sabato 28 marzo 2026

Milan fa il colpo, Inter punta Vicario: doppietta di David

Il Milan continua a guardare con determinazione al futuro e mette a segno un colpo importante nel vivaio internazionale assicurandosi il giovane talento balcanico Andrej Kostic. L’attaccante classe 2007, in arrivo dal Partizan, è atteso domani per le visite mediche che rappresenteranno il primo passo verso l’inserimento nel progetto rossonero, con un primo impiego nel Milan Futuro, la squadra dedicata ai giovani emergenti. Un’operazione monitorata a lungo che ha permesso al club di anticipare la concorrenza, evidenziando la ferma volontà di investire sui prospetti che potranno esplodere nei prossimi anni.

Nel frattempo in casa Milan, si registra anche il recupero di Rafa Leao. L’attaccante portoghese ha svolto un intenso lavoro in Portogallo per superare l’infortunio all’adduttore e proseguirà la sua riabilitazione a Milanello, dove rientrerà nelle prossime ore. Mercoledì sarà già a disposizione di mister Allegri in vista della sfida cruciale contro il Napoli di Antonio Conte, un vero e proprio snodo decisivo per le ambizioni stagionali del Diavolo.

Chi, invece, sta pianificando con attenzione il futuro tra i pali è l’Inter. Nonostante il clamore suscitato da nomi altisonanti come Emiliano Martinez e Alisson, il club nerazzurro sembra orientato verso una soluzione più pragmatica e italiana. L’obiettivo è un portiere già affermato in Serie A, capace di offrire subito affidabilità e continuità. In cima alla lista figura Guglielmo Vicario, reduce dall’esperienza in Premier League con il Tottenham, ma fortemente motivato a tornare in Italia per rilanciare la propria carriera. La trattativa si presenta concreta, con un investimento stimato attorno ai 20 milioni di euro.

Infine, arrivano segnali positivi anche dal fronte internazionale per Jonathan David, che si è messo in luce con una doppietta nella partita amichevole tra Canada e Islanda terminata 2-2. Un risultato importante per ritrovare fiducia e morale dopo una fase complicata alla Juventus, dove il talento canadese vuole dimostrare di poter essere una pedina fondamentale.

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Agente Marianucci: "In Nazionale, Napoli? Futuro incerto"

Mario Giuffredi, noto agente sportivo e rappresentante di Luca Marianucci, ha parlato con entusiasmo del giovane difensore, attualmente in prestito dal Napoli al Torino, con l’obiettivo di trovare maggiore spazio e continuità in questa stagione di Serie A. Intervistato da Stile Tv, Giuffredi ha dichiarato: “Per me farà parte della Nazionale del futuro, ho grande stima di lui e ci credo fortemente.”

Il centrale classe 2004, cresciuto nel settore giovanile dell’Empoli, ha lasciato il Napoli a gennaio per approdare al Torino, in cerca di minuti preziosi per crescere e migliorare. L’agente ha aggiunto: “Non so se tornerà a Napoli, intanto speriamo che finisca il campionato nel miglior modo possibile.” Sul futuro del giovane difensore, Giuffredi è parso molto fiducioso, riponendo alte aspettative sul suo percorso professionale.

Non è la prima volta che Giuffredi esprime giudizi positivi sui giovani cresciuti nel Napoli: “Di lui direi le stesse cose che ho espresso negli anni per Hysaj, Mario Rui, Di Lorenzo e Politano. Difficilmente mi sono sbagliato, sui giocatori da Napoli.” Quest’ultimo riferimento sottolinea come i talenti sviluppati o passati nel club partenopeo abbiano spesso mantenuto alte le aspettative nel corso delle loro carriere.

Per capire meglio il percorso di Marianucci nella stagione in corso, bisogna analizzare i suoi dati sul campo. Finora, il difensore ha collezionato 2 presenze con il Napoli, per un totale di 118 minuti giocati, e 4 con il Torino, dove ha accumulato 266 minuti. Questi numeri testimoniano come l’esperienza al Torino rappresenti una concreta occasione per maturare e farsi apprezzare in massima serie.

Va ricordato che, nonostante il cambio di guida tecnica in casa Napoli, con Antonio Conte al timone, il club continua a puntare molto sui giovani di prospettiva e sul loro sviluppo, rafforzando così un modello vincente che unisce esperienza ed entusiasmo. L’allenatore salentino, noto per la sua capacità di valorizzare il talento e trasmettere mentalità vincente, rappresenta un ambiente stimolante per un calciatore come Marianucci, che potrebbe tornare in azzurro più pronto e determinato.

In questo contesto, il prestito al Torino non è solo una semplice operazione di mercato, ma un tassello importante nel percorso di crescita del difensore, che ha l’obiettivo di consolidarsi in Serie A e, guardando avanti, di guadagnarsi un posto nella Nazionale italiana.

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Pjanic: "Scudetto aperto, Roma e Juve puntano alla Champions"

Il conto alla rovescia verso il Mondiale sta entrando nella sua fase finale. Nel frattempo si attende ancora il verdetto definitivo riguardo alla qualificazione di Italia e Bosnia, due squadre che ambiscono a conquistare un posto nella prestigiosa competizione che si terrà in Nord America, precisamente tra Stati Uniti, Messico e Canada. In questo clima di attesa, Miralem Pjanic, centrocampista esperto e dal ricco passato in Serie A, ha rilasciato una lunga intervista all’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, delineando le sue preferenze sulle potenziali favorite per la vittoria della Coppa del Mondo.

Il giocatore, che ha vestito le maglie di Roma e Juventus, non ha dubbi: "La mia favorita è la Spagna - ha dichiarato con sicurezza - che con Pedri e Yamal possiede davvero una qualità superiore alla media. Hanno qualcosa in più rispetto alle altre nazionali". Di fronte a questo panorama spagnolo, Pjanic inserisce anche le formazioni sudamericane e portoghesi nel novero delle pretendenti: "Oltre alla Spagna, vedo il Brasile, l'Argentina e anche il Portogallo, che può tranquillamente arrivare fino in fondo".

Uno sguardo poi si sposta sulla Serie A, che vive una fase estremamente combattuta. La vetta della classifica è occupata dall’Inter, seguita a breve distanza dal Milan e dal Napoli, squadre che promettono uno scontro serrato quando il campionato riprenderà dopo la pausa. Pjanic, con la consueta lucidità, analizza la situazione: "La competizione è ancora aperta, anche se l’Inter ha messo insieme un bel margine e ora può cercare di amministrare questo vantaggio nelle giornate finali della stagione". Una considerazione, questa, che lascia spazio alla speranza di recuperi interessanti per le inseguitrici.

Non poteva mancare un commento sulle sue ex squadre ossia Roma e Juventus, entrambe impegnate nella lotta per un posto nella prossima edizione della Champions League. A contendersi uno degli ultimi slot europei c’è anche Como, che sta vivendo una fase positiva. Pjanic sottolinea come la corsa sia tutt'altro che semplice: "La situazione è complicata, perché anche il Como si sta comportando molto bene. Di sicuro per Roma e Juventus sarebbe fondamentale tornare a giocare in Champions. Oggi più che mai, la competizione europea è un elemento chiave nel calcio moderno che può fare la differenza sotto ogni aspetto".

Le parole di Miralem Pjanic restituiscono un quadro vivido e chiaro della situazione attuale del calcio italiano e internazionale, confermando le emozioni e le sfide che accompagneranno le prossime settimane, dal campionato alla fase finale del Mondiale. Nel frattempo, occhi puntati anche sulla sfida cruciale tra Napoli e Milan, protagoniste di un torneo dal cuore pulsante, guidate da tecnici ambiziosi come Antonio Conte, che vogliono rilanciare le loro squadre verso traguardi importanti nelle battaglie di Serie A e oltre.

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Di Lorenzo escluso dalla Bosnia: l’agente spiega il motivo

Sale l'attesa per il delicato impegno dell'Italia a Zenica contro la Bosnia ed Erzegovina, un vero e proprio crocevia per gli Azzurri, chiamati a conquistare una vittoria fondamentale per rientrare definitivamente nel novero delle nazionali qualificate al prossimo Mondiale. Dopo le cocenti assenze delle ultime due edizioni iridate, la squadra guidata da Antonio Conte è determinata a invertire la rotta e regalare una nuova gioia ai tifosi italiani.

Una nota negativa però arriva dal fronte Napoli: Giovanni Di Lorenzo, terzino e capitano partenopeo, non farà parte della spedizione in Bosnia. La sua partecipazione, inizialmente non esclusa, è stata definitivamente smentita dal suo agente e rappresentante, Mario Giuffredi, che ha spiegato con chiarezza le ragioni della sua assenza.

Intervistato da Stile TV, Giuffredi ha dichiarato: "Non credo che andrà in Bosnia, perché è sottoposto a terapie per l’infortunio. Ha fatto un grande sacrificio per esserci giovedì a Bergamo, partendo il pomeriggio dopo le terapie e tornando a Napoli alle sei del mattino seguente."

L’agente ha poi fornito un aggiornamento sulle condizioni del giocatore e sui tempi di recupero: "Oggi non può permettersi di saltare le terapie, perché si avvicina il momento del pieno recupero. Per quanto riguarda il rientro in campo, la mia speranza è che l’ultima settimana di aprile sia quella giusta."

Giovanni Di Lorenzo, pedina fondamentale nella formazione di Antonio Conte al Napoli, sta dunque vivendo un momento delicato a causa dell’infortunio che ne condiziona la disponibilità. Pur avendo dimostrato grande attaccamento e professionalità riuscendo a scendere in campo giovedì nella trasferta di Bergamo andando contro ogni aspettativa, il percorso di guarigione richiede ancora tempo e prudenza.

La sua assenza nella sfida con la Bosnia rappresenta un duro colpo per la squadra di Conte, soprattutto considerando l’importanza della gara di qualificazione e la fiducia riposta negli Azzurri per assicurarsi il ritorno alla fase finale del Mondiale. La speranza è che Di Lorenzo possa recuperare presto per tornare a fornire il proprio contributo sia al Napoli che alla Nazionale.

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Italia, oggi alle 13:30 parla Dimarco su Bosnia e playoff

A pochi giorni dalla finalissima dei playoff per un posto ai Mondiali, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha indicato Federico Dimarco come il protagonista della conferenza stampa odierna, chiamato a rispondere alle domande dei giornalisti. La sfida decisiva con la Bosnia ed Erzegovina, programmata per martedì alle 20.45 allo stadio Bilino Polje di Zenica, rappresenta un momento cruciale per gli Azzurri, guidati da Antonio Conte, con l’obiettivo di raggiungere la Coppa del Mondo dopo la mancata qualificazione diretta.

Dimarco, esterno della Nazionale e in forza all’Inter, era presente nel video diffuso dalla Rai che ha acceso qualche polemica nelle ultime ore. Nel filmato si vedevano alcuni giocatori azzurri, tra cui il portiere Guglielmo Vicario e i giovani Pio Esposito e Alex Meret, apparentemente intenti a esultare per la vittoria della Bosnia contro il Galles nella semifinale playoff. Un gesto ripreso dalle telecamere che ha subito suscitato domande e interpretazioni diverse, tanto che questa mattina sarà proprio l’ex Hellas Verona a dover chiarire le dinamiche e spiegare il significato di quell’immagine, svelando le reali motivazioni dietro quelle reazioni.

La conferenza stampa, che inizierà alle ore 13.30, sarà seguita in diretta testuale sulle pagine web di riferimento, per offrire ai tifosi e agli appassionati un resoconto puntuale e aggiornato sui retroscena pre-partita. Allo stesso tempo, il clima all’interno del gruppo e la concentrazione sono altissime: la Nazionale azzurra, sotto la guida di Conte, ha mostrato un forte spirito di unità e determinazione fin dall’esordio nella nuova avventura verso il Mondiale, dopo la delusione dell’ultima qualificazione.

Questa partita contro la Bosnia è molto più di una semplice sfida: è una vera e propria partita da dentro o fuori per il calcio italiano, che cerca il rilancio mondiale con un gruppo di giocatori affiatati e guidati da un tecnico di esperienza internazionale. Il ruolo di Dimarco assume dunque un peso particolare, non solo per quanto riguarda il campo, ma anche per la gestione mediatica di un episodio che ha attirato l’attenzione. La sua capacità di fornire una versione chiara e trasparente sarà fondamentale in vista dell’importante appuntamento di martedì sera.

In attesa del calcio d’inizio sul terreno bosniaco, il pubblico italiano segue con grande interesse ogni dettaglio, consapevole dell’importanza storica della sfida e dell’urgenza di riportare l’Italia nella più prestigiosa vetrina del calcio mondiale.

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Lukaku sogna Mondiale ma il Napoli lo rischia fuori rosa

Il caso Romelu Lukaku scuote con forza il Napoli in questa fase cruciale della stagione. Il centravanti belga, che ha ancora quindici mesi di contratto con il club azzurro, sta vivendo un momento di grande difficoltà. Dall’inizio della stagione, infatti, Lukaku è di fatto fuori dai giochi, quasi mai schierato titolare, e per ritrovare la forma ha deciso di trasferirsi in Belgio per curarsi e allenarsi al meglio. L’obiettivo principale del bomber resta il Mondiale, il grande torneo che rappresenta per lui la vetrina più importante, il traguardo da raggiungere per consacrare la propria carriera in Nazionale, ancora alla ricerca del primo grande successo.

Negli ultimi giorni Lukaku è tornato disponibile, ma il minutaggio raccolto in campo con la maglia del Napoli è stato davvero minimo e insufficiente per incidere in campionato. Questa situazione sta creando malumori, perché Antonio Conte e la squadra non possono permettersi di sopportare un carico offensivo esclusivamente sulle spalle di Hojlund, giovane promessa in rampa di lancio ma ancora inesperto per reggere da solo. Il Napoli, che punta a confermarsi tra le grandi della Serie A, ha bisogno di un Lukaku protagonista, in campo e nelle condizioni di sfruttare tutto il talento che ha espresso in passato.

Le parole del direttore sportivo della federazione belga su Lukaku hanno acceso ulteriori discussioni. "Lukaku ha scelto di sfruttare questo periodo per allenarsi e ottimizzare ulteriormente la sua condizione fisica. Non sono preoccupato per lui. Lukaku conosce perfettamente il suo corpo e sappiamo quanto tenga alla Nazionale. Aveva deciso di partecipare al ritiro, ma il suo obiettivo principale resta il Mondiale. Ha fatto una scelta difficile, ma che sicuramente è quella giusta: restare in Belgio per allenarsi al meglio. Sono certo che sarà pronto per il Mondiale" ha dichiarato il dirigente belga, sottolineando come la priorità del giocatore sia il torneo in Qatar.

Tuttavia, questa spiegazione ha il sapore di una toppa quasi peggiore del buco. Da un lato conferma che Lukaku non è in campo per il Napoli, dall’altro evidenzia un potenziale contrasto tra il peso dell’ingaggio e la sua presenza effettiva. Il centravanti percepisce uno stipendio nell’ordine di 8 milioni di euro netti all’anno, una cifra pesante per le casse del club partenopeo, soprattutto se la sua partecipazione nella squadra è così limitata. La scelta del giocatore di allenarsi in Belgio, concentrandosi solo sul Mondiale, rischia di alimentare tensioni interne e di irritare l’ambiente azzurro, che da lui si aspetta un contributo determinante in Serie A.

Il Napoli, sotto la guida di Antonio Conte, attraversa un momento decisivo della stagione con l’obiettivo di consolidare la propria posizione tra le protagoniste del campionato. In questo contesto, il dilemma Lukaku pesa come un macigno: come gestire un attaccante di calibro mondiale ma fuori forma e fuori squadra, a cui resta ancora un lungo contratto da onorare. Il club dovrà trovare la quadra per salvaguardare l’equilibrio interno e le ambizioni sportive, mentre il giocatore dovrà dimostrare di poter tornare al livello che gli compete.

Il confronto tra le aspettative del Napoli, le condizioni fisiche di Lukaku e il desiderio del calciatore di presentarsi in perfetta forma al Mondiale apre un dibattito che va ben oltre il singolo club, toccando il rapporto tra ambizioni personali e doveri contrattuali in un club di vertice della Serie A.

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venerdì 27 marzo 2026

Spagna domina Italian-Serbia 3-0 con Milinkovic-Savic e Kostic

La Spagna ha dominato senza problemi l'amichevole contro la Serbia, imponendosi con un netto 3-0 all'Estadio de la Ceramica di Vila-real, il fortino del Villarreal. La Roja ha dimostrato grande superiorità tecnica e tattica, chiudendo la pratica già nella prima frazione con le doppiette di Mikel Oyarzabal, protagonista al 16’ e al 43’. A chiudere i conti, nella ripresa, il gol di Munoz al 72’, suggellando un risultato ampiamente meritato.

Interessante notare come tutti gli assist siano stati confezionati da giovani talenti del Barcellona. A firmare i passaggi vincenti infatti sono stati Fermin, Cubarsi e Ferran Torres, a testimonianza della qualità e della profondità di rosa dei blaugrana, sempre più protagonisti nella crescita della nazionale spagnola.

Dal punto di vista dei calciatori impegnati in Serie A, la partita ha visto in campo alcuni nomi di rilievo, che confermano la crescente presenza serba nel nostro campionato. Il portiere del Napoli, Milinkovic-Savic, ha giocato per tutti e 90 i minuti, offrendo una prestazione attenta e solida tra i pali. Va sottolineato come il Napoli, sotto la guida di Antonio Conte, stia puntando con decisione su questo giocatore, confermandolo come estremo difensore titolare, elemento chiave per la crescita della squadra partenopea in questa stagione.

In difesa, per il Milan, ha giocato 83 minuti il giovane Pavlovic, mentre a centrocampo è sceso in campo per un’ora l’esterno della Juventus, Kostic. Infine, nel finale di gara, è subentrato il centrocampista dell’Atalanta Samardzic, presente per circa 30 minuti.

Questa sfida amichevole segna un interessante confronto tra due nazionali con caratteristiche diverse: la Spagna ha confermato la sua identità di gioco basata su qualità tecnica e rapidità nelle combinazioni offensive, mentre la Serbia ha pagato a caro prezzo la differenza di qualità e incisività sotto porta. Per i club italiani con giocatori in questa partita, un segnale utile in vista delle prossime sfide di Serie A e degli impegni internazionali.

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