lunedì 8 giugno 2026

Napoli, rivoluzione Allegri: da Kovar a Gila e Richard Rios

Il Napoli è già al lavoro per costruire la rosa che accompagnerà Antonio Conte nel suo nuovo ciclo tecnico, anche se l'ufficialità dell’allenatore livornese deve ancora attendere la formalizzazione della rescissione contrattuale con il Milan. Lo stesso presidente Aurelio De Laurentiis ha confermato nei giorni scorsi che l’annuncio finale arriverà soltanto una volta risolti i dettagli burocratici, ma nel frattempo il direttore sportivo Giovanni Manna non perde tempo, indirizzando con precisione la strategia di mercato degli azzurri.

La parola d’ordine del Napoli è pianificazione: il club vuole farsi trovare pronto, a passo spedito, in vista dell’arrivo di Conte in panchina. Per questo motivo, già da ora, la dirigenza sta sondando e individuando obiettivi concreti in tutti i reparti, al fine di rafforzare la squadra in modo equilibrato e indirizzata al successo.

Portieri: nel mirino il giovane Kovar

Tra i profili attenzionati per la porta spicca il nome di Matej Kovar, promettente portiere ceco classe 2000, attualmente in forza al PSV Eindhoven e già parte integrante del giro della nazionale maggiore. Il suo possibile ingaggio rappresenterebbe un inserimento di qualità e futuro tra i pali, aumentando la concorrenza. Resta inoltre da valutare la posizione degli attuali portieri azzurri, Alex Meret e Vanja Milinkovic-Savic, non ancora totalmente certe per la prossima stagione.

Difesa: Gila obiettivo primario, attenzione alle fasce

In difesa l’obiettivo numero uno resta Mario Gila, giovane centrale spagnolo in forza alla Lazio. La sua versatilità e giovanissima età lo rendono un pupillo del Napoli, sebbene la trattativa si prospetti complessa. Il patron biancoceleste Claudio Lotito avrebbe infatti assicurato al tecnico Gennaro Gattuso la permanenza di Gila per almeno un’altra stagione, creando un ostacolo non da poco.

Per quanto riguarda la fascia destra, i partenopei valutano due profili differenti ma complementari: da una parte Dodo, esterno della Fiorentina, giocatore esperto e abituato al campionato italiano, con una valutazione attorno ai 15 milioni di euro; dall’altra, il talento emergente israeliano classe 2004 Anan Khalaili, attualmente all'Union Saint-Gilloise, il cui cartellino viene stimato intorno ai 22,5 milioni di euro.

Centrocampo: Anguissa nel futuro azzurro o possibile addio

Uno dei nodi più importanti riguarda il centrocampo, nel quale il futuro di Frank Anguissa rimane ancora incerto. Il camerunese è legato al Napoli fino al 2027, ma nelle prossime settimane si capirà se la sua permanenza sarà confermata oppure se il club azzurro prenderà in considerazione un addio. Qualora Anguissa dovesse lasciare Castel Volturno, la società avrebbe già avanzato un nome per la sostituzione: Richard Rios, giovane centrocampista colombiano di proprietà del Benfica. Rios si è imposto come uno dei prospetti di maggiore interesse in Europa nelle ultime stagioni, attirando attenzioni da vari club importanti.

Il mercato del Napoli si muove dunque con decisione, puntando a costruire una squadra competitiva, pronta ad imprimere fin da subito la sua impronta sotto la guida di Conte. Il progetto tecnico va delineandosi a piccoli passi, con la dirigenza azzurra che vuole mettere in mano al nuovo tecnico una rosa solida e funzionale per le ambizioni della prossima stagione di Serie A.

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domenica 7 giugno 2026

Panchine Serie A 2024: situazione attuale delle 20 squadre

Il mercato delle panchine in Serie A vive ore di grande fermento, con novità importanti che definiscono sempre più il quadro tecnico delle squadre in vista della prossima stagione. Tra conferme e nuovi innesti, approfondiamo squadra per squadra la situazione degli allenatori, per capire chi guiderà i club italiani nel campionato che sta per iniziare.

Atalanta La dirigenza nerazzurra ha scelto di voltare pagina dopo la scelta di non confermare Raffaele Palladino. In attesa della risoluzione ufficiale con l'ex tecnico, la società bergamasca ha deciso di affidare la guida a Maurizio Sarri. Il tecnico, da poco svincolato dalla Lazio, torna così in collaborazione con Cristiano Giuntoli, con cui aveva già lavorato ai tempi del Napoli. Mancano solo le formalità per l'ufficialità.

Bologna Dopo la risoluzione consensuale del contratto con Vincenzo Italiano, le voci che avevano accostato Di Francesco, Pioli e Palladino al club felsineo sono state spazzate via dall'annuncio ufficiale dell'arrivo di Domenico Tedesco, che ha firmato un accordo biennale con il Bologna. Una scelta chiara per rilanciare il club emiliano nel campionato di Serie A.

Cagliari Dopo aver raggiunto una meritata salvezza, il Cagliari ha deciso di confermare Fabio Pisacane sulla panchina rossoblù. A ufficializzare il rinnovo è stato personalmente il presidente Tommaso Giulini, che ha annunciato un biennale con opzione per la terza stagione, segno di fiducia nel progetto tecnico del club.

Como Il sorprendente Como, fresco della storica qualificazione alla Champions League, conferma la fiducia in Cesc Fabregas. L’ex campione spagnolo, nonostante la giovane esperienza da tecnico, è il punto fermo di una società che punta a consolidarsi ai massimi livelli.

Fiorentina In casa viola si assiste a un cambio di guida tecnica: l’addio di Paolo Vanoli, nonostante la salvezza conquistata, ha aperto le porte all’arrivo di Fabio Grosso. Il tecnico ha da poco risolto il contratto con il Sassuolo e, dopo la sistemazione degli aspetti burocratici, è pronto a prendere in mano la Fiorentina grazie alla spinta di Paratici.

Frosinone Il Frosinone festeggia la promozione e conferma Massimiliano Alvini sulla panchina per la prossima stagione, puntando sulla continuità per mantenere la categoria.

Genoa Dopo una stagione tranquilla, Daniele De Rossi sarà di nuovo al timone del Genoa grazie al rinnovo automatico previsto dalla clausola. Nonostante i rumors che lo accostavano ad altre squadre, il tecnico romano si prepara a pianificare la nuova annata in rossoblù.

Inter Dopo aver conquistato Scudetto e Coppa Italia, l’Inter non ha dubbi e conferma Cristian Chivu. Il rinnovo di contratto è stato definito fino al 2028, con l’annuncio ufficiale ormai imminente.

Juventus Nonostante la mancata qualificazione alla Champions League, la Juventus conferma l’allenatore, con Luciano Spalletti che rimane saldamente in panchina grazie al rinnovo firmato ad aprile fino al 2028.

Lazio Dopo la separazione ufficiale con Maurizio Sarri, che sarà il nuovo allenatore dell’Atalanta, la Lazio si è già orientata su Gennaro Gattuso, reduce dall’esperienza sulla panchina della Nazionale italiana. Manca solo la firma per il contratto biennale che lo legherà al club biancoceleste.

Lecce Con la salvezza guadagnata sul campo, Eusebio Di Francesco dovrebbe rimanere alla guida del Lecce. Nonostante alcune voci e accostamenti ad altre squadre, il tecnico resta concentrato sulle trattative in corso: “I miei agenti lavorano, queste cose fanno parte del calcio, inutile nascondersi”, ha dichiarato recentemente.

Milan Dopo l’addio a sorpresa di Massimiliano Allegri, il Milan si guarda intorno per individuare il successore. Oliver Glasner, fresco vincitore della Conference League con il Crystal Palace, sembra in vantaggio. Restano però in corsa nomi come Mauricio Pochettino, Matthias Jaissle e Arne Slot.

Monza Il Monza conferma Paolo Bianco alla guida della squadra dopo aver centrato la promozione in Serie A, puntando sulla stabilità tecnica.

Napoli La notizia più attesa riguarda il Napoli, che sta per ufficializzare l’ingaggio di Massimiliano Allegri come nuovo allenatore. Il tecnico, da poco esonerato dal Milan, prenderà il posto lasciato libero da Antonio Conte, ponendo la firma su un contratto biennale. L’accordo è a un passo dall’ufficialità e rappresenta uno scossone importante nel panorama della Serie A.

Parma Il Parma conferma Carlos Cuesta alla guida tecnica, con un contratto fino al 2027 e opzione per un’ulteriore stagione, nel segno della continuità progettuale.

Roma Dopo aver centrato la qualificazione alla Champions League, la Roma punta su Gian Piero Gasperini confermandolo alla guida della squadra, un binomio ormai consolidato.

Sassuolo Il Sassuolo saluta Fabio Grosso, pronto a trasferirsi alla Fiorentina. Per la panchina neroverde prende quota la candidatura di Alberto Aquilani, che nelle prossime ore dovrebbe firmare un contratto biennale con opzione per il terzo anno.

Torino Il futuro del Torino sulla panchina resta incerto: Roberto D’Aversa, il cui contratto scade, non ha ancora la certezza di restare. Nel frattempo, sta crescendo l’ipotesi Ignazio Abate, attualmente legato alla Juve Stabia fino al 2027, che sembra favorito per la successione.

Udinese Con un anno ancora di contratto, Kosta Runjaic è confermato sulla panchina dell’Udinese per la prossima stagione, garantendo continuità al progetto friulano.

Venezia Giovanni Stroppa, artefice della promozione in Serie A, ha annunciato la sua conferma sulla panchina del Venezia, parlando anche dei “grandi progetti” della società per il futuro.

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Calciomercato 7 giugno: ultime trattative e retroscena live

INTER, Vicino il rinnovo di Mkhitaryan: Ausilio parla anche di De Vrij

Nel cuore del Festival della Serie A a Parma, Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, ha fatto il punto sulle trattative per i rinnovi dei calciatori in scadenza di contratto. Il discorso si è concentrato in particolare su Henrikh Mkhitaryan e Stefan De Vrij, protagonisti di un finale di stagione importante per i nerazzurri.

"Stiamo negoziando, non è un mistero," ha spiegato Ausilio riferendosi a Mkhitaryan. "Penso che ci sarà a breve un punto d’incontro. La nostra intenzione è quella di andare avanti ancora un anno e lui mi sembra ben propenso". Una situazione che lascia ben sperare i tifosi interisti, chiamati a vedere ancora in campo l’armeno, la cui esperienza è ritenuta preziosa dal club meneghino.

Per quanto riguarda invece De Vrij, il ds ha puntualizzato: "Stiamo facendo delle riflessioni, sia noi sia lui, non c’è fretta. Sta recuperando dall’infortunio, gli abbiamo consigliato di andare un po’ in vacanza dopo la delusione del Mondiale". Un passo di cautela quindi, per capire al meglio il futuro di uno dei pilastri della difesa nerazzurra.

Lazio alla ricerca di un attaccante: piste ed obiettivi

Intanto la Lazio si muove con decisione sul mercato per rinforzare il reparto offensivo, una necessità emersa chiaramente al termine di un campionato in cui la mancanza di incisività negli ultimi trenta metri è risultata evidente. Il tecnico Gennaro Gattuso ha chiesto un profilo più pesante e capace di fare la differenza.

Tra i nomi accostati alla dirigenza biancoceleste, non tutti godono dello stesso seguito. Secondo indiscrezioni raccolte da fonti vicine al club, la candidatura di Roberto Piccoli non sembra particolarmente concreta, principalmente perché le sue caratteristiche sono ritenute eccessivamente simili a quelle di Petar Ratkov, su cui il club ha investito con convinzione lo scorso anno.

Molto più calda, invece, la pista che porta a Sebastiano Esposito. L’attaccante classe 2002, di proprietà del Cagliari, verrà quasi certamente riscattato a inizio luglio per una cifra intorno ai quattro milioni di euro. Le qualità tecniche, la duttilità tattica e soprattutto la capacità di incidere in zona gol – comprovate dalle 13 partecipazioni a reti nell’ultima stagione – lo hanno reso un profilo molto gradito a Formello, sia all’attuale direttore sportivo Igli Tare sia allo stesso Gattuso. La sua permanenza in Sardegna non è comunque garantita, e la Lazio resta molto interessata.

Chi continua a stuzzicare la fantasia dei tifosi biancocelesti è Santiago Gimenez. L’attaccante messicano, reduce da una parentesi poco brillante al Milan, potrebbe lasciare i rossoneri e rappresenta il principale obiettivo dei capitolini. Il suo spiccato fiuto per il gol, mostrato in modo speciale ai tempi del Feyenoord, ha lasciato un ricordo indelebile sia negli osservatori sia nella società capitolina, che in passato ha potuto sperimentare le sue qualità.

Torino cerca nuovo allenatore: la rosa dei candidati si restringe

Dopo il rifiuto di Alberto Aquilani – che ha scelto di guidare il Sassuolo – il Torino è chiamato a definire il suo futuro tecnico. Secondo fonti molto attendibili, tra cui quelle di una nota emittente sportiva, in pole position per la panchina granata ci sarebbe Ignazio Abate, attualmente alla guida della Juve Stabia. Ma non è l’unico nome sul taccuino di Cairo e Petrachi: nelle ultime ore, infatti, il club ha incontrato Alberto Gilardino e considera anche l’ipotesi Eusebio Di Francesco, ancora indeciso sul futuro dopo l’esperienza col Lecce. Le decisioni potrebbero arrivare già nelle prossime ore, decisive per impostare la nuova stagione del Torino.

Napoli, conferma Spinazzola e cambio allenatore: Conte lascia spazio ad Allegri

In casa Napoli si lavora con attenzione sul taglio del monte ingaggi, mantenendo però saldo l’equilibrio della rosa. Tra i giocatori di esperienza destinati a restare figura Leonardo Spinazzola, che ha appena terminato la sua seconda stagione con la maglia azzurra. Secondo quanto riportato da La Repubblica, la firma per il rinnovo del contratto fino al 2028 è ormai pronta, dopo che in un primo momento sembravano esserci state perplessità sulla durata dell’accordo. La proposta di alcuni top club italiani, Juventus in primis, è stata respinta senza tentennamenti.

Spinazzola rimarrà così al Napoli, pronto a fare da preziosa alternativa sulla fascia sinistra a Miguel Gutierrez, uno degli acquisti più azzeccati dell’ultima sessione estiva. La sua versatilità tattica gli permette di essere impiegato sia come terzino che come esterno di centrocampo, capace anche di giocare sulla corsia destra se necessario. Un elemento chiave per il progetto tecnico di Antonio Conte, non solo nel presente ma anche a lungo termine.

Sassuolo e Aquilani: accordo per la panchina neroverde

Il passaggio di Alberto Aquilani sulla panchina del Sassuolo è ormai vicino. Il tecnico romano ha raggiunto un’intesa di massima con la società emiliana, che gli avrebbe proposto un contratto biennale, con opzione per un terzo anno a favore del club. L’ufficialità dovrebbe arrivare nelle prossime settimane, non appena Aquilani risolverà il suo attuale contratto con il Catanzaro – valido fino al 2027.

Reduce dalla sfortunata finale playoff che ha negato la promozione in Serie A al Catanzaro, Aquilani si prepara così a vivere il suo primo grande salto in massima serie. Un incarico che rappresenta un’importante tappa per la carriera dell’ex centrocampista della Roma, pronto a costruire un proprio percorso da allenatore tra i professionisti.

Feyenoord, Van Persie esonerato dopo 18 mesi

Si conclude anticipatamente l’avventura di Robin van Persie alla guida del Feyenoord. Dopo un anno e mezzo sulla panchina del club di Rotterdam, la società ha ufficializzato la decisione di separarsi dall’ex attaccante, maturata al termine di un confronto interno nelle ultime ore.

Un addio doloroso, come sottolineato dal direttore tecnico Dévy Rigaux: "Robin ha dato tutto per il club negli ultimi diciotto mesi e merita riconoscimento per aver concluso una stagione complicata con il secondo posto che ci ha garantito la qualificazione alla Champions League, un obiettivo molto importante".

Tuttavia, la società ha ritenuto necessario un cambio di rotta dopo un’analisi dettagliata sull’andamento sportivo: "Abbiamo valutato lo sviluppo del gioco e il calo dei risultati sia in Eredivisie sia nelle competizioni europee. La sintesi è stata che fosse preferibile iniziare la prossima stagione con un nuovo allenatore". Il Feyenoord è già a lavoro per individuare il sostituto, annunciando una nuova era entro poche settimane.

Bayern Monaco ferma sul mercato: Olise "non si vende"

Arriva una presa di posizione netta dal Bayern Monaco in merito al futuro di Michael Olise. Il presidente Herbert Hainer ha smentito categoricamente ogni voce di mercato riguardante l’esterno francese, accostato nelle ultime settimane a un possibile trasferimento al Real Madrid con una clamorosa offerta da 150 milioni di euro.

"Olise è un giocatore del Bayern, ha un contratto a lungo termine," ha dichiarato Hainer con fermezza. "Non siamo un club che ha bisogno di vendere. Se il Real Madrid pensa di presentare un’offerta, che finora non c’è mai stata, può risparmiarsi la fatica: non lo venderemo nemmeno per 150 milioni o più".

I numeri di Olise parlano chiaro: 22 gol e 31 assist in tutte le competizioni, rendendolo uno dei giocatori più decisivi in Bundesliga e un candidato futuro al Pallone d’Oro. Nel frattempo, il francese si prepara al Mondiale, inserito nell’attacco stellare della nazionale insieme a Kylian Mbappé e Ousmane Dembélé, confermando il suo talento e le ambizioni di crescita.

Montpellier vicino al cambio di proprietà: dentro il fondo GSS e investitori importanti

Il Montpellier potrebbe essere prossimo a un cambiamento storico nel proprio assetto societario. Secondo quanto riportato da L'Équipe, il fondo d’investimenti GSS avrebbe trovato un accordo con la famiglia Nicollin per entrare nel capitale del club francese. Questo passaggio potrebbe porre fine a un’epoca durata decenni sotto la gestione Nicollin e aprire la strada a una nuova fase, più ambiziosa e strutturata.

Il club è reduce da stagioni complesse, culminate con la retrocessione in Ligue 2 al termine della stagione 2024-2025, e necessita d’investimenti freschi per risalire velocemente nella massima serie. Nel progetto figura anche İlkay Gündoğan, centrocampista tedesco attualmente al Galatasaray, insieme a Daniel Karbassiyoon, ex attaccante con esperienze in Premier League e in League One.

La possibile entrata di GSS potrebbe garantire nuova linfa finanziaria e una visione rinnovata per il Montpellier, anche se resta da definire quale sarà il coinvolgimento diretto di Gündoğan nel club.

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Sabatini punge Conte: complimenti Inter per evitare infortuni Napoli

Antonio Conte, nella conferenza stampa che ha segnato il suo addio al Napoli, ha lanciato spunti interessanti destinati a far discutere, non solo tra i tifosi azzurri, ma anche tra addetti ai lavori e opinionisti del calcio italiano. Tra questi c’è anche il giornalista Sandro Sabatini, intervenuto nel podcast "Cose Scomode" per analizzare alcuni passaggi chiave del discorso dell’allenatore salentino.

Sabatini ha evidenziato come i complimenti del tecnico nei confronti dell'Inter campione d'Italia non siano frutto di una semplice cortesia, ma piuttosto di una scelta comunicativa ben precisa. Secondo il giornalista sportivo, Conte avrebbe voluto evitare ulteriori polemiche sulle dinamiche che hanno influenzato la corsa scudetto tra Napoli e Inter. Riconoscendo apertamente la superiorità della squadra nerazzurra, il tecnico ha così deciso di chiudere la porta a dibattiti potenzialmente infuocati.

"Quando Conte ha puntualizzato che anche senza gli infortuni il Napoli non avrebbe vinto lo Scudetto, secondo me non voleva aprire quella discussione," ha spiegato Sabatini. "Per questo ha ammesso che l’Inter era più forte." La riflessione si è poi spostata sul nodo più enigmatico della stagione azzurra: i numerosi problemi fisici che hanno colpito la rosa guidata da Conte.

Il tecnico, arrivato a Napoli con l’obiettivo di far esplodere ulteriormente una squadra già competitiva a livelli altissimi sotto la gestione precedente, si è infatti trovato a dover affrontare una lunga serie di infortuni che hanno inevitabilmente inciso sul rendimento complessivo della squadra. Sabatini definisce questa situazione come “il grande mistero, il grande giallo” della stagione partenopea, sottolineando come l’alto numero di stop fisici non sia ancora del tutto spiegabile e rappresenti uno degli aspetti più difficili da interpretare nell'analisi del campionato del Napoli.

La questione degli infortuni assume un rilievo strategico fondamentale, soprattutto considerando la sfida serrata con l’Inter di Simone Inzaghi. Mentre i nerazzurri sono riusciti a mantenere una maggiore continuità di organico, il Napoli si è dovuto costantemente reinventare, a causa di defezioni che hanno toccato ruoli chiave, alterando anche la scelta degli uomini in campo e l’equilibrio tattico tanto ricercato dall’ex allenatore bianconero.

Questo scenario contribuisce a leggere con maggiore equilibrio le parole di Conte sul confronto tra le due rivali per lo scudetto, evitando una narrazione improntata solo su recriminazioni o polemiche. Il tecnico ha preferito accettare la superiorità d’un’Inter consolidata, ma ribadisce implicitamente che il Napoli avrebbe potuto lottare fino in fondo se non fosse stato decimato dagli infortuni. Una considerazione che rimane al centro del dibattito sulla stagione 2023-2024 in Serie A, un campionato in cui il Napoli, nonostante tutto, ha dimostrato di essere una delle forze principali del calcio italiano.

Il lascito di Conte a Napoli non si limita però alle sole evidenze sportive: il racconto del mister salentino contiene anche una presa di coscienza sui limiti emersi e sulle difficoltà fisiche che hanno condizionato la squadra. Di fronte a un cammino interrotto sul più bello, le parole di Conte si configurano come un’analisi lucida e, allo stesso tempo, strategica, capace di anticipare le critiche e di riconoscere i meriti di una formazione avversaria che ha saputo conquistare uno Scudetto al termine di una stagione molto combattuta.

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Wolfsburg retrocesso, Majer: 3 club di Serie A interessati

Il mercato estivo del Napoli entra sempre più nel vivo e uno dei nomi finiti nel radar della dirigenza azzurra è quello di Lovro Majer, centrocampista croato attualmente in forza al Wolfsburg. Dopo la retrocessione della società tedesca in Zweite Bundesliga, il classe 1998 potrebbe rappresentare una ghiotta opportunità di mercato per rinforzare la mediana partenopea, dove Antonio Conte sta lavorando per costruire una squadra competitiva anche in vista della prossima stagione di Serie A.

Secondo fonti inglesi, il cartellino di Majer verrebbe valutato tra i 10 e i 12 milioni di euro, una cifra tutto sommato contenuta e che rende l'operazione particolarmente appetibile per il Napoli. L'ex Rennes si distingue per la sua versatilità in mezzo al campo: mancino naturale, è capace di ricoprire con efficacia ruoli diversi come regista e trequartista, garantendo soluzioni tattiche interessanti che potrebbero sposarsi bene con il progetto tecnico guidato da Conte, alla ricerca di qualità e creatività nella zona nevralgica della squadra.

Nonostante il contratto con il Wolfsburg sia in scadenza nel 2028, la retrocessione in seconda serie tedesca potrebbe accelerare la cessione del giocatore, aprendo quindi scenari importanti per la sua partenza. Oltre al Napoli, anche altre squadre italiane come Como e Fiorentina seguono con attenzione l'evoluzione della situazione, pronte a inserirsi nel caso in cui si creassero margini concreti per un trasferimento.

Majer vanta un percorso di grande crescita in Europa: dopo le prime esperienze in patria con Lokomotiv e Dinamo Zagabria, ha dimostrato le sue qualità nel campionato francese con il Rennes per poi trasferirsi in Germania, dove ha trascorso le ultime tre stagioni con il Wolfsburg. La sua esperienza internazionale e la capacità di adattarsi a diversi moduli tattici lo rendono un profilo interessante per una squadra ambiziosa come il Napoli, che in questa sessione di calciomercato punta a rinforzarsi in modo mirato.

Antonio Conte – alla guida degli azzurri – valuta attentamente ogni potenziale innesto per migliorare la mediana e ampliare le opzioni offensive senza gravare sul budget. Con un prezzo contenuto e un bagaglio tecnico notevole, Lovro Majer potrebbe rappresentare una pedina fondamentale per il centrocampo partenopeo nella prossima stagione di Serie A, offrendo qualità, dinamismo e capacità di creare gioco.

In conclusione, mentre il mercato estivo si scalda, il Napoli continua a sondare il terreno per profili capaci di innalzare il livello della squadra: Majer è senza dubbio un nome da seguire con attenzione, con la dirigenza azzurra pronta a valutare sviluppi concreti e a cogliere l'occasione qualora dovesse presentarsi una trattativa vantaggiosa e in linea con le strategie tecniche del club.

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Ranocchia su Chivu: "Mai dubbi su Inter e Conte, nazionale"

L'impatto di Cristian Chivu sulla nuova Inter continua a far parlare con toni positivi, soprattutto tra chi conosce bene l’ambiente nerazzurro. Tra questi spicca la voce autorevole di Andrea Ranocchia, ex capitano dell’Inter, che in un’intervista rilasciata a Sportmediaset ha tracciato un bilancio incoraggiante sul lavoro del tecnico romeno, protagonista di una stagione che ha ridato slancio e identità al club milanese.

Ranocchia ha sottolineato con forza il valore umano di Chivu, elemento chiave nel suo inserimento nello spogliatoio e nella dinamica di squadra. "Cristian conosce alla perfezione l’Inter, sia da giocatore che da allenatore", ha spiegato l’ex difensore. "Quando è stato scelto come tecnico non ho mai avuto dubbi sul fatto che avrebbe fatto bene. La sua forza risiede nel lato umano: è riuscito a coinvolgere tutti, creando un’empatia vera con il gruppo. È diventato quasi un amico, pur mantenendo sempre chiari i ruoli e le responsabilità. Ha portato entusiasmo e nuova energia dopo un finale di stagione precedente piuttosto complicato".

Nel suo intervento, Ranocchia si è poi soffermato sulla corsa allo scudetto che si preannuncia ancora più combattuta, indicandone le principali protagoniste. “Il Napoli dispone di una rosa molto importante e sarà intrigante osservare quale impatto riuscirà a dare il nuovo allenatore, Antonio Conte", ha ammesso. “Anche la Juventus, con Luciano Spalletti alla guida sin dall’inizio della stagione e con un mercato all’altezza, si presenterà come una concorrente temibile. Tuttavia, oggi l’Inter resta avanti sia per organico, sia per la struttura societaria e per la sua storia”.

Ranocchia ha concluso con un pensiero sulla Nazionale italiana, esprimendo senza esitazioni il nome dell’allenatore ideale: “Se fossi alla guida della FIGC, punterei su Antonio Conte. In questo momento, credo che lui sia l’unico tecnico capace di riportare l’Italia ai livelli che merita”.

Le parole di Ranocchia arrivano in un momento di grande fermento in Serie A. Il Napoli, fresco di un cambio importante in panchina con l’arrivo di Conte, punta a confermare la propria competitività dopo gli ultimi anni di vertice. L’Inter, invece, sotto la guida di Chivu, cerca di riscattare una stagione precedente chiusa in modo complicato, instaurando nuovi equilibri e puntando a tornare protagonista nell’alta classifica. Nel frattempo, la Juventus con Spalletti è pronta a ripartire con una squadra rinforzata, rinnovando così la lotta tra le big del campionato.

Non solo campionato, dunque, ma anche ambizioni azzurre che tornano al centro del dibattito. Il profilo di Antonio Conte, infatti, viene esaltato quale figura in grado di dare nuovo slancio alla Nazionale italiana. Un endorsement importante che sottolinea la fiducia riposta in un tecnico dal carattere deciso e dall’esperienza consolidata, capace di fare alzare nuovamente il livello della squadra azzurra sul palcoscenico internazionale.

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Tony D'Amico alla Roma, Setti: "Sempre presente, non ama apparire"

In esclusiva ai microfoni di Tele Radio Stereo 92.7, Maurizio Setti, ex presidente dell'Hellas Verona, ha parlato del futuro e del ruolo di Tony D'Amico, direttore sportivo ormai vicino a ricoprire un incarico di primo piano nella Roma. Un lungo racconto che restituisce uno spaccato umano e professionale di chi è stato il primo a credere nei mezzi di D’Amico, così come delle sfide che lo attendono nella Capitale.

Il coraggio di una scommessa Setti ricorda con orgoglio il momento in cui spinse per la promozione di D’Amico dal ruolo di responsabile dell’area scouting a direttore sportivo: “Sono sempre stato un uomo di scelte coraggiose, come ho fatto anche al Mantova. Avevo in mente un profilo ben preciso, un direttore sportivo di categoria, ma non si è conclusa quell’operazione. A quel punto ho ragionato con Tony, che mi ha chiesto di lavorare al mio fianco. Da lì è nato un percorso e sono stati anni fantastici, con ottimi risultati e plusvalenze. Poi, nel frattempo, è arrivata la chiamata di Luca Percassi che ha portato D’Amico all’Atalanta. In situazioni del genere è fondamentale saper trovare un accordo che soddisfi tutte le parti coinvolte, ed è questo il ruolo autentico dei proprietari”.

Un uomo che lavora nell’ombra, ma con grande intelligenza Con oltre vent’anni di esperienza nel mondo del calcio, Setti definisce D’Amico come una persona “perennemente dietro le quinte, ma sempre in campo”, un valore aggiunto invisibile ma determinante. “Il suo difetto più grande? Fuma 50 sigarette al giorno, proprio come Sabatini”, scherza. “Tony ha una capacità notevole: capire chi ha davanti e fare da filtro tra la proprietà e la squadra, come ha dimostrato con Gasperini all’Atalanta. Questa dote sarà fondamentale anche a Trigoria, dove servirà lavorare con serenità e armonia inoltrata. Non ama apparire, né cercare le luci dei riflettori. È un uomo di campo e questa caratteristica me lo rendeva subito simpatico. L’unico vero “spettro” a cui dovrà stare attento è la romanità: il calcio nella capitale è complicatissimo per le tante influenze, sia positive sia negative. Se la Roma fosse a Milano, vincerebbe probabilmente 30 scudetti di fila”, chiude con ironia.

Il ruolo della proprietà e la capacità di D’Amico di muoversi nella complessità romanista Setti si sofferma sul contesto societario della Roma, paragonandolo a Verona e Bergamo, e si interroga su quanto possa essere limitante una proprietà non presente quotidianamente: “D’Amico ha ormai una decina d’anni di esperienza e certamente non teme la gestione del campo o la scelta dei giocatori. Però alla Roma manca forse qualcuno che, come facevo io, si alzi ogni mattina con la fame di ottenere risultati a ogni costo. Il vero problema giallorosso è sempre stato l’eccesso di anime in un unico progetto, con una mancanza di un ‘comandante’ quotidiano che possa garantire la coesione tra proprietà e squadra. Sono certo che anche Tony dovrà appoggiarsi a figure di riferimento e mi auguro che la proprietà abbia previsto una struttura solida a supporto”.

Proprietà lontane: un ostacolo superabile? “La distanza del proprietario è certamente un limite”, afferma senza mezzi termini Setti, “ma può essere compensata da una figura intermedia con pieno potere decisionale, alla maniera di Adriano Galliani con Berlusconi. Senza stabilità e continuità si rischia il fallimento. La proprietà deve saper scegliere e investire, perché per raggiungere certi livelli servono professionalità ma anche risorse economiche adeguate”.

Roma in corsa per lo scudetto? La parola a Setti Sulla possibilità che la Roma possa davvero ambire al titolo nella prossima stagione, Setti è cauto ma aperto a sorprese: “Milan e Juventus stanno vivendo una fase complicata, mentre Napoli e Inter paiono più solide nel breve termine. Ma tanto dipenderà dalle mosse di mercato. Gasperini, come sappiamo, chiede attaccanti: il suo modulo è quasi senza difensori. Se riusciranno a inserire i tasselli giusti come un profilo alla Malen — e su questo Tony D’Amico ha dimostrato grande competenza — la Roma potrebbe diventare una concorrente scomoda”.

Conclude con un pizzico di orgoglio personale: “Sarei felice se un mio ‘pupillo’ riuscisse a raggiungere un risultato importante con una realtà complessa come quella della Capitale. Ne avrebbe pienamente meritato il successo”.

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