giovedì 21 maggio 2026

Marocchino su Spalletti: "Gestione momenti decisivi deludente"

Radio Sportiva

Domenico Marocchino, ex calciatore di esperienza e oggi commentatore, ha rilasciato interessanti considerazioni sul tema degli allenatori di alto profilo in Serie A e oltre, durante un intervento radiofonico. Tra i temi toccati dalla sua analisi spiccano le ultime vittorie di Unai Emery, la stagione travagliata di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus, e le prospettive legate agli altri tecnici di spessore come Antonio Conte e Massimiliano Allegri.

La quinta Europa League di Emery: cosa dice Marocchino?
"Emery si conferma un allenatore di grande livello. Chi lo conosce meglio sono senza dubbio i giocatori, perché un bravo tecnico è soprattutto colui che riesce a migliorare chi ha a disposizione. Penso a Gasperini, che ha sempre valorizzato i suoi uomini fino all’eccellenza. Spalletti, invece, vedo in una veste diversa, più da intrattenitore: nel calcio di oggi non contano solo i numeri e i risultati, ma anche l’immagine, il prodotto che si vende. Comunque, a mio avviso, Spalletti ha fatto abbastanza bene alla Juventus, anche se non è bastato per raggiungere l’obiettivo finale."

La gestione Spalletti alla Juventus e alcune perplessità
"Già dalle partite contro Lecce e Verona avevo una mia idea sull’approccio gestionale di Spalletti. Incontri come quello contro la Fiorentina sono emblematici: non avrebbe dovuto imporre il proprio gioco, perché così si è esposto alle veloci contromosse viola. Domenica scorsa, ad esempio, sarebbe stato opportuno schierare un centrocampo più solido e stabile, piuttosto che puntare così tanto su elementi offensivi. La lettura tattica della gara è fondamentale e in questo senso ricordo quello che accadde anche durante il Mondiale con l’Italia e Spalletti commissario tecnico, quando in mezzo al campo si presentarono soltanto due uomini contro un avversario che ne schierava cinque."

Se Spalletti dovesse lasciare la Juventus, sarebbe giusto puntare su Conte?
"Conte rappresenta una garanzia assoluta e io lo riporterei volentieri alla Juventus. Ma il problema attuale della Vecchia Signora non è solo nell'allenatore, bensì in chi gestirà le scelte di mercato e nella mancanza di un vero leader all’interno dello spogliatoio. Prendiamo a esempio Yildiz: secondo Luciano Moggi, è un giocatore di grande qualità, un vero e proprio funambolo, ma non ancora un uomo-squadra. Può fare la differenza, ma ancora non ha quel carisma necessario per essere guida dentro e fuori dal campo."

Il futuro di Allegri: Napoli, Milan o Nazionale?
"Personalmente, vedrei Allegri meglio sulla panchina della Nazionale italiana. È un tecnico un po’ vanitoso e penso che guidare la squadra azzurra rappresenterebbe per lui una sfida stimolante e prestigiosa, più di quelle offerte dai club come Napoli o Milan."

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Napoli, Manfredi conferma addio Conte: cittadinanza onoraria?

Le parole del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, arrivano come un’ulteriore conferma sul futuro del tecnico azzurro Antonio Conte. Intervistato da Il Mattino, Manfredi ha rivelato i dettagli di un recente incontro con l’allenatore partenopeo, lasciando intuire che la separazione a fine stagione sia ormai una realtà vicina.

“È stata una chiacchierata molto piacevole”, ha raccontato il primo cittadino partenopeo. “Non abbiamo parlato della squadra o del rapporto con la società, ma del legame che Antonio ha stabilito con la città”. Quello che emerge in modo chiaro dalle parole di Manfredi è il profondo apprezzamento di Conte per Napoli e la sua gente: “Mi ha confidato delle passeggiate nei quartieri, dei caffè con i tifosi, delle pizze condivise con loro. Ha scoperto una città ricca di arte e bellezza, e questo lo ha colpito profondamente, rendendolo felice. Penso proprio che tornerà spesso qui”.

Un’immagine di un Antonio Conte umano e legato al territorio, che va oltre il campo da gioco e che ha costruito un rapporto autentico con la città partenopea, nonostante le tensioni sportive ed economiche tra allenatore e società che si sono sviluppate nel corso della stagione.

Nel corso dell’intervista, Manfredi si è poi soffermato sul presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e sulla cittadinanza onoraria che a breve dovrebbe essere conferita: “Il riconoscimento arriverà probabilmente a settembre. L’iter amministrativo è già avviato”. Il sindaco ha voluto sottolineare il valore del lavoro svolto dal patron azzurro: “Ha portato un modello di gestione basato su passione e capacità manageriale. Quando queste due qualità si uniscono, Napoli diventa una realtà vincente”.

Infine, non è mancata una battuta anche sul possibile riconoscimento a Conte, fresco vincitore dello scudetto: “Dopo il presidente potremmo pensare anche a lui”. Un’ipotesi che confermerebbe l’importanza del contributo portato dall’allenatore alla conquista del titolo, un traguardo storico per la squadra partenopea.

Le parole di Manfredi arrivano in un momento cruciale per il futuro del Napoli. Dopo una stagione terminata con il grande successo in Serie A, il club si prepara a una fase di transizione che potrebbe vedere Conte lasciare il progetto azzurro. Il legame tra tecnico e città, però, sembra destinato a perdurare, anche al di là del campo.

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Mondiali 2026: lista convocati nazionali aggiornata completa

Focus Mondiale 2026

Si avvicina a grandi passi l’inizio della Coppa del Mondo FIFA 2026, il primo Mundial che si disputerà in contemporanea su tre nazioni del continente americano: Stati Uniti, Canada e Messico. Nonostante l'assenza dell'Italia, il fascino della manifestazione rimane immutato, con le varie nazioni pronte a scendere in campo per contendersi il titolo più ambito del calcio mondiale.

Di seguito vi proponiamo l’elenco completo delle squadre partecipanti, con i nomi dei calciatori convocati dai rispettivi commissari tecnici per questa edizione storica. Nella lista troverete in grassetto i protagonisti che militano nei club della Serie A, protagonisti assoluti del nostro campionato che vestiranno le maglie delle rispettive nazionali.

Gruppo A

Corea del Sud (ct Hong Myungbo) Tra i convocati figurano nomi di rilievo, in particolare Kim Min-jae del Bayern Monaco, autentico baluardo difensivo. L'attacco sarà guidato da Heung-min Son del Los Angeles FC, uno degli attaccanti asiatici più amati dagli appassionati.

Messico (ct Javier Aguirre), Sudafrica (ct Hugo Broos) e Repubblica Ceca (ct Miroslav Koubek) completano il raggruppamento.

Gruppo B

Spiccano nel gruppo le presenze della Bosnia-Erzegovina (ct Sergej Barbarez) con ben tre calciatori militanti in Serie A: Muharemovic (Sassuolo), Kolasinac (Atalanta) e Hadzikadunic (Sampdoria). Il gruppo comprende anche Canada (ct Jesse Marsch), Qatar (ct Julen Lopetegui) e Svizzera (ct Murat Yakin), con diversi atleti di Serie A tra cui spicca Manuel Akanji dell’Inter, e centrocampisti come Freuler (Bologna) e Jashari (Milan).

Gruppo C

Il Brasile, affidato alla guida del ct Carlo Ancelotti, presenta una rosa stellare con nomi illustri come Bremer della Juventus e Wesley della Roma nel reparto difensivo, oltre a campioni di fama mondiale come Neymar jr, Raphinha e Vinicius Jr in attacco. Nel gruppo troviamo anche Haiti (ct Sebastien Migné), Marocco (ct Mohamed Ouahbi) e Scozia (ct Steve Clarke), che può contare sulla nutrita presenza di giocatori della Serie A, tra cui Ferguson e Gilmour (entrambi del Napoli), McTominay sempre del Napoli e Adams del Torino.

Gruppo D

Nel Gruppo D si sfidano Australia (ct Tony Popovic), Paraguay (ct Gustavo Alfaro), Stati Uniti (ct Mauricio Pochettino) e Turchia (ct Vincenzo Montella).

Gruppo E

Da segnalare nel gruppo E la presenza della Costa d’Avorio, con tra i convocati i difensori di Serie A Ndicka (Roma) e Kossounou (Atalanta). Il gruppo include inoltre Curacao (ct Dick Advocaat), Ecuador (ct Sebastián Beccacece) e Germania (ct Julian Nagelsmann).

Gruppo F

Il Giappone di Hajime Moriyasu può contare su Zu Suzuki del Parma tra i portieri, mentre tra gli altri nomi emergono calciatori importanti dall’Europa e dal campionato italiano. Olanda (ct Ronald Koeman), Svezia (ct Graham Potter) – che schiera in difesa nomi di Serie A come Hien (Atalanta) e Holm (Juventus), oltre al centrocampista Karlström (Udinese) –, e Tunisia (ct Sabri Lamouchi) completano questo variegato gruppo.

Gruppo G

Nel gruppo G spicca il Belgio di Rudi Garcia con molti protagonisti di Serie A: in difesa De Winter (Milan), a centrocampo una stella del Napoli come De Bruyne e in attacco giocatori di valore quali De Ketelaere (Atalanta), Saelemaekers (Milan) e Lukaku (Napoli). Il gruppo comprende anche Egitto (ct Hossam Hassan), Iran (ct Amir Ghalenoei) e Nuova Zelanda (ct Darren Bazeley).

Gruppo H

Capo Verde (ct Bubista) schiera un organico solidissimo, mentre Arabia Saudita (ct Georgios Donis), Spagna (ct Luis de la Fuente) e Uruguay (ct Marcelo Bielsa) rappresentano delle nazioni con ambizioni particolarmente elevate in vista del Mondiale.

Gruppo I

La Francia guidata da Didier Deschamps offre una rosa di altissimo profilo con il milanista Maignan tra i pali, i difensori di caratura internazionale e il buon centrocampista Koné della Roma e Rabiot del Milan tra i protagonisti. In attacco spicca la stella mondiale Kylian Mbappé, ora al Real Madrid, oltre al nerazzurro Thuram (Inter). Il gruppo comprende anche Iraq, Norvegia e Senegal.

Gruppo J

In questo raggruppamento trovano spazio Algeria (ct Vladimir Petković), Argentina (ct Lionel Scaloni), Austria – che schiera il difensore Svoboda del Venezia – e Giordania (ct Jamal Sellami).

Gruppo K

Il gruppo K racconta di Colombia (ct Néstor Lorenzo), Uzbekistan (ct Fabio Cannavaro) e Portogallo, squadra guidata da Roberto Martínez che può contare su talenti come Conceição della Juventus e Leão del Milan. La rosa lusitana annovera inoltre stelle del calibro di Ronaldo e Bruno Fernandes.

Gruppo L

Infine, il gruppo L vede protagoniste Croazia, Inghilterra, Ghana e Panama. Tra i croati spiccano diversi nomi noti della Serie A, fra cui Pongracic della Fiorentina, Modric del Milan, Mario Pasalic dell’Atalanta, Vlasic del Torino, Baturina del Como e P. Sucic dell’Inter. Anche altri giocatori come Moro (Bologna) sono pronti a lasciare il segno sull’evento.

Con una tale mescolanza di talenti e campioni provenienti da tutte le leghe del mondo, Serie A compresa, si preannuncia un Mondiale 2026 ricco di emozioni, spettacolo e sfide avvincenti per tutti gli appassionati di calcio.

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mercoledì 20 maggio 2026

Calciomercato 20 maggio: indiscrezioni, trattative e retroscena

Il calciomercato della Serie A continua a muoversi con dinamiche intense e un susseguirsi di interviste, indiscrezioni e trattative. Tra conferme e sorprese, ecco il quadro completo delle ultime novità sui principali club italiani.

Bologna, Fenucci e il futuro di Castro: presente a Solomeo per la cerimonia di presentazione dei 100 candidati al Golden Foot 2026, Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, ha analizzato la situazione attorno al giovane talento Santiago Castro. "Sta facendo molto bene – ha dichiarato – il mercato è concentrato sui giovani, e lui inevitabilmente catturerà l’interesse di altri club. Noi vorremmo tenere i nostri migliori ragazzi, ma si deve essere in due a volere la stessa cosa". Parole che fotografano l’attenzione crescente su uno dei prospetti più interessanti del club rossoblù.

Le voci da Pastorello: Federico Pastorello, agente di diversi giocatori importanti, ha fatto il punto su alcune situazioni legate a suoi assistiti. Su Arthur, centrocampista di proprietà italiana attivo in Brasile, ha spiegato: "Ha fatto una stagione straordinaria in Sud America e, a meno di offerte da top club europei, vorrebbe rimanere al Gremio. Dovremo però trovare un accordo con la Juventus, anche se ormai la sua storia con i bianconeri sembra chiusa". Riguardo a Bonny, attualmente all’Inter, ha aggiunto: "Dopo una prima stagione importante, la volontà è assolutamente quella di restare. Si è imposto nelle gerarchie, contribuendo alla conquista di Scudetto e Coppa Italia".

Il discorso è poi passato ad altri calciatori difensivi: "Su Meret – ha aggiunto Pastorello – molto dipenderà da Conte, il suo futuro tecnico dell’Inter. Se rimanesse, parleremo; altrimenti valuteremo nuove opzioni. De Vrij è ancora in bilico: non ci sono offerte ufficiali, ma Stefan sarebbe aperto a valutare proposte, magari anche da un altro campionato. Acerbi? Il club sembrerebbe intenzionato a non rinnovargli il contratto in scadenza, ma lui ha ancora margini per dare tanto. Stiamo già considerando interesse da altre squadre e ci sarà tempo per decidere al meglio".

Sassuolo e Carnevali: anche l’ad neroverde Giovanni Carnevali, ospite alla presentazione Golden Boy, ha parlato di prospettive e stabilità. Su Ismael Kone, recentemente riscattato: "Conosciamo il suo valore e vorremmo trattenerlo, ma immagino che arriveranno richieste da club più blasonati. È normale che, arrivando offerte importanti, dobbiamo considerare l’opportunità di accontentare i giocatori". Per quanto riguarda Thorstvedt, ha dichiarato: "Stiamo cercando di rinnovare. Ci sono discussioni con l’agente, ma le richieste sono alte. È un ragazzo importante, mi piacerebbe tenerlo a lungo". Infine sul tecnico Grosso: "C’è grande stima, la volontà è di proseguire insieme, ma riconosciamo che a breve potrebbe arrivare qualche offerta per lui, visti i suoi meriti. Cercheremo di programmare e trovare un’intesa".

Roma e Saud Abdulhamid: il terzino, ancora di proprietà giallorossa ma in prestito al Lens, ha disputato un’ottima stagione in Francia. Ai microfoni di WinWin ha aperto al futuro: "Non conosco tutti i dettagli, ma se il Lens vorrà tenermi sarò pronto a dare tutto me stesso". Un segnale di apertura per i francesi e per la Roma, che valuterà nelle prossime settimane.

Juventus e Bernardo Silva: nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro tra i bianconeri e l’agente Jorge Mendes per discutere il possibile trasferimento di Bernardo Silva. La situazione si complica notevolmente dopo la difficile stagione della Juve e la possibile mancata qualificazione alla Champions League. Le distanze sulle cifre del contratto sono rimaste evidenti: il giocatore chiede circa 8 milioni netti più 2 di bonus per un triennale, mentre la Juventus offre sui 6 più 2 di bonus, divisi in un milione legato alla qualificazione europea e un altro legato ai trofei. Questa contrazione nel budget, causata dal mancato ingresso nella Champions, potrebbe costringere i dirigenti a sacrificare alcuni profili importanti per evitare ricapitalizzazioni, spingendo verso una riflessione più ampia sul futuro del club.

Hellas Verona e Bowie: con contratto fino al 2030, il difensore sarà un pilastro nel progetto di ritorno in Serie A, ma sul mercato le porte sono sempre aperte. Secondo fonti dalla Scozia, Bowie interessa anche a squadre di Bundesliga e della Premier League. Un’occasione che passerà ancora una volta dalla scelta della proprietà del Verona, Presidio Investors.

Il futuro di Sarri e le implicazioni sulle panchine: Maurizio Sarri resta protagonista delle manovre estive. Il Napoli, ora allenato da Antonio Conte, sembra aver già ottenuto un assenso per la sua prossima destinazione, mentre l’Atalanta e la Lazio attendono risposte decisive. Proprio nella lista del direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani è finito il nome di Okan Buruk, tecnico che potrebbe entrare nel giro dei cambiamenti se Sarri dovesse spostarsi.

Venezia e il colpo da 25 milioni di euro: in uscita dal club arancioneroverde c’è il giovane centrocampista Issa Doumbia, classe 2003, protagonista della promozione con 37 presenze, 8 gol e 6 assist. Lo Sporting CP sta definendo l’affare su una base record di 25 milioni tra parte fissa e bonus, una cifra che può rappresentare un vero e proprio salto di qualità per il Venezia e un investimento importante per la società portoghese. Il giocatore ha già discusso a lungo con l’allenatore Rui Borges ed è pronto a trasferirsi.

Sfide estere tra Inter Miami, Real Madrid e Chelsea: Leandro Paredes, rientrato al Boca Juniors dopo l’addio alla Roma, è stato oggetto di rumors su un possibile addio, ma il padre ha tranquillizzato i tifosi sottolineando che il giocatore resterà a Buenos Aires. Nel frattempo, il centrocampista Rodri, stella del Manchester City, sembra sempre più vicino al Real Madrid con il giocatore "impaziente" di vestire il bianco. La partenza di Pep Guardiola apre finalmente questa possibilità: un colpo che il Real segue da tempo per rinforzare il proprio centrocampo dopo l’addio di Kroos e Modric. Nel frattempo, Marc Cucurella potrebbe lasciare il Chelsea: Atletico Madrid e Barcellona sono molto interessati al terzino sinistro, con i blaugrana alla ricerca di alternative per il proprio assetto tattico nonostante le difficoltà finanziarie.

Infine, il caso Tanner Tessmann: dopo due stagioni al Lione, il centrocampista statunitense potrebbe lasciare la Francia. Secondo The Athletic, il club non lo considera incedibile, mentre diversi club inglesi, tra cui il Brentford, e italiani hanno già mostrato interesse. Incluso anche l’Atletico Madrid, che aveva presentato un’offerta già durante il mercato di gennaio.

Il mercato estivo della Serie A e non solo si prospetta dunque incandescente, con nomi importanti e trattative che potrebbero ribaltare gli equilibri delle rose in vista della nuova stagione.

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Aston Villa, prima volta in Europa League: nuovo trionfo storico

Una serata storica quella appena trascorsa in Europa League: per la prima volta nella storia della competizione, il club inglese dell'Aston Villa ha conquistato il trofeo, aggiudicandosi la finale con un netto 3-0 contro il Friburgo. Un trionfo memorabile che porta il nome dei Villans accanto a grandi club europei, suggellando la loro affermazione in quella che fino a pochi anni fa era nota come Coppa UEFA.

Questa vittoria incide direttamente sull’albo d’oro della manifestazione, in cui si leggono i nomi delle squadre più prestigiose del continente. Dai pionieri come il Tottenham, primo vincitore nel 1971/72, ai successi di club iconici quali Liverpool, Juventus e Inter, passando per trionfi italiani altrettanto importanti come quello del Napoli nel 1988/89, anno in cui la squadra partenopea si impose con grinta nella competizione. Da sottolineare, inoltre, anche il risultato di rilievo dell’Atalanta, che nell’edizione 2023/24 è riuscita a riportare la coppa in Italia dopo vari anni.

La storia dell’Europa League e i trionfi italiani

L’Europa League, col passato di Coppa UEFA, ha visto molte squadre italiane lasciare il segno. La Juventus, con tre vittorie (1976/77, 1989/90 e 1992/93), ha dimostrato costanza e forza in questa competizione, così come l’Inter che si è aggiudicata il titolo in tre occasioni (1990/91, 1993/94 e 1997/98). Parma e Napoli si contano fra le squadre che sono state capaci di offrire momenti di gloria, rispettivamente con due (1994/95, 1998/99) e una vittoria (1988/89). Anche l’Atalanta, recentemente, ha portato l’Italia sul tetto d’Europa (2023/24), confermando il valore del calcio nostrano a livello internazionale.

Classifica dei club più vincenti nella storia della competizione

La graduatoria delle squadre che hanno raccolto più successi parla chiaro: il Siviglia domina con sette trionfi, distribuiti tra il 2005/06 e il 2022/23, diventando la vera regina della manifestazione. Seguono con tre titoli Tottenham, Liverpool, Juventus, Inter e Atletico Madrid, che rappresentano la fascia d’élite della scena europea. Il Napoli rimane uno dei club italiani che ha saputo brillare nella storia europea, con una cavalcata indimenticabile nel 1988/89, in una stagione che sancì la storica vittoria partenopea sotto la guida di Diego Maradona, segnando un’epoca nel calcio italiano e internazionale.

Il contesto attuale e il ruolo del calcio italiano

In un panorama europeo in cui l’Europa League continua a essere terreno di sfida aperta tra club emergenti e blasonati, l’Italia mantiene un posto di rilievo grazie al palmares delle sue squadre e al contributo dei tecnici e calciatori di valore. Qualche nome importante, come Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli, sta riportando entusiasmo e competitività nel campionato italiano, spingendo le squadre di Serie A a tornare protagoniste anche nelle competizioni continentali.

L’affermazione dell’Aston Villa nella stagione 2025/26 segna dunque una nuova pagina nel libro dell’Europa League. Il nome dei Villans entra ufficialmente nella storia assieme alle grandi squadre europee e italiane, consolidando una tradizione di prestigio e di emozioni che il calcio europeo sa offrire. Il cammino della Serie A in Europa continua, e la speranza è che presto anche il Napoli di Conte possa alzare nuovamente al cielo un trofeo internazionale così ambito.

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Acerbi, agente: "Inter non propone rinnovo, noi restiamo aperti"

Esclusiva

Federico Pastorello, noto procuratore sportivo che cura gli interessi di diversi talenti tra cui Ange-Yoan Bonny, si è raccontato in un’intervista esclusiva a margine della presentazione del Golden Boy a Solomeo, in Umbria. Nel corso della chiacchierata, Pastorello ha toccato diversi temi legati al calcio italiano, in particolare al mercato e al futuro di alcuni protagonisti dell’Inter, senza tralasciare riflessioni sulla Serie A e sulle novità in casa Napoli sotto la guida di Antonio Conte.

Un’analisi sull’annata di Ange-Yoan Bonny: “Ha disputato una stagione straordinaria, soprattutto considerando che è alla sua prima esperienza in un club così importante dopo aver esordito al Parma. Si è guadagnato la fiducia di Chivu e ha contribuito in modo decisivo alla conquista dello Scudetto e della Coppa Italia. Non potevamo chiedere di più, sono davvero soddisfatto per lui e per i sacrifici che ha fatto”.

Il futuro di Bonny all’Inter è sicuro al 100%? Pastorello chiarisce: “Sì, la volontà è decisamente quella di rimanere con i nerazzurri”.

Discorso diverso per Francesco Acerbi, difensore che sembra destinato a non proseguire il rapporto con l’Inter: “Dalla società ci è parso chiaro che non ci sarà un’offerta per il rinnovo del contratto in scadenza. Noi siamo sempre disponibili, ma l’età gioca il proprio ruolo e può esserci la necessità di un cambiamento. Stiamo valutando diverse piste, sia in Serie A che in altri campionati europei, senza escludere nemmeno la Saudi Pro League. Però il campionato non è ancora finito, ci sarà tempo e modo per decidere la soluzione migliore, perché credo che Acerbi abbia ancora molto da offrire al calcio”.

Per quanto riguarda Stefan de Vrij, la situazione si presenta più aperta: “Per il momento l’Inter non ha ancora avanzato proposte ufficiali. Manteniamo un dialogo costante con la società, ma non abbiamo ancora preso una decisione finale. Stefan esaminerebbe con attenzione eventuali proposte, e dopo 12-13 anni in Italia potrebbe valutare l’opportunità di un’esperienza all’estero. Tutte le opzioni sono ancora sul tavolo, è presto per trarre conclusioni”.

Su alcune voci di mercato, come il possibile interessamento della Fiorentina a gennaio, Pastorello smentisce: “Era più un rumors. L’anno scorso Stefan ha giocato meno del previsto e abbiamo ricevuto proposte da diversi club, soprattutto da Spagna, Germania e Arabia Saudita, ma abbiamo scelto di concludere la stagione con l’Inter”.

Passando al portiere Alex Meret, il procuratore afferma: “Tutto dipenderà dalla situazione tecnica del club, ad esempio se Antonio Conte resterà o meno. Conte era molto chiaro nel definirlo una risorsa importante, ma purtroppo un infortunio ha condizionato la sua stagione. Bisognerà valutare chi sarà il prossimo allenatore e da lì prenderemo le decisioni necessarie. Se dovesse rimanere Conte, parleremo sicuramente del futuro di Meret”.

Spostando lo sguardo più a sud, Pastorello si sofferma anche su Arthur, giovane talento attualmente in prestito al Gremio in Brasile: “Ha realizzato una stagione eccezionale e, salvo clamorosi interessamenti da una big europea, desidera restare in Sudamerica. Ci sarà da trovare un accordo con la Juventus, ma credo che ormai il suo percorso con il club bianconero sia agli sgoccioli”.

Per quanto riguarda l’allenatore Simone Inzaghi, Pastorello conferma la stima reciproca: “Ho parlato con lui e la sua esperienza all’Inter è assolutamente positiva. È motivato a restare e proseguire nel progetto per vincere nuovi trofei”.

Un cenno anche alle implicazioni geopolitiche legate al mercato della Saudi Pro League: “I paesi arabi non sono stati molto colpiti, speriamo tutti che i conflitti che affliggono la regione possano concludersi presto, per tornare a una vita più normale”.

Infine, un commento sui movimenti ai vertici delle società sportive: “Ci sono cicli di cambiamento, e quest’anno molti direttori sportivi stanno vivendo un passaggio. Siamo vigili e curiosi di vedere come si evolveranno le situazioni. Rimangono comunque figure di altissimo profilo con cui è un piacere collaborare”.

Infine, riguardo alla nuova avventura di Fabio Paratici alla Fiorentina, Pastorello non ha dubbi: “Paratici rappresenta una garanzia per la città e la proprietà. Quest’anno la viola è stata sfortunata e ha dovuto affrontare molte difficoltà. Vanoli è un ottimo professionista che merita un ambiente più tranquillo per lavorare. Paratici farà le sue valutazioni con grande esperienza e sensibilità, e non prevedo problemi nel percorso che sta iniziando”.

Festeggiando i trent’anni della sua agenzia, Pastorello chiude con una riflessione personale: “Organizzo questo evento anche per celebrare un cammino lungo e ricco di soddisfazioni. Il calcio è cambiato moltissimo negli anni, così come il nostro mestiere. Ci vuole capacità di adattamento, anche se a volte si nostalgizza il passato, quando sembrava tutto più semplice. Ma l’importante è amare profondamente il proprio lavoro: per me è la vita, e spero di continuare per altri trent’anni, almeno finché testa e gambe reggeranno” (sorride).

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Viviano: "Fiorentina, subito Aquilani. Friedkin peggio di Commisso"

Emiliano Viviano, ex portiere con un passato in squadre come Fiorentina, Bologna e Brescia, è intervenuto negli studi di Radio FirenzeViola durante la trasmissione "Uno di noi", offrendo un’analisi schietta e pungente sul recente successo dei viola contro la Juventus e molto altro.

Commentando la vittoria della Fiorentina contro la Juventus, Viviano non ha risparmiato critiche all’allenatore bianconero: "Ho avuto la possibilità di conoscere Spalletti e riguardo allo screzio con Gudmundsson dico che poteva evitare di fare quella scenata essendo una persona adulta e nelle dichiarazioni perde lucidità anche se lo reputo un buon allenatore. Le dichiarazioni post partita non mi sono piaciute, un tifoso della Juventus non può sentirsi dire che con la qualificazione in Europa League è stato fatto un grande campionato. È come se la Fiorentina dicesse che la stagione è stata stupenda perché si sono salvati". Una presa di posizione netta, che riflette le aspettative sempre elevate verso una società blasonata come quella juventina.

Il futuro sulla panchina viola: Vanoli verrà confermato? "Come ho già detto, quando vuoi mandare via un allenatore, basta cambiare, accetteresti quasi qualsiasi cosa, come nel caso di Pioli. Vanoli ha fatto un grande lavoro, ma il mercato offre molteplici offerte che reputo migliori di Vanoli. Se si dovesse ripartire da lui sarei curioso di vedere il suo lavoro dall'inizio e sarei abbastanza positivo, però sono convinto che con un direttore sportivo come Paratici si potrebbe prendere un allenatore migliore".

Su Iraola e Aquilani, soluzioni per la panchina viola Viviano esprime grande interesse per entrambi: "Iraola mi piace molto, l'unica mia riserva riguarda la comunicazione, ma è un allenatore preparato. Propone un calcio moderno, verticale, non basato sul possesso sterile. È un nome che mi piacerebbe tantissimo. Quanto ad Aquilani, sarebbe un’ottima scelta! È forte, preparato, conosce profondamente la piazza di Firenze, lo prenderei subito. Ci vuole un po’ di coraggio, ma è cresciuto a livello tecnico e umano in città, ama il pallone e riceverebbe molto più appoggio di altri, anche da parte della tifoseria". L’ex portiere indebolisce quindi le ipotesi di scelte esterne, puntando con convinzione su figure legate al territorio, capaci di costruire un rapporto solido con l’ambiente.

Riflessioni sulla gestione societaria degli ultimi anni Ventilando un bilancio critico, Viviano si mostra equilibrato ma deciso: "Non sono un critico della gestione Commisso, tuttavia se avessi oggi la possibilità di parlare con chi è ai vertici, chiederei come mai, dopo tanti anni, a fronte dei bilanci messi a confronto con squadre come Atalanta o Napoli, i risultati sportivi siano tanto diversi. Vorrei capire la gestione dei manager. Se questi sono più bravi e portano risultati importanti – come qualificazioni in Champions League – allora li applaudirei. Ma la Fiorentina si è fermata alla Conference League, che è ben altra cosa. Per fare un paragone, se comprassi una squadra di basket senza essere esperto, e dopo due o tre anni non arrivassero i risultati, chiederei conto e, in caso, cambierei subito. Lo stesso discorso vale per la Roma dei Friedkin: hanno speso tantissimo ma non sono mai riusciti a tornare in Champions, facendo addirittura peggio della Fiorentina, secondo me. Hanno cambiato diverse volte in modo strano. Se fossi stato nei Friedkin, avrei cercato di portare dirigenti di primissimo livello ai massimi vertici, come ad esempio Sartori, che ha lasciato l’Atalanta. Marotta e Ausilio sono inarrivabili, ma cercare profili simili sarebbe stato fondamentale. Invece hanno optato per scelte esotiche e insolite".

L’ex portiere mette così in evidenza come le strategie dirigenziali rappresentino un elemento cardine per il successo di una squadra, ribadendo l’importanza di un progetto solido che possa affiancare adeguatamente un tecnico, qualsiasi esso sia. Fin qui, il Napoli di Antonio Conte viene spesso citato come modello di gestione vincente, capace di coniugare investimenti, scelte tattiche e direzione tecnica in una formula efficace che ha portato i partenopei a competere ai massimi livelli del calcio italiano.

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Juventus conferma Holm, Joao Mario verso Bologna: prestiti fino 2027

Si scalda il mercato in vista della prossima stagione: Bologna e Juventus lavorano da settimane a una doppia operazione che potrebbe coinvolgere due esterni d’attacco con prospettive ben definite. Joao Mario sembra ormai destinato a rimanere in rossoblù, mentre Emil Holm è orientato a proseguire la sua avventura in bianconero. L’ipotesi più concreta al momento è il rinnovo dei rispettivi prestiti per un’altra stagione, soluzione quasi obbligata soprattutto per il club felsineo, che difficilmente potrebbe sobbarcarsi l’onere economico del cartellino e dell’ingaggio del nazionale portoghese. A rivelarlo sono fonti vicine al Corriere dello Sport.

Nonostante questo, la situazione resta tutt’altro che definitiva: la Juventus, dopo recenti risultati negativi culminati nella pesante sconfitta contro la Fiorentina, si ritrova a dover riconsiderare diversi assetti, a cominciare dalla direzione sportiva guidata dall’amministratore delegato Damien Comolli. La complicazione nella lotta per un posto in Champions League spinge la Vecchia Signora a valutare con attenzione ogni decisione, compresa la costruzione della rosa futura.

Parallelamente, il futuro di Vincenzo Italiano, attuale allenatore del Bologna, si intreccia con le scelte di mercato rossoblù. Diverse big del campionato – Milan, Atalanta, Napoli e Lazio – continuano a monitorare la situazione, pronte a presentare un’offerta concreta. Un eventuale cambio alla guida tecnica indurrebbe inevitabilmente a rivedere anche la conferma di Joao Mario e Holm, calciatori che Italiano ha sempre stimato ma che a gennaio avevano avuto idee diverse, con Holm che aveva manifestato chiaramente la volontà di mettersi alla prova altrove per sentirsi più centrale nel progetto tecnico.

In vista della prossima stagione il Bologna punta a blindare la fascia destra con Nadir Zortea, mentre a sinistra è praticamente certa la conferma di Juan Miranda, protagonista di un finale di campionato particolarmente brillante e convincente. Discorso differente, invece, per Nikos Lykogiannis: il laterale greco è in uscita a parametro zero e il club, con la regia di Sartori e di Vaio, è già al lavoro per individuare un nuovo esterno mancino che incrementi la concorrenza e dia maggiore copertura sulla fascia sinistra.

In questo scenario di mercato, in cui Bologna e Juventus si muovono con cautela e grande attenzione alle dinamiche sportive, la conferma di Joao Mario tra i rossoblù rappresenta una mossa chiave. Il portoghese può infatti dare continuità a un reparto offensivo che ha bisogno di esperienza e qualità. Nell’attesa di capire quale sarà la guida tecnica del Bologna – con Italiano ancora nel mirino dei top club, Napoli incluso – e come si definiranno le strategie di mercato, resta evidente che la doppia operazione tra Juventus e Bologna segnerà una parte importante della preparazione della prossima Serie A.

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Nazionale: sponsor pronti a sostenere Conte, differenze 2014

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Antonio Contenazionale italiana di calcio. La definitiva rottura consensuale con il Napoli sembra sempre più imminente, un passo necessario per liberare il tecnico salentino dal contratto in essere e riaccendere così il suo rapporto con la maglia azzurra, a distanza di dieci anni dalla sua precedenza esperienza da commissario tecnico, durata dal 2014 al 2016.

Un ritorno alla guida della nazionale italiana che appare del tutto fattibile, soprattutto in vista delle elezioni federali del prossimo 22 giugno. In questa tornata elettorale, infatti, Giovanni Malagò sembra partire favorito rispetto a Giancarlo Abete per la presidenza della FIGC, condizione che potrebbe favorire la nomina di Conte. Sul tavolo, però, permangono anche questioni economiche non di poco conto.

L’attuale accordo tra Conte e il Napoli è particolarmente oneroso: il tecnico percepisce uno stipendio che può raggiungere, bonus inclusi, i 9 milioni di euro netti, cifra che lo rende l’allenatore più pagato dell’intera Serie A. Una remunerazione quasi doppia rispetto ai circa 4 milioni di euro che percepiva da commissario tecnico negli anni della sua prima esperienza azzurra, importo già di per sé superiore alla media federale. Nel 2014 a supportare quell’investimento economicamente rilevante fu anche la spinta decisiva di alcuni sponsor, in primis Puma, che permisero alla FIGC di chiudere positivamente la trattativa. Oggi però è da verificare se un simile scenario possa riproporsi.

È fondamentale sottolineare un punto chiave: gli sponsor offrono supporto finanziario, ma non sono loro a scegliere il commissario tecnico della nazionale. Nel 2014, la candidatura di Conte fu favorita da un allineamento di interessi, comprendente anche quello del brand tedesco Puma. Se si dovesse replicare, sarà però necessario valutare la reale disponibilità degli sponsor attuali ad aumentare il proprio impegno economico, considerando il contesto ben più complicato.

Da notare che rispetto a allora vi è una differenza sostanziale: se nel 2014 l’Italia arrivava da un Mondiale deludente ma comunque disputato, oggi la situazione è più complessa. Dal 2023 gli azzurri sono sponsorizzati da Adidas, ma l’immagine della nazionale è stata fortemente minata da ben tre fallimenti consecutivi alle qualificazioni mondiali, un dato che pesa profondamente sull’appeal commerciale. Per una azienda che investe per vendere magliette e alimentare il proprio business, supportare una squadra con questi risultati non rappresenta esattamente l’affare migliore.

Proprio per questo motivo negli attuali accordi contrattuali sono stati previsti dei malus, che sono scattati subito dopo il clamoroso tracollo di Zenica, il momento simbolo del crollo azzurro. Resta tutto da valutare se gli sponsor saranno realmente disposti a incrementare la loro puntata su un progetto che al momento non può vantare risultati vincenti, o se questi condizionamenti saranno un ostacolo in più nella trattativa per riportare Antonio Conte alla guida della nazionale italiana.

Il nodo economico, assieme alle dinamiche federali, sarà centrale nei prossimi giorni per definire la soluzione di quello che potrebbe essere uno dei ritorni più significativi nel calcio italiano, con Conte pronto a lasciare il Napoli per una sfida che profuma di riscatto e rilancio a livello internazionale.

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martedì 19 maggio 2026

Lazio, Sarri verso l'addio: il Comandante pronto a salutare

Maurizio Sarri ha messo in campo ogni energia possibile per tentare di riscattare la sua Lazio. Dal suo ritorno nel 2021, il tecnico toscano ha riacceso la passione di un pubblico affezionato, pronto a sostenerlo con entusiasmo, dimostrato anche dai 30 mila abbonamenti staccati in questa stagione, un numero che difficilmente si sarebbe raggiunto senza il suo ritorno, nonostante l’esclusione dalle competizioni europee della passata annata. Il suo triennio fino alle dimissioni di marzo 2024 ha rappresentato un tentativo disperato di rivitalizzare un ambiente ormai in balia di difficoltà strutturali e gestionali.

Oggi, la situazione a Formello appare sempre più intricata: la Lazio rischia di perdere il quarto allenatore dimissionario in poco più di due anni, segno tangibile di come lavorare in questo contesto sia diventato quasi impossibile. Se Sarri non dovesse formalizzare le dimissioni, resta sullo sfondo la possibilità di un’interlocuzione con il suo prossimo club, con il Napoli che si mostra interessato a riaccoglierlo a Castel Volturno, sostituendo Antonio Conte. L’alternativa, meno concreta ma comunque suggestiva, è l’Atalanta, che ha manifestato la volontà di affidargli una rivoluzione totale.

La stagione della Lazio dipinta dai media è stata doppia: da una parte, buona parte della tifoseria e dell’ambiente ha riconosciuto a Sarri tutte le attenuanti del caso. Infortuni a catena, mercato limitato e disastroso blocco degli innesti sono stati giustificati come elementi che non hanno permesso al tecnico di esprimersi al meglio. Dall’altra, però, una minoranza rumorosa ha puntato il dito contro il tecnico come unico responsabile di una stagione complicata, ipotizzando che con un altro allenatore la squadra avrebbe potuto ambire a risultati decisamente più prestigiosi.

Ma i fatti parlano chiaro: la rosa biancoceleste, ad oggi valutata intorno ai 217 milioni di euro secondo Transfermarkt, rappresenta il valore più basso dal 2017 ad oggi. Al netto delle difficoltà, Mario Gila si presenta come l’unico giocatore conteso da club importanti, mentre non si registrano altri nomi degni di interesse da parte di grandi squadre in vista della finestra estiva di mercato. Ciò evidenzia un progetto che, almeno sul piano tecnico e della qualità del parco giocatori, ha subito un’importante regressione negli ultimi anni.

Nonostante questo contesto, Sarri ha cercato in ogni modo di mitigare le difficoltà: ha dato fiducia ai rientri dai prestiti come Cataldi e Cancellieri, garantendo loro un minutaggio importante nella Lazio attuale, cosa mai successa in passato. Sotto la sua guida la difesa biancoceleste ha registrato una crescita significativa: se nella scorsa stagione aveva subito ben 22 gol in più rispetto al Napoli allenato da Conte, oggi accusa appena 7 reti in più rispetto all’Inter campione d’Italia. Un dato che ridimensiona molte delle critiche ricevute.

Sarri ha dovuto inoltre sopportare critiche ingiuste, come quelle che lo accusavano di “non valorizzare gli attaccanti”: va ricordato che sotto di lui giocatori come Higuain, Mertens, Cristiano Ronaldo e Immobile hanno realizzato rispettivamente 36, 28, 31 e 27 gol nelle proprie esperienze, numeri che attestano la sua capacità di valorizzare le punte.

La situazione di emergenza è stata particolarmente evidente nel mercato di gennaio, quando la partenza di Guendouzi e Castellanos ha lasciato l’organico ulteriormente debilitato. Di fronte a ciò, il presidente Lotito ha preso una posizione ferma, dichiarando che “arriverà quello che decido io” e che lui “non deve accontentare nessuno”, confermando di fatto la linea rigida e indipendente sulle scelte di mercato.

Nonostante tutto, Sarri è riuscito a portare la Lazio fino alla finale di Coppa Italia, eliminando squadre di spessore come Milan, Bologna e Atalanta, che negli ultimi anni hanno conquistato più punti nel campionato rispetto ai biancocelesti (31 i rossoneri, 24 i nerazzurri, 8 i rossoblù).

Ora che la nave Lazio appare sempre più in balia delle tempeste, ecco che il “Comandante” dà l’ordine di abbandonare la stessa, coerente con il codice nautico che vieta al comandante di lasciare il posto prima di aver tentato invano ogni soluzione per salvare la nave. Maurizio Sarri ha lottato fino all’ultimo, ma ora tocca a chi ha parlato di una “Lazio solida e in situazione di massima tranquillità” prendere il timone e condurre la squadra verso il porto sicuro, nella speranza di ritrovare vento favorevole e mari calmi.

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Adani su Conte: “Entra dentro, cambia tutto ma non dura”

L’addio di Antonio Conte al Napoli continua a far discutere appassionati e addetti ai lavori. Nel corso della trasmissione Viva el Futbol, anche il noto opinionista e ex difensore Daniele Adani ha voluto esprimere il suo punto di vista sull’ex tecnico azzurro, tracciando un ritratto intenso e diretto del suo modo di intendere il calcio, caratterizzato da un rapporto umano e professionale molto particolare all’interno dei club in cui opera.

Adani si è soffermato in particolare sulla prospettiva di Conte riguardo alla Nazionale italiana, sottolineando come per il salentino la panchina azzurra non rappresenti una semplice “tappa di passaggio” tra un impegno e l’altro: “Non va in Nazionale per fare il traghettatore tra un club e l’altro, non è quella la sua direzione. Se arriva primo o secondo in Serie A, serve a tutti”, ha dichiarato l’ex calciatore, evidenziando la serietà e la pregnanza dei progetti tattici e tecnici del tecnico pugliese.

Durante il suo intervento, Adani ha inoltre definito la stagione del Napoli appena conclusa come quasi perfetta dal punto di vista tattico e della gestione delle difficoltà: una prova di forte adattamento e dell’intelligenza calcistica di Conte, capace di plasmare la squadra mantenendo un’identità ben definita, pur nelle inevitabili complicazioni che si incontrano durante un campionato così competitivo come la Serie A.

Un focus particolare è stato riservato alla personalità di Conte, una figura che “cammina con il suo passo e la sua andatura. Quasi non riesci a stargli dietro, e non gli interessa avere troppa gente che proceda al suo stesso ritmo, tranne il suo gruppo”, racconta Adani. Il tecnico, secondo l’analisi, crea un ambiente molto esclusivo e chiuso, fatto dallo staff e dalle persone di fiducia con cui costruisce giorno dopo giorno la squadra, un gruppo che “cementa e spreme” per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Questo aspetto spiega anche, sempre secondo Adani, perché i cicli di Conte all’interno di un club siano spesso brevi e intensi: “Va contro tutto e tutti, vuole soltanto soldati. Chi non capisce questo resta fuori. Però è proprio questa intensità che gli permette di stravolgere in positivo gli ambienti: ti entra dentro e lascia il segno. Proprio per questo, alla lunga, non può durare”.

Un ritratto dunque di un allenatore che, al di là dei risultati sul campo, riesce a incidere profondamente sulla mentalità di un gruppo, mettendo in campo un approccio totalizzante e intransigente, capace di portare vittorie ma anche inevitabili tensioni all’interno degli spogliatoi. La partenza di Conte dal Napoli lascia aperto un dibattito importante sul futuro del club partenopeo e sulla capacità della società di sostenere un progetto fondato su un tecnico dal carattere così deciso e autoritario, ma dal valore indiscutibile nel panorama calcistico italiano.

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Calciomercato 19 maggio: ultime indiscrezioni e trattative

Giornata intensa sul fronte calciomercato, con molteplici novità e trattative che si stanno delineando in Serie A e oltre i confini nazionali. Tra pianificazione, possibili addii e nuovi incarichi tecnici, ecco un riepilogo delle notizie più rilevanti che animano il panorama calcistico odierno.

Inter e Cristian Chivu: incontro per programmare, non per discutere rinnovi L’Inter ha vissuto una giornata di confronto strategico con Cristian Chivu, non per discutere un rinnovo contrattuale ma per gettare le basi del futuro tecnico e di mercato. Il rapporto tra il club nerazzurro e il dirigente romeno prosegue senza fretta: il suo attuale contratto scade il 30 giugno 2027, con un’intenzione chiara di estenderlo fino al 2028, eventualmente con un’opzione per il 2029. Secondo le parole di Marotta, si attenderà il termine del campionato per affrontare in modo approfondito il tema rinnovo, rimandando ogni decisione a bocce ferme. Nel frattempo, l’Inter pianifica un’estate di rinnovamento, soprattutto in difesa, e non si esclude una cessione eccellente. Occhi puntati anche sul centrocampo, con l’esigenza di inserire un giocatore dal profilo tecnico simile a Koné, elemento destinato a influenzare il modo di giocare dei campioni d’Italia.

Atalanta e Maurizio Sarri: un bivio a breve termine L’Atalanta si sta muovendo concretamente sul fronte panchina: per domani è previsto un confronto con Maurizio Sarri, il tecnico che ha chiesto tempo per valutare mălevolmente lo scenario del "domino panchine". La dirigenza orobica desidera una risposta entro venerdì, non volendo ripetere la fretta dello scorso anno, quando la scelta di Ivan Juric si rivelò fallimentare per la stagione di campionato, seppur con qualche lampo europeo. Con l’ultima giornata all’orizzonte e Raffaele Palladino ancora alla guida, Sarri sembra destinato a concludere qui la sua esperienza a Bergamo, con le porte eventualmente aperte verso un altro progetto, quello del Napoli di Antonio Conte. Già in passato si erano create le premesse per un suo approdo a Napoli, nel caso di cambiamento al vertice, e gli scenari potrebbero nuovamente evolversi in questa direzione.

Juventus e il futuro di Gleison Bremer: Premier in agguato Il passo falso contro la Fiorentina ha complicato notevolmente i sogni Champions League della Juventus, costringendo il club a riflettere su eventuali cessioni di giocatori di spicco. In tal senso, il nome caldo è quello di Gleison Bremer. Il difensore brasiliano, sotto contratto fino al 2029 con una clausola rescissoria da 58 milioni valida fino ai primi giorni di agosto, è corteggiato da diverse big di Premier League, tra cui Manchester United e Liverpool. Bremer ha recentemente espresso il desiderio di vincere, una motivazione che lo potrebbe spingere a una nuova esperienza. Salterà il derby contro il Torino per squalifica, ma il futuro resta incerto e dipenderà dall’epilogo del campionato bianconero.

Andrea Pinamonti verso l’addio al Sassuolo, con Roma e Napoli sulle tracce Andrea Pinamonti continua a mettersi in mostra con continuità, segnando di tacco contro il Lecce e portando a 9 i suoi gol in campionato e a 30 in tre stagioni di Serie A. Il centravanti del Sassuolo, classe 1999 e oggi 27enne, difficilmente rimarrà in Emilia-Romagna oltre questo calciomercato estivo. Roma e Napoli si sono già mosse per sondare il terreno e valutare un possibile acquisto: il calciatore ha ormai superato la fase di promessa e si è affermato come un attaccante affidabile e prolifico nel campionato italiano. La recente decisione di cambiare agente, affidandosi alla GR Sports di Giuseppe Riso, è un segnale chiaro di volontà di nuove sfide.

Fiorentina: rivoluzione in arrivo tra terzini e allenatore Appena archiviata la salvezza aritmetica, la Fiorentina guarda già all’estate con l’intento di operare una profonda revisione della rosa. Fabio Paratici e il suo team stanno valutando l’ipotesi di cedere almeno quattro terzini: Robin Gosens, Dodo, Niccolò Fortini e Luis Balbo, con i primi tre destinati a cessioni definitive e il venezuelano possibile partente in prestito. L’operazione mercato potrebbe però subire modifiche in seguito all’infortunio al ginocchio destro di Fabiano Parisi, operato da poco. Il prossimo allenatore avrà un ruolo chiave nella definizione della futura rosa, anche perché l’attuale tecnico Paolo Vanoli è ancora in attesa di una decisione sul proprio futuro. La squadra viola cerca stabilità dopo la stagione deludente 2025-2026.

Novità nei CT: Maran in Albania e Maldera in Ucraina Nel panorama internazionale la Federcalcio albanese ha ufficializzato il cambio guida tecnica: dopo l’addio di Sylvinho, è Rolando Maran il nuovo commissario tecnico albanese. Il presidente Armand Duka ha sottolineato l’ambizione di portare l’Albania a primeggiare nella Nations League e qualificarsi per l’Europeo 2028 e la Coppa del Mondo. Il tecnico italiano ha espresso grande entusiasmo per l’incarico, evidenziando il forte legame con i tifosi e la responsabilità che sente nell’assumersi questa missione.

Altra novità riguarda l’Ucraina, che ha affidato la guida tecnica ad Andrea Maldera, ex assistente di De Zerbi con esperienze a Brighton e Marsiglia. Il nipote del noto Aldo Maldera ha sottoscritto un contratto biennale con opzione di rinnovo, dichiarandosi pronto a vivere e lavorare a Leopoli, città scelta dopo attenta valutazione. Maldera ha spiegato come la sua decisione sia stata presa autonomamente e con grande senso di responsabilità per la situazione particolare del paese.

Bamba Dieng lascia il Lorient: il bomber senegalese caccia nuove occasioni La seconda parte di stagione del Lorient è stata segnata dalle reti di Bamba Dieng, che ha trovato 10 gol in 22 presenze, confermandosi un elemento prezioso. Ora però il suo percorso in Francia si chiude con la scadenza contrattuale. L’attaccante ha salutato con affetto club, tifosi e compagni attraverso i social, sottolineando il legame speciale con il Lorient. Per Dieng, classe ’99 arrivato dall’Olympique Marsiglia, si aprono molte opportunità a parametro zero. In Italia, ad esempio, il Bologna ha già mostrato interesse concreto per la punta senegalese.

Benfica e il possibile ritorno di Rúben Amorim Torna nel mirino del Benfica il nome di Rúben Amorim, che dopo la difficile esperienza di soli quattro mesi al Manchester United è considerato il primo candidato a sostituire José Mourinho sulla panchina dei portoghesi. Secondo importanti fonti lusitane, il club accelera sulle trattative confidando nel rapporto estremamente positivo tra Amorim e l’ambiente Benfica, dove in passato ha conseguito importanti successi con lo Sporting. Per il 41enne tecnico portoghese si prospetta una nuova possibilità per rilanciarsi nel mondo del calcio ai massimi livelli, dopo una parentesi inglese non semplice.

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Napoli, Lobotka verso Juventus: decisione dopo Champions League

Il futuro di Stanislav Lobotka si tinge di incertezze e potenziali novità, con un nome che torna prepotentemente alla ribalta nel panorama della Serie A. Il centrocampista slovacco, protagonista indiscusso del centrocampo del Napoli e autentico pilastro delle due vittorie scudetto che hanno consacrato gli azzurri negli ultimi anni, potrebbe essere al centro di un importante interesse da parte della Juventus. La Vecchia Signora, infatti, sta valutando profili che possano rafforzare la mediana nella prossima stagione e Lobotka rientra tra questi.

L'ex regista di Spalletti, che lo aveva consacrato come leader dell’area mediana del Napoli, ora è seguito attentamente dal club bianconero, alla ricerca di un nome esperto e affidabile. È importante ricordare come l’allenatore attuale del Napoli sia Antonio Conte, con un progetto tattico differente rispetto al passato, mentre Spalletti resta nel novero degli allenatori che hanno valorizzato il centrocampista slovacco.

Secondo quanto riferito da Repubblica, il destino dell’eventuale trattativa dipenderà in modo decisivo dalla qualificazione europea della Juventus per la prossima stagione. Il passaggio diretto alla Champions League porterebbe nelle casse bianconere una disponibilità economica ben superiore rispetto all’Europa League, con una forbice finanziaria che potrebbe raggiungere anche i 30 milioni di euro. Questa differenza rappresenterebbe un fattore chiave nelle strategie di mercato, influenzando profondamente le scelte della dirigenza.

In questo quadro, un’operazione come quella per Bernardo Silva a parametro zero potrebbe risultare troppo onerosa per le casse juventine, soprattutto senza il budget derivante dalla massima competizione europea. Così, la Juventus potrebbe virare verso profili più accessibili ma di grande esperienza e capacità tecnica, in grado di dare subito qualità e sostanza al centrocampo bianconero. E tra questi, Stanislav Lobotka rappresenterebbe una soluzione ideale, grazie al suo bagaglio di esperienza, alla sua duttilità tattica e alla comprovata affidabilità nei campi difficili della Serie A.

Dal canto suo, Lobotka, che ha vissuto anni intensi tra le fila del Napoli, potrebbe guardare con interesse alla possibilità di un nuovo capitolo della sua carriera, magari proprio con la Juventus. Lo slovacco è ancora uno dei riferimenti tecnici del centrocampo azzurro, ma con la prossima sessione di calciomercato alle porte, non è escluso che si aprano scenari piuttosto inaspettati riguardo al suo futuro.

In conclusione, mentre la Juventus dovrà prima di tutto assicurarsi un piazzamento europeo che le consenta di avere margini di manovra economici adeguati, il nome di Lobotka si conferma uno dei possibili rinforzi nel mirino per il centrocampo bianconero. Stiamo parlando di un giocatore già rodato nel campionato italiano, con caratteristiche che si sposerebbero bene con le esigenze tecniche e tattiche di un club che punta a tornare competitivo ai vertici della Serie A e in Europa.

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Allenatori Serie A: mercato aperto, Conte e l’ipotesi ct

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Il mercato degli allenatori entra nel vivo con scenari che stanno già infiammando la Serie A e non solo. Al centro dell'attenzione c’è in particolare la situazione di Antonio Conte, il tecnico attualmente al timone del Napoli, la cui avventura in azzurro sembra avviata verso la conclusione. Le voci insistenti indicano Conte come possibile candidato a guidare nuovamente la Nazionale italiana nel delicato triennio che porterà all’Europeo e ai Mondiali, un ruolo prestigioso che potrebbe aprire per lui una nuova fase della carriera.

Il futuro di Conte al Napoli appare così incerto, in un momento di grande fermento per la squadra partenopea, impegnata a confermarsi ai vertici del campionato italiano e a inseguire i propri obiettivi in Europa. Nel frattempo, anche la posizione di Massimiliano Allegri al Milan è sotto osservazione, in un’annata che non ha ancora chiarito definitivamente il destino del tecnico toscano sulla panchina rossonera. La Juventus, dal canto suo, deve fare i conti con il futuro di Luciano Spalletti, la cui permanenza torna a essere messa in discussione dopo la pesante battuta d'arresto contro la Fiorentina che ha complicato seriamente le possibilità bianconere di qualificarsi per la Champions League.

La panchina della Lazio e la lotta per non retrocedere

Fitta la lista dei nomi accostati alla sostituzione di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio. L’ex allenatore di Napoli e Juventus lascerà infatti il club biancoceleste al termine della stagione, aprendo le porte a uno scenario dove si parla con insistenza di un suo possibile ritorno proprio al Napoli o, in alternativa, di un approdo all’Atalanta. Nel frattempo la Lazio si sta guardando intorno valutando diversi candidati per la panchina, tra cui spiccano nomi come quelli di Stefano Palladino, Alessandro Pisacane e persino l’ex campione Miroslav Klose, che potrebbe intraprendere la sua avventura da allenatore nella massima serie.

Non meno appassionante è la lotta per non retrocedere, che vede il Lecce mantenere un punto di vantaggio sulla Cremonese alla vigilia dell’ultima giornata di campionato, una sfida che si preannuncia cruciale per entrambe le squadre e per la definizione della griglia finale della Serie A. Con noi ne parla in collegamento l’ex giocatore Luciano Bruni, con trascorsi in squadre come Fiorentina e Verona, che offre una lettura esperta e approfondita delle dinamiche di questa volata finale.

Resta alta quindi l’attenzione sul mercato dei tecnici, che sarà senza dubbio uno dei capitoli più caldi di questa stagione, con nomi illustri pronti a muoversi e nuove sfide da interpretare per dirigenti e club. La Serie A, anche fuori dal campo, continua a tenere tutti con il fiato sospeso.

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Conte lascia il Napoli senza buonuscita, lo staff resta senza indennizzo

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Il rapporto tra Antonio Conte e il Napoli sembra ormai giunto a un punto di svolta definitivo. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte, si starebbe infatti delineando un accordo per la risoluzione consensuale tra il tecnico salentino e la società partenopea guidata da Aurelio De Laurentiis. Un’intesa che prevede anche l’assenza di buonuscite, non solo per Conte ma anche per tutto lo staff che lo ha accompagnato in questa avventura azzurra. Una mossa che permetterebbe al club campano di risparmiare una cifra complessiva attorno ai 18 milioni di euro.

Questa svolta rappresenta la conclusione di una separazione attesa, considerata la stagione altalenante e le difficoltà in termini di rapporti interni e risultati sportivi.

Con l’addio ormai vicino al Napoli, Antonio Conte diventa di fatto il candidato più accreditato per la panchina della Nazionale italiana. La scelta definitiva spetterà al nuovo presidente della FIGC, che verrà eletto il 22 giugno. Attualmente il presidente del CONI, Giovanni Malagò, appare in vantaggio nella corsa rispetto a Gianni Abete, e questo potrebbe influenzare la decisione sul prossimo commissario tecnico azzurro.

Il nome di Conte stuzzica molto chiunque prenda in mano le redini della Nazionale, soprattutto in un periodo in cui la guida tecnica resta ancora incerta. La partita per il ruolo di ct vede in ballo anche i nomi di Roberto Mancini – ex campione d’Europa con l’Italia – e di Massimiliano Allegri, il quale è però condizionato dall’esito della sua situazione con il Milan. Più difficoltosa e costosa, invece, l’ipotesi di Pep Guardiola.

In caso di incarico, le indiscrezioni suggeriscono che al tecnico salentino sarebbe offerto un contratto biennale, con l’obiettivo chiaro e lungimirante di puntare alla qualificazione e a un progetto solido in vista dei Mondiali 2030.

Il Napoli, dal canto suo, si prepara a una nuova fase sotto la guida di un altro allenatore, mentre Antonio Conte potrebbe lanciarsi con slancio in un’avventura da ct che rimetterebbe al centro del calcio italiano un tecnico capace di portare esperienza, determinazione e uno spirito combattivo platealmente riconosciuto nel suo percorso nei club e in Nazionale.

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Serie A Top 11 dopo 37 giornate: tre ritorni in squadra

Focus Serie A

La 37ª giornata di Serie A si è chiusa con diverse sorprese, ma anche con conferme importanti riguardo i protagonisti del campionato. Enrico Delprato del Parma, Scott McTominay del Napoli e Martin Baturina del Como riconquistano un posto d’onore nella Top 11 della Serie A, escludendo dalla formazione idealissima Wesley, Piotr Zielinski e Yıldız. Il sistema scelto, un 4-3-2-1, premia coloro che hanno mantenuto una media voto solida, giocando almeno metà delle partite stagionali.

La squadra più rappresentata rimane l’Inter con ben quattro giocatori in questa prestigiosa formazione, seguita a ruota dal sorprendente Como con tre elementi. A completare la Top 11 ci sono un calciatore a testa per Lecce, Parma, Juventus e Napoli, segno di un campionato molto equilibrato e ricco di protagonisti in ogni squadra.

Top 11 Serie A (media voto)

  • Portiere: Wladimiro Falcone (Lecce) - 6.42
  • Difensori: Enrico Delprato (Parma) 6.16, Gleison Bremer (Juventus) 6.36, Marc-Oliver Kempf (Como) 6.30, Federico Dimarco (Inter) 6.56
  • Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter) 6.41, Hakan Calhanoglu (Inter) 6.50, Scott McTominay (Napoli) 6.41
  • Trequartisti: Nico Paz (Como) 6.44, Martin Baturina (Como) 6.38
  • Attaccante: Lautaro Martinez (Inter) 6.52

Risultati della 37ª giornata hanno mantenuto alta l’attenzione: il Como ha conquistato i tre punti contro il Parma con il gol decisivo di Moreno al 58’, portando la squadra lombarda a soli due punti dalla Roma nella corsa al quarto posto, complicando così la lotta per l’Europa League. Il Milan ha battuto il Genoa 2-1 grazie alla doppietta di Nkunku (rigore al 51’) e Athekame (81’), con Vasquez a siglare il gol della bandiera per i rossoblù.

La Juventus ha subito una battuta d’arresto casalinga contro la Fiorentina (0-2), con le reti di Ndour al 34’ e Mandragora all’83’, in una partita che complica i piani bianconeri per l’accesso alle competizioni europee. Il Napoli di Antonio Conte ha invece vinto a Pisa con un secco 3-0, segnando con McTominay al 21’, Rrahmani al 27’ e chiudendo i conti nei minuti di recupero con Hojlund. Una prestazione che conferma la solidità dei partenopei nel finale di stagione.

Nel Derby della Capitale la Roma ha battuto 2-0 la Lazio grazie a una doppietta di Mancini (40’, 66’), mentre l’Inter ha pareggiato in casa contro il Verona per 1-1, con un autogol di Edmundsson e il pareggio di Bowie nel recupero. L’Atalanta ha perso 0-1 contro il Bologna, che ha colpito con Orsolini al 78’. Interessante anche il 3-2 del Lecce sul Sassuolo, che vede protagonisti Cheddira con una doppietta e il gol decisivo di Stulic nei minuti finali.

Classifica aggiornata dopo la 37ª giornata:

1. Inter 86
2. Napoli 73
3. Milan 70
4. Roma 70
5. Como 68
6. Juventus 68
7. Atalanta 58
8. Bologna 55
9. Lazio 51
10. Udinese 50
11. Sassuolo 49
12. Torino 44
13. Parma 42
14. Genoa 41
15. Fiorentina 41
16. Cagliari 40
17. Lecce 35
18. Cremonese 34
19. Hellas Verona 21
20. Pisa 18

In cima alla classifica marcatori rimane indiscusso Lautaro Martinez con 17 reti, seguito da Thuram (Inter), Douvikas (Como) e Malen (Roma) a quota 13. Alle spalle dei migliori, spiccano anche gli 11 gol del giovane talento Hojlund del Napoli e di Simeone del Torino, mentre McTominay si conferma una pedina preziosa anche sotto porta con 10 gol stagionali.

Il prossimo turno, la 38ª giornata, sarà decisivo per definire le posizioni di vertice e per la lotta salvezza:

  • Venerdì 22 maggio, ore 20.45: Fiorentina - Atalanta (DAZN)
  • Sabato 23 maggio, ore 18.00: Bologna - Inter (DAZN)
  • Sabato 23 maggio, ore 20.45: Lazio - Pisa (DAZN e Sky)
  • Domenica 24 maggio, ore 15.00: Parma - Sassuolo (DAZN)
  • Domenica 24 maggio, ore 18.00: Napoli - Udinese (DAZN)
  • Domenica 24 maggio, ore 20.45: Cremonese - Como (DAZN)
  • Domenica 24 maggio, ore 20.45: Hellas Verona - Roma (DAZN)
  • Domenica 24 maggio, ore 20.45: Lecce - Genoa (DAZN e Sky)
  • Domenica 24 maggio, ore 20.45: Milan - Cagliari (DAZN)
  • Domenica 24 maggio, ore 20.45: Torino - Juventus (DAZN e Sky)

Il duello per lo scudetto continua a vedere l’Inter leader solitaria con 86 punti, mentre il Napoli di Antonio Conte vuole restare saldo al secondo posto con 73 punti, mettendo nel mirino anche il Milan e la Roma a quota 70. Sono giorni decisivi per la Serie A, con il Napoli chiamato a confermare la sua forza nella gara casalinga contro l’Udinese, in quello che potrebbe essere uno degli ultimi atti decisivi della stagione 2023-2024.

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Napoli, proposta ADL per Sarri. Pioli e Inzaghi in corsa

Il Napoli è pronto a voltare pagina sulla panchina: Maurizio Sarri in pole per sostituire Antonio Conte. Non è ancora arrivata l’ufficialità dell’addio tra il club partenopeo e Antonio Conte, ma le dichiarazioni rilasciate dallo stesso tecnico al termine della trasferta di Pisa lasciano intendere che la separazione sia ormai alle porte. In casa Napoli, infatti, si comincia già a pianificare il futuro, puntando con decisione su un nome che da sempre ha un legame profondo con la città e la squadra azzurra: Maurizio Sarri.

Secondo le ultime indiscrezioni raccolte da Il Mattino, Sarri sarebbe il candidato favorito per guidare il Napoli nella prossima stagione. Dopo il ritorno alla Lazio, il tecnico toscano si troverebbe ora di fronte a una proposta concreta e molto importante da parte del club partenopeo, conscio di dover sostituire Conte con un allenatore in grado di raccogliere un’eredità non semplice da gestire. I contatti con i procuratori di Sarri, Alessandro Pellegrini e Frank Trimboli, sono in corso, e la società avrebbe in mente un contratto triennale con un ingaggio fisso da 2,6 milioni di euro annui, che potrebbe salire fino a 3,2 grazie ai bonus legati al raggiungimento della qualificazione alla Champions League.

Un altro nodo da sciogliere era quello relativo al rapporto tra Sarri e il presidente Aurelio De Laurentiis. Le tensioni che portarono all’addio del tecnico nel 2018 sono ormai un capitolo chiuso, con il passare degli anni che ha portato a chiarimenti fondamentali. Nei mesi scorsi ci sarebbero stati incontri e dialoghi tra Sarri e ADL, durante i quali lo stesso allenatore avrebbe definito le proprie idee sul mercato e sulla squadra. In particolare, Sarri vedrebbe con favore l’inserimento di alcuni giovani considerati al momento in esubero, come Lang, Marianucci, Marin, Beukema e Gilmour, da lui indicati come primi “acquisti” in vista della nuova stagione.

Malgrado la forte candidatura di Sarri, il Napoli non ha chiuso del tutto la porta ad altre possibilità. Aurelio De Laurentiis, noto per le sue scelte spesso a sorpresa, starebbe mantenendo un cauto margine di manovra per alternative valide. In questa ottica, si valuta anche il profilo di Raffaele Palladino, attualmente in attesa di una decisione definitiva da parte del club, e di Massimiliano Allegri, qualora decidesse di lasciare il Milan. Nel frattempo, crescono le autoproposte, a partire da quella di Stefano Pioli. A sorpresa, in corsa per la panchina del Napoli si contendono un posto anche Filippo Inzaghi, attuale allenatore del Palermo in Serie B, e Fabio Grosso, tecnico del Sassuolo, che avrebbe ricevuto qualche sondaggio.

Nel corso degli anni, il Napoli ha dimostrato un’ambizione evidente e la capacità di puntare su allenatori provenienti sia da esperienze importanti in Serie A, sia su figure emergenti in grado di rinnovare la rosa e il progetto tecnico. La scelta del prossimo allenatore sarà fondamentale per mantenere il passo con le ambizioni europee e il sogno di tornare a essere protagonisti in Italia e in Europa.

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Napoli e Conte, addio vicino: De Laurentiis non lo accontenta

L'avventura di Antonio Conte alla guida del Napoli sta ufficialmente volgendo al termine. Dopo due stagioni intense e ricche di successi, culminate con la conquista dello Scudetto e della Supercoppa Italiana a Riyadh, il rapporto tra il tecnico salentino e il club partenopeo è destinato a chiudersi attraverso una risoluzione consensuale. La comunicazione formale, stando alle indiscrezioni filtrate negli ultimi giorni, dovrebbe arrivare soltanto dopo l’ultima giornata di campionato, ma la decisione è ormai presa e già comunicata ad Aurelio De Laurentiis.

Le recenti dichiarazioni di Conte, soprattutto dopo la trasferta di Pisa, avevano lasciato trasparire un clima di saluto in anticipo, confermando le voci sul prossimo divorzio. L'allenatore ha scelto di rinunciare al terzo anno di contratto previsto dall’accordo firmato con il Napoli, senza pretendere alcuna buonuscita. Un finale senza strascichi dunque, che mostra la volontà di entrambe le parti di concludere in modo sereno una collaborazione che ha però conosciuto momenti di forte pressione e attese elevatissime.

Le ragioni alla base della separazione sono molteplici. Da un lato, Antonio Conte sembra aver avvertito di aver esaurito un ciclo molto impegnativo, sia dal punto di vista professionale sia emotivo, condotto sempre al massimo livello. Dall’altro, emergono profonde divergenze sulle strategie future del Napoli. Il tecnico avrebbe insistito per investimenti consistenti e una rosa in grado di lottare subito ai vertici assoluti, mentre la proprietà appare intenzionata a privilegiare un taglio al monte ingaggi e a puntare su un ringiovanimento progressivo della squadra, in linea con una politica societaria più attenta al bilancio e allo sviluppo di giovani talenti.

Il confronto diretto con De Laurentiis ha inoltre messo in luce una ridefinizione del ruolo dell’allenatore all’interno dell'area tecnica: la società auspica una figura meno centrale nelle dinamiche manageriali e maggiormente focalizzata sulla valorizzazione dei calciatori emergenti. Altro elemento di complessità sono stati i risultati sotto le aspettative di alcuni acquisti estivi, che non hanno contribuito come previsto al rendimento complessivo della squadra.

Per la successione di Conte, il nome in cima alla lista del Napoli resta quello di Maurizio Sarri. Il tecnico toscano, già artefice della rinascita del club nella precedente esperienza, potrebbe clamorosamente tornare a guidare la squadra partenopea e rappresentare un ritorno di fiamma della società verso una filosofia tecnica ormai consolidata. Tuttavia, nelle strategie a medio-lungo termine, restano aperte diverse piste che vedono coinvolti allenatori più giovani e con idee fresche, in linea con la volontà di mantenere un progetto ambizioso ma sostenibile, nel pieno rispetto della nuova filosofia dirigenziale.

Il Napoli vive dunque una fase di profondo cambiamento al vertice tecnico: dopo aver raccolto trofei importanti sotto la guida di Conte, la società è pronta a intraprendere una nuova strada, puntando su un equilibrio tra esperienza e freschezza, continuità nei risultati e sostenibilità economica. L’annuncio ufficiale della separazione, atteso nelle prossime settimane, chiuderà formalmente un capitolo significativo della recente storia azzurra e aprirà un nuovo ciclo in casa Napoli.

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lunedì 18 maggio 2026

Perinetti difende Conte: "A Napoli giochi e arrivi 7°?"

Intervistato sulle frequenze di Radio Marte, Giorgio Perinetti, noto dirigente sportivo, ha parlato a cuore aperto del futuro di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. La situazione resta ancora molto incerta e “tutto è aperto”, ha spiegato Perinetti, sottolineando come allo stato attuale non ci sia certezza su quello che accadrà nelle prossime settimane.

“Conte ha detto chiaramente che il presidente Aurelio De Laurentiis conosce le sue intenzioni – ha rivelato Perinetti – adesso la palla è nelle mani della società e toccherà a loro mettere un punto fermo, in un senso o nell’altro. Se De Laurentiis non dovesse riuscire ad offrire a Conte le condizioni che il tecnico ritiene necessarie per lavorare al meglio, non sarebbe semplice per il tecnico restare motivato. E allo stesso modo, la situazione inversa non sarebbe ideale nemmeno per il club.”

Nonostante queste incertezze, Perinetti ha voluto sottolineare il rapporto di rispetto e stima esistente tra le due parti: “Si tratta di due persone di grande spessore. Nel caso di una separazione, sono sicuro che avverrebbe con una stretta di mano”. A conferma di questo, secondo le indiscrezioni raccolte, la rescissione contrattuale non comporterebbe alcun costo oneroso per il Napoli, proprio grazie al legame amichevole che intercorre tra De Laurentiis e Conte. “Ma ad oggi, ribadisco, è tutto da definire. Non c’è nulla di fatto” ha concluso il dirigente.

Conte e i giudizi sul suo gioco: Perinetti prende posizione

Spesso il gioco espresso da Antonio Conte ha fatto discutere e, di recente, non sono mancate critiche rivolte al suo modo di vedere il calcio. Perinetti ha provato a chiarire le ragioni di questa discussione: “Perché Conte è così discusso? Forse per via delle sue conferenze stampa, che sono spesso tranchant e divisive. Ma se parliamo esclusivamente del Conte tecnico, allora la questione si chiude qui: è uno degli allenatori più funzionali all’obiettivo vittoria.”

Il dirigente ha voluto rimarcare la capacità di adattamento del tecnico leccese, che ha saputo cambiare spesso modulo in base al materiale a disposizione: “Conte ha iniziato con il 4-2-4, poi si è spostato sulla difesa a tre e, con il Napoli, ha dimostrato grande duttilità variando più volte gli schemi per necessità.”

Il modo di lavorare di Conte è noto anche ai calciatori: “I giocatori dicono sempre che l’allenatore fa capire chiaramente cosa si aspetta da ognuno, per questo arrivano in campo sapendo esattamente cosa fare. La sua bravura non si discute.”

Infine, Perinetti ha toccato anche il tema del gioco spettacolare che qualche tifoso del Napoli desidererebbe vedere: “Certo, Conte è un allenatore divisivo, e il calcio d’attacco non è sempre il suo marchio di fabbrica. Però, per giocare bene, ci vogliono due: quante squadre in Italia adottano un calcio a viso aperto? E soprattutto, vorrei vedere la reazione di un pubblico abituato a richiedere estetica e bel gioco nel vedere la propria squadra giocare bene ma arrivare solo settima in classifica.”

Le parole di Perinetti offrono quindi un quadro chiaro sul delicato momento che sta vivendo il Napoli. La tifoseria resta in attesa di conoscere quale sarà il destino di Conte, pilastro tecnico della squadra, mentre la società dovrà decidere rapidamente la strada da intraprendere per affrontare al meglio le sfide future della Serie A.

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Udinese, Inler: "Davis resti, sui rinnovi dopo Napoli"

Gokhan Inler, direttore tecnico dell’Udinese, ha fatto il punto sulla situazione in casa bianconera intervenendo ai microfoni di TV12, toccando temi caldi come il mercato e il futuro della squadra.

Partendo dal lavoro svolto sul campo e fuori, Inler ha spiegato come la società stia procedendo con gradualità nella crescita del gruppo: "Chi subentra è fondamentale, siamo già in una fase di miglioramento anche lì, ci sono dei giovani che sono entrati bene. Due anni fa appena siamo arrivati non c'era tempo per sistemare queste cose, man mano chi sta lavorando sta capendo dove è arrivato. Passo dopo passo si arriva". La sua valutazione sottolinea come il processo di consolidamento della squadra, soprattutto a livello dirigenziale, stia dando i suoi frutti, anche grazie all’inserimento di giovani elementi che stanno rapidamente trovando il proprio spazio nel contesto friulano.

Al centro dell'attenzione anche la situazione contrattuale di alcuni giocatori importanti che sono prossimi alla scadenza. Inler ha citato in particolare Kamara, Kabasele e Ehizibue, sottolineando il loro valore all’interno dello spogliatoio: "Sono ragazzi importanti in spogliatoio, si giocherà l'ultima gara e poi si tireranno le somme. Da parte mia posso dire che hanno sempre dato il massimo, loro devono lavorare bene e dopo il Napoli si vedrà". Resta quindi ancora aperto il futuro di questi elementi chiave, con una riflessione che si allarga anche al mercato e alle scelte tecniche per il prossimo futuro.

Infine, è stata toccata la questione legata a Brandon Davies, attaccante che ha vissuto una stagione tra alti e bassi a causa di problemi fisici. Inler è stato chiaro sull’incertezza tipica del calcio mercato, ma ha evidenziato i progressi fatti dall’attaccante durante la stagione: "Nel calcio non si può mai sapere. Davis ha avuto un periodo difficile con gli infortuni, non era costante. Quest'anno ha fatto anche una preparazione particolare in estate, questo è stato fondamentale e ha fatto un ottimo percorso. Spero anche io che rimanga, è un attaccante d'altissimo livello".

Questo intervento lascia quindi aperta la porta a un possibile proseguimento del rapporto tra Udinese e Davis, con la società che valuterà con attenzione le mosse da compiere in vista del futuro, specie in un mercato che vedrà protagoniste tutte le squadre di Serie A in vista della prossima stagione.

Inler, figura storica del club friulano e uomo di esperienza internazionale, conferma il desiderio di stabilità e miglioramento progressivo, con l’obiettivo di costruire un gruppo competitivo che possa affrontare al meglio le sfide della massima serie italiana.

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Calciomercato 18 maggio: ultime indiscrezioni e trattative

Conte verso l’addio al Napoli. Atalanta, venerdì giorno decisivo per la nuova guida tecnica. Lotito tra Sarri e futuri investimenti

ATALANTA

Il futuro dell’Atalanta sulla panchina si deciderà entro venerdì, giorno cruciale per indirizzare la scelta tecnica in vista della prossima stagione. La dirigenza orobica sta valutando diversi profili, con in cima alla lista Maurizio Sarri, raccolto intorno al suo nome un crescente interesse che obbliga a una riflessione approfondita. Nel frattempo è stato avuto un colloquio con Stefano Pioli, ma al momento l’ex tecnico del Milan non appare la prima opzione. L’obiettivo della società sembra quello di imprimere una svolta, anche tattica, rispetto agli ultimi anni, potenzialmente cogliendo nomi di richiamo per sposare un nuovo corso.

BOLOGNA

Massimo Pessina ha commentato in maniera aperta la propria situazione: "Sono giovane, la cosa più importante sarebbe giocare. Mi trovo benissimo a Bologna, ancora non ho parlato con loro, sono tranquillo, troveremo una soluzione che va bene a entrambi". Un messaggio chiaro che lascia intendere come il centrocampista scelga pragmatismo e ulteriori chance di maturazione in vista della prossima stagione.

CAGLIARI

La permanenza in Serie A ha portato buone notizie anche sul fronte calciomercato rossoblù. Fabio Pisacane ha visto il proprio contratto rinnovarsi automaticamente per un altro anno, mentre il riscatto di Sebastiano Esposito dall’Inter è ufficiale grazie alla salvezza conquistata. Per il cartellino dell’attaccante classe 2002 sono stati versati nelle casse nerazzurre circa 4 milioni di euro, con la società campione d’Italia che mantiene inoltre il 40% sulla futura rivendita. Il Cagliari, tuttavia, puntando alla stabilità, desidera trattenere il giovane talento anche se non mancano offerte di altre squadre interessate.

FIORENTINA

Tommaso Martinelli sta per concludere il prestito alla Sampdoria. Non è da escludere che una volta rientrato alla Fiorentina, il giovane difensore possa essere nuovamente girato in prestito secco per proseguire il percorso di crescita e garantire continuità a una realtà che quest’anno l’ha considerato una delle poche certezze.

LAZIO

Il presidente Claudio Lotito si è espresso sul mister Maurizio Sarri e sulle prospettive del club biancoceleste: "Noi abbiamo acquisito Sarri con un contratto triennale, quindi per altri due anni, sulla prospettiva che saremmo ripartiti dalla squadra con una logica di ringiovanimento. Queste sono le considerazioni che abbiamo fatto noi. Nella vita poi ho imparato che sono tutti utili e nessuno è indispensabile, soprattutto i giocatori".

Sul piano societario, Lotito ha chiarito: "Nel novembre 2027 la Lazio riacquisterà una forza economica importante perché avrà cessato di pagare i 550 milioni di debiti e avrà una cassa di 30 milioni che potrà impiegare per fare nuovi investimenti. Il calcio non è solo un problema di investimenti, è una questione di idee e tutti devono remare dalla stessa parte".

LECCE

Bruno Di Napoli, agente di Walid Cheddira, ha fatto il punto sulla situazione contrattuale: "Nel suo contratto c’è solo il diritto di riscatto. Altre squadre in Serie A ci avevano proposto l’obbligo di riscatto in caso di salvezza. Abbiamo dato priorità all'importanza della piazza di Lecce e soprattutto al fatto che ci fosse un allenatore, Di Francesco, che credesse in lui. Non abbiamo pensato e non stiamo pensando ad altro che a questo e alla salvezza del Lecce".

NAPOLI

Il rapporto tra Antonio Conte e il Napoli si avvicina al termine. Il tecnico azzurro, dopo la recente sfida vinta contro il Pisa, si è lasciato andare a dichiarazioni ambigue che lasciano presagire un addio imminente, elemento che era trapelato già nei mesi scorsi dopo l’uscita dell’Italia dal Mondiale negli Stati Uniti. Conte aveva manifestato interesse per un ruolo in Federazione, tornando così su un binario che ricorda il suo storico Europeo 2016, forse uno dei momenti più intensi e compattoi del suo percorso da allenatore sulla scena internazionale.

La qualificazione in Champions League ha però stravolto le dinamiche del club partenopeo. Una prima certezza è rappresentata dall’acquisto definitivo di Rasmus Hojlund: il centravanti danese diventa ufficialmente un giocatore del Napoli, con l’obbligo di riscatto fissato a 44 milioni di euro dal Manchester United scattato automaticamente dopo la vittoria a Pisa. Un investimento importante, ma centrale per i progetti azzurri, che ora possono finalmente contare su un elemento su cui impostare il nuovo ciclo.

Il ritorno in Champions League destinazione Napoli porta anche un’iniezione significativa di risorse economiche, accelerate sul mercato. Prima degli innesti, però, il nodo principale riguarda le cessioni, fondamentali per alleggerire il monte ingaggi e rimodellare la rosa. Tra le uscite più calde c’è Frank Zambo Anguissa: il Besiktas ha formulato un’offerta da circa 15 milioni di euro, mentre il Napoli ne chiede almeno 20. La differenza è contenuta e si tenterà di trovare un accordo nelle prossime settimane. Anche Romelu Lukaku appare sul mercato: il centravanti belga è seguito da diversi club turchi, ma per il momento resta comunque concentrato sugli impegni con la sua nazionale.

Parallelamente, il Napoli continua a puntare forte sui giovani talenti emergenti. Sono ancora vivi i contatti con Exequiel Zeballos del Boca Juniors, ritenuto un profilo ideale per sviluppare l’attacco azzurro. Non meno importanti sono le trattative su Anan Khalaili, esterno israeliano classe 2004, sul quale il Napoli esercita un pressing deciso per un’operazione dal valore intorno ai 20 milioni di euro.

Mourinho al Real Madrid: accordo vicino. Carvajal saluta i Blancos. Flick rinnova fino al 2028 col Barcellona

SPAGNA

Il Barcellona ha ufficializzato il rinnovo di Hansi Flick, consolidando la fiducia nella guida tecnica tedesca. L’allenatore ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2028, con opzione per un’altra stagione, a testimonianza del progetto a lungo termine del club catalano.

Per quanto riguarda il Real Madrid, è ormai certo che José Mourinho sarà il nuovo allenatore dalla prossima stagione. Le ultime indiscrezioni dai media iberici segnalano un’intesa imminente con il tecnico portoghese, che firmerà per cinque anni, fino al 2028, segnando un cambio di rotta e una chiara strategia proiettata al futuro. A fine stagione il club madrileno ha salutato ufficialmente Dani Carvajal, che chiude così una lunga e simbolica parentesi in maglia bianca.

FRANCIA

Arrivato a Lille la scorsa estate tra entusiasmo e curiosità, Olivier Giroud ha confermato la sua importanza nel campionato francese. A quasi 39 anni, l’ex nazionale francese appare intenzionato a proseguire almeno un’altra stagione, dopo aver contribuito al terzo posto e alla qualificazione diretta per la Champions League. “Stiamo parlando con il club da diverse settimane. Vedremo cosa succederà”, ha dichiarato Giroud, che però non chiude mai le porte a un’ulteriore permanenza, soprattutto se continuerà a sentirsi bene fisicamente e motivato.

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Napoli, Ferlaino: "Il vero nemico non era Inter o Juve, ma la camorra"

Corrado Ferlaino, storico ex presidente del Napoli e artefice dei primi due scudetti della storia del club partenopeo, si è raccontato con sincerità e passione ai microfoni de Il Mattino in occasione del suo 95° compleanno. Un'intervista intensa, in cui emergono ricordi vividi della sua esperienza alla guida del Napoli, ma anche riflessioni sulla città e sul passato.

Ferlaino ha subito voluto chiarire un aspetto cruciale dei suoi anni da presidente: “Il mio nemico numero uno non era l’Inter o la Juventus, era la camorra a Napoli, ho avuto anche le bombe”. Una confessione netta che riporta alla luce le difficoltà non soltanto sportive, ma anche di ordine pubblico e morale che accompagnarono quegli anni fondamentali per la società azzurra.

Tra i ricordi più affettuosi, il rapporto con Diego Armando Maradona, autentico trascinatore nelle vittorie degli scudetti negli anni '80. “Diego si è ‘appicciato’ con tutti i presidenti con cui è stato. Con me non si è mai appiccicato, siamo andati sempre molto d’accordo”. Un legame tra il campione argentino e Ferlaino improntato al rispetto e alla stima reciproca, alla base di un ciclo memorabile per il Napoli.

Ripercorrendo le sue radici nel mondo del calcio, Ferlaino ha raccontato il suo primo approccio alle partite, avvenuto in tenera età al fianco del padre: “Le prime partite con il padre quando di anni ne avevo quattro. Ma da adulto, quando entrai nel mondo del calcio, capii che avrei dovuto frequentare il Palazzo”. Una consapevolezza precoce sulla complessità e l’importanza del ruolo di dirigente.

Particolarmente sentita è la rivalità con la Juventus, un nodo storico nella storia del Napoli: “C’è una partita in particolare che mi piaceva vincere: la partita contro la Juventus, perché io i piemontesi non ho mai voluto digerire”. Un sentimento che ancora oggi anima i tifosi partenopei e che ha rappresentato una motivazione aggiuntiva nelle sfide più delicate.

Ferlaino ha poi descritto le difficoltà nell’essere alla guida di una squadra come il Napoli, sottolineando l’importanza del rapporto con i tifosi: “Fare il presidente del Napoli è molto difficile, non è una cosa facilissima, soprattutto perché ci sono i tifosi. Sono tutti tifosi del Napoli fra i napoletani ed è veramente difficile accontentarli”. Il legame profondo con la piazza, fatto di passione e pressione, che rende ancora unica l’esperienza nel capoluogo campano.

Infine, l’ex patron ha condiviso un aneddoto carico di spiritualità e superstizione, rivelando un rito personale prima delle partite decisive: “Per vincere le partite andavo al cimitero degli ebrei, dove c’è un ebreo particolare che io, che ho studiato un po’ la storia del Napoli, apprezzo moltissimo, Giorgio Ascarelli: ha la tomba nel cimitero degli ebrei e io molte volte ci sono andato dicendo ‘Ascarelli, fammi un piacere, mi fai vincere sta partita, se puoi eh’”.

Un ricordo che testimonia l’amore profondissimo di Ferlaino per il Napoli, una città e una società che, nonostante le tante difficoltà, gli hanno regalato momenti indimenticabili e traguardi storici. Oggi, il Napoli con alla guida Antonio Conte continua questa sfida, caratterizzata da grandi ambizioni e da un legame inimitabile con i suoi tifosi, radicato nelle radici profonde di una storia gloriosa.

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