mercoledì 6 maggio 2026

Juve prepara la difesa: da Kim a Aké e Stones nel mirino Comolli

La Juventus è pronta a rinforzare il proprio reparto difensivo in vista della prossima stagione con un obiettivo chiaro: costruire un muro solido davanti al portiere. La dirigenza bianconera, con a capo Federico Cherubini, sta valutando diverse opzioni sul mercato, indipendentemente dall'eventuale partenza di Gleison Bremer.

Uno dei profili più appetiti dalla società torinese è Kim Min-jae, centrale sudcoreano attualmente in forza al Bayern Monaco e reduce da uno scudetto vinto con il Napoli sotto la guida di Luciano Spalletti. Il classe 1996 ha attirato l’attenzione della Juventus per la sua affidabilità e le ottime qualità fisiche e tecniche, caratteristiche che renderebbero il giocatore un tassello prezioso nell’assetto difensivo bianconero. Il suo nome resta in cima alla lista delle priorità della Juventus, convinta che possa dare quel salto di qualità necessario per tornare a competere ai massimi livelli.

Oltre a Kim, i dirigenti della Continassa guardano con interesse anche oltre i confini italiani, con la Premier League che continua a offrire diversi spunti interessanti. Tra i calciatori seguiti con attenzione c’è John Stones, centrale del Manchester City spesso relegato a un ruolo da gregario nel corso dell’ultima stagione sotto la gestione di Pep Guardiola. Il suo contratto, in scadenza, lo rende un obiettivo concreto, anche se la concorrenza è agguerrita: Milan e Inter, infatti, sono sulle tracce dell’inglese, consapevoli del suo potenziale. Secondo le ultime indiscrezioni, gli agenti di Stones starebbero chiedendo circa 6 milioni di euro per un contratto biennale, cifra che potrebbe rappresentare un investimento sostenibile per la Vecchia Signora.

Altro nome monitorato dalla Juventus è quello di Nathan Aké, anch’egli in forza al Manchester City e capace di giocare in più ruoli in difesa. La duttilità del calciatore olandese, che si è messo in luce in diverse occasioni per la solidità e l’intelligenza tattica, potrebbe rivelarsi utile nel lungo percorso della nuova Juventus guidata da Antonio Conte, allenatore noto per le sue solide difese e per la cura dei dettagli in fase difensiva. Aké, come riferito, avrebbe già dato mandato ai suoi agenti di sondare il mercato europeo alla ricerca di nuove opportunità. I Citizens chiedono per lui una cifra intorno ai 10 milioni di euro, una valutazione che la Juventus deve ancora valutare con attenzione.

Non mancano, poi, profili emergenti provenienti dall’Europa continentale, in particolare da Francia e Belgio, che potrebbero rappresentare investimenti a medio-lungo termine per i bianconeri. Tra questi, spiccano i nomi di Samson Baidoo, giovane difensore del Lens, e Joel Ordonez, promettente centrale di proprietà del Club Brugge. Entrambi sono considerati profili interessanti per costruire una linea difensiva futuribile e competitiva.

La Juventus, dunque, lavora su più fronti per ricostruire una difesa che nelle ultime stagioni ha mostrato qualche difficoltà di adattamento, soprattutto nel confronto con le grandi avversarie di Serie A e d’Europa. L’arrivo di Antonio Conte in panchina porterà sicuramente maggiore concretezza e disciplina tattica, ma serve uno sforzo anche sul mercato: il reparto arretrato sarà dunque uno dei punti chiave della campagna acquisti estiva, con l’obiettivo di tornare a dare solidità e sicurezza a tutto il sistema squadra.

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martedì 5 maggio 2026

Bologna, Pessina tra i migliori: rivoluzione in porta in arrivo?

Nel cuore della stagione, mentre il Bologna si ritrova a fare i conti con alcune incertezze nel reparto portieri, emerge una storia che potrebbe riscrivere le gerarchie: quella di Massimo Pessina, classe 2007 e terzo portiere rossoblù. Un ragazzo che, pur calandosi nel ruolo di estremo difensore con poche apparizioni, ha già dimostrato una maturità e una solidità fuori dal comune, specialmente per la sua giovane età.

Tre partite ufficiali giocate e zero gol subiti: un ruolino di marcia che parla da solo. Il 2-0 rifilato al Napoli, la vittoria per 2-0 contro il Lecce e lo 0-0 contro il Cagliari al Renato Dall'Ara sono gli incontri in cui Pessina ha avuto modo di scendere in campo, dimostrando personalità e sicurezza tra i pali. Non ci sono state parate spettacolari o interventi da urlo, ma una costanza e una concentrazione tali da non concedere nessuna sbavatura, caratteristiche fondamentali per un portiere affidabile. Il pubblico di casa, il sostegno dell’ambiente e la tranquillità mostrata sul terreno di gioco hanno fatto da cornice a questo debutto più che positivo.

Il momento difficile per il Bologna riguarda soprattutto il futuro dei suoi portieri titolari. Dopo otto stagioni in Emilia, Łukasz Skorupski è in bilico: gli infortuni muscolari seri che lo hanno colpito nell’ultima annata hanno sollevato dubbi sulla sua salute e resistenza fisica nel lungo periodo. In caso di offerte, in particolare da campionati ricchi come quelli del Medio Oriente, la società rossoblù potrebbe valutare eventuali cessioni per muoversi sul mercato.

Più complessa la situazione di Federico Ravaglia, che dopo alcuni exploit positivi ha visto incrementare le critiche a causa di errori decisivi in momenti cruciali della stagione. Dalla finale di Supercoppa Italiana contro il Napoli alla sfida di Europa League contro l’Aston Villa, gli episodi negativi hanno influenzato non poco le valutazioni della dirigenza emiliana, che non intende lasciare nulla al caso e mantiene un approccio prudente sulle sue capacità future.

In questo scenario, il Bologna accelera i tempi per rinforzare il ruolo di portiere. Il direttore tecnico Giovanni Sartori si sta muovendo con attenzione per prepararsi a ogni possibile evenienza. In cima alla lista dei desideri c’è Wladimiro Falcone, portiere esperto del Lecce, 31 anni, recentemente osservato dal vivo nella partita contro il Pisa. Falcone rappresenta un profilo ideale per esperienza e affidabilità, caratteristiche che potrebbero garantire maggior sicurezza tra i pali in vista della prossima stagione.

Non è l’unica soluzione sul tavolo, ma al momento quella che convince maggiormente società e staff tecnico del Bologna. Il mercato e le possibili uscite dei portieri attuali determineranno le mosse future, ma è chiaro come il club sia pronto a intervenire per dare una nuova serenità a un reparto così delicato.

In questo contesto di incertezza e potenziali rivoluzioni, la storia di Massimo Pessina assume un valore ancora più significativo. Mentre la società guarda all’esterno per garantire stabilità, potrebbe aver già scovato una risorsa preziosa in casa propria. Giovane, sì, ancora da testare su palcoscenici più importanti, ma capace di rispondere presente quando chiamato in causa. Nel calcio spesso le grandi opportunità nascono da queste piccole ma importanti prove: e il giovane portiere del Bologna sembra aver già fatto capire di poter essere una di queste.

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Calciomercato 5 maggio: ultime indiscrezioni e trattative live

La giornata di calciomercato ha regalato numerosi spunti interessanti, tra conferme e nuovi nomi in orbita Serie A e oltre. Seguono tutte le novità più importanti, dal futuro di alcuni protagonisti azzurri alle trattative in corso tra club italiani ed esteri.

Lautaro Martinez e l’Inter: «Resto, il futuro è qui»

A poche ore dalla festa nerazzurra per la conquista del 21° scudetto, Lautaro Martinez non ha lasciato spazio a dubbi sul proprio futuro. L’attaccante argentino, eletto MVP della stagione interista che ha messo in bacheca lo scudetto con ampio anticipo, ai microfoni di Fox Sports ha dichiarato con chiarezza: "Se resterò ancora a lungo? Sì, certo". Un messaggio forte che esclude di fatto le voci che lo accostavano altrove, confermando il legame saldo con l’Inter e la volontà di continuare il suo percorso in nerazzurro.

Napoli, novità su Elmas e occhi puntati sul mercato sudamericano

In casa Napoli, invece, la situazione di Eljif Elmas appare ormai definita. Secondo quanto riportato dall’esperto Fabrizio Romano, il centrocampista macedone, sebbene apprezzato per la sua adattabilità tra centrocampo e trequartista, sembra destinato a lasciare il club a fine stagione. Il mancato riscatto, valutato intorno a 17 milioni di euro oltre al prestito già versato dal Lipsia, appare troppa spesa per le casse partenopee che preferiscono guardare altrove.

Il direttore sportivo Giovanni Manna è invece al lavoro per rafforzare gli esterni offensivi, con una particolare attenzione al mercato sudamericano. Tra i giovani seguiti spicca il nome di Allan, esterno destro mancino classe 2004 del Palmeiras, protagonista con 28 presenze e buoni numeri in questa stagione. Un talento che il Napoli tiene d’occhio con grande interesse, a caccia di quel colpo che potrebbe offrire nuove soluzioni offensive all’organico guidato da Antonio Conte.

Bologna e Udinese: nuovi talenti nel mirino

Nel giro delle squadre italiane, il Bologna sembra puntare su giovani promesse del Real Madrid. Tre i profili attenzionati dal club emiliano secondo il Resto del Carlino: il fantasista Cesar Palacios (21 anni), reduce da buone prestazioni con la squadra riserve del Real Castilla, il terzino destro David Jimenez (22 anni) e il difensore mancino Lamini Fati (20 anni). La strategia rossoblù passa anche da un canale preferenziale con il Sassuolo per trattare i profili di Cristian Volpato e Kristian Thorstvedt, giocatori già selezionati da Sartori per la prossima sessione di mercato, come riportato da QS.

Intanto l’Udinese amplia i propri orizzonti e spunta il nome di Joel Chima Fujita, giovane centrocampista giapponese con doppio passaporto nigeriano, attualmente in forza al St. Pauli in Bundesliga 2. Con 30 presenze e un gol all’attivo, il classe 1999 scadrà a giugno e non ha ancora trovato un accordo per il rinnovo, mettendo così in moto un potenziale interesse dei friulani, secondo quanto scrive Il Messaggero Veneto.

Genoa blindato, il riscatto di Lorenzo Colombo è ufficiale

Archiviata la certezza della salvezza con la recente sconfitta della Cremonese, il Genoa attiva ora la fase operativa per il mercato estivo. Dopo le ottime prestazioni di Lorenzo Colombo, arrivato in prestito dal Milan, è scattato l’obbligo di riscatto: il club rossoblù verserà nelle casse rossonere la cifra pattuita dopo aver raggiunto la permanenza in Serie A, le 22 presenze e i cinque gol richiesti. Un successo per il giocatore, pronto a proseguire la sua esperienza sotto la Lanterna, come confermato anche da Daniele De Rossi che ha sottolineato l’esigenza di trovare esterni offensivi capaci di saltare l’uomo e cambiare il volto della squadra.

Nel resto d’Europa: Liverpool studia Bastoni, il Benfica punta Doumbia

Il Liverpool, in ottica un rinnovamento della difesa per sopperire a possibili partenze e all’età più avanzata di Virgil van Dijk, ha ristretto la sua short list a due nomi di livello internazionale: Alessandro Bastoni dell’Inter e Nico Schlotterbeck del Borussia Dortmund. Secondo Football Insider, la priorità è ingaggiare un difensore di grande talento che possa garantire continuità e competitività al reparto arretrato dei Reds.

Infine, sul fronte Roma, cresce l’interesse per Issa Doumbia, centrocampista classe 2003 in forza al Venezia, protagonista in Serie B con 9 gol e 6 assist, attirando le attenzioni di numerosi club europei. Tra questi spicca il Benfica di Josè Mourinho, che avrebbe già avviato contatti concreti per assicurarsi l’ivoriano, il cui costo si prevede superiore ai 15 milioni di euro secondo A Bola. Oltre ai giallorossi, si registrano sondaggi anche da parte di club come Milan, Monza, Inter, Atalanta, Besiktas e altri importanti club europei.

Mercato portoghese e nuove panchine

Il Porto ha finalmente formalizzato l’acquisto a titolo definitivo di Jakub Kiwior dall’Arsenal. Il difensore polacco diventa un uomo mercato per i “Dragões” con un investimento di 17 milioni di euro, bonus compresi, e contratti in scadenza fino al 2030. Per tutelarsi, il Porto ha fissato una clausola rescissoria da 70 milioni di euro, segnale della fiducia nei confronti di un centrale in rapida crescita.

Dal fronte panchine, è ufficiale la nomina di Edin Terzic come nuovo allenatore dell’Athletic Club di Bilbao, con un contratto biennale che lo legherà ai baschi fino al 2028. Terzic, reduce dall’esperienza al Borussia Dortmund conclusasi nell’estate 2024, succede a Ernesto Valverde con l’obiettivo di riportare la squadra ai massimi livelli.

Questo è il quadro delle principali manovre di mercato e delle ultime notizie riguardanti la Serie A e non solo. L’estate 2024 si prospetta intensa e ricca di sorprese, con club pronti a tessere nuove trame per rinforzare organici e puntare alla conquista degli obiettivi stagionali che verranno.

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Amico storico di Sarri: "Chi lo prende fa un affare, tifosi Viola lo vogliono"

Aurelio Virgili, storico amico di Maurizio Sarri, è intervenuto nella trasmissione “Napoli Talk” in onda su Radio Tutto Napoli, offrendo un punto di vista privilegiato e personale sull’ex allenatore partenopeo, tra passato, presente e possibili scenari futuri. Un racconto che ripercorre i trionfi e le sfide di Sarri, con il Napoli protagonista di un’annata che ancora fa sognare i tifosi.

Napoli e Sarri, un legame che va oltre il campo

“Napoli rappresenta una delle esperienze più significative della carriera di Maurizio”, racconta Virgili, che non nasconde un certo velo di nostalgia. “Ne parla spesso con un po’ di rammarico, soprattutto pensando a quello che lui definisce uno ‘scudetto perso in albergo’, a causa di circostanze esterne più che per colpa della squadra. Il Napoli guidato da Sarri fu una squadra stellare, con tanti giocatori che sembravano fenomeni e che conquistarono ben 91 punti: un bottino che, di norma, sarebbe valso il titolo.”

Una stagione che, nonostante la mancata ufficialità, resta nella storia del club: “Il fatto che lo scudetto non sia stato assegnato ufficialmente non toglie nulla al valore di quella squadra”, prosegue Virgili. “Per i tifosi partenopei è quasi come se fosse stato vinto realmente, e ciò ha regalato un grande orgoglio soprattutto per il gioco brillante e spettacolare espresso. Io considero Sarri il miglior allenatore italiano, forse uno dei più apprezzati a livello internazionale. Non sempre riceve il riconoscimento che merita, ma basta guardare l’affetto dei tifosi delle squadre che ha guidato per capire il suo peso.”

Il futuro di Sarri e la suggestione Napoli

Il nome di Sarri spesso torna accostato al Napoli, soprattutto a fronte di un possibile addio di Antonio Conte in panchina. Virgili, entrando con cautela nei discorsi di mercato ma con affetto sincero, commenta: “Parlo anche da amico fraterno, Maurizio è come un fratello per me. Evito quindi di sbilanciarmi troppo perché ogni parola potrebbe essere fraintesa. Posso però dire con certezza che ovunque andrà – che sia alla Lazio o altrove – saprà infondere entusiasmo. A Firenze lo desiderano quasi tutti, a Napoli idem, e lo stesso succede con altri club. Senza Sarri, in certe piazze, si sarebbero avuti problemi importanti. Anche alla Juventus, dove ha conquistato l’ultimo scudetto prima del declino, ha dimostrato tutto il suo valore. Chi riesce a portarlo o trattenerlo fa probabilmente l’affare più importante della stagione.”

Emozione e professionismo: il doppio binario nelle scelte di Sarri

Virgili sottolinea come, per Sarri, il lato emotivo abbia un peso rilevante, soprattutto nei rapporti con alcune città: “Quando arrivò a Napoli c’era certamente una componente affettiva, perché è nato lì e suo padre ci ha lavorato a lungo. Lo stesso vale per Firenze, dove è cresciuto. Tuttavia, quando si parla di calcio ad alto livello, sono il progetto tecnico e la società a fare la differenza. Sarri ha allenato anche alla Juventus, segno che sa separare il sentimento dal lavoro professionale.”

“È una persona schietta, molto diretta, dice quello che pensa e questo non è un difetto, anzi. Alla fine, ciò che conta è il progetto: un tecnico ha successo se gli viene dato fiducia e gli strumenti per lavorare.”

Il rapporto con Claudio Lotito e la possibile avventura viola

Un aspetto non secondario riguarda il contratto con la Lazio e le dinamiche con il presidente Lotito: “Maurizio ha ancora un anno di contratto con Lotito. Il loro rapporto è professionale, con tutti gli alti e bassi che si possono immaginare in questo ambiente. Quanto a Firenze, il desiderio dei tifosi è molto chiaro: il 90% vorrebbe vedere Sarri sulla panchina viola. Ma ogni società ha le sue complesse dinamiche e non è facile fare previsioni.”

Virgili spiega poi un tratto distintivo di Sarri: “È un uomo schietto che dice le cose in faccia, anche ai presidenti, senza paura. Ha saputo convivere con realtà molto diverse, da De Laurentiis a Lotito, passando per Agnelli e Abramovich. Nel calcio, però, alla fine è sempre il risultato sportivo a parlare e a far maturare la riconoscenza necessaria.”

Un ritratto sincero, che fotografa Maurizio Sarri come un tecnico di grande valore, sempre al centro di attenzione e suggestioni di mercato, ma soprattutto apprezzato per la qualità del suo lavoro sul campo, capace di imprimere un’identità forte alle sue squadre e di far sognare i tifosi, a Napoli come nelle altre piazze attraversate.

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Rambaudi: "Conte teme il Como, Hojlund lontano dalla porta"

Roberto Rambaudi, intervistato da ‘Il Bello del Calcio’ su Televomero, ha espresso un’analisi critica e articolata sull’attuale stagione del Napoli, focalizzandosi principalmente sulla gestione tattica adottata da Antonio Conte e sulle difficoltà incontrate in campo europeo.

“Guardando il match contro il Como – ha esordito Rambaudi – si nota un approccio molto conservativo da parte di Conte, che ha scelto il 5-4-1 con l’obiettivo di colpire in contropiede. Personalmente, non sono rimasto soddisfatto di questa strategia, perché dà l’impressione di una squadra timorosa. Contro una formazione apparentemente modesta, adottare un atteggiamento così prudente significa non avere fiducia nei propri difensori. Il Napoli ha giocato per non perdere anziché per vincere, e questo non mi entusiasma. Conte, a mio avviso, è stato fin troppo speculativo in quella partita.”

Rambaudi ha poi approfondito il suo giudizio complessivo sul percorso del Napoli in questa stagione, sottolineando come il bicchiere sia per lui “mezzo vuoto”. “Sul piano europeo, Conte non è riuscito ancora a compiere lo step necessario – ha continuato – e le partite come quella di Como non possono rappresentare un modello di calcio europeo. Paragoniamo questa gara alla prestazione vista a Firenze: lì il Napoli ha mostrato una mentalità da grande squadra, capace di dettare il gioco e imporre il proprio ritmo, una mentalità che mi piace di più, nella quale gli avversari sono chiamati ad adattarsi. Così invece, stando indietro, si rischiano brutte figure in Europa.”

Uno dei temi caldi toccati dall’ex centrocampista riguarda il ruolo di Rasmus Hojlund all’interno della manovra partenopea. “Quando Hojlund è arrivato a Napoli, la squadra giocava un calcio più adatto alle sue caratteristiche, più offensivo e diretto – ha spiegato Rambaudi – adesso invece, con Conte, l’attaccante si ritrova spesso a giocare di spalle alla porta, distante dall’area di rigore. Questo è evidentemente voluto dall’allenatore, che predilige azioni più codificate. Lo si è visto anche nella partita contro il Como, con tocchi e giocate che avvenivano a 50 metri dalla porta. Io credo però che un gioco più offensivo e verticale gioverebbe anche a Hojlund, permettendogli di esprimere al meglio le sue doti.

In sintesi, il Napoli di Conte resta una squadra di grande qualità ma paga, secondo Rambaudi, un deficit di personalità e di coraggio tattico che pesa soprattutto nelle competizioni europee. La strada è ancora lunga per crescere e dimostrare il valore reale in Serie A e in Champions League. Le parole del commentatore invitano dunque a riflettere su quanto sia strategico e necessario per il Napoli rafforzare la propria identità, recuperando una mentalità più propositiva e meno speculativa nelle gare più delicate.

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Serie A, medie voto allenatori dopo 35 giornate: Conte scende

Focus Serie A: classifica rendimento allenatori

La 35ª giornata di Serie A offre un quadro sempre più definito non solo in campo, ma anche per quanto riguarda il rendimento degli allenatori. Sul podio della speciale classifica dei tecnici con la media voto più alta, spicca Cesc Fàbregas, tra i protagonisti alla guida del Como, con una valutazione di 6.63 in 35 partite. A soli due centesimi di distacco segue Cristian Chivu, a capo dell’Inter, che mantiene un rendimento altissimo (6.61 in 35 gare). Al terzo posto chiude Luciano Spalletti, attualmente sulla panchina della Juventus, con 6.46 in 26 incontri. Significativa la risalita di Gian Piero Gasperini, ora quinto con una media voto di 6.33, che ha guadagnato due posizioni dopo una serie di risultati incoraggianti alla guida della Roma. Tra i tecnici emergenti e in crescita si registrano anche le progressioni di Daniele De Rossi, settimo con 6.30 (Genoa), e Fabio Grosso, ottavo a pari merito con Antonio Conte, che guida il Napoli, entrambi con 6.29. Proprio per Conte si segnalano tre posizioni perse in questa graduatoria, sintomo di un momento più complicato rispetto alle prime fasi di campionato, nonostante il secondo posto in classifica della sua squadra.

Ecco la top 10 della classifica rendimento allenatori di Serie A dopo 35 giornate (tra parentesi le partite allenate):
1. Cesc Fàbregas (Como) 6.63 (35)
2. Cristian Chivu (Inter) 6.61 (35)
3. Luciano Spalletti (Juventus) 6.46 (26)
4. Raffaele Palladino (Atalanta) 6.35 (24)
5. Gian Piero Gasperini (Roma) 6.33 (35)
6. Roberto D'Aversa (Torino) 6.33 (9)
7. Daniele De Rossi (Genoa) 6.30 (25)
8. Fabio Grosso (Sassuolo) 6.29 (35)
9. Antonio Conte (Napoli) 6.29 (35)
10. Massimiliano Allegri (Milan) 6.16 (35)

La classifica considera anche i traghettatori: Roberto Murgita (Genoa) e Massimo Brambilla (Juventus) sono al momento i migliori, entrambi con 7.00 dopo una sola partita sulla panchina.

Tra gli allenatori che non sono più in carica, spiccano Ivan Juric (ex Atalanta) con 6.14 in 11 partite e Alberto Gilardino (ex Pisa) a 5.96 con 23 gare. Seguono Igor Tudor (ex Juventus), Davide Nicola (ex Cremonese), Paolo Zanetti (ex Hellas Verona) e altri che non hanno più la conduzione in Serie A.


RISULTATI 35ª GIORNATA

Pisa - Lecce 1-2 (52' Banda, 56' Leris, 65' Cheddira)
Udinese - Torino 2-0 (45' +1 Ehizibue, 51' Kristensen)
Como - Napoli 0-0
Atalanta - Genoa 0-0
Bologna - Cagliari 0-0
Sassuolo - Milan 2-0 (5' Berardi, 47' Laurienté)
Juventus - Hellas Verona 1-1 (34' Bowie, 62' Vlahovic)
Inter - Parma 2-0 (45' +1 Thuram, 80' Mkhitaryan)
Cremonese - Lazio 1-2 (29' Bonazzoli, 53' Isaksen, 90'+2 Noslin)
Roma - Fiorentina 4-0 (13' Mancini, 17' Wesley, 34' Hermoso, 58' Pisilli)


CLASSIFICA AGGIORNATA

1. Inter 82 punti
2. Napoli 70
3. Milan 67
4. Juventus 65
5. Roma 64
6. Como 62
7. Atalanta 55
8. Lazio 51
9. Bologna 49
10. Sassuolo 49
11. Udinese 47
12. Parma 42
13. Torino 41
14. Genoa 40
15. Cagliari 37
16. Fiorentina 37
17. Lecce 32
18. Cremonese 28
19. Hellas Verona 20
20. Pisa 18


LEADER DELLA CLASSIFICA MARCATORI

16 reti: Lautaro Martinez (Inter)
13 reti: Thuram (Inter)
12 reti: Paz e Douvikas (Como)
11 reti: Malen (Roma)
10 reti: Krstovic e Scamacca (Atalanta), Yildiz (Juventus), Hojlund (Napoli), Simeone (Torino), Davis (Udinese)


PROSSIMO TURNO - 36ª GIORNATA

Venerdì 8 maggio, ore 20.45:
Torino - Sassuolo (DAZN e Sky)

Sabato 9 maggio, ore 15:
Cagliari - Udinese (DAZN)
Ore 18:
Lazio - Inter (DAZN)
Ore 20.45:
Lecce - Juventus (DAZN e Sky)

Domenica 10 maggio:
Ore 12.30:
Hellas Verona - Como (DAZN)
Ore 15:
Cremonese - Pisa (DAZN)
Fiorentina - Genoa (DAZN)
Ore 18:
Parma - Roma (DAZN e Sky)
Ore 20.45:
Milan - Atalanta (DAZN)

Lunedì 11 maggio, ore 20.45:
Napoli - Bologna (DAZN)

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Garzya: "Napoli senza assenze avrebbe vinto lo Scudetto. Conte resta?"

Luigi Garzya, storico difensore e compagno di squadra di Antonio Conte ai tempi del Lecce, ha offerto la sua analisi sulle vicende del Napoli e sul percorso dell'allenatore azzurro, nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata a Radio TuttoNapoli. Le parole di Garzya fanno il punto sul rendimento della squadra, in particolare in Champions League, e sul futuro tecnico partenopeo, offrendo uno sguardo critico ma equilibrato.

Il giudizio sulla stagione del Napoli, specialmente in Europa, si apre con una nota di delusione: “Ci aspettavamo tutti di più in Champions League, oggettivamente qualcosa in più si poteva fare”. Tuttavia, il bilancio complessivo non è negativo, anzi. “Il Napoli ha vinto la Supercoppa e per me arriverà secondo in campionato, quindi non si può certo definire questa stagione un fallimento. Bisogna riconoscere anche il merito all’Inter, che ha conquistato lo Scudetto in maniera meritata,” sottolinea Garzya.

Un tema caldo riguarda le critiche che spesso vengono rivolte allo stile di gioco dell’allenatore Antonio Conte. Garzya sfida questa visione: “Il punto è se si vuole prima di tutto ottenere risultati o se ci si concentra esclusivamente sull’estetica del gioco. Io, che ho vissuto il calcio da dentro, posso dire che le partite brutte si trovano ovunque, ma quello che conta realmente sono i punti in classifica.

Il Napoli non ha certo il gioco più brutto del mondo. Senza problemi di rosa e infortuni, avrebbe lottato fino alla fine per lo Scudetto.” Su un eventuale proseguimento del rapporto tra Conte e la società partenopea, Garzya è chiaro: “Se Conte dovesse decidere di non continuare, significa che c’è qualcosa che non funziona. Ma se rispetta il contratto è perché ama Napoli e si trova bene qui; spesso me lo ripete quando ci sentiamo. La sua decisione finale dipenderà dai programmi futuri che gli verranno proposti. Mandare via un allenatore vincente sarebbe un vero peccato, e io spero sinceramente che resti.”

Infine, l’intervento si chiude affrontando il delicato caso Lukaku e le tensioni nello spogliatoio: “Per capire cosa è successo davvero bisogna vivere l’ambiente da dentro. È facile giudicare da fuori, ma il giocatore è rimasto profondamente deluso, soprattutto considerato il forte legame che aveva con Conte, con cui hanno costruito insieme tante fortune.

Ora è fondamentale capire i motivi che hanno portato a questo comportamento e come il gruppo ha vissuto questa situazione.”

Per ascoltare l’intervento completo di Luigi Garzya, è disponibile il podcast integrale.

https://napolicalcio24.com/2026/05/05/garzya-napoli-senza-assenze-avrebbe-vinto-lo-scudetto-conte-resta/?feed_id=102265&_unique_id=69f9e49dc1b54