domenica 1 febbraio 2026

Calciomercato 1 febbraio: ultime indiscrezioni e trattative

Juventus, il tecnico Antonio Conte smentisce trattative per Icardi

Al termine del convincente 4-1 sul Parma al Tardini, Antonio Conte ha chiarito a Sky Sport la posizione della Juventus riguardo al possibile arrivo di Mauro Icardi: "Icardi? Ne parlate tra di voi. Io non ho mai detto che potremmo prenderlo. Ho solo detto che è un attaccante fortissimo, con il gol nel DNA. Mi ha aiutato molto all’Inter, dove ha segnato tantissimo. È un bravissimo ragazzo, anche se a volte portava in spogliatoio le sue questioni personali, reagendo secondo il momento della sua vita. Tutto qui. Quando me lo chiederanno, dirò che è un cobra, come dico che Osimhen è una tigre. Ma non ho detto che lo voglio allenare né tantomeno che vogliamo Icardi alla Juventus. Noi puntiamo a giocare le nostre carte con Kolo Muani: serve un calciatore con determinate caratteristiche per alzare il livello, ma Icardi non è stato richiesto".

Robin Gosens rifiuta il Nottingham Forest e resta alla Fiorentina

Brutte notizie per il Nottingham Forest che aveva puntato forte su Robin Gosens, terzino della Fiorentina. Il giocatore tedesco, molto apprezzato per la sua duttilità e qualità, ha rispedito al mittente l'offerta del club inglese. Secondo quanto raccolto, Gosens ha intenzione di restare a Firenze, nonostante la difficile situazione in classifica della squadra di Vincenzo Italiano, che dopo il ko di Napoli si trova nei bassifondi, attualmente al terzultimo posto, zona retrocessione.

Il laterale ex Atalanta non vuole lasciare la Fiorentina in un momento tanto delicato e intende dare il massimo per aiutare la squadra a salvarsi. Il mercato chiude domani sera alle 20 e un rilancio del Nottingham Forest non è del tutto da escludere, ma al momento la volontà di Gosens è chiara: restare almeno fino a fine stagione.

Udinese chiude per Branimir Mlacic, talento del 2007

L’Udinese è sempre più vicino a chiudere per Branimir Mlacic, difensore classe 2007 proveniente dalla Croazia. Dopo un corteggiamento serrato che aveva visto il giocatore vicino addirittura all’Inter, l’accordo con i friulani appare ormai imminente. Mlacic dovrebbe firmare un contratto fino al 2031, con un’ulteriore stagione opzionale. Il giovane talento nato a Spalato ha collezionato fin qui 19 presenze e 2 assist in questa stagione con la sua squadra d’origine, dimostrandosi un prospetto da seguire con attenzione.

Pisa sceglie Oscar Hiljemark come nuovo allenatore

A sorpresa il Pisa sceglie Oscar Hiljemark come tecnico dopo l’esonero di Alberto Gilardino. L’ex centrocampista, noto alla Serie A per i suoi passaggi con Palermo e Genoa, è attualmente alla guida dell’Elfsborg in Svezia e sta trattando l’addio con la sua società. Il campionato scandinavo è chiuso da novembre e riprenderà ad aprile, così l’arrivo in Serie A potrebbe avvenire rapidamente. Già questa estate il suo nome era stato sondato dal Pisa prima di optare per Gilardino. Ora Hiljemark è in pole per la panchina nerazzurra con le trattative in corso nelle prossime ore.

Cremonese accelera per Sebastiano Luperto

La Cremonese sta spingendo forte sul mercato per assicurarsi Sebastiano Luperto, difensore centrale del Cagliari, che è diventato una priorità per le ultime ore della sessione invernale. Il giocatore, seguito con attenzione da tempo dalla società lombarda e dall’allenatore Davide Nicola, ha accumulato finora 21 presenze tra Serie A e Coppa Italia, siglando anche un gol contro la Fiorentina.

Jalen Blesa vola al Rio Ave, Ciro Immobile va al Paris FC

In Portogallo il Rio Ave ha ufficializzato l’arrivo di Jalen Blesa, giovane promessa del Cesena. Il centrocampista ha firmato un contratto quadriennale sotto la guida del suo agente Gabriele La Manna, pronto a vivere la sua prima esperienza lontano dall’Italia.

Da Bologna arrivano invece conferme sul trasferimento a titolo definitivo di Ciro Immobile al Paris FC, club francese di seconda divisione. L’attaccante italiano ha firmato fino al 2027. Il Bologna ha comunicato ufficialmente la cessione con un comunicato che chiude il capitolo del bomber, che riparte così da Parigi per una nuova avventura.

Benzema vicino all’Al-Hilal: la nuova sfida in Arabia Saudita

La sessione di mercato invernale in Arabia Saudita potrebbe riservare un colpo clamoroso. Karim Benzema, campione francese e vincitore dell’ultima Liga con il Real Madrid, ha trovato un’intesa con l’Al-Hilal per dare vita a un contratto da sei mesi che lo vedrebbe protagonista fino alla fine della stagione. L’attaccante, fresco trionfatore in Arabia con l’Al-Ittihad, si accingerà così a lavorare con Simone Inzaghi, che guida l’attuale capolista del campionato saudita.

Resta da definire la durata del contratto, con Benzema che spinge per un accordo a lungo termine, mentre la società preferirebbe contratti più brevi. Le trattative sono in corso, ma non è ancora arrivata l’ufficialità. In caso di partenza di Benzema, l’Al-Ittihad potrebbe puntare su Youssef En-Nesyri per sostituirlo e mantenere il livello competitivo.

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Spalletti: "Yildiz zoppicava, ma il gruppo fa la differenza"

Live

Ore 22:45 – Tra poco inizierà la conferenza stampa di Antonio Conte, allenatore della Juventus, al termine della sfida contro il Parma.

Ore 23:43 – Conte prende la parola e risponde subito alle domande.

Situazione infortuni, novità su Yildiz? – "Lei ha detto che non riusciva a camminare, io ho parlato di un po’ di dolore mentre camminava. Spesso si aggiungono dettagli non corrispondenti alla realtà. Yildiz è stato trattato da chi di dovere, e a prima vista non sembra un problema grave. L’ho chiamato tre volte nel primo tempo, si toccava l’adduttore e cercava di capire lui stesso. Mi ha detto che riusciva a resistere fino alla fine del primo tempo e che avrebbe valutato. Raffreddando il muscolo sentiva ancora un po’ di dolore. Chi lo ha curato è competente e ha confermato: nulla di grave, però probabilmente salterà un paio di partite, dato che il calendario è molto fitto".

Vincere senza Yildiz è una bella notizia? – "La squadra fa il campione, non un singolo calciatore. In un campionato come questo, dove le avversarie propongono un calcio moderno, intenso e di qualità, non è un giocatore che determina la posizione in classifica, ma l'insieme del gruppo. Stasera abbiamo vinto come squadra, è stata la collettività a prevalere. Certo, qualcuno segna o salva il risultato, ma senza il contributo dei compagni sarebbe difficile. Il nostro vero confronto è con noi stessi, con l’obiettivo di migliorare sempre. Sento spesso parlare di Icardi, ma onestamente non è nelle mie priorità: è una cosa più vostra, dei giornalisti, che me la chiedete continuamente. Yildiz è un talento straordinario, un alieno, ma sarebbe un’offesa verso la squadra credere che la Juve possa vincere solo grazie a lui. Tutti qui sono forti e mettono nelle condizioni lui di esprimersi al meglio".

Si aspetta qualche rinforzo dal mercato di gennaio? – "Non mi aspetto nulla in particolare. Ho accettato di allenare la Juventus così com'è, ben consapevole che a gennaio potessimo stare fermi. Per me questa squadra è già forte. Anche nei momenti difficili ho sempre mantenuto la stessa posizione, mentre voi dicevate che la squadra non rendeva come dovrebbe, io dicevo: 'Bisogna prendere confidenza'. La partita di stasera mi ha dato grande soddisfazione, soprattutto la reazione immediata dopo il gol subito. Tutti sono corsi in aiuto del compagno colpito dall’episodio negativo, senza timori ma con la voglia di segnare di nuovo subito. Per me questo è fondamentale: non basta fare la "spalla" o dare patacche sulle spalle, bisogna reagire sul campo, riprendendo il controllo della partita. La squadra ha ristabilito subito le gerarchie in campo ed è stata eccezionale in questo".

Kalulu ha dato qualcosa in più, è simile a Di Lorenzo? E McKennie, davvero ricorda Perrotta e Nainggolan? – "Kalulu è un giocatore completo, sa contrarsi e distendersi in un attimo, come deve fare un esterno moderno. Ha fatto cross bellissimi, si è spinto avanti quasi da trequartista, e quella è la chiave per risolvere tante situazioni. Paragonare McKennie a Perrotta e Nainggolan è un complimento: quei giocatori avevano una versatilità moderna, capaci di trovarsi a proprio agio in qualsiasi ruolo. McKennie è fatto della stessa pasta, anche stasera ha segnato e si è sempre fatto trovare nel vivo dell’azione, interpretando bene le fasi più turbolente della partita. I numeri in possesso o non possesso palla possono incidere sulla partita, ma nei momenti di caos e incertezza come quelli di stasera conta soprattutto la capacità di riorganizzarsi e fare la differenza. In queste situazioni di equilibrio, si recuperano energie e si prepara poi la miccia per un’altra azione offensiva".

Ore 23:54 – Termina la conferenza stampa di Conte.

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Napoli, Vergara show: Hernanes lo paragona a Maradona

Un'analisi che fa discutere è arrivata direttamente dagli studi di DAZN, dove il celebre ex centrocampista Hernanes, soprannominato “Il Profeta”, ha tracciato un ritratto dettagliato di Antonio Vergara, giovane talento emergente del Napoli. L’attaccante, reduce da due reti consecutive - una in Champions League contro il Chelsea e un'altra in Serie A contro la Fiorentina - ha catturato l’attenzione dell’ex calciatore brasiliano che, con un paragone audace, ha evocato il nome iconico di Diego Armando Maradona, spiegando subito il valore tecnico di questo raffronto.

“Vergara? La prima volta che vedo un errore nel titolo, avrebbero dovuto scrivere ‘Vergaradona’. Ovviamente sto scherzando”, ha esordito Hernanes con un sorriso. “Non intendo paragonarlo per talento puro, ma per il modo in cui si coordina per toccare il pallone. Cercavo delle azioni di Maradona e lui me lo ricorda, non per il talento, ma per come gestisce il pallone senza coordinarsi troppo. Sembra davvero che la palla sia sua amica: la accarezza, usa suola, interno e esterno del piede con estrema naturalezza. È molto tranquillo quando ha il pallone tra i piedi e poi ha queste coscie molto potenti.”

Il paragone di Hernanes si spinge oltre, mettendo a confronto Vergara anche con David Neres: “Rispetto a Neres, vedo Vergara più efficace nei gesti tecnici. Ci sono dettagli che, per me, rivelano il livello di un giocatore. Non lo valuto solo dai gol, ma dall’atteggiamento e dalla tecnica mostrata sul campo. Già da quando è entrato nella partita contro il Sassuolo, si è vista la sua personalità. È evidente che stiamo parlando di un giocatore importante, lo si riconosce dal modo in cui tocca il pallone, come lo tratta.”

Il messaggio di Hernanes suona come un sigillo di fiducia per il giovane attaccante del Napoli, squadra allenata da Antonio Conte, che continua a puntare su di lui nel corso di una stagione cruciale sia in campionato che in Europa. Nel contesto partenopeo, dove la pressione e le aspettative sono altissime, Vergara sta dimostrando di avere qualità e maturità tecnica che potrebbero portarlo a imporsi come uno dei protagonisti del calcio italiano nei prossimi anni.

Il Napoli, con Conte alla guida, sta vivendo un’annata caratterizzata da grandi ambizioni, e giovani come Vergara sembrano incarnare quel mix tra talento e temperamento necessario per competere ai massimi livelli. Le parole di Hernanes, personaggio abile nel leggere il calcio e i giovani, confermano che la nuova leva azzurra non teme confronti, nemmeno con leggende del calibro di Maradona, seppur in termini di specifiche tecniche e filosofie di gioco.

In attesa di vedere come si svilupperà il cammino di Antonio Vergara, la sua capacità di gestire il pallone e la sua tranquillità sotto pressione rappresentano elementi chiave per il futuro del Napoli e – più in generale – della Serie A, che a volte si affida ai nuovi protagonisti per rinnovarsi e mantenere viva la propria competitività. Il talento del giovane attaccante azzurro non è passato inosservato nemmeno agli occhi di un esperto come Hernanes, che ha saputo cogliere quei dettagli che distinguono i campioni in erba dai semplici giocatori.

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Como, Fabregas su errore Paz: "Sbagliato io e Messi"

Al termine del pareggio ottenuto al Sinigaglia contro l'Atalanta, l’allenatore del Como, Cesc Fabregas, si è presentato ai microfoni di DAZN per analizzare la prestazione della sua squadra e fare un bilancio di un match ricco di emozioni e segnali positivi, nonostante il risultato finale.

Il messaggio a Nico Paz dopo il rigore sbagliato

Interpellato sulla risposta data a Nico Paz, l’allenatore spagnolo ha voluto lanciare un chiaro messaggio di incoraggiamento rivolto ai giovani calciatori: “Non è importante, volevo mandare un messaggio di positività a dei giovani. Non voglio ammazzare un ragazzo giovane per un rigore. Ho sbagliato io, ha sbagliato Leo Messi, ha sbagliato John Terry. Siamo con Nico, siamo con i giovani che hanno il coraggio di fare la differenza. Il grande campione deve sempre alzare la testa quando non ha fatto bene”. Parole cariche di empatia e fiducia in chi sta muovendo i primi passi nel calcio professionistico, sottolineando come l’errore sia parte integrante del percorso di crescita.

L’equilibrio numerico e i rimpianti per un’occasione sfumata

Fabregas ha poi commentato la partita in relazione all’espulsione di un giocatore dell’Atalanta e al piano gara del Como: “Sì e no. Se dico che preferisco giocare in parità numerica magari non vengo compreso, diciamo quindi soltanto che la palla oggi non è voluta entrare. Succede, è parte del calcio. Complimenti comunque all’Atalanta che non c’è stata e ha fatto la sua partita”. Una riflessione equilibrata sul fatto che, nonostante un uomo in meno, gli orobici hanno saputo limitare le difficoltà, mentre il Como è stato sfortunato nelle occasioni: “Diciamo che siamo stati sfortunati, anche perché magari Palladino dirà che hanno fatto una grande prova ma secondo me con nove parate del loro portiere non è che posso entrare io o il mio assistente a metterla dentro. Nove chiare occasioni per fare gol, alziamo la testa e prepariamo la prossima”. La squadra di Fabregas può sicuramente recriminare per diverse chance nitide non concretizzate, ma la mentalità resta positiva e proiettata al futuro.

La strada per il Como passa per la salvezza e la crescita partita dopo partita

Infine, l’allenatore si è soffermato sugli obiettivi stagionali e su un calendario impegnativo, che vedrà il Como affrontare sfide di grande livello: “Quest’anno l’obiettivo è far meglio dell’anno scorso, guardando partita dopo partita. Andremo a fare la nostra partita, col Napoli, con la Fiorentina, con il Milan e poi con la Juventus”. Parole che testimoniano la consapevolezza di trovarsi di fronte a un campionato durissimo, in cui ogni sfida rappresenta una tappa fondamentale per alimentare la crescita della squadra.

Fabregas ha anche rimarcato l’importanza della gestione fisica e mentale nei prossimi turni: “Dovremo gestire la cosa, dovremo riposare dopo aver giocato tanto nelle scorse settimane pur non essendo abituati. Dobbiamo continuare a guardare in avanti”. L’attenzione al dettaglio e alla tenuta atletica sarà cruciale, soprattutto considerando le gambe ancora non abituate a ritmi così intensi. La sfida per il Como sarà quella di mantenere alta la concentrazione, lavorando con pazienza e ambizione per ottenere la salvezza e consolidarsi ancora di più nella massima serie.

Un finale di stagione per il Como che promette battaglia, con un tecnico come Cesc Fabregas che dimostra di credere fermamente nei giovani e nel gruppo, consapevole che la Serie A è un banco di prova difficile ma affascinante. Di fronte, le big, tra cui il Napoli allenato da Antonio Conte, rappresentano uno stimolo continuo per alzare il livello e inseguire un sogno chiamato permanenza nella massima serie.

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Como, Fabregas: "Percorso in crescita, Douvikas non è grave"

In vista della delicata sfida contro l’Atalanta, il tecnico del Como, Cesc Fàbregas, ha voluto fare il punto della situazione ai microfoni di DAZN, svelando importanti dettagli sulle condizioni della formazione lariana e sul rientro in campo del suo attaccante greco Tasos Douvikas, che ha sorpreso tutti tornando in gruppo oggi.

“Non sappiamo ancora con precisione quale sarà il nostro status – ha esordito Fàbregas – ma l'obiettivo è certamente quello di continuare a crescere. Negli ultimi due anni abbiamo compiuto passi avanti importanti, ma vogliamo concentrarci sul gioco e sulla vittoria, senza troppe pressioni sul risultato finale. Il percorso di crescita è la cosa più importante, mentre la conquista dei punti sarà una naturale conseguenza del nostro lavoro.”

Il tecnico spagnolo ha poi anche toccato il tema degli infortuni, riferendosi in particolare a Douvikas: “Il greco si è spaventato un po’ dopo un duro colpo, ma fortunatamente si trattava solo di una botta. La situazione sembrava molto più grave di quello che effettivamente è. Quello che è successo a him è simile a quanto è successo a Di Lorenzo al Napoli, per fortuna senza conseguenze serie.”

Il riferimento all’infortunio di Giovanni Di Lorenzo, terzino del Napoli attualmente guidato da Antonio Conte, rende chiaro il parallelo tra due giocatori fondamentali per le rispettive squadre, entrambi coinvolti in episodi potenzialmente preoccupanti ma risolti senza troppe complicazioni.

Il Como, che nelle ultime stagioni ha mostrato una crescita costante, si appresta ad affrontare un banco di prova importante contro l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, una delle compagini più temute del campionato di Serie A per qualità tecnica e intensità di gioco. La squadra lombarda, sotto la guida esperta di Fàbregas, sta cercando di consolidare la propria posizione nella massima divisione, puntando a migliorare i risultati e a sorprendere nelle sfide più impegnative.

Il ritorno di Douvikas, elemento chiave dell’attacco, rappresenta dunque una buona notizia per il Como, che potrà contare su tutta la sua forza offensiva per cercare di strappare un risultato positivo al Gewiss Stadium. L’attenzione è alta anche sull’approccio mentale della squadra, come sottolineato dal tecnico: “Vogliamo giocare senza l’ossessione del risultato, questa è la nostra strada.”

Un Como che, pur rimanendo umile e consapevole delle difficoltà di un torneo competitivo come la Serie A, non ha intenzione di accontentarsi, ma anzi vuole proseguire nel suo cammino di crescita e miglioramento, per trovare sempre maggiori soddisfazioni in campionato.

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Serie A 23ª giornata NEWS : Raspadori e Frattesi titolari

Probabili formazioni

Serie A, 23^ giornata: il racconto delle sfide con formazioni ufficiali e tabellini

LAZIO-GENOA 3-2

Un match combattuto e ricco di emozioni quello disputato all’Olimpico tra Lazio e Genoa, terminato 3-2 in favore dei biancocelesti. La gara si è accesa nella ripresa con un susseguirsi di emozioni e rigori: al 56’ è Pedro a sbloccare dal dischetto per la Lazio, seguiti pochi minuti dopo dal raddoppio firmato da Taylor. Il Genoa non si arrende e, tra il 67' e il 75', riesce a riaprire la partita con Malinovskyi su rigore e Vitinha, segnando la rimonta momentanea. L’ultimo brivido arriva al 90’+10 con Cataldi che chiude i conti per la Lazio su calcio di rigore.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Provstgaard, Pellegrini (37’ st Nuno Tavares); Taylor (37’ st Dele-Bashiru), Cataldi, Basic; Isaksen (42’ st Noslin), Maldini (28’ st Raktov), Pedro (28’ st Cancellieri). All.: Sarri.

GENOA (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Malinovskyi (42’ st Masini), Frendrup, Ellertsson, Martin (23’ st Messias); Colombo (35’ st Ekuban), Vitinha (36’ st Cornet). All.: De Rossi.

PISA-SASSUOLO 1-3

Il Sassuolo espugna il campo del Pisa con un 3-1 di grande valore. I neroverdi sono partiti forte con il gol di Berardi al 26’, ma subito dopo il Pisa ha impattato al 46’ con un autogol di Caracciolo. Nella ripresa, però, Aebischer e Koné, rispettivamente al 51’ e al 57’, hanno riportato il vantaggio al Sassuolo, che ha così portato a casa i tre punti.

PISA (3-4-2-1): Scuffet; Canestrelli (45’ Loyola), Caracciolo, Bozhinov; Touré, Marin (45’ Leris), Aebischer, Angori (84’ Stengs); Moreo (69’ Sojilkovic), Tramoni; Meister (45’ Durosinmi). All.: Caridi (in assenza dello squalificato Gilardino).

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig; Matic, Thorstvedt, Koné (73’ Lipani); Berardi (84’ Volpato), Pinamonti (73’ Moro), Laurienté (73’ Fadera). All.: Grosso.

NAPOLI-FIORENTINA 2-1

Come da attese, il Napoli di Antonio Conte ha conquistato una vittoria preziosa contro la Fiorentina, battuta 2-1 nel match disputato al Maradona. A sbloccare il risultato è stato al minuto 11 Vergara, protagonista di un gran gol. In avvio ripresa, al 49’, Migel Gutierrez firma il raddoppio partenopeo. La Fiorentina prova a rientrare in partita con il gol di Solomon al 57’, ma il Napoli riesce a gestire il vantaggio conquistando tre punti fondamentali in ottica classifica.

NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo (30' Olivera), Juan Jesus, Buongiorno; Miguel Gutierrez, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Vergara (39' st Giovane), Elmas; Højlund (44' st Lukaku). All.: Conte.

FIORENTINA (4-3-3): de Gea; Dodò, Comuzzo, Pongracic, Gosens (25' st Parisi); Fabbian (1' st Mandragora), Fagioli, Brescianini (25' st Ranieri); Solomon (25' st Kean), Piccoli, Gudmundsson (33' st Fazzini). All.: Vanoli.

CAGLIARI-HELLAS VERONA 4-0

Un netto successo per il Cagliari che domina l’Hellas Verona con un sonoro 4-0. I padroni di casa hanno messo subito le cose in chiaro con Mazzitelli al 35’ e Kılıçsoy al 48’ in avvio di secondo tempo. Nel finale Sulemana e Idrissi arrotondano il risultato. Gara complicata per gli scaligeri, rimasti anche in dieci per l’espulsione di Sarr, a complicare ulteriormente la sfida.

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zé Pedro, Mina, Luperto; Palestra (41' st Zappa), Adopo, Gaetano, Mazzitelli (22' st Sulemana), Obert (34' st Idrissi); Kılıçsoy (22' st Borrelli), Esposito (41' st Pavoletti). All.: Pisacane.

HELLAS VERONA (3-5-2): Perilli; Slotsager, Nelsson, Valentini; Lirola (12' st Mosquera), Harroui (12' st Al-Musrati), Gagliardini (28' Lovric, 37' st Niasse), Bernede (12' st Suat Serdar), Frese; Sarr, Orban. All.: Zanetti.

TORINO-LECCE – Formazioni ufficiali

TORINO (3-5-2): Paleari; Marianucci, Maripan, Coco; Pedersen, Vlasic, Ilkhan, Casadei, Lazaro; Adams, Zapata. All.: Baroni.

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ramadani; Pierotti, Gandelman, Sottil; Cheddira. All.: Di Francesco.

COMO-ATALANTA – In programma domenica 1 febbraio ore 15.00

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Kempf, Valle; Da Cunha, Perrone; Jesus Rodriguez, Nico Paz, Baturina; Douvikas. All.: Fabregas.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Ederson, Zalewski; Raspadori, De Ketelaere; Scamacca. All.: Palladino.

CREMONESE-INTER – In programma domenica 1 febbraio ore 18.00

CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Bianchetti; Floriani; Payero, Grassi, Vandeputte, Pezzella; Vardy, Bonazzoli. All.: Nicola.

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Frattesi, Zielinski, Mkhitaryan, Dimarco; Pio Esposito, Lautaro. All.: Chivu.

PARMA-JUVENTUS – Domenica 1 febbraio ore 20.45

PARMA (3-5-2): Corvi; Delprato (C), Troilo, Circati; Britschgi, Bernabé, Estevez, Keita, Valeri; Oristanio, Pellegrino. All.: Cuesta.

JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Thuram, Locatelli; Conceicao, McKennie, Yildiz; David. All.: Spalletti.

UDINESE-ROMA – Lunedì 2 febbraio ore 20.45

UDINESE (3-4-2-1): Okoye; Solet, Kristensen, Bertola; Ehizibue, Karlstrom, Miller, Zemura; Ekkelenkamp, Atta; Davis. All.: Runjaic.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, El Aynaoui, Cristante, Wesley; Soulé, Pellegrini; Malen. All.: Gasperini.

BOLOGNA-MILAN – Martedì 3 febbraio ore 20.45

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Zortea, Heggem, Vitik, Miranda; Freuler, Pobega; Orsolini, Odgaard, Rowe; Castro. All.: Italiano.

MILAN (3-5-2): Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Leao. All.: Allegri.

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Napoli soffre ma vince: squadra spremuta e infortunio shock

Il Napoli esce dal Franchi con una vittoria sofferta contro la Fiorentina, un successo che premia la tenacia e la qualità della squadra guidata da Antonio Conte, ma che lascia anche un retrogusto amaro. A brillare è stato senza dubbio Antonio Vergara, giovane talento che ha saputo incidere e dare incisività a una gara complicata. Tuttavia, la festa è stata oscurata dalla notizia dell’infortunio grave al ginocchio del capitano Giovanni Di Lorenzo, altra tegola pesante in una stagione già costellata da sfortune fisiche.

Il match è stato un banco di prova molto impegnativo per i partenopei, che avevano alle spalle la gara europea contro il Chelsea, giocata solo due giorni prima. La squadra di Conte ha messo in campo cuore e gambe, imponendo il proprio ritmo nel primo tempo e trovando il raddoppio ad inizio ripresa. La Fiorentina ha però reagito e costretto il Napoli a stringere i denti, mantenendo il risultato fino al 90’, ma pagando lo sforzo fisico evidente e la mancanza di alternative in panchina dati i continui turni ravvicinati.

Il tecnico Antonio Conte non ha nascosto la sua rabbia e preoccupazione per la situazione fisica dei suoi giocatori: “Si sta andando verso la rovina del calcio. Non si pensa alla difficoltà di mettere così tante partite. Abbiamo fatto nove partite in 27 giorni. Di Lorenzo ha giocato anche perché non avevamo alternative – ha spiegato Conte – Sono situazioni brutte e purtroppo capita che, se sei stanco, la muscolatura non risponde bene e può capitare un infortunio serio come questo. Dispiace perché rovini una stagione a un ragazzo, al club e anche alla Nazionale.”

Il problema degli infortuni si intreccia anche con le rigidità del mercato, tema su cui il tecnico si è espresso con toni forti: “Abbiamo il mercato bloccato, eppure siamo l’unica società con 240 milioni in cassa, mentre molte altre sono indebitate.” Un evidente segnale della difficoltà del Napoli di gestire un’indisponibilità così importante senza poter intervenire liberamente sul mercato.

Proprio per tamponare la situazione, nelle prossime ore è atteso un rinforzo: il difensore brasiliano classe 2002 Alisson Santos, proveniente dallo Sporting Lisbona, è in arrivo con la formula del prestito oneroso da 3 milioni di euro e un diritto di riscatto fissato a circa 15 milioni. La strategia del club di Conte punta a rispettare le limitazioni del cosiddetto “blocco soft” del mercato, grazie anche a operazioni in uscita come quelle di Lucca e Lang, sempre in prestito oneroso, che hanno permesso di liberare spazio salariale.

L’infortunio di Di Lorenzo potrebbe spingere il Napoli a valutare ulteriori interventi per completare la rosa in difesa, ma sarà fondamentale puntare su opzioni sostenibili economicamente, che rispettino i vincoli di bilancio e i parametri societari, come potrebbe essere un altro prestito con stipendio contenuto. La giornata di ieri ha visto anche l’uscita di Marianucci e potrebbe presto seguire quella di Ambrosino, indicazioni di un mercato orientato a riorganizzare la squadra anche in vista di una serie di impegni intensi.

Ora per il Napoli si apre una settimana di lavoro che sarà fondamentale per recuperare energie e provare a ricomporre la difesa con i rientri di Rrahmani, Mazzocchi e forse anche Anguissa, giocatori chiave per dare respiro alla squadra. Ma il colpo subito con l’assenza del capitano Di Lorenzo rappresenta senza dubbio un duro colpo per le ambizioni partenopee, che dovranno affrontare questa fase decisiva della stagione con grande determinazione e attenzione.

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