lunedì 18 maggio 2026

Udinese, Inler: "Davis resti, sui rinnovi dopo Napoli"

Gokhan Inler, direttore tecnico dell’Udinese, ha fatto il punto sulla situazione in casa bianconera intervenendo ai microfoni di TV12, toccando temi caldi come il mercato e il futuro della squadra.

Partendo dal lavoro svolto sul campo e fuori, Inler ha spiegato come la società stia procedendo con gradualità nella crescita del gruppo: "Chi subentra è fondamentale, siamo già in una fase di miglioramento anche lì, ci sono dei giovani che sono entrati bene. Due anni fa appena siamo arrivati non c'era tempo per sistemare queste cose, man mano chi sta lavorando sta capendo dove è arrivato. Passo dopo passo si arriva". La sua valutazione sottolinea come il processo di consolidamento della squadra, soprattutto a livello dirigenziale, stia dando i suoi frutti, anche grazie all’inserimento di giovani elementi che stanno rapidamente trovando il proprio spazio nel contesto friulano.

Al centro dell'attenzione anche la situazione contrattuale di alcuni giocatori importanti che sono prossimi alla scadenza. Inler ha citato in particolare Kamara, Kabasele e Ehizibue, sottolineando il loro valore all’interno dello spogliatoio: "Sono ragazzi importanti in spogliatoio, si giocherà l'ultima gara e poi si tireranno le somme. Da parte mia posso dire che hanno sempre dato il massimo, loro devono lavorare bene e dopo il Napoli si vedrà". Resta quindi ancora aperto il futuro di questi elementi chiave, con una riflessione che si allarga anche al mercato e alle scelte tecniche per il prossimo futuro.

Infine, è stata toccata la questione legata a Brandon Davies, attaccante che ha vissuto una stagione tra alti e bassi a causa di problemi fisici. Inler è stato chiaro sull’incertezza tipica del calcio mercato, ma ha evidenziato i progressi fatti dall’attaccante durante la stagione: "Nel calcio non si può mai sapere. Davis ha avuto un periodo difficile con gli infortuni, non era costante. Quest'anno ha fatto anche una preparazione particolare in estate, questo è stato fondamentale e ha fatto un ottimo percorso. Spero anche io che rimanga, è un attaccante d'altissimo livello".

Questo intervento lascia quindi aperta la porta a un possibile proseguimento del rapporto tra Udinese e Davis, con la società che valuterà con attenzione le mosse da compiere in vista del futuro, specie in un mercato che vedrà protagoniste tutte le squadre di Serie A in vista della prossima stagione.

Inler, figura storica del club friulano e uomo di esperienza internazionale, conferma il desiderio di stabilità e miglioramento progressivo, con l’obiettivo di costruire un gruppo competitivo che possa affrontare al meglio le sfide della massima serie italiana.

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Calciomercato 18 maggio: ultime indiscrezioni e trattative

Conte verso l’addio al Napoli. Atalanta, venerdì giorno decisivo per la nuova guida tecnica. Lotito tra Sarri e futuri investimenti

ATALANTA

Il futuro dell’Atalanta sulla panchina si deciderà entro venerdì, giorno cruciale per indirizzare la scelta tecnica in vista della prossima stagione. La dirigenza orobica sta valutando diversi profili, con in cima alla lista Maurizio Sarri, raccolto intorno al suo nome un crescente interesse che obbliga a una riflessione approfondita. Nel frattempo è stato avuto un colloquio con Stefano Pioli, ma al momento l’ex tecnico del Milan non appare la prima opzione. L’obiettivo della società sembra quello di imprimere una svolta, anche tattica, rispetto agli ultimi anni, potenzialmente cogliendo nomi di richiamo per sposare un nuovo corso.

BOLOGNA

Massimo Pessina ha commentato in maniera aperta la propria situazione: "Sono giovane, la cosa più importante sarebbe giocare. Mi trovo benissimo a Bologna, ancora non ho parlato con loro, sono tranquillo, troveremo una soluzione che va bene a entrambi". Un messaggio chiaro che lascia intendere come il centrocampista scelga pragmatismo e ulteriori chance di maturazione in vista della prossima stagione.

CAGLIARI

La permanenza in Serie A ha portato buone notizie anche sul fronte calciomercato rossoblù. Fabio Pisacane ha visto il proprio contratto rinnovarsi automaticamente per un altro anno, mentre il riscatto di Sebastiano Esposito dall’Inter è ufficiale grazie alla salvezza conquistata. Per il cartellino dell’attaccante classe 2002 sono stati versati nelle casse nerazzurre circa 4 milioni di euro, con la società campione d’Italia che mantiene inoltre il 40% sulla futura rivendita. Il Cagliari, tuttavia, puntando alla stabilità, desidera trattenere il giovane talento anche se non mancano offerte di altre squadre interessate.

FIORENTINA

Tommaso Martinelli sta per concludere il prestito alla Sampdoria. Non è da escludere che una volta rientrato alla Fiorentina, il giovane difensore possa essere nuovamente girato in prestito secco per proseguire il percorso di crescita e garantire continuità a una realtà che quest’anno l’ha considerato una delle poche certezze.

LAZIO

Il presidente Claudio Lotito si è espresso sul mister Maurizio Sarri e sulle prospettive del club biancoceleste: "Noi abbiamo acquisito Sarri con un contratto triennale, quindi per altri due anni, sulla prospettiva che saremmo ripartiti dalla squadra con una logica di ringiovanimento. Queste sono le considerazioni che abbiamo fatto noi. Nella vita poi ho imparato che sono tutti utili e nessuno è indispensabile, soprattutto i giocatori".

Sul piano societario, Lotito ha chiarito: "Nel novembre 2027 la Lazio riacquisterà una forza economica importante perché avrà cessato di pagare i 550 milioni di debiti e avrà una cassa di 30 milioni che potrà impiegare per fare nuovi investimenti. Il calcio non è solo un problema di investimenti, è una questione di idee e tutti devono remare dalla stessa parte".

LECCE

Bruno Di Napoli, agente di Walid Cheddira, ha fatto il punto sulla situazione contrattuale: "Nel suo contratto c’è solo il diritto di riscatto. Altre squadre in Serie A ci avevano proposto l’obbligo di riscatto in caso di salvezza. Abbiamo dato priorità all'importanza della piazza di Lecce e soprattutto al fatto che ci fosse un allenatore, Di Francesco, che credesse in lui. Non abbiamo pensato e non stiamo pensando ad altro che a questo e alla salvezza del Lecce".

NAPOLI

Il rapporto tra Antonio Conte e il Napoli si avvicina al termine. Il tecnico azzurro, dopo la recente sfida vinta contro il Pisa, si è lasciato andare a dichiarazioni ambigue che lasciano presagire un addio imminente, elemento che era trapelato già nei mesi scorsi dopo l’uscita dell’Italia dal Mondiale negli Stati Uniti. Conte aveva manifestato interesse per un ruolo in Federazione, tornando così su un binario che ricorda il suo storico Europeo 2016, forse uno dei momenti più intensi e compattoi del suo percorso da allenatore sulla scena internazionale.

La qualificazione in Champions League ha però stravolto le dinamiche del club partenopeo. Una prima certezza è rappresentata dall’acquisto definitivo di Rasmus Hojlund: il centravanti danese diventa ufficialmente un giocatore del Napoli, con l’obbligo di riscatto fissato a 44 milioni di euro dal Manchester United scattato automaticamente dopo la vittoria a Pisa. Un investimento importante, ma centrale per i progetti azzurri, che ora possono finalmente contare su un elemento su cui impostare il nuovo ciclo.

Il ritorno in Champions League destinazione Napoli porta anche un’iniezione significativa di risorse economiche, accelerate sul mercato. Prima degli innesti, però, il nodo principale riguarda le cessioni, fondamentali per alleggerire il monte ingaggi e rimodellare la rosa. Tra le uscite più calde c’è Frank Zambo Anguissa: il Besiktas ha formulato un’offerta da circa 15 milioni di euro, mentre il Napoli ne chiede almeno 20. La differenza è contenuta e si tenterà di trovare un accordo nelle prossime settimane. Anche Romelu Lukaku appare sul mercato: il centravanti belga è seguito da diversi club turchi, ma per il momento resta comunque concentrato sugli impegni con la sua nazionale.

Parallelamente, il Napoli continua a puntare forte sui giovani talenti emergenti. Sono ancora vivi i contatti con Exequiel Zeballos del Boca Juniors, ritenuto un profilo ideale per sviluppare l’attacco azzurro. Non meno importanti sono le trattative su Anan Khalaili, esterno israeliano classe 2004, sul quale il Napoli esercita un pressing deciso per un’operazione dal valore intorno ai 20 milioni di euro.

Mourinho al Real Madrid: accordo vicino. Carvajal saluta i Blancos. Flick rinnova fino al 2028 col Barcellona

SPAGNA

Il Barcellona ha ufficializzato il rinnovo di Hansi Flick, consolidando la fiducia nella guida tecnica tedesca. L’allenatore ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2028, con opzione per un’altra stagione, a testimonianza del progetto a lungo termine del club catalano.

Per quanto riguarda il Real Madrid, è ormai certo che José Mourinho sarà il nuovo allenatore dalla prossima stagione. Le ultime indiscrezioni dai media iberici segnalano un’intesa imminente con il tecnico portoghese, che firmerà per cinque anni, fino al 2028, segnando un cambio di rotta e una chiara strategia proiettata al futuro. A fine stagione il club madrileno ha salutato ufficialmente Dani Carvajal, che chiude così una lunga e simbolica parentesi in maglia bianca.

FRANCIA

Arrivato a Lille la scorsa estate tra entusiasmo e curiosità, Olivier Giroud ha confermato la sua importanza nel campionato francese. A quasi 39 anni, l’ex nazionale francese appare intenzionato a proseguire almeno un’altra stagione, dopo aver contribuito al terzo posto e alla qualificazione diretta per la Champions League. “Stiamo parlando con il club da diverse settimane. Vedremo cosa succederà”, ha dichiarato Giroud, che però non chiude mai le porte a un’ulteriore permanenza, soprattutto se continuerà a sentirsi bene fisicamente e motivato.

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Napoli, Ferlaino: "Il vero nemico non era Inter o Juve, ma la camorra"

Corrado Ferlaino, storico ex presidente del Napoli e artefice dei primi due scudetti della storia del club partenopeo, si è raccontato con sincerità e passione ai microfoni de Il Mattino in occasione del suo 95° compleanno. Un'intervista intensa, in cui emergono ricordi vividi della sua esperienza alla guida del Napoli, ma anche riflessioni sulla città e sul passato.

Ferlaino ha subito voluto chiarire un aspetto cruciale dei suoi anni da presidente: “Il mio nemico numero uno non era l’Inter o la Juventus, era la camorra a Napoli, ho avuto anche le bombe”. Una confessione netta che riporta alla luce le difficoltà non soltanto sportive, ma anche di ordine pubblico e morale che accompagnarono quegli anni fondamentali per la società azzurra.

Tra i ricordi più affettuosi, il rapporto con Diego Armando Maradona, autentico trascinatore nelle vittorie degli scudetti negli anni '80. “Diego si è ‘appicciato’ con tutti i presidenti con cui è stato. Con me non si è mai appiccicato, siamo andati sempre molto d’accordo”. Un legame tra il campione argentino e Ferlaino improntato al rispetto e alla stima reciproca, alla base di un ciclo memorabile per il Napoli.

Ripercorrendo le sue radici nel mondo del calcio, Ferlaino ha raccontato il suo primo approccio alle partite, avvenuto in tenera età al fianco del padre: “Le prime partite con il padre quando di anni ne avevo quattro. Ma da adulto, quando entrai nel mondo del calcio, capii che avrei dovuto frequentare il Palazzo”. Una consapevolezza precoce sulla complessità e l’importanza del ruolo di dirigente.

Particolarmente sentita è la rivalità con la Juventus, un nodo storico nella storia del Napoli: “C’è una partita in particolare che mi piaceva vincere: la partita contro la Juventus, perché io i piemontesi non ho mai voluto digerire”. Un sentimento che ancora oggi anima i tifosi partenopei e che ha rappresentato una motivazione aggiuntiva nelle sfide più delicate.

Ferlaino ha poi descritto le difficoltà nell’essere alla guida di una squadra come il Napoli, sottolineando l’importanza del rapporto con i tifosi: “Fare il presidente del Napoli è molto difficile, non è una cosa facilissima, soprattutto perché ci sono i tifosi. Sono tutti tifosi del Napoli fra i napoletani ed è veramente difficile accontentarli”. Il legame profondo con la piazza, fatto di passione e pressione, che rende ancora unica l’esperienza nel capoluogo campano.

Infine, l’ex patron ha condiviso un aneddoto carico di spiritualità e superstizione, rivelando un rito personale prima delle partite decisive: “Per vincere le partite andavo al cimitero degli ebrei, dove c’è un ebreo particolare che io, che ho studiato un po’ la storia del Napoli, apprezzo moltissimo, Giorgio Ascarelli: ha la tomba nel cimitero degli ebrei e io molte volte ci sono andato dicendo ‘Ascarelli, fammi un piacere, mi fai vincere sta partita, se puoi eh’”.

Un ricordo che testimonia l’amore profondissimo di Ferlaino per il Napoli, una città e una società che, nonostante le tante difficoltà, gli hanno regalato momenti indimenticabili e traguardi storici. Oggi, il Napoli con alla guida Antonio Conte continua questa sfida, caratterizzata da grandi ambizioni e da un legame inimitabile con i suoi tifosi, radicato nelle radici profonde di una storia gloriosa.

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Futuro Elmas: Napoli valuta Aston Villa, Sunderland resta freddo

NEWS

Il futuro di Eljif Elmas resta un'incognita: Napoli non eserciterà il riscatto. Dopo una stagione positiva, il centrocampista macedone non verrà infatti acquistato a titolo definitivo dal club partenopeo. Elmas ha totalizzato complessivamente 43 presenze in azzurro, mettendo a segno anche una rete il 6 marzo contro il Torino. Un gol che lo stesso Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli, aveva voluto sottolineare con entusiasmo: "Non dimentichiamoci di sant’Elmas, perché gli andrebbe fatta una statua. Capisce di calcio, entra dentro le cose, è duttile e gioca sia da centrale che da trequartista, è un ragazzo sorprendente. È alla diciottesima partita di fila da titolare, per fortuna che lo abbiamo trovato".

La società di Aurelio De Laurentiis, però, non intende esercitare il diritto di riscatto per Elmas, fissato a 17 milioni di euro più un milione già versato per il prestito dal Red Bull Lipsia, club che detiene ancora il cartellino del giocatore. Un ritorno in Germania per il centrocampista classe 1999 appare quindi inevitabile, ma la permanenza al Lipsia sembra una tappa di passaggio verso una nuova avventura.

Il mercato è già in fermento e alcune piste si stanno aprendo per Elmas. Sulle sue tracce c’è il Sunderland, club inglese che ha mostrato interesse nelle ultime ore. Tuttavia, per l’ex Fenerbahce questa destinazione non sembra particolarmente allettante, considerando il suo status e le ambizioni personali. Molto più concreta, invece, la possibilità di un trasferimento all’Aston Villa, squadra che ha già ottenuto la qualificazione alla prossima UEFA Champions League. I villans hanno effettuato un primo sondaggio e sarebbero pronti a intensificare i contatti una volta terminata la stagione, valutando con attenzione il profilo del centrocampista macedone.

Elmas è un giocatore versatile, capace di ricoprire sia la posizione di centrocampista centrale che quella di trequartista, caratteristiche apprezzate da Antonio Conte e da molti osservatori. Nel corso della sua esperienza italiana, ha collezionato ben 232 presenze tra Napoli e Torino. In particolare, al Torino, dove è stato in prestito da gennaio a giugno 2025, ha segnato quattro gol in 13 partite, confermandosi come uno dei giocatori di maggiore impatto nel girone di ritorno.

Tuttavia, nonostante l’ottimo rendimento con la maglia granata, il club piemontese non ha mai esercitato il riscatto a causa delle cifre ritenute troppo elevate dall’allora presidente Urbano Cairo. Questa situazione sembra destinata a ripetersi con il Napoli, che per ora non ha mostrato intenzione di investire definitivamente su Elmas.

Il centrocampista macedone, quindi, si appresta a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera, con il futuro che si prospetta tra la Premier League e altre opportunità europee. Napoli e Conte, dal canto loro, hanno dimostrato di aver apprezzato le qualità di Elmas, come sottolineato più volte dal tecnico, ma la strada per un proseguimento dell’esperienza partenopea sembra al momento chiusa.

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Andrea D'Amico: "Vanoli alternativa valida per il Napoli"

Nel corso di un’intervista rilasciata a Stile Tv, il procuratore sportivo Andrea D'Amico ha lanciato alcune riflessioni importanti riguardo al futuro della panchina del Napoli e al possibile ritorno di Antonio Conte sulla scena della Nazionale italiana. D'Amico ha infatti sottolineato come, se Conte avesse la possibilità, sarebbe propenso ad accettare la guida della Squadra Azzurra, un’operazione che potrebbe sancire l’addio al club partenopeo, ipotizzando così una conclusione “logica” del suo ciclo al Napoli.

Secondo il procuratore, il nuovo presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) cercherà sicuramente di assicurarsi un allenatore di primissimo livello per la Nazionale, e in questo contesto Conte rappresenta una candidatura di grande prestigio e fascino. “Italiano è un allenatore con un profilo interessante e costruito con grande professionalità – ha spiegato D’Amico – tuttavia, per delineare le mosse successive al possibile addio di Conte, è fondamentale conoscere con chiarezza le ambizioni del Napoli. Sono molte le variabili da considerare.”

Parlando delle alternative sul panorama allenatori, D'Amico ha citato anche la figura di Vanoli, ritenuta un’opzione valida per il Napoli se e quando si renderà necessario trovare un successore, pur sottolineando che prima di tutto bisogna avere certezze precise sulle decisioni di Conte. Non manca poi il riferimento a Maurizio Sarri, che potrebbe rappresentare un gradito ritorno: “Rientra senza dubbio nella cerchia di tecnici che potrebbero fare bene, anche se il vuoto lasciato da Conte sarebbe molto importante”.

Un aspetto che D'Amico evidenzia con forza riguarda la necessità che il successore condivida la stessa filosofia di lavoro di Conte, per garantire continuità al progetto sportivo del Napoli, che ha conosciuto una fase di grande crescita e competitività proprio sotto la guida dell’attuale tecnico azzurro. “Chi subentra deve essere in grado di mantenere intrecciata l’identità tattica e la mentalità vincente che Conte ha instillato in questa squadra” ha concluso il procuratore.

Il Napoli, infatti, rappresenta oggi una delle realtà più solide e ambiziose della Serie A, in grado di confrontarsi stabilmente con le grandi del campionato. L’eventuale separazione da Conte aprirebbe quindi un capitolo nuovo, dove la scelta del nuovo allenatore sarà cruciale per non disperdere il prezioso lavoro svolto fino ad ora. Le parole di D’Amico mettono in luce un mercato degli allenatori che, in vista dei prossimi mesi, potrebbe vedere importanti movimenti intorno al club partenopeo e alla panchina azzurra.

In sintesi, la ruota del destino sembra pronta a girare per Antonio Conte, sempre più vicino a un possibile ritorno con l’Italia, mentre il Napoli si prepara ad affrontare scenari di rinnovamento, mantenendo comunque alta l’attenzione sulle figure di rilievo, da Italiano a Vanoli, fino a un ipotetico clamoroso ritorno di Sarri.

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Ex Casale: Napoli potrà espandere il progetto con Conte

Pasquale Casale, ex attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni importanti ai microfoni di Radio TuttoNapoli in merito al futuro del club partenopeo e alla situazione contrattuale con l’allenatore Antonio Conte. Il tema, caldo e delicato, riguarda la possibile permanenza del tecnico di Lecce sulla panchina azzurra in vista della prossima stagione.

Casale ha sottolineato come "sicuramente siano emersi dei paletti importanti da parte di Conte, che portano a pensare che la sua permanenza a Napoli possa risultare difficile". Tuttavia, l’ex attaccante lascia aperta una porta: "Se le condizioni poste da Conte al presidente De Laurentiis verranno accettate, allora potrà restare. Ma questa situazione testimonia che, almeno per ora, non c’è unità di intenti fra le parti".

Un punto chiave sollevato da Casale riguarda il rapporto tra tecnico e società: è normale che sia l’allenatore a dettare le condizioni? "Dipende dagli accordi presi all’inizio – spiega –. Se per convincere Conte erano stati fissati obiettivi precisi, come il fatto di competere sia in Serie A che in Champions League con una rosa adeguatamente rafforzata, allora quelle promesse vanno rispettate. Non si tratta tanto di porre paletti quanto di mantenere accordi condivisi tra staff tecnico e società."

Riguardo alla formalizzazione di questi accordi, Casale è convinto che tutto sia stato verbalizzato: "Penso sia tutto scritto – dice – quel progetto presentato da Conte e approvato da De Laurentiis. La domanda è solo capire quali fossero veramente i termini degli accordi iniziali."

Incalzato sull’usuale dinamica nel calcio moderno, con promesse spesso ridimensionate in corsa, Casale ammette che "accade spesso che gli allenatori partano con determinati obiettivi e poi, con il tempo, si rendano conto di una realtà diversa e cerchino di modificare la loro posizione. Tuttavia, è fondamentale che gli obiettivi siano chiari e condivisi sin dall’inizio, sia dalla società che dall’allenatore".

Il tema della chiarezza è cruciale anche per i tifosi: "Nel calcio di oggi troppo spesso si naviga nella nebbia per evitare di illudere i fan, ma i tifosi meritano trasparenza e verità – ha aggiunto Casale –. Poi può succedere che gli obiettivi non vengano raggiunti, ma almeno bisogna avere onestà fin dall’inizio su quali siano le aspettative reali."

Un’altra questione toccata durante l’intervista riguarda l’attività del Napoli sul mercato, che sembra essere già iniziata da almeno un mese. Secondo Casale, "la società sta lavorando sul minimo indispensabile: capire quali giocatori resteranno, quali partiranno e impostare una bozza di programmazione. Intanto, l’allenatore e la dirigenza avranno già espresso le proprie posizioni, ma tutto è ancora in sospeso. Se si arriverà a un’intesa con Conte, allora il progetto potrà essere ampliato e definito meglio".

La sensazione finale dell’ex attaccante campano è chiara: "Conte ha posto paletti precisi e a breve avremo il verdetto definitivo. L’impressione è che la situazione sia decisa soprattutto da queste condizioni che il tecnico ha voluto imporre."

In conclusione, il destino di Antonio Conte al Napoli rimane in bilico. La società azzurra lavorerà nelle prossime settimane per trovare punti di incontro con l’allenatore che, con la sua esperienza e ambizione, punta a costruire una squadra competitiva per affrontare le sfide cruciali di Serie A e Champions League. La trasparenza negli obiettivi e la coerenza negli accordi saranno fondamentali per il prosieguo del progetto tecnico al Napoli.

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Fenerbahce punta su Maldini e un allenatore italiano, da Turchia

Il Fenerbahçe vuole cambiare marcia e interrompere il dominio del rivale Galatasaray nel calcio turco, puntando su un progetto tecnico ambizioso che potrebbe coinvolgere una vera e propria icona del calcio italiano: Paolo Maldini. L’ex dirigente del Milan, infatti, è al centro delle trattative con il club di Istanbul, dove avrebbe già avviato contatti con il presidente Hakan Safi per assumere il ruolo di direttore sportivo.

La strategia del Fenerbahçe, nel quadro di una ripartenza importante, ruota soprattutto attorno alla scelta dell’allenatore. Maldini, con la sua ormai consolidata esperienza dirigenziale, avrebbe messo al centro di questo progetto la necessità di affidare la panchina a una guida tecnica di profilo elevato, capace di portare mentalità vincente e competitività. Tra i nomi suggeriti dal dirigente italiano spiccano due tecnici noti nel calcio italiano: Antonio Conte e Stefano Pioli.

Antonio Conte, attualmente alla guida del Napoli, è al centro di molte discussioni in ottica mercato allenatori e non solo. Il tecnico leccese rappresenterebbe per il Fenerbahçe una soluzione di grande impatto internazionale, capace di imprimere dinamismo e intensità, qualità che lo hanno reso uno dei coach più apprezzati in Europa. Malgrado il suo legame con il Napoli, diverse voci di mercato suggeriscono la possibilità di un addio, ragione per cui l’offerta turca potrebbe risultare particolarmente interessante per tutte le parti.

L’altro nome indicato da Maldini è Stefano Pioli, con cui ha condiviso momenti di grande successo sul campo. Il loro legame si è cementato soprattutto nella stagione 2021/22, quando insieme hanno conquistato uno Scudetto storico per il Milan, interrompendo anni di dominio interista e di Juventus. Questa esperienza ha solidificato un rapporto professionale e di fiducia che potrebbe rinascere in un contesto tecnico del tutto nuovo, segnando una nuova fase importante nella carriera di entrambi.

In sostanza, il Fenerbahçe guarda con ambizione al mercato internazionale per cambiare pagina. La possibile entrata in scena di Paolo Maldini come direttore sportivo, con il suo bagaglio di competenze e la capacità di scegliere tecnici di livello come Conte o Pioli, potrebbe rappresentare un vero e proprio spartiacque per il club turco, intenzionato a tornare protagonista nel panorama del calcio nazionale e continentale.

Un progetto che, se realizzato, dimostrerebbe quanto il Fenerbahçe punti a rafforzare la propria leadership attraverso strategie mirate e idee chiare, adottando un modello gestionale ispirato alle esperienze di successo italiane. La sfida a Galatasaray si fa quindi ancora più intrigante, con protagonisti illustri pronti a prendere le redini di una squadra che vuole tornare grande.

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