Quando ancora lo stadio di Napoli non portava il nome di Diego Armando Maradona, Maurizio Sarri aveva già lasciato un segno indelebile con il suo Sarrismo più puro, un calcio fatto di idee chiare e gioco dominante. Ieri, tuttavia, al Maradona è andata in scena una nuova lezione di calcio targata Sarri, una vera e propria masterclass in quella che è ormai la sua nuova avventura alla guida della Lazio. Una partita perfetta preparata nel dettaglio, capace di portare a casa la vittoria più prestigiosa della stagione per i biancocelesti: il quarto successo consecutivo in Serie A contro il Napoli tra le mura amiche del "Maradona".
Questa Lazio – guidata dal tecnico toscano – esprime un’inedita versione del suo sistema di gioco, una sorta di Sarrismo 2.0 che fonda le radici nell’“anarchia organizzata”, un ossimoro che racchiude perfettamente la filosofia di Sarri: libertà e creatività lasciate ai calciatori più imprevedibili come Noslin, Tavares, Lazzari e Cancellieri, in perfetta sintonia con un meccanismo collettivo ben oliato e dotato di intelligenza tattica. Il gioco della Lazio è spesso nato da rapide ripartenze e azioni a campo aperto, ma sempre sorretto da quella qualità e lucidità mentale che richiamano la prima versione del Sarrismo e che il tecnico ha paragonato, in conferenza, al rapporto tra Hamsik e Taylor nel Napoli di qualche anno fa. Un confronto utile a spiegare come certi principi possano essere adattati anche a questa squadra, pur nelle differenze oggettive dei protagonisti.
Le risposte che servivano in vista della Coppa Italia
In casa Lazio, oltre ai tre punti, ieri sono arrivate risposte importanti soprattutto in vista della difficile sfida di Coppa Italia in programma mercoledì a Bergamo contro l’Atalanta. Serve infatti una squadra al massimo della condizione, e Sarri ha potuto trarre indicazioni chiarificatrici dall'impegno contro il Napoli.
Tra i segnali positivi spicca la prestazione di Toma Basic, autore del gol del raddoppio e bomber di giornata per la Lazio. Il centrocampista croato ha mostrato sacrificio e sostanza, confermando di essere un elemento prezioso nella rosa a disposizione del Comandante. Cala invece il sipario sulla serata di capitan Zaccagni, purtroppo protagonista in negativo: dal rigore sbagliato alla resa difensiva, la sua prova è stata una delle uniche note stonate di una squadra che, nel complesso, ha messo in campo una prestazione di grande spessore.
Emblema del lavoro incessante di Sarri è stato, come sempre, Mario Gila. Il difensore spagnolo ha dimostrato una crescita esponenziale rispetto al passato, da giocatore basato su irruenza, fisicità e corsa a centrale intelligente, ordinato e abile nelle letture difensive. Proprio la sua evoluzione rappresenta uno degli aspetti più incoraggianti per il futuro biancoceleste.
Le buone notizie sono arrivate anche dalle seconde linee, che hanno risposto presente, accendendo qualche curiosità sulle scelte future di Sarri. Con l’Atalanta davanti, contro una squadra che concede spazi per giocare, sarà possibile rivedere in campo da titolari Noslin e Cancellieri? E quale sarà il ruolo delle ali Lazzari e Tavares, soprattutto se Marusic dovesse recuperare la lesione muscolare di cui è stato vittima e che oggi verrà sottoposto agli esami strumentali per valutare l’entità del problema?
A queste domande il tecnico toscano risponderà nei prossimi giorni: dopo una prestazione che è stata una vera e propria lezione di calcio, per la Lazio e per Sarri c’è solo da continuare su questa strada e affidarsi con fiducia al Comandante.
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