giovedì 2 aprile 2026

Italia, Gattuso e Buffon in bilico: l’eredità di Ringhio

Il futuro della Nazionale italiana di calcio rimane avvolto in un’incertezza profonda, strettamente legata alle scelte che la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) dovrà prendere nei prossimi mesi. Gennaro Gattuso, allenatore che dopo la delusione per l’esclusione dal Mondiale aveva valutato l’addio al ruolo di commissario tecnico, ha momentaneamente congelato ogni decisione. È stato infatti lo stesso presidente federale Gabriele Gravina, nella notte di Zenica, a chiedergli di rimanere alla guida della squadra azzurra, invitandolo a riflettere senza fretta. Una posizione condivisa anche da una figura simbolo come Gianluigi Buffon, oggi punto di riferimento nel Club Italia, che ha deciso di non agire d’impulso e di supportare la Federazione nell’attesa di una chiara e definitiva linea tecnica e societaria.

In questo contesto, Gattuso ha scelto il silenzio e una forma di rispetto istituzionale, mettendo in secondo piano il proprio destino personale rispetto alle sorti generali della Nazionale. Tuttavia, come riportato dal Corriere dello Sport, le possibilità di una sua permanenza non sono così concrete. L’ex allenatore del Napoli, attualmente sotto contratto, avrebbe infatti bisogno di sentirsi pienamente sostenuto, senza la percezione di essere un allenatore “di transizione” o temporaneamente tollerato. Questo aspetto rappresenta un nodo cruciale per proseguire serenamente nel progetto tecnico con la maglia azzurra.

Analogo discorso vale per Gianluigi Buffon, il cui ruolo nel Club Italia è strettamente legato agli equilibri della governance federale: un eventuale cambio ai vertici della FIGC probabilmente porterebbe a un rinnovamento anche sul fronte tecnico, con un nuovo commissario tecnico e una revisione completa della struttura dirigenziale costruita negli ultimi anni.

Nonostante l’amara esclusione dal Mondiale, Gattuso ha lasciato un’impronta importante nel lavoro con la Nazionale. In pochi mesi, infatti, ha provato a reinventare il ruolo del ct, puntando molto sulla dimensione umana e sui rapporti personali con i giocatori. La sua idea di “Nazionale diffusa” si è concretizzata in un costante monitoraggio di un gruppo allargato, con un contatto quotidiano mantenuto anche a distanza.

Questo modello di gestione, improntato sulla vicinanza e sull’attenzione continua, ha rappresentato un tentativo significativo di rinvigorire una squadra azzurra ferita e in fase di ricostruzione. Adesso, il futuro passa dalla FIGC e dai cambiamenti che verranno decisi, ma in attesa di una svolta definitiva, Gattuso e Buffon hanno scelto una linea di prudenza e responsabilità, consapevoli che la Nazionale debba ripartire da basi solide e condivise.

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