domenica 8 febbraio 2026

Ferrara: "Conte deve ridare fiducia a Buongiorno, ho un dubbio"

Un'analisi schietta e sentita quella di Ciro Ferrara nel post-partita di Genoa-Napoli, gara che ha messo sotto i riflettori alcune difficoltà difensive degli azzurri. L’ex pilastro della retroguardia napoletana, ospite a caldo ai microfoni di DAZN, si è soffermato in particolare su Alessandro Buongiorno e sui due errori chiave che hanno condizionato la sua prestazione, evidenziando anche l’impatto emotivo profondo che questi episodi hanno avuto sul giovane difensore.

«Tutti possiamo commettere degli errori, anche quelli importanti. A Buongiorno è successo di recente di sbagliare un po’ troppo, e questo pesa ancor di più quando un errore arriva nei primi minuti di una partita in cui la concentrazione deve essere massima sin dall’inizio», ha commentato Ferrara, soffermandosi sulle immagini commoventi delle lacrime del difensore in panchina, subito dopo la sostituzione. «Mi dispiace molto perché mi immedesimo in lui. Però Buongiorno rimane un pezzo importante della squadra.»

L’ex allenatore ha quindi sottolineato l’importanza della risposta d’umanità da parte dello staff, degli allenatori e dei compagni: «Ora quel che conta è stare vicino a lui, offrirgli conforto e fiducia. In questo momento, a dire il vero, Buongiorno non sta pensando alla vittoria, non per egoismo, ma perché è concentrato solo su quei due errori». Ferrara ricorda anche il pensiero di Vergara, suo compagno e tecnico, sul sostegno da dare all’ex Torino: «Allenatore e squadra devono fargli sentire sostegno, dargli coraggio.»

Viene sollevato un interrogativo cruciale riguardo alle scelte di Antonio Conte: «Lo farà giocare nella prossima partita? Lo vedremo. Io credo sia importante parlare con lui, capire se sia presente qualche problema di natura diversa perché ciò condiziona molto l’aspetto mentale.»

Ferrara ammette di aver svolto brevemente il ruolo di tecnico, con alterne fortune, ma riflette sulle decisioni da prendere: «Se fossi stato io, probabilmente avrei sbagliato la scelta, perché non saprei quale fosse la migliore.» Tuttavia, un consiglio chiaro emerge alla conclusione del suo intervento: «Antonio Conte farà bene a ridargli fiducia. L’unico dubbio riguarda la composizione del terzetto difensivo. Dal mio punto di vista, Rrahmani centrale fa una differenza enorme, e questo potrebbe influenzare la scelta del partner di reparto.»

Il Napoli, reduce da un impegno delicato contro il Genoa, si trova dunque di fronte a una sfida non solo sul campo, ma anche psicologica: recuperare la serenità di un giovane talento come Buongiorno può rivelarsi fondamentale per l'assetto difensivo voluto da Conte. In questo contesto, il tecnico azzurro è chiamato a bilanciare la necessità di compattezza difensiva con l’esigenza di sostenere i singoli nei momenti di difficoltà, determinando così il destino della linea arretrata nel prossimo turno di campionato.

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Bologna in crisi: quarta sconfitta consecutiva in Serie A

Il Bologna cade ancora in casa: il Parma espugna il Dall’Ara 1-0 in un derby emiliano incalzante e ricco di emozioni, confermando la difficile situazione attraversata dalla squadra guidata da Thiago Motta. Nonostante una gara giocata per lunghi tratti in inferiorità numerica, i rossoblù erano riusciti a ristabilire la parità numerica sul terreno di gioco, per poi crollare proprio nel finale. A decidere il match nel recupero è stato un tiro da fuori area di Ordonez, un gol che sottolinea una crisi prolungata e preoccupante per il Bologna.

Il ko contro il Parma rappresenta infatti la quarta sconfitta consecutiva per i felsinei in Serie A, una striscia negativa difficile da digerire per il club emiliano. Negli ultimi mesi, il rendimento della squadra si è abbassato sensibilmente rispetto alle attese, tanto che al netto della vittoria esterna per 3-2 sul fanalino di coda Hellas Verona a metà gennaio, bisogna risalire addirittura allo scorso 22 novembre per trovare un altro successo in campionato per il Bologna.

La crisi interna dei rossoblù si manifesta soprattutto tra le mura amiche del Renato Dall’Ara, dove in Serie A non si vince da ormai tre mesi, precisamente dal 9 novembre, giorno in cui il Bologna aveva battuto il Napoli di Antonio Conte per 2-0. Un dato che pesa molto per una squadra che vuole consolidarsi in Serie A e rivitalizzare le proprie ambizioni. La vittoria casalinga latita da tempo, e non solo in campionato: l’ultima affermazione tra le mura amiche risale alla Coppa Italia, negli ottavi contro proprio il Parma, la stessa formazione che domenica ha fatto calare il silenzio sulle tribune del Dall’Ara.

Il contesto e la forma del Bologna stanno quindi spingendo a riflessioni profonde in vista della prosecuzione del campionato. La squadra, spesso superiore tecnicamente in campo, sembra però pagare pegno nei momenti chiave delle partite, con errori e disattenzioni che stanno compromettendo la corsa salvezza e la fiducia generale dell’ambiente.

Nel frattempo, il Parma allunga la sua serie positiva, sfruttando la prova di carattere e la giocata decisiva di Ordonez. Per i ducali, uscire indenni dal Dall’Ara con tre punti rappresenta uno sprone importante per cercare di allontanarsi dalla zona retrocessione.

Il Bologna dovrà dunque reagire, cercando di ritrovare quella solidità casalinga che gli aveva permesso di mettere in difficoltà anche formazioni di alto livello come il Napoli di Antonio Conte, capace di dominare la Serie A. La strada per uscire dalla crisi è ancora lunga, ma la tifoseria e la società attendono segnali concreti per rialzare la testa e interrompere questa disastrosa serie di risultati negativi.

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Juve punta un campione da 23 titoli; Paz verso Real Madrid

Non è stato un sabato facile per la classe arbitrale impegnata in Serie A, come sottolinea La Gazzetta dello Sport, che assegna valutazioni poco lusinghiere a Davide Massa e Andrea Colombo. In particolare, Massa riceve un 5 per la direzione di Genoa-Napoli, mentre Colombo viene penalizzato addirittura con un 4,5 per la gestione di Fiorentina-Torino.

Analizzando la gara del Ferraris, decisivo si rivela un episodio avvenuto nel recupero del secondo tempo: un contatto tra Cornet e Vergara. La rosea definisce il contatto «leggero», non si tratta di un «pestone affondato», ma di un semplice sfioramento. Sebbene ci sia stato un contatto, per Massa la decisione adottata appare troppo permissiva.

Passando al Franchi, invece, il gol del momentaneo pareggio di Solomon avrebbe potuto essere annullato, poiché l’azione nasce da un recupero macchiato da un fallo di Mandragora su Gineitis. Andrea Colombo giudica regolare quella fase di gioco, salvo poi modificare il metro di giudizio pochi minuti dopo, quando avvengono altri contatti simili tra Aboukhlal e Harrison, e tra Gineitis e Dodo. Un’incoerenza che non è passata inosservata.

Al 48’, inoltre, Comuzzo rischia seriamente l’espulsione per un intervento pericoloso ai danni di Aboukhlal: piede alto, tacchetti esposti, più vicino al rosso che al cartellino giallo.

Nel frattempo, in casa Juventus, si chiude l’era Yildiz e si apre una nuova fase contrattuale per Weston McKennie. Il centrocampista texano vede il suo contratto scadere a giugno e i bianconeri devono muoversi in tempi brevi per evitare di perdere a parametro zero un elemento importante. La prossima settimana è fissato un incontro con l’entourage del calciatore per tentare di tracciare una strada comune verso il rinnovo.

Situazione analoga riguarda Filip Kostic, altro protagonista rigenerato dalla cura Antonio Conte e in scadenza anch’egli nel prossimo giugno. Le prestazioni positive e la fiducia del tecnico juventino potrebbero spingere la dirigenza a riaprire il tavolo delle trattative.

Parallelamente, la Juventus vuole blindare i giovani e i pilastri della squadra. Tra questi spicca Pierre Kalulu, finora l'unico calciatore ad aver giocato tutti i minuti disponibili in questa stagione. Il difensore francese ha un contratto fino al 2029 a 2,5 milioni a stagione, cifra equivalente a quella percepita da Thuram e Kelly, anch’essi legati al club fino al 2029. Attenzione anche a Manuel Locatelli, capitano bianconero, il cui accordo scadrà fra due anni. Locatelli, dopo un avvio complicato, si è preso la squadra sulle spalle trasformando i fischi in applausi. Per questi giocatori, il club potrebbe anticipare le trattative per evitare inutili tensioni future.

Infine, il grande obiettivo per il mercato estivo bianconero è Bernardo Silva, fantasista portoghese classe 1994 che lascerà il Manchester City dopo nove stagioni. La scelta finale sulla sua nuova destinazione è stata rimandata a dopo marzo e la Juventus ha già avviato i primi contatti con il suo entourage, sperando di accogliere a Torino uno dei nomi più allettanti nel panorama dei free agent.

Occhi puntati anche oltre i confini nazionali: a Valdebebas, il Real Madrid sta già pianificando la prossima stagione con l’intento di rafforzare una rosa competitiva sia in Liga che in Champions League. Il club madrileno punta ad acquistare un centrocampista di spessore e due difensori centrali, monitorando diversi profili internazionali e valorizzando anche i giovani in casa e i rientri dai prestiti.

Il rientro praticamente certo è quello di Nico Paz, per il quale il Real eserciterà la clausola rescissoria da 9 milioni di euro il 1° luglio. L’esperienza in Serie B al Como, con la guida di Cesc Fàbregas, ha garantito al giovane attaccante continuità e persino la chiamata in Nazionale, elementi che rendono il suo futuro a Madrid ormai sicuro.

Diversa invece la situazione di Endrick, prestato per maturare dopo qualche difficoltà sotto Xabi Alonso, ma i segnali sono positivi e il club considera probabile il suo ritorno a partire dalla prossima stagione. Infine, ancora aperto il discorso su Jacobo Ramon: le prestazioni in Italia sono apprezzate dai Blancos, ma non è escluso un altro anno di prestito per il giovane talento.

Questo controllo attento e strategico delle operazioni testimonia la volontà del Real Madrid di gestire con precisione il proprio patrimonio umano e tecnico, guardando al futuro con ambizione.

In Serie A, intanto, ad aprire la domenica sarà il derby emiliano al Dall’Ara, dove Bologna e Parma si sfideranno nella ventiquattresima giornata di campionato. I rossoblù, guidati da Vincenzo Italiano, attraversano un momento delicato e puntano con forza a una vittoria che possa scuotere la squadra dalla crisi. Il Parma, invece, ha una classifica più tranquilla, ma non vuole perdere l’occasione per allontanarsi ulteriormente dalla zona retrocessione.

Le formazioni ufficiali vedono schierati da un lato il Bologna con il consueto 4-3-3, guidato in porta da Skorupski e con una linea offensiva composta da Bernardeschi, Dallinga e Rowe. Il Parma risponde con un 3-5-2 che vede Corvi tra i pali e coppia d’attacco formata da Oristanio e Pellegrino, sotto la guida del tecnico Carlos Cuesta.

Un confronto importante per entrambe le squadre, con sfide aperte e motivazioni forti, che promette spettacolo e intensità. La Serie A continua a regalare emozioni e storie di calcio vivo e appassionante.

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Colombo a 6 gol in A col Genoa: record e svolta con De Rossi

Spettacolo e cuore al Marassi di Genova, dove Lorenzo Colombo continua la sua scalata di fiducia e gol sotto la guida di Daniele De Rossi. Il suo ingresso e la freschezza offensiva regalano brio a un Genoa in emergenza, e il suo sesto centro in Serie A non arriva a caso: è il sigillo del momentaneo 2-2 contro un Napoli guidato da Antonio Conte, con il classe 2002 che con un pressing alto e incisivo ruba palla a Buongiorno, penetra in area e con un diagonale preciso alla Nord supera Alex Meret.

Un gol che non solo ha il sapore del riscatto e della personale crescita, ma soprattutto sottolinea un momento di grande convinzione per l’attaccante rossoblù. Nel corso dello scorso anno solare, infatti, Colombo ha trovato la via della rete quattro volte in sole sette partite, un ritmo che traduce in efficacia l’intesa con il tecnico d’esperienza DDR. L'anno corrente ha già equiparato il suo record di marcature nel massimo campionato, dimostrando quanto la fiducia sia un fattore determinante per il suo rendimento.

Il legame vincente con De Rossi Il sodalizio tra Colombo e De Rossi si è rivelato fondamentale per la continuità del classe 2002. Da quando l’ex centrocampista ha preso in mano la squadra, Lorenzo ha iniziato a trovare la rete con regolarità. La prima gioia è arrivata contro la Fiorentina, in un momento cruciale dopo un rigore sbagliato, per dare una scossa al morale. Poi sono seguiti altri gol importanti: il pareggio contro il Verona a Marassi, la rete dell’1-0 nel successo sul Pisa, la marcatura in trasferta a San Siro contro la sua ex squadra e il gol decisivo nella vittoria casalinga contro il Cagliari. A coronamento di questo filotto arriva la rete contro un Napoli straricco di campioni, che però non è bastata a guadagnare punti.

Il commento di Colombo Al termine della sfida contro i partenopei, Colombo ha espresso con trasparenza il duplice sentimento che lo accompagna in questa fase: soddisfazione personale e rammarico per il risultato negativo. “Io personalmente sono contento – ha dichiarato – ma non posso esserlo dopo una partita persa di nuovo al novantesimo su un rigore subito. Però io continuo a lavorare. Lavoriamo e andiamo avanti, dobbiamo ancora fare tanti punti e mancano quattordici partite. Preferivo vincere senza il mio gol, chiaramente. Si va avanti, ancora più forti e convinti di quello che siamo.”

Le sue parole raccontano la mentalità di un giovane talento pronto a crescere, consapevole però che solo la squadra potrà raggiungere gli obiettivi in un campionato di Serie A dove la lotta per la salvezza resta serrata e senza respiro. Nel mezzo il Napoli di Antonio Conte, squadra che con il suo gioco aggressivo e ordinato rappresenta ancora un vero e proprio test di qualità e carattere. Per il Genoa, e per Colombo, il gol contro una compagine così forte valgono esperienza e motivazioni preziose per il prosieguo.

Il ragazzo prosegue così il suo cammino in Serie A, supportato dalla nuova guida tecnica e dalla propria determinazione, nella speranza di continuare a essere decisivo per il Genoa e magari migliorare ancora i suoi numeri personali. Resta, intanto, la consapevolezza che nel calcio la fiducia si costruisce partita dopo partita, gol dopo gol, con la squadra sempre al centro di ogni successo.

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sabato 7 febbraio 2026

Canini: "Atalanta più forte con Palladino, Raspadori chiave"

Atalanta-Cremonese: l’ex Canini svela i segreti e le ambizioni della Dea

Lunedì sera si accenderà la sfida tra Atalanta e Cremonese, gara molto attesa in Serie A e cruciale per le ambizioni di entrambe le formazioni. A pochi giorni da questo importantissimo appuntamento, abbiamo intervistato in esclusiva Michele Canini, ex difensore che ha vestito entrambe le maglie, nerazzurra e grigiorossa. Canini ci ha raccontato il momento della Dea, riflettendo sulla recente vittoria in Coppa Italia contro la Juventus e sulle prospettive di questa stagione.

Atalanta, netto 3-0 sulla Juve: sorpresa o consapevolezza? “L’Atalanta ha disputato una partita eccezionale, meritando pienamente il risultato. Questi successi non sono più delle sorprese ma il riflesso di una squadra forte, che sta acquisendo consapevolezza sotto la guida del tecnico Palladino. Nonostante qualche alta e bassa in campionato che ha costato punti preziosi, la squadra è solida e continuerà a crescere.”

Coppa Italia, sogno possibile per i bergamaschi? “Assolutamente sì. L’Atalanta è arrivata vicinissima al trofeo in passato, avendo perso tre finali. Ora ha tutte le carte in regola per raggiungere di nuovo la finale e tentar di conquistare la Coppa.”

Il lavoro di Palladino: qual è la sua forza? “La sua qualità più evidente è il rapporto che riesce a instaurare con i giocatori, che è fondamentale per una squadra come quella atalantina, fatta di talento e ambizioni.”

Compensare l’assenza di Lookman: come può fare Raspadori? “Lookman ormai era perso mentalmente, non era mai entrato davvero in partita quest’anno, quindi la decisione di cederlo a gennaio era corretta. Raspadori, invece, è un giocatore di grande qualità e sono sicuro che sarà all’altezza delle aspettative e potrà dare un contributo importante.”

Qualche sorpresa in questa stagione con Palladino? “Senza dubbio Ahanor. È un giovane talento con una personalità decisamente matura per la sua età, e sta confermando tutto il suo valore quest’anno.”

La crescita di Scalvini vista da ex difensore? “Sta facendo molto bene, anche se è stato frenato da diversi infortuni lungo la stagione. Ha caratteristiche importanti: è molto serio, sa leggere le situazioni e rappresenta un vero valore aggiunto in difesa. Sono convinto che potrà ulteriormente migliorare sotto la guida di Palladino.”

Il ricordo di Zingonia e Mino Favini “Zingonia è stata la mia casa, un percorso formativo unico dove prima si costruisce l’uomo e poi il calciatore. Con Mino Favini ho imparato moltissimo: prima ti insegnavano il gesto tecnico, poi la tattica, così che arrivare in Primavera significava già avere una grande conoscenza del gioco.”

Il ritorno all’Atalanta nel 2013 “È stato un momento speciale, perché arrivavo in una società ambiziosa e in una squadra con giocatori di livello. Anche se sotto la guida di Colantuono non mi sono trovato benissimo, è stata comunque un’esperienza importante. Per me è sempre emozionante vedere l’Atalanta nelle posizioni alte della classifica.”

Un ricordo indelebile di quel periodo? “L’esordio in casa dopo il ritorno. Il pubblico di Bergamo è straordinario e per me, cresciuto nelle giovanili da quelle parti, è stato un motivo di enorme orgoglio prendere parte alla prima squadra proprio lì.”

Che cosa è mancato all’Atalanta per l’Europa nel 2014? “Sicuramente un po’ di esperienza, ma quelle stagioni sono state fondamentali per iniziare a cambiare passo e costruire la squadra che conosciamo oggi.”

Cremonese e Nicola: come giudica il lavoro? “Davide Nicola sta facendo il suo mestiere con serietà. Ora stanno attraversando qualche momento complicato e sarà essenziale ritrovare i risultati per spazzare via i momenti negativi. Sono fiducioso che la Cremonese riuscirà a salvarsi.”

Jamie Vardy in Italia: come sta andando? “La sua stagione è positiva, sta segnando e si sta facendo valere. Non è facile ambientarsi in un campionato diverso e con una cultura calcistica diversa, ma lui sta facendo la differenza, anche considerando la sua età. È un centravanti importante per la squadra grigiorossa.”

Come si preannuncia Atalanta-Cremonese? “Sarà una gara in cui l’Atalanta farà la partita, soprattutto davanti ai propri tifosi. La Cremonese proverà a difendersi con ordine e a strappare un risultato positivo. Mi aspetto una bella sfida, aperta e combattuta.”

La lotta Scudetto: le favorite secondo Canini “L’Inter non è una sorpresa grazie a un gruppo di giocatori importanti e a una guida solida. Il Milan può inserirsi come outsider, avendo il vantaggio di non giocare in coppe. C’è anche il Napoli di Antonio Conte, che però paga pesantemente gli infortuni. La classifica è molto aperta e tutto può succedere.”

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Napoli si rilancia, Sosa frena: "Niente Scudetto, 3 punti Champions"

Il Napoli targato Antonio Conte ottiene una vittoria preziosissima all'ultimo respiro contro il Genoa, un successo che permette agli azzurri di rilanciarsi in classifica e di continuare a inseguire con determinazione l’obiettivo Champions League. Tuttavia, non tutti condividono l’entusiasmo per la prova offerta dalla squadra partenopea. A esprimere un’opinione prudente è stato Roberto ‘El Pampa’ Sosa, ex attaccante del Napoli, che ai microfoni di Tele A ha analizzato questa partita diventata fondamentale nel percorso stagionale degli uomini di Conte.

“Devo essere obiettivo,” ha esordito Sosa, “il gol vincente non deve farci cambiare idea sulla prestazione complessiva del Napoli. Tre punti fondamentali per mantenere vivo il sogno Champions, ma giocando in questo modo difficilmente potremo competere realmente per lo Scudetto. Non dobbiamo farci condizionare dal risultato immediato.”

Il commento di Sosa offre una doppia chiave di lettura: da un lato è giusto riconoscere il valore dei tre punti conquistati contro il Genoa, fondamentali per mantenere la squadra nelle zone alte della classifica di Serie A; dall’altro, però, si evidenzia come la prestazione degli azzurri abbia lasciato a desiderare in termini di brillantezza e continuità di gioco. Un monito alla squadra di Conte che, nonostante il successo, dovrà necessariamente migliorare sotto il profilo tecnico e tattico per puntare in alto quest’anno.

Infatti, la classifica della Serie A si sta facendo più combattuta che mai e il Napoli, dopo un inizio di stagione altalenante, sta tentando di ritrovare stabilità e compattezza con il nuovo corso tecnico affidato a Conte. La vittoria contro il Genoa non solo permette di recuperare terreno, ma anche di aumentare la fiducia interna al gruppo, elemento cruciale nei mesi che verranno. Tuttavia, secondo il parere di Sosa, è la qualità del gioco che dovrà necessariamente migliorare per mantenere il passo con le altre big del campionato.

Da questo punto di vista, le dichiarazioni di El Pampa vanno quindi lette come un invito alla riflessione: nonostante il risultato positivo, il Napoli deve ancora lavorare su diversi aspetti per rendersi veramente competitivo nella lunga corsa verso la qualificazione alla Champions League e, perché no, per puntare a qualcosa in più.

La squadra di Conte, dal canto suo, sembra consapevole delle sfide che la attendono e, dopo la sofferta vittoria contro il Genoa, sarà chiamata a ritrovare qualità e concretezza nelle prossime gare di campionato per non perdere il treno delle prime posizioni. Sarà interessante vedere come il tecnico leccese riuscirà ad amalgamare e far esprimere al meglio l’intero organico, per trasformare i segnali di ripresa in prestazioni convincenti e costanti.

In conclusione, il bilancio del match è dunque positivo dal punto di vista del risultato, ma resta un'importante lezione per il Napoli di Antonio Conte: per sognare in grande non bastano i 3 punti ottenuti all'ultimo minuto, serve un gioco più incisivo, una squadra più affamata e capace di imporsi senza lasciare spazio a esitazioni, proprio come sottolineato da Roberto Sosa, che conosce bene le difficoltà e le aspettative nel vestire la maglia azzurra.

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Calciomercato 7 febbraio: tutte le trattative e indiscrezioni

Il calciomercato si è chiuso da poco, ma le società italiane sono già al lavoro per definire i rinnovi dei propri protagonisti. Focus particolare sull’Inter, che vuole blindare i suoi talenti e tessere la tela del futuro con i protagonisti di oggi.

INTER: PRIMI PASSI PER IL RINNOVO DI FEDERICO DIMARCO

Federico Dimarco, milanista nel cuore e interista nell’anima, è diventato una pedina insostituibile nel 3-5-2 di Cristian Chivu, tecnico nerazzurro che sta firmando un avvio di stagione positivo. Il 25enne esterno difensivo ha numeri da top player: otto assist stagionali in ogni competizione, 59 occasioni create, una media di due tiri a partita e un Expected Goals superiore a 2,5 a gara. Il contratto di Dimarco, ora fermo ai quattro milioni netti annui, scadrà tra un anno e la società ha già avviato i contatti per il rinnovo. Secondo la Gazzetta dello Sport, si punta a prolungare fino al 2030, sancendo un legame destinato a diventare “a vita” tra il classe 1997 e i nerazzurri, la sua squadra del cuore.

CHIVU VERSO IL RINNOVO FINO AL 2028

Cristian Chivu, ex difensore e ora allenatore dell’Inter, sta sorprendendo per risultati e gestione della squadra. Prima in classifica in campionato in coabitazione con i rivali storici del Milan, la squadra deve però guardarsi anche dal rilancio del Napoli di Antonio Conte, che spinge forte nella corsa scudetto. La società ha proposto un rinnovo annuale al tecnico rumeno, portando il contratto a scadenza nel 2028. L’ingaggio sarà adeguato in base ai risultati in Serie A e nelle competizioni europee, con l’obiettivo di garantire continuità e stabilità.

Il presidente Andrea Beppe Marotta ha parlato del tecnico durante l’inaugurazione di Casa Italia a Milano in vista delle Olimpiadi: "Chivu è un testimone importante. È un professionista serio, che conosce il valore del lavoro; ha avuto successo partendo dalla Romania e oggi guida una delle squadre più rilevanti al mondo. È un maestro di calcio e i suoi valori rappresentano una grande palestra per il futuro."

FRATTESI, RINNOVO SOSPESO MA PROIETTATO AL CAMPO

Davide Frattesi, per mesi al centro di voci di mercato, era vicino a lasciare l’Inter soprattutto per una possibile cessione temporanea al Nottingham Forest. Il club inglese aveva fatto pressioni anche con l’agente, ma alla fine non si è proceduto alla partenza perché l’Inter non è riuscita a trovare un sostituto all’altezza delle richieste di Chivu. Curtis Jones, pupillo del tecnico, è rimasto sul tavolo delle ipotesi ma senza sfociare in trattativa seria.

Ora per Frattesi l’idea è quella di rilanciarsi nel progetto nerazzurro. Il centrocampista ha avuto un impiego importante nelle ultime uscite, soprattutto in assenza di Barella e Calhanoglu, segno di fiducia del tecnico. La strada per il rinnovo è rimandata alla prossima estate, ma il presente dice che Frattesi deve pensare al campo e alla continuità. In ventuno presenze non ha ancora segnato, ma ha servito tre assist e il suo apporto è comunque fondamentale. La sfida più sentita sarà negli scontri diretti e nelle prossime partite di campionato, fondamentali anche per un eventuale rilancio in Nazionale.

JUVENTUS: YILDIZ RINNOVA FINO AL 2030, ANNUNCIO A SORPRESA

In casa Juventus, a sorpresa, arriva un annuncio importante in conferenza stampa, a pochi giorni dalla chiusura del mercato. Kenan Yildiz ha firmato il rinnovo fino al 2030, prolungando il suo impegno nella Juventus con entusiasmo. La notizia è stata data direttamente dal dirigente bianconero Damien Comolli, che ha parlato in italiano, sottolineando la centralità del giovane talento: "Kenan è una vera stella, con qualità da leader. Il rinnovo rappresenta un tassello fondamentale nel percorso ambizioso del club per riportare la Juve ai vertici, e sarà solo il primo passo." Presente anche lo stesso Yildiz, accolto con entusiasmo da tifosi e dirigenza.

SOSPESO LO SCANDALO ALL’ALIANZA LIMA: ESPULSI PEA E TRAUCO

Dal Sud America arriva una notizia che ha scosso il calcio peruviano e non solo. L’Alianza Lima ha preso una posizione netta dopo le accuse di violenza sessuale rivolte a Sergio Peña, Miguel Trauco e Carlos Zambrano da parte di una giovane argentina. Dopo un’indagine interna durata due settimane, il club ha rescisso i contratti di Peña e Trauco, mentre Zambrano è stato sospeso a tempo indeterminato, con la possibilità di un contenzioso legale futuro. Un vero terremoto per la società, che aveva visto i due giocatori protagonisti di oltre 30 presenze nella stagione finora.

IL RILANCIO DI OXLADE-CHAMBERLAIN AL CELTIC

Dopo mesi da svincolato, Alex Oxlade-Chamberlain ha firmato con il Celtic, club storico della Scozia, aprendo un nuovo capitolo della sua carriera. L'ex Arsenal e Liverpool – vincitore di Premier League e Champions League – ha siglato un contratto fino al giugno 2024 con opzione di rinnovo. Il manager Martin O'Neill ha sottolineato il valore dell’inglese: "Porta qualità, esperienza e leadership. È pronto per questa nuova sfida." Dalla sua, Oxlade-Chamberlain ha confermato emozioni e voglia di riscatto.

PALMEIRAS, ARRIVA JHON ARIAS DAL WOLVERHAMPTON

Infine dal Brasile, il Palmeiras si rafforza con un colpo di spessore: il 28enne Jhon Arias, esterno colombiano dal rendimento altalenante in Premier League, è ufficialmente il nuovo acquisto del club paulista. L’operazione da circa 25 milioni di euro prevede un contratto fino al 2029 e arriva dopo il rallentamento del tentativo di ingaggio da parte del Fluminense. Arias, reduce dall’esperienza poco brillante al Wolverhampton, torna così a competere in Sudamerica, inserendosi in un attacco di alto livello al fianco di campioni come Vitor Roque, Paulinho e Felipe Anderson. Importante investimento per il Palmeiras, che punta a tornare protagonista nel panorama internazionale.

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