sabato 2 maggio 2026

Napoli a Como: prova Champions e strategie per il futuro

Il Napoli di Antonio Conte si presenta a Como con un obiettivo chiaro e preciso: ottenere la qualificazione aritmetica alla prossima Champions League. La trasferta contro la formazione di Fabregas, attualmente quinta in classifica, rappresenta una tappa fondamentale non solo per consolidare il secondo posto, ma anche per tenere a distanza una diretta concorrente e confermare la solidità del gioco dopo la netta vittoria ottenuta contro la Cremonese. Un successo questa settimana potrebbe infatti chiudere una pagina delicata, specie dopo le battute d’arresto contro Parma e Lazio che hanno permesso all’Inter di allungare in vetta al campionato.

Antonio Conte, che formalizzerà con il presidente De Laurentiis i programmi futuri solo dopo aver ottenuto la certezza del piazzamento europeo, sembra intenzionato a confermare la formazione e la fisionomia di gioco viste nell’ultima gara disputata al Maradona. Il 3-4-2-1 rimane lo schema preferito, con Milinkovic-Savic confermato tra i pali a custodire la porta azzurra. Subito davanti a lui, nel terzetto difensivo, una novità riguarda il ruolo di difensore centro-destra: favorito il giovane Beukema su Olivera, al fianco di Rrahmani e Buongiorno. Una scelta che permette alla squadra di mantenere equilibrio e solidità in un reparto fondamentale per le ambizioni europee del Napoli.

A centrocampo Conte affida il lavoro ai soliti McTominay e Lobotka, pilastri imprescindibili per la gestione della mediana. Sulle fasce agiranno Politano e Gutierrez, con quest’ultimo attualmente in vantaggio su Spinazzola per una maglia da titolare. Un reparto offensivo che vede, sulle posizioni di trequarti, il duo De Bruyne–Alisson Santos pronto a supportare il centravanti Hojlund, vero terminale offensivo del Napoli. Un assetto che dovrebbe escludere anche questa volta Anguissa dalla formazione titolare, relegandolo alla panchina in attesa di occasioni per rendersi utile nel corso della partita.

Tra le note più positive che accompagnano questa trasferta vi è sicuramente il recupero di Giovanni Di Lorenzo. Il capitano azzurro, reduce da un infortunio che lo aveva tenuto fuori nelle ultime settimane, ha migliorato la propria condizione e sarà presente almeno in panchina, pronto a dare manforte a Conte anche per qualche spezzone di gara se necessario. Il rientro di Di Lorenzo rappresenta un ritorno di enorme valore per il Napoli, soprattutto per gli equilibri della difesa a tre, che con lui può beneficiare di un «braccetto» moderno ed efficace nella costruzione dal basso. Le sue capacità di inserimento e la facilità nel far ripartire l’azione saranno fondamentali per garantire alla squadra un contributo importante nella fase offensiva e difensiva.

Restano assenti Vergara e Neres, due uomini che Conte spera di rivedere in campo a breve per completare un organico che vuole confermarsi protagonista ai massimi livelli, lottando per lo scudetto e per una conferma stabile in Champions League. La partita di Como, dunque, rappresenta un banco di prova decisivo, sia per il presente che per il futuro del Napoli nella stagione che sta entrando nella fase decisiva.

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venerdì 1 maggio 2026

Inter in vigilia scudetto ad Appiano, Chivu sfida il passato

Il Napoli vede ormai il traguardo, l’Inter è pronta a scrivere una pagina storica del proprio cammino in Serie A. Mancano meno di 24 ore alla sfida decisiva che potrebbe consegnare ai nerazzurri il tanto atteso scudetto, suggellando il lavoro di un anno che ha visto la squadra guidata da Antonio Conte affrontare una stagione di transizione con determinazione e ambizione. L’appuntamento è ad Appiano Gentile per l’ultimo allenamento di rifinitura, momento cruciale in vista di quella che in caso di successo sarà una serata indimenticabile per la società e i tifosi.

Un destino quasi beffardo, quello che vedrà oggi l’Inter confrontarsi con il Parma, la squadra contro cui Cristian Chivu ha iniziato la sua carriera da allenatore in Serie A. Ora, a pochi passi dal raggiungimento del tricolore, l’ex difensore rumeno prepara la formazione con la voglia di incidere ancora con la squadra nerazzurra in un momento così significativo. Il pensiero però non può che andare anche alla finale di Coppa Italia, che attende l’Inter tra poco più di dieci giorni e che rappresenta un altro snodo fondamentale per la stagione.

In casa Napoli, invece, la resa è ormai chiara e l’obiettivo è ora quello di prepararsi al meglio per la finale di Coppa Italia, con il morale che paga il peso di una stagione complicata. Antonio Conte e i suoi uomini devono gestire con attenzione le energie rimaste, mirando a trovare la forma ottimale per il grande appuntamento romano.

Tra i giocatori nerazzurri, spicca il ritorno di Lautaro Martinez, reduce dall’ultima partita contro la Roma e pronto a tornare in campo. L’attaccante argentino guida la classifica marcatori con 16 gol e punta a confermarsi non solo con la conquista dello scudetto, ma anche con il titolo di capocannoniere, già centrato in passato nel 2024. Domani però, per evitare rischi, il tecnico Chivu opterà per una gestione accorta del suo attaccante: sarà infatti Thuram a partire titolare, affiancato da Pio Esposito, mentre Lautaro entrerà in campo a gara in corso.

A centrocampo l’assenza pesante di Calhanoglu, la cui presenza in finale di Coppa Italia rimane in forte dubbio, apre spazio a una rivoluzione tattica per l’Inter. A dirigere la manovra sarà Piotr Zielinski, coadiuvato da Nicolò Barella e dalla scelta tra Henrikh Mkhitaryan o Josip Sucic come playmaker aggiunto. Sul fronte difensivo, è probabile il ritorno stabile dal primo minuto di Alessandro Bastoni, un elemento centrale del presente nerazzurro ma il cui futuro appare ancora tutto da definire in vista della prossima stagione.

Il mercato e l’organizzazione futura dell’Inter sono infatti temi su cui la società sta riflettendo in profondità: tra il ringiovanimento della rosa e la volontà di adottare nuovi moduli tattici, il club milanese si prepara a un cambiamento che determinerà il volto della squadra nelle prossime stagioni. Ma ora, con lo scudetto a portata di mano, l’attenzione di Chivu e dei suoi è tutta concentrata su un’ultima battaglia contro un passato che oggi si trasforma nel loro presente e, molto probabilmente, nel loro futuro da protagonisti in Serie A.

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Serie A, classifica aggiornata: Lecce scappa +4 sulla Cremonese

Il Lecce mette a segno un colpo fondamentale nella corsa salvezza battendo il Pisa per 2-1 in una sfida che vale una stagione. Con questo successo, i salentini non solo condannano i nerazzurri alla retrocessione insieme all’Hellas Verona, ma rafforzano anche la propria posizione in classifica, mettendo quattro punti di distanza tra sé e la Cremonese, attualmente ultima e impegnata in una sfida cruciale contro la Lazio lunedì allo stadio "Zini".

Nel match di Pisa, a rompere l’equilibrio è stato Banda al 52’, ma la risposta del Lecce è immediata con Leris, che al 56' ristabilisce il pari. La vera svolta arriva al 65’ con Cheddira, autore del gol decisivo che regala ai giallorossi un successo pesantissimo in ottica salvezza. Un risultato che rilancia le ambizioni del Lecce e spinge ancora di più verso la retrocessione le due squadre appese nei bassifondi della Serie A.

Il calendario della 35ª giornata presenta ancora diverse sfide di rilievo. Sabato è previsto un programma fitto di partite con Udinese-Torino alle 15, Como-Napoli alle 18 e Atalanta-Genoa alle 20:45, tutte visibili su DAZN, con la gara serale in co-esclusiva su Sky. Domenica si annuncia una giornata ricca di emozioni con Bologna-Cagliari alle 12:30, Sassuolo-Milan alle 15, Juventus-Hellas Verona alle 18 (anche in co-esclusiva Sky) e Inter-Parma alle 20:45, sempre su DAZN. Il programma si chiude lunedì, con due incontri che potrebbero condizionare ulteriormente la lotta per la permanenza nella massima serie e l’Europa: Cremonese-Lazio alle 18 e Roma-Fiorentina alle 20:45, entrambi su DAZN con la seconda trasmessa anche da Sky.

La classifica alla vigilia degli ultimi turni fissa l’Inter in vetta con 79 punti, sempre più vicina allo scudetto, seguita da Napoli con 69 e Milan con 67. La Juventus conserva il quarto posto con 64 punti, mentre la sorprendente Como, quinta con 61, insegue un piazzamento per le coppe europee insieme alla Roma, anch’essa a quota 61. Nella parte bassa, Lecce a 32 punti gode di un margine rassicurante su Cremonese (28), Hellas Verona (19) e Pisa (18), che ormai sono destinate a retrocedere in Serie B.

Da segnalare anche la classifica marcatori: domina Lautaro Martinez dell’Inter con 16 gol, seguito da Paz e Douvikas del Como e Thuram dell’Inter con 12 reti. Malen della Roma arriva a 11, mentre 10 gol segnano Krstovic e Scamacca dell’Atalanta, Yildiz della Juventus, Hojlund del Napoli, Simeone del Torino e Davis dell’Udinese.

Per il Napoli di Antonio Conte, in vista della trasferta a Como, l’obiettivo è consolidare il secondo posto e continuare la caccia all’Inter. I partenopei, reduci da un campionato che li ha visti protagonisti assoluti, puntano a chiudere al meglio la stagione, provando a mantenere quel distacco dai rossoneri che potrebbe rivelarsi decisivo in alcuni meccanismi di classifica e qualificazioni europee.

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Calciomercato 1° maggio: ultime indiscrezioni e trattative

Calciomercato Serie A: rivoluzioni in casa Inter, Juventus, Milan e aggiornamenti su Napoli e Roma

Inter, porta e fascia destra al centro di un mercato in fermento La sessione estiva potrebbe segnare una vera e propria rivoluzione per l’Inter, a partire dalla porta, con il futuro di Yann Sommer e Josep Martinez tutt’altro che certo. Entrambi potrebbero lasciare i nerazzurri: per Sommer infatti la concorrenza è alta, con squadre come la Fiorentina particolarmente interessate, mentre Martinez è nel mirino di club spagnoli. L’Inter valuta il portiere spagnolo circa 10 milioni di euro, al momento percepisce uno stipendio di 1,5 milioni. In entrata, i nerazzurri punterebbero con decisione al laterale Marco Palestra, il cui approdo dipende però dalle scelte relative a Denzel Dumfries. L’esterno olandese, dotato di una clausola rescissoria da 25 milioni, potrebbe dire addio a Milano per giocare in un altro campionato. Come alternativa valida c’è il giovane Brooke Norton-Cuffy, terzino in forza al Genoa, con cui l’Inter ha già avuto contatti in passato. La possibile doppia cessione di Dumfries e Luis Henrique - quest’ultimo seguito dal Bournemouth e destinato probabilmente a partire - potrebbe mettere nelle casse nerazzurre liquidità preziosa per tentare l’assalto a un obiettivo, probabilmente proveniente dall’Atalanta, ancora da definire.

Juventus e l’attenzione sul mercato attaccanti A Torino valutano con attenzione il futuro di Jonathan David. Lione e Marsiglia hanno manifestato interesse per l’attaccante ricordando le sue grandi prestazioni col Lille, ma l’ingaggio elevato resta un ostacolo. Anche il Fenerbahce si è mosso per sondare la situazione, mentre in Turchia si parla di un avvicinamento del Galatasaray. Discorso simile per Lois Openda: la Juventus ha difficoltà a rientrare dall’investimento di quasi 44 milioni fatto per acquistarlo dal Lipsia. Dunque, la formula più probabile appare un prestito, eventualmente con diritto o obbligo di riscatto. Sul fronte entrate, un nome caldo rimane quello di Bernardo Silva, assistito da Jorge Mendes: nonostante le offerte economiche provenienti dai campionati emergenti come Arabia Saudita e MLS, il portoghese preferirebbe restare in Europa, con il Barcellona in pole position. Tuttavia, le note difficoltà finanziarie dei blaugrana complicano l’operazione, mentre la Juve resta vigile. Sul fronte delle uscite, sia Douglas Luiz che Nico Gonzalez non verranno riscattati rispettivamente da Aston Villa e Atlético Madrid, con una potenziale perdita secca di 60 milioni. Entrambi i giocatori saranno verosimilmente ceduti, anche se non sono ancora definiti i loro futuri club.

Lazio, la difesa da blindare secondo Sarri Maurizio Sarri sostiene la necessità di mantenere intatte le colonne della sua retroguardia, in particolare Mario Gila e Alessio Romagnoli. Il tecnico vorrebbe che il presidente Claudio Lotito compisse uno sforzo per trattenere entrambi, almeno per la prossima stagione. Tuttavia la situazione contrattuale, con entrambe le scadenze fissate per il 2027, e i bassi margini di rinnovo complicano la trattativa, lasciando aperta la possibilità che il club monetizzi le cessioni già questa estate.

Milan, Modric, Goretzka e nuove idee per il centrocampo Il direttore sportivo del Milan, Igli Tare, ha parlato a DAZN di Luka Modric: “Sapevo che da bambino era un tifoso rossonero e quando ci siamo incontrati e abbiamo discusso del progetto ho percepito subito la sua profonda conoscenza del club. Aveva altre offerte, ma ha voluto realizzare il sogno di giocare al Milan. Il suo arrivo in squadra è stato fondamentale anche per la mentalità collettiva. Sul futuro? Potrebbe scegliere con il cuore, ma per me resterà al Milan”. Sul fronte mercato, il Milan appare ottimista sull’arrivo di Leon Goretzka: il centrocampista tedesco, in scadenza col Bayern Monaco a giugno, ha già confermato l’addio. In caso di uscite come quelle di Fofana e Loftus-Cheek, rossoneri al lavoro per rinforzare ulteriormente la mediana. Il talento canadese classe 2002 Ismael Koné del Sassuolo è monitorato e potrebbe essere nel mirino già per la sfida di campionato tra Milan e neroverdi.

Napoli, in bilico il riscatto di Noa Lang Il Galatasaray sta vivendo un calo delle prestazioni di Noa Lang, soprattutto dopo un infortunio al dito rimediato in Champions League. L’offerta di 30 milioni per il riscatto dell’attaccante olandese dal Napoli viene considerata troppo alta e il club turco tenterà un rilancio a cifre inferiori, complicando il futuro del classe 1999 in maglia azzurra.

Roma e il rinnovo di Lorenzo Pellegrini: riflessioni in corso Il futuro di Lorenzo Pellegrini resta tutto da decifrare. Da un lato c’è la possibilità del rinnovo con la sua Roma, proprietà a cui è molto legato, dall’altro l’ipotesi di una nuova avventura che gli garantisca un ruolo da protagonista sia sul piano tecnico che economico. Le parti si sono confrontate un mese fa: la società giallorossa ha espresso il desiderio di ridurre i costi salariali, proponendo a Pellegrini un netto taglio da 6 a circa 3 milioni di euro netti annui. Dal canto suo, l’allenatore Gian Piero Gasperini spinge per mantenere il centrocampista, ritenuto fondamentale per la qualità e l’intelligenza tattica che apporta alla squadra, assieme a Dybala. L’ultima parola arriverà solo alla fine del campionato, dopo un’attenta riflessione.

Sassuolo difende Laurienté dall’assalto turco Armand Laurienté si conferma un obiettivo appetibile sul mercato. Il Besiktas si è fatto avanti con un’offerta indirizzata al Sassuolo, ma il club emiliano non è disposto a scendere dalle proprie richieste economiche per il suo esterno.

Focus estero – La Premier e le mosse di inglesi, spagnoli e tedeschi Nel panorama internazionale, il Manchester City ha deciso di cedere Nathan Aké a fine stagione. Il difensore olandese, impiegato con continuità limitata (15 presenze in Premier League, 29 in totale in tutte le competizioni), è stato offerto nelle ultime settimane a tre club italiani di primo piano: Juventus, Milan e Inter. La valutazione si aggira tra i 10 e i 15 milioni, quota che non rappresenta un ostacolo, ma si attende di capire le sue preferenze future. L’Arsenal ha intenzione di chiudere per Julian Alvarez, ma per superare la concorrenza dell’Atlético Madrid servirà un’offerta superiore ai 95 milioni versati nella scorsa estate. Dal Barcellona, Hansi Flick ha glissato sulle indiscrezioni riguardanti Robert Lewandowski, precisando: “Abbiamo parlato ma quanto detto resta tra noi. Ora pensiamo solo alle partite rimanenti, vedremo dopo qual è la situazione” Infine, José Mourinho ha negato con decisione un interesse del Real Madrid per la sua figura: “Nessuno del Real mi ha mai contattato. Ho un anno di contratto col Benfica, punto”.

Altri aggiornamenti L’esterno albanese Armando Broja, attualmente al Burnley, è una candidatura per rinforzare l’attacco di Parma nella prossima stagione, anche con la formula del prestito. Attenzione anche all’Udinese, interessata nel caso di uscita di Beto Davis. Il Borussia Dortmund si prepara a blindare il giovanissimo talento Samuele Inacio, classe 2008, con un prolungamento contrattuale fino al 2030 o 2031. Infine, è sfumato l’accordo che avrebbe dovuto portare Walter Mazzarri all’Iraklis Salonicco: le richieste del tecnico di garanzie sul rafforzamento della rosa non hanno trovato accoglienza dai dirigenti greci.

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Hellas Verona retrocesso: i 5 momenti della lenta agonia

Ultim’ora

È ufficiale: l'Hellas Verona retrocede in Serie B. Nonostante manchino ancora quattro giornate alla fine del campionato, la matematica decisione è ormai arrivata. L’annata 2025/26 rischia di essere una delle peggiori nella storia del club scaligero nella massima serie, almeno a livello di risultati. Dall’introduzione della regola dei tre punti per vittoria, il Verona aveva fatto registrare il peggior punteggio nella stagione 2017/18 con 25 punti. Prima di allora, i segni negativi vennero dal campionato 1978/79, quando il club raccolse appena 15 punti in un torneo a 16 squadre, e dal 1991/92 con 21 punti, ma con la vittoria che valeva due punti.

Questa stagione travagliata ha preso una piega negativa fin da subito, trasformandosi in una lenta agonia che ha infine condannato il Verona alla retrocessione. Ma come si è arrivati a questo triste epilogo? Ricostruiamo cinque momenti chiave di un campionato che ha segnato la caduta dei gialloblu.

1) L’illusione di una svolta

Dall’0-0 casalingo contro la Cremonese del 15 settembre 2025 fino al 2-2 contro il Cagliari del 26 ottobre, si è respirata una flebile speranza tra i tifosi scaligeri. Nonostante le difficoltà e i pochi punti, la squadra ha dimostrato di poter mettere in difficoltà avversari più quotati. La retroguardia sembrava solida, e la discussione ruotava soprattutto intorno alla mancanza di gol da parte di due elementi chiave come Orban e Giovane, con il pensiero speranzoso: "Quando si sbloccano quei due...". La squadra ha mostrato qualche buona prestazione, tra cui quella contro la Cremonese con ben 29 tiri verso la porta avversaria e l’1-1 con la Juventus. Anche le sconfitte di misura, come quella maturata negli ultimi minuti contro Inter e Roma, denotavano un Verona capace di lottare. Tuttavia, nonostante la qualità mostrata sul campo, il quadro della classifica restava amaro e la squadra si trovava già in fondo al gruppo.

2) I dubbi e le fragilità

Il Verona non merita la posizione in classifica che occupa, ma il destino sembra segnato. Emergono infatti tutti i limiti caratteriali di un gruppo che sembra mancare di personalità e compattezza, elementi fondamentali per una lotta salvezza. Il tasso tecnico, almeno sulla carta più alto rispetto alla stagione precedente, risulta poco amalgamato e incapace di reggere la pressione delle partite decisive. A complicare il quadro un’infinita serie di infortuni, con tempi di recupero spesso ben più lunghi del previsto. Quando arriva il momento di lottare sul serio, il Verona perde quasi sempre. L’amara realtà si materializza in partite cruciali come Verona-Parma (1-2), con un gol subito dopo un errore incredibile proprio di Giovane, finora uno dei pochi a brillare, segnale evidente che la stagione è fuori controllo.

3) Il fuoco di paglia

A dicembre sembrava possibile un’inversione di rotta. Nel giro di pochi giorni, dal 6 al 14 dicembre, il Verona ha inflitto un pesante 3-1 all’Atalanta e subito dopo ha conquistato un prezioso successo per 2-1 in casa della Fiorentina. Due vittorie che hanno offerto una speranza di risalita e una boccata d’ossigeno nel cuore della lotta salvezza. Ma purtroppo si è trattato soltanto di un fuoco di paglia, un’illusione destinata a svanire rapidamente.

4) Lo sconforto e i silenzi del mercato

Il 19 gennaio 2026 il Verona torna a pareggiare 0-0 contro la Cremonese, ma questa volta il risultato genera solo sconforto. La squadra ha presentato una linea difensiva con giocatori inattivi da mesi o addirittura esordienti in Serie A come Slotsager, a testimonianza delle difficoltà e della scarsità di alternative. In fase di mercato aperto da tre settimane, la società mantiene un silenzio assordante, decisamente fuori luogo in un momento di emergenza. La sensazione è che il Verona abbia perso un’importante occasione per interrompere la serie negativa durante un periodo cruciale, scivolando così lentamente verso la condanna. A peggiorare la situazione arriva anche la cessione di Giovane al Napoli di Antonio Conte, un colpo che pesa molto in una squadra già alla frutta.

5) La resa definitiva

Il 31 gennaio il Verona subisce una pesante sconfitta per 4-0 a Cagliari, che porta all’esonero di Paolo Zanetti. Il cambio alla guida tecnica sembrava una mossa necessaria per dare nuova linfa al gruppo, ma i problemi erano troppo radicati per essere risolti rapidamente. Il 6 febbraio, nella fondamentale sfida contro il Pisa – ultima in classifica – i gialloblu impattano 0-0 in una gara giocata senza energia e senza orgoglio. L’esordio in panchina per Hiljemark da un lato e Sammarco dall’altro non porta alcuna scossa. La paura e la rassegnazione dominano la scena, anticipando il nostro presagio: il cambio tecnico non sarà il punto di inversione di un trend ormai compromesso da tempo.

Ora, con la retrocessione certa, il Verona dovrà riflettere su una stagione da dimenticare, fatta di buoni propositi mai concretizzati e di una squadra incapace di trovare coesione e continuità. Un torneo che si potrebbe ricordare come uno dei peggiori dell’era moderna per numeri e risultati. Mentre la lotta per la salvezza prosegue ancora in Serie A, il club gialloblu è costretto a preparare la nuova sfida in Serie B con l’obiettivo di risalire il prima possibile.

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Calzona punta al ritorno in Serie A: “Italia priorità”

Francesco Calzona, ex commissario tecnico della Slovacchia e passato sulla panchina del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Sky Calcio Unplugged con un’analisi profonda sul talento di Khvicha Kvaratkskhelia, calciatore che ha avuto modo di allenare nel club partenopeo. “Credo che la sua crescita fosse quasi scritta nel destino – ha spiegato Calzona –, è un giocatore con doti fuori dal comune. Purtroppo non siamo riusciti a trattenerlo in Italia, ma lui ha fatto un vero e proprio salto di qualità. Ora sta giocando la Champions League da protagonista e si parlerebbe addirittura di Pallone d’Oro, se solo fosse andato al Mondiale. Kvaratskhelia è un fenomeno sotto ogni aspetto ed è un piacere allenarlo.”

Passando al tema del calcio spettacolo rispetto al gioco più equilibrato, Calzona non ha dubbi: “L’equilibrio è la base di tutto. Parto sempre dal presupposto che la fase difensiva sia il primo requisito da organizzare. Solo dopo può arrivare la libertà creativa ai calciatori. A me piace proporre un calcio che possa divertire e attrarre il pubblico allo stadio. Il risultato resta fondamentale, certo, ma il calcio non è solo utilitarismo: guardiamo il Napoli di Sarri, l’Olanda di Cruijff o il Milan di Sacchi, non si ricorda solo chi vince, ma anche chi incanta. Non mi piace un gioco speculare, voglio sempre sentire che la mia squadra possa vincere contro qualsiasi avversario. Quando ero ct della Slovacchia ho provato a instillare questa mentalità per competere alla pari. Guardando indietro, sono molto soddisfatto del lavoro svolto.”

Sul suo futuro professionale, Francesco Calzona ha le idee chiare: “La nazionale ti dà tanto, ma sottrae altrettanto. Le partite sono distanziate di mesi e il tempo per costruire un’identità è pochissimo. Nel mio Slovacchia, avere 22 giocatori su 27 che militano in campionati diversi è stata una sfida enorme, ma gratificante. Allenare un club è cosa diversa, si vive quotidianamente il campo e chi fa questo mestiere cerca proprio questo. Mi piacerebbe tornare a guidare una squadra, con una preferenza per l’Italia, ma non escludo opportunità all’estero. La mia esperienza in Slovacchia è stata formativa, ma la Serie A rimane uno dei campionati più complessi dal punto di vista tattico, grazie a un livello molto alto di preparazione degli allenatori.”

Infine, una riflessione sul momento delicato del calcio italiano: “Non condivido l’idea che in Italia ci siano troppi stranieri o che manchino i talenti. Il vero problema è la mancanza di coraggio nel dare spazio ai giovani. Le nostre nazionali giovanili dominano, ma serve pazienza e la possibilità per questi ragazzi di sbagliare e crescere. Incontrare avversarie con 6-7 calciatrici nati tra il 2003 e il 2007 e vedere come fatichiamo dovrebbe farci riflettere. Bisogna partire da qui, con coraggio. Io stesso ho convocato un ragazzo nato nel 2005, Sauer, che all’epoca giocava ancora nella Primavera del Feyenoord. Non bisogna temere di dare loro spazio in campo.”

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Napoli, McTominay sulla stagione: "Orgogliosi dei traguardi"

In un’intervista rilasciata alla BBC, Scott McTominay, centrocampista del Napoli, si è soffermato sull’attuale stagione della squadra partenopea, guidata dall’allenatore Antonio Conte. Il giocatore ha voluto sottolineare come, nonostante i risultati raggiunti finora, sia fondamentale mantenere alta la concentrazione e continuare a migliorare partita dopo partita. “Dobbiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo raggiunto, al di là di come andrà, ma non è un punto di arrivo – ha dichiarato McTominay – nel calcio tutto cambia velocemente tra alti e bassi continui. Bisogna concentrarsi su una partita alla volta”.

Il centrocampista scozzese ha poi parlato del riconoscimento personale ottenuto, entrando nella lista dei candidati per il premio MVP della Serie A 2024-25. Nonostante l’orgoglio per questo traguardo, McTominay mantiene i piedi per terra, puntando a migliorarsi sempre di più e a replicare successi importanti con il Napoli. “Io non ci penso, davvero. Quando la stagione finisce, voglio solo continuare a migliorare, ma sicuramente ne sono orgoglioso. Nel calcio si va avanti velocemente. Quindi sì, sono estremamente orgoglioso e grato di essere in quella lista, ma ho voglia di rifare tutto da capo,” ha spiegato con grande umiltà e ambizione. “Voglio riuscirci di nuovo con i miei compagni e con questo club”.

Un altro tema centrale dell’intervista è stato il recente trionfo del Napoli nella Supercoppa Italiana, un titolo che evidenzia la forza e la solidità della squadra di Conte. McTominay ha voluto rimarcare come il successo sia frutto di un lavoro corale, in cui ogni componente del gruppo ha dato il proprio contributo. “Ci siamo messi in condizione di poter vincere un altro trofeo. Questo è fondamentale – ha affermato – è un gioco di squadra e tutti hanno contribuito, non conta chi è in campo. Come ripete sempre anche l’allenatore, siamo una squadra”.

Queste dichiarazioni testimoniano lo spirito combattivo e la mentalità vincente del Napoli, che sotto la guida di Antonio Conte sta cercando non solo di consolidare il proprio ruolo tra le grandi del calcio italiano, ma anche di riportare la città di Napoli ai vertici del calcio nazionale e internazionale. McTominay, con la sua presenza e professionalità, rappresenta senza dubbio un tassello importante in questo progetto ambizioso, incarnando perfettamente i valori di dedizione, umiltà e voglia di migliorarsi continuamente.

Il campionato di Serie A 2024-25 si preannuncia dunque emozionante e ricco di sfide, con il Napoli che, forte di un gruppo solido e di un tecnico esperto come Conte, punta a confermarsi protagonista assoluto. L’obiettivo è chiaro: mantenere alta la tensione, lavorare con intensità e pensare sempre all’immediato, una gara dopo l’altra, per proseguire in un cammino che possa portare a nuovi trionfi e soddisfazioni per i tifosi azzurri.

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