È ormai ufficialmente partito il grande risiko di mercato e panchine che si scatenerà nell’estate 2024 in vista della prossima stagione calcistica. L’edizione odierna de Il Giornale mette sotto la lente di ingrandimento un intreccio di scelte e strategie che riguarderà non solo allenatori e dirigenti di club, ma anche la nazionale italiana, impegnata nella delicata ricerca del successore di Gennaro Gattuso come commissario tecnico, oltre alla necessità di rinnovare alcune figure chiave nella FIGC per rilanciare il sistema calcio nel nostro Paese.
Al centro di questo intricato scenario ci sono principalmente due nomi di primissimo piano per la panchina azzurra: Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Entrambi sono attualmente impegnati in squadre di vertice della Serie A — Conte guida il Napoli, Allegri il Milan — ma il loro futuro è tutt'altro che definito. Se uno dei due dovesse accettare la chiamata della Nazionale, scaturirebbe un vero e proprio domino sulle panchine dei top club e sulle strategie dirigenziali dei rispettivi fronti.
Il mercato degli allenatori non si limita dunque solo alla successione in nazionale o ai futuri movimenti dei club: è la spina dorsale di una rivoluzione in atto. Se Antonio Conte dovesse lasciare il Napoli per guidare l’Italia, l’ambiente partenopeo inizia a sognare il ritorno di Maurizio Sarri, artefice del primo storico scudetto azzurro nel 2023. Tuttavia la dirigenza del Napoli sta valutando con grande attenzione anche altre piste, tra cui spiccano i nomi di Enzo Maresca e Vincenzo Italiano, oltre a uno scenario forse sorprendente, cioè il possibile ritorno di Massimiliano Allegri in Campania.
Sul fronte milanista, la situazione di Allegri si fa sempre più delicata. Il rapporto con Giorgio Furlani, CEO rossonero e unico dirigente con potere di firma, appare sensibilmente incrinato. Nella finestra di mercato di gennaio, le richieste dell’allenatore sono state pressoché ignorate, alimentando malumori e dubbi sulle prospettive future. Allegri chiede maggiore autonomia decisionale per restare sulla panchina del Milan; in caso contrario, non esclude di guardarsi intorno per nuove opportunità.
Proprio in quest’ottica, la dirigenza rossonera sta valutando alternative per la guida tecnica, con l’attenzione puntata soprattutto su Vincenzo Italiano e Raffaele Palladino, con particolare interesse verso Italiano come possibile erede di Allegri in caso di separazione. Questo sondaggio testimonia la dinamicità del mercato e la necessità per il Milan di programmare con anticipo uno scenario di cambiamento.
Infine, il quadro milanista potrebbe ulteriormente mutare se dovesse prevalere la cosiddetta “linea Furlani” in modo totale all’interno del management rossonero. In questo caso, cambierebbe anche il ruolo di direttore sportivo, oggi affidato a Igli Tare. Il candidato principale per la sua sostituzione sarebbe Tony D’Amico, attualmente al lavoro all’Atalanta e molto apprezzato per la sua capacità di costruzione di squadre competitive. Lo stesso D’Amico è seguito con interesse anche dalla Roma, dove potrebbe ritrovare Gian Piero Gasperini, nel caso dovesse lasciare il posto a Mauro Baldissoni o altro dirigente non più confermato.
Tra le altre ipotesi per il ruolo di direttore sportivo nel grande scacchiere delle panchine e dirigenze, c’è anche quella che riguarda Cristiano Giuntoli, attuale dirigente del Napoli, anch’egli nella lista dei papabili in caso di future rotazioni. Parallelamente, Claudio Ranieri — senior advisor del club azzurro — potrebbe lasciare Napoli per approdare proprio alla FIGC, nel tentativo di dare stabilità e competenze al massimo organismo calcistico italiano in un momento di grande trasformazione.
In sintesi, l’estate 2024 si preannuncia come un crocevia cruciale per la Serie A, con la squadra azzurra del Napoli, il Milan e la nazionale italiana al centro di un turbine di proposte, voci e decisioni che potrebbero cambiare radicalmente il volto del calcio italiano nei prossimi anni.
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