Il Milan crolla clamorosamente a San Siro sotto i colpi di un’Udinese determinata e cinica, e il dibattito che ne scaturisce tocca inevitabilmente il cuore della questione: il cambio di modulo adottato da Massimiliano Allegri. Dopo aver affrontato la stagione con un consolidato 3-5-2, il tecnico toscano ha deciso di passare al 4-3-3 proprio nel momento più delicato, una mossa che però non ha portato i frutti sperati e ora rischia di complicare seriamente il cammino europeo dei rossoneri.
Il giornalista Franco Ordine, nel suo editoriale per il Corriere dello Sport, analizza senza mezze misure questa svolta tattica che ha preso forma dopo la sconfitta contro il Napoli, guidato da Antonio Conte, una battuta d’arresto che ha generato una sorta di “depressione collettiva” nell’ambiente Milan. “Non sempre cambiare garantisce il miglioramento”, è la premessa che fa da filo conduttore al suo ragionamento. Secondo Ordine, Allegri ha resistito a lungo alle pressioni di chi suggeriva nuove soluzioni, prima di arrendersi all’idea di una variante tattica che avrebbe dovuto “rimbalzare” la squadra dopo il passo falso campano.
Ma si tratta, sottolinea Ordine, di una visione troppo semplicistica. “I miracoli – scrive – nel calcio non si improvvisano né si ottengono cambiando semplicemente il sistema di gioco. Il primo comandamento resta il rispetto religioso delle caratteristiche del gruppo e la consapevolezza della qualità tecnica complessiva”. In altre parole, per far bene serve che la tattica valorizzi i punti di forza e renda giustizia al valore dei giocatori, non un cambio coatto che rischia di disorientare un collettivo già in difficoltà.
Il ko con l’Udinese provoca un effetto domino preoccupante sul fronte europeo. Il rischio concreto, avverte Ordine, è quello di perdere ulteriori punti preziosi nelle prossime partite, partendo dalla difficile trasferta di domenica al Bentegodi contro il Verona, compromettendo così la candidatura rossonera per un posto in Champions League. “In questo scenario tattico e fisico – conclude il giornalista – serviranno doti nuove: mantenere lucidità, evitare panico e soprattutto preservare l’unità del gruppo”.
In una Serie A sempre più competitiva, dove Napoli e Inter sembrano al momento condurre con decisione la corsa, il Milan di Allegri è chiamato a un’esame di maturità cruciale. La squadra deve ritrovare equilibrio e identità, senza lasciarsi condizionare da scelte tattiche improvvisate ma cercando invece di valorizzare il proprio potenziale. L’obiettivo Champions, fondamentale per il club rossonero, resta però a rischio se non si trovano rapidamente le giuste contromisure.
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