domenica 5 aprile 2026

Lotteria salvezza: Fiorentina spaventa Cagliari, Cremonese e Lecce chiamate

La lotta salvezza nella Serie A entra in una fase cruciale nel corso della 31ª giornata di campionato. Le squadre coinvolte nella parte bassa della classifica sono chiamate a un vero e proprio spartiacque: tra queste spiccano Cremonese e Lecce, che dovranno obbligatoriamente conquistare i tre punti nelle rispettive sfide di questo fine settimana per mantenere viva la speranza di restare al passo delle pretendenti a evitare la retrocessione.

I lombardi ospitano il Bologna allo stadio Giovanni Zini con il chiaro obiettivo di portare a casa la vittoria, mentre i salentini domenica accoglieranno l’Atalanta al Via del Mare, consapevoli che ogni passo falso potrebbe essere fatale in vista del rush finale. Entrambe le compagini distano ora tre punti dal Cagliari, protagonista oggi di una battuta d’arresto pesante sul campo del Sassuolo. Questo ko ha spinto la squadra di Pisacane a optare per un ritiro punitivo, segno evidente dell’emergenza che sta attraversando la formazione sarda.

Nel contempo, la Fiorentina ha conquistato una vittoria sofferta in trasferta contro il Verona al Bentegodi, superando proprio il Cagliari e ora vantando cinque punti di margine dal terz'ultimo posto. La squadra di Italiano prova così a scrollarsi di dosso la pressione, momentaneamente allontanandosi dai guai della zona retrocessione.

Da evidenziare che, salvo clamorosi ribaltoni, le due posizioni in coda occupate da Venezia e Pisa sembrano indirizzate verso la retrocessione in Serie B. Tuttavia, la battaglia per evitare la quartultima e quintultima posizione è tutt’altro che decisa: il Parma, fermato ieri dalla Lazio sull’1-1, il Torino, atteso oggi da una delicata sfida contro proprio il Pisa, e il Genoa, che affronterà la Juventus, mantengono alta la tensione nella corsa per la salvezza.

Su questo punto, fondamentale sarà osservare l’atteggiamento e la determinazione delle squadre di bassa classifica nelle prossime giornate, dato che ogni scontro diretto rappresenta un’occasione per scappare via o per complicarsi ulteriormente il cammino nella massima serie.

Intanto, in vetta alla classifica, resta incandescente il duello per lo scudetto con l’Inter che guida a quota 69 punti (con 30 partite disputate), seguita dal Milan a 63 e dal Napoli, allenato da Antonio Conte, che con 62 punti resta a stretto contatto delle prime due nonostante qualche passo falso negli ultimi turni.

Di seguito la classifica aggiornata di Serie A prima delle partite di questo weekend:

Classifica Serie A Inter 69 (30 partite giocate) Milan 63 (30) Napoli 62 (30) Como 57 (30) Juventus 54 (30) Roma 54 (30) Atalanta 50 (30) Lazio 44 (31) Bologna 42 (30) Sassuolo 42 (31) Udinese 39 (30) Parma 35 (31) Genoa 33 (30) Torino 33 (30) Fiorentina 32 (31) Cagliari 30 (31) Cremonese 27 (30) Lecce 27 (30) Pisa 18 (30) Verona 18 (31)

La Serie A si prepara dunque a vivere un fine settimana intenso, in cui le sfide tra squadre invischiate nella lotta per non retrocedere potrebbero decidere in maniera definitiva il destino di molte formazioni. Per Cremonese e Lecce, i prossimi novanta minuti saranno una prova fondamentale per restare in corsa fino alla fine, mentre il resto del gruppo composto da Parma, Torino, Genoa e Cagliari dovrà continuare a lottare con tutte le forze rimaste per non perdere terreno in classifica.

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Napoli rende omaggio a Beppe Savoldi prima di Milan-Napoli

Un'atmosfera carica di emozione attende il Napoli nell’imminente gara di Serie A contro il Milan: lo stadio Diego Armando Maradona renderà un sentito omaggio a una leggenda azzurra recentemente scomparsa, Beppe Savoldi. L’ex bomber, scomparso il 26 marzo all’età di 79 anni, sarà ricordato con una cerimonia speciale prima del fischio d’inizio del match, come annunciato dal Corriere dello Sport.

Il club partenopeo, sotto la guida di Antonio Conte, ha voluto sottolineare il profondo legame tra Savoldi e la storia del Napoli, invitando allo stadio Gianluca Savoldi, figlio di Beppe e a sua volta ex centravanti azzurro nonché attuale allenatore. Sarà un momento di grande valore simbolico, un passaggio di testimone fra generazioni, capace di ricordare l’importanza di “Mister 2 miliardi” nel calcio italiano.

Beppe Savoldi vestì la maglia del Napoli dal 1975 al 1979, disputando 165 partite e segnando 77 gol, numeri che lo consacrarono come uno degli attaccanti più prolifici e amati nella storia del club. Il soprannome "Mister 2 miliardi" si riferisce al suo clamoroso trasferimento dal Bologna al Napoli nell’estate del 1975, un’operazione di mercato rivoluzionaria per quei tempi, che fece il giro d’Italia e che rimane impressa nella memoria dei tifosi azzurri ancora oggi.

Gianluca Savoldi, invece, ha vestito la maglia azzurra nella stagione 2003-2004, collezionando 14 presenze e 2 gol, riprendendo così idealmente il cammino del padre, sebbene in un’epoca diversa. L’invito rivolto a Gianluca da parte del Napoli diventa così un segno di rispetto e continuità, un gesto di riconoscenza verso un nome che ha fatto la storia del club.

Il ricordo di Beppe Savoldi non rappresenta soltanto quello di un grande giocatore, ma anche di un simbolo per la città di Napoli e per i tifosi, che hanno sempre apprezzato la sua classe e il suo ruolo fondamentale in un periodo delicato e di transizione per il club.

La cerimonia allo stadio Diego Armando Maradona si preannuncia quindi come un momento carico di emozioni, in cui la comunità partenopea rivivrà le gesta del suo “Mister 2 miliardi” e renderà omaggio a una figura che ha contribuito a scrivere pagine importanti nella storia del Napoli e del calcio italiano.

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sabato 4 aprile 2026

Inter-Roma: Chivu ritrova Lautaro, focus su Bastoni in campo

Nel pieno della volata per lo scudetto, l’Inter si trova ad affrontare non solo avversari e calendario fitto, ma anche dubbi e incertezze di mercato che rischiano di minare la concentrazione in un momento cruciale del campionato. Questa sera a San Siro arriva la Roma, una sfida chiave in chiave Champions League e che può pesare sulla corsa al titolo. Tuttavia, nel quartier generale nerazzurro – la Pinetina – l’attenzione è rivolta anche al futuro di uno dei punti fermi della difesa, Alessandro Bastoni. Il suo destino è tutt’altro che definito e le voci di un possibile trasferimento al Barcellona non sono state smentite.

“Non posso decidere io il suo futuro”, ha dichiarato sinceramente Cristian Chivu, vice di Antonio Conte, lasciando aperto ogni scenario e ammettendo che la questione mercato resta una questione aperta che potrebbe condizionare l’ambiente. Nonostante ciò, la parola d’ordine rimane concentrazione e unità di intenti sul campo. Ecco perché proprio stasera, contro la Roma, l’ex allenatore di Inter e nazionale romena vuole vedere una squadra che scenda in campo senza distrazioni, pronta a reagire anche alla delusione per la recente eliminazione dal Mondiale di molti suoi protagonisti, come il classe 2005 Pio Esposito.

Proprio Esposito non partirà titolare, una decisione tecnica voluta da Chivu, che ha spiegato come il ragazzo abbia mostrato grande senso di responsabilità il giorno in cui si è assunto il compito di calciare il rigore in Nazionale. Davanti a lui agiranno Lautaro Martinez e Marcus Thuram, chiamati a farsi trovare pronti in quella che si preannuncia una partita intensa e delicata. Il francese, in particolare, è sotto pressione per ritrovare il gol, dato che l’ultimo sigillo risale all’8 febbraio, nella vittoria netta contro il Sassuolo per 5-0. “Saprà farsi trovare pronto nel momento decisivo”, ha garantito Chivu, confermando la fiducia nell’ex giocatore del Gladbach, che dovrà assumersi maggiori responsabilità anche in vista della concorrenza sempre più agguerrita nell’attacco della sua nazionale in vista del prossimo Mondiale.

Nel frattempo, i discorsi non mancano anche attorno alla gestione arbitrale, in un finale di stagione che si preannuncia incandescente. I piccoli episodi potrebbero pesare enormemente nella battaglia scudetto tra Inter, Milan e Napoli. Proprio il Napoli, allenato da Antonio Conte, e il Milan sono chiamati a dare il massimo se vogliono restare aggrappati alla corsa al titolo, con il Diavolo che già domani sarà impegnato in uno scontro diretto pesante contro i partenopei al Maradona.

La posta in palio dell’incontro tra Inter e Roma, dunque, è altissima: una vittoria nerazzurra potrebbe ridimensionare il peso della sfida di Fuorigrotta, mentre una sconfitta allontanerebbe ulteriormente i meneghini dalla vetta e darebbe nuovo slancio a Napoli e Milan. Il calendario della squadra di Conte rimane fitto e pieno di insidie: dopo la Roma arriveranno il Como – avversario che si incrocerà anche in Coppa Italia – e il Cagliari, che lotta per non retrocedere e che renderà la partita di San Siro un’autentica battaglia.

Fondamentale sarà la gestione fisica ed emotiva della rosa, apparsa parecchio affaticata nelle ultime uscite prima della sosta. Il finale di stagione impone un occhio attento anche sotto questo profilo, per evitare cali di concentrazione o performance che potrebbero compromettere la corsa Champions e scudetto. Antonio Conte e il suo staff dovranno così tenere le leve in pugno, cercando di motivare un gruppo che sa bene quanto conti ogni singolo punto in questa fase decisiva.

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Lazio, Sarri: "Mai considerata la panchina della Nazionale"

Allo Stadio Olimpico, la Lazio frena e incassa il primo pareggio dopo tre vittorie di fila: finisce 1-1 contro un Parma cinico e compatto, grazie al quarto gol stagionale di Tijjani Noslin che risponde al vantaggio firmato da Delprato nel primo tempo. Un risultato che lascia l’amaro in bocca ai biancocelesti, costretti ad accontentarsi di un punto nel confronto con gli emiliani.

Subito dopo il fischio finale, è intervenuto in conferenza stampa il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, per analizzare la prestazione della squadra e rispondere alle domande dei cronisti. “Con l’atteggiamento del Parma, che ha adottato un 5-3-2 molto chiuso negli ultimi trenta metri – ha spiegato Sarri – la chiave è evitare di prendere gol. A 20 minuti dalla fine, sullo 0-0, la concentrazione difensiva poteva calare e purtroppo siamo andati sotto. Noi stessi abbiamo delle responsabilità nel primo tempo, perché abbiamo giocato sempre palla addosso e contribuito a facilitare la loro fase difensiva, senza movimento senza palla. Nel secondo tempo invece siamo saliti di ritmo, abbiamo creato occasioni per vincere ma i poco più di 23 minuti di gioco effettivo non ci hanno certo aiutato”.

La domanda sulla panchina della nazionale, spesso vista come un riconoscimento alla carriera, ha suscitato da parte di Sarri una risposta condita da ironia. “No, non la vedo così – ha dichiarato – anzi, nemmeno so chi sia il presidente federale attuale. Mi è sembrato quasi che mi dicessi che sono vecchio (ride, ndr). È qualcosa a cui non ho mai pensato, sto facendo un lavoro che mi piace e quindi non ci bado troppo”.

Riguardo alle critiche di una possibile squadra svogliata, Sarri ha voluto chiarire: “No, nel secondo tempo non è stato così. Al 96’ nessuna squadra avrebbe giocato a quella velocità. È vero, nel primo tempo siamo stati più lenti, ma con tutte le difficoltà di questo momento è comprensibile. Se dovessi indicare una lista di giocatori imprescindibili in questo periodo, oggi nessuno degli elementi chiave (Provedel, Gila, Zaccagni, Rovella) era in campo. Abbiamo fatto 10 punti nelle ultime quattro partite e non stiamo andando male”.

Il tecnico ha anche aggiornato sulle condizioni degli infortunati: “L’ultimo controllo su Zaccagni ha dato segnali abbastanza positivi, Bergamo sembra un recupero certo e spero di averlo presto a disposizione in piena forma. Patric sta diventando un giocatore importante e potrebbe tornare nei prossimi nove giorni. Gila invece soffre di un’infiammazione al tendine rotuleo, che è difficile da valutare per via delle ricadute. Speriamo sia un problema di breve durata. Gli uomini più vicini al rientro sono dunque Patric e Zaccagni”.

Spazio adesso ai giovani: “Su Daniel Maldini sono soddisfatto del suo percorso – ha spiegato Sarri – anche perché si è trovato in una situazione complicata, ma non dobbiamo dimenticare che questa squadra ha conquistato 21 punti in trasferta, con vittorie importanti come quelle a Milano col Milan e a Bologna, e un pari a Napoli. Ratkov invece è ancora un gradino sotto agli altri, ha tutte le attenuanti del mondo. Anche campioni han vissuto mesi difficili cambiando campionato. Lo valuteremo settimana per settimana e lo lanceremo quando darà segnali positivi. Con me non può comunque giocare da esterno”.

Infine, sulla questione rotazioni e scelte in vista delle prossime partite, Sarri ha specificato: “Venendo da un periodo con poche alternative, sono più propenso a valutare le condizioni di tutti i giocatori partita per partita, più che ad applicare rotazioni prefissate. Cataldi oggi è rientrato, Basic è stato utilizzato con parsimonia, mentre Patric è uscito per un problema. Se Patric è quello visto nelle ultime due gare e Basic quello di novembre, meritano di essere considerati. Le garanzie non bastano da sole se non c’è forma fisica, quindi stiamo valutando tutto con attenzione”.

Con questo pareggio la Lazio spezza la sua striscia positiva e si prepara a un finale di stagione intenso e pieno di insidie. L’allenatore resta fiducioso, ma l’attenzione meglio concentrata sarà fondamentale per non perdere terreno, soprattutto in un campionato di Serie A così equilibrato come quello attuale.

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Parma, Cuesta: "Punto con rammarico ma soddisfatti della prestazione"

Al termine del rocambolesco pareggio all'Olimpico contro la Lazio, l'allenatore del Parma, Carlos Cuesta, si è presentato ai microfoni di DAZN per analizzare la prestazione dei suoi e fare il punto sul cammino in Serie A. Un’occasione per capire la crescita della squadra, ma anche i margini di miglioramento in vista del prossimo impegno con il Napoli di Antonio Conte.

"La soddisfazione maggiore? Sicuramente la prestazione mostrata," ha esordito Cuesta, sottolineando il valore del punto conquistato. "Certo, avremmo voluto portare a casa i tre punti, e l’abbiamo sfiorato più di una volta. Nel primo tempo, in particolare, abbiamo controllato bene il possesso palla, smistando la manovra con pazienza. Difensivamente siamo rimasti molto compatti, senza mai lasciare spazi alla Lazio. Abbiamo gestito in modo intelligente i momenti di pressing alto e di riaggressione, mantenendo equilibrio e reattività. Sappiamo adattarci ai diversi momenti della partita, consapevoli che la coesione con e senza pallone è il nostro punto di forza principale."

L’allenatore del Parma ha voluto anche rimarcare la difficoltà di affrontare una formazione di alto livello, reduce da una serie positiva di risultati, ma ha evidenziato la determinazione e le occasioni create dalla sua squadra. "Ci prendiamo questo punto e muoviamo la classifica, sapendo benissimo di dover ancora lavorare tanto."

Il tecnico ha poi ripercorso il cammino della sua squadra nell’attuale stagione di Serie A, parlando del lavoro di crescita della squadra emiliana: "Quando sono arrivato, era la mia prima esperienza in Serie A. Ho potuto avere idee precise su cosa volevo portare in campo, ma abbiamo dovuto fare i conti con numerose assenze importanti. Analizzando i dati difensivi delle prime sei giornate, eravamo la squadra con il PPDA (Passaggi Permessi per Azione Difensiva) più basso del campionato, ovvero quella che pressava più alto e meglio. Però sappiamo che bisogna ancora evolversi, capire quali momenti della partita sfruttare di più e come migliorare la nostra competitività. La crescita è un processo continuo, ci concentriamo ogni giorno su questo e guardiamo già con attenzione alla partita decisiva di domenica prossima contro il Napoli."

Cuesta ha anche espresso la sua opinione sul livello e la complessità del calcio italiano, mostrando grande rispetto per il campionato: "La Serie A è incredibilmente ricca di dettagli tattici e molto competitiva. Ogni avversario può metterti in difficoltà con il suo modo di giocare. Si vede una tendenza chiara verso un calcio basato sull’uomo e sulla marcatura stretta, più che sugli spazi e la costruzione collettiva, un approccio che la Lazio di Sarri riesce a proporre in maniera efficace. In questo contesto, per noi è fondamentale trovare le soluzioni migliori, sfruttare al massimo le caratteristiche dei nostri giocatori e adattarci continuamente. Sto imparando a conoscere sempre più a fondo il campionato e le sue sfide, ma credo che la chiave sarà il lavoro collettivo e la capacità di leggere e interpretare al meglio ogni situazione."

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Milan, Allegri elogia i ragazzi: impegno e stima dai tifosi

A due giorni dal big match di Serie A tra Napoli e Milan, Massimiliano Allegri si è concesso a DAZN per alcune dichiarazioni pre-partita che delineano le condizioni della sua squadra e le aspettative per una sfida affascinante al Diego Armando Maradona.

Entusiasmo dei tifosi e atmosfera pre-gara “L’arrivo dei tifosi è un momento che ci riempie di soddisfazione, soprattutto perché non saranno presenti a Napoli,” ha spiegato Allegri. “Quest’anno i ragazzi si sono guadagnati la stima del pubblico grazie all’impegno e alla determinazione che mettono in ogni partita.” Il tecnico rossonero sottolinea così l’importanza della spinta dei supporter anche in trasferta, aspetto che potrebbe fare la differenza in partite di alto livello.

Settimana di preparazione e stato di forma “Abbiamo iniziato a lavorare insieme solo da ieri, perché tutti i giocatori erano disponibili solo da quel momento. Ora ci aspetta questa magnifica partita a Napoli,” ha aggiunto Allegri, evidenziando una fase di preparazione intensa ma breve, impreziosita dal recupero degli uomini chiave.

Il tecnico ha poi fatto il punto sugli attaccanti: “Tutti stanno bene, è rientrato anche Loftus-Cheek dal problema fisico. A eccezione di Gabbia, che dovrebbe tornare in gruppo martedì, siamo al completo.” Queste parole confermano come Allegri abbia a disposizione quasi tutto l’organico per affrontare il Napoli di Antonio Conte, reduce da una fase in cui ha recuperato progressivamente i suoi titolari.

Attenzione all’avversario: Napoli squadra di alto livello Riguardo all’avversario, Allegri ha mostrato grande rispetto e consapevolezza: “Il Napoli è una squadra forte, che ora finalmente può contare su tutti i giocatori. Sarà una partita splendida, tuttavia servirà una prestazione di squadra davvero importante per conquistare un risultato positivo.” Le parole dell’allenatore del Milan evidenziano la sfida tattica e fisica che attenderà le due formazioni in campo.

Riflessione sull’eliminazione dell’Italia dai Mondiali Un passaggio significativo è stato dedicato all’amara mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali: “Non so esattamente perché non ci siamo andati,” ha ammesso Allegri, “ma come italiano sono molto dispiaciuto. Credo che gli organi di competenza debbano analizzare a fondo questo fallimento e lavorare su soluzioni concrete per aiutare i giovani calciatori a diventare giocatori di alto livello.” Il giudizio del tecnico del Milan è un invito a una riflessione profonda sul futuro del calcio italiano e sul necessario ricambio generazionale.

Napoli-Milan si prepara così a essere un confronto intenso e cruciale per entrambe le squadre, soprattutto in un campionato di Serie A che vede il Napoli di Antonio Conte lottare per la vetta con una rosa ritrovata e galvanizzata, mentre il Milan di Allegri punta a confermare il proprio valore contro avversari di grande prestigio. Sarà un duello da seguire con attenzione, tra tattica, tecnica ed emozioni ai massimi livelli.

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D'Amico: Napoli favorito su Milan, sfida chiave per l'Inter

Con la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali ancora fresca, la Serie A riparte senza pause e si avvicina a una delle partite più attese della 31ª giornata: Napoli-Milan. Un confronto che si preannuncia determinante nella lotta per la vetta del campionato e su cui si è soffermato Andrea D'Amico, noto agente e opinionista, intervenuto ai microfoni di MilanNews.it.

D'Amico ha indicato come favorita la squadra partenopea, sottolineandone alcune peculiarità decisive soprattutto nell'ambiente del Maradona: "Il Napoli, per ambiente e per fame. Il Maradona non è uno stadio: è una pressione continua, che ti entra nelle gambe. Se la partita resta sporca, il Napoli ha qualcosa in più. Se diventa pulita, tecnica, il Milan può far male".

Parlando del trascorso attuale della Serie A, emerge la convinzione che il percorso verso lo scudetto non sia poi così aperto come sembra: "Non è una corsa a tre. È una corsa in cui l’Inter è davanti e gli altri inseguono sperando che rallenti. Chi vince tra Napoli e Milan non entra automaticamente nella lotta scudetto: entra nella possibilità di disturbarla. Che è diverso, ma nel calcio spesso basta. Ovviamente dipende poi dai risultati dell’Inter. Perché con i tre punti tutto è aperto fino alla fine".

Questa dichiarazione sposta così la chiave di lettura sul primato nerazzurro, dapprima messo in dubbio ma poi ancora protagonista e potenzialmente decisivo nelle prossime giornate di campionato.

Altro capitolo interessante riguarda il confronto tra i due allenatori, due “maestri” della Serie A chiamati a interpretare al massimo questa sfida da dentro o fuori per la stagione. Antonio Conte, alla guida del Napoli, si trova faccia a faccia con Massimiliano Allegri, mister del Milan. Su questo fronte, D’Amico offre un ritratto intrigante e netto, evidenziando le diverse filosofie e personalità al timone delle compagini: "Dipende da che partita vuoi. Se vuoi controllo emotivo, Allegri. Se vuoi portarla al limite, Conte. Conte accende la partita, Allegri la spegne. E spesso, nelle gare di nervi, vince chi riesce a far giocare l’altro come non vuole".

Le parole pronunciate da D’Amico rimandano a un duello tattico e psicologico che renderà ancora più avvincente questa sfida. Il Napoli di Conte, forte del calore del pubblico del Maradona e della sua energia agonistica, punta a sfruttare ogni dettaglio e a imporre il proprio ritmo, anche in partite che si preannunciano “sporche” e intense. Dall’altra parte, il Milan di Allegri, abile a gestire momenti delicati, cercherà di mantenere la lucidità e la solidità necessarie per colpire nei momenti giusti e sovvertire i pronostici.

In definitiva, Napoli-Milan non sarà solo un big match, ma un vero e proprio spartiacque per il finale di stagione di Serie A. La pressione del San Paolo, la fame di vittoria delle due squadre e la tesa posta in palio la rendono una partita da non perdere. Chi avrà la meglio potrà ambire a infastidire seriamente l’Inter di Simone Inzaghi, ancora avanti in classifica ma alle prese con un calendario fitto di impegni e con la pressione crescente di dover difendere il primato.

Il fronte scudetto si infiamma quindi sul terreno di gara: chi riuscirà a imporsi tra Napoli e Milan potrebbe non essere il favorito ultimo alla conquista del titolo, ma senz’altro colui che deciderà il destino della vetta e della Serie A in questa stagione appassionante.

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