lunedì 1 giugno 2026

Torino, futuro attacco: Simeone, Zapata e Adams in bilico

L’estate 2024 si preannuncia cruciale per il Torino, che dovrà affrontare importanti decisioni sul proprio reparto offensivo in vista della prossima stagione di Serie A. Sotto la Mole, infatti, si ritrovano tre centravanti di esperienza e qualità, ma con prospettive ancora tutte da definire per l’annata 2026-27: Giovanni Simeone, Duvan Zapata e Chè Adams rappresentano tre situazioni diverse che inevitabilmente saranno oggetto di attenti approfondimenti da parte della dirigenza granata.

Tra i tre, il profilo più ambito è senza dubbio quello di Giovanni Simeone. L’attaccante argentino, arrivato in prestito dal Napoli allenato da Antonio Conte la scorsa estate, ha svolto un campionato di livello elevato, dimostrando di essere un punto fermo dell’attacco torinese. Con 11 gol in Serie A, è stato il miglior marcatore del Torino nel corso della stagione 2023-24. Le sue prestazioni brillanti non sono passate inosservate agli occhi dei club europei e sudamericani: in patria, il River Plate sogna di riportare il Cholito in Argentina, mentre in Europa il Siviglia segue attentamente ogni sua mossa.

La situazione legata a Duvan Zapata, invece, è molto più complessa. Dopo il grave infortunio al ginocchio che aveva fortemente condizionato la sua carriera recente, il centravanti colombiano è tornato a disposizione durante la scorsa stagione, giocando 28 partite e realizzando 3 reti. Nonostante l’impegno e la voglia di riscatto, Zapata non è ancora riuscito a ritrovare la brillantezza e la continuità dei suoi anni migliori, complici anche i 32 anni d’età e il peso degli infortuni che vanno presi in considerazione in vista delle scelte future della dirigenza granata.

Infine, c’è il capitolo Chè Adams, la cui permanenza al Torino appare altrettanto in bilico. Lo scozzese ha vissuto una prima stagione promettente con la maglia granata, ma nell’ultimo campionato il suo rendimento è stato più altalenante. Adams ha chiuso con 6 gol in Serie A e 2 centri in Coppa Italia, numeri importanti ma non ancora sufficienti per garantire una sicurezza totale nel progetto offensivo del Torino. A favore dell’attaccante c’è però l’imminente Mondiale con la nazionale scozzese, evento che potrebbe costituire per lui una vetrina eccezionale per attirare l’interesse di club più blasonati o inserire la sua valutazione in trattative di mercato.

In conclusione, per il Torino si prospetta un’estate di riflessione e strategia sul fronte degli attaccanti. Ogni centravanti deve essere valutato attentamente in base alla forma fisica, all’età e agli obiettivi tecnici futuri. Il mercato estivo sarà fondamentale per definire un reparto offensivo che possa garantire continuità e gol, ingredienti imprescindibili per rilanciare i granata nella corsa alla salvezza e, perché no, a traguardi più ambiziosi.

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Cagliari, prima squadra italiana di Oikonomou: il ricordo del club

Si è spenta troppo presto la vita di Marios Oikonomou, difensore greco che ha lasciato un segno nel calcio italiano e internazionale. A soli 33 anni, l’ex calciatore è tragicamente scomparso a seguito di un incidente stradale avvenuto il 23 maggio a Giannina, città natale in Grecia. A ricordarlo con profonde parole di stima è la Federcalcio greca, che lo ha elogiato non soltanto per le sue qualità tecniche e tattiche in campo, ma anche per l'etica, la professionalità e il sorriso che lo accompagnavano sempre durante la sua carriera.

Oikonomou arrivò in Italia a 21 anni, vestendo per la prima volta una maglia di Serie A con il Cagliari nella stagione 2013/14. Il sodalizio sardo ha espresso il suo cordoglio tramite i canali ufficiali: "Il Cagliari Calcio piange la prematura e tragica scomparsa del calciatore Marios Oikonomou. Arrivato dalla sua Grecia a 21 anni, il Cagliari fu la sua prima squadra in Italia, in rossoblù in Serie A nella stagione 2013/14. Il Club si stringe con affetto ai suoi cari. Ciao, Marios".

Il triste annuncio ha subito scosso l’intero panorama calcistico italiano. Molte società, soprattutto quelle con cui Oikonomou ha condiviso l’esperienza di Serie A, si sono unite nel ricordo e nel cordoglio per questa perdita prematura e dolorosa. Tra queste, anche il Napoli, guidato da Antonio Conte, che con un messaggio ufficiale ha voluto esprimere vicinanza alla famiglia del difensore: "Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Marios Oikonomou, difensore con una lunga carriera nel calcio italiano".

Dal Torino arriva la partecipazione del Presidente Urbano Cairo e di tutto il club, che ricordano Oikonomou come un calciatore dal trascorso significativo nel nostro campionato e si stringono "commossi attorno alla famiglia". Anche Inter, Atalanta e Udinese hanno espresso sentimenti di solidarietà e cordoglio, dimostrando come la figura del giocatore fosse rispettata e apprezzata in diversi contesti del calcio di Serie A.

Di seguito alcuni estratti dei messaggi rivolti a lui:

  • "Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club si stringono commossi attorno alla famiglia Oikonomou nel ricordo di Marios Oikonomou, difensore con una lunga esperienza nel calcio italiano, tragicamente scomparso dopo un incidente stradale".
  • "Il Club si unisce al cordoglio del mondo del calcio per la prematura scomparsa del calciatore Marios Oikonomou".
  • "FC Internazionale Milano esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Marios Oikonomou e si stringe attorno alla famiglia in questo momento di dolore".
  • "Atalanta BC esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Marios Oikonomou e porge le più sincere e commosse condoglianze alla famiglia".
  • "Udinese Calcio esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Marios Oikonomou, difensore che ha militato per diverse stagioni nel campionato italiano. Il club è vicino ai suoi cari in questo momento difficile".

La carriera di Oikonomou in Serie A, seppur non sempre sotto i riflettori, è stata caratterizzata da impegno e costanza, qualità che lo hanno portato a rappresentare con dignità diversi club italiani. Il cordoglio unanime, dai club ai tifosi, testimonia come la sua persona fosse benvoluta e rispettata non solo per il talento calcistico ma anche per i valori umani che ha sempre trasmesso.

La tragica perdita di Marios Oikonomou rappresenta un momento di riflessione per il mondo del calcio, che si ritrova a piangere un calciatore e uomo che ha lasciato un’impronta indelebile su e fuori dal campo. A Giannina, come in molte città italiane, il suo ricordo rimarrà vivo grazie alla sua passione e professionalità, doti che hanno sempre contraddistinto la sua carriera.

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Napoli, Orlando: "Allegri deve rivedere il suo calcio"

NEWS Radio

Intervenuto a Maracanà, programma in onda sulla radio di Tuttomercatoweb.com, l’ex centrocampista Massimo Orlando ha commentato con la consueta lucidità le recenti dichiarazioni di Kevin De Bruyne sul rapporto complicato con Antonio Conte, attuale tecnico del Napoli. Orlando non ha dubbi sulla natura del battibecco tra i due campioni: «Non trovo le parole di De Bruyne fuori luogo. Era chiaro sin dall’inizio che tra Conte e lui non ci fosse un grande feeling. Si era già capito dalla prime partite, tanto che l’infortunio di De Bruyne non ha scosso più di tanto il tecnico azzurro. Non vedo grosse polemiche all’orizzonte, ma è altrettanto comprensibile che, così come un allenatore può criticare i suoi giocatori, ci sta che poi loro rispondano a tono».

Un nodo importante riguarda il futuro dello stesso De Bruyne, soprattutto con l’arrivo imminente di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli. Orlando analizza così la questione: «Allegri lascia il Milan convinto che il Napoli sia una squadra in grado di lottare per lo Scudetto. Certo, il club dovrà fare qualche ritocco significativo al monte ingaggi: l’arrivo di Rabiot è praticamente certo e ci sarà qualche cessione, ma il gruppo resterà competitivo. La rosa, se mantenuta in buona parte, resta una delle candidate principali in Italia. Forse ad Allegri verrà chiesto maggiore concentrazione in Champions League, ma in Serie A il Napoli può tranquillamente considerarsi l’anti-Inter anche nella prossima stagione».

Aggiunge poi Orlando, soffermandosi sul nuovo allenatore azzurro: «Il vero problema di Allegri è legato alla sua rigidità di idee nel calcio attuale. Mentre tecnici come Spalletti si aggiornano, si confrontano con i giovani e si adattano, Allegri sembra avere un suo modo di vedere il calcio che, con i tempi moderni, potrebbe risultare limitante. Per il bene del Napoli spero riesca a rivedere alcune scelte tattiche, anche se la sua nuova squadra è, sulla carta, più forte del Milan che ha lasciato».

Il discorso vira inevitabilmente verso il Milan, reduce da stagioni travagliate e ora nel pieno di una rifondazione complessa. Orlando commenta così l’addio ormai scontato di Rafael Leao: «Quest’anno Leao è stato utilizzato male. Giocare largo non è la sua dimensione ideale, e parte di questa responsabilità va anche ad Allegri. Quel ragazzo ha spesso mostrato sprazzi di talento straordinario, ma manca di continuità. Con maggiore costanza poteva diventare uno dei primi cinque al mondo nel suo ruolo. Credo che sia arrivato il momento di separarsi, anche se penso che con un 4-3-3 diverso, e magari con Pulisic accanto, il Milan avrebbe motivo per conservarlo. Però il rapporto con il pubblico e la società si è ormai incrinato, e forse è il segnale che serve un ricambio generazionale nel club rossonero».

Il quadro rossonero appare complesso soprattutto in chiave dirigenziale e tecnica: «Il Milan conserva ancora un grande fascino per i giocatori, e San Siro continua a riempirsi, ma il club sta facendo brutte figure a livello gestionale. Non conosco personalmente il presidente Cardinale, ma i risultati sul campo parlano chiaro. Non si può puntare solo al business dimenticandosi il rapporto con i tifosi. Se il Milan fosse riuscito a raggiungere la Champions League, probabilmente qualcosa sarebbe cambiato. Ora si deve rifondare tutto: dalla dirigenza all’allenatore, passando per la rosa. E siamo solo a giugno con ancora tante incognite. La situazione è inevitabilmente delicata».

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Davide Ancelotti nuovo tecnico Lille, Ludi su Nico Paz | Top news 13

Christian Pulisic si è finalmente liberato dal lungo digiuno da gol, segnando per la prima volta dopo un’assenza che durava dal 28 dicembre 2025, quando mise a segno una rete nel 3-0 del Milan contro il Verona. Nella notte italiana, l’attaccante rossonero ha trovato nuovamente fiducia grazie alla sua prestazione con la nazionale statunitense, nel match amichevole contro il Senegal terminato 3-2. Nei primi 20 minuti di gioco, Pulisic ha sbloccato il punteggio con un assist per Sergiño Dest e successivamente ha firmato il gol del momentaneo 2-0, scatenando l’esultanza liberatoria che mostrava quanto fosse importante per lui ritornare al gol proprio alla vigilia di un Mondiale cruciale.

Al termine della partita, ai microfoni di TNT Sports, il giocatore ha commentato con evidente sollievo: "Spero che ora la gente smetta di parlarne", riferendosi al suo periodo di astinenza. "È stata una sensazione fantastica", ha aggiunto Pulisic, prima di sottolineare come non abbia mai perso la fiducia: "Mi sento bene e, anche se si trattava solo di un’amichevole, ci aspettano partite molto importanti e devo essere pronto".

Carlalberto Ludi, direttore sportivo del Como, ha rilasciato dichiarazioni importanti a Radio Anch’Io Sport commentando l’impresa storica della squadra lombarda, che grazie alla guida di Cesc Fabregas è prossima a qualificarsi per la Champions League, un risultato senza precedenti per il club. "È stato definito un miracolo sportivo, ma personalmente non sono d’accordo", ha spiegato Ludi. "Un miracolo non poggia su qualità, competenza, duro lavoro e una solida cultura sportiva: noi abbiamo costruito tutto questo. La nostra idea iniziale era semplicemente migliorare la classifica della scorsa stagione. A gennaio, non avendo alcuna pressione, ci siamo detti che potevamo arrivare in alto", ha proseguito il ds del Como.

Riguardo al futuro di Nico Paz, Mattatore della squadra e in prestito dal Real Madrid, Ludi ha ammesso qualche difficoltà: "Su Nico la situazione è delicata perché non dipende da noi. La volontà del Real Madrid è decisiva. Proveremo comunque a parlare con loro perché continuare a giocare con noi in Champions sarebbe fondamentale per la sua crescita. Nico sta molto bene a Como e speriamo che questo possa giocare a nostro favore per trattenerlo almeno un’altra stagione".

Il futuro di Davide Ancelotti segna una nuova tappa importante nella carriera del giovane allenatore italiano. Dopo il suo esordio da capo allenatore in Brasile con il Botafogo, sarà ora la sua prima esperienza in Europa con la guida in solitaria di una prima squadra. Il Lille, club francese di Ligue 1, ha ufficializzato la sua nomina a nuovo tecnico della prima squadra con un contratto biennale.

Davide, 36 anni, vanta un percorso ricco di esperienze al fianco del padre Carlo Ancelotti in alcune delle piazze più prestigiose del calcio mondiale, come Paris Saint-Germain, Real Madrid, Napoli, Everton e anche con la nazionale brasiliana. Questa chiamata rappresenta dunque una grande occasione per il tecnico italiano, pronto a misurarsi da protagonista nel campionato francese con l’ambizione di imprimere la sua impronta tecnica e tattica a un club storicamente competitivo.

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Napoli, obiettivi difesa: Juanlu Sanchez, Singo, Mingueza, Vagiannidis

Di Lorenzo non si tocca, ma il Napoli di Antonio Conte guarda oltre e punta a rinforzare le fasce in vista della prossima stagione. Dopo un’annata intensa, il club azzurro ha tracciato una strategia chiara per il mercato estivo: mantenere i punti fermi, come il terzino napoletano, e intervenire per consegnare al tecnico nuove soluzioni sulle corsie laterali.

Tra i profili attenzionati spicca nuovamente il nome di Juanlu Sanchez, laterale di piede sinistro del Siviglia e da tempo nel mirino del Napoli. Secondo quanto riportato da “Il Mattino”, il club andaluso chiederebbe una cifra intorno ai 18-20 milioni di euro per il suo cartellino: un prezzo non indifferente, ma che potrebbe abbassarsi visto il bisogno del Siviglia di fare cassa in vista della sessione estiva.

Non solo Juanlu Sanchez: nel radar del Napoli è tornato anche Wilfred Singo, ex Torino e attualmente in forza al Galatasaray. Il classe 2000, che ha consolidato la sua esperienza da centrale difensivo all’estero, potrebbe rappresentare un’opzione per le fasce, seppur la valutazione del club turco si aggira attorno ai 30 milioni di euro. I turchi, inoltre, potrebbero aprire a una trattativa più complessa inserendo nella negoziazione il giovane talento Noa Lang, con l’obiettivo di incontrare la richiesta economica.

Interessante anche la pista che porta a Oscar Mingueza, difensore spagnolo che in questa stagione ha militato nel Celta Vigo. Mingueza non ha ancora rinnovato il contratto con i galiziani ed è in scadenza: un profilo quindi molto appetibile da un punto di vista economico. Attenzione però alla concorrenza serrata, con la Juventus, ad esempio, che aveva mostrato interesse già nella finestra invernale del mercato.

Infine, tra le occasioni a prezzi più contenuti figura anche il nome di Georgios Vagiannidis, classe 2001 di proprietà dello Sporting Lisbona. I buoni rapporti tra i due club, rafforzati dall’operazione che ha portato Alisson Santos in Portogallo, potrebbero agevolare eventuali trattative per il giovane esterno greco, considerato un progetto interessante per il futuro.

In sintesi, mentre Di Lorenzo rappresenta un pilastro irrinunciabile per Antonio Conte e il Napoli, la società azzurra è pronta ad alzare l’asticella sulle fasce, offrendo al tecnico nuovi interpreti capaci di garantire maggiore intensità, versatilità e profondità. Nel corso delle prossime settimane si attendono sviluppi importanti su più fronti, con le trattative destinate a essere al centro della fase preparatoria della nuova stagione in Serie A.

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