Da una parte c’ Zdenek Zeman, abituato a non correggere di una virgola il suo scacchiere tattico, sebbene nelle ultime stagioni ci sia chi lo ha considerato pi difensivo, dalla parentesi Foggia in poi. Per lui ha lanciato Sau, in rossonero. E Insigne, che poi lo ha raggiunto anche al Pescara. Senza considerare Verratti e Immobile, orgoglio italiano dell’ultima tornata di Champions. Ecco, per i portieri c’ sempre tempo, seppur sia stato anche migliorato (e non poco) Marquinhos, valorizzato Osvaldo, riportato Totti a livelli d’eccellenza: dopo la cura boema, il numero dieci giallorosso ritornato trascinatore.
Dall’altra parte Andrea Mandorlini, abituato ad arroccarsi e dare molto spazio ai propri attaccanti, veloci, sul rilancio lungo e la sponda della torre. Toni insomma come insostituibile, o quasi, e che diventa fulcro del gioco per le sortite degli esterni, con un regista davanti alla difesa – quest’anno Tachtsidis, l’anno scorso finch c’ stato era Jorginho – e rapidi ripartenze.
Due filosofie completamente diverse accomunate dal proprio modulo, quel 4-3-3 che permette di coprirsi quando c’ l’intenzione – con gli esterni che diventano centrocampisti aggiunti – oppure di attaccare a spron battuto. Ecco, Mandorlini in questo pi abile, forse perch per Zeman non c’ spazio per la retroguardia, preferendo il gioco d’attacco e il divertimento. L’Hellas Verona, alla prima stagione in Serie A, ha sfiorato l’Europa, il Cagliari – prima del match contro l’Inter – rischia sempre di essere coinvolto nella zona retrocessione.
Sar certamente una sfida che verr risolta dagli esterni, perch Sau e Ibarbo (che centravanti non ) hanno caratteristiche difficili da abbinare ai difensori scaligeri. Mentre i giallobl proveranno a sfruttare la difesa alta di Zeman. Potrebbe vedersi una bellissima partita.
Zeman contro Mandorlini, 4-3-3 a confronto
Nessun commento:
Posta un commento