domenica 24 maggio 2026

Champions 2026/27: in League Phase anche Liverpool e Sporting

Focus Champions League 2026/27

Mentre il 30 giugno si assegnerà la Champions League 2023/24 con la finale Arsenal-Paris Saint-Germain, il calcio europeo guarda già avanti alla stagione 2026/27 della massima competizione continentale per club. A oggi, sono 25 le squadre sicure dell'accesso diretto alla fase a gironi della Champions League e numerosi altri club sono già certi di scendere in campo negli appuntamenti preliminari. Ecco una panoramica dettagliata delle squadre già qualificate, con in grassetto i club che vantano il pass definitivo per quella specifica fase della competizione.

Fase a gironi (League Phase)

Arsenal (Inghilterra) Manchester City (Inghilterra) Manchester United (Inghilterra) Aston Villa (Inghilterra) Liverpool (Inghilterra) Inter (Italia) Napoli (Italia) Milan (Italia) Roma (Italia) Barcellona (Spagna) Real Madrid (Spagna) Villarreal (Spagna) Atlético Madrid (Spagna) Betis (Spagna) Bayern Monaco (Germania) Borussia Dortmund (Germania) Lipsia (Germania) Stoccarda (Germania) Paris Saint-Germain (Francia) Lens (Francia) Lille (Francia) PSV Eindhoven (Paesi Bassi) Feyenoord (Paesi Bassi) Porto (Portogallo) Sporting Club (Portogallo) Brugge (Belgio) Slavia Praga (Repubblica Ceca) Galatasaray (Turchia) Shakhtar (Ucraina)

È significativa la presenza in questa lista di due formazioni italiane come Inter e Napoli, entrambe protagoniste in Serie A e nei tornei continentali sotto la guida tecnica di Antonio Conte per il Napoli, il quale ha saputo riportare il club alla ribalta europea dopo le stagioni di Luciano Spalletti. Il Milan e la Roma, invece, si trovano ancora fuori dalla certezza dei gironi e dovranno probabilmente percorrere la via dei preliminari. Nel frattempo, la Premier League resta la big europea con ben cinque club già qualificati tra cui spiccano nomi del calibro di Manchester City e Liverpool, mentre la Liga conferma la sua supremazia con ben cinque squadre dirette in fase a gironi.

Playoff

Viking (Norvegia) AEK Atene (Grecia) LASK (Austria) Celtic (Scozia)

Terzo turno di qualificazione

Lione (Francia) NEC (Paesi Bassi) Union Saint-Gilloise (Belgio) Sparta Praga (Repubblica Ceca)

Secondo turno di qualificazione

Lech Poznan (Polonia) AGF Aarhus (Danimarca) Thun (Svizzera) Hapoel Be'er Sheva (Israele) Omonia (Cipro) Mjallby (Svezia) Dinamo Zagabria (Croazia) Stella Rossa (Serbia) Slovan Bratislava (Slovacchia) Celje (Slovenia) Fenerbahçe (Turchia) Bodo/Glimt (Norvegia) Olympiacos (Grecia) Sturm Graz (Austria) Hearts (Scozia) Górnik Zabrze (Polonia)

Primo turno di qualificazione

Győr (Ungheria) Universitatea Craiova (Romania) Levski Sofia (Bulgaria) Sabah (Azerbaigian) Shamrock Rovers (Irlanda) Petrocub Hincesti (Moldavia) Vikingur (Islanda) Borac Banja Luka (Bosnia Erzegovina) Ararat-Armenia (Armenia) Riga (Lettonia) Drita (Kosovo) KuPS (Finlandia) Kairat (Kazakistan) KI (Isole Faroe) Floriana (Malta) Larne (Irlanda del Nord) Kauno Žalgiris (Lituania) Flora (Estonia) Vllaznia (Albania) Sutjeska (Montenegro) Differdange (Lussemburgo) The New Saints (Galles) Iberia 1999 (Georgia) Vardar (Macedonia del Nord) ML Vitebsk (Bielorussia) Inter Club d'Escaldes (Andorra) Lincoln Red Imps (Gibilterra) Tre Fiori (San Marino)

Il quadro complessivo che emerge mostra una Champions League sempre più accessibile a squadre provenienti da diverse leghe europee, con la Serie A che conferma la sua competitività grazie a squadre di alto profilo come Inter e Napoli. Il Napoli di Antonio Conte, in particolare, rappresenta un progetto solido ed entusiasmante, capace di ritagliarsi uno spazio importante nel calcio continentale grazie a una gestione tecnica di esperienza e capacità.

Per tutte le altre squadre invece, sarà fondamentale affrontare al meglio i turni preliminari, che da sempre riservano sorprese e momenti di grande spettacolo e tensione, prima di tentare l'accesso alla prestigiosa fase a gironi della Champions League.

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Napoli, Conte celebra i 77 anni di De Laurentiis con un messaggio

Una giornata davvero speciale per il Napoli e per l’intero mondo azzurro: oggi Aurelio De Laurentiis compie 77 anni. Nato il 24 maggio 1949, il presidente partenopeo rappresenta una presenza imprescindibile e cardine nella storia recente della società. Da quando ha preso in mano le redini del club, infatti, De Laurentiis ha guidato il Napoli fuori da una fase di incertezza e difficoltà, trasformandolo in una delle realtà più solide e competitive del calcio italiano.

L’ascesa del Napoli negli ultimi anni si lega indissolubilmente alla sua visione e alla capacità imprenditoriale di De Laurentiis, che ha saputo costruire una squadra capace di lottare ai vertici della Serie A. Oggi, la società vive un momento di rinnovata ambizione sotto la guida tecnica di Antonio Conte, chiamato a confermare e rilanciare il progetto vincente partenopeo.

In occasione del compleanno, sono arrivati numerosi messaggi di felicitazioni da parte di giocatori, staff e tifosi, ma a spiccare è stato quello del tecnico azzurro, Antonio Conte. In un video diffuso ufficialmente dal Napoli, il mister ha voluto rivolgere parole sentite e calorose al patron De Laurentiis, riconoscendone la determinazione e la forza di volontà: "Presidente, auguri! Sono 77, dirle altri 100 di questi giorni mi sembra esagerato, ma potrebbe riuscirci, vista l'energia e la forza che ha. Lo festeggi, insieme alla sua famiglia e insieme a noi del Napoli. Un grandissimo abbraccio."

Questo messaggio testimonia il rapporto di grande rispetto e stima tra Antonio Conte e il presidente, un legame fondamentale per il presente e il futuro del club partenopeo. Il Napoli, sotto la guida di Conte, punta a consolidare la propria posizione nella lotta scudetto e a confermarsi protagonista anche in Europa, con De Laurentiis che continua a sostenere con decisione la crescita della squadra attraverso scelte ponderate e investimenti mirati.

Il compleanno del numero uno azzurro diventa così anche un momento di riflessione sul percorso di crescita del Napoli negli ultimi due decenni: dal fallimento del 2004 alla rinascita tra campionati di Serie C e Serie B, fino al ritorno tra i grandi del calcio italiano. La capacità di De Laurentiis di combinare passione, visione imprenditoriale e ambizione sportiva ha portato il Napoli a giocarsi regolarmente le prime posizioni, affascinando gli appassionati con un calcio ricco di intensità e qualità.

In definitiva, i 77 anni di Aurelio De Laurentiis segnano non solo un traguardo importante per il presidente, ma anche una tappa significativa nella storia di un club sempre più protagonista nel panorama calcistico nazionale e internazionale. Con Antonio Conte alla guida tecnica e una società solida alle spalle, il Napoli si prepara a vivere nuove sfide emozionanti, puntando a nuovi successi e alla crescita continua.

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Suzuki tra Parma e top club europei: futuro incerto

La sfida contro il Sassuolo potrebbe rappresentare una pagina di svolta per il Parma, non solo perché potrebbe essere l’ultima partita stagionale, ma anche perché potrebbe segnare l’addio di alcuni protagonisti della rosa gialloblù. Dopo una stagione intensa conclusa con la salvezza raggiunta con largo anticipo grazie alla guida tecnica di Carlos Cuesta, in casa crociata sono già iniziate le prime riflessioni sul futuro della squadra e, tra i nomi più discussi, spicca quello di Zion Suzuki.

Il giovane portiere giapponese, protagonista di una stagione convincente, ha attirato l’interesse di diverse squadre, sia in Italia che all’estero. Come sottolineato oggi da La Gazzetta dello Sport, Suzuki si è messo in mostra per le sue prestazioni e diversi club stanno osservando con attenzione la sua evoluzione. In Serie A, tra i club più interessati a Suzuki figura il Napoli, che potrebbe valutare un innesto in porta nel prossimo mercato estivo. Allo stesso tempo, anche importanti realtà europee come Galatasaray, Manchester United e Bayern Monaco avrebbero puntato gli occhi sul giovane estremo difensore, segno che il suo talento suscita attenzione oltre confine.

Per la gara di oggi contro il Sassuolo, però, il portiere non sarà schierato dal primo minuto: lo ha confermato lo stesso Cuesta in conferenza stampa, spiegando che Suzuki seguirà i compagni dalla panchina. La situazione di mercato resta quindi in evoluzione, senza trattative ufficiali o operazioni già avviate, ma con la consapevolezza che il futuro del giovane estremo difensore potrebbe non esser più sotto la maglia del Parma.

Il club guidato da Kyle Krause è ben cosciente del valore di Suzuki e non ha intenzione di privarsene facilmente. Dopo un inizio di stagione complicato, segnato da un infortunio e da alcune prestazioni al di sotto delle aspettative, il portiere nipponico ha saputo ritrovare continuità e sicurezza, tornando a essere uno dei perni su cui la squadra ha costruito l’ultimo scorcio di campionato. Grazie alla sua crescita progressiva, Suzuki è riuscito a guadagnarsi la fiducia di Cuesta e del Parma, diventando un punto di riferimento importante nel reparto difensivo.

Il ruolo del Napoli in questa delicata fase di mercato è di grande interesse: Antonio Conte, alla guida degli azzurri, è attivamente impegnato a costruire una rosa competitiva per la prossima stagione e segue con attenzione il profilo di Suzuki, che potrebbe rappresentare un investimento di prospettiva per il club campano. Nel frattempo, però, il Parma mantiene una posizione attenta e cauta, consapevole del valore del giocatore ma pronta a considerare eventuali offerte solo se all’altezza delle aspettative.

In definitiva, la gara di oggi contro il Sassuolo potrebbe essere un momento di passaggio e di bilancio per il Parma, che guarda anche oltre il presente pensando al futuro della propria rosa e ad alcune possibili partenze eccellenti come quella di Zion Suzuki.

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Pisa torna in Serie B: conti, futuro e stagione da cancellare

Si è chiuso ufficialmente il sipario sulla Serie A 2024, sancendo con l’ultima giornata la fine di un’annata difficile per il Pisa. La retrocessione matematica era già arrivata con tre turni d’anticipo, al termine della sfida casalinga contro il Lecce nella notte del 1° maggio. Ora per i nerazzurri è il momento di metabolizzare l’amarezza e guardare avanti, rituffandosi in quel campionato di Serie B che conoscono fin troppo bene: quella 2024-2025 sarà infatti la loro 39esima partecipazione al torneo cadetto, quasi a pari merito con le 43 stagioni trascorse in Serie C e da sommare alle 18 annate disputate in massima serie. Dopo un ciclo di sei stagioni consecutive tra il 2019 e il 2025, il Pisa è chiamato a ripartire dalla Serie B con una riorganizzazione attenta sia dal punto di vista tecnico sia gestionale.

Il rendimento stagionale, però, lascia poco spazio alle interpretazioni: i numeri raccontano una realtà dura e impietosa, che ha visto il Pisa chiudere con la peggior difesa dell’intero campionato, incassando ben 71 gol, e un attacco incapace di andare oltre i 26 gol totali. L’inesorabile cattiveria della Serie A ha punito senza pietà le lacune strutturali dei toscani. Soltanto due le vittorie stagionali, entrambe ottenute tra le mura amiche dell’Arena Garibaldi, con un desolante zero in fatto di successi in trasferta. Spicca, però, il ricordo del successo rocambolesco contro il Cagliari, raggiunto nonostante l’inferiorità numerica e una prestazione fatta di cuore e corsa, testimoniata dagli oltre 112 km coperti in quella gara. Tuttavia, questi sprazzi di orgoglio non sono bastati a evitare quel baratro che si è tradotto in nove sconfitte consecutive nelle ultime giornate.

Nel tentativo di invertire la rotta, la società ha operato un cambio in panchina, sostituendo Alberto Gilardino con Oscar Hiljemark. La speranza di ritrovare continuità e risultati, però, è rimasta delusa: sotto la guida dello svedese il Pisa ha totalizzato appena una vittoria, quella storica contro il Cagliari, un pareggio a reti bianche sul campo del Verona e ben 13 sconfitte. I numeri testimoniano una crisi profonda: solo 7 reti messe a segno con Hiljemark in panchina, mentre la difesa ha subito un vero e proprio tracollo in trasferta, subendo 19 gol in 7 gare esterne e segnando soltanto un gol, opera di Moreo nella gara conclusiva ormai senza obiettivi.

Nonostante questa stagione negativa il Pisa ha comunque guadagnato il rispetto di molti addetti ai lavori, a testimonianza dell’impegno e della voglia di lottare fino alla fine. Personalità di rilievo come Daniele De Rossi hanno elogiato il coraggio della squadra, mentre Massimiliano Allegri ha sottolineato la capacità dei nerazzurri di spezzare i ritmi degli avversari. Anche Cesc Fàbregas, nonostante la netta sconfitta per 0-3 con il suo Como, ha riconosciuto il sacrificio del Pisa, così come gli applausi ricevuti dal portiere avversario Wladimiro Falcone rivolti al pubblico pisano nel momento ufficiale della retrocessione. Tuttavia, la pazienza della tifoseria si è esaurita con la lunga serie negativa, sfociando in una dura contestazione nello stadio durante l’ultima gara casalinga, disputata contro il Napoli di Antonio Conte, squadra che ha dominato la stagione con il suo gioco aggressivo e diretto. La Curva pisana ha mandato un chiaro segnale: il credito acquisito con la storica promozione è finito, e la piazza chiede un deciso cambio di passo.

Di fronte a questa crisi, la proprietà del Pisa ha scelto la strada della calma e della strategia, rifiutando di inseguire facili soluzioni con acquisti costosi o nomi altisonanti per tentare una salvezza estemporanea. In un periodo caratterizzato da molteplici crisi societarie e da club schiacciati da rose troppo onerose, il club toscano ha optato per la solidità economica e la sostenibilità, consapevole che solo una programmazione oculata può assicurare un futuro stabile. La società ha sintetizzato questo nuovo approccio con una metafora suggestiva: gli allenatori, i giocatori e i dirigenti sono «gli alberi», ma la società resta la «foresta». Anche se l’«albero» della prima squadra in Serie A è caduto, la «foresta nerazzurra» continua a crescere.

La recente posa della «prima pianta» del nuovo Training Centre rappresenta un segnale concreto di questa volontà di crescita. Si tratta di un’infrastruttura d’avanguardia pensata per colmare, attraverso investimenti mirati e valorizzazione del territorio, quel divario di bacino d’utenza che la costringe a misurarsi con club più strutturati in Serie A. È questo un progetto di lungo respiro, indispensabile per impostare una costruzione solida e duratura.

Si volta quindi pagina dopo un capitolo sportivamente oscuro, ma con il Pisa che retrocede senza debiti e con gestione oculata. La sfida per il club, adesso, è chiara: riconquistare la fiducia dei tifosi, trasformare la Serie B in un palcoscenico stabile e tornare a costruire un percorso di crescita tecnico-tattica e societaria più solido e ambizioso. Solo così sarà possibile tornare, prima o poi, a sognare la permanenza tra i grandi del calcio italiano.

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sabato 23 maggio 2026

Ultima giornata Serie A: esclusiva DAZN o co-esclusiva Sky?

La Lega Serie A ha ufficialmente comunicato il calendario della 38ª e ultima giornata del campionato di Serie A 2025-2026, con la relativa programmazione televisiva che accompagnerà il gran finale di stagione. Una giornata che promette emozioni forti, con sfide decisive sia per la zona salvezza che per il piazzamento nelle competizioni europee.

La giornata si aprirà domenica 24 maggio alle ore 15.00 con il match Parma-Sassuolo, un incontro chiave soprattutto per i ducali che puntano a confermare la permanenza nella massima serie. La gara sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, piattaforma che detiene la maggior parte dei diritti di questa tranche finale di campionato.

Alle 18.00 spazio poi al Napoli di Antonio Conte, che al Diego Armando Maradona ospiterà l'Udinese. Gli azzurri, sotto la guida del tecnico leccese, sono in corsa per mantenere alto il loro posizionamento in classifica, con l’obiettivo di consolidare un piazzamento europeo nel prossimo torneo. Anche questo match sarà visibile esclusivamente su DAZN.

Il clou serale scatterà alle 20.45, quando si disputeranno ben cinque partite in contemporanea, tutte decisive per gli ultimi verdetti stagionali.

  • Cremonese-Como, sfida cruciale per entrambe le squadre che lottano per evitare la retrocessione, sarà trasmessa in esclusiva su DAZN.
  • Lecce-Genoa avrà un doppio canale di trasmissione: DAZN insieme a Sky offriranno la diretta, garantendo agli appassionati più opzioni per seguire la partita.
  • Milan-Cagliari, match che vede i rossoneri in cerca di conferme in ottica Champions League, sarà disponibile esclusivamente su DAZN.
  • Torino-Juventus, derby piemontese carico di tensione e passioni, sarà trasmesso in co-esclusiva DAZN e Sky, un evento imperdibile per i tifosi bianconeri e granata.
  • Infine, Verona-Roma, un’altra sfida di grande interesse per le zone alte della classifica, sarà disponibile in esclusiva su DAZN.

Questa giornata finale, con tutte le partite programmate in contemporanea alle 20.45, rappresenta un appuntamento fondamentale per definire la classifica definitiva del campionato, che come sempre regalerà emozioni e verdetti in pieno stile Serie A.

La presenza di Antonio Conte sulla panchina del Napoli aggiunge ulteriore fascino alla sfida con l’Udinese, considerando la sua esperienza e la capacità di portare entusiasmo e intensità ai partenopei. Il tecnico pugliese, subentrato durante la stagione, ha riportato solidità e ambizione alla squadra, che ora punta a chiudere il campionato nel migliore dei modi.

Con DAZN che conferma la sua posizione predominante nella trasmissione delle gare, e Sky che mantiene alcune partite in co-esclusiva, i tifosi italiani avranno ampia scelta per godersi dal vivo l’epilogo di questa stagione intensa e combattuta.

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Partite Serie A oggi: calendario domenica 24 maggio 2024

Si chiude oggi il sipario sulla Serie A 2025/26 con il 38° e ultimo turno di campionato, che metterà in campo novanta minuti decisivi per definire sia la lotta salvezza sia la corsa alla Champions League. Dopo una stagione intensa e combattuta fino all’ultimo, diversi verdetti restano ancora da scrivere e la serata promette spettacolo e alta tensione su più fronti, con partite decisive che si giocano in contemporanea.

Tra le sfide più attese spicca sicuramente il match delle 18:00 tra Napoli e Udinese. Gli azzurri, guidati da Antonio Conte, arrivano a questa ultima giornata con la voglia di chiudere al meglio una stagione ricca di alti e bassi, puntando a consolidare la propria posizione in ottica europea. La squadra friulana, invece, lotta con determinazione per provare a migliorare la propria classifica e dare continuità a un’annata fatta di grande impegno.

Il programma della giornata sarà particolarmente fitto, con partite decisive già dalle ore 15:00, quando scenderanno in campo Parma e Sassuolo, due formazioni che si giocano punti preziosi per evitare la retrocessione. Nel pomeriggio si attendono conferme o sorprese nelle gare che vedranno impegnate realtà tradizionalmente a battagliare per la salvezza.

Il clou della serata inizierà alle 20:45, un orario che vedrà ben cinque match in simultanea: Cremonese–Como, Lecce–Genoa, Milan–Cagliari, Torino–Juventus e Verona–Roma. Questi incontri saranno determinanti per la classifica finale, in particolare per confermare le posizioni europee o per cercare di evitare zone caldissime della graduatoria. Il duello tra Torino e Juventus assume poi un sapore speciale, una classica del calcio italiano che potrebbe influire anche sulla griglia Champions della stagione prossima.

Ma non si ferma qui l’attenzione degli appassionati di calcio italiano: oggi si gioca infatti anche l’andata della finale playoff di Serie B tra Catanzaro e Monza, evento di grande rilevanza che promette spettacolo e nervi tesi per la promozione nella massima serie. Sempre in tema playoff, alle 20:00 e alle 21:00 sono in programma le semifinali d’andata dei playoff di promozione di Serie C, con gli incroci tra Ascoli e Catania e Salernitana e Brescia, fondamentali per determinare le future protagoniste della cadetteria.

Oltre ai match italiani, domenica 24 maggio offre un ricco calendario internazionale. In Premier League si disputano alle 17:00 dieci partite contemporanee, tra cui spiccano sfide di grande spessore come Brighton-Manchester United, Crystal Palace-Arsenal, e lo scontro diretto per il titolo tra Manchester City e Aston Villa. Anche in LaLiga le emozioni non mancheranno, con il match delle 21:00 tra Villarreal e Atletico Madrid, fondamentale nella lotta alle posizioni europee in Spagna.

Con questo calendario fitto e carico di partite decisive, il 38° turno di Serie A si presenta come uno degli epiloghi più avvincenti degli ultimi anni. Lo sguardo degli appassionati sarà puntato inevitabilmente sullo stadio Diego Armando Maradona, teatro dell’ultima sfida casalinga del Napoli di Antonio Conte, che vuole chiudere in bellezza una stagione lunga e logorante. Ma allo stesso tempo il cuore del calcio italiano pulsa forte in ogni campo, da Parma a Milano, da Torino a Verona, in attesa di conoscere tutte le risposte di un campionato combattuto fino all’ultimo minuto.

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Lazio, Sarri: "Poco ascoltato, incerto sul futuro ma non pentito"

La Lazio chiude la stagione con una vittoria in rimonta contro il Pisa

Nella serata conclusiva della stagione, la Lazio ottiene un'importante vittoria per 2-1 in rimonta sul Pisa, grazie alle reti di Dele-Bashiru e Pedro. Questo successo consente ai biancocelesti di consolidare il nono posto in classifica, chiudendo così un’annata ricca di difficoltà ma anche di impegno incrollabile. Al termine della partita, il tecnico Maurizio Sarri ha preso la parola durante la conferenza stampa allo Stadio Olimpico, concentrandosi su una riflessione profonda e sincera sul suo rapporto con il club e sul cammino della squadra.

Il legame con il popolo laziale e un arrivederci carico di emozioni

Alla domanda sull’affetto dimostrato dal pubblico nei suoi confronti, Sarri ha risposto con commozione: "Ho difeso la Lazio in tutti questi anni perché conosco questo popolo. Dall’esterno è difficile comprenderne la profondità, me ne sono reso conto solo entrando davvero nel loro mondo. Le etichette che spesso girano intorno al popolo laziale sono solo banalità, io mi sono innamorato di questa tifoseria. Mi sono sempre sentito uno di loro, un uomo del popolo che ha avuto la fortuna di rappresentarlo la domenica dalla panchina. Indipendentemente da come finirà questa esperienza, avrò sempre nel cuore il popolo laziale".

Un amore che però convive con un periodo complicato: "Purtroppo c’è poco da esultare in questo momento, tocca vivere una fase difficile. Come tutti i cicli, anche quelli negativi prima o poi finiscono e spero che presto la Lazio torni a regalare gioie a questi tifosi così appassionati".

Una stagione difficile, ma formativa

Sarri ha ammesso di aver vissuto un’annata complicata, spesso sentendosi poco ascoltato all’interno del club: “È stata una stagione di grande difficoltà, ma anche molto formativa. A 40 anni posso dire che certe esperienze aiutano a crescere. Ho percepito meno partecipazione quest’anno rispetto al passato; tuttavia, ho mantenuto l’impegno preso fino in fondo. Dal punto di vista tecnico, penso che non abbiamo avuto la squadra più forte ma sicuramente il gruppo con i valori morali più alti. Abbiamo sbagliato qualche partita, ma non abbiamo mai mollato. La vittoria odierna è lo specchio di questo spirito e il motivo per cui li ringrazio pubblicamente”.

Il ritorno in biancoceleste, a distanza di un anno dalla sua precedente esperienza, è stato motivato anche dagli scenari societari: “Quando sono tornato, mi era stato garantito che, chiuso il mercato estivo, a gennaio avrei avuto modo di intervenire in modo significativo. Alla fine, questa stagione non ha soddisfatto i risultati sperati, anche se abbiamo raccolto 29 punti nel girone di ritorno, un dato niente male considerando le difficoltà incontrate. Sul campo mi sono divertito durante la settimana, ma la natura tecnica della squadra, complice anche le tante assenze, non consentiva di competere per l’Europa”.

Crescita umana e rapporto con i giocatori

Per Sarri, il 2023-24 è stato anche un anno di crescita personale: "Spesso mi sono mostrato duro nel rapporto con i giocatori, ma le difficoltà di squadra ti obbligano a migliorare l’empatia. Credo di essere cresciuto molto a livello umano e questo per me rappresenta un passo in avanti fondamentale”.

Il futuro a Formello: tra dubbi e contratti

Riguardo a un potenziale futuro alla Lazio, il tecnico ha espresso un certo scetticismo: “Se dovessi tornare a Formello, avrei ancora la forza di sbattere i pugni per farmi ascoltare? Puoi sbattere i pugni quanto vuoi, ma spesso non vieni ascoltato. Ho un contratto in essere, ho le mie perplessità e quindi credo che sia giusto rispettare gli accordi o trovare un accordo il più velocemente possibile”.

Le dimissioni e il clima complicato a Formello

Le voci riguardo a future dimissioni sono state affrontate con schiettezza: “Se dovessero concretizzarsi, sarebbero le quarte dimissioni in poco più di due anni. Questo la dice lunga su quanto l’ambiente sia complesso. Se le sensazioni che ho vissuto io le hanno condivise altri tecnici, è naturale che abbiano preso decisioni simili alle mie”.

Un momento particolarmente emozionante della serata è stato il saluto a Pedro, “un professionista esempio di umiltà e passione”, come lo ha definito Sarri: “Il gol che ha realizzato oggi nella sua ultima partita con noi rende questa serata indimenticabile. Lui ha vinto tutto, ma nonostante questo continua a mostrarsi con l’entusiasmo di un ragazzino. Ha detto che è stato un onore chiudere la carriera con noi, ed è un privilegio ascoltare queste parole da un campione di tale levatura”.

Le ferite emotive e il confronto con il presidente

Chiudendo la conferenza, Sarri ha risposto ai temi caldi legati al mercato estivo non rispettato e alle critiche del presidente circa la presunta debolezza mentale del gruppo: “Le parole ultime del presidente mi hanno lasciato indifferente. Io conosco i miei giocatori meglio di chiunque altro. Tecnicamente possiamo avere dei limiti, ma dal punto di vista emotivo questo gruppo è inattaccabile. Le decisioni si basano su un insieme di situazioni che non mi hanno fatto sentire soddisfatto”.

Conclude così Sarri la sua stagione biancoceleste, lasciando uno spiraglio aperto sul futuro ma con la consapevolezza che il cammino della Lazio, per tornare grande, deve ancora passare per un periodo di riflessione e di ricostruzione.

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