martedì 31 marzo 2026

Italia fuori dai Mondiali, Nela: "Gattuso è l'unico"

Esclusiva

Sebino Nela, ex difensore di Roma, Napoli e Genoa, e veterano della Nazionale italiana, ha offerto una riflessione a tutto campo sull’eliminazione azzurra ai recenti Mondiali. In una lunga intervista esclusiva, Nela ha espresso il suo dispiacere profondo, sottolineando soprattutto il ruolo di Gennaro Gattuso e la necessità di guardare al futuro con fiducia.

“Siamo tutti molto dispiaciuti”, esordisce l’ex terzino sinistro. “Personalmente lo sono ancor di più per Gattuso. Ho sempre avuto grande stima per lui: ci mette l’anima, la passione, e meritava questa soddisfazione. Il calcio è magnifico proprio perché imprevedibile, ma questa volta gli episodi non sono andati dalla nostra parte”.

L’interrogativo chiave sulla svolta del match, secondo Nela, è legato soprattutto all’espulsione di Bastoni: “Sì, quello ha inciso parecchio. In campo si possono provare mille strategie, i più bravi inventano sempre qualcosa anche con i cambi, ma in fondo non è questo che conta sul piano emotivo oggi. Sarebbe stato un piacere per tutti partecipare al Mondiale, ma certe questioni tecniche e tattiche preferisco lasciarle agli esperti”.

Benché la delusione comandi, il discorso vira subito sulla prospettiva del calcio italiano: “Non credo ci sia una soluzione magica a breve termine, e sono convinto che milioni di italiani siano nella mia stessa posizione. Siamo in pieno cambio generazionale e al momento ci troviamo a un livello inferiore rispetto ad altre nazionali. Che fare allora? Gli uomini che abbiamo sono questi, manca forse quel giocatore di grande talento capace di cambiare la partita con una giocata. Dobbiamo però andare avanti con pazienza e fiducia, nella speranza che nei prossimi due o tre anni emergano nuovi talenti in grado di riportarci dove la nostra storia ci ha sempre collocati: tra le nazionali più forti del mondo”.

Alla domanda se ripartirebbe ancora da Gattuso per la guida della Nazionale, la risposta di Nela è netta: “Assolutamente sì. Il senso di appartenenza è fondamentale. Gattuso ce l’ha avuto da giocatore e lo trasmette da allenatore: non vorrei sentire più nessun altro nome, lui è la persona giusta per ricostruire”.

Un giudizio senza mezzi termini, che fa riflettere in vista di un ricambio necessario ma complesso per la nazionale italiana. L’esperienza di Nela, che in carriera ha vestito anche la maglia del Napoli e che conosce bene cosa significhi competere ai massimi livelli, enfatizza la fase di transizione attuale, ma mantiene viva la speranza di un futuro luminoso per il calcio azzurro.

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Calciomercato 31 marzo: Trattative, indiscrezioni e retroscena

La sessione di calciomercato continua a offrire sviluppi di rilievo tra trattative, conferme e nuove strategie dei club di Serie A e non solo. Tra le piazze più attive, Juventus, Roma, Atalanta e Milan promettono di animare la prossima finestra estiva con mosse importanti, mentre il Napoli cerca di rafforzarsi guardando al futuro. Ecco il punto sulle news più significative appena emerse.

ATALANTA, EDERSON VISTO CON L'ATLETICO MADRID: TRATTATIVA IN CORSO

L'Atalanta potrebbe perdere il suo centrocampista Ederson, classe 1999 che ha attirato l'interesse dell'Atletico Madrid. Secondo il media brasiliano O Globo, il club spagnolo guidato da Simeone ha individuato nel giocatore la priorità assoluta per la linea mediana. I dirigenti colchoneros avrebbero già incontrato la Dea, offrendo fino a 40 milioni di euro, mentre la richiesta è fissata intorno ai 50. Con un contratto in scadenza nel 2027, la cessione estiva appare la soluzione più logica per tutti.

BOLOGNA SI PROIETTA AL FUTURO DOPO LA PARTENZA DI LUCUMÍ

Il Bologna inizia a programmare il post-Lucumí, con il difensore colombiano pronto a lasciare il club verso la Premier League al termine della stagione. Dirigenza e staff tecnico sondano il mercato per trovare un rinforzo affidabile. Tra i nomi più seguiti spuntano Otavio Ataide, già osservato in passato, Freytes del Fluminense e Leysen dell'Union Saint-Gilloise. Situazione incerta anche per Lykogiannis, il cui rinnovo automatico legato a 20 presenze sembra ormai irraggiungibile.

FIORENTINA, NESSUNA LESIONE PER DODÒ, RINNOVO RIMANDATO

Buone notizie per la Fiorentina dalla condizione di Dodò: gli esami medici hanno escluso lesioni al flessore, anche se la sua presenza nella sfida contro il Verona resta da valutare. Sul fronte contrattuale, invece, il rinnovo del difensore — in scadenza nel 2027 — verrà definito a fine stagione. Le parti mantengono un ottimo rapporto e la volontà di proseguire insieme è chiara, ma al momento la priorità è la sua performance sul campo.

JUVENTUS, TRA RINNOVI E BIG DEAL: LEWANDOWSKI E BREMER AL CENTRO DELL’ATTENZIONE

La Juventus è al lavoro su più fronti: da un lato le trattative per il rinnovo di Vlahovic proseguono, ma la questione delle commissioni tiene ancora fermo il confronto. Sul mercato in uscita, Bremer sembra ormai una pedina sacrificabile, destinato a diventare il colpo di mercato principale dell’estate bianconera. Il futuro di Koopmeiners invece sarà deciso nelle ultime otto giornate di campionato. Per quanto riguarda l’attacco, la dirigenza si muove con un budget tra i 30 e i 40 milioni di euro, valutando profili come Zirkzee, Lukaku e alcuni nomi in nero sulla Saudi Pro League. Tra questi, spicca l’interesse per Robert Lewandowski: svincolato dal Barcellona a giugno, l’attaccante polacco è seguito con attenzione, tanto in Italia quanto in Spagna, ma al momento pare orientato a restare in Catalogna.

LAZIO AL LAVORO PER LA DIFESA: ARNÁU MARTÍNEZ IN VETRINA

In casa Lazio, l’attenzione è puntata sulla difesa del futuro. Torna d’attualità il nome di Arnau Martínez, terzino classe 2003 in forza al Girona, valutato intorno a 14 milioni di euro. Già monitorato a gennaio, il giocatore è apprezzato per la sua duttilità nei ruoli difensivi. Il tema rinnovi incombe: Hysaj è ormai in uscita a parametro zero, mentre Provedel, reduce da un’operazione alla spalla, rientrerà a luglio senza aver ancora rinnovato. Anche il portiere Mandas è in una posizione delicata dopo il prestito al Bournemouth e difficilmente accetterebbe il ruolo di secondo. Motta invece si è guadagnato la titolarità, rendendo necessaria una ridefinizione delle gerarchie tra i pali, complicata dall’incertezza legata al futuro di Sarri sulla panchina biancoceleste.

MILAN ANNUNCIA KOSTIC: IL PRIMO COLPO PER IL FUTURO

Il Milan ha ufficializzato il primo acquisto per la prossima stagione: si tratta di Andrej Kostic, attaccante montenegrino classe 2007 proveniente dal Partizan Belgrado. Kostic, autore di 10 gol in 27 partite di SuperLiga, entrerà a far parte del progetto “Milan Futuro”. Per la prima squadra, i rossoneri tengono sotto osservazione Nicolò Zaniolo, rinato con l’Udinese sotto la guida di Runjaic (5 gol e 5 assist in 26 presenze). Il club friulano potrebbe riscattare il giocatore per circa 10 milioni dal Galatasaray, e sebbene la sua permanenza non sia certa, il Milan è pronto a rimettersi in prima linea per il talento toscano, come già accaduto qualche anno fa.

NAPOLI PUNTA SU KERIM ALAJBEGOVIC: SFIDA CON JUVENTUS E MILAN

Il Napoli si affaccia sul mercato giovanile internazionale con decisione, seguendo da tempo Kerim Alajbegovic, centrocampista bosniaco classe 2007 del Salisburgo. Il giovane centrocampista è molto ambito e, oltre agli azzurri, Juventus, Roma e Milan sono interessate al suo ingaggio. Il nodo principale resta la presenza del Bayer Leverkusen, che ha esercitato un diritto di riacquisto sul giocatore per una cifra intorno agli 8 milioni di euro dalla stessa Salisburgo. Chi vorrà Alajbegovic dovrà quindi trattare con i tedeschi, che detengono il potere decisionale sul futuro del centrocampista.

ROMA, LA RIVOLUZIONE DI GASPERINI: SEI RINFORZI E RIFLESSIONI SUL FUTURO DI PELLEGRINI

La Roma si prepara a una rivoluzione d’estate sotto la guida di Gasperini, che ha chiesto almeno sei rinforzi prioritari soprattutto per la fascia offensiva — calciatori capaci di unire dribbling e fisicità. Il reparto d’attacco sarà quello più stravolto con le possibili partenze di Dybala, El Shaarawy e altri calciatori in prestito in scadenza. Tra i nomi accostati emerge quello di Brandt, profilo libero a parametro zero. A centrocampo resta viva la pista Freuler e cresce l’attenzione su Carlos Augusto nel dualismo con l’Inter. Il futuro di Pellegrini, in scadenza a giugno, è ancora incerto: possibile rinnovo ma a cifre ridotte, con Juventus, Napoli e Inter interessate a monitorare la situazione.

TORINO RIFONDA IL CENTROCAMPO E CERCA RINFORZI IN PORTA

Il Torino si movimenta in vista della prossima stagione: via Ilic e Tameze, il club valuterà con attenzione anche il riscatto di Prati a 6,5 milioni dopo appena 4 partite da titolare. Confermati Gineitis e Ilkhan, con il turco vicino al rinnovo fino al 2027. Per quanto riguarda il reparto portieri, Petrachi segue con interesse Lorenzo Montipò del Verona, il cui valore sul mercato potrebbe calare in caso di retrocessione. Il suo contratto scade nel 2028 e il profilo è già noto. Nel frattempo Israel sembra destinato a partire, mentre Paleari tornerà a fare il secondo.

PREMIER LEAGUE E NAZIONALI: DE ZERBI AL TOTTENHAM, RINNOVO MAGUIRE, ESODIO GHANA

In Inghilterra, il Tottenham dà il benvenuto a Roberto De Zerbi, nuovo allenatore degli Spurs che firmato un contratto a lungo termine dopo l’esonero di Tudor. I londinesi, ora terzo tecnico stagionale, sono in lotta per la salvezza con appena un punto di vantaggio sulla zona retrocessione. Notizia positiva per il Manchester United, invece, che è vicino a chiudere il rinnovo di Harry Maguire fino al 2027 con opzione per il 2028, premiando il difensore che sotto la guida di Carrick è diventato un titolare indiscusso.

Dal fronte delle nazionali arriva invece una notizia di rilievo: il Ghana ha esonerato Otto Addo a sole 72 giornate dall’inizio dei Mondiali, dove le Black Stars debutteranno il 17 giugno contro Panama nel Gruppo L, insieme a Croazia e Inghilterra. Le ultime delusioni in amichevole (4 sconfitte di fila, le ultime due molto pesanti contro Austria e Germania) hanno convinto la federazione a cambiare guida tecnica. Intanto, Mauricio Pochettino ha smentito categoricamente contatti con Real Madrid e Tottenham confermando la priorità al Mondiale con gli Stati Uniti, nonostante il suo contratto scada il 31 luglio.

MERCATO INTERNAZIONALE, OBIETTIVO TRESOLDI

Infine, occhi puntati su Nicolò Tresoldi, attaccante classe 2004 in forza al Club Brugge, autore di 17 gol e 5 assist in stagione. Il giovane talento italiano è nel mirino di Borussia Dortmund e Bayer Leverkusen, mentre l’Arsenal ha già chiesto informazioni. Interesse manifestato anche dal Tottenham e da diversi importanti club italiani, con una valutazione del cartellino tra i 25 e i 30 milioni di euro.

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Rigori, croce e delizia della Nazionale da USA '94 a Euro 2020

Ancora una volta la sorte dell’Italia si deciderà dai calci di rigore. Già quattordici volte nella sua storia la Nazionale azzurra si è ritrovata a dover risolvere partite decisive dagli undici metri, e la nuova sfida arriva dopo l’1-1 maturato nei 120 minuti con la Bosnia ed Erzegovina, gara valida per l’accesso alla fase finale dei Mondiali di calcio 2026. Il bilancio complessivo degli azzurri in queste situazioni è leggermente negativo: sei successi contro sette battute d’arresto.

Le emozioni legate ai rigori sono state spesso intense, con momenti di grande gioia ma anche grandi amarezze. Nel recente Campionato Europeo 2020, l’Italia di Antonio Conte ha dimostrato freddezza al tiro dagli undici metri, riuscendo a superare sia la semifinale che la finale proprio ai rigori, portando a casa un successo storico. Un ricordo indelebile è quello della finale dei Mondiali 2006 in Germania, quando gli azzurri piegarono la Francia per 6-4 ai calci di rigore, conquistando l’ultimo titolo mondiale della loro storia.

Tuttavia, i rigori hanno rappresentato anche fonte di dolore: il famoso errore di Roberto Baggio negli Stati Uniti durante il Mundial del 1994 è rimasto tatuato nella memoria collettiva italiana, simboleggiando una delle più struggenti delusioni sportive. Anche nel Mondiale 1990, giocato in Italia, la corsa verso il titolo si interruppe sul dischetto: la semifinale contro l’Argentina si concluse con la sconfitta agli undici metri in uno scenario unico, lo stadio San Paolo di Napoli, dove il tifo locale si divise tra gli azzurri e la leggenda Diego Armando Maradona, allora capitano dei sudamericani.

Questa nuova sfida contro la Bosnia si aggiunge dunque a una lunga lista di partite in cui la Nazionale italiana ha dovuto dimostrare nervi saldi e precisione sotto pressione. Il ricordo degli errori e dei trionfi passati rende il momento ancora più intenso, con la speranza che la storia possa ripetersi con esito positivo. Nonostante il bilancio complessivo sia lievemente a sfavore, le ultime esperienze hanno dimostrato come l’Italia possa ancora contare su una grande tradizione e qualità nel momento più cruciale.

Questo appuntamento con i rigori lancerà gli azzurri verso la loro nuova avventura mondiale, nella quale la voglia di riscatto e la determinazione saranno fondamentali. La sfida di qualificazione ai Mondiali 2026 si conferma dunque uno spartiacque, un’occasione unica per scrivere un altro capitolo emozionante nella storia della Nazionale italiana.

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Meret: "Italia, vogliamo imporre il nostro gioco in campo"

Alex Meret, estremo difensore della Nazionale italiana e attuale portiere del Napoli, si è raccontato ai microfoni di Sky Sport alla vigilia della sfida cruciale contro la Bosnia, valida per la qualificazione alla fase finale del Mondiale 2024. La partita in programma a Zenica rappresenta un vero e proprio spartiacque per gli Azzurri, desiderosi di staccare il pass per il torneo iridato e accendere nuovamente le speranze di un’intera nazione.

“Questa è una partita importantissima per tutti noi – ha dichiarato Meret con grande determinazione. – Ne ho affrontate tante con la maglia azzurra, ma questa si sente in maniera particolare. Siamo pronti mentalmente e fisicamente, vogliamo regalare una grande soddisfazione a tutto il popolo italiano”. Il portiere, cresciuto nell’under azzurra e ormai volto affermato tra i pali del Napoli sotto la guida di Antonio Conte, sa bene che l’esito di questo incontro potrà indirizzare il cammino della Nazionale verso il sogno mondiale.

Con uno sguardo già proiettato al campo di Zenica, Meret ha evidenziato le insidie che gli azzurri dovranno fronteggiare in terra bosniaca: “La Bosnia è una squadra organizzata, che giocherà davanti al proprio pubblico, e questo di certo darà molta spinta ai padroni di casa. Il fattore ambientale non va sottovalutato, servirà carattere e concentrazione massima”.

In particolare, Meret ha sottolineato la pericolosità degli esterni bosniaci, dotati di grande velocità, oltre al valore tecnico degli attaccanti, con il veterano Edin Dzeko come riferimento assoluto: “Dzeko è un giocatore che conosciamo molto bene, è un punto di riferimento per loro. Però siamo preparati e consapevoli delle nostre qualità. Dovremo imporre il nostro gioco, giocare con personalità e determinazione per portare a casa il risultato”.

Il Napoli di Antonio Conte, con Meret tra i suoi protagonista nel ruolo di portiere titolare, continua a fornire contributi fondamentali anche alla Nazionale italiana. Il percorso degli Azzurri verso il Mondiale passa inevitabilmente dalla capacità di gestire le pressioni di gare decisive come quella di Zenica, dove la squadra di Roberto Mancini – che presto passerà il testimone – è chiamata a dimostrare solidità e maturità internazionale.

Alex Meret, a un passo dall’appuntamento clou, ha quindi lanciato un messaggio forte e chiaro: «Siamo pronti, consapevoli del valore dell’evento e determinati a scrivere un’altra pagina importante nella storia della Nazionale». La serata di Zenica non sarà semplice, ma l’Italia vuole uscire da questo scontro con la certezza di essere di nuovo tra le grandi del calcio mondiale.

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Kean guida l’attacco dell’Italia in Bosnia: miglior marcatore

È ormai questione di ore per il match decisivo: questa sera a Zenica, la Nazionale italiana guidata da Antonio Conte si gioca una tappa fondamentale verso i Mondiali. Dopo due edizioni consecutive lontano dalla fase finale, la “Squadra Azzurra” cerca la qualificazione in un clima di grande tensione e attesa.

Tra i protagonisti presenti contro la Bosnia, spicca il nome di Gianluigi Donnarumma, il portiere e volto simbolo degli azzurri, con ben 80 presenze a soli 27 anni. Donnarumma, esordito giovanissimo, rappresenta il punto di riferimento del gruppo, tanto in campo quanto fuori. Sul fronte offensivo, invece, ad inchiodare tutti è Moise Kean: l’attaccante del Napoli stasera disputerà la sua 26ª gara con la maglia azzurra, con 12 gol realizzati, uno in più di Mateo Retegui, attaccante con qualche presenza in più.

Il gruppo che si prepara all’appuntamento si compone di 28 calciatori, di varia esperienza e talento, pronti a lottare per il pass verso la rassegna iridata. Di seguito, i numeri degli azzurri convocati per questa sfida cruciale, con presenze e gol segnati sotto il tricolore.

Portieri

  • Gianluigi DONNARUMMA – 80 presenze
  • Alex MERET – 3 presenze
  • Elia CAPRILE – ancora fermo a 0
  • Marco CARNESECCHI – esordiente, 0

Difensori

  • Alessandro BASTONI – 42 presenze, 3 reti
  • Federico DIMARCO – 37 presenze, 3 gol
  • Leonardo SPINAZZOLA – 26 gare, nessuna rete
  • Andrea CAMBIASO – 19 presenze, 3 gol
  • Gianluca MANCINI – 19 presenze, 2 gol
  • Riccardo CALAFIORI – 13 presenze, senza reti
  • Alessandro BUONGIORNO – 12 presenze
  • Giorgio SCALVINI – 8 presenze
  • Federico GATTI – 7 presenze
  • Diego COPPOLA – 2 presenze
  • Marco PALESTRA – 1 presenza

Centrocampisti

  • Nicolò BARELLA – 69 presenze, 10 gol
  • Bryan CRISTANTE – 47 partite, 2 gol
  • Manuel LOCATELLI – 35 presenze, 3 reti
  • Davide FRATTESI – 33 presenze, 8 gol
  • Sandro TONALI – 31 presenze, 4 gol
  • Niccolò PISILLI – 2 presenze

Attaccanti

  • Giacomo RASPADORI – 46 presenze, 11 gol
  • Mateo RETEGUI – 27 presenze, 11 gol
  • Moise KEAN – 25 presenze, 12 gol
  • Gianluca SCAMACCA – 22 presenze, 1 gol
  • Matteo POLITANO – 19 presenze, 4 gol
  • Francesco Pio ESPOSITO – 6 presenze, 3 gol
  • Nicolò CAMBIAGHI – 1 presenza

Con la qualificazione ai Mondiali in palio, la prestigiosa vetrina mondiale può rappresentare finalmente la rinascita della Nazionale azzurra, che punta a riscattare i passi falsi del passato recente con una squadra giovane ma già ricca di esperienza internazionale. In particolare, il contributo di calciatori come Kean, fresco attaccante in forza al Napoli sotto la guida di Conte, e il blocco di centrocampisti guidati da Barella e Tonali, sarà fondamentale per ribaltare il pronostico in terra bosniaca.

Appuntamento dunque questa sera a Zenica: la storia del calcio italiano potrebbe scrivere un capitolo importante, con la squadra di Antonio Conte pronta a dimostrare sul campo coraggio, qualità e determinazione, per tornare a calcare le scene mondiali.

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Napoli, Lukaku un caso diverso: 64 minuti da gennaio e ingaggio top

Da protagonista assoluto a fonte di tensioni in meno di un anno: la stagione di Romelu Lukaku a Napoli si sta rivelando decisamente complicata. Dopo un inizio da grande protagonista nello Scudetto conquistato, con numeri di altissimo livello – 14 gol e 10 assist, un bottino persino superiore a quello di Scott McTominay, eletto MVP della scorsa Serie A – l’attaccante belga ha vissuto una stagione tutt’altro che lineare, segnata da un infortunio e da una scelta personale che ha inasprito i rapporti con il club.

Dal rientro al margine: minuti contati e tensioni crescenti La situazione in campo è cambiata poco dopo il ritorno dall’infortunio. Lukaku ha totalizzato poco più di un’ora di gioco da fine gennaio a oggi, solcando il campo per soli 64 minuti complessivi – di cui appena 41 in campionato – con un solo gol segnato nel match contro il Verona. Una presenza quasi irrisoria considerando l’investimento fatto dal Napoli e le aspettative che aveva riposto nel centravanti.

Il punto di rottura è arrivato con la decisione del giocatore di rimanere in Belgio anziché tornare a Castel Volturno per allenarsi con la squadra. Una scelta legata alla volontà di riprendere al meglio la condizione in vista del Mondiale 2022, probabilmente l’ultimo della carriera di Lukaku. Un obiettivo personale legittimo, ma che non ha trovato comprensione nel club partenopeo, che si aspettava maggiore disponibilità e professionalità da un elemento chiave della rosa.

I numeri che pesano: l’impatto economico del rendimento ridotto Dal punto di vista economico, la situazione è altrettanto delicata. Lukaku percepisce uno stipendio lordo stagionale di circa 7,7 milioni di euro, che si traduce in oltre 640 mila euro al mese. Se si analizza questo dato alla luce dei minuti effettivamente giocati, emerge un costo impressionante: si tratta di più di 120 mila euro per ogni singolo minuto sul campo. Un rapporto costo-rendimento che diventa insostenibile per il Napoli e che alimenta dubbi e malumori all’interno della società.

Con Antonio Conte al timone, il club azzurro è chiamato a gestire con attenzione il delicato equilibrio tra le esigenze di squadra e il percorso personale del giocatore. Tra aspettative non rispettate e un rapporto oggi più fragile che mai, la stagione di Lukaku a Napoli è un racconto ancora tutto da scrivere, con gli occhi puntati al futuro e alle ultime tappe di un’annata complessa.

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Lukaku al Napoli escluso: retroscena su rientro e carichi

Napoli e Romelu Lukaku, un nuovo capitolo di tensione. Nella mattinata odierna, l'attaccante belga non si è presentato al centro sportivo di Castel Volturno per la ripresa degli allenamenti sotto la guida di Antonio Conte, alimentando un clima di incertezza e preoccupazione intorno al club partenopeo. La situazione, però, nasconde dettagli più profondi emersi grazie ad un retroscena riportato dal portale belga Het Laatste Nieuws, che svela come Lukaku abbia deciso di proseguire la sua riabilitazione in patria, in Belgio, invece che con lo staff sanitario del Napoli.

Una scelta per certi versi logica, dettata da motivazioni mediche e personali. Lukaku ha infatti seguito un programma di recupero simile a quello del connazionale Kevin De Bruyne, che si è affidato fin dall’inizio al centro Move To Cure di Lieven Maesschalck, con il fisioterapista Bert Driesen, già noto a entrambi per il lavoro svolto nella Nazionale belga. Tuttavia, mentre KDB ha potuto completare la sua riabilitazione interamente in Belgio, Lukaku è stato richiamato a Napoli all’inizio di novembre, prima di essere completamente ristabilito.

Questa decisione, secondo le fonti belghe, si è rivelata un azzardo. Il rientro anticipato è stato accompagnato da un aumento troppo rapido del carico di lavoro in allenamento, nonostante i pareri contrastanti provenienti da Anversa. Da qui sarebbe scaturita la ricaduta dell’infortunio, con evidenti conseguenze sul ritorno in campo dell’ex attaccante della Roma. Il ritorno in campo per Lukaku è infatti avvenuto soltanto a fine gennaio, nella delicata sfida contro la Juventus. Da quel momento, però, hanno dominato la scena gli acciacchi e i problemi fisici, culminati nelle panchine complete in occasione delle gare con Lecce e Cagliari, dovute a una nuova infiammazione al flessore dell’anca diagnosticata solo la scorsa settimana, proprio dallo staff medico della nazionale belga.

Questi problemi fisici, uniti a una gestione ritenuta discutibile, hanno portato Lukaku a scegliere di allontanarsi dal Napoli per tornare in Belgio e continuare la sua riabilitazione sotto la supervisione di esperti a lui familiari. La decisione mira non solo a favorire un pieno recupero in vista del finale di stagione con gli azzurri, ma anche a prepararsi nel migliore dei modi per i prossimi Mondiali estivi, un obiettivo irrinunciabile per il centravanti.

Il calciatore non ha nascosto il proprio stato d’animo attraverso un lungo messaggio pubblicato sui social, in cui ha voluto chiarire la sua posizione e dissipare ogni malinteso: "Questa stagione è stata molto pesante per me, tra l'infortunio e la perdita personale. So che c'è stato molto rumore riguardo alla mia situazione negli ultimi giorni ed è importante chiarire l'intera faccenda. La verità è che nelle ultime settimane non mi sentivo bene fisicamente; ho fatto dei controlli mentre ero in Belgio ed è emerso che c'erano un'infiammazione e del liquido sul muscolo flessore dell'anca, vicino al tessuto cicatriziale, dato che è il secondo problema che ho da quando sono tornato a inizio novembre."

Prosegue Lukaku: "Ho scelto di fare la riabilitazione in Belgio così da poter essere d'aiuto quando verrò chiamato in causa. Penso che la maggior parte di voi abbia visto l'intervista che ho rilasciato a Verona. Non potrei mai voltare le spalle al Napoli, mai. Non c'è niente che amerei fare di più che giocare e vincere con la mia squadra, ma in questo momento devo assicurarmi di essere clinicamente al 100%, perché non lo sono stato recentemente e questo ha avuto un impatto a livello mentale. È stata un'annata intensa, ma alla fine ce la farò e aiuterò il Napoli e la nazionale a raggiungere i rispettivi obiettivi quando sarò chiamato in causa. Questo è tutto ciò che voglio".

Un quadro di frizioni e incomprensioni che adesso mette a dura prova il rapporto tra il Napoli e uno dei suoi giocatori più attesi in stagione. Antonio Conte, chiamato a gestire una situazione delicata, dovrà trovare l’equilibrio perfetto per riportare Lukaku al centro del progetto azzurro senza compromettere il percorso di recupero fondamentale in questa fase cruciale dell’annata. Il rush finale di Serie A, insieme alla corsa ai traguardi europei, richiede le prestazioni del centravanti in totale condizione, un obiettivo che, in questo momento, appare complicato da raggiungere senza l’accordo e la collaborazione di tutte le parti in causa.

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Napoli prima su Alajbegovic: Juve, Roma e Milan interessate

Kerim Alajbegovic, giovane talento nato nel 2007, è diventato un nome di primo piano non solo per le sue prestazioni sul campo, ma anche per l’interesse crescente delle big del calcio italiano. Questa sera, insieme a Edin Dzeko, rappresenta una delle minacce più temibili per la nazionale italiana impegnata nella corsa verso la qualificazione al Mondiale. Ma non solo: il suo profilo attrae diversi top club della Serie A, tra cui Napoli, Juventus, Roma e Milan, che lo tengono da tempo sotto stretto osservazione.

Attualmente impegnato con il Bayer Leverkusen, dove ha collezionato finora 9 gol e 3 assist tra Bundesliga austriaca ed Europa League con la maglia del Salisburgo, Alajbegovic è un centrocampista dalle qualità notevoli. La squadra tedesca, già conscia del valore del ragazzo, ha recentemente esercitato l’opzione di riacquisto dal Salisburgo per 8 milioni di euro, mettendo così le basi per poter gestire la sua crescita e il suo futuro. Chiunque voglia portarlo in Italia dovrà dunque trattare direttamente con il Leverkusen, che detiene lo scettro della sua proprietà.

Il Napoli si è mosso per primo su Alajbegovic, come racconta Tuttosport, grazie al lavoro di Giovanni Manna, scout azzurro che segue il ragazzo da molto tempo. L’interesse del Napoli si spiega facilmente: il talento bosniaco, con la sua agilità, il controllo di palla e la capacità di inserirsi in fase offensiva, ricorda molto Kvaratskhelia, esploso proprio con gli azzurri sotto la guida di Antonio Conte. Per il Napoli, sempre alla ricerca di giovani promesse da integrare in rosa, il ragazzo potrebbe rappresentare un colpo strategico dal grande potenziale.

Ma la corsa per assicurarsi Alajbegovic è serrata: nei mesi scorsi anche la Juventus aveva inviato emissari in occasione di una partita di Europa League per monitorarne le prestazioni dal vivo. Successivamente è stata la Roma a manifestare un interesse concreto, accendendo i radar e analizzandone attentamente le caratteristiche durante gli incontri sul campo.

Ultima in ordine cronologico a inserirsi nel lungo elenco di club interessati è il Milan. Nella serata di giovedì, infatti, un osservatore rossonero è stato presente al Millennium Stadium di Cardiff per studiare da vicino Alajbegovic e valutarne le qualità sul terreno di gioco. Caratteristiche come la grande agilità, il controllo palla sopra la media per un ragazzo così giovane e un contributo difensivo non trascurabile - il bosniaco è infatti abile anche nei tackle - sono tra i motivi della sua elevata richiesta sul mercato.

La situazione attuale vede dunque un giovane promessa ambita che potrebbe rappresentare un investimento importante per il futuro prossimo, un profilo completo capace di adattarsi facilmente in squadre di vertice della Serie A. Il Napoli di Antonio Conte resta avanti in questa corsa, ma le rivali non sono certo disposte a cedere facilmente il passo in una trattativa che si preannuncia calda e affascinante per la prossima stagione.

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lunedì 30 marzo 2026

Programma Serie A fino alla 34ª giornata: DAZN esclusiva o con Sky?

La Lega Serie A ha ufficializzato il calendario degli anticipi e posticipi fino alla 34ª giornata della stagione 2025-2026, definendo inoltre la programmazione televisiva delle partite. Tra i match più attesi spiccano i big match che coinvolgono squadre di alta classifica, con una copertura distribuita tra DAZN, che detiene la maggior parte delle esclusive, e Sky, che condivide alcune dirette in co-esclusiva.

31ª giornata

Si aprirà sabato 4 aprile alle ore 15:00 con la sfida Sassuolo-Cagliari trasmessa in esclusiva su DAZN, seguita alle 18:00 da Verona-Fiorentina, sempre su DAZN. La giornata clou si giocherà alle 20:45 allo stadio Olimpico di Roma con Lazio-Parma, visibile sia su DAZN che su Sky. Domenica 5 aprile vedrà impegnate Cremonese e Bologna (15:00, DAZN), Pisa e Torino (18:00, DAZN/Sky) e soprattutto il confronto tra Inter e Roma, in programma alle 20:45 e trasmesso da DAZN in esclusiva. La chiusura del turno è affidata al lunedì di Pasquetta: Udinese-Como, Lecce-Atalanta (ore 12:30 e 15:00 rispettivamente su DAZN), Juventus-Genoa alle 18:00 su DAZN/Sky e il big match Napoli-Milan alle 20:45, visibile solo su DAZN.

La presenza del Napoli nel turno pasquale sottolinea l’importanza della squadra guidata da Antonio Conte, impegnata in una sfida delicata contro il Milan, rivale storico e direct competitor nella lotta per un piazzamento di prestigio in classifica.

32ª giornata

Si comincia venerdì 10 aprile con Roma-Pisa alle 20:45, in co-esclusiva su DAZN e Sky. Il weekend vedrà sabato 11 aprile tre partite alle ore 15:00 con Cagliari-Cremonese e Torino-Verona in esclusiva DAZN, mentre Milan-Udinese alle 18:00 è anch’esso su DAZN. La serata prevede Atalanta-Juventus alle 20:45, co-esclusiva. Domenica 12 aprile, giornata ricca di impegni: nel primo pomeriggio (ore 15:00) Parma affronta il Napoli, match trasmesso esclusivamente da DAZN. Il resto degli incontri prevede Bologna-Lecce (18:00, DAZN/Sky) e Como-Inter (20:45, DAZN). Si chiude lunedì 13 aprile con Fiorentina-Lazio alle 20:45 su DAZN.

Il Napoli di Conte si prepara quindi ad un giro di sfide cruciali in campionato, con l’obiettivo di consolidare la posizione in zona Champions League, in un calendario fitto di appuntamenti chiave contro avversarie dirette e squadre di media classifica.

33ª giornata

Venerdì 17 aprile sarà una giornata intensa con Sassuolo-Como alle 18:30 e Inter-Cagliari alle 20:45 (DAZN/Sky). Sabato 18 aprile si attendono con interesse due gare fondamentali: Udinese-Parma alle 15:00 su DAZN e soprattutto Napoli-Lazio alle 18:00, un altro banco di prova importante per la formazione partenopea, sempre in diretta DAZN. Nel tardo pomeriggio alle 20:45 Roma sfida Atalanta su DAZN/Sky, mentre domenica 19 aprile si concludono gli incontri con Cremonese-Torino (12:30), Verona-Milan (15:00), Pisa-Genoa (18:00 DAZN/Sky) e Juventus-Bologna (20:45), tutte trasmesse da DAZN, ad eccezione del match Pisa-Genoa in co-esclusiva.

34ª giornata

Il weekend che precede la pausa di fine aprile vede venerdì 24 aprile l’ultimo impegno del Napoli prima della sosta, sfidare Cremonese al Maradona alle 20:45, match esclusivo su DAZN. Sabato 25 aprile saranno in campo diverse formazioni tra cui Parma-Pisa (15:00), Bologna-Roma (18:00) entrambe in esclusiva DAZN, e Verona-Lecce alle 20:45, visibile su entrambe le piattaforme. La domenica prevede Fiorentina-Sassuolo alle 12:30, Genoa-Como alle 15:00 e Torino-Inter alle 18:00 in co-esclusiva, mentre Milan-Juventus alle 20:45 chiuderà la 34ª giornata. Lunedì 27 aprile si disputeranno Cagliari-Atalanta alle 18:30 e Lazio-Udinese alle 20:45, entrambi su DAZN, con il secondo incontro anche in co-esclusiva Sky.

Questa precisa pianificazione di anticipi e posticipi conferma l’attenzione crescente verso la Serie A, con DAZN ben posizionata come piattaforma principale per seguire il campionato, e Sky che mantiene una quota importante di co-esclusiva soprattutto nei match di cartello. Le sfide del Napoli targato Antonio Conte sono tra le più attese dai tifosi, segno della competitività del club partenopeo in questo avvincente torneo 2025-2026.

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Taibi: "Carnesecchi è il miglior portiere di Serie A, consiglio a Meret"

Massimo Taibi:

L'ex portiere Massimo Taibi si è espresso con chiarezza sul recente caso Lukaku, intervenendo ai microfoni di Radio Tutto Napoli. "Bisogna essere dentro per capire davvero cosa è successo. Se un calciatore non rispetta le indicazioni della società, è giusto intervenire. Io userei la diplomazia, ma farei comunque qualcosa per mantenere ordine nello spogliatoio ed evitare precedenti". Parole che rimarcano l'importanza della disciplina e del rispetto delle regole all'interno di un gruppo squadra, soprattutto in un contesto competitivo come quello della Serie A.

La sfida tra Milinkovic-Savic e Meret per la porta del Napoli

Taibi ha poi analizzato la situazione del Napoli, soffermandosi sul dualismo che sta caratterizzando la porta partenopea tra Milinkovic-Savic e Alex Meret. "Milinkovic-Savic è un portiere imponente, un gigante. Nonostante la sua stazza, è molto reattivo e trasmette grande presenza agli avversari, creando una barriera psicologica importante. Inoltre, è bravo con i piedi, una qualità sempre più fondamentale nel calcio moderno e tra i motivi per cui viene preferito in certi contesti", ha spiegato Taibi, sottolineando come queste caratteristiche abbiano inciso nelle scelte del tecnico azzurro.

Riguardo a Meret, invece, l’ex portiere ha espresso tutta la sua stima: "Io sono sempre stato un estimatore di Meret. Ha vinto due Scudetti da protagonista, un risultato che non si raggiunge senza un portiere di livello. È stato spesso criticato ingiustamente, ma ha sempre risposto sul campo dimostrando la sua qualità. Per me resta più forte in assoluto."

Taibi difende le scelte di Antonio Conte

Interrogato sulla decisione di Antonio Conte di preferire Milinkovic-Savic a Meret, Taibi ha enfatizzato il ruolo dell'allenatore: "Le scelte dell’allenatore non si discutono, perché è lui che vede i giocatori ogni giorno, che conosce la preparazione e lo stato di forma. Probabilmente Milinkovic-Savic ha caratteristiche più funzionali al tipo di gioco e alle strategie di Conte. Detto questo, credo che Meret meriti continuità; se fossi nei suoi panni, valuterei anche un’altra esperienza per tornare protagonista altrove."

Il miglior portiere della Serie A secondo Taibi

Infine, Taibi non ha dubbi nel indicare il miglior portiere del campionato italiano: "Marco Carnesecchi sta facendo qualcosa di straordinario con la sua squadra. Un portiere di grande talento e futuro. Mi piace molto anche Mike Maignan, ma la mia preferenza va a Carnesecchi."

Tra i temi caldi del calcio italiano, il Napoli si trova a dover gestire non solo situazioni di spogliatoio complesse, come quella legata a Lukaku, ma anche scelte importanti sul fronte portiere, convinto di contare su due estremi difensori di assoluto valore. Antonio Conte dovrà continuare a trovare l'equilibrio giusto in questi aspetti per guidare la squadra verso gli ambiziosi traguardi stagionali.

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Napoli, rinnovo Vergara: la decisione slitta a fine anno

Il futuro di Antonio Vergara è ormai chiaro e destinato a essere ancora una volta legato al Napoli. Secondo quanto riportato dall’esperto Fabrizio Romano, il giovane centrocampista partenopeo ha espresso più volte il suo affetto per la città e la squadra. Dal canto suo, il club azzurro è molto soddisfatto del suo rendimento e della crescita mostrata in questa stagione, confermando così l’intenzione di proseguire insieme nel prossimo futuro.

Il nodo principale, tuttavia, riguarda le tempistiche per il rinnovo contrattuale. La società di viale Giochi del Mediterraneo ha sempre considerato la questione come un tema da affrontare con calma, preferendo rimandare ogni decisione a fine stagione. Questo consente al Napoli, guidato da Antonio Conte, di valutare a fondo il contributo di Vergara nel contesto della rosa e di avviare trattative più solide in un secondo momento, senza fretta e con lucidità.

Il piano attuale è infatti chiaro: una volta concluso l’attuale campionato, lo staff dirigenziale azzurro metterà sul tavolo le proposte per il rinnovo del contratto del centrocampista, dando via a un confronto costruttivo che possa assicurare la permanenza del giocatore per i prossimi anni. Una strategia che testimonia la volontà del Napoli di valorizzare i propri talenti, consolidando una rosa competitiva e ambiziosa sotto la guida di Conte.

La scelta di attendere il termine della stagione per avviare il dialogo definitivo sul rinnovo nasce anche dalla volontà di non distrarre Vergara da un momento importante in campo. Il giocatore è una delle pedine fondamentali del progetto tecnico di Conte e la società preferisce mantenere la concentrazione alta, evitando trattative premature che potrebbero generare incertezza o distrazioni.

Antonio Vergara, cresciuto nel vivaio azzurro, ha gradualmente conquistato la fiducia del mister, mostrando spirito di sacrificio, qualità tecniche e un’intelligenza tattica che lo rendono un elemento prezioso. Nel Napoli, il classe 2002 ha trovato l’ambiente ideale per esprimere il suo potenziale e il club vuole continuare a puntare su di lui come una risorsa del presente e del futuro.

In definitiva, il rinnovo di Vergara rappresenta più di un semplice accordo contrattuale: è il segnale di una progettualità chiara da parte del Napoli, che vuole sviluppare un progetto competitivo nel lungo periodo basato su una base solida di giovani talenti supportati da una guida esperta come quella di Antonio Conte. Restano da definire solo i dettagli e il momento giusto per ufficializzare un’intesa che, ormai, appare inevitabile e ben avviata.

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Zazzaroni: "Esposito italiano, Retegui no. Bosnia gioca all'italiana"

Durante una recente intervista a Radio Kiss Kiss Napoli, Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha fornito un'analisi critica sulla prestazione della Nazionale italiana nel match contro l’Irlanda del Nord, una partita in cui gli azzurri si sono mostrati "lenti e macchinosi". Secondo Zazzaroni, l’avversario era di livello modesto, ma la squadra di Antonio Conte non è riuscita a imporre il proprio gioco senza fatica.

"L’Irlanda del Nord è scarsa, poi trovi il gol, è chiaro che Pio si fa preferire a tutti. Anche Kean mi piace moltissimo", ha commentato il giornalista. Tuttavia, l’osservazione principale verte sul valore della nazionalità e delle scelte tecniche: "Io sono vecchio stile, ma Pio è italiano, mentre Retegui non lo è". Un riferimento, probabilmente, alla necessità di valorizzare giocatori italiani in ruoli chiave, evitando di schierare elementi provenienti da altre nazionalità se non strettamente necessario.

Il direttore ha inoltre sottolineato le difficoltà nel confronto con una squadra – l’Irlanda del Nord – che punta su una tattica difensiva molto solida. "Se hai giocatori come Muharemovic e Kolasinac, cosa fai? Attacchi? Loro hanno centrocampisti difensivi, e Tahirovic è un mediano puro, quindi credo che ripeteranno lo stesso tipo di partita. Il calcio è comunque strano, ma teoricamente si difendono. Noi ci troveremo nelle stesse condizioni se non riusciremo a segnare subito".

Una critica netta è stata riservata anche alla difesa azzurra: "Acerbi è l’unico che potrebbe stare lì al centro e dettare i tempi. Non lo sa fare Mancini, non lo sa fare Bastoni, non lo sa fare Calafiori", ha affermato Zazzaroni, evidenziando una carenza di leadership e qualità tecnica in zona centrale della retroguardia. Un aspetto fondamentale, soprattutto considerando lo stile di gioco di Conte, che richiede precise letture della fase difensiva e capacità di impostazione dal basso.

Nel contesto della nazionale azzurra, impegnata a prepararsi in vista delle prossime sfide decisive in qualificazione, queste osservazioni del direttore si inseriscono in un momento di riflessione su scelta e gestione degli uomini. L’analisi di Zazzaroni, particolarmente centrata sull’importanza di un approccio più brillante e di una retroguardia più organizzata, testimonia le aspettative alte sul rendimento della squadra guidata da Antonio Conte, che deve trovare al più presto equilibrio e concretezza per non compromettere il cammino verso i grandi appuntamenti internazionali.

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Lukaku rifiuta Napoli: punta a riabilitazione con Maesschalck

Napoli e Lukaku, tensioni in aumento: il centravanti vuole curarsi in Belgio

La situazione tra Romelu Lukaku e il Napoli si fa sempre più delicata. Secondo quanto riportato dall'emittente belga Sporza, l’attaccante belga ha scelto di continuare la sua riabilitazione in patria, affidandosi alle cure del rinomato kinesiterapista Lieven Maesschalck, lo stesso professionista che ha seguito anche Kevin De Bruyne nel suo percorso di recupero. Una decisione che sembra escludere un immediato rientro a Castel Volturno, dove il Napoli ha stabilito la ripresa degli allenamenti.

La società azzurra, guidata dall’allenatore Antonio Conte, non intende però accettare passivamente questo comportamento. Secondo fonti vicine al club, il Napoli ha fissato un ultimatum preciso: Romelu deve presentarsi al centro sportivo entro martedì. In caso di mancata adesione, le conseguenze potrebbero essere pesanti. Il club napoletano starebbe infatti valutando non solo una multa economica ma anche l’esclusione tecnica dall’organico, una misura severa che sottolinea la frattura aperta con il giocatore.

Ad oggi non è ancora arrivata alcuna presa di posizione ufficiale da parte della società, ma è chiaro che la decisione autonoma presa da Lukaku di scegliere la riabilitazione fuori dal Napoli non è stata presa bene. Se la scelta del centravanti venisse confermata, non è da escludere una risposta dura da parte del presidente Aurelio De Laurentiis, noto per la sua fermezza nelle questioni disciplinari.

Nel frattempo, Romelu ha rotto il silenzio con un comunicato diffuso attraverso i suoi canali social. Il centravanti ha voluto chiarire alcuni punti importanti, sottolineando che "non ho voltato le spalle al Napoli". Lukaku ha spiegato che la stagione appena conclusa è stata particolarmente difficile per lui, non solo a causa di problemi fisici legati a un infortunio che ne ha condizionato la forma e la continuità, ma anche per motivi personali dolorosi che hanno inciso profondamente sul suo stato d’animo.

La scelta di proseguire la riabilitazione a casa, insomma, sembra figlia di un bisogno di ritrovare stabilità e serenità, lontano da Castel Volturno. Tuttavia, questa decisione ha inevitabilmente acceso i riflettori su un rapporto complicato fra il giocatore e la società partenopea, con Antonio Conte che dovrà ora gestire uno spogliatoio già segnato da questa situazione.

In casa Napoli, l’obiettivo primario rimane la preparazione della nuova stagione, nella quale il club vuole tornare a essere protagonista in Serie A e in Champions League. Affidarsi a un attaccante in forte dubbio sul piano fisico e motivazionale rappresenta un rischio che la dirigenza sembra non voler più correre. La posizione del Napoli appare dunque inequivocabile: o Lukaku rientra e si mette a disposizione della squadra, oppure il club valuterà conseguenze di peso.

Il caso Lukaku infiamma quindi il mercato e le trattative in casa Napoli, segnando un momento cruciale della stagione estiva degli azzurri. La speranza per Conte e i suoi tifosi è che si possa giungere a una soluzione rapida e positiva, in modo da non compromettere la preparazione e la coesione del gruppo.

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Napoli sogna l'affare Bernardo Silva come KDB, da Inghilterra

Bernardo Silva, stella del Manchester City, si prepara a lasciare il club inglese al termine di questa stagione, chiudendo di fatto un capitolo importante della sua carriera sotto la guida di Pep Guardiola. Il fantasista portoghese classe 1994 ha già comunicato alla società la sua intenzione di non rinnovare il contratto, alimentando così voci e speculazioni circa il suo futuro. Tra le destinazioni più chiacchierate nelle ultime settimane spicca anche quella legata alla Serie A italiana, dove la Juventus è da tempo indicata come possibile nuova casa di Silva.

Tuttavia, secondo quanto riportato dal portale britannico Caught Offside, il club bianconero non sarebbe l’unica pista italiana per Bernardo Silva. Sempre dalle fonti inglesi emerge infatti come anche il Napoli, sotto la guida di Antonio Conte, stia monitorando con attenzione la situazione del giocatore. La società partenopea sembrerebbe intenzionata a replicare l’esperienza fatta in estate con l’ingaggio di Kevin De Bruyne, puntando a inserire nel proprio progetto un talento di caratura internazionale come quello di Silva.

La concorrenza però non manca. Oltre ai club provenienti da Arabia Saudita e MLS, che offrono ingaggi importanti ma rappresenterebbero una scelta lontana dal massimo livello competitivo europeo, Bernardo Silva deve fare i conti con l’interesse concreto di alcune squadre spagnole. In particolare, Barcellona e Atletico Madrid seguono con attenzione la situazione del portoghese, pronti a inserirsi nella corsa qualora il giocatore decidesse di lasciare la Premier League.

Un indizio interessante sul desiderio di Bernardo Silva di restare competitivo nel calcio europeo arriva dalle sue recenti dichiarazioni rilasciate al podcast ufficiale del Manchester City. Il giocatore ha scherzato parlando delle differenze tra Portogallo e Inghilterra: "La cultura, il fuso orario, il cibo... Scherzo sempre e dico che se il Manchester City fosse più a sud in Europa, ci rimarrei a vita. Se fosse a Lisbona, ci starei fino a quarant'anni!". Queste parole lasciano intuire chiaramente come Silva abbia una preferenza per climi più caldi e un ambiente magari più vicino alle sue radici, elemento che potrebbe spingere verso un trasferimento in squadre del Sud Europa, Napoli compreso.

Se il Napoli dovesse aggiudicarsi Bernardo Silva, si tratterebbe di un colpo di altissimo profilo, in grado di alzare ulteriormente il livello tecnico e creativo del centrocampo azzurro. L’esperienza maturata dal portoghese in anni di Premier League, con numerosi trofei vinti, sarebbe un valore aggiunto importante per una squadra che ambisce a ritagliarsi uno spazio di primo piano sia in Italia che in Europa sotto la guida di Conte.

La trattativa appare comunque complessa, dato che Silva è conteso da più squadre di primissimo piano e che la volontà del giocatore stesso giocherà un ruolo cruciale nella scelta. La Serie A dovrà dunque fare i conti con una possibile sfida alla spagnola e ad altre piazze emergenti fuori dai confini europei.

In definitiva, il futuro di Bernardo Silva resta uno degli argomenti più caldi nel panorama del calciomercato estivo, con Napoli e Juventus in prima fila alla ricerca di un talento che potrebbe fare la differenza nella prossima stagione di Serie A.

https://napolicalcio24.com/2026/03/30/napoli-sogna-laffare-bernardo-silva-come-kdb-da-inghilterra/?feed_id=100328&_unique_id=69ca98db7dc4b

Lulic supera Pjanic: debutti di Manola e Muslimovic, 34 bosniaci in Serie A

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L'Italia e la Bosnia: due nazioni vicine anche nel calcio

Nonostante la distanza geografica e culturale, l’Italia e la Bosnia condividono un rapporto stretto anche in ambito calcistico. La Bosnia, ex repubblica jugoslava fino al 1992, ha infatti fornito negli anni numerosi calciatori alla Serie A, il massimo campionato italiano, dove attualmente figurano quattro giocatori bosniaci.

Tra questi, due sono protagonisti anche in azzurro: Tarik Muharemovic, difensore del Sassuolo, e Sead Kolasinac, esperto centrale difensivo dell’Atalanta, entrambi convocati dal Ct Savo Milosevic per la sfida di martedì sera contro l’Italia. Gli altri due bosniaci in Serie A sono Milan Djuric, possente attaccante trasferitosi a gennaio alla Cremonese dopo l’esperienza al Parma, ed Eman Kospo, giovane difensore della Fiorentina che tuttavia non ha ancora debuttato ufficialmente con i viola.

Storicamente, 34 calciatori bosniaci hanno calcato i campi della Serie A. Il primo di essi fu Petar Manola, ala nata nel 1918 che arrivò alla Lazio dopo il passaggio da Belgrado. All’epoca, la Bosnia faceva ancora parte della Jugoslavia, e Manola giocò con la nazionale jugoslava negli anni Trenta e Quaranta. Debuttò in Serie A il 3 gennaio 1943 con la Lazio, per poi giocare anche con Cavese e Napoli – quest’ultima in Serie B. Dopo pochi anni, fu Vinko Golob a rappresentare la Bosnia a Venezia, prima di un lungo periodo caratterizzato dalle restrizioni sugli stranieri.

Con l’inizio del nuovo millennio e l’indipendenza della Bosnia, la presenza bosniaca in Serie A è decisamente cresciuta. Il primo rappresentante fu Zlatan Muslimovic, arrivato all’Udinese. Da allora, le squadre italiane hanno accolto giocatori di spessore, soprattutto tra gli anni Dieci, che hanno lasciato un segno indelebile: Miralem Pjanic e Edin Dzeko sono stati protagonisti rispettivamente con Roma, Juventus e Inter. Negli ultimi anni, Rade Krunic ha conquistato lo Scudetto con il Milan, confermandosi come uno degli interpreti bosniaci più importanti del campionato.

Il primato di presenze in Serie A per un calciatore bosniaco spetta però a un nome forse meno famoso: Senad Lulic. Il centrocampista ha vestito la maglia della Lazio ben 282 volte, superando Pjanic di una presenza e Dzeko di tre, a testimonianza della sua costanza e del valore tecnico dimostrato in Serie A.

Elenco dei principali calciatori bosniaci che hanno militato in Serie A:

  • Senad Lulic (Lazio) - 282 partite
  • Miralem Pjanic (Roma, Juventus) - 281 partite
  • Edin Dzeko (Roma, Inter, Fiorentina) - 279 partite
  • Rade Krunic (Empoli, Milan) - 181 partite
  • Milan Djuric (Cesena, Salernitana, Hellas Verona, Monza, Parma, Cremonese) - 172 partite
  • Mato Jajalo (Siena, Palermo, Udinese) - 147 partite
  • Ervin Zukanovic (Chievo, Sampdoria, Roma, Atalanta, Genoa, SPAL) - 132 partite
  • Davor Jozic (Cesena) - 114 partite
  • Sead Kolasinac (Atalanta) - 66 partite
  • Zlatan Muslimovic (Udinese, Perugia, Messina, Parma) - 66 partite
  • Hasan Salihamidzic (Juventus) - 61 partite
  • Mustafa Arslanovic (Ascoli) - 56 partite
  • Haris Skoro (Torino) - 55 partite
  • Daniel Pavlovic (Frosinone, Sampdoria, Crotone) - 42 partite
  • Blaz Sliskovic (Pescara) - 41 partite
  • Vedin Music (Como, Modena, Torino) - 38 partite
  • Tarik Muharemovic (Juventus, Sassuolo) - 26 partite
  • Vinko Golob (Venezia) - 21 partite
  • Amer Gojak (Torino) - 15 partite
  • Petar Manola (Lazio) - 15 partite
  • Benjamin Tahirovic (Roma) - 11 partite
  • Toni Sunjic (Palermo) - 7 partite
  • Riad Bajic (Udinese) - 5 partite
  • Hrvoje Milicevic (Pescara) - 3 partite
  • Enis Nadarevic (Genoa) - 3 partite
  • Sanjin Prcic (Torino) - 2 partite
  • Cazim Suljic (Crotone) - 2 partite
  • Petar Zovko (Spezia) - 2 partite
  • Asmir Begovic (Milan) - 2 partite
  • Eman Kospo (Fiorentina) - 0 partite
  • Niko Kovac (Lecce) - 0 partite
  • Eldin Lolic (Cagliari) - 0 partite
  • Andrej Modic (Milan) - 0 partite
  • Mak Varesanovic (Udinese) - 0 partite

Un dato interessante che emerge riguardo alla Serie A e ai calciatori bosniaci riguarda il ruolo chiave che hanno spesso assunto, dal centrocampo all'attacco, confermando come il talento proveniente dai Balcani continui a essere un elemento prezioso per lo spettacolo del campionato italiano.

Nel frattempo, con Antonio Conte alla guida tecnica del Napoli, squadra oggi tra le più competitive del torneo italiano, l’attesa cresce per le sfide internazionali in cui si incroceranno le strade di questi giovani e meno giovani interpreti bosniaci in Serie A. La prossima sfida dell’Italia contro la Bosnia, infatti, sarà uno degli appuntamenti più attesi, anche per osservare da vicino la crescita e l’affermazione dei talenti balcanici che animano il nostro campionato.

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Lukaku a Verona: il caso e la scomparsa del padre spiegati

Romelu Lukaku torna a parlare con il cuore in mano, raccontando il momento difficile che sta attraversando, tra lutti familiari e un rapporto complicato con il Napoli. Il centravanti belga ha scelto i social per esprimere sentimenti, riflessioni e la sua attuale posizione, facendo riferimento a un’intervista rilasciata dopo la vittoria contro l’Hellas Verona, il 28 febbraio scorso. Una partita segnata da un suo gol all’ultimo minuto che consegnò ai partenopei di Antonio Conte un successo fondamentale, ma anche da lacrime spontanee ai microfoni di Dazn. “Sono stati mesi difficili. A livello personale. Il calcio mi ha dato tanto, mi ha dato tutta la vita. Però, perdere mio padre come l’ho perso io è pesante, ogni giorno”, aveva confessato allora Lukaku, visibilmente commosso. Parole intrise di dolore che spiegano molto sul suo stato d’animo attuale.

A settembre scorso, il bomber ha dovuto affrontare uno dei momenti più duri della sua vita: la scomparsa del padre, Roger Lukaku, a soli 58 anni. La tragedia familiare è stata aggravata da difficoltà legate alle esequie. Romelu e suo fratello Jordan, infatti, non hanno potuto celebrare il funerale a Bruxelles come avrebbero desiderato, poiché alcuni parenti hanno ostacolato il trasferimento della salma dalla Repubblica Democratica del Congo al Belgio. Una situazione dolorosa e complessa, che i due hanno denunciato pubblicamente sui social, parlando di “vittima di estorsione da alcune persone” e sottolineando come il padre, se fosse ancora vivo, non avrebbe mai accettato certe dinamiche familiari. “Adesso capiamo perché nostro padre ci ha tenuto lontani da alcuni parenti”, avevano scritto.

Questo episodio ha segnato profondamente Lukaku, che in questi giorni si trova in Belgio, lontano dal Napoli, per lavorare sul recupero della miglior condizione fisica. Un contesto che sottolinea il momento di incertezza che vive con il club partenopeo. Le fratture tra le parti non sono ancora ricomposte e il giocatore sembra voler rimanere vicino ai suoi affetti familiari in questo delicato periodo, prima di pensare a un eventuale ritorno in campo con la maglia azzurra.

Nel suo messaggio pubblicato su Instagram, Lukaku ha voluto riaffermare il legame profondo con il Napoli nonostante le difficoltà: “Prima di arrivare al Napoli ero morto: l’anno scorso abbiamo fatto qualcosa di bello, quest’anno è difficile ma dobbiamo guardare avanti e fare di tutto per arrivare il più in alto possibile”. Parole che rivelano la volontà del calciatore di rialzarsi, carico della responsabilità verso i suoi figli, il fratello e la squadra. Tuttavia, il futuro di Lukaku in Serie A rimane ancora tutto da scrivere, mentre la sua forza interiore si confronta con un momento di vita complicato e con quell’amore incondizionato per il calcio che, come lui stesso dice, gli ha dato “tutta la vita”.

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domenica 29 marzo 2026

Ancelotti ufficializza la pace con Gattuso: "Lo aspetto al Mondiale"

“Gli mando un grande ‘in bocca al lupo’ e lo aspetto al Mondiale”. Con queste parole, nell’intervista rilasciata oggi al Corriere del Ticino, Carlo Ancelotti ha rivolto il suo augurio a Gennaro Gattuso, inaugurando così una nuova fase nei rapporti tra i due volti noti del calcio italiano. Entrambi protagonisti ora in panchina come commissari tecnici, si preparano alla tensione della finale playoff tra Italia e Bosnia ed Erzegovina, con l’obiettivo comune di vedere la Nazionale azzurra qualificarsi per la Coppa del Mondo. Una dichiarazione diplomatica, certo, ma anche un segnale forte che potrebbe finalmente chiudere uno dei capitoli più controversi degli ultimi anni nel calcio italiano.

Il loro rapporto, infatti, ha avuto momenti di rottura ben noti agli appassionati. Tutto risale alla stagione 2019/2020, l’ultima di Ancelotti alla guida del Napoli targato De Laurentiis, segnata da tensioni interne culminate con il celebre ammutinamento dei giocatori. Dopo l’esonero dello stesso Ancelotti, fu proprio Gattuso a prendere il suo posto sulla panchina partenopea, un passaggio che non fu indolore per il tecnico di Reggiolo. A far discutere non fu solo l’accettazione dell’incarico senza un confronto diretto con il suo ex maestro – che anzi, parve essere stato smentito circa i contatti – ma soprattutto alcune dichiarazioni successive che fecero scalpore. Nello specifico, Ancelotti si risentì per la mancanza di solidarietà da parte di Gattuso nel momento in cui la stampa locale criticava la preparazione della squadra sotto la guida del predecessore, accusandolo di aver lasciato il Napoli in condizioni non ottimali.

Da allora, i due si sono incrociati raramente, mantenendo sempre un atteggiamento molto distaccato e segnato da un certo gelo istituzionale. L’episodio che ben sintetizza questo rapporto inciso è quello avvenuto nel 2023 in occasione di un turno di LaLiga, quando Ancelotti, allora alla guida del Real Madrid, incrociò Gattuso, tecnico del Valencia. Un semplice e freddo scambio di strette di mano, senza alcuna parola tra i due, affidando poi le spiegazioni delle rispettive posizioni alle conferenze stampa. Il passato da giocatore con il Milan, durante il quale Ancelotti fu il maestro e Gattuso l’allievo e centrocampista di ruolo, sembrava ormai un ricordo lontano.

Negli ultimi tempi, però, Gattuso ha più volte cercato di ricucire i rapporti e di riavvicinarsi all’ex allenatore, mostrando un atteggiamento più maturo e aperto. Già nel novembre scorso, ormai stabilmente alla guida della Nazionale italiana, l’ex centrocampista azzurro si è lasciato andare a una confessione pubblica di autocritica: “Ho sbagliato, ero più giovane. Anch'io gli voglio bene e spero di incontrarlo al Mondiale”. Questo messaggio di pace e rispetto è stata la premessa per la risposta di Ancelotti, che oggi conferma di essere pronto a mettere da parte le incomprensioni.

Un gesto simbolico, quello dello scambio di auguri tra Ancelotti e Gattuso, che rappresenta non solo la fine di una faida personale ma anche un messaggio importante per il calcio italiano, chiamato a ritrovare unità e coesione nei momenti cruciali. Con Antonio Conte ora al timone del Napoli e pronto a rilanciare il club partenopeo in Serie A, il panorama calcistico nazionale si è arricchito di nuovi protagonisti, ma il legame tra Carlo Ancelotti e Gennaro Gattuso resta una delle storie più affascinanti legate al mondo delle panchine.

Il futuro, con la Nazionale azzurra in grado di giocarsi un posto al prossimo Mondiale, potrebbe così vedere entrambi i tecnici impegnati sullo stesso fronte. E chissà che questa attesa partita tra Italia e Bosnia ed Erzegovina non possa essere l’inizio di un rapporto finalmente pacificato, sul terreno di gioco e oltre.

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Italia-Bosnia: valore di mercato degli avversari azzurri

GDS

La Nazionale italiana di calcio, guidata da Gennaro Gattuso, ha superato senza difficoltà l’Irlanda del Nord e ora concentra tutte le energie sulla sfida decisiva contro la Bosnia ed Erzegovina. In palio non c’è solo l’orgoglio, ma l’accesso ai Mondiali 2026. I playoff Mondiali si profilano quindi come una sfida di grande tensione e intensità, con due formazioni che si presentano marcate a livello di qualità e valore di mercato piuttosto ravvicinati.

Secondo le ultime valutazioni del portale specializzato Transfermarkt, la Bosnia ed Erzegovina vanta una rosa il cui valore complessivo si aggira intorno ai 124,1 milioni di euro. Questi dati confermano che, nonostante la qualità rimaneggiata rispetto a qualche anno fa, i talenti dei Balcani non vanno sottovalutati. A guidare la squadra bosniaca nella sfida c’è Ermedin Demirovic, attaccante del Stoccarda, con una valutazione di 22 milioni di euro, il più prezioso tra i suoi compagni. Al secondo posto troviamo Tarik Muharemovic, centrocampista che milita in Serie A con la maglia del Sassuolo, stimato 20 milioni – cifra che potrebbe essere sottostimata, vista la giovane età e le potenzialità ancora da esprimere appieno. Va dunque rimarcato come il valore medio per singolo giocatore in campo dall’undici bosniaco si attesti attorno ai 5 milioni di euro, un dato modesto rispetto agli standard europei.

Dall’altra parte, l’Italia di Gattuso non lascia spazio a dubbi: i suoi giocatori, nel complesso, valgono ben 838,5 milioni di euro. Una forbice ampia che sottolinea la differenza di caratura tecnica e il tasso di esperienza presente nella rosa italiana. Al vertice della classifica dei più preziosi spicca Sandro Tonali, regista del Newcastle, con un valore di mercato che raggiunge gli 80 milioni di euro. A seguirlo, il nucleo nerazzurro, con il difensore Alessandro Bastoni – capace di scardinare gli attacchi avversari con efficacia – e due pezzi da novanta dell’Inter come Nicolò Barella e Federico Dimarco, entrambi valutati intorno ai 50 milioni.

Una curiosità riguarda Leonardo Spinazzola, esterno del Napoli allenato da Antonio Conte, il più “economico” della selezione italiana. Il valore di mercato di Spinazzola si attesta sui 3,5 milioni di euro, influenzato dall’età e dalla scadenza del suo contratto. Tuttavia, è noto come la sua importanza per la squadra vada oltre il mero dato economico, dato il suo apporto tattico e la capacità di incidere sulla fascia sinistra.

In media, ogni azzurro ha un valore di mercato stimato intorno ai 30 milioni di euro, una cifra che sottolinea quanto peso e qualità possiede la nazionale italiana in questa importante fase di qualificazione per Qatar 2026. Questi numeri fanno da prologo a una sfida che promette spettacolo e che potrebbe sancire il ritorno degli Azzurri nella massima rassegna mondiale del calcio.

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Locatelli a cena con interisti, Juve sotto accusa: Balzarini

Un episodio curioso, che ha fatto rapidamente il giro dei social e acceso un acceso dibattito tra i tifosi della Serie A: Manuel Locatelli, capitano della Juventus, è finito al centro delle polemiche per una semplice cena a Firenze. In un giorno di riposo concesso da Gennaro Gattuso, il tecnico della Nazionale, Locatelli ha scelto di passare la serata in compagnia di un gruppo di compagni azzurri, ma soprattutto di calciatori dell'Inter, club storico rivale in Serie A. Alla tavolata, oltre a Locatelli e Guglielmo Vicario — anch’egli sul taccuino dei nerazzurri — c’erano infatti nomi di spicco come Alessandro Bastoni, Federico Dimarco, Nicolò Barella e Pio Esposito, tutti pronti a rituffarsi negli impegni con la Nazionale.

La reazione dei tifosi bianconeri non si è fatta attendere, generando uno “scontro social” che ha però trovato una netta linea di demarcazione nelle opinioni degli addetti ai lavori. Tra questi, spicca quella di Gianni Balzarini, giornalista esperto di Juventus, che ha voluto smorzare i toni intervenendo sul suo canale YouTube. "Si è scatenato un putiferio, ma davvero pensate che Rivera e Mazzola non si frequentassero? O che Graziani e Scirea, se si incontravano per strada a Torino, non si salutassero o non bevessero un caffè insieme? E Bettega e Pulici sicuramente non si sputavano in faccia, vero? Sono domande retoriche, ma voglio far capire che non c’è bisogno di alimentare divisioni basate solo sul tifo", ha sottolineato.

Balzarini ha evidenziato una realtà spesso dimenticata nello sport professionistico: "Dobbiamo uscire dall’idea del tifoso che se due calciatori militano in squadre avversarie allora non possono avere rapporti di amicizia. Amicizia forse è una parola forte, ma almeno la possibilità di una convivialità, di una cena insieme, di un incontro tra persone che condividono la Nazionale. È probabile che in quel gruppo Locatelli abbia preferito unirsi a loro piuttosto che ad altri compagni come Cambiaso o Gatti, magari per scelte di affinità personali. Che dovrebbero fare, quindi? Uscire solo i juventini da una parte, gli interisti dall’altra, i milanisti in un altro tavolo e Politano da solo?"

Il giornalista non nasconde il suo stupore di fronte alla polemica: "Davvero pensate che, di fronte alla rivalità storica tra tifoserie, ci sia lo stesso odio tra i calciatori? Non è mai stato così. Certo, ci possono essere antipatie singole o rivalità nel gruppo squadra o tra diverse società, ma nella stragrande maggioranza dei casi parliamo di colleghi di lavoro. Professionisti che non vivono il calcio come i tifosi. Montare tutto questo caos perché un giocatore va a cena con altri colleghi, anche se di club rivali come l’Inter, è semplicemente fuori dal mondo."

Questa vicenda, entrata rapidamente nel dibattito sul rapporto tra rivalità sportive e relazioni personali tra giocatori di Serie A, getta luce sulla complessità di una realtà sempre più professionale, lontana dalla passione esasperata che si respira sugli spalti. Manuel Locatelli ha semplicemente sfruttato un momento di relax per condividere un pasto con colleghi della Nazionale, un gesto che in campo non altera la competitività ma anzi rappresenta la normalità nella vita quotidiana di molti big del calcio italiano.

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Eranio punta su Santi Gimenez: "Il vero Bebote arriverà"

Stefano Eranio, ex centrocampista rossonero protagonista con il Milan negli anni '90, si è espresso in un’intervista esclusiva riguardo al campionato di Serie A e al rendimento di Santiago Gimenez. Intervistato da MilanNews.it, Eranio ha espresso un’analisi accurata sulla volata scudetto, sottolineando come al momento la classifica sia più aperta che mai.

«Sei punti di distanza a questo punto della stagione – ha spiegato Eranio – non sono affatto tanti, soprattutto considerando che mancano ancora molte partite. Ogni singolo punto ha un peso rilevante e il finale di stagione sarà senza dubbio intenso e decisivo per tutte le contendenti. L’Inter, rispetto a Milan e Napoli, attraversa un momento difficile, e adesso la componente mentale può fare davvero la differenza in chi lotta per il titolo».

Un’attenzione particolare nelle parole dell’ex centrocampista rossonero è stata riservata al prossimo big match Napoli-Milan, incontro fondamentale per entrambe le squadre nella corsa allo scudetto. «Quella gara vale tantissimo – continua Eranio – per il Milan è fondamentale vincere se si vuole provare ad allungare sui partenopei o almeno non perdere terreno dalla vetta. Il Napoli, dal canto suo, è in una fase di crescita, con qualche rientro importante che potrebbe far la differenza. Il bilancio nello scontro diretto sarà determinante per entrambe le squadre».

Nel corso dell’intervista è emerso anche un focus sullo stato di forma dei leader offensivi rossoneri, con Eranio che ha sottolineato: «Per il Milan sarà cruciale capire le condizioni di Pulisic e Leao, due giocatori che possono fare la differenza in partite così delicate».

Infine, quasi a voler infondere fiducia nei tifosi del Milan, Stefano Eranio ha commentato il recupero dall’infortunio di Santiago Gimenez, attaccante messicano che purtroppo ha vissuto una stagione tormentata dai problemi fisici: «Gimenez ha avuto tante difficoltà e non abbiamo ancora visto la sua versione migliore, il ‘vero Bebote’. Quando tornerà al massimo della condizione, sono sicuro che tornerà a segnare come ha sempre fatto, dimostrando il valore e il potenziale che tutti gli riconoscono».

Un messaggio chiaro quindi, non solo di speranza, ma anche di consapevolezza che il finale di stagione sarà una vera battaglia, in cui a fare la differenza potrebbe essere proprio la tenuta fisica e mentale di uomini chiave come Gimenez, Pulisic e Leao. Nel frattempo, si prospetta un testa a testa entusiasmante tra Milan e Napoli, con l’Inter che tenta di risalire la china in cerca di un rilancio per lo scudetto che porterà la firma di Antonio Conte sulla panchina partenopea.

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Tottenham cambia allenatore: via Tudor. Bastoni, ultime Barça

Il Tottenham apre una nuova pagina dopo il clamoroso divorzio con Igor Tudor, ormai ex allenatore degli Spurs. Nonostante il suo incarico fosse stato concepito come un “traghettamento” fino al termine della stagione, i risultati sul campo non sono stati all’altezza delle attese. L’eliminazione shock dalla Champions League e la precarissima posizione in Premier League, con il club inglese che si ritrova quartultimo in classifica e a un solo punto dalla zona retrocessione, hanno convinto la dirigenza a intraprendere una drastica svolta.

Attraverso un comunicato ufficiale, il Tottenham ha infatti annunciato: “Confermiamo che è stato concordato di comune accordo che l’allenatore Igor Tudor lasci il Club con effetto immediato”. Contestualmente, hanno lasciato anche Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci, rispettivamente preparatore dei portieri e preparatore atletico. Una mossa che segnala la volontà degli Spurs di riorganizzare completamente lo staff tecnico e di ritrovare competitività nel prosieguo della stagione.

Nel frattempo, occhi puntati sul mercato italiano, dove l’Inter continua a elaborare strategie importanti per il futuro. Un’operazione che ha lasciato il segno è stata senza dubbio l’acquisto estivo di Manuel Akanji. Il difensore, arrivato in prestito, si è rivelato un pilastro affidabile della retroguardia nerazzurra, confermandosi tra i rinforzi migliori dell’ultima sessione di calciomercato. Seguendo questa linea di interventi mirati e sostenibili sotto il profilo economico, la dirigenza interista potrebbe replicare un modello simile la prossima estate, puntando su un centrale di livello, senza gravare immediatamente sul bilancio.

In questo contesto emerge con forza il nome di Kim Min-jae. Il difensore sudcoreano, protagonista indiscusso ai tempi del Napoli di Antonio Conte, continua a essere un obiettivo concreto per l’Inter. Dopo un periodo non facile in Bundesliga con il Bayern Monaco, dove non ha trovato la continuità sperata, Kim potrebbe rappresentare una ghiotta occasione di mercato. Il suo ricordo in Serie A è ancora molto positivo, e il suo possibile ritorno riaccende l’interesse soprattutto perché l’Inter dovrà presto affrontare le uscite di alcuni esperti difensori come Acerbi, De Vrij o Bastoni, con necessità di rimpiazzarli adeguatamente.

Proprio su Bastoni, invece, il Barcellona non molla la presa. Il difensore dell’Inter è da mesi un obiettivo di primissimo piano per i blaugrana, intenzionati a rinforzare la loro retroguardia in vista della prossima stagione. Entro poche settimane potrebbero intensificarsi i contatti tra le due società. Nel frattempo, la dirigenza catalana ha già avviato colloqui con l’entourage del giocatore per sondare la disponibilità e valutare la fattibilità dell’affare.

Tuttavia, la posizione nerazzurra rimane ferma e decisa: Alessandro Bastoni è considerato un elemento centrale del presente e del futuro del club, uno dei leader tecnici della squadra che difficilmente sarà ceduto senza un adeguato sostituto. Il Barcellona continuerà a seguire da vicino l’evolversi della situazione, ma per ora l’Inter tiene saldo uno dei suoi pezzi più pregiati nel reparto difensivo.

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Juve, Napoli e Milan su Goretzka: il tedesco ha un ostacolo

Il nome di Leon Goretzka torna prepotentemente a emergere nel panorama del calciomercato internazionale, con un particolare interesse che arriva direttamente dalla Serie A. Il centrocampista tedesco classe 1995, in uscita dal Bayern Monaco a parametro zero visto il mancato rinnovo contrattuale, si configura come una delle occasioni più ghiotte per i club italiani alla ricerca di qualità ed esperienza in mezzo al campo.

Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Sportmediaset, la Juventus sta monitorando da tempo con attenzione la situazione di Goretzka, valutandolo come un possibile rinforzo di peso per la mediana della prossima stagione. L’esperienza internazionale e il profilo tecnico del nazionale tedesco rispondono infatti alle esigenze di qualità e solidità richieste dal progetto bianconero, che punta a mantenere alte le ambizioni sia in campionato che in ambito europeo.

Il centrocampista del Bayern suscita però interesse anche tra le altre big italiane. In primis il Milan, che sta seguendo con attenzione Goretzka come potenziale elemento capace di garantire quel mix di fisicità e inserimenti che servirebbe a rafforzare il centrocampo rossonero. Non solo: spicca anche la candidatura del Napoli, guidato da Antonio Conte, il quale vede nel tedesco un atleta di spessore internazionale in grado di aumentare la qualità e l’esperienza della rosa, soprattutto in chiave Champions League.

Questa sfida di mercato tutta italiana tra Juventus, Milan e Napoli potrebbe intensificarsi con l’avvicinarsi della finestra estiva di calciomercato, dando vita a un autentico duello per assicurarsi le prestazioni di Goretzka.

Nonostante il grande interesse, però, resta un nodo difficile da sciogliere: l’ingaggio del centrocampista. Attualmente il giocatore percepisce circa 18 milioni di euro lordi a stagione, una cifra nettamente superiore alla media degli stipendi offerti in Serie A, soprattutto se rapportata ai budget e ai tetti salariali dei club. Proprio questa condizione potrebbe rappresentare un ostacolo significativo e condizionare ogni possibile trattativa italiana.

Per concretizzare un trasferimento in Italia, dunque, Goretzka dovrebbe necessariamente accettare un’importante riduzione economica rispetto al suo attuale contratto bavarese. Senza questo passo, ogni discorso rischia di restare confinato alle suggestioni di mercato, nonostante il profondo interesse che le principali società del campionato nutrono verso il centrocampista tedesco.

La situazione di Goretzka rappresenta dunque un nodo intrigante per il mercato in Serie A: qualità e esperienza di un giocatore che potrebbe fare la differenza, ma anche la sfida di gestire un ingaggio pesante, in modo da consentire a club come Juventus, Milan e Napoli di sognare un colpo importante a centrocampo per la stagione 2024/2025.

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Giannitti: "Campionato unico, Fiorentina delusione e la Champions"

DIRETTA ESCLUSIVA

In un'intervista esclusiva rilasciata alla nostra redazione per la rubrica "A tu per tu", il giornalista sportivo Marco Giannitti ha tracciato un quadro approfondito e appassionato della situazione attuale della Serie A, un campionato che si sta rivelando più articolato e combattuto rispetto alle stagioni passate.

«Quest’anno il campionato italiano è diverso dagli altri», ha spiegato Giannitti, mettendo in evidenza alcune dinamiche chiave del torneo: «Inizialmente sembrava che il Milan potesse davvero essere l’unica rivale credibile per l’Inter nella corsa allo scudetto. Tuttavia, la compagine rossonera non è riuscita a mantenere quella continuità. Anche il Napoli, guidato da Antonio Conte, ha alternato vittorie a risultati meno convincenti, senza riuscire ancora a creare un vero allungo». Sul cammino dell’Inter, Giannitti sottolinea invece: «I nerazzurri hanno avuto qualche momento di flessione, ma ad oggi il margine di vantaggio sul resto della concorrenza è importante e alla fine la spunteranno loro».

Un capitolo a parte merita la Fiorentina, per Giannitti una vera e propria delusione in questa Serie A: «La società viola dispone di un tasso tecnico ben superiore a quanto espresso nella classifica attuale. È un’evidente discrepanza che lascia spazio a molte riflessioni sul rendimento della squadra.»

La lotta per la salvezza è un altro tema caldo di questa stagione e Giannitti non manca di dare la sua analisi: «Il Pisa e il Verona stanno vivendo un periodo difficile, con poche speranze di risalita immediata. La vera sfida è tra Lecce e Cremonese: i salentini sono ancora vivi e molto combattivi, mentre la Cremonese ha raccolto una vittoria fondamentale dopo il cambio di allenatore». Proprio sul turnover in panchina a Cremona, l’addio a Ballardini per il ritorno di Marco Giampaolo sembra aver prodotto effetti immediati. «Giampaolo è una vecchia conoscenza della Serie A, ha iniziato bene con una vittoria importante, e questo può certamente aiutare i grigiorossi a centrare una salvezza più tranquilla».

Infine, Giannitti si sofferma sulla corsa alla qualificazione in Champions League, offrendo una sorprendente chiave di lettura: «Tra Como e Juventus, vedo il Como più costante e determinato in termini di rendimento stagionale. Personalmente credo che i lombardi siano avvantaggiati rispetto alla Juventus nella lotta per la zona Champions».

Il quadro tracciato da Marco Giannitti si conferma dunque ricco di spunti interessanti e riflessioni sincere, in un campionato di Serie A che, nonostante le aspettative, continua a riservare sorprese e colpi di scena fino all’ultimo minuto.

Leggi l'intervista completa a Marco Giannitti

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Roma prepara la sfida Inter: Soulé carico, ma allarma Wesley

A una settimana esatta dal delicato confronto contro l’Inter, in casa Roma si respira un clima di maggiore tranquillità rispetto alle tensioni che avevano caratterizzato le ultime giornate al centro sportivo “Fulvio Bernardini” di Trigoria. Il rapporto tra il tecnico Gian Piero Gasperini e la società giallorossa si è progressivamente normalizzato, sebbene non si possa ancora parlare di un completo ritorno alla serenità. La priorità per la Roma resta il campo e un finale di stagione che appare ancora tutto da decidere.

La trasferta pasquale a San Siro si presenta come un banco di prova fondamentale per i capitolini, chiamati a confermare la brillante vittoria ottenuta contro il Lecce, risultato arrivato prima della pausa. Non sarà assolutamente un impegno facile: l’Inter, attualmente in piena corsa per lo scudetto, è costretta a non lasciare punti per strada, vista la situazione di classifica con sei punti di vantaggio sul Milan e sette sul Napoli, allenato da Antonio Conte. Questo scenario rende la sfida di domenica particolarmente insidiosa per la Roma, che dovrà mettere in campo determinazione e qualità per provare a sorprendere la compagine nerazzurra.

Dopo il weekend di riposo concesso a tutta la squadra, il gruppo riprenderà gli allenamenti da domani con l’obiettivo di preparare al meglio il big match di San Siro. Tra le buone notizie in casa giallorossa spicca quella relativa a Matias Soulé, giovane talento argentino che, dopo una settimana di lavoro a pieno ritmo con i compagni, è pronto a tornare a disposizione di Gasperini dopo circa un mese e mezzo di assenza per una pubalgia che lo aveva tenuto lontano dai campi.

Le preoccupazioni invece riguardano le condizioni fisiche di Felipe Wesley. Dalla nazionale brasiliana, dove si trovava con il gruppo verdeoro, sono infatti giunte notizie poco confortanti: il giocatore ha dovuto abbandonare il ritiro per un fastidio muscolare alla parte posteriore della coscia destra. Lo staff medico del commissario tecnico Carlo Ancelotti ha riscontrato una possibile lesione muscolare. Wesley rientrerà a Roma già nella giornata odierna e nelle prossime 24 ore è previsto che si sottoponga a esami strumentali approfonditi presso il centro medico della Roma per comprendere l’entità dell’infortunio.

A quel punto sarà più chiaro se Gasperini potrà contare sull’esterno brasiliano per la sfida cruciale contro l’Inter o se sarà costretto a puntare sulle alternative a disposizione in rosa. Intanto, tutti gli occhi sono puntati sulla città meneghina, dove la Roma proverà a mettere in difficoltà un’Inter galvanizzata e decisa a mantenere la vetta della Serie A. Il confronto si preannuncia avvincente e carico di significati, con la stagione giallorossa ancora aperta a molteplici scenari.

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sabato 28 marzo 2026

Calciomercato 28 marzo: ultime indiscrezioni e trattative live

Il calciomercato entra nel vivo con novità interessanti e colpi di scena che riguardano club italiani e stranieri. Dalla conferma di Noa Lang al Galatasaray, all’ingresso di un nuovo dirigente al Milan, fino al possibile trasferimento di Alessandro Bastoni al Barcellona: ecco il quadro completo e aggiornato della giornata.

Noa Lang verso il riscatto dal Napoli: il Galatasaray pronto a investire

Il futuro di Noa Lang appare sempre più legato alla Turchia. Dopo l’arrivo a gennaio dal Napoli, l’esterno olandese ha trovato spazio e fiducia nel Galatasaray, che ora sembra intenzionato a riscattarlo a titolo definitivo. La trattativa prevede un prestito oneroso di 2 milioni con un’opzione fissata a 28 milioni per l’acquisto del cartellino. In 11 presenze ufficiali Lang ha messo a segno 2 gol e fornito 2 assist, numeri che convincono la dirigenza turca a scommettere sulla sua continuità e crescita. Un segnale importante, con il Napoli di Antonio Conte che al momento sembra disposto a lasciare partire l’esterno.

Genoa, Andrea Mariotti firma il primo contratto da professionista

Un giovane talento del calcio italiano mette a segno un traguardo fondamentale: Andrea Mariotti, capitano dell’Under 18 del Genoa, ha firmato il suo primo contratto da professionista con i rossoblù. Il ragazzo ha condiviso con entusiasmo su Instagram: “Un sogno che porto dentro da sempre… oggi diventa realtà. Firmare il mio primo contratto è un’emozione indescrivibile. Grazie a chi mi è stato vicino e alla società per questa opportunità. Forza Grifone!”. Una testimonianza di passione e perseveranza che il club ligure si augura di vedere crescere nel settore giovanile e, chissà, a breve in prima squadra.

Juventus, Kostic non rinnoverà: si apre il mercato italiano per il serbo

La Juventus ha deciso di non proseguire con Filip Kostic, il cui contratto scade il 30 giugno. Arrivato a Torino nel 2022 per 15 milioni, l’esterno serbo non rientra più nei piani della società bianconera, che sta invece lavorando ai rinnovi di giocatori chiave come Yildiz e McKennie. Nel frattempo, diverse squadre italiane, tra cui Cagliari, Parma e Genoa, stanno sondando il terreno per un ingaggio a parametro zero di un calciatore esperto e di qualità.

Restano aperte anche piste estere per Kostic: oltre al Fenerbahce, che lo segue con interesse, il Benfica di José Mourinho sarebbe disponibile ad accoglierlo. Dopo quattro stagioni in bianconero, di cui una in prestito in Turchia, l’avventura del serbo in Italia pare a un punto di svolta.

Udinese vicina al riscatto di Nicolò Zaniolo

Nicolò Zaniolo si avvicina sempre più a restare all’Udinese: la società friulana è pronta a versare 10 milioni di euro al Galatasaray per confermare il prestito. Il centrocampista ex Roma, protagonista assieme a Keinan Davies nella salvezza quasi matematica dei bianconeri, ha confermato il proprio valore nonostante le polemiche relative alla mancata convocazione in Nazionale. Alternativamente, l’Udinese potrebbe optare per una formula che prevede 5 milioni di euro più il 50% sulla futura rivendita. Gianluca Nani, direttore sportivo del club, ha sottolineato recentemente che “Zaniolo è un giocatore estremamente importante, per noi è un privilegio averlo.”

Milan, ingaggiato il dirigente inglese Luke Baker

Sottotraccia, ma con grande rilevanza strategica, il Milan ha inserito nel proprio organigramma Luke Baker, nuovo Senior Commercial Director. Il dirigente inglese vanta un’esperienza di quasi nove anni al Manchester United, dove ha ricoperto ruoli in ambito commerciale, dall’inizio come Global Sponsorship Manager fino a diventare Principal Partnerships Director. Nel Milan, Baker sarà responsabile della pianificazione e implementazione delle strategie commerciali, della crescita dei ricavi e della negoziazione con partner di alto profilo, lavorando in stretta sinergia con il management rossonero.

Barcellona e Inter: Bastoni nel mirino dei blaugrana

Alessandro Bastoni è il nome caldo per rinforzare la difesa del Barcellona. Il difensore dell’Inter, classe 1999, rappresenta il profilo ideale per il club catalano: mancino, forte nel gioco aereo, con esperienza internazionale e in nazionale italiana. Anche se la trattativa non è ancora ufficialmente partita, il Barcellona avrebbe sondato il terreno e Bastoni avrebbe espresso il desiderio di trasferirsi al Camp Nou. L’Inter è disponibile a trattare, ma il costo del cartellino si aggira intorno ai 70 milioni di euro, una cifra importante per le casse blaugrana, ancora alle prese con le difficoltà di bilancio e i limiti del Fair Play Finanziario. Per ora si tratta di un semplice sondaggio, ma il consenso del giocatore apre scenari interessanti.

Diritti d’immagine, Mauro Icardi risolve il contenzioso con il Galatasaray

Nuove tregue per Mauro Icardi e il Galatasaray. L’attaccante argentino, che percepisce uno stipendio da 6 milioni annui più altri 4 milioni derivanti dai diritti d’immagine, nei mesi scorsi aveva avviato un contenzioso legale a causa di ritardi nei versamenti. La questione riguardava l’accordo stipulato con soggetti privati e non direttamente con il club turco. Dopo trattative e mediazioni tra i legali, è stato raggiunto un accordo per la regolarizzazione dei pagamenti.

Nel frattempo, Icardi ha prolungato la sua assenza da Istanbul, concesso a trascorrere più tempo con i figli in Argentina. Solo recentemente ha affidato le bambine all’ex moglie Wanda Nara prima di rientrare alla base. La situazione rimane monitorata, anche se al momento la questione economica sembra risolta.

Olympique Marsiglia in fermento: McCourt annuncia nuovi investimenti e cambio di presidenza

L’Olympique de Marseille si prepara a un’importante rivoluzione societaria. Il proprietario Frank McCourt ha confermato in un’intervista al Journal du Dimanche l’uscita di scena di Pablo Longoria, che lascerà la dirigenza al termine della stagione, e anticipato l’apertura della ricerca di un nuovo presidente con profilo manageriale e conoscenza approfondita della cultura calcistica francese e marsigliese. Allo stesso tempo, McCourt ha spiegato la necessità di trovare investitori strategici per rafforzare la crescita del club e riportarlo ai livelli più alti. Un passaggio cruciale dopo un periodo complicato, che include anche il recente addio dell’allenatore Roberto De Zerbi.

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