mercoledì 22 aprile 2026

Roma accelera per Alajbegovic: Massara incontra il padre-agente

La Roma non molla la presa su Kerim Alajbegovic, giovane promessa del calcio europeo seguita con grande interesse da diversi club di Serie A. L’ultima voce arrivata dalla Capitale, riportata da Corriere dello Sport, parla di un incontro molto importante tra il direttore sportivo giallorosso Frederic Massara e l’entourage del classe 2005, rappresentato dal papà e agente Semin.

In un clima di trattativa caldo, a fare da ponte tra le parti è stato, in modo decisivo, Miralem Pjanic. L’ex centrocampista della Roma, che conosce la città e l’ambiente Trigoria alla perfezione dopo le sue esperienze con la maglia giallorossa, ha accompagnato Semin nel capoluogo, contribuendo a stemperare ogni dubbio e a mostrare le potenzialità sportive e umane della società capitolina.

Roma cerca così di anticipare la concorrenza di Napoli e Milan, anch’essi molto interessati al giovane esterno. I primi contatti tra le parti risalgono ormai a fine marzo, e la trattativa è in pieno movimento. Secondo quanto trapela, il club di Trigoria potrebbe aver già aperto le porte del proprio centro sportivo al papà del giocatore, un segnale chiaro della volontà di far sentire Alajbegovic parte integrante del progetto sin da subito.

L’intesa economica appare alla portata: l’ingaggio proposto non supera il milione di euro annuo, una cifra sostenibile per le casse romaniste, soprattutto considerando un piano di crescita salariale graduale che prevede bonus legati alla performance e al raggiungimento di determinati obiettivi. Tuttavia, il vero scoglio rimane il prezzo del cartellino, che oscilla tra i 25 e i 30 milioni di euro, con la possibilità di un incremento qualora la disputa con Napoli e Milan si surriscaldi.

Sul fronte societario, i Friedkin hanno già dato il via libera all’operazione, inserendo l’investimento tra quelle operazioni strategiche da perseguire per costruire un futuro solido e competitivo. La proprietà punta infatti a rafforzare la rosa con giovani di talento, pronti a crescere nel contesto giallorosso e a diventare protagonisti in Serie A e nelle competizioni europee.

Spettatrice interessata, la società di Aurelio De Laurentiis, con Antonio Conte alla guida tecnica del Napoli, segue con attenzione ogni mossa. Il club partenopeo è infatti pronto a sfidare la Roma e il Milan per aggiudicarsi un giovane di prospettiva, rendendo questa trattativa una delle più calde e affascinanti del calciomercato estivo. La corsa a Kerim Alajbegovic sembra appena iniziata, e nei prossimi giorni potrebbero arrivare importanti novità su quello che potrebbe essere uno dei colpi chiave per il futuro di almeno tre grandi squadre italiane.

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martedì 21 aprile 2026

Lazio: dubbi di Sarri tra acciacchi e Napoli protagonista

In casa Lazio, la vigilia della delicata trasferta di Bergamo contro l’Atalanta si tinge di incertezze, ma anche di determinazione. Maurizio Sarri, presente in conferenza stampa, ha mostrato un atteggiamento prudente ma fiducioso, cercando di stemperare la pressione che grava sulla squadra. "A me una singola partita non farà cambiare il giudizio sulla stagione", ha dichiarato il tecnico biancoceleste. Un messaggio volto a spostare l’attenzione da un solo risultato, pur consapevole che la sfida di questa sera può diventare uno snodo cruciale per la parte finale della stagione capitolina.

La Lazio arriva a Bergamo con il desiderio di ripetere il successo ottenuto lo scorso anno, quando a decidere fu un gol di Isaksen su assist di Dele-Bashiru. Due nomi che tornano a essere protagonisti, così come molti altri giocatori che oggi si contendono una maglia da titolare. Sarri ha ampiamente sottolineato le difficoltà nel definire la formazione: “Buttare giù la formazione in queste condizioni è difficile, ci sono almeno 4-5 giocatori acciaccati e deciderò solo all’ultimo momento”.

Le scelte e i dubbi di Sarri: il recupero di Marusic e il ballottaggio in mezzo al campo

La buona notizia per la Lazio è il recupero di Adam Marusic, che ha svolto lavoro con il gruppo nella giornata di ieri ed è regolarmente partito con la squadra alla volta di Bergamo. La decisione finale su una sua possibile presenza dal primo minuto sarà presa durante la rifinitura mattutina. Se Marusic dovesse essere disponibile, sarà certo un elemento importante nel consueto quartetto difensivo biancoceleste.

Il reparto arretrato dovrebbe vedere come centrali Giorgio Scalvini e Alessio Romagnoli, mentre a sinistra confermato Hysaj, anch’egli in fase difensiva da grande solidità, davanti al portiere Motta. Per il giovane estremo difensore si tratterà di un debutto assoluto in Coppa Italia, in un momento in cui la Lazio ha dimostrato grande affidabilità con appena tre reti subite in sei partite di Serie A.

In mediana, Sarri ha fissato due certezze: Taylor e Cataldi. Il vero dilemma riguarda il terzo: da una parte Basic, galvanizzato dalla rete siglata nel match contro il Napoli e deciso a conquistare la conferma, dall’altra Dele-Bashiru, il cui slancio e capacità di creare pericoli sono stati spesso fonte di problemi per l’Atalanta. La battaglia è serrata, ma al momento leggermente favorito è il nigeriano.

In attacco l’unico certo del posto è Mattia Zaccagni, elemento chiave nella manovra laziale e fonte di qualità e imprevedibilità. Sulla fascia destra è invece lotta tra Cancellieri e Isaksen, con il primo che appare leggermente favorito, come ammesso dallo stesso Sarri durante la conferenza. Al centro dell’attacco, invece, il recupero di Simeon Noslin, il quale arriva da una prestazione convincente a Napoli e potrebbe meritare la conferma, anche se Maldini è pienamente ristabilito.

Per la Lazio dunque è un momento estremamente delicato, ma anche una tappa decisiva verso la possibile qualificazione alla finale di Coppa Italia che si giocherà il 13 maggio all’Olimpico contro l’Inter di Antonio Conte. Prima di pensare a quel grande appuntamento, però, bisogna superare l’ostacolo Atalanta, un Banco di prova sempre impegnativo ma non insormontabile, come dimostrato proprio nell’ultimo precedente in campionato.

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Chivu, verso il double con l’Inter: “Mou? Volete i titoli”

Cristian Chivu si appresta a scrivere una nuova pagina storica dell’Inter, questa volta da allenatore, dopo aver già lasciato il segno come calciatore. La clamorosa rimonta contro il Como, decisiva per l’accesso alla finale di Coppa Italia, ha rafforzato la posizione del tecnico nerazzurro, che ora è a un passo dal conquistare lo scudetto con la squadra meneghina, un traguardo che potrebbe festeggiare già nella prossima giornata di Serie A under Antonio Conte. Il 13 maggio, a pochi giorni dal termine della stagione, Chivu si preparerà così a giocare l’atto conclusivo della Coppa Italia probabilmente da campione d’Italia, consolidando un cammino che ha già vissuto da protagonista durante l’epopea del Triplete sul campo.

Se riuscisse a centrare questo risultato, Cristian Chivu diventerebbe soltanto il secondo allenatore nella storia dell’Inter a conquistare lo scudetto dopo il suo “maestro” José Mourinho, che ha segnato un’era vincente nel club nerazzurro. Un fil rouge importante che lega due figure emblematiche dell’Inter, in un percorso che unisce classe e una profonda conoscenza della società.

L’esclusività di questo traguardo si amplia lievemente se si considerano gli allenatori di tutta la Serie A ad aver scritto pagine memorabili vincendo lo scudetto sia come calciatori sia poi in panchina. Nomi di assoluto prestigio come Massimiliano Allegri – che con la Juventus ha trionfato per quattro volte – svettano su tutti, ma nella ristretta élite rientrano anche Sven-Göran Eriksson (Lazio), Marcello Lippi e Carlo Parola (Juventus), Antonio Janni (col Grande Torino) e Ottavio Bianchi, celebre per il suo successo con il Napoli ai tempi di Diego Maradona.

Il paragone con il “Special One” Mourinho, inevitabile vista la storia condivisa in nerazzurro, è stato affrontato da Chivu nel post partita a caldo su Canale 5 con la giusta umiltà: «Lo dite perché a voi piacciono i titoli, ma a me no. Io metto il cuore e la passione per la squadra che alleno. A me interessa poco, sto cercando di fare il mio lavoro al meglio per ripagare la fiducia di chi ha creduto a me e portare a casa qualche obiettivo».

Parole che ben rappresentano la filosofia di un tecnico determinato a costruire il successo con lavoro e dedizione, in un percorso che può portare l’Inter a tornare protagonista negli annali del calcio italiano. Antonio Conte, alla guida del Napoli, rappresenta oggi la principale antagonista nel campionato, ma la rimonta dell’Inter e la solidità mostrata sin qui fanno ben sperare i tifosi nerazzurri per un finale di stagione da urlo. E Cristian Chivu, da parte sua, è pronto a confermare che la sua storia con l’Inter è lontana dall’essere solo un ricordo da giocatore.

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Calciomercato 21 aprile: indiscrezioni, trattative e retroscena

IL PISA CAMBIA DIREZIONE SPORTIVA, IL NAPOLI HA CONVERSATO CON MARESCA PER IL POST-CONTE. JUVENTUS AL LAVORO SU BERNARDO SILVA E KOLO MUANI, BASTONI VISTO COME PRIORITÀ DAL BARCELLONA

ATALANTA
La corsa per Ederson si sta infiammando. Sul centrocampista brasiliano l’Atalanta ha visto concretizzarsi un duello a tre: Atlético Madrid, Manchester United e Inter. La richiesta bergamasca si attesta tra i 45 e i 50 milioni di euro, cifra elevata ma giustificata dal valore del giocatore e dal contratto in scadenza nel 2027. L’Atlético ha un accordo di massima con Ederson e vorrebbe inserirlo in un’altra operazione con Ademola Lookman, mentre il Manchester United si è mosso con decisione, spinto dalla necessità di sostituire Casemiro. L’Inter osserva attentamente la situazione, valutando anche gli sviluppi legati a Zielinski, Diouf e Sucic, e il possibile rinnovo di Calhanoglu. La sensazione è che Ederson lascerà Bergamo, ma potrebbe esserci uno sconto fino a 40 milioni tra parte fissa e bonus. Al momento l’Atletico sembra leggermente favorito, anche grazie agli ottimi rapporti con l’Atalanta maturati negli ultimi anni, tra operazioni come Raspadori e Ruggeri.

Intanto il Besiktas desidera confermare El Bilal Touré, attaccante maliano in prestito dall’Atalanta con diritto di riscatto diventante obbligo al raggiungimento di 15 gol stagionali. Al momento Touré ne ha segnati solo 6 a causa anche di qualche problema fisico, quindi la condizione per il riscatto è lontana, ma i bianconeri turchi lavorano per mantenerlo a prezzo scontato rispetto ai 15 milioni previsti nell’accordo iniziale. L’Atalanta lo ha a bilancio per oltre 11 milioni.

BOLOGNA
Le dichiarazioni di Vincenzo Italiano hanno acceso il dibattito: la stagione, a suo dire, è “finita tra virgolette”. Il calendario delle ultime giornate non offre tregua, con sfide contro Roma, Cagliari, Napoli, Atalanta e Inter, e la zona Europa League con l’ottavo posto ancora in bilico. I dati più preoccupanti emergono dagli ultimi match, in particolare la sfida con la Juventus dove il Bologna non ha registrato neppure un tiro nello specchio, un evento raro e preoccupante. L’allenatore è sotto pressione, con il futuro ancora aperto nonostante il contratto in essere. La dirigenza invita a valutare il percorso complessivo che ha sovraperformato rispetto al valore della rosa negli ultimi anni, ma il confronto tra società e tecnico sarà inevitabile per pianificare la prossima stagione.

GENOA
Il Genoa rischia di perdere un pezzo importante, con il Trabzonspor in trattativa avanzata per Ruslan Malinovskyi. Il fantasista ucraino, in scadenza a giugno, potrebbe proseguire la carriera in Turchia con un contratto triennale offerto dal club attualmente terzo in Super Lig.

INTER
Il profilo di Alessandro Bastoni è diventato un obiettivo prioritario per il Barcellona. La trattenuta dell’Inter non sembra eccessivamente ferma, e il club nerazzurro potrebbe monetizzare intorno ai 50-55 milioni di euro dalla cessione del difensore. Parallelamente, l’Inter valuta se potenziare il centrocampo: Ederson dell’Atalanta è in cima alla lista dei desideri. Con i probabili rinnovi di Mkhitaryan, Calhanoglu e Barella, qualche elemento potrebbe partire, e fra questi spicca Andy Diouf, arrivato la scorsa estate dal Lens per circa 20 milioni. Dopo un periodo di adattamento l’Inter valuta la possibilità di cederlo, anche in prestito per mantenere il controllo su un giocatore giovane e promettente. Un’offerta vicino ai 20 milioni sarebbe comunque attentamente considerata.

JUVENTUS
Dusan Vlahovic resta un nome sul taccuino bianconero, ma in posizione di secondo piano rispetto a Julian Alvarez dell’Atlético Madrid. Il serbo, in scadenza di contratto con la Juventus e con negoziazioni di rinnovo che non hanno prodotto accordi, potrebbe lasciare la Serie A, facendo spazio ad un attaccante esterno di prim’ordine. Nel frattempo, la Juventus segue con attenzione Randal Kolo Muani, attaccante francese che ha attirato interesse da parte del Liverpool, pronto a scatenare un’asta proprio mentre i bianconeri considerano Muani un tassello fondamentale per l’attacco. Il costo del cartellino si aggira attorno ai 35 milioni di euro, cifra che potrebbe permettere alla Juventus un inserimento importante, anche in caso di una possibile retrocessione del Tottenham. L’operazione sarebbe funzionale a un eventuale scambio di attaccanti, data la ricerca di alternative da parte del PSG. I Reds, dal canto loro, hanno fretta nel sostituire Mohamed Salah e l’infortunio di Ekitike rafforza questa urgenza.

Bernardo Silva si è trasformato in uno dei parametri zero più ambiti del mercato mondiale. Dopo una lunga esperienza di 9 anni in Premier League con il Manchester City, il portoghese ha manifestato l’intenzione di affrontare una nuova sfida. In questo contesto la Juventus è entrata in gioco con un’offerta potenziale da triplo contratto, soprattutto se riuscirà a centrare la qualificazione alla prossima Champions League. Tuttavia, la concorrenza è agguerrita: dal Benfica, che sogna di riportare Silva in patria, al Barcellona in cerca di un progetto tecnico convincente. Più complessi e “esotici” invece i contendenti turchi, con Galatasaray e Fenerbahce in primissimo piano, soprattutto quest’ultimo con la volontà di garantire un ruolo da protagonista e una generosa offerta economica. Le sirene dal Medio Oriente con offerte faraoniche non mancano, attratte da un giocatore di elevata qualità e carisma.

NAPOLI
Sul versante Napoli, il presente è sotto la guida di Antonio Conte, ma già si pensa al futuro. Negli ultimi giorni, il club partenopeo ha avviato un dialogo con Enzo Maresca, potenziale candidato a prendere il posto del tecnico leccese. La situazione è legata soprattutto al futuro di Conte, che recentemente si è riservato ipotesi legate alla Nazionale. Il nodo principale rimane l’ingaggio: Conte, attualmente senza offerte concrete, non è convinto di un ritorno a Napoli a determinate condizioni economiche. Tuttavia, alla fine della stagione è previsto un confronto diretto con il presidente De Laurentiis, che chiederà garanzie di continuità rispetto alle scelte fatte un anno fa, accompagnate possibilmente da importanti investimenti per riportare il Napoli a competere seriamente per lo Scudetto. Resta incertezza sull’entusiasmo del patron a sostenere le spese necessarie. Enzo Maresca rimane un profilo interessante, ma dovrà vedersela con un’altra concorrente suggestiva: il Manchester City, che potrebbe puntare su Maresca nel caso di un addio di Pep Guardiola, sempre in bilico.

Altro capitolo di mercato partenopeo riguarda Romelu Lukaku: il futuro dell’attaccante belga appare ormai lontano da Napoli e la conclusione della Coppa del Mondo potrebbe segnare la definitiva separazione. Il Besiktas ha manifestato interesse e secondo fonti turche sarebbe pronto a presentare un’offerta concreta. La trattativa è complessa, non solo per l’ingaggio da 8 milioni di euro fino al 2027, ma anche per il delicato quadro fisico di Lukaku, che quest’anno ha collezionato solo sette presenze a causa di problemi fisici.

PARMA
Carlos Cuesta, tecnico del Parma, ha definito sé stesso come “internazionale”, riflettendo il percorso che l’ha portato da Spagna a Italia e Inghilterra e ora di nuovo in Serie A. Dopo aver guidato i ducali in una stagione contraddistinta dalla salvezza quasi scontata, il club sta ora riflettendo sul futuro del tecnico. Nonostante la durata contrattuale fino al 2027, il rendimento e lo stile di gioco, ritenuto troppo “all’italiana” e non pienamente soddisfacente, potrebbero spingere verso un cambiamento. Diverse valutazioni sono in corso in casa Parma e un possibile divorzio non è escluso. A fine stagione vi sarà un confronto decisivo tra le parti.

PISA
In vista di una quasi certa retrocessione dopo una stagione complessivamente negativa, il Pisa ha ufficializzato la separazione dal direttore sportivo Davide Vaira. Il club toscano, già proiettato alla risalita dalla Serie B, ha annunciato Leonardo Gabbanini come nuovo ds. Gabbanini vanta esperienze anche all’estero, con Watford, e in Italia con l’Udinese: sarà lui a guidare la nuova strategia di mercato del Pisa.

ROMA
La Roma guarda al futuro con decisione e ha scelto di puntare pienamente su Gian Piero Gasperini come allenatore, nonostante i recenti momenti di tensione. Dopo giorni di agitazione e spifferi su possibili cambi di guida, il presidente Dan Friedkin ha ribadito la fiducia al tecnico, considerandolo centrale nel progetto societario avviato un anno fa. Lo scenario interno resta comunque complicato per la presenza di Claudio Ranieri, figura di consulente distanziata da Gasperini sia a livello personale che professionale. I due non si confrontano da giorni e Ranieri ha lasciato aperta la porta a un suo possibile allontanamento, qualora non venisse più coinvolto nel progetto tecnico.

ALTRE NOTIZIE
Sul fronte internazionale, la Slovacchia saluta l’era di Francesco Calzona, il cui incarico da commissario tecnico è terminato dopo un ciclo quadriennale. Nonostante la Federazione avesse tentato di rinnovare il rapporto, Calzona ha scelto di rifiutare, guardando verso nuove sfide sia nel settore nazionale che nei club.
In Inghilterra, il Liverpool conferma la fiducia a mister Arne Slot nonostante una stagione sotto le aspettative, mentre il Lipsia fissa il prezzo di Yan Diomande a circa 100 milioni di euro, attirando gli interessi dei grandi club inglesi, Liverpool e Manchester United in primis, convinti che possa essere l’erede di Mohamed Salah.
Il Chelsea, invece, sembra aver perso la pazienza con Alejandro Garnacho, deciso a cedere il giovane esterno argentino a breve.
In Spagna, il Real Madrid affronta una crisi sportiva e societaria dopo un’altra stagione senza titoli importanti. Il futuro di Alvaro Arbeloa sulla panchina è in bilico e Mauricio Pochettino appare il favorito per la successione, con anche il delicato ruolo di Kylian Mbappé nella scelta del nuovo allenatore.
Sempre a Barcellona, si avvicina un incontro tra l’agente di Robert Lewandowski e il club catalano per discutere il rinnovo dell’attaccante, ma la trattativa è ancora tutta da definire.
In Germania, al Bayern Monaco si guarda con attenzione al futuro di Manuel Neuer, il cui contratto scade a giugno e non è stato ancora rinnovato. Il direttore sportivo Max Eberl ha dichiarato che si annunceranno novità a tempo debito, mentre si valuta la situazione di Michael Olise, giovane ala talentuosa finita nel mirino del Real Madrid.

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Reginaldo su Conte: "Non puntava all'Italia, resti a Napoli"

Il futuro di Antonio Conte alla guida del Napoli continua a essere un tema caldo, ma secondo Reginaldo, ex attaccante che ha avuto modo di essere allenato dallo stesso tecnico salentino, non è ancora il momento giusto per affrontare questo discorso. Intervenuto a Radio TuttoNapoli, Reginaldo ha espresso chiaramente la sua posizione: "Io dico la verità: se fossi il mister in questo momento non affronterei questo argomento perché ha ancora un altro anno di contratto con il Napoli".

Un messaggio netto, volto a sottolineare l’importanza di mantenere il focus sugli obiettivi stagionali e sul rapporto con la tifoseria partenopea. "Cercherei di dare tutto al Napoli e ripagare quello che ha dato il popolo napoletano, magari regalando anche una gioia in Champions League", ha aggiunto l’ex calciatore, rimarcando come l’impegno in Europa rappresenti un banco di prova fondamentale per Conte e la sua squadra.

Nel corso dell’intervista, Reginaldo ha anche toccato il delicato tema della gestione della Nazionale italiana, da sempre fonte di dibattito tra addetti ai lavori e tifosi. "La Nazionale va presa con le pinze, bisogna fare un lavoro di riforma e puntare di più su giocatori giovani come Pisilli e Casadei del Torino", ha detto, evidenziando la necessità di rilanciare il calcio italiano attraverso un ricambio generazionale mirato e consapevole.

L’ipotesi che Conte possa aspirare a sedere sulla panchina azzurra ha inevitabilmente catalizzato l’attenzione, ma Reginaldo è stato chiaro nel definire questa eventualità più come un pensiero che una vera e propria autocandidatura. "Lui ha voluto tirare un po’ l’attenzione su di sé dopo quello che era successo. È ovvio che il mister è molto intelligente e fa le cose in modo mirato. Però quello che ha detto non è una fesseria: se devi fare una riforma seria della Nazionale, è normale fare nomi come Conte o Allegri."

Proprio su questo punto, Reginaldo ha voluto precisare ulteriormente le parole di Conte: "Non si stava candidando, secondo me era solo un pensiero. Poi l’ho anche chiarito: non mi sono candidato, era solo un pensiero banale, essendo uno dei più grandi allenatori che ci sono adesso in Italia".

Un quadro dunque che invita a non farsi trarre in inganno da speculazioni premature e a guardare con attenzione ai progetti di Conte sulla panchina del Napoli. L’allenatore è chiamato a centrare risultati importanti, specialmente in ambito europeo, per consolidare il suo percorso nel capoluogo campano. Nel frattempo, il mondo del calcio italiano osserva con interesse ogni sua parola e mossa, consapevole che il tecnico salentino resta uno dei protagonisti principali del calcio italiano contemporaneo.

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Atalanta, Palladino: "Partita dell'anno, vogliamo finale per Bergamo"

Live

Alla vigilia della semifinale di ritorno della Coppa Italia 2025/2026 tra Atalanta e Lazio, Raffaele Palladino si è presentato in conferenza stampa presso il Centro Bortolotti di Zingonia per analizzare il match cruciale in programma domani, una sfida che può significare tanto per il cammino nerazzurro.

“Questa è, senza dubbio, la partita più importante della stagione per noi" – esordisce Palladino – “Abbiamo fatto una grande scalata per arrivare fino a questo punto e giocare una semifinale contro una squadra forte come la Lazio rappresenta un momento chiave. Dobbiamo dare tutto e non dare mai niente per scontato. Siamo orgogliosi di quanto conquistato finora”.

Il tecnico nerazzurro non nasconde l'importanza del sostegno del pubblico: “Il calore del nostro popolo domenica allo stadio è stato fondamentale. Sentiamo la città vicina a noi e vogliamo regalare a Bergamo questa finale. Affrontiamo una Lazio che, fra l’altro, ha battuto il Napoli, una squadra di alto livello. Serve grande maturità e concentrazione”.

Un aspetto importante è rappresentato dai 50 giorni di pausa tra il match d’andata e questo ritorno: “È una situazione particolare. Un mese e mezzo fa eravamo in una condizione fisica diversa rispetto a oggi. Però non voglio che questo diventi un alibi. Lazio e Atalanta hanno recuperato giocatori e conterà molto la mentalità con cui affronteremo la gara”.

Palladino ha sottolineato come il ritmo di un match a settimana possa influire sulla forma della sua squadra: “Dopo l’eliminazione dalla Champions League abbiamo potuto lavorare dettagliatamente su alcune situazioni, curando la continuità e cercando di mettere i giocatori nelle migliori condizioni. Sono soddisfatto delle ultime prestazioni, soprattutto quella contro la Roma, dove abbiamo dimostrato anche grande tenuta fisica. A me interessa che la squadra stia bene mentalmente.”

La Lazio è una conoscenza ormai consolidata per Palladino: “Abbiamo affrontato queste partite con attenzione ai dettagli tattici, modificando anche certi accorgimenti per limitare i loro attaccanti. Ma credo che la squadra abbia maturità e intelligenza per leggere le fasi della partita. Bisogna stare attenti in entrambe le fasi di gioco”.

Dal punto di vista degli infortuni, l’allenatore ha dichiarato: “De Ketelaere, Sulemana e Hien sono tutti a disposizione, ma dovrò scegliere chi è nelle migliori condizioni domani. Scalvini e Kolasinac sono usciti per problemi fisici, mentre CDK aveva la febbre. Isak sarà l’unico assente sicuro.”

Riguardo al tecnico biancoceleste Maurizio Sarri, Palladino ha voluto ribadire l’importanza della posta in palio: “Per noi è una partita da dentro o fuori. Dobbiamo dare tutto per vincere e rivivere una notte da Atalanta”.

Non manca un elogio alla società, definita dal tecnico una “famiglia” che gli ha concesso di crescere professionalmente e umanamente: “La società è sempre presente, pronta a sostenermi in ogni momento. Spero di ripagare questa fiducia raggiungendo la finale.”

Parlando del rapporto con la tifoseria bergamasca, Palladino ha voluto sottolineare il profondo legame con i suoi tifosi: “Prima di arrivare sapevo già dell’affetto che circonda questa squadra. Per i bergamaschi conta dare tutto, indipendentemente dal risultato. Mi sento parte di questa famiglia, sono più io che devo dare alla città e ai tifosi. Raggiungere la finale significherebbe tanto per tutti noi”.

In vista della gara, l’allenatore appare fiducioso: “Vogliamo fare una partita seria, sappiamo che questo è il cammino più veloce per tornare in Europa League. Sono positivo e ho trasferito questa positività ai miei ragazzi. Il campionato è comunque aperto, noi non molleremo mai e non ci poniamo limiti”.

Sul piano tattico Palladino spiega: “Ogni allenatore ha le sue idee. Si può scegliere un modulo a tre o a quattro, ma la mentalità deve essere sempre la stessa. Noi spesso abbiamo cambiato sistema di gioco in base all’avversario e faremo così anche domani”.

Infine un cenno ai rigori: “Li abbiamo provati oggi, ma la priorità è vincere nei 90 minuti”. Palladino confessa di essere molto legato a questa partita: “Non mi emoziono facilmente, ma domenica scorsa mi sono emozionato tanto. Queste gare vanno preparate bene insieme ai ragazzi. Per me è una sfida molto significativa, soprattutto per la rimonta che abbiamo fatto”.

Tra i protagonisti, Gianluca Scamacca potrebbe partire titolare. Palladino commenta: “Noto la fame vincente nei ragazzi, soprattutto nei senatori che vogliono riscattare certi conti in sospeso. Su Scamacca e Krstovic ho due attaccanti forti che insieme hanno segnato una ventina di gol. La competizione è sana, deciderò domani”.

Un plauso anche a Carnesecchi: “Mi è piaciuta molto la sua mentalità. Dopo le sconfitte la squadra deve reagire e lui l’ha dimostrato, rialzandosi subito dopo il ko con la Juventus. Questo è quello che voglio vedere da tutti”.

Alla domanda su quanto l’esperienza europea abbia migliorato la squadra, Palladino risponde: “La Champions ti fa crescere molto, soprattutto sotto il profilo della maturità. La squadra è migliorata con il lavoro giornaliero e la coesione. Giocare bene non garantisce sempre la vittoria, ma la priorità resta quella di portare a casa i risultati”.

Chiusura sul mix tra esperienza ed entusiasmo: “Sono fondamentali entrambi. Occorre entusiasmo ma anche la capacità di gestire il momento con maturità. Affrontiamo una Lazio in forma e compatta, ma noi ci faremo trovare pronti”.

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Lukaku e Napoli verso la separazione: il Besiktas si muove

Il futuro di Romelu Lukaku al Napoli appare sempre più incerto e i segnali di un divorzio definitivo diventano via via più evidenti. Nelle ultime settimane, l’attaccante belga è tornato a Castel Volturno nel tentativo di riallacciare i rapporti con la società azzurra, ma il clima sembra tutt’altro che sereno, soprattutto nei confronti dell’allenatore Antonio Conte. La mancata reintegrazione negli allenamenti di gruppo e l’assenza di un confronto diretto con l’allenatore testimoniano una frattura quasi insanabile.

Nonostante il possibile ritorno di Lukaku in campo per il rush finale della stagione, da entrambe le parti si sta progettando l’addio al termine del Mondiale. L’attaccante, infatti, ha perso progressivamente terreno nell’attacco partenopeo e adesso si guarda altrove per una nuova sistemazione. Diverse squadre straniere hanno già sondato il terreno e tra queste spicca con forza il nome del Besiktas. Secondo quanto rivelato dal quotidiano turco Fanatik, il club di Istanbul sta valutando la possibilità di presentare un’offerta concreta alla dirigenza del Napoli, guidata da Giuntoli e De Laurentiis, qualora emergessero condizioni favorevoli per l’operazione.

La trattativa, però, è tutt’altro che semplice. Lukaku è legato al Napoli fino al giugno 2027 con un ingaggio da circa 8 milioni di euro annui, una cifra significativa nel contesto attuale del club e del mercato. A complicare ulteriormente la situazione c’è lo stato di forma del centravanti belga, che in questa stagione ha collezionato appena sette presenze con la maglia azzurra a causa di problemi fisici e difficoltà di ambientamento. Questo scenario rende difficili non solo le strategie di mercato ma anche la gestione tecnica di Conte, che fatica a trovare uno spazio per Lukaku nel suo progetto tattico.

Dal punto di vista sportivo, l’ingaggio oneroso e la condizione fisica non ottimale dell’attaccante rappresentano un peso per il Napoli che, pur riconoscendo il valore del giocatore, deve fare i conti con una rosa in continua evoluzione e con la necessità di risultati immediati. Lukaku, dal canto suo, sembra pronto a voltare pagina dopo una stagione complicata, anche se il ritorno in campo durante il rush finale potrebbe rappresentare un’occasione per riprendersi parzialmente la fiducia dei tifosi e dello staff tecnico.

Il dialogo tra le parti sembra, quindi, indirizzato verso una separazione definitiva al termine della stagione in corso, con il mercato estivo che si apre come opportunità per rivedere Lukaku lontano da Napoli. Il Besiktas, con il suo interesse concreto, potrebbe essere soltanto il primo club a muoversi concretamente, in un mercato che continua a riservare sorprese per tutti i big della Serie A.

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