“Gli mando un grande ‘in bocca al lupo’ e lo aspetto al Mondiale”. Con queste parole, nell’intervista rilasciata oggi al Corriere del Ticino, Carlo Ancelotti ha rivolto il suo augurio a Gennaro Gattuso, inaugurando così una nuova fase nei rapporti tra i due volti noti del calcio italiano. Entrambi protagonisti ora in panchina come commissari tecnici, si preparano alla tensione della finale playoff tra Italia e Bosnia ed Erzegovina, con l’obiettivo comune di vedere la Nazionale azzurra qualificarsi per la Coppa del Mondo. Una dichiarazione diplomatica, certo, ma anche un segnale forte che potrebbe finalmente chiudere uno dei capitoli più controversi degli ultimi anni nel calcio italiano.
Il loro rapporto, infatti, ha avuto momenti di rottura ben noti agli appassionati. Tutto risale alla stagione 2019/2020, l’ultima di Ancelotti alla guida del Napoli targato De Laurentiis, segnata da tensioni interne culminate con il celebre ammutinamento dei giocatori. Dopo l’esonero dello stesso Ancelotti, fu proprio Gattuso a prendere il suo posto sulla panchina partenopea, un passaggio che non fu indolore per il tecnico di Reggiolo. A far discutere non fu solo l’accettazione dell’incarico senza un confronto diretto con il suo ex maestro – che anzi, parve essere stato smentito circa i contatti – ma soprattutto alcune dichiarazioni successive che fecero scalpore. Nello specifico, Ancelotti si risentì per la mancanza di solidarietà da parte di Gattuso nel momento in cui la stampa locale criticava la preparazione della squadra sotto la guida del predecessore, accusandolo di aver lasciato il Napoli in condizioni non ottimali.
Da allora, i due si sono incrociati raramente, mantenendo sempre un atteggiamento molto distaccato e segnato da un certo gelo istituzionale. L’episodio che ben sintetizza questo rapporto inciso è quello avvenuto nel 2023 in occasione di un turno di LaLiga, quando Ancelotti, allora alla guida del Real Madrid, incrociò Gattuso, tecnico del Valencia. Un semplice e freddo scambio di strette di mano, senza alcuna parola tra i due, affidando poi le spiegazioni delle rispettive posizioni alle conferenze stampa. Il passato da giocatore con il Milan, durante il quale Ancelotti fu il maestro e Gattuso l’allievo e centrocampista di ruolo, sembrava ormai un ricordo lontano.
Negli ultimi tempi, però, Gattuso ha più volte cercato di ricucire i rapporti e di riavvicinarsi all’ex allenatore, mostrando un atteggiamento più maturo e aperto. Già nel novembre scorso, ormai stabilmente alla guida della Nazionale italiana, l’ex centrocampista azzurro si è lasciato andare a una confessione pubblica di autocritica: “Ho sbagliato, ero più giovane. Anch'io gli voglio bene e spero di incontrarlo al Mondiale”. Questo messaggio di pace e rispetto è stata la premessa per la risposta di Ancelotti, che oggi conferma di essere pronto a mettere da parte le incomprensioni.
Un gesto simbolico, quello dello scambio di auguri tra Ancelotti e Gattuso, che rappresenta non solo la fine di una faida personale ma anche un messaggio importante per il calcio italiano, chiamato a ritrovare unità e coesione nei momenti cruciali. Con Antonio Conte ora al timone del Napoli e pronto a rilanciare il club partenopeo in Serie A, il panorama calcistico nazionale si è arricchito di nuovi protagonisti, ma il legame tra Carlo Ancelotti e Gennaro Gattuso resta una delle storie più affascinanti legate al mondo delle panchine.
Il futuro, con la Nazionale azzurra in grado di giocarsi un posto al prossimo Mondiale, potrebbe così vedere entrambi i tecnici impegnati sullo stesso fronte. E chissà che questa attesa partita tra Italia e Bosnia ed Erzegovina non possa essere l’inizio di un rapporto finalmente pacificato, sul terreno di gioco e oltre.
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