venerdì 1 maggio 2026

Calciomercato 1° maggio: ultime indiscrezioni e trattative

Calciomercato Serie A: rivoluzioni in casa Inter, Juventus, Milan e aggiornamenti su Napoli e Roma

Inter, porta e fascia destra al centro di un mercato in fermento La sessione estiva potrebbe segnare una vera e propria rivoluzione per l’Inter, a partire dalla porta, con il futuro di Yann Sommer e Josep Martinez tutt’altro che certo. Entrambi potrebbero lasciare i nerazzurri: per Sommer infatti la concorrenza è alta, con squadre come la Fiorentina particolarmente interessate, mentre Martinez è nel mirino di club spagnoli. L’Inter valuta il portiere spagnolo circa 10 milioni di euro, al momento percepisce uno stipendio di 1,5 milioni. In entrata, i nerazzurri punterebbero con decisione al laterale Marco Palestra, il cui approdo dipende però dalle scelte relative a Denzel Dumfries. L’esterno olandese, dotato di una clausola rescissoria da 25 milioni, potrebbe dire addio a Milano per giocare in un altro campionato. Come alternativa valida c’è il giovane Brooke Norton-Cuffy, terzino in forza al Genoa, con cui l’Inter ha già avuto contatti in passato. La possibile doppia cessione di Dumfries e Luis Henrique - quest’ultimo seguito dal Bournemouth e destinato probabilmente a partire - potrebbe mettere nelle casse nerazzurre liquidità preziosa per tentare l’assalto a un obiettivo, probabilmente proveniente dall’Atalanta, ancora da definire.

Juventus e l’attenzione sul mercato attaccanti A Torino valutano con attenzione il futuro di Jonathan David. Lione e Marsiglia hanno manifestato interesse per l’attaccante ricordando le sue grandi prestazioni col Lille, ma l’ingaggio elevato resta un ostacolo. Anche il Fenerbahce si è mosso per sondare la situazione, mentre in Turchia si parla di un avvicinamento del Galatasaray. Discorso simile per Lois Openda: la Juventus ha difficoltà a rientrare dall’investimento di quasi 44 milioni fatto per acquistarlo dal Lipsia. Dunque, la formula più probabile appare un prestito, eventualmente con diritto o obbligo di riscatto. Sul fronte entrate, un nome caldo rimane quello di Bernardo Silva, assistito da Jorge Mendes: nonostante le offerte economiche provenienti dai campionati emergenti come Arabia Saudita e MLS, il portoghese preferirebbe restare in Europa, con il Barcellona in pole position. Tuttavia, le note difficoltà finanziarie dei blaugrana complicano l’operazione, mentre la Juve resta vigile. Sul fronte delle uscite, sia Douglas Luiz che Nico Gonzalez non verranno riscattati rispettivamente da Aston Villa e Atlético Madrid, con una potenziale perdita secca di 60 milioni. Entrambi i giocatori saranno verosimilmente ceduti, anche se non sono ancora definiti i loro futuri club.

Lazio, la difesa da blindare secondo Sarri Maurizio Sarri sostiene la necessità di mantenere intatte le colonne della sua retroguardia, in particolare Mario Gila e Alessio Romagnoli. Il tecnico vorrebbe che il presidente Claudio Lotito compisse uno sforzo per trattenere entrambi, almeno per la prossima stagione. Tuttavia la situazione contrattuale, con entrambe le scadenze fissate per il 2027, e i bassi margini di rinnovo complicano la trattativa, lasciando aperta la possibilità che il club monetizzi le cessioni già questa estate.

Milan, Modric, Goretzka e nuove idee per il centrocampo Il direttore sportivo del Milan, Igli Tare, ha parlato a DAZN di Luka Modric: “Sapevo che da bambino era un tifoso rossonero e quando ci siamo incontrati e abbiamo discusso del progetto ho percepito subito la sua profonda conoscenza del club. Aveva altre offerte, ma ha voluto realizzare il sogno di giocare al Milan. Il suo arrivo in squadra è stato fondamentale anche per la mentalità collettiva. Sul futuro? Potrebbe scegliere con il cuore, ma per me resterà al Milan”. Sul fronte mercato, il Milan appare ottimista sull’arrivo di Leon Goretzka: il centrocampista tedesco, in scadenza col Bayern Monaco a giugno, ha già confermato l’addio. In caso di uscite come quelle di Fofana e Loftus-Cheek, rossoneri al lavoro per rinforzare ulteriormente la mediana. Il talento canadese classe 2002 Ismael Koné del Sassuolo è monitorato e potrebbe essere nel mirino già per la sfida di campionato tra Milan e neroverdi.

Napoli, in bilico il riscatto di Noa Lang Il Galatasaray sta vivendo un calo delle prestazioni di Noa Lang, soprattutto dopo un infortunio al dito rimediato in Champions League. L’offerta di 30 milioni per il riscatto dell’attaccante olandese dal Napoli viene considerata troppo alta e il club turco tenterà un rilancio a cifre inferiori, complicando il futuro del classe 1999 in maglia azzurra.

Roma e il rinnovo di Lorenzo Pellegrini: riflessioni in corso Il futuro di Lorenzo Pellegrini resta tutto da decifrare. Da un lato c’è la possibilità del rinnovo con la sua Roma, proprietà a cui è molto legato, dall’altro l’ipotesi di una nuova avventura che gli garantisca un ruolo da protagonista sia sul piano tecnico che economico. Le parti si sono confrontate un mese fa: la società giallorossa ha espresso il desiderio di ridurre i costi salariali, proponendo a Pellegrini un netto taglio da 6 a circa 3 milioni di euro netti annui. Dal canto suo, l’allenatore Gian Piero Gasperini spinge per mantenere il centrocampista, ritenuto fondamentale per la qualità e l’intelligenza tattica che apporta alla squadra, assieme a Dybala. L’ultima parola arriverà solo alla fine del campionato, dopo un’attenta riflessione.

Sassuolo difende Laurienté dall’assalto turco Armand Laurienté si conferma un obiettivo appetibile sul mercato. Il Besiktas si è fatto avanti con un’offerta indirizzata al Sassuolo, ma il club emiliano non è disposto a scendere dalle proprie richieste economiche per il suo esterno.

Focus estero – La Premier e le mosse di inglesi, spagnoli e tedeschi Nel panorama internazionale, il Manchester City ha deciso di cedere Nathan Aké a fine stagione. Il difensore olandese, impiegato con continuità limitata (15 presenze in Premier League, 29 in totale in tutte le competizioni), è stato offerto nelle ultime settimane a tre club italiani di primo piano: Juventus, Milan e Inter. La valutazione si aggira tra i 10 e i 15 milioni, quota che non rappresenta un ostacolo, ma si attende di capire le sue preferenze future. L’Arsenal ha intenzione di chiudere per Julian Alvarez, ma per superare la concorrenza dell’Atlético Madrid servirà un’offerta superiore ai 95 milioni versati nella scorsa estate. Dal Barcellona, Hansi Flick ha glissato sulle indiscrezioni riguardanti Robert Lewandowski, precisando: “Abbiamo parlato ma quanto detto resta tra noi. Ora pensiamo solo alle partite rimanenti, vedremo dopo qual è la situazione” Infine, José Mourinho ha negato con decisione un interesse del Real Madrid per la sua figura: “Nessuno del Real mi ha mai contattato. Ho un anno di contratto col Benfica, punto”.

Altri aggiornamenti L’esterno albanese Armando Broja, attualmente al Burnley, è una candidatura per rinforzare l’attacco di Parma nella prossima stagione, anche con la formula del prestito. Attenzione anche all’Udinese, interessata nel caso di uscita di Beto Davis. Il Borussia Dortmund si prepara a blindare il giovanissimo talento Samuele Inacio, classe 2008, con un prolungamento contrattuale fino al 2030 o 2031. Infine, è sfumato l’accordo che avrebbe dovuto portare Walter Mazzarri all’Iraklis Salonicco: le richieste del tecnico di garanzie sul rafforzamento della rosa non hanno trovato accoglienza dai dirigenti greci.

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Hellas Verona retrocesso: i 5 momenti della lenta agonia

Ultim’ora

È ufficiale: l'Hellas Verona retrocede in Serie B. Nonostante manchino ancora quattro giornate alla fine del campionato, la matematica decisione è ormai arrivata. L’annata 2025/26 rischia di essere una delle peggiori nella storia del club scaligero nella massima serie, almeno a livello di risultati. Dall’introduzione della regola dei tre punti per vittoria, il Verona aveva fatto registrare il peggior punteggio nella stagione 2017/18 con 25 punti. Prima di allora, i segni negativi vennero dal campionato 1978/79, quando il club raccolse appena 15 punti in un torneo a 16 squadre, e dal 1991/92 con 21 punti, ma con la vittoria che valeva due punti.

Questa stagione travagliata ha preso una piega negativa fin da subito, trasformandosi in una lenta agonia che ha infine condannato il Verona alla retrocessione. Ma come si è arrivati a questo triste epilogo? Ricostruiamo cinque momenti chiave di un campionato che ha segnato la caduta dei gialloblu.

1) L’illusione di una svolta

Dall’0-0 casalingo contro la Cremonese del 15 settembre 2025 fino al 2-2 contro il Cagliari del 26 ottobre, si è respirata una flebile speranza tra i tifosi scaligeri. Nonostante le difficoltà e i pochi punti, la squadra ha dimostrato di poter mettere in difficoltà avversari più quotati. La retroguardia sembrava solida, e la discussione ruotava soprattutto intorno alla mancanza di gol da parte di due elementi chiave come Orban e Giovane, con il pensiero speranzoso: "Quando si sbloccano quei due...". La squadra ha mostrato qualche buona prestazione, tra cui quella contro la Cremonese con ben 29 tiri verso la porta avversaria e l’1-1 con la Juventus. Anche le sconfitte di misura, come quella maturata negli ultimi minuti contro Inter e Roma, denotavano un Verona capace di lottare. Tuttavia, nonostante la qualità mostrata sul campo, il quadro della classifica restava amaro e la squadra si trovava già in fondo al gruppo.

2) I dubbi e le fragilità

Il Verona non merita la posizione in classifica che occupa, ma il destino sembra segnato. Emergono infatti tutti i limiti caratteriali di un gruppo che sembra mancare di personalità e compattezza, elementi fondamentali per una lotta salvezza. Il tasso tecnico, almeno sulla carta più alto rispetto alla stagione precedente, risulta poco amalgamato e incapace di reggere la pressione delle partite decisive. A complicare il quadro un’infinita serie di infortuni, con tempi di recupero spesso ben più lunghi del previsto. Quando arriva il momento di lottare sul serio, il Verona perde quasi sempre. L’amara realtà si materializza in partite cruciali come Verona-Parma (1-2), con un gol subito dopo un errore incredibile proprio di Giovane, finora uno dei pochi a brillare, segnale evidente che la stagione è fuori controllo.

3) Il fuoco di paglia

A dicembre sembrava possibile un’inversione di rotta. Nel giro di pochi giorni, dal 6 al 14 dicembre, il Verona ha inflitto un pesante 3-1 all’Atalanta e subito dopo ha conquistato un prezioso successo per 2-1 in casa della Fiorentina. Due vittorie che hanno offerto una speranza di risalita e una boccata d’ossigeno nel cuore della lotta salvezza. Ma purtroppo si è trattato soltanto di un fuoco di paglia, un’illusione destinata a svanire rapidamente.

4) Lo sconforto e i silenzi del mercato

Il 19 gennaio 2026 il Verona torna a pareggiare 0-0 contro la Cremonese, ma questa volta il risultato genera solo sconforto. La squadra ha presentato una linea difensiva con giocatori inattivi da mesi o addirittura esordienti in Serie A come Slotsager, a testimonianza delle difficoltà e della scarsità di alternative. In fase di mercato aperto da tre settimane, la società mantiene un silenzio assordante, decisamente fuori luogo in un momento di emergenza. La sensazione è che il Verona abbia perso un’importante occasione per interrompere la serie negativa durante un periodo cruciale, scivolando così lentamente verso la condanna. A peggiorare la situazione arriva anche la cessione di Giovane al Napoli di Antonio Conte, un colpo che pesa molto in una squadra già alla frutta.

5) La resa definitiva

Il 31 gennaio il Verona subisce una pesante sconfitta per 4-0 a Cagliari, che porta all’esonero di Paolo Zanetti. Il cambio alla guida tecnica sembrava una mossa necessaria per dare nuova linfa al gruppo, ma i problemi erano troppo radicati per essere risolti rapidamente. Il 6 febbraio, nella fondamentale sfida contro il Pisa – ultima in classifica – i gialloblu impattano 0-0 in una gara giocata senza energia e senza orgoglio. L’esordio in panchina per Hiljemark da un lato e Sammarco dall’altro non porta alcuna scossa. La paura e la rassegnazione dominano la scena, anticipando il nostro presagio: il cambio tecnico non sarà il punto di inversione di un trend ormai compromesso da tempo.

Ora, con la retrocessione certa, il Verona dovrà riflettere su una stagione da dimenticare, fatta di buoni propositi mai concretizzati e di una squadra incapace di trovare coesione e continuità. Un torneo che si potrebbe ricordare come uno dei peggiori dell’era moderna per numeri e risultati. Mentre la lotta per la salvezza prosegue ancora in Serie A, il club gialloblu è costretto a preparare la nuova sfida in Serie B con l’obiettivo di risalire il prima possibile.

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Calzona punta al ritorno in Serie A: “Italia priorità”

Francesco Calzona, ex commissario tecnico della Slovacchia e passato sulla panchina del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Sky Calcio Unplugged con un’analisi profonda sul talento di Khvicha Kvaratkskhelia, calciatore che ha avuto modo di allenare nel club partenopeo. “Credo che la sua crescita fosse quasi scritta nel destino – ha spiegato Calzona –, è un giocatore con doti fuori dal comune. Purtroppo non siamo riusciti a trattenerlo in Italia, ma lui ha fatto un vero e proprio salto di qualità. Ora sta giocando la Champions League da protagonista e si parlerebbe addirittura di Pallone d’Oro, se solo fosse andato al Mondiale. Kvaratskhelia è un fenomeno sotto ogni aspetto ed è un piacere allenarlo.”

Passando al tema del calcio spettacolo rispetto al gioco più equilibrato, Calzona non ha dubbi: “L’equilibrio è la base di tutto. Parto sempre dal presupposto che la fase difensiva sia il primo requisito da organizzare. Solo dopo può arrivare la libertà creativa ai calciatori. A me piace proporre un calcio che possa divertire e attrarre il pubblico allo stadio. Il risultato resta fondamentale, certo, ma il calcio non è solo utilitarismo: guardiamo il Napoli di Sarri, l’Olanda di Cruijff o il Milan di Sacchi, non si ricorda solo chi vince, ma anche chi incanta. Non mi piace un gioco speculare, voglio sempre sentire che la mia squadra possa vincere contro qualsiasi avversario. Quando ero ct della Slovacchia ho provato a instillare questa mentalità per competere alla pari. Guardando indietro, sono molto soddisfatto del lavoro svolto.”

Sul suo futuro professionale, Francesco Calzona ha le idee chiare: “La nazionale ti dà tanto, ma sottrae altrettanto. Le partite sono distanziate di mesi e il tempo per costruire un’identità è pochissimo. Nel mio Slovacchia, avere 22 giocatori su 27 che militano in campionati diversi è stata una sfida enorme, ma gratificante. Allenare un club è cosa diversa, si vive quotidianamente il campo e chi fa questo mestiere cerca proprio questo. Mi piacerebbe tornare a guidare una squadra, con una preferenza per l’Italia, ma non escludo opportunità all’estero. La mia esperienza in Slovacchia è stata formativa, ma la Serie A rimane uno dei campionati più complessi dal punto di vista tattico, grazie a un livello molto alto di preparazione degli allenatori.”

Infine, una riflessione sul momento delicato del calcio italiano: “Non condivido l’idea che in Italia ci siano troppi stranieri o che manchino i talenti. Il vero problema è la mancanza di coraggio nel dare spazio ai giovani. Le nostre nazionali giovanili dominano, ma serve pazienza e la possibilità per questi ragazzi di sbagliare e crescere. Incontrare avversarie con 6-7 calciatrici nati tra il 2003 e il 2007 e vedere come fatichiamo dovrebbe farci riflettere. Bisogna partire da qui, con coraggio. Io stesso ho convocato un ragazzo nato nel 2005, Sauer, che all’epoca giocava ancora nella Primavera del Feyenoord. Non bisogna temere di dare loro spazio in campo.”

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Napoli, McTominay sulla stagione: "Orgogliosi dei traguardi"

In un’intervista rilasciata alla BBC, Scott McTominay, centrocampista del Napoli, si è soffermato sull’attuale stagione della squadra partenopea, guidata dall’allenatore Antonio Conte. Il giocatore ha voluto sottolineare come, nonostante i risultati raggiunti finora, sia fondamentale mantenere alta la concentrazione e continuare a migliorare partita dopo partita. “Dobbiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo raggiunto, al di là di come andrà, ma non è un punto di arrivo – ha dichiarato McTominay – nel calcio tutto cambia velocemente tra alti e bassi continui. Bisogna concentrarsi su una partita alla volta”.

Il centrocampista scozzese ha poi parlato del riconoscimento personale ottenuto, entrando nella lista dei candidati per il premio MVP della Serie A 2024-25. Nonostante l’orgoglio per questo traguardo, McTominay mantiene i piedi per terra, puntando a migliorarsi sempre di più e a replicare successi importanti con il Napoli. “Io non ci penso, davvero. Quando la stagione finisce, voglio solo continuare a migliorare, ma sicuramente ne sono orgoglioso. Nel calcio si va avanti velocemente. Quindi sì, sono estremamente orgoglioso e grato di essere in quella lista, ma ho voglia di rifare tutto da capo,” ha spiegato con grande umiltà e ambizione. “Voglio riuscirci di nuovo con i miei compagni e con questo club”.

Un altro tema centrale dell’intervista è stato il recente trionfo del Napoli nella Supercoppa Italiana, un titolo che evidenzia la forza e la solidità della squadra di Conte. McTominay ha voluto rimarcare come il successo sia frutto di un lavoro corale, in cui ogni componente del gruppo ha dato il proprio contributo. “Ci siamo messi in condizione di poter vincere un altro trofeo. Questo è fondamentale – ha affermato – è un gioco di squadra e tutti hanno contribuito, non conta chi è in campo. Come ripete sempre anche l’allenatore, siamo una squadra”.

Queste dichiarazioni testimoniano lo spirito combattivo e la mentalità vincente del Napoli, che sotto la guida di Antonio Conte sta cercando non solo di consolidare il proprio ruolo tra le grandi del calcio italiano, ma anche di riportare la città di Napoli ai vertici del calcio nazionale e internazionale. McTominay, con la sua presenza e professionalità, rappresenta senza dubbio un tassello importante in questo progetto ambizioso, incarnando perfettamente i valori di dedizione, umiltà e voglia di migliorarsi continuamente.

Il campionato di Serie A 2024-25 si preannuncia dunque emozionante e ricco di sfide, con il Napoli che, forte di un gruppo solido e di un tecnico esperto come Conte, punta a confermarsi protagonista assoluto. L’obiettivo è chiaro: mantenere alta la tensione, lavorare con intensità e pensare sempre all’immediato, una gara dopo l’altra, per proseguire in un cammino che possa portare a nuovi trionfi e soddisfazioni per i tifosi azzurri.

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Di Natale: "Conte al Napoli? Spero resti. Grosso merita chance"

In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Antonio Di Natale ha affrontato vari temi caldi della Serie A, esprimendo un’opinione lucida e schietta sul campionato in corso e su alcuni protagonisti chiave. Tra questi, non poteva mancare il Napoli, allenato da Antonio Conte, che pure quest’anno è stato spesso al centro del dibattito per i risultati altalenanti dovuti a problemi di organico e infortuni.

Riguardo alle aspettative sul Napoli, Di Natale non ha dubbi: "Non scherziamo, contate il numero degli infortuni: Conte ha ottenuto anche più di quello che mi sarei immaginato. Mi auguro che Antonio resti, è una garanzia: con lui o vinci o arrivi secondo. Senza tante assenze avrebbe potuto dar fastidio all’Inter, ma così..." Il giudizio è netto e realistico, mette in evidenza come la rosa azzurra sia stata falcidiata dagli infortuni, limitando le potenzialità della squadra, che sotto la guida di Conte ha comunque dimostrato qualità e compattezza.

Di Natale sposta poi l’attenzione alla grande forza dell’Inter, prossima allo scudetto, e al lavoro svolto da Cristian Chivu, allenatore della squadra campione d’Italia. "Chivu si prepara alla festa per il suo primo scudetto: stupito? No, perché l’Inter è uno squadrone. Con l’Under 17 dello Spezia ho affrontato l’Inter di Chivu in passato: che avesse delle belle idee si vedeva già a quei tempi, ma non era scontato facesse giocare così bene anche la prima squadra. La sua serenità è risultata determinante. Bello anche per Pio Esposito, scudettato al primo anno in Serie A dopo la gavetta in B," commenta Di Natale, sottolineando la crescita sorprendente dell’allenatore e il valore dei giovani come Esposito, che si sono saputi imporre subito ad alti livelli.

Spazio poi a un’analisi su chi meriterebbe una grande opportunità sulla panchina della Serie A nella prossima stagione. L’ex bomber dell’Udinese cita con convinzione diversi nomi emergenti: "Grosso. Di Fabio si parla poco perché non è mediatico, ma col Sassuolo ha realizzato un capolavoro. Sarebbe intrigante vederlo in una piazza calda come Firenze. De Rossi è salito in corsa e ha fatto svoltare il Genoa: mi auguro resti a Marassi. L’Udinese ha dato noia a diverse big quest’anno".

Di Natale, dunque, traccia un quadro articolato del campionato, esaltando i valori di chi ha saputo emergere, pur con difficoltà, e portando l’attenzione sulla solidità conquistata da Antonio Conte alla guida del Napoli, nonostante le difficoltà. Il messaggio è chiaro: con meno infortuni, gli azzurri avrebbero certamente potuto impensierire la corazzata nerazzurra, protagonista assoluta di questa stagione di Serie A.

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Serie A 35ª giornata: indisponibili e squalificati ufficiali

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Serie A, 35ª giornata: ecco l’elenco completo degli assenti tra infortuni e squalifiche

Il campionato di Serie A entra nel vivo con la 35ª giornata e, come di consueto, si fanno i conti con le assenze che influiranno sulle strategie dei vari allenatori. Tra indisponibili per problemi fisici e giocatori fermati dal Giudice Sportivo, ecco la lista aggiornata squadra per squadra, fondamentale per capire quali formazioni potranno schierare i propri titolari nella corsa al tricolore e alla salvezza.

Atalanta dovrà rinunciare a Bernasconi, unico assente per i bergamaschi, mentre non si registrano squalificati. Il Bologna perde pilastri come Skorupski, Joao Mario, Dallinga e Cambiaghi, ma nessuno è fermato dal giudice. Stesso discorso per il Cagliari, che affronta la trasferta senza Borrelli, Idrissi, Felici, Mazzitelli, Mendy e Pavoletti.

Il Como deve fare a meno di Addai, mentre la Cremonese non avrà Moumbagna a disposizione. Per la Fiorentina sono out Fortini, Kean, Lamptey e Sabiri senza squalificati. Nel Genoa manca Norton-Cuffy ed Ekuban, ma nessuna sanzione disciplinare.

L'Hellas Verona presenta una lista lunga di indisponibili: Mosquera, Oyegoke, Serdar, Orban, Niasse e Bella-Kotchap, con l’aggiunta di Valentini che deve scontare una squalifica. In casa Inter, Antonio Conte deve fare a meno di Calhanoglu e Luis Henrique, ma non conta nemmeno un giocatore sospeso.

La Juventus non potrà contare su Milik e Cabal, ma nessuno è fuori per motivi disciplinari, mentre la Lazio è priva di Cataldi, Furlanetto e Provedel, con Cancellieri squalificato. Il Lecce dovrà affrontare il prossimo impegno senza Gaspar, Fofana, Berisha e Sottil.

Il Milan, invece, perde Modric, unico assente ufficiale. Mentre in casa Napoli, guidata dall’allenatore Antonio Conte, la situazione infortuni pesa su Neres, Lukaku e Vergara, senza nessuna squalifica da scontare per i partenopei, un fattore importante in vista dei prossimi impegni decisivi per il rush finale di campionato.

Il Parma deve fare a meno di Cremaschi e Frigan, il Pisa non potrà schierare Denoon, Marin e Tramoni. La Roma, dal canto suo, è indebolita dagli infortuni di Dovbyk, Ferguson e Pellegrini; inoltre, El Aynaoui è fermo per squalifica.

Il Sassuolo conta le assenze di Cande, Pieragnolo, Boloca e Bakola, senza squalifiche da osservare. Il Torino deve fare i conti con una lista importante di indisponibili: Aboukhlal, Adams, Anjorin, Ismajli, Pedersen, Sazonov e Zapata, tutti out senza squalifiche.

Infine, l'Udinese non potrà schierare Piotrowski, Davis, Bertola, Zemura e Zanoli, senza nemmeno un giocatore fermato dal giudice sportivo.

La tredicesima giornata di ritorno presenta dunque un quadro di indisponibilità che potrebbe influenzare la griglia di partenza verso la volata finale della stagione. Le scelte tecniche di Conte per il Napoli in particolare dovranno tener conto della mancanza di elementi chiave come Lukaku e Neres, soprattutto in chiave offensiva, mentre si attendono ulteriori aggiornamenti sulle condizioni fisiche dei giocatori.

Con le squadre chiamate a fronteggiare sfide decisive, sia per la zona Champions sia per la lotta salvezza, ogni decisione sul campo sarà orientata a sfruttare al meglio le risorse disponibili, in un calendario sempre più fitto e competitivo.

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Carratelli su ADL-Conte: previsioni negative ma speranza resta

Il futuro del Napoli si intreccia con uno snodo fondamentale: l’imminente incontro tra il presidente Aurelio De Laurentiis e l’allenatore Antonio Conte. A tracciarne le linee guida è il giornalista Mimmo Carratelli, attraverso un editoriale pubblicato sul Corriere dello Sport. La vittoria dell’accesso alla Champions League ha di fatto fissato gli obiettivi minimi per i partenopei, ma i dettagli della prossima stagione si delineano tra dubbi e prospettive ben precise.

"Sull’incontro De Laurentiis-Conte, a Champions aritmeticamente in saccoccia, circolano previsioni negative", scrive Carratelli, sottolineando il clima di incertezza generato dai contrapposti interessi della proprietà e dell’allenatore. Conte chiede top player indispensabili per puntare a traguardi importanti, mentre il presidente appare intenzionato a contenere i costi: "Non ci sarà un’altra campagna acquisti dispendiosa". I più pessimisti ipotizzano addirittura un profondo svecchiamento della rosa con l’arrivo di cinque-sei nuovi giocatori, rischiando così di buttare alle ortiche una squadra che, nonostante le difficoltà evidenziate in stagione, si trova saldamente seconda in classifica.

Il focus sul mercato e sulle necessità tecniche della squadra è però più ottimista. Carratelli sottolinea come "il meglio è nel reparto offensivo", ossia l’area che ha finora garantito gol e spettacolo, mentre il centrocampo richiede un intervento mirato, soprattutto per individuare un sostituto di Frank Anguissa, destinato probabilmente a chiudere il suo rapporto con il Napoli. Anche la difesa necessita di qualche ritocco, ma senza stravolgimenti eccessivi. "Fondamentalmente – spiega il giornalista – due grossi ritocchi, uno a centrocampo e uno in difesa, e il Napoli sarà competitivo alla pari delle altre squadre dell’alta classifica", che pure affrontano le loro problematiche.

Un messaggio di fiducia verso il futuro del club arriva proprio a chiudere l’analisi: "Non sembra nero il futuro del Napoli, come dicono in molti. Non si vede un club sull’orlo di una crisi economica". Gli equilibri societari paiono solidi e si auspica soprattutto la conferma tecnica di Antonio Conte, attualmente legato da un contratto ancora valido per un anno, con possibilità di rinnovo. Il tecnico leccese rappresenta la garanzia per la costruzione e il consolidamento di un Napoli sempre più competitivo nei prossimi anni.

Il Napoli si trova dunque in una fase cruciale, con il doppio binario di gestione economica attenta e ambizioni sportive da mantenere e innalzare. La costruzione della squadra passa dalla capacità di trovare un giusto equilibrio tra gli investimenti e la qualità dei rinforzi, e dalla volontà di Conte di plasmare un gruppo competitivo, pronto a lanciare la sfida ai big della Serie A. Nell’attesa dell’incontro De Laurentiis-Conte, la tifoseria partenopea può guardare con speranza a una stagione che promette di confermare il loro Napoli ai vertici del campionato.

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