto. L’attuale tecnico del Catanzaro figura infatti nella shortlist del direttore generale Giovanni Carnevali.


Altre notizie dal mercato internazionale

Enrique Cerezo, presidente dell’Atletico Madrid, chiude ogni speculazione sul futuro di Julián Álvarez: “Resterà con noi a lungo. Finché non lo dico io, non se ne va”. Una posizione netta che mette al riparo il club spagnolo dalle insistenti voci di mercato.

Dal mercato americano arriva un vero e proprio terremoto: Javier Mascherano ha lasciato l’incarico di allenatore dell’Inter Miami per motivi personali. Nel comunicato diffuso dal club, il tecnico argentino ha ringraziato con emozione il club, i giocatori e i tifosi ricordando il primo titolo conquistato con la squadra.

In Inghilterra, il Bournemouth ha annunciato che Andoni Iraola non sarà più allenatore dopo la stagione 2025-2026. Il club è già al lavoro per scegliere il suo successore, con i nomi caldi di Marco Rose, Kieran McKenna, Frank Lampard e Iñigo Pérez tra i candidati più accreditati per guidare le Cherries in Premier League.

Il Newcastle ha ufficializzato un colpo giovane e talentuoso pescando in Sudamerica: è arrivato Johan Martínez, promettente centrocampista proveniente dall’Independiente del Valle.

Infine, l’Hoffenheim detta continuità blindando uno dei suoi punti di forza, il difensore turco Ozan Kabak, che ha rinnovato il contratto con il club tedesco, rafforzando così la sua permanenza fino al 2026.

Dal fronte allenatori, Simone Inzaghi ha messo fine alle speculazioni sul suo futuro con un secco “Resto all’Al Hilal”. Nonostante la delusione per l’eliminazione dalla Champions asiatica, il tecnico piacentino ha ribadito il suo impegno e la voglia di fare bene con la squadra araba, dichiarando di aver dato tutto per centrare i quarti di finale.

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Lo chef dell’assemblea Lega Serie A: “Cucina napoletana ha stemperato”

Enzo Politelli, chef protagonista durante l’ultima assemblea di Lega Serie A a Milano, racconta a Radio TuttoNapoli un’esperienza insolita che unisce calcio e alta cucina. L’assemblea, che ha visto emergere il nome di Giovanni Malagò come candidato proposto dalle società di Serie A per le elezioni alla presidenza della FIGC, ha avuto un momento di pausa gustosa grazie al tocco partenopeo di Politelli.

“È stata una sorpresa per me essere scelto per questo incarico”, confessa lo chef napoletano, noto per la sua passione per il calcio oltre che per la cucina. “Di solito chiamano chef stellati di fama internazionale, quindi quando mi hanno proposto di preparare i piatti per l’evento sono stato molto felice. Da quando sono a Milano, poi, sono diventato ancor più tifoso del Napoli. Sono stato capo cucina per accogliere i presidenti delle società di Serie A, eccetto il nostro presidente Aurelio De Laurentiis, impegnato a Los Angeles.”

Politelli ripercorre quel momento conviviale: “Abbiamo accolto i presenti con un caffè, che per noi napoletani è un vero e proprio buongiorno. Poi sono arrivate la pastiera e la caprese, pietanze che hanno avvicinato tutti alla nostra cultura gastronomica. Durante la riunione, la tensione stava crescendo, con qualche voce che si alzava, e si è deciso di interrompere i lavori per un momento di condivisione a tavola, nella speranza di stemperare gli animi. È stata la svolta: dal baccalà con la parmigiana di melanzane, al carciofo con gamberi, fino al tubetto cotto nella zuppa di pesce, la cucina ha contribuito a riportare la calma e a riavvicinare anche chi fin lì non trovava accordi.”

Lo chef non nasconde di aver colto un clima acceso, sottolineando come “in questi incontri, gli interessi in gioco sono enormi. Si tende a pensare che a comandare siano le grandi società, ma spesso sono proprio le squadre più piccole a farsi sentire con maggiore forza per difendere i propri diritti. Ho notato delle dinamiche simili a quelle delle “scuole”, con piccoli gruppi che si contendono principalmente questioni economiche, come le ripartizioni dei fondi.”

Un momento di leggerezza è arrivato anche dal suo scherzoso commento: “Quando qualcuno è arrivato, gli ho detto: ‘Siamo napoletani, ma non ti avveleniamo’, un modo per stemperare la tensione. Poi si è parlato anche di calcio, e ho sentito dire che oggi manca quella 'cazzimma', quella cattiveria agonistica che un tempo caratterizzava il gioco.”

Infine, Politelli si sofferma sui riscontri culinari: “La cena è finita con il tutto spazzolato dai presenti, si è mangiato con grande entusiasmo. Il caffè è stato certamente il momento più apprezzato, grazie anche alla presenza di Vincenzo Sanzone che mi ha accompagnato. Grande successo ha riscosso anche la parmigiana di melanzane, uno dei piatti simbolo della tradizione napoletana.”

Per ascoltare l’intervista integrale di Enzo Politelli, è disponibile il podcast completo.

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