giovedì 30 aprile 2026

Lazio, futuro Sarri incerto: De Laurentiis valuta per dopo Conte

In questo momento di grande fermento nel calcio italiano, si sta delineando un triangolo di potere che collega tre luoghi simbolo del nostro calcio: da Via Allegri a Roma, passando per Castel Volturno e approdando infine a Formello. Al centro di questo intreccio c’è la nuova FIGC, progetto che potrebbe ripartire dalla figura di Giovanni Malagò. Il nome del presidente del CONI, sostenuto soprattutto da Aurelio De Laurentiis, rappresenta un’opzione che ha però incontrato la ferma opposizione “politica” di Claudio Lotito, il cui no sembra motivato dalla volontà di sostenere il commissariamento voluto dal governo. Tuttavia, dopo le recenti dichiarazioni di Buonfiglio di martedì scorso, questa ipotesi appare ormai superata.

Se davvero Malagò dovesse prendere le redini della Federazione Italiana Giuoco Calcio, la decisione più delicata sarà proprio la scelta del commissario tecnico della Nazionale, colui che guiderà il nuovo ciclo azzurro. Ed è qui che il percorso di questa triangolazione rievoca con forza la connessione tra via Allegri, Castel Volturno e Formello, con potenziali ripercussioni anche sulla panchina della Lazio.

Antonio Conte il favorito per la panchina della Nazionale: l’ipotesi Sarri alla guida del Napoli

Il nome in cima alla lista del progetto federale è quello di Antonio Conte, allenatore del Napoli, che nelle ultime settimane ha espresso pubblicamente il suo interesse per un ritorno a Coverciano, dopo l’esperienza biennale avviata nel 2014 e conclusa nel 2016. De Laurentiis, da parte sua, sembrerebbe pronto a dare il via libera al tecnico pugliese, consapevole che questa possibile chiamata aprirebbe scenari nuovi per la guida tecnica del club partenopeo.

All’interno di Castel Volturno, cresce con forza l’ipotesi di Maurizio Sarri come sostituto naturale di Conte nel club azzurro. La decisione finale, però, si gioca inevitabilmente nelle mani di De Laurentiis. Il presidente del Napoli non ha del tutto superato il “tradimento” subito dall’ex tecnico, che dopo l’esperienza partenopea si è trasferito sulla panchina della Juventus, seppur evitando il passaggio diretto – a differenza di ciò che fece Gonzalo Higuain – ma ciò non ha cancellato la delusione di vedere “Il Comandante” vestire la maglia bianconera.

L’eventuale ritorno di Sarri a Napoli è un’ipotesi che stuzzica non poco l’attuale tecnico della Lazio, Claudio Lotito, il quale pare disposto a liberare Sarri senza chiedere ulteriori risarcimenti economici. Nel contratto di Sarri, infatti, restano da corrispondere circa 10 milioni lordi fino al 2028, cifra che Lotito preferirebbe non versare se potesse evitare l’esborso. Per Sarri, tornare a Napoli significherebbe tentare di vincere finalmente quello Scudetto che è rimasto soltanto un sogno sfiorato negli anni passati. Un obiettivo che il Comandante sente ancora alla sua portata, conscio tuttavia che la finale di Coppa Italia conquistata quest’anno è l’ultimo grande risultato ottenuto con la squadra partenopea.

Questo triennio che sembra profilarsi sulla panchina del Napoli potrebbe dunque aprire un nuovo ciclo anche per la Nazionale, riportando nell’élite del calcio italiano figure di grande esperienza e personalità come Antonio Conte, mentre il nodo Lazio-Napoli intorno a Sarri potrebbe riservare sorprese nelle prossime settimane. In ogni caso, quello che è certo è che il calcio italiano si trova di fronte a una fase di transizione destinata a definire ruoli e dirigenti chiave nei prossimi anni.

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Calciomercato 30 aprile: indiscrezioni e trattative in corso

Il calciomercato si scalda tra trattative, conferme e sorprese: la giornata odierna ha regalato numerosi aggiornamenti che coinvolgono i principali club italiani e non solo. Dall'incontro a Casa Milan alla ricerca del futuro della Juventus, fino agli occhi puntati sul Napoli per le strategie dei prossimi anni. Di seguito la cronaca completa degli sviluppi più importanti.

Milan e Allegri, un confronto decisivo

È stata una giornata intensa per il Milan, con Massimiliano Allegri che ha incontrato la dirigenza rossonera per fare il punto della situazione in chiave immediata e programmare la prossima stagione. Il tecnico e la società si sono confrontati a pochi giorni dal pareggio contro la Juventus, in un momento cruciale della stagione: il Milan è infatti a sei punti dal quarto posto, con quattro sfide da giocare contro Sassuolo, Atalanta, Genoa e Cagliari. Con dodici punti ancora in palio, basterebbe conquistarne la metà per assicurarsi il ritorno in Champions League, obiettivo fondamentale non solo per il prestigio, ma anche per la stabilità economica del club e per le possibilità di rinforzare la rosa.

Allegri ha espresso la necessità di ottenere certezze e stabilità, mentre la dirigenza punta a costruire basi solide e durature, in un dialogo proficuo che punterà a combinare ambizioni immediate e strategie di lungo termine. Le prossime settimane saranno cruciali per tracciare la strada future in casa Milan, ma intanto la concentrazione è tutta sulle ultime gare di campionato.

Roma, Dybala resta concentrato. Anche Mancini e Cristante verso il rinnovo

Tra le mura giallorosse, Paulo Dybala smentisce le voci di un accordo imminente con il Boca Juniors. L’attaccante argentino conferma la volontà di chiudere al meglio la stagione con la Roma, concentrandosi sulla rincorsa al quarto posto che vale la Champions League. Solo dopo valuterà con calma la propria situazione contrattuale e le opzioni per il futuro, mantenendo aperte diverse prospettive.

In parallelo, la Roma lavora senza sosta sul fronte dirigenziale, dove presto si scioglieranno le riserve per sostituire Frederic Massara. Tra i candidati spicca il nome di Gianluca Nani, attuale responsabile mercato dell’Udinese, ma la rosa delle opzioni è ampia e si dovrà attendere anche il parere dell’allenatore Gasperini, chiamato a guidare la politica sportiva giallorossa. Non mancano le piste che riguardano Cristiano Giuntoli e i direttori sportivi di Napoli e Atalanta, Giovanni Manna e Tony D’Amico, anche se l’ostacolo principale resta la volontà dei club di trattenere i propri uomini chiave.

Sul fronte rinnovi, sono ormai prossimi i prolungamenti per Gianluca Mancini e Bryan Cristante, entrambi alle prese con scadenze nel 2027, ma destinati a restare a Trigoria per rafforzare il progetto tecnico di Mourinho.

Juventus, il futuro dipende da Champions e da Bernardo Silva

Passando alla Juventus, la prossima stagione potrebbe vedere l’arrivo a parametro zero di Bernardo Silva, obiettivo primario per rinforzare il centrocampo bianconero. A stimolare il portoghese c’è il pressing diretto di Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli, che ha già manifestato il proprio interesse e la volontà di allenarlo. Tuttavia l’approdo a Torino sarà condizionato dalla qualificazione Champions, cui la dirigenza bianconera punta con decisione. L’offerta economica è consistente, con un ingaggio che può arrivare a 7 milioni di euro annui più bonus, cifra importante per un 31enne di grande esperienza.

Per quanto riguarda Jonathan David, l’attaccante della Juventus non ha finora risposto alle aspettative nonostante un ingaggio tra i più alti del club, dietro solo a Vlahovic e Yildiz. La società ha aperto all’ipotesi di una cessione, non facile però per via dell’ingaggio elevato (6 milioni più 2 di bonus). Possibili destinazioni includono big turche come Fenerbahce, che sta cercando un centravanti per il prossimo anno, dato che il Galatasaray sembra più dipendente dall’eventuale cessione di Osimhen. Si tiene viva anche la pista Francia, ma in Ligue 1 i club faticherebbero a sostenere un costo così oneroso, con il PSG unico potenziale acquirente in grado di farlo.

Inter su Nico Paz, sfida col Real Madrid

Intanto la giovane étoile del Como, Nico Paz, ha attirato l’attenzione del Real Madrid, che detiene una clausola di recompra fissata a 11 milioni di euro e potrebbe esercitarla prossimamente. L’Inter però non molla e sta studiando una proposta da 40-50 milioni per ingaggiare il centrocampista, valutando formule che spaziano dal prestito oneroso con diritti di riscatto e contro-riscatto, fino a un trasferimento immediato con clausole favorevoli ai Blancos. L’operazione potrebbe infiammare il mercato estivo e spostare gli equilibri in Serie A e oltre.

Il Napoli punta al futuro con Arthur Atta

Sul fronte partenopeo, Antonio Conte e il suo staff guardano già oltre. La dirigenza, guidata dal direttore sportivo Giovanni Manna, ha inserito nella lista dei potenziali innesti per il centrocampo il giovane Arthur Atta, centrocampista dell’Udinese designato come erede naturale di Zambo Anguissa. Accanto al brasiliano classe 2004, il Napoli monitora anche Joao Gomes del Wolverhampton, vicino a una retrocessione in Championship, e Richard Rios del Benfica. Pianificazione e visione chiara sono alla base delle strategie del Napoli che vuole costruire una squadra competitiva nel tempo.

Il Cagliari rinnova con Pisacane, Mazzarri vicino all’Iraklis

A Cagliari, la salvezza ormai alla portata spalanca le porte al rinnovo automatico di Fabio Pisacane, il capitano che sarà confermato anche per la prossima stagione dopo aver raggiunto l’obiettivo imprescindibile. Il contratto, firmato un anno fa, prevede il rinnovo in caso di permanenza in Serie A, ma a fine anno andranno chiarite le prospettive future tra società e giocatore.

Per quanto riguarda Walter Mazzarri, si avvicina una nuova avventura in Grecia: dopo un incontro positivo con il presidente dell’Iraklis, squadra di Salonicco appena promossa in Super League dopo 9 anni, potrebbe arrivare a breve una proposta ufficiale. Il tecnico di San Vincenzo valuterà nei dettagli l’offerta che prevede un contratto annuale con opzione per una seconda stagione.

Altre notizie dal mercato europeo

Il Porto è pronto a trasformare in definitivo l’acquisto di Jakub Kiwior, difensore polacco in prestito dall’Arsenal, grazie all’esercizio della clausola di riscatto. Il giocatore firmerà fino al 2030, ricoprendo un ruolo chiave nel progetto lusitano.

Il Benfica, invece, potrebbe anticipare il rinnovo contrattuale con José Mourinho, la cui permanenza è diventata fondamentale dopo il ritorno ai risultati positivi e la concreta qualificazione in Champions League.

Il 40enne Ashley Young ha comunicato il ritiro dal calcio giocato, chiudendo una carriera ricca di successi con tappe importanti a Manchester United e Inter, sfumata quest’anno all’Ipswich Town a causa di problemi fisici.

In Inghilterra, il Burnley affida la panchina a interim a Michael Jackson, già allenatore in seconda e caretaker nel 2022. Infine, il Manchester United ha blindato il giovane talento Kobbie Mainoo con un contratto fino al 2031, confermando la fiducia nel classe 2003 che si sta guadagnando un posto da titolare con continuità.

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Fabregas sul futuro di Sergi Roberto: sarà un grande allenatore

In vista del delicato match di Serie A contro il Napoli di Antonio Conte, che rappresenta una delle sfide più stimolanti del campionato, mister Cesc Fabregas ha risposto alle domande della stampa, soffermandosi anche sul futuro di uno dei protagonisti della sua rosa, Sergi Roberto, il cui contratto è in scadenza a breve.

"La sua testa è ancora da giocatore, anche se me l’ha raccontato personalmente – ha spiegato Fabregas –. Il calcio è un mondo che cambia in fretta, se non si riesce a cambiare il 'chip' mentale, diventa complicato. Io penso che Sergi voglia ancora continuare a giocare, ma è evidente che ci sia una differenza enorme, soprattutto a livello di comunicazione."

L’ex centrocampista del Chelsea ha poi espresso grande stima nei confronti di Sergi Roberto, non solo come atleta ma anche come potenziale tecnico futuro: "Si vede che ha un altro livello: è un pensatore, un’intelligenza rara. Sono convinto che sarà un grande allenatore."

Fabregas ha tenuto a sottolineare come lo staff tecnico e dirigenziale voglia creare un ambiente stimolante e aperto per tutti i giovani talenti: "Noi abbiamo persone come Iovine e Cassetti a supporto, e per Reina abbiamo già una proposta concreta. Più gente arriva al Como con la mentalità giusta, meglio è. Alla fine, però, c’è sempre la scelta di vita, si hanno pensieri diversi."

Tra le parole più toccanti del tecnico ci sono quelle legate al senso di appartenenza e alla dedizione fuori dal campo: "L’altro giorno, dopo aver perso la semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, siamo arrivati in hotel all’una di notte e c’era Lorena, che si occupa della cucina. Io in quei momenti mi emoziono, perché queste sono le persone che vogliamo avere qui. È la mentalità che vogliamo portare a Como: non è per tutti."

Fabregas ha concluso con una riflessione sul percorso della sua squadra: "Siamo ancora all’inizio, non siamo grandi, dobbiamo imparare tanto e siamo molto giovani. Ma la strada è quella giusta."

Un messaggio chiaro e forte, che sottolinea l’importanza della crescita personale e collettiva in vista di una stagione importante, soprattutto contro formazioni di calibro come il Napoli di Conte, squadra che sinora ha dimostrato grande solidità tattica e competitività nel massimo campionato italiano.

Rileggi tutte le dichiarazioni di Fabregas in conferenza stampa e segui con attenzione il prossimi match di Serie A, dove Como e Napoli si affronteranno in un confronto tecnico e mentale che promette grande spettacolo.

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Santacroce: solo un giocatore del Como varrebbe nel Napoli titolare

Si avvicina una trasferta di grande impegno per il Napoli, di scena al Sinigaglia contro il Como, in una gara che si annuncia tutt'altro che semplice. A sottolineare la complessità dell’impegno è Fabiano Santacroce, ex difensore che conosce bene entrambe le squadre, intervenuto ai microfoni di Radio Marte per analizzare le prospettive di questo match di Serie A.

“Como-Napoli sarà una partita interessante e sicuramente impegnativa”, spiega Santacroce, evidenziando il valore e le insidie che la compagine lombarda può mettere sul campo. “La formazione di Conte dovrà dimostrarsi molto concentrata: il Como è una squadra giovane e talentuosa, anche se commette ancora diversi errori nella costruzione del gioco”. Proprio in questo aspetto, secondo l’ex difensore, si giocherà gran parte dell’esito della sfida. “Il Napoli dovrà essere bravo a sfruttare questi errori con una prestazione solida, soprattutto nei duelli individuali. Giocatori come Alisson dovranno incidere con forza e concretezza.”

L’attenzione di Santacroce si sposta poi sulle scelte tattiche e di formazione del tecnico azzurro Antonio Conte, in particolare sull’utilizzo della linea difensiva: “Olivera schierato da centrale di destra non mi entusiasma, preferisco vedere i giocatori nel loro ruolo naturale. Per quanto riguarda Beukema, non lo boccio completamente: la stagione è stata difficile, ma ha ancora margini importanti di crescita e merita una seconda chance.”

Infine, uno sguardo al confronto tra le due rose: “Il Como presenta alcuni elementi di grande qualità e potenziale, ma se il Napoli scenderà in campo al completo sarà dura per chiunque guadagnarsi una maglia da titolare. Faccio un’eccezione per Nico Paz, un talento cristallino che potrebbe fare la differenza.”

La sfida al Sinigaglia rappresenta dunque un banco di prova significativo per il Napoli di Conte, chiamato a non sottovalutare un avversario giovane e dinamico come il Como. La partita potrebbe presentare margini estremamente sottili fra equilibrio e rischio, rendendo essenziale concentrazione, strategia e capacità di sfruttare ogni occasione.

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Napoli, ritorno di Rafa Marin: chi lascerà il posto tra i centrali

Il Napoli guarda avanti, con la mente ancora focalizzata sul rush finale di Serie A, ma con un occhio già puntato alla prossima sessione di calciomercato estivo. L’obiettivo principale degli azzurri resta il consolidamento della qualificazione in Champions League, traguardo fondamentale per la stagione che Antonio Conte sta conducendo con grande determinazione, ma senza trascurare le strategie per rinforzare la rosa in vista del futuro.

In questo contesto, secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, una delle questioni in cima alle riflessioni del club azzurro riguarda il possibile ritorno di Rafa Marin. Il difensore spagnolo, classe 1999, è approdato a Napoli grazie al lavoro del direttore sportivo Cristiano Giuntoli, ma nella prima stagione con l’ombra del Vesuvio ha faticato a trovare spazio. Dopo un lungo prestito allo Villarreal, dove si è distinto in Liga e nelle competizioni europee, Marin ha mostrato di aver maturato esperienza e qualità, elementi che potrebbero tornare utili al Napoli nel prossimo campionato.

La situazione del reparto difensivo vede infatti un importante nodo da sciogliere: l’addio ormai quasi certo di Juan Jesus, il cui contratto azzurro è in scadenza e per lui non è previsto un rinnovo. Il club dovrà quindi riorganizzare la linea arretrata e Rafa Marin potrebbe rappresentare una soluzione convincente e giovane, capace di adattarsi agli schemi di Conte e di crescere ulteriormente all’ombra del Vesuvio.

Naturalmente, l’eventuale ritorno di Marin dipenderà anche dalla sua volontà. Dopo un’annata positiva in Spagna, il difensore potrebbe decidere di restare al Villarreal o valutare altre opportunità di mercato. Il Napoli, dal canto suo, procede con cautela e senza fretta, consapevole che prima viene il campo e la corsa verso gli obiettivi stagionali, ma senza mai perdere di vista le mosse necessarie per costruire una formazione competitiva anche nella prossima annata.

Insomma, mentre Antonio Conte continua a guidare il Napoli verso l’Europa che conta, la società riflette sul futuro e sulle strategie di mercato, valutando ogni possibile opzione per rafforzare un settore chiave come la difesa. In tal senso, Rafa Marin rappresenta senza dubbio un nome da tenere d’occhio per la campagna acquisti estiva degli azzurri.

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Mainoo resta al Manchester United: Napoli e Roma escluse

NEWS

Kobbie Mainoo, giovane promessa del Manchester United, ha firmato un rinnovo contrattuale fino a giugno 2031, blindando così il suo futuro nei Red Devils e quasi azzerando le possibilità di un suo trasferimento in Serie A. Nonostante l’interesse manifestato da alcuni club italiani, tra cui Napoli e Roma, il centrocampista ha ormai consolidato il suo ruolo da protagonista nella mediana del club inglese, grazie a una crescita esponenziale negli ultimi mesi.

Nel gennaio scorso, il Napoli aveva mostrato chiari segnali di interesse verso Mainoo, con l’intenzione di rinforzare il proprio centrocampo non solo per la stagione corrente ma anche in ottica futura. Nei mesi precedenti era stata la Roma a sondare il terreno, senza mai però concretizzare un’offerta convincente. Entrambe le società italiane, però, si sono inevitabilmente dovute scontrare con la realtà di un ragazzo che, sotto la guida del nuovo allenatore del Manchester United, Antonio Conte, ha trovato stabilità e continuità da titolare.

Il punto di svolta nella carriera del centrocampista è arrivato proprio a metà gennaio, in piena sessione di calciomercato invernale. Dopo una prima parte di stagione in cui, sotto la guida di Ruben Amorim, Mainoo aveva collezionato appena 11 spezzoni di partita in 20 presenze senza mai riuscire a incidere in maniera decisiva, con il cambio di panchina la situazione si è ribaltata.

Antonio Conte ha subito puntato sul talento cresciuto nel vivaio dello United, schierandolo titolare già al debutto il 17 gennaio. Da quel momento, Mainoo è diventato un vero e proprio pilastro del centrocampo inglese: ha giocato 12 partite consecutive da titolare su 13, saltandone una soltanto a causa di un infortunio fisico. Un rendimento così costante da renderlo praticamente intoccabile, sostituito appena in un’occasione.

Questa continuità ha rafforzato la fiducia della società nei confronti del giovane talento e ha convinto lo United a respingere le offerte, formalizzando l’accordo con il prolungamento contrattuale. Per Napoli e Roma, quindi, la porta per l’ingaggio di Kobbie Mainoo si è di fatto chiusa, almeno nel breve-medio termine.

Il rinnovo di Mainoo rappresenta un segnale chiaro del Manchester United: il centrocampista, cresciuto nelle giovanili, è destinato a diventare uno dei pilastri della squadra nei prossimi anni. Le parole di Conte, pur non ancora ufficialmente commentate, lasciano intendere la volontà di costruire il centrocampo del futuro attorno a giocatori giovani e di qualità come lui.

In conclusione, Kobbie Mainoo è ormai una certezza nel progetto tecnico del Manchester United. Il centrocampista, al centro degli interessi italiani nei mesi scorsi, è destinato a giocare un ruolo da protagonista nella squadra inglese, mentre per il Napoli – sempre alla ricerca di innesti di spessore per il suo centrocampo – e la Roma si profila l’esigenza di guardare altrove nel mercato dei giovani promettenti.

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Napoli, Zeballos nel mirino: Conte a gennaio chiede garanzie a Tevez

Ezequiel Zeballos continua a essere nel radar del Napoli. A confermarlo è Il Mattino, che nell’edizione odierna riporta come il club partenopeo stia monitorando con attenzione il giovane talento argentino, capace di giocare sia come esterno sinistro sia come punta centrale. Zeballos, classe 2002, è un profilo di grande interesse per il mercato azzurro, nonostante la giovane età e un percorso ancora in fase di crescita con il Boca Juniors, la mitica squadra Xeneizes.

Il quotidiano napoletano svela inoltre un retroscena importante riguardante la trattativa: nel corso dello scorso gennaio, infatti, si sarebbe tenuta una telefonata tra il tecnico del Napoli Antonio Conte e Carlos Tevez, attuale allenatore del Talleres. Un confronto informale, ma decisamente significativo, nel quale Conte avrebbe raccolto dettagli e impressioni dirette su Zeballos. Non è un caso che tra i due tecnici ci sia un ottimo rapporto personale, nato ai tempi della Juventus, quando Conte e Tevez hanno condiviso lo stesso ambiente agonistico, consolidando una stima reciproca che oggi favorisce anche i contatti sul mercato.

I numeri stagionali di Zeballos con il Boca Juniors Dal principio della stagione 2026, iniziata ufficialmente a gennaio, il classe 2002 ha collezionato 8 presenze tra campionato e coppe, mettendo a referto un gol e due assist. Questi dati testimoniano la sua crescita in un contesto competitivo di alto livello, dove è chiamato a dimostrare continuità e incisività nelle giocate. Il ruolo ricoperto principalmente come esterno sinistro, ma anche talvolta come terminale offensivo centrale, lo rende un elemento versatile, in linea con le esigenze tattiche di Conte, che predilige giocatori abili nel dribbling e capaci di variare lo sviluppo offensivo.

Il Napoli, sotto la guida dell’allenatore Antonio Conte, vuole quindi puntare su Zeballos come possibile rinforzo per il proprio reparto offensivo, alimentando così il progetto della società partenopea di costruire una squadra competitiva e moderna. Seguendo da vicino l’evoluzione del calciatore argentino, il club campano vuole farsi trovare pronto qualora si presentassero le condizioni per un investimento diretto, confermando l’interesse per un giovane dal grande potenziale e dall’esperienza già consolidata in Sudamerica.

Il dialogo tra Conte e Tevez rappresenta un asset strategico importante che potrebbe facilitare l’approdo di Zeballos in Serie A; trasferimento che inevitabilmente farebbe discutere per la capacità del Napoli di scovare talenti emergenti e inserirli in un contesto europeo esigente come quello italiano.

Resta da vedere quali saranno le prossime mosse della società azzurra sul fronte mercato, con l’intenzione precisa di migliorare la rosa guidata da Conte in vista delle prossime sfide stagionali, sia in campionato sia nelle competizioni europee.

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Summit e panchine: il futuro di Italiano a Bologna deciso qui

Cronaca Sportiva

Il Bologna di Vincenzo Italiano si avvicina alle ultime quattro giornate di Serie A senza più obiettivi di rilievo. La sconfitta subita sabato contro la Roma, la quattordicesima in questa stagione, ha di fatto spento le speranze di raggiungere il settimo posto in classifica, l'ultimo buono per una qualificazione alle coppe europee nel caso in cui la Lazio dovesse perdere la finale di Coppa Italia.

Il tecnico dei rossoblù, classe 1977, non ha nascosto il proprio rammarico ma resta fiducioso: "La mia squadra non ha mollato la presa. Ora dobbiamo puntare a raggiungere l’ottavo posto". Un obiettivo però poco stimolante per una piazza abituata a ben altre ambizioni negli ultimi anni. La delusione dei tifosi si è palesata dai fischi rivolti alla squadra al triplice fischio del confronto con i giallorossi.

Italiano, legato al Bologna da un contratto che scadrà tra un anno, si trova di fronte a un bivio importante. Lo scorso anno, dopo aver conquistato la Coppa Italia, rinunciò a un’offerta del Milan per rimanere in Emilia Romagna, premiato anche con un aumento di stipendio. Adesso, però, si attendono confronti con la società per delineare il piano futuro. La squadra, infatti, dopo aver convissuto negli ultimi anni con il doppio impegno della Serie A e delle coppe europee, rischia ora un inevitabile ridimensionamento tecnico.

Il timoniere rossoblù vuole capire se ci saranno i presupposti per proseguire un progetto competitivo o se, invece, le trattative in vista della stagione 2026/27 si apriranno in un clima di incertezza e potenziale ristrutturazione.

Intanto cresce l’attesa per il valzer delle panchine che si scatenerà nelle prossime settimane in Serie A. Tra le big, Napoli (guidato da Antonio Conte), Milan, Atalanta, Lazio e altre squadre di vertice non è ancora chiaro quali mister saranno confermati o sostituiti. E Vincenzo Italiano potrebbe ben presto finire nel mirino di queste società alla ricerca di un tecnico capace di alzare l’asticella.

Il dato di fatto è che, rispetto allo scorso anno, quando la conquista della Coppa Italia gli fece respingere le avances rossonere, oggi la prospettiva di una stagione senza coppe e con pochi stimoli potrebbe spingere Italiano ad accogliere una chiamata da una big. Resta da capire se il Bologna, da sempre fucina di talenti e con ambizioni chiare, deciderà di rilanciare il proprio progetto o se toccherà al tecnico di Karlsruhe valutare le migliori opportunità per il proprio futuro professionale.

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Inzaghi: "Inter penalizzata, non favorita dall'inchiesta arbitri"

Simone Inzaghi rompe il silenzio attraverso un’intervista raccolta da La Gazzetta dello Sport, affrontando con determinazione il delicato tema dell’inchiesta sugli arbitraggi in Serie A. L’ex allenatore dell’Inter non ha nascosto il proprio disappunto per quanto accaduto nella stagione appena conclusa, condividendo un’accusa ampia ma non priva di garbo: “Mi ha scioccato: abbiamo perso parecchi punti a causa degli errori arbitrali. È sorprendente essere tirati dentro una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti”.

Per il tecnico romano, che nelle ultime annate ha guidato i nerazzurri con ambizione e idee chiare, appare impossibile pensare a una regia occulta o a una macchinazione ai danni della sua squadra. La stagione 2023/24, piuttosto, è stata segnata da una sfortuna continua e da episodi sfavorevoli che hanno inciso pesantemente sulla classifica finale: “Non accuso nessuno e non dubito della buona fede, ma non siamo stati fortunati, tutto ha girato contro, anche se abbiamo le nostre colpe. Resta un dispiacere che non passerà” ha spiegato, evidenziando come il dispiacere per gli errori subiti sia ancora vivo.

Inzaghi ha poi voluto mettere un punto fermo sull’impegno dei suoi giocatori, sottolineando che non meritano critiche: “Non voglio che vengano criticati i calciatori che gli hanno sempre dato tutto. Io posso anche non piacere a tutti, ma non si può rimproverare loro nulla”. Un’affermazione che fotografa il profondo legame tra il tecnico e i suoi uomini, oltre alla consapevolezza di aver costruito un gruppo determinato e coeso.

Pur riconoscendo i meriti del Napoli, allenato da Antonio Conte, squadra che ha conquistato lo Scudetto con grande autorevolezza, Inzaghi ammette di avere «la sensazione che qualcosa gli sia stato tolto», un’idea che racchiude tutto il rammarico per un traguardo sfuggito di poco. “Non si può avere rimpianti nello sport, tanto più se arrivi secondo dietro ad avversari importanti,” ha dichiarato in maniera lucida e onesta, aggiungendo infine: “Non so se si potesse fare qualcosa in più”.

Il riferimento al campionato vinto dal Napoli, guidato da Antonio Conte, non è casuale: la squadra partenopea ha mostrato una grande solidità e costanza durante tutta la stagione, meritando il titolo. Tuttavia, le parole di Inzaghi aprono uno squarcio sulle difficoltà incontrate dall’Inter, spesso ostacolata da episodi arbitrali sfortunati e da una gestione che, secondo lui, ha penalizzato più che favorito i nerazzurri.

Questa intervista si inserisce dunque nel vivo del dibattito sulla qualità e sull’imparzialità degli arbitraggi in Serie A, un tema di stretta attualità che alimenta ancora il confronto all’interno del calcio italiano. Simone Inzaghi, da ex protagonista in panchina e voce autorevole, esprime una posizione netta, con rammarico ma senza accuse dirette, sottolineando quanto possa essere doloroso restare coinvolti in una vicenda che ha inciso negativamente su una stagione molto intensa e competitiva.

In conclusione, il messaggio di Inzaghi è chiaro: la stagione 2023/24 resterà nella memoria come un’annata disgraziata per l’Inter, segnata da episodi arbitrali che hanno inciso nel cammino, senza però distruggere la consapevolezza di aver lottato fino alla fine contro un Napoli impostosi con autorità sotto la guida esperta di Conte. La lotta per il titolo è stata intensa e l’Inter dovrà provare a ripartire da queste riflessioni per tornare presto a competere ad altissimi livelli.

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mercoledì 29 aprile 2026

Zazzaroni: Paratici conferma Vanoli alla Fiorentina

Nel corso del programma Maracanà in onda su NEWS Radio, Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha fornito importanti aggiornamenti sul futuro della Fiorentina, sulle dinamiche del mercato in casa Roma e anche sulla situazione del Napoli, tema caldo in questo scorcio di stagione di Serie A.

Partendo dal club viola, molto si è detto nelle ultime settimane circa una possibile svolta tecnica e manageriale. La voce più insistente riguardava un possibile arrivo di Maurizio Sarri sulla panchina della Fiorentina, ipotesi che però, secondo Zazzaroni, al momento non trova riscontri concreti. “A me Paratici ha detto che rimane Vanoli”, ha rivelato il giornalista, riferendosi al direttore tecnico della società viola, confermando così la continuità nella gestione attuale.

Riguardo alla Roma, invece, la situazione nell’area dirigenziale sembra essere ormai entrata in una fase di profondo cambiamento. Massara, una figura chiave nel recente percorso giallorosso, sembrerebbe destinato a lasciare la Capitale: “Credo che vada via, visto che non c’è più il rapporto fiduciario”, ha spiegato Zazzaroni, sottolineando come la rottura tra le parti sia evidente. Ancora incerto chi prenderà il suo posto, ma ciò è ormai certo: non sarà né Fabio Paratici, attualmente sotto i riflettori per altri discorsi di mercato, né Cristiano Giuntoli, direttore sportivo del Napoli.

Proprio sul Napoli si è infine soffermato il direttore del Corriere dello Sport, richiamando l’attenzione su Antonio Conte, attuale allenatore degli azzurri. La squadra partenopea vive una stagione di alti e bassi in campionato e il rapporto tra il tecnico e la società resta al centro di molte speculazioni. “Non lo sa nessuno, parlerà con De Laurentiis, si chiariranno. Se sta bene a Conte rimane, sennò andrà via”, ha dichiarato Zazzaroni, rivelando come la permanenza dell’allenatore dipenderà dagli incontri futuri e dal rapporto che riuscirà a instaurare con il presidente del Napoli.

Le parole del giornalista alimentano così un dibattito già acceso fra tifosi e addetti ai lavori, con la Serie A che si prepara a un’ estate di possibili cambiamenti nei ranghi tecnici e dirigenziali di club importanti come Fiorentina, Roma e Napoli. Il mercato e le strategie future, in particolare per i partenopei, restano sotto la lente d’ingrandimento: la conferma o meno di Conte rappresenterà senza dubbio uno degli snodi fondamentali per il progetto azzurro nei prossimi anni.

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Calciomercato 29 aprile: tutte le trattative e indiscrezioni

Dal mercato estivo ai colpi in Serie A e all'estero: Dybala verso il Boca, Juventus e Milan in cerca di rinforzi, mentre il Napoli resiste sul difensore Beukema

La sessione estiva di calciomercato è già entrata nel vivo e a far parlare è soprattutto la situazione di Paulo Dybala, che segue il cammino del Napoli e delle altre big di Serie A da protagonista. Secondo quanto riportato da ESPN Argentina, la «Joya» ha raggiunto un principio d’accordo con il Boca Juniors per un trasferimento dopo il Mondiale in Qatar, con il quale ha trionfato nel 2022 con l’Argentina. Il talento argentino, in scadenza di contratto con la Roma il 30 giugno, non ha ancora trovato l’intesa per il rinnovo ed è pronto a fare ritorno in patria per vestire la maglia del club a cui si è sempre ispirato, quello guidato dall’icona e presidente Juan Román Riquelme. In un’intervista al giornalista argentino Joaquin Alvarez, Dybala non ha chiuso a questa possibilità: “Sarebbe fantastico. Non si sa mai. Oggi gioco per la Roma, devo difendere questa maglia, ma non si esclude nulla”. Anche il desiderio di riunirsi con l’amico e compagno di nazionale Leandro Paredes potrebbe influenzare la scelta: “Sarebbe bellissimo, ci mancano molto (parlando di Paredes e della sua famiglia), ma vedremo cosa succederà”.

In Italia, la Juventus è con gli occhi puntati sulle ultime quattro gare di campionato, che dovranno garantirle un posto in Champions League e la possibilità di programmare la prossima stagione. Il club bianconero, affidato all’allenatore Antonio Conte, dovrà rivedere soprattutto il reparto offensivo, fin qui privo di un centravanti di riferimento. Tra le opzioni sul tavolo, oltre a Kolo Muani già nel mirino, ci sono Dusan Vlahovic - con il futuro ancora incerto a causa di una stagione tormentata - e una possibile doppia operazione per il ruolo di punta. Nelle ultime ore, Robert Lewandowski è tornato d’attualità: l’attaccante polacco è in attesa di un’offerta ufficiale da parte della Juventus, condizionata però dalla qualificazione alla Champions. Il suo agente, Pini Zahavi, ha recentemente avuto contatti con la dirigenza bianconera, in particolare con Damien Comolli, a testimonianza della volontà di aprire un dialogo concreto per il giocatore.

Non solo Juventus: anche il Milan si muove per trovare nuove soluzioni in attacco. Nelle scorse settimane è emerso l’interesse per Nicolas Jackson, attaccante del Chelsea in prestito al Bayern Monaco. Il club tedesco però non eserciterà il riscatto, che sarebbe costato circa 65 milioni complessivi (15 già versati più 65 al raggiungimento di 30 presenze), mentre il Chelsea chiede una cifra intorno ai 60 milioni, respingendo l’ipotesi di un altro prestito con diritto di riscatto. Si preannuncia dunque una trattativa complicata per il Milan, che continua a valutare attentamente la situazione.

Il Napoli si ritrova invece a fronteggiare un assalto da parte del Liverpool per Sam Beukema. Il difensore olandese, arrivato in azzurro solo un anno fa con un contratto fino al 2030, è da tempo nel mirino dei Reds, che cercano di pianificare il futuro dopo le incertezze legate a Van Dijk e Konaté. Secondo il portale TEAMtalk, l’interesse del Liverpool deriva anche dal gradimento di Arne Slot, attuale allenatore del club inglese e che aveva seguito Beukema ai tempi del Feyenoord. Il Napoli, forte dell’investimento fatto, considera il centrale incedibile o valutabile solo di fronte a un’offerta superiore ai 35 milioni di euro. Una trattativa tutt’altro che semplice in vista dell’estate.

Situazione opposta per Simon Sohm, centrocampista in prestito al Bologna, che non ha convinto la squadra rossoblù e quindi non sarà riscattato. Il giocatore rientrerà così alla Fiorentina, che ha un’opzione valida solo in caso di salvezza ormai alquanto probabile. La stagione di Sohm è stata complicata: 26 presenze tra Fiorentina e Bologna, con 1.376 minuti giocati ma un contributo offensivo scarso (nessun gol e un solo assist).

Si muove anche il mercato europeo: il Bayer Leverkusen ha ufficializzato il prolungamento contrattuale fino al 2031 di Edmond Tapsoba, difensore chiave per la squadra tedesca. Arrivato nel 2020 dal Vitória Guimarães, Tapsoba si è confermato tra i migliori difensori della Bundesliga e un pilastro del progetto tecnico. Il direttore sportivo Simon Rolfes lo ha definito “un giocatore fondamentale per il gruppo, di livello internazionale”. Il classe ’99, dal canto suo, si è detto “emozionato e onorato” di questa lunga permanenza, sottolineando la stabilità trovata a Leverkusen.

Infine, il Benfica valuta l’ipotesi di cedere il portiere ucraino Anatoliy Trubin, che ha attirato diversi club in vista dell’estate. Pur aperto alle trattative, il club lusitano pretende una cifra importante, non inferiore ai 40 milioni di euro, considerando anche la quota da versare allo Shakhtar Donetsk, proprietario di una percentuale sulla futura plusvalenza. Trubin è ormai un titolare indiscusso della squadra di José Mourinho, con 146 presenze, e sta vivendo una stagione di rilievo anche grazie a una rete decisiva in Champions League contro il Real Madrid.

Da segnalare, infine, il possibile ritorno di Marcus Rashford al Manchester United. Dopo una trattativa avviata con il Barcellona, il riscatto del giocatore è diventato complicato per il club catalano, che ritiene troppo alta la cifra fissata a 30 milioni di euro. Di conseguenza Rashford dovrebbe rientrare a Old Trafford al termine del prestito il 30 giugno. Intanto il Tottenham mostra interesse per l’attaccante inglese, ma l’eventuale operazione dipenderà dalla permanenza degli Spurs in Premier League e dalla formula che decideranno di adottare.

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Milinkovic-Savic: "Rifarei Copenaghen, pararigori dopo carriera"

Nel corso di un intervento a Radio CRC, Vanja Milinkovic-Savic, portiere del Napoli, si è raccontato tra aneddoti, riflessioni sulla stagione corrente e la straordinaria esperienza vissuta in Serie A. Un’intervista che mette in luce non solo le qualità di un estremo difensore ormai affermato, ma anche la sua crescita all’interno di un ambiente esigente come quello partenopeo, sotto la guida di Antonio Conte.

Il parallelo con i migliori pararigori della Serie A Milinkovic-Savic è uno dei protagonisti protagonisti tra i pali nella massima serie italiana, ma mantiene un approccio umile e concentrato. "Orgoglioso di essere uno dei migliori pararigori in Serie A? No, per adesso no. Quando finirò la carriera forse penserò a queste cose. Adesso non guardo le statistiche", ha dichiarato il portiere serbo, sottolineando come la sua attenzione sia focalizzata sull’impegno quotidiano e sulle sfide che ogni partita presenta.

Il valore del Como in Serie A Milinkovic-Savic ha poi affrontato il discorso sull’avversario Como, una delle squadre più sorprendenti del campionato. "Il Como non mi sorprende, giocava già molto bene l'anno scorso: è una buona squadra con un'identità di gioco molto chiara", ha spiegato. Una squadra costruita con un progetto tattico ben definito, capace di mettere in difficoltà anche le formazioni più attrezzate grazie a un gioco organizzato e solido.

Una Serie A tattica e affascinante Entrando nel merito delle peculiarità della Serie A, Milinkovic-Savic l'ha definita "il campionato più tattico di tutti: ogni campionato ha la sua bellezza, sono tutti diversi tra di loro". Una riflessione che mette in luce il fascino unico della nostra serie A, che continua a richiamare e ad appassionare calciatori da tutto il mondo attratti dalla profondità tecnica e dalla complessità strategica.

La partita che vorrebbe rigiocare in carriera Un momento speciale nell’esperienza di Vanja è rappresentato dalla sfida di Champions League contro il Copenaghen, gara che avrebbe voluto poter rigiocare. "Quella con il Copenaghen in Champions League", ha risposto senza esitazioni. Si tratta di un ricordo importante, in cui ha potuto misurarsi sul palcoscenico europeo e far emergere il proprio valore.

Napoli, città del calcio e rapporto con i tifosi Infine Milinkovic-Savic ha raccontato delle sue prime impressioni sul mondo Napoli, una realtà calcistica che conosceva prima del suo arrivo ma che l’ha comunque sorpreso per intensità e passione. "Sapevo anche prima di venire qui a Napoli che è una città che vive il calcio a 360°, ma non mi aspettavo che il tifo fosse così coinvolto: è stata una sorpresa molto positiva", ha detto il portiere, evidenziando quanto il legame con i tifosi rappresenti una spinta fondamentale per il suo rendimento in campo.

In sintesi, Vanja Milinkovic-Savic emerge come una figura di spicco nel Napoli di Antonio Conte, con una mentalità rivolta al presente ma con grandi ambizioni per il futuro. Un giocatore che, partita dopo partita, sta confermando il suo valore in un campionato sempre più competitivo e tatticamente raffinato come la Serie A.

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Napoli, Milikovic-Savic: "Stagione difficile ma risultati importanti"

Il portiere del Napoli, Vanja Milinkovic-Savic, ha rilasciato una lunga intervista a Radio CRC, soffermandosi sui momenti chiave di questa stagione azzurra e analizzando il proprio ruolo all’interno della squadra guidata da Antonio Conte. Il numero uno partenopeo ha sottolineato la crescita della squadra, in particolare dopo la vittoria contro la Cremonese.

Contro la Cremonese abbiamo messo più energia in campo rispetto alla partita contro la Lazio – ha dichiarato Milinkovic-Savic – penso si sia visto chiaramente. Eravamo più determinati, soprattutto nelle ripartenze e sottoporta. Credo che questo abbia fatto davvero la differenza”.

Un aspetto fondamentale della strategia del Napoli riguarda la flessibilità tattica, che il portiere evidenzia con chiarezza: “Preferisco la difesa a 3 o a 4? Dipende dalla partita e dall’avversario. Noi riusciamo sempre ad adattarci alle situazioni e a sfruttare al massimo entrambe le soluzioni”, spiega Milinkovic-Savic, confermando la versatilità difensiva del gruppo di Conte.

Tra i punti di forza dell’estremo difensore azzurro c’è sicuramente il lancio lungo, spesso decisivo per innescare le azioni offensive. A tal proposito, il portiere afferma: “Facciamo tutto quello che serve, dal passaggio corto alla palla lunga, in base ai momenti della partita. È importante sfruttare ogni occasione al meglio. Certo, in questa stagione abbiamo incontrato qualche difficoltà, alcune più marcate di altre, ma fa tutto parte del percorso di crescita in un campionato impegnativo come la Serie A. Nonostante questo, credo che abbiamo fatto grandi cose”.

Milinkovic-Savic non si lascia però distrarre da classifiche e riconoscimenti individuali. Alla domanda su un suo possibile orgoglio per essere tra i migliori pararigori del torneo, risponde con umiltà: “Non penso a questo adesso. Forse ci penserò quando finirò la carriera. Al momento è più importante concentrarmi sul lavoro quotidiano e sulla squadra”.

Il portiere analizza anche il valore del Como, prossimo avversario in campionato: “Il Como non mi sorprende, già lo scorso anno aveva ben figurato. È una squadra con un’identità di gioco molto chiara e organizzata”.

Infine, Milinkovic-Savic riflette sul suo ambientamento a Napoli e sulla partita che vorrebbe rivivere: “Sapevo già prima di arrivare che a Napoli il calcio è vissuto intensamente, ma la passione e il coinvolgimento dei tifosi sono stati una sorpresa molto positiva. Se dovessi scegliere una partita da rivivere, direi quella contro il Copenaghen in Champions League, perché è stata una sfida speciale per me e per la squadra”.

Le parole di Vanja Milinkovic-Savic confermano l’importanza del suo apporto nel Napoli di Conte, una squadra che sta dimostrando di avere un’identità ben definita e una determinazione crescente in questo campionato di Serie A 2023/2024. Il portiere serbo si conferma così un elemento chiave nella strategia difensiva e offensiva del club partenopeo, con l’obiettivo di mantenere alta la concentrazione e proseguire il cammino verso i traguardi stagionali.

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Chivu incontra il capitano, Milan su Jackson e no Mainoo in Serie A

Milano, ore 17: prende il via la finale di Coppa Italia Primavera tra Atalanta e Juventus all'Arena Civica Gianni Brera. Un appuntamento di rilievo nel panorama del calcio giovanile italiano, che richiama allo stadio anche volti noti del calcio professionistico. Tra i presenti sugli spalti, a sostenere i bianconeri, figurano personalità di spicco come Luciano Spalletti, tecnico della prima squadra della Juventus, assieme ai dirigenti dell’area mercato Damien Comolli e François Modesto.

Nel corso della giornata, si è svolto un importante evento dedicato allo sviluppo del calcio giovanile, che ha visto la partecipazione di importanti uomini mercato come Fabio Paratici (Fiorentina), Daniele Cherubini (Parma) e Alberto Ludi (Como). Proprio Ludi ha fatto chiarezza sul futuro di Cesc Fabregas, grande protagonista nelle giovanili del Como, ribadendo la volontà del club di mantenere saldo il rapporto con il centrocampista spagnolo: "Aspettavo marzo e aprile, quando si riaccende sempre il dibattito su lui e Nico Paz. Siamo sereni e tutti allineati con Cesc. Non possiamo prevedere il futuro – ha spiegato – ma come lo scorso anno, anche quest’anno siamo certi di andare avanti assieme".

Il programma della giornata entra nel vivo anche in Serie A, dove Antonio Conte recupera un elemento cruciale per l’Inter in vista della sfida di domenica sera contro il Parma al Meazza. Un match che potrebbe consegnare ai nerazzurri la matematica certezza del loro 21° Scudetto. Il tecnico nerazzurro può sorridere infatti per il ritorno in gruppo del capitano e bomber Lautaro Martínez, tornato ad allenarsi con i compagni oggi alla Pinetina. Questa notizia rappresenta un’iniezione di fiducia in vista delle prossime battaglie di campionato.

Sul fronte Milan, prende corpo una suggestiva quanto ambiziosa idea di mercato: Nicolas Jackson, attaccante di proprietà del Chelsea attualmente in prestito al Bayern Monaco, potrebbe essere un obiettivo rossonero. Stando alle indiscrezioni, la dirigenza milanista avrebbe avviato contatti con l’entourage del giocatore. Operazione sicuramente complessa e onerosa, considerando il forte interesse e le condizioni contrattuali legate al classe 2001 senegalese, ma la società sembra pronta a valutare il tutto con attenzione.

Nulla da fare invece per Kobbie Mainoo in Serie A: il giovane centrocampista del Manchester United, accostato con insistenza al Napoli da gennaio, ha deciso di prolungare il suo legame con i Red Devils fino al 2031. Un rinnovo a lungo termine che esclude, per ora, un approdo immediato nella massima serie italiana, rinviando dunque le ambizioni partenopee per il talento inglese.

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Liverpool su Beukema, Slot lo stima: offerta dal Napoli

Il Liverpool continua il suo lavoro di scouting in vista della prossima sessione estiva di calciomercato e tra i nomi che più attirano l’attenzione dei Reds spicca quello di Sam Beukema, difensore centrale del Napoli. L’olandese è finito nel mirino del club inglese, che sta cercando di rinnovare e potenziare un reparto difensivo cruciale per il progetto tattico di Antonio Conte.

Dietro l’interesse per Beukema c’è una storia ben precisa: l’allenatore dei Reds negli anni passati, Arne Slot, aveva già avuto modo di apprezzare il calciatore ai tempi del Feyenoord, club in cui il difensore aveva mostrato le sue qualità e il suo senso della posizione. Ancora oggi, Slot ritiene Beukema un elemento perfetto per il suo modulo di gioco, una valutazione che trova riscontro anche nei dirigenti del Liverpool. Il direttore sportivo Richard Hughes è infatti ben informato sul dossier e segue da vicino la situazione per una possibile offerta.

Tuttavia, la strada verso un possibile trasferimento resta complicata. Il Napoli, che ha acquistato Beukema appena un anno fa e lo ha legato con un contratto fino al 2030, non intende privarsi facilmente del suo centrale difensivo. A conferma della grande considerazione per il giocatore, non è previsto nessun approccio formale se non dietro una proposta economica decisamente importante: si ragionerebbe infatti solo a fronte di un’offerta superiore ai 35 milioni di euro.

In casa Liverpool, l’esigenza di pianificare il futuro della difesa è diventata una priorità strategica. Considerate le condizioni e il valore di pilastri come Virgil van Dijk e Ibrahima Konaté, la società britannica sta puntando su un’attenta selezione per assicurarsi alternative di livello e continuare a competere ai massimi livelli nelle competizioni nazionali e internazionali.

Sam Beukema si conferma così un profilo estremamente gradito e appetibile, ma strapparlo al Napoli rappresenta una sfida ardua. Da Napoli filtra infatti la chiara volontà di Conte e della società di mantenere un elemento che si è ormai inserito con autorevolezza nel sistema di gioco azzurro, confermando le ambizioni di crescita del club partenopeo sia in Italia che in Europa.

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Bologna valuta restyling in porta: Skorupski corteggiato dall’Arabia Saudita

L’annata 2023/2024 di Lukasz Skorupski è stata fortemente segnata dagli infortuni, che lo hanno tenuto fuori dai campi da gioco per circa quattro mesi. Il portiere polacco, prossimo a compiere 35 anni, punta ora a un rientro importante proprio nella prossima gara contro il Napoli, allenato da Antonio Conte, una sfida cruciale anche per le dinamiche di classifica. Tuttavia, la lunga assenza ha spinto la dirigenza del Bologna a riflettere seriamente sul futuro del loro numero uno, diventato una bandiera del club dopo otto stagioni in Rossoblù.

Skorupski, arrivato a Casteldebole dalla Roma nell’estate 2018, ha finora accumulato ben 279 presenze con la maglia felsinea, diventando un punto di riferimento nello spogliatoio e fra i tifosi. Il suo contratto è ancora in vigore per un'altra stagione, fino al 2027, ma la dirigenza rossonera sta seriamente valutando l’ipotesi di una separazione già a partire da questa estate. Secondo quanto riferito dal Corriere dello Sport, questa possibilità non è più da escludere, anche alla luce delle difficoltà fisiche che hanno condizionato le prestazioni del portiere nell’ultimo periodo.

In passato, Skorupski ha respinto offerte interessanti provenienti dall’Arabia Saudita, preferendo rimanere fedele al Bologna. Tuttavia, le recenti problematiche di natura muscolare e la necessità di una soluzione definitiva hanno aperto a scenari inediti che potrebbero portarlo a riconsiderare la sua posizione. Il club romagnolo, infatti, sembra intenzionato a prendere una decisione chiara sul futuro del reparto portieri già durante prossima sessione di mercato.

Il Bologna sta programmando un vero e proprio restyling del ruolo di portiere per il futuro, con un occhio attento all’eventualità di sostituire Skorupski anche prima della naturale scadenza contrattuale. Nelle strategie tecniche e dirigenziali, la figura del nuovo numero uno diventerà elemento cardine che potrà influenzare la competitività della squadra nei prossimi anni in Serie A. La società dovrà dunque valutare attentamente tra confermare il portiere polacco o provare a individuare nuovi profili capaci di garantire continuità e qualità tra i pali.

In attesa del ritorno di Skorupski contro il Napoli di Antonio Conte, che rappresenta una delle sfide più importanti per il Bologna nella stagione, si attendono novità sul fronte mercato e sulle decisioni che la società prenderà per il futuro del club. La figura di Skorupski, ormai una bandiera dopo otto anni di sudore e impegno, resta centrale nelle dinamiche rossoblù, ma il cambiamento potrebbe essere ormai inevitabile per garantire al Bologna un nuovo slancio verso traguardi ambiziosi.

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Quanto vale un ds? De Laurentiis lo stima 10 milioni euro

Aurelio De Laurentiis non intende cedere Giovanni Manna senza un adeguato compenso. Nonostante i rumors circolati negli ultimi mesi che suggerivano un possibile addio del direttore sportivo del Napoli, soprattutto nel caso di conferma di Antonio Conte sulla panchina azzurra, il patron partenopeo considera Manna una pedina imprescindibile nel progetto societario.

Il nome di Giovanni Manna è finito sul taccuino di diversi club, Roma compresa, che cerca un nuovo direttore sportivo dopo l’allontanamento di Frederic Massara. Quest’ultimo, infatti, è finito nel mirino di Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta, e con l’esonero di Claudio Ranieri – da sempre suo uomo di riferimento – i Friedkin sono alla ricerca di un profilo nuovo per la gestione dirigenziale della squadra giallorossa.

Nello scenario attuale, la trattativa per Manna potrebbe decollare solo dietro un’offerta economica consistente, si parla di una cifra intorno ai dieci milioni di euro. Una somma importante che testimonia quanto De Laurentiis voglia mantenere saldo il controllo sulla figura del direttore sportivo, ormai ritenuto insostituibile dopo l’addio di Cristiano Giuntoli, avvenuto due anni fa. Questo nonostante qualche errore negli ultimi mercati di calciomercato, come l’acquisto non fortunato di Lang e Lucca.

Il percorso vincente del Napoli nelle ultime stagioni, con la crescita costante della squadra e la gestione oculata del club, ha rafforzato la posizione di Manna proprio come elemento chiave della struttura societaria. Di conseguenza, il suo passaggio alla Roma appare piuttosto complicato, anche perché tra i nomi papabili per la scrivania giallorossa figura anche quello di Tony D’Amico, dirigente di spicco dell’Atalanta. D’Amico è al centro di riflessioni societarie, ma il suo contratto con l’Atalanta va fino al 2027, e non è chiaro se la società bergamasca sia propensa a un rilascio anticipato.

In questo contesto, rimangono al momento congelate anche le ipotesi di un ritorno di Cristiano Giuntoli, che pure aveva una storia consolidata con la Roma in passato, ma che ad oggi non sembra una strada percorribile per il club capitolino.

Insomma, la corsa alla poltrona di direttore sportivo della Roma ha in Giovanni Manna un candidato di grande spessore, ma anche una trattativa quasi proibitiva per De Laurentiis. Il patron del Napoli guarda al futuro con Antonio Conte e vuole mantenere saldo un reparto dirigenziale considerato strategico dopo i successi recenti. Il mercato dei direttori sportivi si preannuncia vivace, ma per Napoli il DS è ancora sinonimo di continuità e sicurezza.

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martedì 28 aprile 2026

Rafael Leao elogia il PSG che ha scelto Kvaratskhelia

Cronaca Sportiva

“Calcio vero”. Così Rafael Leao, attaccante portoghese del Milan, ha descritto su X la straordinaria semifinale di andata di Champions League tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco, terminata con un pirotecnico 5-4 in favore dei padroni di casa. All’ora del suo tweet, le 22:18, il punteggio era sul 5-2 per il PSG, che poi ha subito una piccola rimonta nelle battute finali della partita. Un applauso meritato per lo spettacolo offerto e in particolare per la squadra parigina, che ha acceso la notte europea con un match dai tanti colpi di scena.

Le congratulazioni di Leao al PSG però nascondono un confronto inevitabile con Khvicha Kvaratskhelia, il georgiano che il Paris Saint-Germain ha scelto come esterno offensivo preferito rispetto all’attaccante rossonero. Nel corso delle ultime stagioni, il nome di Leao è spesso stato accostato al club francese, ma senza mai concretizzarsi in un’offerta ufficiale. Il PSG non è mai davvero riuscito a superare il muro rossonero per privarsi del talento portoghese. Quando ha invece deciso di rinforzare gli esterni offensivi acquistando un giocatore con caratteristiche simili, il club parigino ha puntato con decisione su Kvaratskhelia, prelevandolo dal Napoli con una cifra importante.

Una scelta che appare oggi pienamente giustificata. Khvicha, sotto la guida di Luis Enrique, ha compiuto un’evoluzione rilevante trasformandosi in un calciatore a tutto tondo, capace di incidere non solo in fase offensiva ma anche in copertura. Dribbling, corsa, tiro e un contributo difensivo costante sono le armi con cui il georgiano sta conquistando la fiducia del PSG e si sta rapidamente affermando come un elemento imprescindibile.

Al contrario, la parabola di Leao sembra aver smesso di decollare come sperato. Anche se rimane un giocatore di grande talento, il suo rendimento ultimamente appare in calo, e in parte ciò potrebbe dipendere dalle difficoltà del Milan di ritrovare continuità nelle competizioni europee. In Serie A il portoghese continua a essere fondamentale, ma la crescita globale che si attendeva sembra ancora lontana. Khvicha ha colmato quel gap che prima era una semplice speranza, diventando il profilo offensivo ideale per un top club come il PSG.

Se in passato il Paris Saint-Germain aveva sul taccuino entrambi i nomi, oggi non avrebbe dubbi sull’uomo su cui puntare. Una realtà davanti alla quale lo stesso Leao, cui il Milan affida le speranze di tornare protagonista in Europa dalla prossima stagione, dovrà inevitabilmente riflettere per capire come progredire e rilanciare la sua carriera nel calcio che conta davvero.

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Calciomercato 28 aprile: indiscrezioni e trattative NEWS

Il calciomercato entra nel vivo con trattative, rumors e conferme che stanno scuotendo la Serie A e i grandi club europei. Dagli intrecci tra Milan, Roma e Napoli fino alle partenze eccellenti in Premier League, ecco il punto completo e aggiornato sulle ultime trattative e situazioni contrattuali più calde.

Milan: contatti con Jorge Mendes per Gonçalo Ramos e rinnovo di Tomori a un passo

Il Milan si muove con decisione sul fronte offensivo e guarda con interesse a Gonçalo Ramos, attaccante classe 1999 del Paris Saint-Germain. Secondo quanto riferito dal Corriere dello Sport, Jorge Mendes, potente agente del giocatore portoghese, ha aperto un canale di dialogo con il club rossonero per sondare un possibile trasferimento. Ramos, protagonista di una stagione marginale al PSG, sembra perfetto per il progetto di Max Allegri: fisico imponente e capacità di gioco che si sposano con le esigenze tattiche del tecnico. Tuttavia, il Milan dovrà compiere uno sforzo economico importante, dato che il valore del cartellino è piuttosto alto, e la concorrenza è agguerrita.

Parallelamente, il club lombardo sta lavorando per sfoltire un reparto offensivo sovraccarico: l’addio di Fullkrug è ormai certo, mentre Christopher Nkunku e Santiago Gimenez sono ufficialmente sul mercato, dopo stagioni non all’altezza delle attese.

Sul fronte rinnovi, sale l’ottimismo per il prolungamento di Fikayo Tomori, difensore inglese tra i protagonisti di questa annata rossonera. In scadenza nel 2027, Tomori potrebbe estendere il contratto fino al 2030: il dialogo con il suo entourage è avanzato e la volontà di entrambe le parti è chiara. In questa stagione il centrale ha collezionato 30 presenze tra Serie A e Coppa, confezionando anche due assist, dimostrando grande solidità difensiva, anche se senza gol all’attivo.

Sul mercato in entrata, invece, prende quota l’ipotesi Mario Gila. Il giovane centrale della Lazio, classe 2000, sta vivendo una stagione convincente con Sarri, con 32 presenze tra campionato e Coppa Italia. Stipendio contenuto e contratto in scadenza 2027 rendono il suo profilo molto interessante per il Milan, che avrebbe già ottenuto il via libera da parte di Paolo Cardinale per chiudere l’operazione nei prossimi giorni. Gila rappresenterebbe un rinforzo concreto per il pacchetto arretrato rossonero.

Roma e Napoli: sfide a distanza per Brandt e Rios

La Roma si assicura un posto di rilievo nelle dinamiche di mercato con l’interesse per Julian Brandt, centrocampista offensivo tedesco in scadenza a giugno con il Borussia Dortmund. Come scrive La Gazzetta dello Sport, il club capitolino ha già avviato i primi colloqui con l’entourage del giocatore classe 1996, inserito nella short list della società. Tuttavia, la concorrenza per Brandt è folta e internazionale: non solo l’Inter in Serie A, ma anche diversi club inglesi tra cui Arsenal, Aston Villa e Newcastle, oltre all’Atletico Madrid in Spagna, seguono attentamente il futuro del talentuoso centrocampista.

Intanto il Napoli si sta muovendo con attenzione sul mercato in vista della prossima stagione, nonostante l’incertezza sul futuro dell’allenatore Antonio Conte, che nei prossimi giorni si incontrerà con il presidente Aurelio De Laurentiis per discutere il rinnovo. Sul taccuino degli azzurri è finito il nome di Richard Rios, centrocampista colombiano del Benfica. Secondo il quotidiano portoghese O Jogo, emissari del Napoli hanno seguito Rios dal vivo in tre occasioni consecutive: contro Nacional, Sporting CP e Moreirense, raccogliendo impressioni decisamente positive su un giocatore molto dinamico e tecnico. L’interesse non è solo dei partenopei, infatti dietro al centrocampista ci sarebbero anche Roma, Inter, Manchester United e Fulham. Il Benfica, però, valuta il suo cartellino almeno 35 milioni di euro, cifra che il Napoli dovrà valutare con attenzione.

Manchester City saluta John Stones, Mourinho vicino al ritorno al Real Madrid

In Inghilterra si chiude un’era dorata al Manchester City con l’annuncio dell’addio di John Stones. Difensore centrale classe 1994, Stones lascia il club dopo dieci anni e ben 19 trofei vinti, tra cui sei Premier League e la storica Champions League del 2023. Arrivato nel 2016 come secondo acquisto della gestione Pep Guardiola, Stones si è imposto come un cardine del progetto tecnico, distinguendosi per la sua tecnica e la capacità di adattarsi a ruoli più avanzati come mediano aggiunto. L’annuncio è stato dato dallo stesso giocatore con un video su Instagram: un momento carico di emozione che segna la fine di un decennio memorabile in maglia Citizens.

Altro nome che infiamma il calciomercato è quello di José Mourinho, accostato con sempre maggiore insistenza a un possibile ritorno sulla panchina del Real Madrid. Secondo alcune fonti, lo Special One sarebbe il favorito di Florentino Pérez per la successione di Alvaro Arbeloa, la cui uscita è quasi certa a fine stagione. Mourinho ha già allenato i blancos tra il 2010 e il 2013, conquistando una Liga (2012), una Copa del Rey (2011) e una Supercoppa spagnola (2013). Attualmente guida il Benfica, imbattuto nella Primeira Liga, ma non ha voluto sbilanciarsi sul suo futuro nelle ultime interviste rilasciate alla stampa portoghese.

La stagione è ancora in corso, ma i grandi club sono già all’opera per costruire la squadra che partirà alla conquista dei prossimi trofei, con calciomercato e rinnovi destinati a influenzare pesantemente le strategie sportive.

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Kvaratskhelia segna ancora: poker PSG, 100 gol da pro

Un altro capitolo da incorniciare per Kvicha Kvaratskhelia, che continua a lasciare il segno con la maglia del Paris Saint-Germain. Nel corso dell’ultimo match, il georgiano ha firmato il gol del poker per i campioni di Francia, centrando un traguardo personale importante: la rete numero 100 da professionista nella sua carriera. Un primato significativo che sottolinea l’ascesa costante dell’ex stella del Napoli, ora protagonista in Ligue 1 sotto la guida del tecnico Antonio Conte.

La giocata che ha portato al gol è stata un'autentica perla di strategia offensiva. A scatenare l’azione è stato Achraf Hakimi, che con una progressione sulla fascia destra ha superato con facilità Luis Diaz, ormai perso nella marcatura. L’assist di Hakimi è stato preciso e tagliente, arrivando al centro dell’area di rigore: lì Kvaratskhelia, con un destro potente e preciso, ha fulminato Manuel Neuer, che aveva già scelto il palo lungo per la protezione della porta.

Questa rete non rappresenta solo un momento di gloria personale per Kvaratskhelia, ma anche un segnale forte per il Paris Saint-Germain, impegnato a consolidare la propria posizione in Ligue 1 e a ritrovare continuità di risultati nella stagione. L’ex Napoli, trasferitosi recentemente in Francia dopo un’ottima esperienza in Serie A sotto la guida di Conte, sta dimostrando di sapersi imporre anche in un contesto altamente competitivo come quello parigino.

Il match dunque si è trasformato in una vetrina per le qualità tecniche e atletiche del georgiano, capace di inserirsi in modo decisivo nell’attacco parigino, offrendo un contributo prezioso in termini di gol e assist. La capacità di Kvaratskhelia di ritagliarsi spazi e sfruttare la velocità e l’intelligenza tattica è emersa ancora una volta con evidenza, confermando le ottime impressioni già raccolte durante il suo periodo in Serie A.

Per il Napoli, invece, la cessione di Kvaratskhelia rappresenta un addio importante, ma anche un’opportunità per investire su nuovi talenti sotto la guida esperta di Conte, allenatore noto per saper valorizzare i giovani e costruire squadre competitive e aggressive. La presenza di talenti come Luis Diaz, che ha avuto un momento difficile in questa azione difensiva, testimonia comunque il livello elevato della rosa partenopea, sempre in cerca di perfezionamento per tornare a lottare ai massimi livelli in Italia e in Europa.

In definitiva, la serata del Paris Saint-Germain è stata illuminata da un poker di gol firmato da un Kvaratskhelia rinato, che conferma di essere una pedina fondamentale per la formazione francese e un giocatore destinato a scrivere ancora molte pagine importanti nel calcio internazionale.

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Torino-Inter e altre analisi di Tommasi in Open VAR

Nel corso della recente puntata di Open Var su Dazn, andata in onda per la prima volta con il nuovo designatore arbitrale Dino Tommasi, sono state analizzate in chiave tecnica e dettagliata alcune delle situazioni più rilevanti dell’ultima giornata di Serie A. Tra i temi principali, l’attenzione si è concentrata sulle decisioni arbitrali che hanno coinvolto Napoli e altre squadre del nostro massimo campionato.

Partendo da Napoli-Cremonese, match che ha visto gli azzurri dominare in casa, è emersa la conferma della bontà del rigore assegnato dal direttore di gara Doveri. Tommasi

Proseguendo, la trasmissione ha offerto un’analisi anche su Hellas Verona-Lecce, dove agli scaligeri è stato annullato un gol per un contatto sospetto su Vladimiro Falcone. In questo frangente, Tommasi ha spiegato: “In campo è comprensibile che il fallo non sia stato immediatamente ravvisato, ma grazie alle immagini riprese da una giusta angolazione risulta evidente. Il portiere giallorosso viene infatti ostacolato in modo netto, quindi ottima la decisione di intervenire in sala Var.”

Infine, è stata oggetto di dibattito la mancata concessione di un rigore al Parma nella sfida esterna contro il Pisa, in seguito a un contatto tra Akinsanmiro e Circati all'interno dell’area di rigore dei nerazzurri. Tommasi ha offerto una lettura precisa e condivisibile dell’episodio: “Circati prima tira a sé Akinsanmiro, che successivamente cade, toccando il difensore ma senza tenerlo o abbracciarlo. Si tratta quindi di una dinamica consequenziale alla prima trattenuta, per cui il rigore non era da assegnare. Si poteva al massimo fischiare fallo a favore di Pisa e la situazione si sarebbe risolta lì.” Ha inoltre sottolineato il buon operato di Calzavara, arbitro alla sua seconda partita in Serie A, segnalando una prova positiva nella gestione del match.

Il giudizio di Tommasi aiuta a fare chiarezza su alcuni episodi controversi di questa complessa giornata di campionato, confermando la difficoltà delle decisioni arbitrali che in certi casi possono far discutere, ma che – all’analisi video – risultano spesso corrette. Nel frattempo, il Napoli di Antonio Conte continua il suo cammino tra alti e bassi, forte anche di una direzione arbitrale attenta e bilanciata che supporta lo spettacolo della Serie A.

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Piantanida: Milan al massimo, Allegri sempre fiducioso scudetto

NEWS Radio

Durante la trasmissione Maracanà su NEWS Radio, il giornalista sportivo Franco Piantanida ha fornito una lettura critica e approfondita sulle vicende più calde del campionato di Serie A e sull’attuale contesto arbitrale italiano.

Il caso Rocchi e le tensioni nel mondo arbitrale Piantanida definisce la situazione che ha coinvolto la classe arbitrale un vero e proprio scontro interno: “Mi sembra che siamo entrati all’interno di una vera e propria guerra fra arbitri. Parlare di ‘Calciopoli 2’ sarebbe prematuro, al massimo possiamo evocare un’‘Arbitropoli 1’. Già prima eravamo consapevoli delle lotte intestine che attraversano il mondo arbitrale in Italia. Tuttavia, finché non emergeranno dettagli certi sulla vicenda, è difficile esprimere giudizi definitivi.”

Il giornalista sottolinea inoltre come il problema non risieda solo nella qualità dei direttori di gara, “che spesso non sono all’altezza”, ma anche in chi amministra questo delicato settore nel nostro calcio: “Anche i vertici che gestiscono il mondo arbitrale devono riflettere sulla loro efficacia e competenza.”

Inter, il grande merito di un attacco prolifico e di una gestione tecnica vincente Piantanida ha commentato poi il ruolo chiave dell’Inter, prima forza offensiva del campionato a distanza: “Nel corso della scorsa stagione, l’Inter si è trovata con un problema rilevante: aveva soltanto due attaccanti affidabili, ossia Thuram e Lautaro Martinez. Gli altri, come Arnautovic, Taremi e Correa, hanno fornito un contributo molto limitato.”

Quest’anno, invece, la situazione è cambiata radicalmente grazie all’esplosione di Bonny e Esposito, che hanno saputo consolidare un reparto avanzato molto più competitivo: “Bonny e Esposito avevano il compito di dimostrare di poter essere almeno all’altezza della squadra, e ci sono riusciti molto bene.”

Un elemento che Piantanida mette in luce è la stabilità tecnica del club nerazzurro in questi anni: “Il grande merito dell’Inter sta nel fatto di non aver mai sbagliato scelta sugli allenatori negli ultimi sette anni: prima Spalletti, poi Conte, seguito da Inzaghi e infine Chivu. A differenza di Milan e Juventus, che nello stesso periodo hanno cambiato quasi il doppio di tecnici, con sette allenatori ciascuna.”

Milan e Napoli: percorsi diversi e consapevolezze Interpellato sul Milan e sulle possibilità che la squadra rossonera avrebbe potuto sfruttare per migliorare il proprio rendimento e giocarsi lo scudetto, Piantanida ha evitato facili critiche: “Secondo me il Napoli della scorsa stagione forse non era ancora pronto per vincere il titolo, ma ha comunque fatto il massimo. Quello che però conta è che se l’Inter avesse affrontato il campionato seguendo lo stesso percorso che sta facendo quest’anno, con Conte in panchina non sarebbe riuscita a ottenere questo risultato.”

Riguardo al Milan, il giornalista evidenzia come la squadra guidata da Allegri abbia semplificato il gioco nei limiti delle risorse a sua disposizione: “Il Milan ha fatto il massimo nel contesto in cui Allegri ha potuto lavorare. L’assenza del doppio impegno in alcuni momenti ha fatto maturare nel tecnico livornese la convinzione che lo scudetto fosse un obiettivo realmente alla portata.”

Questa analisi di Piantanida mette in luce come il nodo principale per la lotta al titolo resti ancora la coesione tecnica, la gestione della rosa e la solidità mentale, elementi su cui soprattutto Inter e Napoli – per via del percorso intrapreso sotto la guida di Antonio Conte e Simone Inzaghi – dovranno puntare con decisione nella volata finale della Serie A 2023-2024.

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Sam Beukema, rendimento sotto le aspettative: resta in Serie A?

Sam Beukema, l'acquisto da 31 milioni di euro del Napoli, rappresenta il quarto investimento più importante dell'estate 2025 per il club azzurro. Nonostante l’ingente spesa, le sue prestazioni finora non hanno pienamente convinto Antonio Conte. Il difensore olandese ha collezionato 22 presenze in Serie A e 30 complessive tra tutte le competizioni, segnando due gol. Tuttavia, soltanto quindici di queste apparizioni sono arrivate da titolare.

Tra infortuni e un rendimento altalenante, Beukema non è ancora riuscito a imporsi stabilmente nel cuore della difesa partenopea. Conte, noto per il suo rigore tattico e la costante ricerca di prestazioni al top, sembra aspettarsi qualcosa di più da lui. Resta da capire se quanto mostrato basterà a garantirgli un posto nella rosa azzurra anche per la stagione 2026-27. È vero che questa può essere letta come una fase di ambientamento per l'ex giocatore – nonostante sia già in Italia da tre anni – ma il tempo stringe e la concorrenza interna è elevata.

Ricordiamo le parole con cui Beukema aveva accolto il suo trasferimento al Napoli, pronunciate durante la presentazione ufficiale della scorsa estate: "L’anno scorso il Napoli ha fatto una stagione incredibile quindi sono già molto contento di essere qui, con i campioni d’Italia. So che avremo tante partite e spero di aiutare la squadra, essere sempre disponibile, ho esperienza anche in Champions e posso aggiungere questo alla squadra ma abbiamo tanti elementi fortissimi e penso potremo fare molto bene."

Beukema aveva inoltre sottolineato il valore dei suoi compagni e i suoi obiettivi personali: "Uno dei migliori è Van Dijk, fortissimo, moderno. È un esempio, ma ce ne sono tanti. Obiettivi? Vorrei andare in Nazionale, è una delle ragioni per cui sono qui. Il Napoli è una grande squadra, gioca in Champions, lotta per lo Scudetto e spero che mi aiuti a conquistare la maglia dell'Olanda, sarebbe un sogno".

Al momento, però, questa ambizione sembra ancora lontana, condizionata da una stagione in cui non sempre Beukema è riuscito a esprimere tutto il suo potenziale. Il Napoli, reduce da un’annata ricca di successi e ora affidato alla guida di Antonio Conte, punta a mantenere un livello alto nel campionato e a ben figurare in Europa. In questo contesto, le performance di ogni singolo giocatore come Beukema saranno determinanti per confermare o meno la strategia societaria, soprattutto in vista delle prossime finestre di mercato.

Il difensore olandese deve adesso dimostrare di poter essere una colonna della retroguardia azzurra, rispondendo alle aspettative di una tifoseria ambiziosa e di un tecnico esigente. La sua capacità di ambientarsi definitivamente in una squadra che lotta per lo scudetto e per la Champions sarà il crocevia della sua carriera in maglia Napoli.

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Chi è Paul Mendy, talento 19enne del Cagliari autore di doppietta all’esordio in Serie A

Il Cagliari festeggia il talento emergente Paul Mendy, giovane attaccante classe 2007 che sta rapidamente conquistando la scena in Serie A. È stato infatti proprio ieri sera, nel delicato confronto contro l’Atalanta, che il senegalese ha messo la sua firma con una doppietta da autentico protagonista, mettendo in mostra le qualità che stanno facendo parlare di sé nel campionato italiano.

Nato a Rufisque, Mendy ha vissuto una crescita graduale ma costante, che si è concretizzata nelle presenze accumulate in questa stagione con il Cagliari. Prima dell’exploit di ieri, il ragazzo aveva già assaporato il debutto in Serie A il 20 marzo scorso, quando ha mosso i primi passi sul palcoscenico massimo contro il Napoli guidato da Antonio Conte. Da allora, il percorso del numero 39 rossoblù è stato caratterizzato da un minutaggio crescente, passando dai 17 minuti con il Napoli ai pochi scampoli contro Sassuolo e Cremonese, fino ai 33 minuti disputati contro l’Inter. Un crescendo che sottolinea la convinzione e la fiducia che mister Walter Pisacane sta riponendo nelle giovani leve della sua squadra.

Mendy arriva da una stagione trionfale con la Primavera del Cagliari, dove si è imposto come uno degli attaccanti più prolifici del campionato. Con un bottino di 14 gol e 3 assist in 28 partite, ha dimostrato un talento cristallino. Le sue caratteristiche principali sono un piede sinistro preciso, grande velocità e mobilità in campo, e una capacità costante di attaccare gli spazi, che gli permettono di rendersi pericoloso in ogni zona dell’area avversaria.

Pur non avendo ancora allenato direttamente Mendy nel settore giovanile, il tecnico Pisacane ha capito subito le potenzialità del ragazzo. Questa fiducia si è tradotta nel passaggio in prima squadra, dove il giovane attaccante ha avuto l’opportunità di scendere in campo in sei partite di Serie A. La vera consacrazione però è arrivata ieri contro l’Atalanta, quando Pisacane lo ha schierato titolare. A soli 19 anni, Mendy ha risposto con una prestazione eccezionale, segnando due gol in meno di dieci minuti. Un segnale chiaro anche in chiave formazione, soprattutto dopo il calo di rendimento di Kilicsoy, che ha lasciato spazio al giovane senegalese dimostrando di poter essere già una pedina preziosa per il Cagliari in questa stagione.

La corsa di Paul Mendy nel calcio professionistico, alimentata da una stagione Primavera da protagonista e dal supporto di Pisacane, è un esempio perfetto di come il Cagliari continui a puntare sulla valorizzazione dei giovani talenti. I numeri e le prestazioni parlano chiaro: il futuro del club rossoblù potrebbe avere un nome ben preciso, ed è quello di questo giovane attaccante africano che sta facendo vibrare il cuore della Sardegna con le sue giocate.

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Calciomercato Napoli, tre colpi della prossima estate vanno solo 'pagati'

La stagione è ancora in corso, il campionato non è ancora finito, eppure in casa Napoli è già tempo di pensare al futuro. E il futuro si pianifica come sempre con largo anticipo. La società è al lavoro per la costruzione della rosa del futuro, l'obiettivo sarà abbassare il monte ingaggi e l'età media della squadra puntando dunque anche su giocatori più giovani. I siti scommesse specializzati sul calciomercato sono già al lavoro per prevedere quali acquisti la società vorrà pianificare. Ma ci sono tre colpi già programmati per l'estate, tre giocatori che vanno solo 'pagati' e dunque 'acquistati'. Si tratta di Elmas, Alisson e Hojlund. Tutti e tre giocano già nel Napoli e per ognuno c'è un prezzo sul cartellino. Essendo arrivati in prestito con diritto di riscatto, il club conosce già la cifra totale per riscattarli. Se confermerà tutti e tre, dovrà spendere circa 80 milioni di euro.

Il bomber del futuro arriverà dallo United (ma è già a Napoli)

Hojlund è arrivato dal Manchester United dopo l'infortunio di Lukaku per 6 milioni di prestito oneroso più 44 di riscatto obbligatorio in caso di Champions a fine stagione. Non c'è dubbio, al di là della classifica, che il Napoli acquisterà Rasmus, autore di un'ottima stagione, la sua prima a Napoli dopo i due anni in Premier e l'exploit per una sola stagione a Bergamo con la maglia dell'Atalanta. Nei giorni dei dubbi sul futuro di Lukaku, il Napoli ha già il futuro in casa. Hojlund sarà il centravanti del club per diverse stagioni. E la cifra è già stata fissata, va solo completato il pagamento. Hojlund ha saputo coniugare il fiuto del gol, tipico dei grandi centravanti, con le richieste spalle alla porta del suo allenatore. Studiando proprio da Lukaku, Hojlund è diventato per Conte la boa perfetta per sostenere la squadra e favorire l'inserimento dei compagni. Diverse le sponde utili e gli assist per lui vincenti.

Gol, dribbling e assist per meno di 20 milioni: il colpo di Manna

Alisson Santos è arrivato a gennaio dallo Sporting Lisbona per 3,5 milioni di prestito oneroso più 16 di riscatto a fine anno. In questo caso, per il Napoli, si tratta di diritto di riscatto. Ergo, il club di De Laurentiis potrebbe anche decidere di non riscattarlo e di farlo tornare in Portogallo. Ma il prezzo basso e le prestazioni offerte non lasciano spazio a dubbi: il Napoli è pronto a riscattare Alisson che sarà un'arma in più anche per la prossima stagione. Il brasiliano si è rivelato un gran colpo, una freccia a sinistra nel tridente e si prenota per vivere un'altra annata da protagonista sperando di avere sempre più spazio. Magari anche un cambio modulo, come il ritorno al 4-3-3, potrebbe aiutarlo in tal senso. Alisson ha gamba, rapidità, tecnica e visione di gioco. Nel Napoli, pronti via, ha anche già segnato diversi gol belli e pesanti, come il primo al Maradona contro la Roma. Un colpo targato Manna, il ds che a gennaio, col principio del mercato a saldo zero, ha avuto questa intuizione chiudendo con lo Sporting e con l’entourage del giocatore in brevissimo tempo.

Elmas, a volte ritornano. E il riscatto è già fissato

Elif Elmas è arrivato a Napoli ad agosto dal Lipsia in prestito con diritto di riscatto fissato a 17 milioni. Una vecchia conoscenza del club e dei tifosi scelta a fine mercato per completare la squadra nei giorni in cui il Napoli cercava ancora un esterno offensivo e un centrocampista. Alla fine, dovendo investire diversi milioni per Hojlund, il club ha scelto un jolly, un giocatore duttile capace di ricoprire più ruoli. Elmas, come nella sua prima esperienza al Napoli, ha agito da play, regista, mezzala, esterno e seconda punta. Anche per questo motivo, per la sua capacità di adattarsi a ogni situazione, il Napoli potrebbe decidere di riscattarlo a fine stagione. Come per Alisson, il riscatto è con diritto e non obbligo, dunque starà al Napoli decidere cosa fare a fine stagione. Alisson, Hojlund e forse Elmas: tre colpi già pronti per la prossima stagione. I giocatori del futuro che però appartengono già al presente. https://napolicalcio24.com/2026/04/28/calciomercato-napoli-tre-colpi-della-prossima-estate-vanno-solo-pagati/?feed_id=101905&_unique_id=69f061412a16d

lunedì 27 aprile 2026

De Rossi cambia il Genoa: ecco perché la squadra deve restare forte

Genoa

Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca, come sottolineato dallo stesso mister Daniele De Rossi nella conferenza stampa post partita: il 2-0 rimediato contro il Como nella giornata di domenica scorsa rappresenta un risultato che “fa rodere”. Tuttavia, questo ko non intacca il cammino complessivo del Genoa nella stagione di Serie A, una stagione che ha visto i rossoblù risalire con forza e determinazione dalle difficoltà di inizio anno.

La squadra ligure ha infatti conquistato una salvezza che, seppur non ancora matematica, è ormai più che urbana: dopo la vittoria contro il Pisa, firmata dalla doppietta decisiva di Colombo ed Ekhator, il Grifone ha messo in cassaforte un traguardo che sembrava lontano solo qualche mese fa. Partendo da soli sei punti raccolti in novembre, il Genoa ha inanellato una serie di risultati positivi che l'hanno portato fino ai 39 punti attuali in classifica, merito soprattutto del lavoro svolto da De Rossi e dal suo staff tecnico, ben voluti dalla tifoseria rossoblù e capaci di ricaricare un ambiente in crisi.

Il futuro del Genoa e il progetto di De Rossi

Ora, con quattro giornate ancora da giocare prima della fine del campionato, il Genoa guarda con fiducia al futuro immediato. Il calendario prevede tre trasferte impegnative e un ultimo match casalingo a Marassi contro il Milan, e l’obiettivo è chiudere la stagione lasciando una buona impressione. Ma non è solo questo il pensiero che anima la società e lo staff tecnico: l’attenzione è già rivolta alla prossima stagione e a come costruire una squadra competitiva nel breve e nel medio termine.

In conferenza stampa dopo la partita con il Como, De Rossi è stato chiaro: “Ci faremo una chiacchierata poi perché questa squadra deve rimanere forte.” Il tecnico romano conferma così la volontà di restare al timone del progetto rossoblù, puntando a rafforzare una rosa che nel prosieguo potrà sicuramente migliorare ulteriormente nelle performance.

Numeri che parlano chiaro: la rinascita del Genoa con De Rossi

Dal suo insediamento, Daniele De Rossi ha radicalmente cambiato il volto del Genoa. Sotto la sua guida, infatti, la squadra ha raccolto 33 punti, un bilancio che in Serie A si posiziona addirittura al decimo posto tra le varie gestioni di allenatori in questa stagione, a sole due lunghezze dall’ottava posizione. Un dato che sottolinea come la svolta sia passata soprattutto dal campo e dai risultati concreti.

Anche dal punto di vista offensivo, il Genoa ha mostrato miglioramenti evidenti. Nelle 24 partite disputate con De Rossi in panchina, la squadra ha messo a segno ben 34 gol, risultato che la colloca come il sesto miglior attacco del campionato dopo club di grande prestigio quali Inter, Como, Juventus, Roma e Napoli di Antonio Conte. Un dato significativo che testimonia la solidità acquisita grazie a un gioco più fluido e a una maggiore efficacia in avanti.

In definitiva, sebbene l’ultima battuta d’arresto contro il Como abbia frenato un attimo la corsa del Genoa, i segnali che arrivano da questo finale di stagione sono di grande ottimismo. La tifoseria e la società possono infatti nutrire grosse speranze nel lavoro di De Rossi e del suo staff, chiamati ora a dare continuità a una rinascita che sta già regalando nuova linfa e nuovi orizzonti al club ligure.

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