giovedì 2 aprile 2026

Conte crede nella rimonta: Napoli miglior col Milan, McTominay, De Bruyne e Hojlund

Napoli, 2 aprile - È tempo di voltare pagina per il Napoli, che archivia le delusioni delle nazionali e si concentra sul rush finale di Serie A. Antonio Conte, con la determinazione che lo contraddistingue, ha richiamato i suoi giocatori a Castel Volturno per preparare al meglio la delicata sfida contro il Milan, in programma il prossimo lunedì di Pasquetta allo stadio Maradona. Lo stadio sarà gremito di sostenitori azzurri, mentre i tifosi rossoneri non potranno presenziare per motivi di sicurezza e prevenzione dei possibili scontri.

Al centro tecnico di Castel Volturno sono tornati a disposizione dopo gli impegni internazionali giocatori chiave come Buongiorno, Elmas, Gilmour, Hojlund, Lobotka, McTominay, Meret, Milinkovic-Savic, Olivera, Politano e Spinazzola. Il tecnico salentino ha già iniziato a lavorare sulla formazione tipo, intenzionato a schierare il miglior Napoli possibile al momento della ripresa. Nel centrocampo a quattro, Conte dovrebbe affidarsi a una mediana solida e fisica con Anguissa accanto a Lobotka, supportata sugli esterni da Politano a destra e Gutierrez a sinistra. Una scelta tattica studiata per garantire equilibrio, copertura difensiva e sostegno efficace alla fase offensiva.

Il Napoli, che prosegue la sua corsa alla zona Champions e alla possibile rimonta sull’Inter capolista, affronterà un Milan che punta all’attacco senza risparmiarsi, consapevole dell’esiguo vantaggio di un solo punto in campionato. Le scelte di Conte, quindi, saranno indirizzate anche a contrastare un Milan determinato a mantenere il primato.

Il modulo confermato sarà il 3-4-2-1, con un tridente d’attacco elaborato: McTominay e De Bruyne agiranno dietro la punta Hojlund, per garantire imprevedibilità e qualità offensiva. In difesa, invece, spazio alle conferme con Beukema, Buongiorno e Olivera a protezione della porta. Per un posto tra i pali resta aperto un ballottaggio serrato tra Meret e Milinkovic-Savic.

Il Napoli dovrà ancora fare a meno di alcuni giocatori infortunati: Di Lorenzo, pur il più vicino a un rientro in squadra, non sarà disponibile per questa partita, così come Neres, Rrahmani e Vergara. Assente anche Lukaku, che continua la terapia in Belgio, anche se resta viva la speranza di un ritorno per le ultime partite di campionato.

Antonio Conte ha lanciato un messaggio chiaro alla sua rosa: «Non c’è tempo da perdere dietro le questioni legate al futuro di Lukaku». L’obiettivo è focalizzarsi sulle otto partite che restano per provare un’incredibile rimonta sull’Inter. Il tecnico salentino ha sottolineato l’importanza di lavorare quotidianamente, mentalmente e fisicamente, per guadagnare ogni punto possibile nella parte finale di stagione.

Con un occhio al futuro, Conte sta pianificando la prossima annata con la consapevolezza che il Napoli dovrà gestire solo quattro assenze per i Mondiali americani: De Bruyne con il Belgio, Gilmour e McTominay con la Scozia e Olivera con l’Uruguay. Questo ridurrà il numero di giocatori impegnati all’estero, consentendo una preparazione più mirata e tranquilla.

Proprio in queste ore, il nome di Antonio Conte è stato accostato con insistenza alla guida della Nazionale italiana dopo la debacle azzurra in Bosnia, un’eventualità che potrebbe cambiare gli equilibri anche in ottica Napoli. Intanto, il presente si chiama campionato e il Napoli è pronto a lottare fino all’ultimo per un finale di stagione da protagonista.

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Milan: torna Bartesaghi, Athekame e Rabiot, chi manca?

Serie A

Il Milan torna a respirare l'aria di casa a Milanello con il ritorno di alcuni protagonisti di nuova linfa redenti dagli impegni internazionali. Nella giornata odierna, infatti, sono tornati ad allenarsi con il gruppo Davide Bartesaghi, Zachary Athekame e Adrien Rabiot, freschi di esperienze con le rispettive nazionali di Italia, Svizzera e Francia. L'atmosfera nel centro sportivo rossonero si prepara così a intensificarsi in vista degli appuntamenti decisivi che attendono la formazione di Massimiliano Allegri.

Non sono ancora rientrati, invece, i tre importanti elementi Christian Pulisic, Luka Modric e Pervis Estupinan, impegnati fino a ieri con le loro selezioni e attesi nel quartier generale di Carnago soltanto domani, pronti a integrarsi per il rush finale di stagione.

Il Milan sta quindi pianificando con cura la preparazione in vista dello scontro diretto di Serie A contro il Napoli, in calendario il prossimo 6 aprile. Un match fondamentale che potrebbe incidere sensibilmente sulle gerarchie della zona alta della classifica e per cui la squadra di Allegri vuole presentarsi nella miglior condizione possibile. Il tecnico livornese, che continua a lavorare con intensità, punta a ritrovare tutta la rosa al completo per mettere in campo la miglior versione possibile dei suoi uomini.

Il Napoli, guidato da Antonio Conte, rappresenta infatti un banco di prova cruciale. Dopo un avvio di stagione segnato da grandi ambizioni e vari alti e bassi, la compagine partenopea è determinata a confermarsi protagonista in campionato, agganciandosi ai grandi club della Serie A. Il duello atteso tra i rossoneri di Allegri e i partenopei di Conte promette spettacolo e sarà decisivo per le aspirazioni europee di entrambe le formazioni.

L'importanza di avere a disposizione giocatori chiave come Rabiot e Pulisic non sfugge alla dirigenza milanista, che guarda con fiducia alla prossima partita contro il Napoli. La squadra vuole ritrovare mordente e compattezza, elementi fondamentali per la riuscita del progetto targato Allegri in questa stagione.

Così, Milanello si anima tra ritorni eccellenti e attesa per gli ultimi rientri, con l’intero ambiente rossonero concentrato su un appuntamento che potrebbe lasciare un segno indelebile sulla lotta per il vertice della Serie A.

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FIGC, riunione straordinaria alle 14 | Fabregas nel mirino City

Roma, riunione d’urgenza alla FIGC: Gravina e i presidenti delle Leghe si preparano al faccia a faccia

È ufficialmente iniziata la giornata di confronto a Roma all’interno della sede della FIGC, dove sta per prendere il via una riunione urgente che vedrà protagonisti tutte le componenti principali del calcio italiano. Il primo a presentarsi nelle moderne stanze federali è stato il presidente Gabriele Gravina, arrivato in tarda mattinata, in attesa dell’arrivo degli altri membri del Consiglio federale, convocati per le 14:30. Si tratta di un appuntamento preliminare, una sorta di confronto informale in vista del Consiglio vero e proprio che si terrà soltanto dopo le festività pasquali.

Con Gravina, sono attesi al tavolo le più alte cariche delle Leghe nazionali: Ezio Simonelli per la Lega Serie A, Paolo Bedin per la Lega Serie B, Matteo Marani per la Lega Serie C e Giancarlo Abete per la Lega Nazionale Dilettanti. Non mancheranno inoltre i rappresentanti delle principali associazioni di categoria: Renzo Ulivieri per l’Assoallenatori e Umberto Calcagno per l’Associazione Italiana Calciatori. Tutti soggetti che, con diritto di voto, potranno incidere sulle decisioni cruciali riguardanti la prossima elezione del presidente federale.

Napoli-Lukaku, tensione da sciogliere: si lavora a un confronto a Castel Volturno

Si mantengono calde le vicende legate a Romelu Lukaku, attaccante del Napoli che non è rientrato nella città partenopea dopo la ‘sconvocazione’ da parte del Belgio nelle ultime settimane. Il clima teso dopo la settimana complicata ha spinto il direttore sportivo azzurro, Giovanni Manna, a intensificare i contatti con Federico Pastorello, agente del giocatore. I colloqui sono finalizzati a trovare una soluzione che possa riportare serenità all’interno dello spogliatoio e della società.

Il centravanti ha ovviamente consegnato tutta la documentazione richiesta e gli aggiornamenti sono costanti. L’obiettivo è mettere a punto un incontro a Castel Volturno, quartier generale del Napoli, che dovrebbe svolgersi nella seconda parte della prossima settimana, verosimilmente dopo la delicata sfida che gli azzurri giocheranno contro il Milan. Quel momento sarà decisivo per iniziare un dialogo diretto, ricucire lo strappo e chiarire quanto accaduto nelle ultime ore. La società ha necessità di fare chiarezza e creare le condizioni di massima collaborazione fra tutte le parti in causa.

Manchester City, si guarda al dopo Guardiola: tre nomi caldi in lista

Intanto, sul fronte internazionale, il Manchester City è già al lavoro per programmare l’inevitabile avvicendamento in panchina che potrebbe concretizzarsi al termine della stagione 2025/26. Il contratto di Pep Guardiola, l’uomo che ha portato i Citizens ai vertici dell’Inghilterra e dell’Europa, è in scadenza e ci si muove su una rosa ristretta di candidati ritenuti ideali per raccogliere l’eredità dello spagnolo.

Secondo fonti vicine al club inglese, i principali nomi sul tavolo sono quelli di Xabi Alonso, ex centrocampista di altissimo livello ora impegnato nella carriera da allenatore, Enzo Maresca, già collaboratore di Guardiola e attualmente tecnico di valore emergente, e infine Cesc Fàbregas, che guida il Como e rappresenta un profilo giovane ma con un forte legame diretto o indiretto con il pensiero tattico del Manchester City. Questa strategia vuole garantire continuità filosofica e tecnica dopo un decennio di dominio incontrastato in Premier League e in Europa, puntando su figure che possano mantenere saldi i principi innovativi impiantati dal tecnico catalano.

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Italia, Gattuso e Buffon in bilico: l’eredità di Ringhio

Il futuro della Nazionale italiana di calcio rimane avvolto in un’incertezza profonda, strettamente legata alle scelte che la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) dovrà prendere nei prossimi mesi. Gennaro Gattuso, allenatore che dopo la delusione per l’esclusione dal Mondiale aveva valutato l’addio al ruolo di commissario tecnico, ha momentaneamente congelato ogni decisione. È stato infatti lo stesso presidente federale Gabriele Gravina, nella notte di Zenica, a chiedergli di rimanere alla guida della squadra azzurra, invitandolo a riflettere senza fretta. Una posizione condivisa anche da una figura simbolo come Gianluigi Buffon, oggi punto di riferimento nel Club Italia, che ha deciso di non agire d’impulso e di supportare la Federazione nell’attesa di una chiara e definitiva linea tecnica e societaria.

In questo contesto, Gattuso ha scelto il silenzio e una forma di rispetto istituzionale, mettendo in secondo piano il proprio destino personale rispetto alle sorti generali della Nazionale. Tuttavia, come riportato dal Corriere dello Sport, le possibilità di una sua permanenza non sono così concrete. L’ex allenatore del Napoli, attualmente sotto contratto, avrebbe infatti bisogno di sentirsi pienamente sostenuto, senza la percezione di essere un allenatore “di transizione” o temporaneamente tollerato. Questo aspetto rappresenta un nodo cruciale per proseguire serenamente nel progetto tecnico con la maglia azzurra.

Analogo discorso vale per Gianluigi Buffon, il cui ruolo nel Club Italia è strettamente legato agli equilibri della governance federale: un eventuale cambio ai vertici della FIGC probabilmente porterebbe a un rinnovamento anche sul fronte tecnico, con un nuovo commissario tecnico e una revisione completa della struttura dirigenziale costruita negli ultimi anni.

Nonostante l’amara esclusione dal Mondiale, Gattuso ha lasciato un’impronta importante nel lavoro con la Nazionale. In pochi mesi, infatti, ha provato a reinventare il ruolo del ct, puntando molto sulla dimensione umana e sui rapporti personali con i giocatori. La sua idea di “Nazionale diffusa” si è concretizzata in un costante monitoraggio di un gruppo allargato, con un contatto quotidiano mantenuto anche a distanza.

Questo modello di gestione, improntato sulla vicinanza e sull’attenzione continua, ha rappresentato un tentativo significativo di rinvigorire una squadra azzurra ferita e in fase di ricostruzione. Adesso, il futuro passa dalla FIGC e dai cambiamenti che verranno decisi, ma in attesa di una svolta definitiva, Gattuso e Buffon hanno scelto una linea di prudenza e responsabilità, consapevoli che la Nazionale debba ripartire da basi solide e condivise.

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mercoledì 1 aprile 2026

Inter, l'impatto Mondiale e ora la Roma con Lautaro in più

Il fragoroso crollo dell’Italia in Bosnia lascia il segno anche sul futuro prossimo dell’Inter, chiamata a ricompattarsi dopo una sosta complicata dal punto di vista emotivo e tecnico. Nel ciclo di partite della Nazionale che si è appena concluso, infatti, tutti i nerazzurri convocati sono finiti sotto accusa: da Dimarco a Bastoni, passando per Pio Esposito e, seppur in misura minore, Barella e Frattesi. Un bilancio difficile per i calciatori dell’Inter, alle prese con critiche più o meno dure per le proprie prestazioni.

Tra i protagonisti più discussi c’è Federico Dimarco, finito nell’occhio del ciclone per un video che lo ritrae, insieme ad altri compagni, mentre esulta al passaggio del turno del gruppo capitanato da Dzeko. Un gesto che ha acceso ulteriori polemiche dopo la prematura eliminazione degli Azzurri. Alessandro Bastoni invece è stato determinante per l’esito drammatico della partita: la sua espulsione dopo pochi minuti ha costretto l’Italia a giocare quasi tutta la partita in inferiorità numerica. Infine, Pio Esposito, giovane promessa, porta con sé il peso dell’errore dal dischetto che ha sancito la sconfitta. Un episodio che, purtroppo, può segnare negativamente la crescita di un ragazzo che finora aveva mostrato ottime prospettive.

In casa Inter si guarda però avanti, perché il calendario chiama appuntamenti di vitale importanza in chiave scudetto. Domenica di Pasqua, San Siro sarà teatro di un match cruciale contro la Roma, squadra anch’essa molto motivata nella corsa a un posto in Champions League. Nel frattempo, Napoli e Milan si daranno battaglia nello scontro diretto al Maradona, e i nerazzurri non possono permettersi passi falsi se vogliono restare in vetta. Cristian Chivu, tecnico ad interim, è consapevole dell’importanza di questo delicatissimo momento: a otto giornate dal termine la classifica è ancora aperta e ogni punto vale più di tre.

Oggi, negli allenamenti alla Pinetina, la squadra si ritroverà al completo e proverà a superare il carico di delusione accumulato durante la sosta. Una buona notizia arriva dal fronte infortuni: Lautaro Martinez è rientrato in gruppo e punta direttamente alla partita contro la Roma, dove potrà affiancare Marcus Thuram in attacco. Nonostante l’argentino sia ancora lontano dal miglior ritmo partita, la sua presenza rappresenta un’arma fondamentale per una formazione che ha assoluto bisogno di vincere per non perdere terreno nella corsa allo scudetto.

Le attenzioni, tuttavia, dovranno concentrarsi anche sul centrocampo nerazzurro, dove Piotr Zielinski è reduce dall’amarezza della mancata qualificazione mondiale, mentre Hakan Calhanoglu sta accusando un certo affaticamento dopo le fatiche con la Turchia. Chivu dovrà quindi fare un lavoro di pazienza e motivazione per recuperare le energie di una rosa provata da vicende internazionali e da un momento di forma altalenante.

Il futuro dell’Inter nelle prossime settimane dipenderà dalla capacità di trasformare la delusione in rabbia agonistica. Solo così sarà possibile evitare che quanto accaduto con la Nazionale si trasformi in un effetto domino devastante anche in campionato. Il tecnico nerazzurro dovrà guidare il gruppo con determinazione, per non perdere terreno nel duello al vertice contro Napoli e Milan, con la consapevolezza che ogni sfida da qui alla fine della stagione sarà decisiva.

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Serie A a 16 squadre: la proposta di ADL dopo il flop Mondiale

Cronaca Sportiva

Un nuovo modello per la Serie A, capace di rilanciare il calcio italiano. È questa la proposta avanzata da Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che torna a puntare decisa su una riforma drastica: ridurre il numero di squadre a 16 e garantire più tempo prezioso alle Nazionali per preparare le competizioni internazionali. Una soluzione che potrebbe spezzare la spirale di difficoltà in cui è entrato il nostro calcio, tra risultati altalenanti e un evidente calo di competitività a livello globale.

Il progetto prevede di tagliare ben 8 partite dal calendario della Serie A, un format che non è nuovo alla storia del campionato italiano. Infatti, la Serie A ha già vissuto due lunghi periodi con 16 partecipanti: dal 1934 al 1943 e dal 1967 al 1988. Questo format, secondo De Laurentiis, permetterebbe di alleggerire il calendario, dando maggiore respiro alle squadre e soprattutto alle Nazionali che spesso sono costrette a preparare i grandi appuntamenti in poco tempo tra le fatiche dei club.

Risalendo agli anni Sessanta, la riduzione delle squadre da 18 a 16 nel 1967 fu una risposta dura e immediata alle delusioni sportive vissute dal nostro calcio. Dopo la clamorosa eliminazione ai Mondiali del 1966 in Inghilterra, dove l’Italia di Edmondo Fabbri venne estromessa alla fase a gironi per mano della Corea del Nord, si decise di prendere provvedimenti drastici. La prima mossa fu la chiusura del campionato agli stranieri a partire dalla stagione 1966/67. Meno stranieri significava quindi meno qualità e meno competitività, e la conseguenza diretta fu la riduzione del numero delle squadre partecipanti a 16.

Il bilancio in campo non fu però negativo come si temeva. Si iniziò la ripresa con il trionfo europeo del 1968 e la storica finale mondiale persa in Messico nel 1970 contro il Brasile. Gli anni Settanta portarono ad altre soddisfazioni: il quarto posto ai Mondiali in Argentina nel 1978, prima del capolavoro mondiale nel 1982. È significativo sottolineare che nel frattempo, dal 1970, gli stranieri tornarono nel campionato italiano, contribuendo a innalzare ulteriormente il livello tecnico delle squadre.

Si arrivò così alla fine degli anni Ottanta con un movimento in crescita; l’ultimo campionato a 16 squadre fu la stagione 1987/88, quella in cui il Milan di Arrigo Sacchi – oggi ottantenne – dominò la scena conquistando il suo 11° scudetto, riuscendo a battere il Napoli di Diego Maradona in una rimonta che ancora oggi viene ricordata come una delle più emozionanti della storia del calcio italiano. Da quella stagione in poi, la Serie A tornò a gradualmente espandersi prima a 18 e poi all'attuale formato a 20 squadre dal 2004, formato che molti oggi mettono in discussione alla luce delle nuove sfide sportive e organizzative.

La proposta di De Laurentiis, pertanto, si inserisce in un solco storico ben preciso, che ha già mostrato come un sistema a 16 squadre possa non solo migliorare la qualità tecnica, ma anche aiutare la Nazionale, in particolar modo in vista dei prossimi Europei e Mondiali. In un calcio italiano alla ricerca di una nuova identità e competitività, soprattutto dopo stagioni in cui la Serie A ha faticato a imporsi nelle coppe europee e ha visto diminuire il proprio prestigio internazionale, questa potrebbe essere la svolta.

Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli, è da tempo focalizzato su un lavoro di alto livello che ha permesso ai partenopei di tornare a lottare al vertice della Serie A, dimostrando che squadre italiane competitive su tutti i fronti sono ancora possibili. Un calcio più snello e competitivo, con più spazio alle Nazionali e meno partite estenuanti, sarebbe d’aiuto anche ai club come il Napoli, che mirano a un equilibrio tra successo nazionale e ambizione europea.

L'idea di tornare a una Serie A a 16 squadre, quindi, non rappresenta solo un ritorno al passato, ma un possibile modello per costruire un futuro più solido e vincente per il calcio italiano.

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Calciomercato 1° aprile: indiscrezioni e trattative in corso

Giornata intensa di aggiornamenti sul calciomercato in Serie A. Tra conferme, trattative e retroscena, ecco il quadro completo delle principali squadre italiane, con focus su Inter, Juventus, Napoli, Milan, Roma, Bologna, Lazio, Torino e Genoa.

INTER

L’Inter ha davanti a sé gli ultimi mesi di una stagione cruciale, con la corsa allo scudetto ancora aperta. La posizione di Yann Sommer tra i pali nerazzurri rimane però in dubbio. Il portiere svizzero, importante protagonista in questa annata, è in scadenza il 30 giugno e ancora non sono giunti segnali di un rinnovo contrattuale. Statisticamente Sommer ha mostrato numeri di livello: 18 clean sheet in 38 presenze, 35 reti subite, una media di 0,9 gol a partita e una percentuale di parate superiore al 70%. Adesso la decisione sul suo futuro appare sospesa, anche se la società ha già sondato piste alternative come Marco Carnesecchi e Guglielmo Vicario. Al portiere svetta la scelta di restare come secondo o di chiudere l’esperienza nerazzurra come titolare.

In difesa, invece, pesa la stagione deludente di Alessandro Bastoni. Il difensore è stato uno dei protagonisti negativi della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, con il cartellino rosso rimediato a Zenica contro la Bosnia che ha lasciato il segno. L’errore si aggiunge a un periodo tormentato iniziato con la simulazione in Inter-Juventus dello scorso febbraio e proseguito con fischi e contestazioni subite anche in trasferta. Bastoni, 24 anni, ha un futuro già segnato: a fine stagione lascerà i nerazzurri per trasferirsi al Barcellona dove ha già un accordo. La sua avventura in Serie A sembra al capolinea, mentre si attendono risposte dal suo prosieguo all’estero.

JUVENTUS

Tra i bianconeri, Gleison Bremer resta un pilastro insostituibile per il tecnico Luciano Spalletti, ma anche un possibile obiettivo di mercato estivo. Il difensore brasiliano ha un contratto fino al 2029 con una clausola rescissoria di 54 milioni di euro, cifra inserita proprio per eventuali offerte dalla Premier League, con il Liverpool in prima fila tra gli interessati. Sebbene abbia ormai raggiunto i 29 anni, la Juventus punta a costruire la difesa attorno a lui, magari affiancandogli un valore aggiunto come Antonio Rüdiger. Tuttavia, in caso di proposta congrua la società non potrà opporsi.

Altro nodo importante è il futuro di Dusan Vlahovic: l’attaccante serbo, tornato a disposizione di Spalletti dopo un lungo infortunio, è in scadenza a giugno e il rischio addio a parametro zero resta alto. La Juventus vuole proseguire il rapporto, ma a condizioni economiche più sostenibili, con Vlahovic che potrebbe accettare un taglio dello stipendio dagli attuali 12 milioni a una base intorno a 6 milioni più bonus. I prossimi incontri tra dirigenza e agenti chiariranno la direzione da prendere.

In ottica esterni, la Juventus si prepara a una vera rivoluzione sulle corsie laterali. La stagione ha spesso evidenziato criticità che hanno spinto i bianconeri a monitorare vari profili. Tra i possibili acquisti low cost spiccano Raphael Guerreiro, in uscita dal Bayern Monaco a parametro zero, seguito da vicino per il possibile ingaggio con un’offerta di circa 3 milioni di euro netti stagionali, e Zeki Celik, terzino turco in uscita dalla Roma dopo il mancato rinnovo. La Juventus valuta anche giovani talenti come Brooke Norton-Cuffy del Genoa e altri profili come Lorenz Assignon dello Stoccarda e Kiliann Sildillia del PSV Eindhoven.

NAPOLI

Il futuro di Romelu Lukaku è uno dei temi più caldi in casa Napoli. Una stagione segnata da infortuni e problemi fisici ha limitato il belga a soli 64 minuti giocati negli ultimi dieci mesi, a cui si aggiunge la recente mancata presenza agli allenamenti convocati da Antonio Conte. Il club è determinato a fare chiarezza sul suo impiego da qui a fine stagione. Nonostante le difficoltà, Lukaku continua a suscitare interesse internazionale, con ipotesi di trasferimento in Turchia, Arabia Saudita e la possibilità di un ritorno al Belgio, all’Anderlecht. De Laurentiis, però, non intende procedere a una risoluzione onerosa del contratto, preferendo una cessione che eviti minusvalenze e garantisca un ritorno economico. Nei prossimi mesi Napoli deciderà con fermezza le sorti dell’attaccante per programmare il futuro.

MILAN

Il Milan si muove con decisione sul mercato in vista della stagione 2024/25. Primo obiettivo è Mario Gila, difensore della Lazio e richiesta esplicita del tecnico Massimiliano Allegri. Gila ha un anno di contratto e il Diavolo punta a ridurre le richieste del presidente Lotito, al momento superiori a 20 milioni di euro, per assicurarsi quella che appare come la pedina ideale per rinforzare la retroguardia, dove già figurano Gabbia, Tomori, De Winter e Pavlovic. Da parte del giocatore, qualche segnale di disponibilità a trasferirsi a Milano viene dai suoi ambienti.

Parallelamente, si lavora su colpi low cost e a parametro zero, con Leon Goretzka in cima alla lista. Il centrocampista tedesco del Bayern Monaco, in scadenza a giugno, è considerato un rinforzo ideale da Allegri sia per qualità tecniche che caratteriali. In parallelo, il giovane montenegrino Andrej Kostic ha già sostenuto le visite mediche, per un innesto pronto da subito.

ROMA

Alla Roma resta aperto il futuro di Mile Svilar, portiere che in questa stagione ha collezionato 40 presenze con 16 clean sheet e una percentuale di parate prossima al 76%. La società riflette sul da farsi, in un contesto che richiede anche di effettuare una cessione importante entro giugno per fare cassa. La valutazione su Svilar è alta, ma si considererà un addio solo in presenza di offerte adeguate. La concentrazione, tuttavia, resta piena sulla fase finale di stagione e sull’obiettivo Champions League in una lotta serrata con Como e Juventus.

BOLOGNA

Il Bologna non sembra intenzionato a puntare su João Mário a mercato aperto, data la complessità economica legata all’ingaggio e al costo del cartellino, pagato circa 15 milioni dalla Juventus. Tuttavia, rimane possibile un prolungamento del prestito concordato con i bianconeri per la prossima stagione. Anche Emil Holm, al rientro dall’infortunio, dovrà dimostrare tutto il suo valore per convincere la Juventus a trattenerlo in Emilia, magari attraverso formule particolari di contratto e prestito.

LAZIO

Claudio Lotito concentra i primi rinforzi sulla difesa. In arrivo a parametro zero, dopo i continui contatti, è il difensore portoghese Diogo Leite, reduce da uno stiramento e pronto a stabilizzarsi come secondo acquisto dopo Alfonso Pedraza dal Villarreal, anch’egli a zero. Inoltre, la società biancoceleste si è inserita nella corsa per il giovane difensore argentino Lautaro Rivero, classe 2003, un talento seguito con interesse e valutato circa 10 milioni di euro nonostante una clausola rescissoria molto alta da 100 milioni.

TORINO

Il Torino punta a costruire la prossima stagione attorno a Giovanni Simeone, che si è guadagnato fiducia e ruolo da protagonista dopo l’arrivo nella scorsa estate. L’obbligo di riscatto scattato a febbraio dal Napoli ha reso ufficiale il trasferimento a titolo definitivo, ma il club è aperto a valutare eventuali offerte di mercato, tra cui quella del River Plate, che vorrebbe riportare l’attaccante in Argentina. Per evitare cessioni, il Torino intende far sentire Simeone centrale e insostituibile nel progetto tecnico condiviso dall’allenatore Roberto D’Aversa e dalla dirigenza.

GENOA

L’arrivo di Daniele De Rossi alla guida del Genoa ha portato una nuova linfa nella squadra e modificato le strategie di mercato. Tra i pilastri da blindare ci sono Ruslan Malinovskyi, che ritrova posto dopo una stagione difficile e per il quale si tratta un rinnovo biennale, e altri elementi chiave come Caleb Ekuban e Stefano Sabelli con prolungamenti contrattuali fino al 2028. Il brasiliano Junior Messias, pur quasi 35enne, sarà confermato per almeno un altro anno. Nel ruolo di portiere, il Genoa punta a trattenere l’ottimo Justin Bijlow fino al 2029, allontanando così il ritorno di Mattia Perin. Resta da definire la posizione di Nicola Leali, potenziale dodicesimo di lusso, ma ancora da convincere.

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