giovedì 21 maggio 2026

Marocchino su Spalletti: "Gestione momenti decisivi deludente"

Radio Sportiva

Domenico Marocchino, ex calciatore di esperienza e oggi commentatore, ha rilasciato interessanti considerazioni sul tema degli allenatori di alto profilo in Serie A e oltre, durante un intervento radiofonico. Tra i temi toccati dalla sua analisi spiccano le ultime vittorie di Unai Emery, la stagione travagliata di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus, e le prospettive legate agli altri tecnici di spessore come Antonio Conte e Massimiliano Allegri.

La quinta Europa League di Emery: cosa dice Marocchino?
"Emery si conferma un allenatore di grande livello. Chi lo conosce meglio sono senza dubbio i giocatori, perché un bravo tecnico è soprattutto colui che riesce a migliorare chi ha a disposizione. Penso a Gasperini, che ha sempre valorizzato i suoi uomini fino all’eccellenza. Spalletti, invece, vedo in una veste diversa, più da intrattenitore: nel calcio di oggi non contano solo i numeri e i risultati, ma anche l’immagine, il prodotto che si vende. Comunque, a mio avviso, Spalletti ha fatto abbastanza bene alla Juventus, anche se non è bastato per raggiungere l’obiettivo finale."

La gestione Spalletti alla Juventus e alcune perplessità
"Già dalle partite contro Lecce e Verona avevo una mia idea sull’approccio gestionale di Spalletti. Incontri come quello contro la Fiorentina sono emblematici: non avrebbe dovuto imporre il proprio gioco, perché così si è esposto alle veloci contromosse viola. Domenica scorsa, ad esempio, sarebbe stato opportuno schierare un centrocampo più solido e stabile, piuttosto che puntare così tanto su elementi offensivi. La lettura tattica della gara è fondamentale e in questo senso ricordo quello che accadde anche durante il Mondiale con l’Italia e Spalletti commissario tecnico, quando in mezzo al campo si presentarono soltanto due uomini contro un avversario che ne schierava cinque."

Se Spalletti dovesse lasciare la Juventus, sarebbe giusto puntare su Conte?
"Conte rappresenta una garanzia assoluta e io lo riporterei volentieri alla Juventus. Ma il problema attuale della Vecchia Signora non è solo nell'allenatore, bensì in chi gestirà le scelte di mercato e nella mancanza di un vero leader all’interno dello spogliatoio. Prendiamo a esempio Yildiz: secondo Luciano Moggi, è un giocatore di grande qualità, un vero e proprio funambolo, ma non ancora un uomo-squadra. Può fare la differenza, ma ancora non ha quel carisma necessario per essere guida dentro e fuori dal campo."

Il futuro di Allegri: Napoli, Milan o Nazionale?
"Personalmente, vedrei Allegri meglio sulla panchina della Nazionale italiana. È un tecnico un po’ vanitoso e penso che guidare la squadra azzurra rappresenterebbe per lui una sfida stimolante e prestigiosa, più di quelle offerte dai club come Napoli o Milan."

https://napolicalcio24.com/2026/05/21/marocchino-su-spalletti-gestione-momenti-decisivi-deludente/?feed_id=103127&_unique_id=6a0f18a21689b

Napoli, Manfredi conferma addio Conte: cittadinanza onoraria?

Le parole del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, arrivano come un’ulteriore conferma sul futuro del tecnico azzurro Antonio Conte. Intervistato da Il Mattino, Manfredi ha rivelato i dettagli di un recente incontro con l’allenatore partenopeo, lasciando intuire che la separazione a fine stagione sia ormai una realtà vicina.

“È stata una chiacchierata molto piacevole”, ha raccontato il primo cittadino partenopeo. “Non abbiamo parlato della squadra o del rapporto con la società, ma del legame che Antonio ha stabilito con la città”. Quello che emerge in modo chiaro dalle parole di Manfredi è il profondo apprezzamento di Conte per Napoli e la sua gente: “Mi ha confidato delle passeggiate nei quartieri, dei caffè con i tifosi, delle pizze condivise con loro. Ha scoperto una città ricca di arte e bellezza, e questo lo ha colpito profondamente, rendendolo felice. Penso proprio che tornerà spesso qui”.

Un’immagine di un Antonio Conte umano e legato al territorio, che va oltre il campo da gioco e che ha costruito un rapporto autentico con la città partenopea, nonostante le tensioni sportive ed economiche tra allenatore e società che si sono sviluppate nel corso della stagione.

Nel corso dell’intervista, Manfredi si è poi soffermato sul presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e sulla cittadinanza onoraria che a breve dovrebbe essere conferita: “Il riconoscimento arriverà probabilmente a settembre. L’iter amministrativo è già avviato”. Il sindaco ha voluto sottolineare il valore del lavoro svolto dal patron azzurro: “Ha portato un modello di gestione basato su passione e capacità manageriale. Quando queste due qualità si uniscono, Napoli diventa una realtà vincente”.

Infine, non è mancata una battuta anche sul possibile riconoscimento a Conte, fresco vincitore dello scudetto: “Dopo il presidente potremmo pensare anche a lui”. Un’ipotesi che confermerebbe l’importanza del contributo portato dall’allenatore alla conquista del titolo, un traguardo storico per la squadra partenopea.

Le parole di Manfredi arrivano in un momento cruciale per il futuro del Napoli. Dopo una stagione terminata con il grande successo in Serie A, il club si prepara a una fase di transizione che potrebbe vedere Conte lasciare il progetto azzurro. Il legame tra tecnico e città, però, sembra destinato a perdurare, anche al di là del campo.

https://napolicalcio24.com/2026/05/21/napoli-manfredi-conferma-addio-conte-cittadinanza-onoraria/?feed_id=103120&_unique_id=6a0eee998e99d

Mondiali 2026: lista convocati nazionali aggiornata completa

Focus Mondiale 2026

Si avvicina a grandi passi l’inizio della Coppa del Mondo FIFA 2026, il primo Mundial che si disputerà in contemporanea su tre nazioni del continente americano: Stati Uniti, Canada e Messico. Nonostante l'assenza dell'Italia, il fascino della manifestazione rimane immutato, con le varie nazioni pronte a scendere in campo per contendersi il titolo più ambito del calcio mondiale.

Di seguito vi proponiamo l’elenco completo delle squadre partecipanti, con i nomi dei calciatori convocati dai rispettivi commissari tecnici per questa edizione storica. Nella lista troverete in grassetto i protagonisti che militano nei club della Serie A, protagonisti assoluti del nostro campionato che vestiranno le maglie delle rispettive nazionali.

Gruppo A

Corea del Sud (ct Hong Myungbo) Tra i convocati figurano nomi di rilievo, in particolare Kim Min-jae del Bayern Monaco, autentico baluardo difensivo. L'attacco sarà guidato da Heung-min Son del Los Angeles FC, uno degli attaccanti asiatici più amati dagli appassionati.

Messico (ct Javier Aguirre), Sudafrica (ct Hugo Broos) e Repubblica Ceca (ct Miroslav Koubek) completano il raggruppamento.

Gruppo B

Spiccano nel gruppo le presenze della Bosnia-Erzegovina (ct Sergej Barbarez) con ben tre calciatori militanti in Serie A: Muharemovic (Sassuolo), Kolasinac (Atalanta) e Hadzikadunic (Sampdoria). Il gruppo comprende anche Canada (ct Jesse Marsch), Qatar (ct Julen Lopetegui) e Svizzera (ct Murat Yakin), con diversi atleti di Serie A tra cui spicca Manuel Akanji dell’Inter, e centrocampisti come Freuler (Bologna) e Jashari (Milan).

Gruppo C

Il Brasile, affidato alla guida del ct Carlo Ancelotti, presenta una rosa stellare con nomi illustri come Bremer della Juventus e Wesley della Roma nel reparto difensivo, oltre a campioni di fama mondiale come Neymar jr, Raphinha e Vinicius Jr in attacco. Nel gruppo troviamo anche Haiti (ct Sebastien Migné), Marocco (ct Mohamed Ouahbi) e Scozia (ct Steve Clarke), che può contare sulla nutrita presenza di giocatori della Serie A, tra cui Ferguson e Gilmour (entrambi del Napoli), McTominay sempre del Napoli e Adams del Torino.

Gruppo D

Nel Gruppo D si sfidano Australia (ct Tony Popovic), Paraguay (ct Gustavo Alfaro), Stati Uniti (ct Mauricio Pochettino) e Turchia (ct Vincenzo Montella).

Gruppo E

Da segnalare nel gruppo E la presenza della Costa d’Avorio, con tra i convocati i difensori di Serie A Ndicka (Roma) e Kossounou (Atalanta). Il gruppo include inoltre Curacao (ct Dick Advocaat), Ecuador (ct Sebastián Beccacece) e Germania (ct Julian Nagelsmann).

Gruppo F

Il Giappone di Hajime Moriyasu può contare su Zu Suzuki del Parma tra i portieri, mentre tra gli altri nomi emergono calciatori importanti dall’Europa e dal campionato italiano. Olanda (ct Ronald Koeman), Svezia (ct Graham Potter) – che schiera in difesa nomi di Serie A come Hien (Atalanta) e Holm (Juventus), oltre al centrocampista Karlström (Udinese) –, e Tunisia (ct Sabri Lamouchi) completano questo variegato gruppo.

Gruppo G

Nel gruppo G spicca il Belgio di Rudi Garcia con molti protagonisti di Serie A: in difesa De Winter (Milan), a centrocampo una stella del Napoli come De Bruyne e in attacco giocatori di valore quali De Ketelaere (Atalanta), Saelemaekers (Milan) e Lukaku (Napoli). Il gruppo comprende anche Egitto (ct Hossam Hassan), Iran (ct Amir Ghalenoei) e Nuova Zelanda (ct Darren Bazeley).

Gruppo H

Capo Verde (ct Bubista) schiera un organico solidissimo, mentre Arabia Saudita (ct Georgios Donis), Spagna (ct Luis de la Fuente) e Uruguay (ct Marcelo Bielsa) rappresentano delle nazioni con ambizioni particolarmente elevate in vista del Mondiale.

Gruppo I

La Francia guidata da Didier Deschamps offre una rosa di altissimo profilo con il milanista Maignan tra i pali, i difensori di caratura internazionale e il buon centrocampista Koné della Roma e Rabiot del Milan tra i protagonisti. In attacco spicca la stella mondiale Kylian Mbappé, ora al Real Madrid, oltre al nerazzurro Thuram (Inter). Il gruppo comprende anche Iraq, Norvegia e Senegal.

Gruppo J

In questo raggruppamento trovano spazio Algeria (ct Vladimir Petković), Argentina (ct Lionel Scaloni), Austria – che schiera il difensore Svoboda del Venezia – e Giordania (ct Jamal Sellami).

Gruppo K

Il gruppo K racconta di Colombia (ct Néstor Lorenzo), Uzbekistan (ct Fabio Cannavaro) e Portogallo, squadra guidata da Roberto Martínez che può contare su talenti come Conceição della Juventus e Leão del Milan. La rosa lusitana annovera inoltre stelle del calibro di Ronaldo e Bruno Fernandes.

Gruppo L

Infine, il gruppo L vede protagoniste Croazia, Inghilterra, Ghana e Panama. Tra i croati spiccano diversi nomi noti della Serie A, fra cui Pongracic della Fiorentina, Modric del Milan, Mario Pasalic dell’Atalanta, Vlasic del Torino, Baturina del Como e P. Sucic dell’Inter. Anche altri giocatori come Moro (Bologna) sono pronti a lasciare il segno sull’evento.

Con una tale mescolanza di talenti e campioni provenienti da tutte le leghe del mondo, Serie A compresa, si preannuncia un Mondiale 2026 ricco di emozioni, spettacolo e sfide avvincenti per tutti gli appassionati di calcio.

https://napolicalcio24.com/2026/05/21/mondiali-2026-lista-convocati-nazionali-aggiornata-completa/?feed_id=103113&_unique_id=6a0ec4f9cd5bf

mercoledì 20 maggio 2026

Calciomercato 20 maggio: indiscrezioni, trattative e retroscena

Il calciomercato della Serie A continua a muoversi con dinamiche intense e un susseguirsi di interviste, indiscrezioni e trattative. Tra conferme e sorprese, ecco il quadro completo delle ultime novità sui principali club italiani.

Bologna, Fenucci e il futuro di Castro: presente a Solomeo per la cerimonia di presentazione dei 100 candidati al Golden Foot 2026, Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, ha analizzato la situazione attorno al giovane talento Santiago Castro. "Sta facendo molto bene – ha dichiarato – il mercato è concentrato sui giovani, e lui inevitabilmente catturerà l’interesse di altri club. Noi vorremmo tenere i nostri migliori ragazzi, ma si deve essere in due a volere la stessa cosa". Parole che fotografano l’attenzione crescente su uno dei prospetti più interessanti del club rossoblù.

Le voci da Pastorello: Federico Pastorello, agente di diversi giocatori importanti, ha fatto il punto su alcune situazioni legate a suoi assistiti. Su Arthur, centrocampista di proprietà italiana attivo in Brasile, ha spiegato: "Ha fatto una stagione straordinaria in Sud America e, a meno di offerte da top club europei, vorrebbe rimanere al Gremio. Dovremo però trovare un accordo con la Juventus, anche se ormai la sua storia con i bianconeri sembra chiusa". Riguardo a Bonny, attualmente all’Inter, ha aggiunto: "Dopo una prima stagione importante, la volontà è assolutamente quella di restare. Si è imposto nelle gerarchie, contribuendo alla conquista di Scudetto e Coppa Italia".

Il discorso è poi passato ad altri calciatori difensivi: "Su Meret – ha aggiunto Pastorello – molto dipenderà da Conte, il suo futuro tecnico dell’Inter. Se rimanesse, parleremo; altrimenti valuteremo nuove opzioni. De Vrij è ancora in bilico: non ci sono offerte ufficiali, ma Stefan sarebbe aperto a valutare proposte, magari anche da un altro campionato. Acerbi? Il club sembrerebbe intenzionato a non rinnovargli il contratto in scadenza, ma lui ha ancora margini per dare tanto. Stiamo già considerando interesse da altre squadre e ci sarà tempo per decidere al meglio".

Sassuolo e Carnevali: anche l’ad neroverde Giovanni Carnevali, ospite alla presentazione Golden Boy, ha parlato di prospettive e stabilità. Su Ismael Kone, recentemente riscattato: "Conosciamo il suo valore e vorremmo trattenerlo, ma immagino che arriveranno richieste da club più blasonati. È normale che, arrivando offerte importanti, dobbiamo considerare l’opportunità di accontentare i giocatori". Per quanto riguarda Thorstvedt, ha dichiarato: "Stiamo cercando di rinnovare. Ci sono discussioni con l’agente, ma le richieste sono alte. È un ragazzo importante, mi piacerebbe tenerlo a lungo". Infine sul tecnico Grosso: "C’è grande stima, la volontà è di proseguire insieme, ma riconosciamo che a breve potrebbe arrivare qualche offerta per lui, visti i suoi meriti. Cercheremo di programmare e trovare un’intesa".

Roma e Saud Abdulhamid: il terzino, ancora di proprietà giallorossa ma in prestito al Lens, ha disputato un’ottima stagione in Francia. Ai microfoni di WinWin ha aperto al futuro: "Non conosco tutti i dettagli, ma se il Lens vorrà tenermi sarò pronto a dare tutto me stesso". Un segnale di apertura per i francesi e per la Roma, che valuterà nelle prossime settimane.

Juventus e Bernardo Silva: nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro tra i bianconeri e l’agente Jorge Mendes per discutere il possibile trasferimento di Bernardo Silva. La situazione si complica notevolmente dopo la difficile stagione della Juve e la possibile mancata qualificazione alla Champions League. Le distanze sulle cifre del contratto sono rimaste evidenti: il giocatore chiede circa 8 milioni netti più 2 di bonus per un triennale, mentre la Juventus offre sui 6 più 2 di bonus, divisi in un milione legato alla qualificazione europea e un altro legato ai trofei. Questa contrazione nel budget, causata dal mancato ingresso nella Champions, potrebbe costringere i dirigenti a sacrificare alcuni profili importanti per evitare ricapitalizzazioni, spingendo verso una riflessione più ampia sul futuro del club.

Hellas Verona e Bowie: con contratto fino al 2030, il difensore sarà un pilastro nel progetto di ritorno in Serie A, ma sul mercato le porte sono sempre aperte. Secondo fonti dalla Scozia, Bowie interessa anche a squadre di Bundesliga e della Premier League. Un’occasione che passerà ancora una volta dalla scelta della proprietà del Verona, Presidio Investors.

Il futuro di Sarri e le implicazioni sulle panchine: Maurizio Sarri resta protagonista delle manovre estive. Il Napoli, ora allenato da Antonio Conte, sembra aver già ottenuto un assenso per la sua prossima destinazione, mentre l’Atalanta e la Lazio attendono risposte decisive. Proprio nella lista del direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani è finito il nome di Okan Buruk, tecnico che potrebbe entrare nel giro dei cambiamenti se Sarri dovesse spostarsi.

Venezia e il colpo da 25 milioni di euro: in uscita dal club arancioneroverde c’è il giovane centrocampista Issa Doumbia, classe 2003, protagonista della promozione con 37 presenze, 8 gol e 6 assist. Lo Sporting CP sta definendo l’affare su una base record di 25 milioni tra parte fissa e bonus, una cifra che può rappresentare un vero e proprio salto di qualità per il Venezia e un investimento importante per la società portoghese. Il giocatore ha già discusso a lungo con l’allenatore Rui Borges ed è pronto a trasferirsi.

Sfide estere tra Inter Miami, Real Madrid e Chelsea: Leandro Paredes, rientrato al Boca Juniors dopo l’addio alla Roma, è stato oggetto di rumors su un possibile addio, ma il padre ha tranquillizzato i tifosi sottolineando che il giocatore resterà a Buenos Aires. Nel frattempo, il centrocampista Rodri, stella del Manchester City, sembra sempre più vicino al Real Madrid con il giocatore "impaziente" di vestire il bianco. La partenza di Pep Guardiola apre finalmente questa possibilità: un colpo che il Real segue da tempo per rinforzare il proprio centrocampo dopo l’addio di Kroos e Modric. Nel frattempo, Marc Cucurella potrebbe lasciare il Chelsea: Atletico Madrid e Barcellona sono molto interessati al terzino sinistro, con i blaugrana alla ricerca di alternative per il proprio assetto tattico nonostante le difficoltà finanziarie.

Infine, il caso Tanner Tessmann: dopo due stagioni al Lione, il centrocampista statunitense potrebbe lasciare la Francia. Secondo The Athletic, il club non lo considera incedibile, mentre diversi club inglesi, tra cui il Brentford, e italiani hanno già mostrato interesse. Incluso anche l’Atletico Madrid, che aveva presentato un’offerta già durante il mercato di gennaio.

Il mercato estivo della Serie A e non solo si prospetta dunque incandescente, con nomi importanti e trattative che potrebbero ribaltare gli equilibri delle rose in vista della nuova stagione.

https://napolicalcio24.com/2026/05/21/calciomercato-20-maggio-indiscrezioni-trattative-e-retroscena/?feed_id=103106&_unique_id=6a0e53c4d2867

Aston Villa, prima volta in Europa League: nuovo trionfo storico

Una serata storica quella appena trascorsa in Europa League: per la prima volta nella storia della competizione, il club inglese dell'Aston Villa ha conquistato il trofeo, aggiudicandosi la finale con un netto 3-0 contro il Friburgo. Un trionfo memorabile che porta il nome dei Villans accanto a grandi club europei, suggellando la loro affermazione in quella che fino a pochi anni fa era nota come Coppa UEFA.

Questa vittoria incide direttamente sull’albo d’oro della manifestazione, in cui si leggono i nomi delle squadre più prestigiose del continente. Dai pionieri come il Tottenham, primo vincitore nel 1971/72, ai successi di club iconici quali Liverpool, Juventus e Inter, passando per trionfi italiani altrettanto importanti come quello del Napoli nel 1988/89, anno in cui la squadra partenopea si impose con grinta nella competizione. Da sottolineare, inoltre, anche il risultato di rilievo dell’Atalanta, che nell’edizione 2023/24 è riuscita a riportare la coppa in Italia dopo vari anni.

La storia dell’Europa League e i trionfi italiani

L’Europa League, col passato di Coppa UEFA, ha visto molte squadre italiane lasciare il segno. La Juventus, con tre vittorie (1976/77, 1989/90 e 1992/93), ha dimostrato costanza e forza in questa competizione, così come l’Inter che si è aggiudicata il titolo in tre occasioni (1990/91, 1993/94 e 1997/98). Parma e Napoli si contano fra le squadre che sono state capaci di offrire momenti di gloria, rispettivamente con due (1994/95, 1998/99) e una vittoria (1988/89). Anche l’Atalanta, recentemente, ha portato l’Italia sul tetto d’Europa (2023/24), confermando il valore del calcio nostrano a livello internazionale.

Classifica dei club più vincenti nella storia della competizione

La graduatoria delle squadre che hanno raccolto più successi parla chiaro: il Siviglia domina con sette trionfi, distribuiti tra il 2005/06 e il 2022/23, diventando la vera regina della manifestazione. Seguono con tre titoli Tottenham, Liverpool, Juventus, Inter e Atletico Madrid, che rappresentano la fascia d’élite della scena europea. Il Napoli rimane uno dei club italiani che ha saputo brillare nella storia europea, con una cavalcata indimenticabile nel 1988/89, in una stagione che sancì la storica vittoria partenopea sotto la guida di Diego Maradona, segnando un’epoca nel calcio italiano e internazionale.

Il contesto attuale e il ruolo del calcio italiano

In un panorama europeo in cui l’Europa League continua a essere terreno di sfida aperta tra club emergenti e blasonati, l’Italia mantiene un posto di rilievo grazie al palmares delle sue squadre e al contributo dei tecnici e calciatori di valore. Qualche nome importante, come Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli, sta riportando entusiasmo e competitività nel campionato italiano, spingendo le squadre di Serie A a tornare protagoniste anche nelle competizioni continentali.

L’affermazione dell’Aston Villa nella stagione 2025/26 segna dunque una nuova pagina nel libro dell’Europa League. Il nome dei Villans entra ufficialmente nella storia assieme alle grandi squadre europee e italiane, consolidando una tradizione di prestigio e di emozioni che il calcio europeo sa offrire. Il cammino della Serie A in Europa continua, e la speranza è che presto anche il Napoli di Conte possa alzare nuovamente al cielo un trofeo internazionale così ambito.

https://napolicalcio24.com/2026/05/20/aston-villa-prima-volta-in-europa-league-nuovo-trionfo-storico/?feed_id=103099&_unique_id=6a0e29d7a506d

Acerbi, agente: "Inter non propone rinnovo, noi restiamo aperti"

Esclusiva

Federico Pastorello, noto procuratore sportivo che cura gli interessi di diversi talenti tra cui Ange-Yoan Bonny, si è raccontato in un’intervista esclusiva a margine della presentazione del Golden Boy a Solomeo, in Umbria. Nel corso della chiacchierata, Pastorello ha toccato diversi temi legati al calcio italiano, in particolare al mercato e al futuro di alcuni protagonisti dell’Inter, senza tralasciare riflessioni sulla Serie A e sulle novità in casa Napoli sotto la guida di Antonio Conte.

Un’analisi sull’annata di Ange-Yoan Bonny: “Ha disputato una stagione straordinaria, soprattutto considerando che è alla sua prima esperienza in un club così importante dopo aver esordito al Parma. Si è guadagnato la fiducia di Chivu e ha contribuito in modo decisivo alla conquista dello Scudetto e della Coppa Italia. Non potevamo chiedere di più, sono davvero soddisfatto per lui e per i sacrifici che ha fatto”.

Il futuro di Bonny all’Inter è sicuro al 100%? Pastorello chiarisce: “Sì, la volontà è decisamente quella di rimanere con i nerazzurri”.

Discorso diverso per Francesco Acerbi, difensore che sembra destinato a non proseguire il rapporto con l’Inter: “Dalla società ci è parso chiaro che non ci sarà un’offerta per il rinnovo del contratto in scadenza. Noi siamo sempre disponibili, ma l’età gioca il proprio ruolo e può esserci la necessità di un cambiamento. Stiamo valutando diverse piste, sia in Serie A che in altri campionati europei, senza escludere nemmeno la Saudi Pro League. Però il campionato non è ancora finito, ci sarà tempo e modo per decidere la soluzione migliore, perché credo che Acerbi abbia ancora molto da offrire al calcio”.

Per quanto riguarda Stefan de Vrij, la situazione si presenta più aperta: “Per il momento l’Inter non ha ancora avanzato proposte ufficiali. Manteniamo un dialogo costante con la società, ma non abbiamo ancora preso una decisione finale. Stefan esaminerebbe con attenzione eventuali proposte, e dopo 12-13 anni in Italia potrebbe valutare l’opportunità di un’esperienza all’estero. Tutte le opzioni sono ancora sul tavolo, è presto per trarre conclusioni”.

Su alcune voci di mercato, come il possibile interessamento della Fiorentina a gennaio, Pastorello smentisce: “Era più un rumors. L’anno scorso Stefan ha giocato meno del previsto e abbiamo ricevuto proposte da diversi club, soprattutto da Spagna, Germania e Arabia Saudita, ma abbiamo scelto di concludere la stagione con l’Inter”.

Passando al portiere Alex Meret, il procuratore afferma: “Tutto dipenderà dalla situazione tecnica del club, ad esempio se Antonio Conte resterà o meno. Conte era molto chiaro nel definirlo una risorsa importante, ma purtroppo un infortunio ha condizionato la sua stagione. Bisognerà valutare chi sarà il prossimo allenatore e da lì prenderemo le decisioni necessarie. Se dovesse rimanere Conte, parleremo sicuramente del futuro di Meret”.

Spostando lo sguardo più a sud, Pastorello si sofferma anche su Arthur, giovane talento attualmente in prestito al Gremio in Brasile: “Ha realizzato una stagione eccezionale e, salvo clamorosi interessamenti da una big europea, desidera restare in Sudamerica. Ci sarà da trovare un accordo con la Juventus, ma credo che ormai il suo percorso con il club bianconero sia agli sgoccioli”.

Per quanto riguarda l’allenatore Simone Inzaghi, Pastorello conferma la stima reciproca: “Ho parlato con lui e la sua esperienza all’Inter è assolutamente positiva. È motivato a restare e proseguire nel progetto per vincere nuovi trofei”.

Un cenno anche alle implicazioni geopolitiche legate al mercato della Saudi Pro League: “I paesi arabi non sono stati molto colpiti, speriamo tutti che i conflitti che affliggono la regione possano concludersi presto, per tornare a una vita più normale”.

Infine, un commento sui movimenti ai vertici delle società sportive: “Ci sono cicli di cambiamento, e quest’anno molti direttori sportivi stanno vivendo un passaggio. Siamo vigili e curiosi di vedere come si evolveranno le situazioni. Rimangono comunque figure di altissimo profilo con cui è un piacere collaborare”.

Infine, riguardo alla nuova avventura di Fabio Paratici alla Fiorentina, Pastorello non ha dubbi: “Paratici rappresenta una garanzia per la città e la proprietà. Quest’anno la viola è stata sfortunata e ha dovuto affrontare molte difficoltà. Vanoli è un ottimo professionista che merita un ambiente più tranquillo per lavorare. Paratici farà le sue valutazioni con grande esperienza e sensibilità, e non prevedo problemi nel percorso che sta iniziando”.

Festeggiando i trent’anni della sua agenzia, Pastorello chiude con una riflessione personale: “Organizzo questo evento anche per celebrare un cammino lungo e ricco di soddisfazioni. Il calcio è cambiato moltissimo negli anni, così come il nostro mestiere. Ci vuole capacità di adattamento, anche se a volte si nostalgizza il passato, quando sembrava tutto più semplice. Ma l’importante è amare profondamente il proprio lavoro: per me è la vita, e spero di continuare per altri trent’anni, almeno finché testa e gambe reggeranno” (sorride).

https://napolicalcio24.com/2026/05/20/acerbi-agente-inter-non-propone-rinnovo-noi-restiamo-aperti/?feed_id=103092&_unique_id=6a0de351c21a1

Viviano: "Fiorentina, subito Aquilani. Friedkin peggio di Commisso"

Emiliano Viviano, ex portiere con un passato in squadre come Fiorentina, Bologna e Brescia, è intervenuto negli studi di Radio FirenzeViola durante la trasmissione "Uno di noi", offrendo un’analisi schietta e pungente sul recente successo dei viola contro la Juventus e molto altro.

Commentando la vittoria della Fiorentina contro la Juventus, Viviano non ha risparmiato critiche all’allenatore bianconero: "Ho avuto la possibilità di conoscere Spalletti e riguardo allo screzio con Gudmundsson dico che poteva evitare di fare quella scenata essendo una persona adulta e nelle dichiarazioni perde lucidità anche se lo reputo un buon allenatore. Le dichiarazioni post partita non mi sono piaciute, un tifoso della Juventus non può sentirsi dire che con la qualificazione in Europa League è stato fatto un grande campionato. È come se la Fiorentina dicesse che la stagione è stata stupenda perché si sono salvati". Una presa di posizione netta, che riflette le aspettative sempre elevate verso una società blasonata come quella juventina.

Il futuro sulla panchina viola: Vanoli verrà confermato? "Come ho già detto, quando vuoi mandare via un allenatore, basta cambiare, accetteresti quasi qualsiasi cosa, come nel caso di Pioli. Vanoli ha fatto un grande lavoro, ma il mercato offre molteplici offerte che reputo migliori di Vanoli. Se si dovesse ripartire da lui sarei curioso di vedere il suo lavoro dall'inizio e sarei abbastanza positivo, però sono convinto che con un direttore sportivo come Paratici si potrebbe prendere un allenatore migliore".

Su Iraola e Aquilani, soluzioni per la panchina viola Viviano esprime grande interesse per entrambi: "Iraola mi piace molto, l'unica mia riserva riguarda la comunicazione, ma è un allenatore preparato. Propone un calcio moderno, verticale, non basato sul possesso sterile. È un nome che mi piacerebbe tantissimo. Quanto ad Aquilani, sarebbe un’ottima scelta! È forte, preparato, conosce profondamente la piazza di Firenze, lo prenderei subito. Ci vuole un po’ di coraggio, ma è cresciuto a livello tecnico e umano in città, ama il pallone e riceverebbe molto più appoggio di altri, anche da parte della tifoseria". L’ex portiere indebolisce quindi le ipotesi di scelte esterne, puntando con convinzione su figure legate al territorio, capaci di costruire un rapporto solido con l’ambiente.

Riflessioni sulla gestione societaria degli ultimi anni Ventilando un bilancio critico, Viviano si mostra equilibrato ma deciso: "Non sono un critico della gestione Commisso, tuttavia se avessi oggi la possibilità di parlare con chi è ai vertici, chiederei come mai, dopo tanti anni, a fronte dei bilanci messi a confronto con squadre come Atalanta o Napoli, i risultati sportivi siano tanto diversi. Vorrei capire la gestione dei manager. Se questi sono più bravi e portano risultati importanti – come qualificazioni in Champions League – allora li applaudirei. Ma la Fiorentina si è fermata alla Conference League, che è ben altra cosa. Per fare un paragone, se comprassi una squadra di basket senza essere esperto, e dopo due o tre anni non arrivassero i risultati, chiederei conto e, in caso, cambierei subito. Lo stesso discorso vale per la Roma dei Friedkin: hanno speso tantissimo ma non sono mai riusciti a tornare in Champions, facendo addirittura peggio della Fiorentina, secondo me. Hanno cambiato diverse volte in modo strano. Se fossi stato nei Friedkin, avrei cercato di portare dirigenti di primissimo livello ai massimi vertici, come ad esempio Sartori, che ha lasciato l’Atalanta. Marotta e Ausilio sono inarrivabili, ma cercare profili simili sarebbe stato fondamentale. Invece hanno optato per scelte esotiche e insolite".

L’ex portiere mette così in evidenza come le strategie dirigenziali rappresentino un elemento cardine per il successo di una squadra, ribadendo l’importanza di un progetto solido che possa affiancare adeguatamente un tecnico, qualsiasi esso sia. Fin qui, il Napoli di Antonio Conte viene spesso citato come modello di gestione vincente, capace di coniugare investimenti, scelte tattiche e direzione tecnica in una formula efficace che ha portato i partenopei a competere ai massimi livelli del calcio italiano.

https://napolicalcio24.com/2026/05/20/viviano-fiorentina-subito-aquilani-friedkin-peggio-di-commisso/?feed_id=103085&_unique_id=6a0db91f21265