sabato 28 febbraio 2026

Inter, Chivu: "Dopo Champions uniti. Milan? Ora penso al Como"

Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, ha commentato a DAZN la recente vittoria contro il Genoa, un successo importante in un momento delicato della stagione. “Nel calcio si può vincere e perdere, ma la chiave è mantenere ambizione e competitività – ha esordito l’ex difensore rumeno –. Siamo usciti dalla Champions League a causa di un avversario più forte, ma ci siamo ricompattati e abbiamo lavorato intensamente sia dal punto di vista fisico che mentale. Abbiamo ritrovato energie preziose per centrare l’obiettivo di oggi: conquistare i tre punti.”

Il discorso si è poi spostato sulla questione dei rigori, recentemente assegnati all’Inter, tra cui quello decisivo contro il Napoli, una delle sfide chiave di questa Serie A. A proposito del modo in cui preferisce vivere queste situazioni, Chivu ha spiegato: “Non ho guardato nemmeno il rigore contro il Napoli, perché voglio sentire il boato di San Siro, il calore dei nostri tifosi. Sono contento per i ragazzi, che stanno dimostrando sul campo cose non semplici da realizzare.”

Il tecnico nerazzurro è stato poi interpellato sul calendario e sulla corsa al vertice, con particolare riferimento alla partita con il Milan. “Non penso al Milan come a un match point – ha precisato –. Al momento la mia mente è focalizzata sulla sfida contro il Como, perché la squadra di Pioli è ancora troppo lontana. Dobbiamo restare concentrati e pensare una gara alla volta.”

Spazio anche agli aggiornamenti sulle condizioni di Giorgio “Bonny” Brogni, uscito acciaccato nel match con il Genoa. Chivu ha spiegato: “Dicono che non sia nulla di grave, ma io preferisco non sbilanciarmi. Aspettiamo gli esami di domani e speriamo che non sia nulla di serio.”

Uno dei grandi protagonisti della stagione interista è sicuramente Federico Dimarco, un giocatore cresciuto a vista d’occhio. Chivu ha voluto sottolineare il valore del lavoro individuale e della dedizione: “Per me è tutto merito suo – ha chiarito l’allenatore –. Io non sono un tipo che si vanta, il merito è dei ragazzi. Lo switch mentale, la forma fisica, la crescita tecnica sono frutto della loro determinazione. Questi ragazzi danno sempre l’anima, vogliono mettersi in mostra e per farlo devi essere pronto a metterti in discussione continuamente.”

Infine, Chivu si è soffermato su uno degli attaccanti più talentuosi della rosa, Marcus Thuram, che quest’anno sta mostrando progressi importanti. “Ho quattro attaccanti con numeri pazzeschi – ha raccontato –. Thuram è migliorato rispetto alle stagioni precedenti e siamo più che soddisfatti del suo lavoro.”

Con questo stato d’animo e una squadra che appare sempre più coesa, l’Inter cerca di rialzare la testa dopo le difficoltà in Champions League, mantenendo alta la concentrazione per inseguire con convinzione gli obiettivi stagionali. L’attenzione è tutta rivolta a un campionato di Serie A incerto e combattuto, dove ogni partita diventa una finale.

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Calciomercato 28 febbraio: Indiscrezioni, trattative e novità

Calciomercato, le ultime notizie: Milan cerca il bomber, Juventus tra rinnovi e nuovi obiettivi, Torino in bilico sulla panchina. Borussia Dortmund punta sul rinnovo di Adeyemi, Manchester United paga caro l’addio di Amorim, Santos piazza un colpo dal Cagliari

Il mercato del calcio regala nuovi spunti e trattative sempre più fitte. Analizziamo insieme le ultime novità e retroscena che hanno animato la giornata di calciomercato.

Milan: caccia al centravanti, nel mirino Serhou Guirassy Il Milan, ancora concentrato sull’obiettivo principale della stagione ovvero la qualificazione alla Champions League, guarda avanti cercando di rinforzare la rosa con un bomber di peso per l’attacco. Come racconta oggi la Gazzetta dello Sport, il nome caldo tra i papabili è Serhou Guirassy, attaccante del Borussia Dortmund. Il centravanti francese, prossimo ai trent’anni, ha dimostrato continuità realizzativa impressionante: numeri importanti, doppia cifra di reti in quasi tutte le stagioni dal 2019-20, con picchi come i 30 gol segnati con lo Stoccarda nella stagione 2023-24 e addirittura 38 nella precedente annata. Arrivato nel club tedesco nell’estate del 2024 per 18 milioni di euro, Guirassy ha già oltrepassato quota 15 centri in stagione e punta a raggiungere le 20 reti totali.

Tuttavia, sul piano contrattuale c’è un ostacolo rilevante: la clausola rescissoria fissata a 70 milioni, cifra decisamente fuori portata per il Milan, che difficilmente investirà un così alto budget per un giocatore trentenne. Un potenziale spiraglio arriva dalla volontà espressa dallo stesso Guirassy di cambiare aria, dopo aver militato in Ligue 1 e Bundesliga senza mai sollevare un trofeo di primo piano, e dal desiderio di lasciare un campionato dominato da un Bayern Monaco implacabile. Il club rossonero proverà a sfruttare questo elemento per provare ad assicurarsi un attaccante d’area capace di fare la differenza nel rush finale della stagione, nella lotta Scudetto.

Lorenzo Lucca e il Nottingham Forest: un futuro incerto Situazione delicata anche per Lorenzo Lucca, che da poco più di un mese è passato al Nottingham Forest. L’ex attaccante dell’Udinese fatica a trovare spazio nel campionato inglese, con soltanto 120 minuti giocati fino ad ora e un impiego ridotto, come dimostrato anche dal cambio al termine del primo tempo nella partita contro il Fenerbahce. La sua esperienza nel club britannico rischia di assomigliare a quella di Douglas Luiz: anche il brasiliano era rimasto in bilico a causa di clausole legate al riscatto automatico, ma alla fine la Juventus lo aveva riportato a Torino per cederlo con condizioni ma senza obbligo. Lucca, che aveva fatto gol all’esordio contro il Leeds, sembra ancora lontano dal convincere pienamente il Nottingham Forest a spendere i 35 milioni richiesti dal Napoli per il suo riscatto. Al momento il suo futuro appare in bilico, con il tempo che diventa un fattore determinante.

Juventus: Spalletti tra rinnovo e squadra da costruire Nonostante l’amarezza per l’uscita anticipata dalla Champions League contro il Galatasaray, la Juventus non abbassa la guardia. L’allenatore Antonio Conte si sta preparando a un finale di stagione intenso, con dodici partite decisive che potrebbero assicurare ai bianconeri un posto tra le prime quattro. Intanto si pensa al futuro. Secondo le indiscrezioni raccolte, il CEO Damien Comolli considera Conte il pilastro fondamentale per riportare la Juventus ai livelli da Scudetto già dal prossimo anno. L’intenzione di rinnovare il contratto per un biennio c’è, ma l’accordo passa per un punto cruciale: l’allenatore pretende garanzie tecniche concrete per non ritrovarsi con una rosa incompleta, chiedendo che vengano presi almeno un top player per reparto. La mancata chiusura per Kolo Muani dal Tottenham è un nodo da risolvere, soprattutto per l’attaccante, dove Conte vuole giocatori di assoluto livello.

Dalla società bianconera arriva per ora il solido appoggio al tecnico e il buon clima è testimoniato anche dalla visita di John Elkann negli spogliatoi dopo la vittoria contro il Galatasaray, segnale di vicinanza e sostegno diretto. Tocca ora a Comolli e al management soddisfare queste richieste di rinforzi per puntellare anche la qualificazione alla prossima Champions League come meta certa.

Torino: incertezza sulla panchina, spunta l’ipotesi Juric Il Torino vive una stagione travagliata. Dopo il tracollo in campionato e le pesanti sconfitte contro Bologna e Genoa, la società ha esonerato Marco Baroni, affidandosi per ora a Roberto D’Aversa come traghettatore fino a fine stagione. Dietro questa scelta severa c’è la volontà del presidente Urbano Cairo di non vincolarsi troppo a lungo con soluzioni definitive, potendo così valutare la situazione più serenamente per la prossima annata.

Secondo le fonti raccolte, Ivan Juric, ormai svincolato dopo l’esperienza culminata con l’esonero all’Atalanta, potrebbe clamorosamente tornare alla guida dei granata. Juric gode ancora di grande stima del patron Cairo, che ne ricorda con affetto anche i messaggi di supporto inviati a inizio stagione. Tuttavia, il ritorno dell’ex tecnico del Torino dipenderà da un obiettivo preciso: la salvezza della squadra. Se D’Aversa riuscirà in questa impresa, il terreno potrebbe essere spianato per il ritorno di Juric, a meno che la proprietà del club non cambi a sorpresa.

Juventus: rinnovi e grandi nomi sul mercato La Juventus valuta il futuro della rosa con attenzione. Sul versante portieri si pensa a rivoluzionare, con possibili partenze di Di Gregorio e Perin e solo Pinsoglio al sicuro dopo il rinnovo. La difesa vede incerti i destini di Federico Gatti, corteggiato da Roma, Milan e squadre inglesi. Per gli esterni le trattative per i riscatti di Mingueza e Celik procedono spedite.

A centrocampo il grande obiettivo è Bernardo Silva, profilo internazionale di grande caratura in scadenza con il Manchester City. L’arrivo del portoghese dipenderà dalla solidità del progetto bianconero e dalla prospettiva reale di competitività, oltre al budget a disposizione. In attacco, il futuro di Dusan Vlahovic verrà definito nei prossimi giorni: la Juventus punta ad affiancare al serbo un attaccante di livello assoluto come Randal Kolo Muani, nome in cima alla lista.

Locatelli e McKennie: rinnovi in vista, spuntano Kalulu e Thuram Manuel Locatelli sta vivendo una nuova stagione positiva in maglia bianconera sotto la guida di Conte, mostrando leadership e continuità. Il club si avvia a prolungare il suo contratto fino al 2030, come già fatto con Weston McKennie, con un ingaggio intorno ai 4 milioni netti. Mentre per McKennie sembra tutto definito, per Locatelli si lavora ancora sui dettagli. Anche per Pierre Kalulu e Khephren Thuram potrebbero arrivare proposte di rinnovo, rispettivamente con ingaggi intorno ai 2,4 e 2 milioni. Sul tetto salariale pesa il contratto di Kenan Yildiz, nuovo top player con 6 milioni netti annui.

Borussia Dortmund: Adeyemi tra rinnovo e mercato Il giovane attaccante Karim Adeyemi resta uno degli uomini più monitorati sul mercato europeo. Il Manchester United ha mostrato grande interesse, e il giocatore è stato proposto anche a diverse squadre, incluso l’Inter. Attualmente il Dortmund lavora al rinnovo di Adeyemi, con una proposta che potrebbe estendere il contratto fino al 2029 con adeguamento dello stipendio, per tenere stretto un talento su cui il club tedesco vuole continuare a puntare.

Manchester United: il pesante bilancio dell’addio a Ruben Amorim Il licenziamento improvviso di Ruben Amorim, tecnico portoghese approdato in Inghilterra solo 14 mesi fa, è costato oltre 37 milioni di euro ai Red Devils. Le somme comprendono la liquidazione a lui e ai suoi cinque assistenti, oltre ai pagamenti ancora dovuti allo Sporting Lisbona per il trasferimento anticipato. Dietro la decisione, non solo i deludenti risultati, ma anche una rottura insanabile con la dirigenza del club, acuita dagli attacchi pubblici di Amorim all’organizzazione interna. Dopo la sua uscita di scena, Michael Carrick ha sanato un ambiente molto teso, ristabilendo un equilibrio che il Manchester United vuole mantenere per tornare competitivo.

Santos: nuovo colpo in mediana, arriva Christian Oliva dal Cagliari Il Santos FC ha annunciato il quinto acquisto stagionale: è Christian Oliva, esperto centrocampista uruguaiano con passato europeo e in Serie A, già giocatore del Cagliari. Oliva, 29 anni, ha firmato un contratto triennale con il club brasiliano e rappresenterà un rinforzo chiave per il centrocampo guidato da Juan Pablo Vojvoda. Con una carriera che lo ha portato tra Uruguay, Italia, Spagna, Argentina e Messico, Oliva arriva al Santos forte di un’ottima stagione al Nacional, dove ha giocato 42 partite tra campionato e Supercoppa uruguaiana, ottenendo importanti statistiche in termini di recuperi palla e passaggi completati. Con l’arrivo di Oliva, il Santos punta a migliorare ulteriormente la mediana, sommando un profilo di grande esperienza e fisicità ai nuovi arrivi offensivi.

Il calciomercato continua ad animare il mondo del calcio con sfide, trattative e strategia, mentre le squadre italiane cercano il miglior mix di talento e solidità per affrontare i prossimi mesi. Seguiteci per tutte le prossime evoluzioni!

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Napoli vince con Lukaku, Conte: "Lo coccoliamo perché soffre"

Il Napoli soffre, ma alla fine riesce a conquistare tre punti preziosi sul campo dell'Hellas Verona. La squadra di Antonio Conte non offre una prestazione brillante al Bentegodi, ma trova comunque la forza per imporsi grazie a un gol quasi in extremis del suo centravanti ritrovato, Romelu Lukaku, che torna a gonfiare la rete con la maglia azzurra dopo ben 281 giorni. Un ritorno al gol che assume un valore doppio, considerando il lungo e difficile percorso di recupero dopo un grave infortunio patito dal belga.

L'allenatore del Napoli, Antonio Conte, ha commentato con chiarezza il ritorno al gol del suo numero 9 durante l’intervista concessa a DAZN, al termine del match vinto 2-1 contro il Verona. "Lukaku ha avuto un infortunio grave: so benissimo quanto lui soffre, vorrebbe aiutare il Napoli e direttamente me, per il rapporto che abbiamo. Lo stiamo coccolando e ci stiamo lavorando, non è ancora quello che conosco ma ci stiamo lavorando: questo gol deve dargli fiducia, ha i Mondiali e vorrei che lui e De Bruyne li giocassero", ha dichiarato il tecnico azzurro, sottolineando la volontà di far tornare il bomber a livelli di massimo rendimento in vista della stagione e degli impegni internazionali.

Conte ha poi spiegato se si aspettasse un gol così rapido da parte di Lukaku dopo il lungo digiuno: "Aveva avuto già altre due occasioni, una con la Juventus e una in casa. Sappiamo che in area si fa rispettare e pesa. Se stai attaccando e metti la squadra avversaria a difendere la porta, Lukaku ti diventa fondamentale. Se invece si attacca lo spazio fa un po' di fatica. L'abbiamo messo dentro e ha fatto il suo. Spero gli dia fiducia, abbiamo bisogno di tutti". Una riflessione che mette in luce l’importanza di Lukaku per il Napoli, soprattutto nelle situazioni di gioco più statiche e di pressing sull’avversario.

Questa vittoria al Bentegodi, sofferta ma meritata, conferma la resilienza del Napoli sul terreno di gioco anche quando la prestazione non è impeccabile. Antonio Conte lavora con pazienza e determinazione affinché Lukaku possa ritrovare continuità e protagonismo, entrambi elementi chiave per un Napoli che punta a confermarsi ai vertici della Serie A.

Per approfondire l’intervista integrale ad Antonio Conte, clicca qui

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Napoli, Giovane sull’addio: “Grato al Verona, molto felice”

Live

Si è appena conclusa la sfida del Bentegodi tra Hellas Verona e Napoli, un incontro intenso e decisivo per la classifica di Serie A. A rappresentare i campani nella conferenza stampa post partita è stato il talento brasiliano Giovane, protagonista di un assist fondamentale per la vittoria degli azzurri.

Alle 21:05 sono iniziate le dichiarazioni dell’esterno del Napoli, che ha commentato il match con grande lucidità e spirito di gruppo:

“Cosa ti hanno detto i compagni dopo questo assist?”
“Sono davvero felice per questo assist. È stata una partita tosta, sapevamo tutti quanto fosse importante. Nel calcio conta guardare sempre avanti: finita la gara si pensa subito alla prossima. Io lavoro per i gol, certo, ma se posso dare una mano alla squadra con un assist sono altrettanto contento”.

Un momento di emozione particolare è stato per Giovane il ritorno al Bentegodi, stadio dove ha vissuto una parentesi importante della sua carriera. Gli sono state rivolte domande sugli episodi di fischi e sul suo rapporto con Verona:

“Ti hanno dato fastidio i fischi? Saresti rimasto a Verona?”
“È stato bello tornare a Verona, anche se ci sono stato solo sei mesi. Mi sono ambientato sia da un punto di vista calcistico che personale. So che il Verona sta attraversando un periodo complicato, ma ho solo gratitudine per quella maglia. Il Verona è stato il mio trampolino per arrivare al Napoli; oggi invece sono felice di aver portato a casa la vittoria”.

Non sono mancati riferimenti al momento difficoltoso che affligge la sua ex squadra, con un'eco agli errori commessi in campo:

“Hai sentito la pressione del Bentegodi, per esempio dopo quel retropassaggio sbagliato con il Parma. Pensi che sia una stagione nata male e destinata a peggiorare per il Verona?”
“Quando ero a Verona lavoravo con la stessa dedizione con cui lo faccio ora qui al Napoli. L’errore è nel gioco, succede a tutti, e io cerco di migliorarmi ogni giorno. Tornare a Verona è stato emozionante, ho potuto salutare i miei ex compagni, ma adesso tutta la mia testa è concentrata sulla stagione con il Napoli”.

La conferenza si è chiusa alle 21:11, con un Giovane determinato a proseguire il suo percorso di crescita sotto la guida di Antonio Conte nella lotta per il vertice della Serie A. Una vittoria importante quella ottenuta a Verona, che rilancia la squadra partenopea nella corsa al titolo.

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Como, Fabregas su Morata e Jesus Rodriguez: "Faranno la differenza"

Live

Cesc Fabregas, ex centrocampista di fama mondiale e oggi allenatore del Como, ha parlato in conferenza stampa dopo la sconfitta per 3-1 contro il Lecce, in una partita cruciale nella corsa alla salvezza. Ecco le sue parole, raccolte in diretta.

Sulla partita e la scelta di Kempf "C’erano delle incognite su Kempf, che si porta dietro un fastidio all’anca da tempo. Si sentiva un po’ insicuro, così abbiamo puntato su Diego Carlos, uno dei nostri pilastri in difesa, che è entrato e ha fatto bene. Non ho ancora parlato con il medico per capire l’entità del problema, ma oggi era fondamentale vincere. Affrontavamo una squadra affamata di punti come il Lecce, e i ragazzi hanno fatto una partita coraggiosa. Dopo l’errore individuale che ha cambiato i piani, abbiamo dovuto rivedere la strategia, passando da una linea a quattro a una a cinque difensori in risposta anche ai cambi degli avversari. Sono soddisfatto della reazione della squadra, che ha mostrato maturità e unità."

Sul rendimento del centrocampo "Il centrocampo ha dato una risposta positiva nel complesso. Ramon ha commesso un errore, è vero, ma è stato bravo a rientrare prontamente e a non perdere fiducia. Alberto Moreno ha disputato una partita incredibile, così come il ritorno di Diao, che si è fatto vedere in soli dieci minuti e che mancava da ben 11 mesi. Speriamo di recuperarlo nella condizione migliore perché la sua assenza si è sentita. Van der Brempt sembra in ottima forma, a cui si aggiungono prestazioni solide di Da Cunha, Caqueret e Perrone. Douvikas ha fatto egregiamente il suo lavoro, siglando anche un bel gol in contropiede. Sono tanti segnali positivi per la squadra, ma ora dobbiamo concentrarci subito sulla prossima partita: mancano solo 72 ore e ogni gara è fondamentale in questa fase delicata."

Sulla prestazione e la crescita di Jesus Rodriguez e sullo stato di Morata "Sono molto soddisfatto per Jesus Rodriguez, che finalmente si è sbloccato. È un ragazzo giovane, ha solo 22 anni e non possiamo aspettarci che regga la pressione di giocare davanti a 40.000 tifosi con una squadra come il Betis. È ancora un bambino, ha bisogno dei suoi tempi e del giusto spazio. Noi siamo qui per sostenerlo e dargli fiducia, convinti che in futuro possa fare davvero la differenza, proprio come è accaduto lo scorso anno con Perrone. Il valore di un calciatore si costruisce nel tempo, con pazienza e lavoro quotidiano. Se sbaglia, si impara: questo è il percorso che vogliamo seguire. Per quanto riguarda Morata, ancora non sappiamo con precisione l’entità del suo problema; penso si sia fatto male in modo serio, ma devo parlare con i medici per avere informazioni più dettagliate."

La lotta salvezza: un’analisi dura ma realistica "Essere coinvolti nella lotta per non retrocedere è sempre una situazione complicata. Ormai sono diversi anni che alleno, e so che serve giocare con la stessa intensità degli allenamenti. Lo scorso anno sentivamo parlare di squadre che arrivavano a Como pensando fosse una gara semplice, in uno stadio vecchio, senza il Napoli e senza un giocatore come Anguissa in campo. Oggi invece ogni avversario ti affronta con la massima cattiveria e rispetto. Qui da noi non vengono molti tifosi a vedere cosa succede, quindi non è facile mantenere alta la tensione e trovare motivazioni. La parola ‘salvezza’ pesa, ma bisogna viverla per quello che è. Il Lecce è una squadra che crede in quello che fa e lo dimostra in campo, guidata da un allenatore di grande valore come Di Francesco, che ha ottenuto risultati importanti anche in passato, con squadre come il Venezia e la Roma."

Situazione di Morata: attesa per aggiornamenti medici "Riguardo a Morata non abbiamo ancora certezze. Al momento non si sa bene che tipo di infortunio abbia subito, inizialmente pensavo fosse solo un colpo alla gamba, ma evidentemente la situazione è più complessa. Devo confrontarmi con il dottore per capire se sarà possibile il suo rientro a breve."

Ore 17:49 – Si chiude la conferenza stampa

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Serie A 27^ giornata: tutti gli assenti tra infortuni e squalifiche

Live Serie A

Si avvicina la 27ª giornata di Serie A e, come di consueto, arriva il consueto aggiornamento sugli assenti che peseranno sulle scelte degli allenatori. In campo si attendono partite decisive per la corsa ai vari obiettivi stagionali, e per questo conoscere gli uomini a disposizione sarà fondamentale. Di seguito, l’elenco completo degli indisponibili e degli squalificati che non saranno utilizzabili in questa giornata di campionato.

Atalanta L’Atalanta dovrà fare a meno di De Ketelaere e Raspadori, entrambi indisponibili per questa giornata. Nessuno squalificato.

Bologna Assente Miranda, mentre la rosa non conta squalificati.

Cagliari Situazione complicata per il Cagliari, che registra numerose assenze: Belotti, Borrelli, Deiola, Felici, Gaetano e Mazzitelli indisponibili. Inoltre, Mina sarà squalificato e quindi out per questa giornata.

Como Il Como non potrà contare su Baturina e Addai, entrambi indisponibili. Nessun calciatore squalificato.

Cremonese Assenti Collocolo e Baschirotto. Nessuno squalificato.

Fiorentina La formazione viola presenta diverse defezioni: indisponibili Gosens, Lamptey, Sabiri e Solomon. Dodo, invece, salterà la partita per squalifica.

Genoa Fuori Norton-Cuffy e Otoa; nessuno squalificato in casa rossoblù.

Hellas Verona Gli scaligeri dovranno fare a meno di Bernede, Lovric, Belghali, Lirola e Serdar, mentre Orban e Al-Musrati saranno assenti per squalifica.

Inter L’Inter perde un elemento importante, Lautaro Martinez, indisponibile, mentre Bastoni è squalificato.

Juventus La Juventus presenta diverse assenze pesanti, con Vlahovic, Holm e Milik fermi ai box. Locatelli è squalificato, quindi fuori dai convocati.

Lazio Il tecnico biancoceleste non potrà contare su Basic, Gila, Pedro e Rovella, tutti indisponibili. Nessun squalificato per la Lazio.

Lecce Gaspar, Berisha e Camarda non saranno disponibili per la prossima sfida. Nessuno squalificato.

Milan Il Milan dovrà rinunciare a Gimenez, Gabbia e Loftus-Cheek. Nessun giocatore squalificato.

Napoli Nella formazione campana guidata da Antonio Conte, spiccano delle defezioni importanti: indisponibili De Bruyne, David Neres, Di Lorenzo, Rrahmani e McTominay. Fortunatamente, nessuno è squalificato.

Parma Out Almqvist, Frigan e Ndiaye. Nessuno squalificato.

Pisa Indisponibili Denoon, Scuffet, Stengs e Vural; nessuno squalificato.

Roma Dovbyk, Ferguson, Soule e Hermoso non saranno presenti per la Roma. Nessuna squalifica.

Sassuolo Cande, Pieragnolo e Boloca indisponibili; Walukiewicz è squalificato.

Torino Il Toro dovrà fare a meno di Adams per infortunio e di Ilkhan, squalificato.

Udinese Davis, Solet e Zanoli sono fuori combattimento, ma non ci sono squalificati.

Questa panoramica degli indisponibili e squalificati mette in evidenza come molte squadre si presentino alla 27ª giornata con qualche problema di formazione, spesso legato a infortuni o sanzioni disciplinari. Nel caso del Napoli, l’assenza contemporanea di elementi di spicco come De Bruyne, David Neres, Di Lorenzo, Rrahmani e McTominay rappresenta una sfida importante per Antonio Conte, chiamato a rigenerare la squadra in vista degli appuntamenti cruciali per il prosieguo della stagione. Il calendario si fa sempre più fitto e le scelte del tecnico azzurro saranno determinanti per mantenere alta la competitività della squadra.

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Lorenzo Lucca, come Douglas Luiz: possibile ritorno Napoli a giugno

Lorenzo Lucca e il suo impatto al Nottingham Forest stanno già facendo discutere dopo poco più di un mese di Premier League. Il giovane attaccante, arrivato dal Napoli sotto la guida di Antonio Conte, sta incontrando molte difficoltà ad ambientarsi in un campionato così intenso e differente dal campionato italiano. Finora Lucca ha totalizzato appena 120 minuti tra le fila del Forest e, nella partita di Europa League contro il Fenerbahce, è stato sostituito già al 45' primo tempo. Alcuni tifosi della squadra inglese hanno espresso pubblicamente la loro delusione per le prestazioni dell’ex Udinese, mettendo in discussione il suo rendimento in questa prima fase della stagione.

Il caso di Lucca sembra però destinato a somigliare a quello di Douglas Luiz, suo ex compagno di squadra a Liverpool nell’ultima stagione. Il centrocampista brasiliano, passato prima alla Juventus e poi arrivato all’Aston Villa, aveva nel suo contratto con i bianconeri una clausola che prevedeva un riscatto automatico al raggiungimento di certe condizioni di utilizzo, in particolare 15 presenze da almeno 45 minuti. La Juve, però, ha deciso di non applicare questa clausola e di riportare Douglas Luiz in Italia per poi cederlo, evitando così un esborso automatico. Per Lucca, invece, il rischio è quello di restare in una situazione di incertezza simile, con il Nottingham Forest chiamato a decidere entro pochi mesi se investire i 35 milioni di euro previsti dal riscatto dal Napoli. Una cifra importante che, allo stato attuale, appare difficile da giustificare.

Dal punto di vista puramente tecnico, il percorso di Lucca è stato altalenante e condizionato anche dai risultati della sua squadra. La rete realizzata all’esordio contro il Leeds, nonostante la sconfitta per 3-1, aveva acceso qualche speranza. Successivamente è stato titolare nell’ultima partita di Premier contro il Wolverhampton, terminata 1-0 per il Forest, ma è stato poi relegato spesso in panchina nelle partite di un campionato duro e fisico come quello inglese, come accaduto contro il Liverpool, dove il Nottingham ha incassato un altro ko. La sensazione che emerge è che Lucca debba ancora adattarsi al ritmo della Premier League e trovare costanza nelle prestazioni, elementi fondamentali per convincere la società inglese a investire completamente sul suo talento.

In casa Napoli, Antonio Conte e la dirigenza seguono con attenzione l’evoluzione della situazione, consapevoli che il mercato internazionale può riservare sorprese improvvise e che il giovane centravanti deve ancora dimostrare tutto il suo valore lontano dall’Italia. La trasferta inglese, in un ambiente e in una competizione così competitiva, rappresenta una sfida cruciale per la carriera di Lucca, chiamato a superare i primi momenti di difficoltà per affermarsi come protagonista anche al di fuori dei confini nazionali. Il futuro del Napoli nel prenderlo definitivamente può dipendere proprio da quanto saprà incidere in questa stagione al Nottingham Forest.

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venerdì 27 febbraio 2026

Serie A: Cagliari vola a +6, Parma a -1 dalla Lazio

Un pareggio che accontenta entrambe le squadre quello maturato al Tardini, teatro dell’anticipo del 27° turno di Serie A tra Parma e Cagliari. Il match, combattuto e ricco di tensione, si chiude con un punto a testa che permette al Parma di accorciare le distanze dalla zona salvezza e al Cagliari di consolidare la propria posizione nella lotta per non retrocedere.

In particolare, il Parma si porta a quota 33 punti in classifica, portandosi a una sola lunghezza dalla Lazio, attualmente a 34. Dall’altra parte, il Cagliari riesce a salire a 30 punti, allontanandosi a +6 dal terzultimo posto occupato ora da Genoa e Torino, entrambi fermi a 27 punti. Un risultato dunque prezioso per ognuna delle due formazioni, che proseguono la loro stagione con l’obiettivo comune di evitare la retrocessione.

La classifica aggiornata dopo l’anticipo del 27° turno di Serie A mostra ancora una lotta serrata nelle zone nobili e in quelle basse della graduatoria, con la lotta per il titolo guidata dall’Inter, saldamente in vetta con 64 punti e due partite in meno rispetto alle inseguitrici:

Classifica Serie A 2023-2024 (dopo 27° turno):
Inter 64 (26 gare)
Milan 54 (26)
Napoli 50 (26)
Roma 50 (26)
Juventus 46 (26)
Como 45 (26)
Atalanta 45 (26)
Bologna 36 (26)
Sassuolo 35 (26)
Lazio 34 (26)
Parma 33 (27)
Udinese 32 (26)
Cagliari 30 (27)
Genoa 27 (26)
Torino 27 (26)
Fiorentina 24 (26)
Cremonese 24 (26)
Lecce 24 (26)
Pisa 15 (26)
Verona 15 (26)

Da segnalare che il Napoli di Antonio Conte, nonostante qualche difficoltà affrontata nelle ultime giornate, rimane in una posizione di rilievo, consolidando il terzo posto a quota 50 punti, tallonato dalla Roma che condivide la stessa cifra. Questa graduatoria identifica dunque un campionato equilibrato e ricco di colpi di scena, soprattutto nella parte bassa della classifica dove la battaglia per la salvezza si fa sempre più accesa.

Con ancora molte giornate da giocare, la Serie A si prepara ad offrire nuove sfide decisive. Parma e Cagliari, con il pareggio del Tardini, hanno raccolto un punto utile per i loro obiettivi: i ducali cercano di evitare un’involuzione pericolosa, mentre i sardi provano a rinvigorire una classifica che ancora lascia margini di incertezza. Sarà dunque fondamentale per entrambe capitalizzare ogni occasione e non perdere terreno, in una lotta che si preannuncia serrata fino all’ultima giornata.

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Calciomercato 27 Febbraio: Trattative e Retroscena Live

Giornata intensa nel mondo del calciomercato italiano e internazionale, con importanti novità per i club di Serie A e diverse operazioni pronte a cambiare equilibri. Di seguito, il punto sulle trattative e le notizie più significative.

Hellas Verona: una promessa da blindare L’Hellas Verona guarda con fiducia al futuro e annuncia con orgoglio la firma del primo contratto professionistico per Fortune Egharevba, attaccante classe 2010 nato a Verona. Il giovane talento, entrato nel settore giovanile gialloblù nel 2022, ha impressionato in particolare con l’Under 14, segnando 35 gol nella stagione culminata con la finale nazionale. In questa annata, Egharevba ha già trovato la via del gol 9 volte con l’Under 17 e ha esordito in Primavera il 1° febbraio 2026, nel successo per 4-1 contro il Milan. Il ragazzo ha inoltre esordito con la Nazionale Under 16 azzurra il 16 settembre 2025, andando a segno contro la Spagna pochi giorni dopo.

Inter: conferma Chivu, caccia a rinforzi rapidi e tecnici Dopo la parentesi Champions, chiusa con la sfida contro il Bodo/Glimt, l’Inter si concentra sul campionato e sulla semifinale di Coppa Italia, con una certezza tecnica: Cristian Chivu sarà l’allenatore anche nella prossima stagione. Nonostante le voci su un possibile cambio, la dirigenza ha smentito ogni ipotesi, confermando la fiducia al tecnico che sta già studiando un modulo più offensivo e dinamico, passando al 3-4-2-1. Per questo rivoluzionamento tattico, il club nerazzurro sta sondando profili che uniscano rapidità e qualità tecnica, come Nico Williams e Moussa Diaby, ma il nome che scalda l’ambiente è Nico Paz, promettente attaccante ora al Como. L’Inter punta a inserirsi nella trattativa tra il giocatore e il Real Madrid, proponendo un progetto chiaro per il futuro

Juventus: il caso Icardi e il rinnovo di Vlahovic Il futuro di Mauro Icardi resta incerto con la scadenza contrattuale prevista per giugno 2026. A 33 anni, l’attaccante argentino sta trattando col Galatasaray, ma il nodo ingaggio – 11 milioni netti all’anno – frena le trattative: il club turco vorrebbe una riduzione significativa. In caso di rottura, l’orientamento di Icardi sarebbe quello di rimanere in Serie A, dove la Juventus aveva già dimostrato interesse. Le prossime settimane saranno dunque cruciali per capire le mosse del “Maurito”. Sul fronte Dusan Vlahovic, la Juve ha aperto ufficialmente il tavolo per il rinnovo del contratto in scadenza nel 2026. I bianconeri non intendono superare un ingaggio annuo da 7 milioni di euro, allineandolo allo stipendio di giovani emergenti come Kenan Yildiz. Fondamentali saranno le richieste di Antonio Conte, che ha rilanciato il serbo prima dell’infortunio, e la qualificazione alla Champions League: Vlahovic, quest’anno, ha totalizzato 6 reti tra Serie A e competizioni europee, più 2 gol nel Mondiale per Club.

Lazio: attacco nel mirino, rinnovi in stand-by Il club biancoceleste punta a rinforzare il reparto offensivo in estate, non riuscendo a chiudere a gennaio per due profili under da Salisburgo e Benfica, rispettivamente Kerim Alajbegovic (classe 2007) e Andreas Schjelderup (2004). Entrambi rappresentano possibili sostituti di Gustav Isaksen, in procinto di lasciare Formello. Alajbegovic ha esordito tra i professionisti con 32 presenze e 11 gol con il Salisburgo, mentre Schjelderup vanta esperienza nel calcio scandinavo e portoghese. Sul fronte rinnovi, frenata decisa per Toma Basic e Danilo Cataldi. Nonostante Maurizio Sarri spinga per mantenerli, le trattative sono congelate per motivi economici legati alle nuove regole sul costo del lavoro allargato che entreranno in vigore da marzo. Il club dovrà rispettare un rapporto tra costi del personale e ricavi non superiore al 70%, rimandando ogni decisione contrattuale a giugno per tutelare la stabilità finanziaria.

Milan: rinnovo Terracciano e Casemiro obiettivo concreto Il Milan lavora al rinnovo fino al 2027 per Pietro Terracciano. Il portiere classe 1990, arrivato nel luglio 2025 inaspettatamente, ha conquistato la fiducia della società grazie al rapporto positivo con Mike Maignan e alla professionalità mostrata come vice, specialmente dopo l’addio di Sportiello. Sul mercato, invece, cresce l’ipotesi di un colpo a centrocampo: Casemiro lascerà il Manchester United a parametro zero il 30 giugno e ha ufficializzato la decisione di non rinnovare, nonostante un rendimento importante sotto la guida di Michael Carrick. L’ex Real Madrid rappresenta per il Milan un profilo di grande esperienza e carisma, simile a quello di Modric lo scorso anno. Il nodo principale resta però quello dell’ingaggio, visto che attualmente percepisce circa 22 milioni netti stagionali e dovrà accettare un netto ridimensionamento per approdare in Serie A.

Calcio Internazionale: Griezmann e Werner verso la MLS, Lingard sceglie il Brasile Sul fronte mondiale, Antoine Griezmann sembra ormai prossimo all'approdo in MLS, più precisamente all'Orlando City, dopo un’era durata un decennio con l'Atlético Madrid. Secondo la stampa francese, la trattativa è definita al 95%. Intanto, Timo Werner ha finalmente ottenuto il visto per gli Stati Uniti dopo lunghe difficoltà burocratiche e ha raggiunto i San Jose Earthquakes per iniziare la nuova avventura americana. Dal Regno Unito al Sudamerica, Jesse Lingard ha optato per un trasferimento al Corinthians, dove firmerà fino a dicembre 2026, ritrovando il compagno Memphis Depay, anch’egli ex Manchester United, dopo le esperienze in Corea del Sud. In Argentina, grande emozione al Monumental per l’addio di Marcelo Gallardo che ha lasciato il River Plate dopo aver conquistato una vittoria per 3-1 contro il Banfield, salutando 80 mila tifosi con parole cariche di affetto: "Non me ne vado davvero, questo è un luogo magico". Infine, negli Emirati Arabi, Mario Rui, ex Napoli, riparte dalla seconda divisione firmando con la Forte Virtus - club di proprietà dell’ex presidente dell’Hellas Verona Maurizio Setti - e sarà allenato dall’italiano Andrea Tedesco, ritrovando anche vecchie conoscenze come Fares e Marsura. Dalla difesa alla dirigenza, Bruno Alves ha accettato il ruolo di Direttore Tecnico al Rio Ave in Portogallo, con il compito di fare da trait d’union tra squadra e società.

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Parma, Troilo: "Risultati e gol di Folorunsho segno di crescita"

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Parma-Cagliari, le parole di Mariano Troilo a chiusura gara

Ore 23.15 – A fine partita, il difensore del Parma Mariano Troilo ha preso la parola in conferenza stampa dopo il pareggio ottenuto contro il Cagliari in una sfida complicata e di grande intensità.

Ore 23.33 – Inizia la conferenza.

Qual è il bilancio di questa serie di risultati per voi? Troilo risponde con chiarezza: "Crescita. Oggi era una partita difficile, ma l’abbiamo giocata esattamente come dovevamo. Il risultato porta con sé la consapevolezza che stiamo migliorando, anche nei momenti più duri".

Vi è sembrato che il Cagliari fosse particolarmente attento sulle palle inattive, soprattutto sui corner. Cosa ne pensi? "L’avevamo previsto, sapevamo potesse succedere. Tuttavia, il nostro focus è sempre su noi stessi. Lavoriamo per migliorare e non lasciamo che ciò ci distragga".

Come ti senti fisicamente, Mariano? "Bene. Sono riuscito a completare la partita e a dare una mano alla squadra. Sicuramente avremmo meritato qualcosa di più, ma è importante non aver perso".

Nel gol subito dal Cagliari cosa è successo? "Il loro giocatore voleva semplicemente crossare, e invece ha realizzato un golazo. Non c’era molto da fare per contenerlo. Tuttavia, siamo stati bravi a rimettere la partita in equilibrio e a raggiungere il pareggio".

La tua esultanza della scorsa settimana ha destato attenzione. Cosa significano per te queste celebrazioni? "Ogni esultanza è dedicata al gruppo. Quel gol mi ha dato tanta fiducia. Qui imparo molto dai compagni, soprattutto dagli argentini, con cui c’è una grande sintonia e da cui traggo insegnamento".

Oggi è stata la tua ottava presenza da titolare, molte arrivano da quando sei rientrato dopo l’esperienza al Napoli. Hai sentito una crescita in questo senso? "Il merito va al lavoro e allo sforzo continui. La squadra è competitiva, ho avuto modo di abituarmi alle tempistiche e al modo di giocare dei compagni e dello staff tecnico di Parma".

Ti abbiamo visto oggi più coinvolto nell’impostazione del gioco. È stata una richiesta specifica dell’allenatore Conte? "Sapevamo che la partita avrebbe avuto queste caratteristiche, con i due attaccanti avversari molto aggressivi nel pressing. L’abbiamo preparata proprio per questo, quindi era naturale che mi venisse chiesto di aiutare di più in fase di costruzione".

Ore 23.40 – Si conclude la conferenza stampa.

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Renica accusa Conte: infortuni Napoli colpa dei suoi metodi

Nel corso della trasmissione Salite sulla giostra su Stile Tv, Alessandro Renica, ex difensore del Napoli, ha offerto un'analisi attenta sulle difficoltà che sta attraversando la squadra partenopea in questa stagione di Serie A. Le parole di Renica gettano luce su un aspetto cruciale per le prestazioni degli azzurri: la difesa, messa a dura prova da numerosi infortuni.

“Il Napoli quest’anno ha l’ottava difesa del campionato – ha spiegato Renica – e questo è principalmente dovuto agli infortuni che hanno indebolito la fase difensiva. Un esempio emblematico è Buongiorno, ancora alle prese con il recupero dal serio infortunio alla schiena dello scorso anno. Senza dimenticare Rrahmani, uno dei pilastri della retroguardia azzurra, che ha già subito tre infortuni muscolari stagionali. Un giocatore che, quando è stato presente sul campo, ha regalato solidità al reparto. Averlo a fasi alterne non aiuta, perché con Rrahmani in campo si subiscono decisamente meno gol.”

Il fattore infortuni e i metodi di allenamento di Conte

Renica ha poi approfondito il tema degli infortuni, mettendo sotto accusa i metodi di allenamento di Antonio Conte, tecnico del Napoli. “Non ho mai assistito personalmente ai suoi allenamenti – ha detto – ma quello che emergere dalle testimonianze dei calciatori è emblematico. De Bruyne, per esempio, ha dichiarato che nei suoi dieci anni al Manchester City non ha mai corso tanto quanto nei tre mesi passati a Napoli. Il lavoro intenso 'a secco', cioè senza palla, tende a stressare la muscolatura, aumentando il rischio di guai fisici. Ho il patentino da allenatore e ho sperimentato entrambe le metodologie: posso garantire che lavorare troppo a secco porta inevitabilmente a molti problemi muscolari.”

Conte: tatticamente impeccabile ma con limiti fisici

Il giudizio sull’allenatore Antonio Conte è comunque positivo, riconoscendo però una pecca significativa. “Conte è un grande allenatore – ha dichiarato Renica – ha vinto moltissimo e dimostra sempre una preparazione tattica impeccabile. Però sotto il profilo fisico, è un peccato che non cerchi di migliorarsi. Anche in Champions League i problemi fisici sono stati evidenti, e quest’anno la mancata qualificazione con avversari abbordabili è stata davvero clamorosa. A mio avviso, questo rappresenta un limite per lui.”

Il valore e le potenzialità della rosa del Napoli

Non manca un apprezzamento per la qualità dell’organico a disposizione di Conte: “Il Napoli – ha aggiunto Renica – possiede una rosa tra le più forti della Serie A, pari solo a quella dell’Inter. Tuttavia, quando mancano otto giocatori di quel calibro e di quella qualità, tra cui figure di leadership, diventa inevitabilmente complicato mantenere lo stesso livello. La società azzurra merita solo complimenti, non le si può imputare nulla. Lo stesso discorso vale per Conte, che va lodato per i risultati ottenuti lo scorso anno. Ma nel calcio non si può vivere di rendita: quest’anno, tra il mancato passaggio del turno in Champions e la distanza dalla vetta in campionato, si poteva senz’altro fare di più.”

Le parole di Renica offrono quindi uno spaccato realistico e schietto della realtà del Napoli. La squadra guidata da Antonio Conte si trova ad affrontare una stagione condizionata da infortuni pesanti, che hanno inciso non poco su una difesa tradizionalmente solida. Il nodo riguarda proprio quei metodi di allenamento considerati troppo severi, con ritmi che possono favorire l’insorgenza di problemi fisici. Alla luce di queste considerazioni, il Napoli è chiamato a trovare un equilibrio tra spinta agonistica e gestione atletica, per tornare a competere ai massimi livelli in campionato e in Europa.

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Serie A su Tonali: Napoli avanti, poi Juve, Roma e Arsenal

Sandro Tonali, centrocampista italiano classe 1999, potrebbe cambiare aria nella prossima sessione estiva di calciomercato. Arrivato al Newcastle nell’estate 2023 con un contratto fino al 2028, la sua permanenza in Premier League sembra destinata a non durare ancora a lungo. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, il 25enne potrebbe fare ritorno in Serie A, dove diverse squadre lo osservano con grande interesse.

Fra le società italiane più attive, spicca il nome del Napoli, con Antonio Conte che vedrebbe nel regista lombardo un tassello importante per il suo centrocampo, in grado di garantire qualità e sostanza. Il club partenopeo avrebbe dunque messo in cima alla lista Tonali come rinforzo ideale per la mediana. Ma attenzione anche alla Juventus, anch’essa determinata a chiudere una trattativa che si annuncia tutt’altro che semplice. Alle due italiane si aggiungono poi la Roma e l’Arsenal, entrambe pronte a inserirsi nella corsa al giocatore.

Il nodo economico è però ancora il principale ostacolo per concorrenti e club interessati. Il Newcastle valuta Tonali intorno ai 120 milioni di euro, una cifra elevata che riflette il grande investimento dei bianconeri nel centrocampista, il cui valore era già stimato sopra i 100 milioni nel 2026. In passato anche il Real Madrid si era fatto avanti con un’offerta superiore ai 75 milioni di euro, senza però arrivare all’accordo.

In questa stagione, Tonali ha dimostrato la sua versatilità e qualità scendendo in campo 42 volte tra tutte le competizioni con i Magpies, realizzando 3 gol e confezionando 5 assist. A livello internazionale, il centrocampista ha già collezionato 30 presenze con la maglia della Nazionale italiana, confermandosi una pedina importante nel progetto azzurro.

Ritorno in Serie A o permanenza in Premier League? La risposta arriverà nelle prossime settimane, ma il mercato estivo rischia di vivere momenti caldi attorno a Tonali, un centrocampista di grande talento la cui valutazione e il profilo rimangono oggetto di grande attenzione in tutto il panorama europeo.

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Hellas, Sammarco: "Belghali corre. Salvezza con orgoglio"

Alla vigilia di Hellas Verona-Napoli, decisiva sfida in ottica salvezza e qualificazione europea, Paolo Sammarco, allenatore degli scaligeri, ha tracciato un quadro chiaro ai microfoni in conferenza stampa. La sua squadra, ferma in una zona delicata della classifica di Serie A, ha bisogno di ritrovare quell’orgoglio personale indispensabile per affrontare un avversario di spessore come il Napoli guidato da Antonio Conte.

“Bisogna lavorare sull’orgoglio personale di ogni giocatore”, ha dichiarato Sammarco, sottolineando come la salvezza passi da un impegno totale e consapevole, non solo collettivo, ma anche individuale. “Noi tutti e anche loro dobbiamo dimostrare di meritare la categoria, che passa anche attraverso qualcosa di personale, mi ci metto anche io di mezzo”. Parole che testimoniano la volontà del tecnico di trasmettere responsabilità e determinazione a tutto l'ambiente Hellas.

Il Napoli di Antonio Conte, reduce da un torneo di assoluto vertice in Serie A, rappresenta un banco di prova impegnativo per la formazione veneta. L’attacco partenopeo, combinato con una fase difensiva organizzata e un centrocampo dinamico, esige una prestazione al massimo livello da parte di ogni singolo giocatore dell’Hellas Verona. Proprio per questo, Sammarco invita i suoi a tirare fuori il meglio in termini di motivazioni personali e concentrazione.

Un capitolo importante della conferenza stampa ha riguardato le condizioni di Belghali, centrocampista importantissimo per il progetto tecnico di Sammarco. Dopo una ricaduta al problema alla caviglia, l’ex Spezia ha finalmente ricominciato a correre, segno di un progresso incoraggiante. “Siamo speranzosi”, ha confermato il tecnico, “bisogna vedere come procede step by step. Sperando che, se ogni step va come deve andare, già la settimana prossima possa rientrare con il gruppo”. La sua presenza in campo sarebbe fondamentale per dare equilibrio e qualità al centrocampo scaligero.

Il ritorno di Belghali potrebbe rappresentare un’iniezione di fiducia per un Hellas Verona che nelle prossime giornate di Serie A dovrà affrontare incontri cruciali per la salvezza e la permanenza nella massima serie. Nel frattempo, la squadra continua la preparazione in vista di un match che non ammette cali di tensione, soprattutto contro un Napoli capace di esaltare il proprio potenziale sotto la guida di Conte.

La partita tra Hellas Verona e Napoli rappresenta, dunque, un crocevia fondamentale per entrambe le formazioni: gli scaligeri per mantenere viva la speranza salvezza, il Napoli per confermare la solidità e la competitività di un progetto ambizioso in Serie A. Le parole di Sammarco, focalizzate sull’orgoglio e sulla centralità del ruolo di ciascun giocatore, ben rappresentano l’approccio propositivo degli scaligeri nel tentativo di mettersi in mostra in un contesto di livello elevato, come quello del massimo campionato italiano.

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Bologna-Roma il 21° derby italiano in Europa: precedenti

Bologna-Roma: un match storico di Europa League tra squadre italiane

Il prossimo confronto tra Bologna e Roma negli ottavi di finale di Europa League segnerà un evento di grande rilievo nel panorama del calcio europeo: si tratta infatti della partita numero 21 della storia delle competizioni UEFA in cui due formazioni italiane si sfidano direttamente. Un’occasione che mancava nello scorso torneo continentale, mentre nella stagione precedente la Roma si era resa protagonista di un acceso scontro contro il Milan, vincendo quell’incrocio di Europa League.

Il bilancio degli incontri tra squadre italiane nelle competizioni UEFA è ricco di sfide memorabili che hanno segnato la storia del calcio europeo. Di seguito, una panoramica dei precedenti più significativi, suddivisi per competizione e stagioni di riferimento, che testimoniano la tradizione e la rivalità tra i club di Serie A nelle competizioni internazionali.

Champions League / Coppa dei Campioni

  • 1985-1986, ottavi di finale: Juventus-Hellas Verona (0-0 e 2-0), successo bianconero.
  • 2002-2003, semifinale: Milan-Inter (0-0 e 1-1), Milan avanti per gol in trasferta.
  • 2003, finale: Juventus-Milan (0-0 dopo supplementari, Milan vince 3-2 ai rigori).
  • 2004-2005, quarti di finale: Milan-Inter (2-0 e 3-0 a tavolino, partita di ritorno sospesa per lancio di fumogeni), Milan qualificato.
  • 2022-2023, quarti di finale: Milan-Napoli (1-0 e 1-1), Milan si qualifica.
  • 2022-2023, semifinale: Milan-Inter (0-2 e 0-1), Inter accede alla finale.

Coppa UEFA / UEFA Europa League

  • 1988-1989, quarti di finale: Juventus-Napoli (2-0 e 0-3 dts), Napoli sorprende e passa il turno.
  • 1989-1990, finale: Juventus-Fiorentina (3-1 e 0-0), la Juventus si aggiudica il titolo.
  • 1990-1991, quarti di finale: Atalanta-Inter (0-0 e 0-2), Inter avanti.
  • 1990-1991, finale: Inter-Roma (2-0 e 0-1), Inter campione.
  • 1993-1994, quarti di finale: Cagliari-Juventus (1-0 e 2-1), Cagliari elimina la Juventus.
  • 1993-1994, semifinale: Cagliari-Inter (3-2 e 0-3), Inter va in finale.
  • 1994-1995, finale: Parma-Juventus (1-0 e 1-1), vittoria per il Parma.
  • 1997-1998, finale a Parigi: Lazio-Inter (0-3), Inter trionfa.
  • 2013-2014, ottavi di finale: Juventus-Fiorentina (1-1 e 1-0), Juventus supera il turno.
  • 2014-2015, ottavi di finale: Fiorentina-Roma (1-1 e 3-0), Fiorentina elimina i giallorossi.
  • 2023-2024, quarti di finale: Milan-Roma (0-1 e 1-2), Roma avanza agli step successivi.

Altre competizioni UEFA

  • Supercoppa UEFA 1990 (finale): Sampdoria-Milan (1-1 e 0-2), successo del Milan.
  • Supercoppa UEFA 1993 (finale): Parma-Milan (0-1 e 2-0 dts), Parma alza il trofeo.
  • Coppa Intertoto 1998 (semifinale): Bologna-Sampdoria (3-1 e 0-1), Bologna passa il turno.

Tra queste sfide di alta intensità, va ricordato il recente Milan-Napoli degli ottavi di Champions League 2022-2023, una serie rocambolesca in cui il club rossonero, guidato dall’allenatore Stefano Pioli, è riuscito a prevalere sull’armata partenopea allenata da Antonio Conte. Le sfide tra club italiani in Europa rappresentano sempre un grande spettacolo per la qualità e la passione messe in campo, e questa volta sarà Bologna-Roma a tenere banco nelle prossime settimane.

L’appuntamento con questa sfida europea è atteso con grande curiosità dai tifosi e dagli addetti ai lavori, che seguono con interesse le prestazioni delle squadre di Serie A impegnate nelle competizioni UEFA. Bologna e Roma si preparano quindi a scrivere un nuovo capitolo nella storia delle sfide italiane in Europa, in un’Europa League che continua a regalare emozioni forti e sfide intrecciate tra club dello stesso paese.

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giovedì 26 febbraio 2026

Juventus rifiuta ritiro, sceglie riposo prima partita a Roma

In casa Juventus è già tutto pronto per affrontare il prossimo impegno di Serie A con la determinazione che contraddistingue la squadra bianconera nelle sfide di alta quota. Dopo il match di Champions League, Luciano Spalletti ha deciso di privilegiare il recupero psicofisico dei suoi giocatori, optando per un programma di allenamenti "leggero" e nessun ritiro. Il tecnico, nel tentativo di preservare energie preziose, ha concesso un giorno di riposo agli uomini di Juventus, che torneranno dunque in campo preparati per il delicato confronto di domenica contro la Roma.

La squadra bianconera raggiungerà la Capitale soltanto nella giornata della gara, una formula già adottata in passato con risultati alterni. Questo tipo di gestione, se da un lato ha garantito alla Juve momenti di brillantezza, dall’altro ha mostrato alcune criticità, come nell’ultimo torneo disputato sotto la guida tecnica di Napoli. Tuttavia, la priorità resta recuperare al meglio le energie, dato un calendario di partite fitto e intenso che richiede massima attenzione e preparazione.

Nel frattempo, mentre la squadra si prepara con attenzione alla sfida, sul fronte societario arrivano parole di chiara conferma sul futuro del tecnico: nel post partita di mercoledì, infatti, ossservando l’assenza di Spalletti dalla consueta conferenza stampa, a parlare ci ha pensato il dirigente Stefano Comolli. Senza lasciare spazio a dubbi o interpretazioni, Comolli ha ribadito la piena fiducia della Juventus nei confronti dell’allenatore bianconero.

"Dobbiamo assolutamente tenere l’allenatore", ha dichiarato Comolli, sottolineando come il club non abbia mai avuto dubbi sul ruolo di Spalletti, oggetto di discussione in passato solo per motivi prettamente tecnici ma mai in termini di fiducia o futuro. Il dirigente ha inoltre aggiunto che, grazie a qualche settimana di pausa forzata dal campionato, la società potrà finalmente sedersi al tavolo con il tecnico per discutere con calma e chiarezza dei progetti futuri e per formalizzare eventuali rinnovi o modifiche contrattuali.

Un messaggio chiaro, che dimostra come la Juventus voglia costruire un percorso stabile e duraturo con Spalletti, in un momento in cui la Serie A si presenta più combattuta e complessa che mai. Anche alla luce della difficile rincorsa al Napoli di Antonio Conte, che guida la classifica con autorevolezza e solidità, la Juve ha bisogno di un allenatore capace di tenere alta la tensione e di guidare un gruppo giovane ma ambizioso verso traguardi prestigiosi.

La sfida tra Juventus e Roma dunque non sarà soltanto un appuntamento determinante sul piano del campionato, ma anche un passaggio chiave per capire quali saranno le reali ambizioni dei bianconeri in questa stagione, in un torneo dove il Napoli di Conte si è imposto come la formazione da battere. La conferma di Spalletti e la gestione oculata delle energie sembrano gli elementi giusti per rilanciare la Vecchia Signora nella corsa verso i vertici del calcio italiano.

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Ausilio punge il Milan: "Inter punta a vincere, non al 4° posto"

Piero Ausilio, direttore sportivo dell'Inter, ha offerto una lunga intervista al canale YouTube 'Colpi da maestro', svelando alcuni retroscena e condividendo la sua visione sulla corsa al vertice della Serie A, con un passaggio particolare dedicato ai grandi club, ed una chiara provocazione indirizzata ai rivali di sempre, il Milan.

Nel corso del colloquio, Ausilio si è mostrato molto netto sul tema degli obiettivi stagionali: secondo il dirigente nerazzurro, infatti, parlare di qualificazione alla Champions League come traguardo realistico per un top club italiano è una semplificazione fuorviante. Le vere ambizioni partono sempre dalla volontà di lottare per il titolo e conquistare trofei. “Quando inizi una stagione da dirigente e allenatore dell'Inter – afferma Ausilio – pensi sempre a fare di tutto per vincere. Io non credo mai a quelli che raccontano che va bene il quarto posto o che va bene andare in Champions.”

Il direttore sportivo prosegue sottolineando come la mentalità vincente sia alla base del progetto nerazzurro: “Quando si parla di Inter, e di squadre di questo livello in Italia, parti sempre competitivo per vincere. Poi se non ti riesce, perché sei meno bravo o qualcun altro ne approfitta…”. Ausilio ricorda la stagione passata, dove l’Inter ha chiuso al secondo posto, a un solo punto dal Napoli, squadra che ha mostrato superiorità e continuità durante tutto l’arco del campionato.

Un riferimento che sottintende anche il ruolo del Napoli, guidato dall’allenatore Antonio Conte, grande protagonista in Serie A con un progetto solido e ambizioso, capace di impensierire lo strapotere delle squadre milanesi. “Lo scorso anno siamo arrivati secondi a un punto dal Napoli: bravi loro, ma la differenza passa da tante cose. Anche da 23 partite in più nostre e lo dico con un certo orgoglio, ma qualche energia la perdi” aggiunge Ausilio, evidenziando come la corsa su diversi fronti, specialmente l’Europa League, abbia inciso sulle forze complessive della squadra.

Il ds nerazzurro sottolinea come, a inizio stagione, l’ambizione dell’Inter fosse quella di competere su tutti i fronti, campionato, Coppa Italia e competizioni continentali: “A inizio stagione l'Inter pensa di poter vincere campionato, Coppa Italia e Champions: poi non ci riesci, ma con questa mentalità costruisci la squadra e ci trasferisci gli obiettivi”.

A suo giudizio, il modo in cui è stata raccontata l’Inter dopo la finale di Champions, persa contro il Manchester City, è stato eccessivamente critico, senza invece valorizzare l’orgoglio mostrato durante tutta la stagione. “Su questa Inter si è sparato un po' troppo, soprattutto dopo la finale di Champions. Avrei parlato un po' più dell'orgoglio dell'Inter” conclude Ausilio, ribadendo così l’importanza di non sottovalutare il valore reale della sua squadra né rinunciare mai a puntare in alto.

Clicca qui per rileggere tutte le sue parole

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Conte in silenzio: 4 mesi senza conferenze pre-partita in Serie A

Antonio Conte e il silenzio alla vigilia del Napoli: niente conferenza stampa prima del match contro l'Hellas Verona

Il Napoli di Antonio Conte si appresta ad affrontare un importante appuntamento sul campo dell'Hellas Verona, sabato pomeriggio alle 18:00, nella 27ª giornata di Serie A. Tuttavia, a sorpresa, l’allenatore azzurro non interverrà in conferenza stampa prima di questa sfida al Bentegodi. Una scelta che si conferma ormai come una peculiarità della gestione Conte in Serie A.

Se spesso gli allenatori di club italiani utilizzano la conferenza stampa del giorno prima della partita per presentare il match, analizzare gli avversari e rispondere alle domande dei giornalisti, Conte ha adottato un atteggiamento decisamente differente da quando è alla guida del Napoli. Per le partite di campionato il tecnico preferisce infatti il silenzio, una strategia che va avanti da circa quattro mesi e che si distingue nettamente rispetto al comportamento dei suoi colleghi.

Questo silenzio non vale però per le competizioni europee, dove la UEFA impone regolamenti più stringenti riguardo alla comunicazione e alla presenza in conferenza stampa pre-gara. Nelle occasioni di Champions League, infatti, Conte ha rispettato le tempistiche e i protocolli imposti dalla federazione europea, presentandosi regolarmente davanti ai microfoni. Ma in Serie A, la tattica è cambiata.

Un excursus cronologico aiuta a comprendere meglio la continuità di questa scelta: l’ultima volta che Antonio Conte ha parlato in conferenza stampa prima di una partita di campionato risale al 17 ottobre 2025, proprio prima della trasferta contro la Juventus. In quella sfida a Torino, gli azzurri persero 1-0 contro una squadra allora guidata da Baroni. Da quel momento Conte ha evitato ogni apparizione pubblica nello spazio dedicato ai pre-match di Serie A, mantenendo un rigoroso riserbo.

Sabato, dunque, questa tendenza si confermerà: nemmeno alla vigilia del match contro l’Hellas Verona Conte rilascerà dichiarazioni, costringendo la stampa e i tifosi a cogliere segnali e indicazioni esclusivamente dall’inizio del calcio d’inizio e dallo svolgimento della gara stessa. Un silenzio tecnico, che sembra fare parte di una precisa filosofia di gestione e comunicazione adottata dall’ex allenatore di Inter e Juventus, ora al comando del Napoli.

Un Napoli protagonista finora di una stagione ricca di ambizioni, con Conte che preferisce concentrare tutto sull’aspetto pratico e tattico piuttosto che sulla mediazione con i media nel pre-partita. Un approccio non convenzionale ma che sta diventando una caratteristica distintiva della sua avventura in Serie A.

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Champions: solo un’italiana agli ottavi per il secondo anno di fila

Per il secondo anno consecutivo, la Serie A si presenta agli ottavi di finale di Champions League con una sola squadra in corsa. Dopo l’Inter eliminata dal Bodo/Glimt nella stagione appena conclusa, in questa edizione il compito di tenere alto il vessillo del calcio italiano spetta all’Atalanta. Juventus e Napoli, infatti, non sono riuscite a superare la fase a gironi, lasciando l’Italia in una momentanea solitudine europea.

Questa situazione segna un fatto raro e preoccupante: l’ultima volta che solo una squadra italiana è andata avanti agli ottavi di Champions League risale addirittura alla stagione 2014/2015. In quell’annata, era la Juventus l’unica a raggiungere quella fase, prima di arrendersi in finale al Barcellona guidato da Luis Enrique. Un dato che fotografa una fase di difficoltà per il calcio italiano nelle competizioni europee.

Se guardiamo ancora indietro, nella stagione 2013/2014 soltanto il Milan era riuscito a superare il girone, venendo però eliminato agli ottavi dall’Atlético Madrid. Da segnalare che questa è soltanto la quarta volta nella storia della Champions League – competizione che dal 1992 ha assunto questa denominazione – in cui la Serie A si presenta con un’unica formazione agli ottavi. Un risultato che avvicina drasticamente l’Italia a un momento di riflessione profonda sul livello attuale delle proprie squadre, in un contesto europeo sempre più competitivo.

È un campanello d’allarme che fa discutere soprattutto considerando l’evoluzione del Napoli, squadra in grande crescita sotto la guida di Antonio Conte. Nonostante le ambizioni altissime, i partenopei non sono riusciti a superare la fase a gironi, lasciando così spazio all’Atalanta per provare a proseguire il cammino continentale. La capacità di una sola squadra italiana a raggiungere gli ottavi di Champions League rispecchia non solo le difficoltà in Europa, ma anche le sfide interne alla Serie A, che quest’anno è alle prese con un equilibrio molto più variabile rispetto al passato.

Il cammino dell’Atalanta, unica rappresentante italiana rimasta nella competizione, sarà seguito con attenzione e grande speranza dai tifosi e dagli addetti ai lavori. Di certo, la speranza è che questo momento di crisi possa tradursi presto in una pronta reazione da parte delle squadre italiane, a cominciare dalle big come Napoli e Juventus, per tornare a contendere con autorevolezza i palcoscenici europei.

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Napoli, Elmas in forma da 5 mesi: Conte rilancia Gilmour a Verona

In casa Napoli la gestione delle energie sta diventando un tema cruciale, soprattutto in vista della delicata trasferta di sabato a Verona contro l’Hellas. Antonio Conte e il suo staff tecnico stanno infatti valutando con attenzione come dosare le forze della rosa, in modo da arrivare al meglio nel finale di stagione, particolarmente intenso e ricco di impegni.

Tra le novità di formazione che potrebbero emergere c’è il possibile inserimento dal primo minuto di Billy Gilmour. Lo scozzese, rientrato in campo due settimane fa contro la Roma dopo un periodo di assenza, ha mostrato segnali di crescita costante durante gli allenamenti, riconquistando ritmo e condizione fisica. La sua presenza dal 1’ potrebbe servire a garantire un turno di riposo a Eljif Elmas, uno dei centrocampisti più utilizzati da inizio ottobre ad oggi, con un impiego praticamente ininterrotto che comincia a farsi sentire sul piano della stanchezza.

Il cambio di passo con Gilmour potrebbe infatti servire a preservare Elmas, che ha accumulato diversi minuti di gioco nelle ultime settimane senza pause sostanziali, una scelta che Conte valuta con attenzione per non compromettere le prestazioni della squadra in questo momento cruciale della stagione. La capacità di ruotare efficacemente il centrocampo sarà probabilmente un elemento chiave per il Napoli nei prossimi appuntamenti di Serie A e nelle competizioni europee.

Discorsi diversi riguardano invece Kevin De Bruyne, che ancora non è tornato agli ordini di Conte. La prudenza in casa Napoli resta massima per il centrocampista belga, fermo ai box ormai da tempo a causa di un infortunio che ne ha rallentato il rientro in campo. Attualmente la previsione di rivederlo in azione è orientata verso la fine di marzo, ma ogni valutazione dipende dalla risposta fisica del giocatore agli allenamenti e ai carichi di lavoro. Antonio Conte, come sempre, preferisce non correre rischi e segue da vicino il percorso di recupero di De Bruyne.

La necessità di dosare energie e forze è una priorità inderogabile, specialmente con un calendario fitto di impegni e la pressione sempre alta in campionato. Il tecnico azzurro ha infatti dichiarato di voler mantenere un equilibrio tra rotazioni e utilizzo dei giocatori chiave, un bilanciamento che potrebbe fare la differenza nella corsa al vertice della Serie A. Ogni scelta, dunque, sarà pensata per garantire il massimo rendimento in campo senza compromettere la tenuta fisica della squadra.

Il ritorno di Gilmour dal primo minuto e la gestione accorta di De Bruyne rappresentano due facce di una stessa strategia: quella di tenere il Napoli competitivo e brillante nelle prossime settimane, pur affrontando con prudenza le condizioni fisiche di una rosa che sta dando tutto in questa stagione targata Antonio Conte.

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Napoli senza McTominay: out con Giugliano e Verona

Il Napoli dovrà rinunciare ancora una volta a Scott McTominay nel prossimo turno di Serie A. Il centrocampista scozzese non sarà a disposizione di Antonio Conte per la delicata trasferta di sabato al Bentegodi contro l’Hellas Verona. L’assenza del centrocampista è stata confermata ieri dalla mancata partecipazione all’allenamento congiunto contro il Giugliano, segno evidente che i tempi per il suo rientro non sono ancora maturi.

La causa del continuo stop di McTominay è un’infiammazione tendinea che si è riacutizzata lo scorso 7 febbraio durante la sfida del Ferraris contro il Genoa. In quella partita il classe 1996 è stato costretto a lasciare il campo già all’intervallo a causa del fastidio. Come spiegato dallo stesso Antonio Conte nel post-gara, si tratta di un problema ciclico che richiede estrema cautela nella gestione, evitando rischi e forzature.

Dall’infortunio, McTominay ha saltato tre partite consecutive di campionato: il 2-2 contro la Roma, la sconfitta interna contro l’Atalanta e la dolorosa eliminazione dalla Coppa Italia ai rigori contro il Como. La sua assenza si è fatta sentire in modo molto evidente, considerando il ruolo fondamentale che il centrocampista ricopre negli schemi di Conte. McTominay non è soltanto un pilastro del centrocampo ma anche un importante riferimento offensivo per gli azzurri, come dimostrano le dieci reti segnate in questa stagione, inclusa la rete decisiva contro il Genoa nel giorno dell’ultima vittoria del Napoli.

Secondo fonti molto attendibili, negli ambienti partenopei è forte la volontà di non rischiare inutilmente la salute del giocatore. L’obiettivo è riportare McTominay a disposizione per la successiva partita casalinga, in programma al Maradona nel weekend del 7-8 marzo contro il Torino. Nel frattempo, a Castel Volturno verrà effettuata un’altra settimana di lavoro mirato, sempre con grande prudenza, per garantire un recupero completo e senza ricadute.

Il centrocampo del Napoli, guidato da Conte, sta vivendo un momento di delicata gestione degli uomini, ma avere a disposizione McTominay rappresenterebbe un ritorno fondamentale per migliorare quelle dinamiche di squadra messe in difficoltà dalle sue assenze. In particolare, la sua capacità di unire a una consistente qualità tecnica anche un contributo prezioso sotto porta lo rende un giocatore imprescindibile per il progetto tattico dell’allenatore.

Il campionato prosegue e le sfide si fanno sempre più decisive: l’assenza di McTominay contro l’Hellas Verona sarà una prova importante per testare la profondità della rosa azzurra senza il suo uomo chiave, ma il vero banco di prova sarà il rientro contro il Torino, quando il Napoli potrà tornare a contare sul suo centrocampista leader.

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mercoledì 25 febbraio 2026

Di Napoli: "Inter ok Bodo, ma resta rammarico. Su Thuram..."

NEWS Radio

L'eliminazione dell'Inter dalla Champions League ha scosso l'ambiente nerazzurro e ha scatenato diverse riflessioni tra gli esperti. Arturo Di Napoli, ex attaccante e ora opinionista, ha offerto una sua chiave di lettura in esclusiva a NEWS Radio durante la trasmissione Maracanà.

Un fattore decisivo nella pesante uscita dell'Inter? «Bisogna riconoscere che il Bodo/Glimt non è una squadra da sottovalutare; ha messo in difficoltà diverse compagini europee. I norvegesi sono estremamente affidabili nelle ripartenze e sono un collettivo ben organizzato. Detto ciò, c’è un buon margine di rammarico per come è arrivata questa eliminazione: l’anno scorso l’Inter era riuscita a spingersi fino alla finale, quindi uscire così deve sicuramente far riflettere. Ero convinto che a San Siro i nerazzurri potessero fare meglio; nel primo tempo, infatti, il Bodo era stato quasi schiacciato, ma alla fine è sempre questione di episodi che cambiano il volto delle partite».

Questa eliminazione segna la fine del ciclo europeo dell’Inter? «Da una parte sì. Quello che è accaduto la scorsa estate, tra partenze importanti e qualche scelta societaria, inevitabilmente avrà delle conseguenze anche sul rendimento europeo. Inoltre, per arrivare a livelli da vertice in Champions serve qualcosa in più, sotto molti aspetti. Dall’altra però non direi che sia un punto definitivo: competere con formazioni come Barcellona, Manchester City o Bayern Monaco resta una impresa difficilissima per tutti».

Che giudizio dà sulle scelte di formazione di Chivu nella gara di ritorno? «Con tutto il rispetto per il Lecce e per la posizione di Chivu in società, mi aspettavo che per una sfida così cruciale in Norvegia venisse schierato il massimo potenziale, mettendo in campo la migliore formazione possibile. Capisco le rotazioni o preservare i titolari in vista di un big match di campionato, ma qui l’importanza di passare il turno sarebbe dovuta prevalere».

Come valuta la prova di Thuram e la sua involuzione recente? «Thuram sta tornando dopo un infortunio e, viste le sue caratteristiche fisiche, ha bisogno di tempo per ritrovare la miglior condizione. Contro il Bodo a mio avviso non ha tradito del tutto le aspettative; certo, la versione vista qualche mese fa avrebbe potuto fare la differenza in partite simili. Rimane comunque un giocatore straordinario e personalmente ci penserei due volte prima di privarsene».

Intanto, l’Inter dovrà riflettere sulle difficoltà accumulate in questa stagione europea e sul percorso da seguire per tornare ad essere competitiva. Nel mentre, in Serie A, la lotta al vertice vive un nuovo capitolo: il Napoli di Antonio Conte continua a mostrare solidità e ambizioni, pronto a sfruttare eventuali passi falsi dei cugini milanesi per avvicinare la vetta del campionato.

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Juventus, Chiellini: "Delusi ma orgogliosi, è crescita"

Giorgio Chiellini, protagonista e leader della Juventus, si è presentato davanti alle telecamere di Prime Video per analizzare il momento complicato dei bianconeri, freschi di eliminazione dalla Champions League. Un'occasione per il difensore classe ’84 di fare un bilancio sincero sui limiti e sulle prospettive della squadra di Antonio Conte, allenatore chiamato a risollevare le sorti della Vecchia Signora.

“Ritengo sia giusto che a parlare in prima battuta sia la società per esprimere la propria posizione, però noi siamo delusi – ha esordito Chiellini –, ma orgogliosi di quanto mostrato in campo e del feeling nato dentro lo spogliatoio. È chiaro che possiamo e dobbiamo risvoltare in fretta. Non dimentichiamo che abbiamo sbagliato praticamente una sola partita e trenta minuti e mezzo di gioco. Se poi aggiungiamo anche la sfida col Napoli – squadra di alto livello che sta facendo molto bene in Serie A – la squadra c’è e questo rimane il dato più importante, anche se il rammarico per non essere andati avanti in Champions League è grande. Sfortunati negli episodi? Forse sì, ma siamo comunque avanti e abbiamo un cammino da costruire”.

Nel corso dell’intervista è emerso un riferimento evidente all’episodio chiave che ha segnato l’eliminazione: “Parli di Kelly immagino… Beh, per fortuna non ero io in quella situazione”, risponde secco Chiellini con una punta di ironia ma senza nascondere un velo di amarezza.

Alla domanda su una possibile lettura tattica o tecnica errata in una partita così delicata, il capitano juventino ha commentato: “C’è poco da aggiungere, alcuni momenti li paghi a caro prezzo quando affronti match così importanti”.

Il discorso si sposta quindi sulle conseguenze di questa eliminazione, sia per la squadra che per l’ambiente dirigenziale: “Questa partita deve rappresentare una risposta, soprattutto per chi guida la società. Serve fiducia, prima di tutto per i giocatori e poi per l’allenatore. È vero, abbiamo perso quattro delle ultime cinque partite, ma le prestazioni sono state spesso diverse da quelle che gli scettici potrebbero immaginare. Ora ci aspettano dodici gare che possono cambiare completamente il nostro destino: la squadra ha dimostrato oggi di esserci e di voler crescere. Siamo in un percorso di miglioramento continuo”.

Chiellini ha infine commentato il confronto con il Galatasaray, sottolineando la superiorità mostrata dalla Juventus in campo: “Rimpianti? Per il momento no, aspettiamo di tirare le somme a fine percorso. Siamo partiti affrontando avversari duri: abbiamo vinto a Bodo, già quello rappresentava una prova importante, e ieri l’Inter ha dimostrato quanto sia ostico il campionato italiano. Abbiamo battuto anche il Benfica, ma dispiace non essere riusciti a entrare tra le prime sedici d’Europa, vista l’ambizione della Juventus di esserci sempre agli ottavi di Champions. Ora però è il momento di ripartire da ciò che di buono abbiamo fatto, soprattutto dopo settimane davvero difficili”.

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Icardi e Osimhen puniscono la Juventus: doppio colpo centravanti

Juventus eliminata dalla Champions League: il Galatasaray passa ai supplementari

La corsa della Juventus in Champions League si ferma bruscamente nello scontro al vertice contro il Galatasaray. Nonostante una prova eroica nei tempi regolamentari, i bianconeri hanno dovuto alzare bandiera bianca nel doppio confronto degli spareggi con i turchi, che si sono imposti ai supplementari, riuscendo a ribaltare il punteggio. Al termine di un match combattuto e spettacolare allo Juventus Stadium, la Juventus ha vinto il ritorno per 3-2, ma questo non è bastato per accedere alla fase a gironi della massima competizione europea per club.

Il fattore decisivo? Due attaccanti legati a doppio filo al passato e al presente del mercato juventino. Il gol che ha tagliato definitivamente le gambe ai padroni di casa è arrivato da un’azione orchestrata da Mauro Icardi, il cui assist ha permesso a Victor Osimhen di firmare il 3-1 per il Galatasaray. Due nomi che hanno fatto parlare molto negli ambienti bianconeri: Icardi, infatti, era un profilo seguito con attenzione negli ultimi mercati, mentre Osimhen è da tempo un vero e proprio chiodo fisso dei dirigenti juventini, soprattutto quando a occuparsi del mercato era Cristiano Giuntoli, ora direttore sportivo al Napoli, club di cui Osimhen rappresenta una stella assoluta.

Osimhen e la Juventus: un rapporto speciale, ma non di certo amichevole. Quella messa a segno allo Stadium è la terza rete del nigeriano contro la Juventus, dopo la memorabile doppietta nella storica vittoria per 5-1 al Maradona nella stagione del trionfo scudetto del Napoli. Un gol che vale doppio, non solo per l'importanza nel risultato della partita, ma anche perché con questa rete Victor Osimhen è diventato il miglior marcatore straniero nella storia del Galatasaray, superando nomi illustri come Milan Baros e Shabani Nonda, entrambi fermi a 12 gol. Curiosamente, però, a differenza del passato, Osimhen non ha festeggiato dopo aver segnato contro la Juventus, gesto che potrebbe alimentare qualche discussione sulle sue motivazioni.

Gran riconoscimento per Osimhen: Player of the Match UEFA. Il nigeriano è stato premiato come miglior giocatore della sfida tra Juventus e Galatasaray, una consacrazione arrivata con una motivazione crystal clear: "Ha giocato un ruolo decisivo per la qualificazione del Galatasaray al turno successivo. In una gara dominata in lungo e in largo da Juventus, Osimhen ha dimostrato concentrazione e determinazione, finalizzando brillantemente la sua seconda occasione utile". Un attestato di stima che conferma quanto l'attaccante sia una pedina fondamentale nelle ambizioni del club turco.

Il risultato del doppio confronto testimonia una Juventus con pagine d’orgoglio ma anche con evidenti limiti, incapace di chiudere il discorso nei 90 minuti regolamentari e vittima di una squadra, il Galatasaray, che si è dimostrata cinica e pronta a sfruttare le occasioni più importanti. Per i bianconeri, ora, resta la delusione di un’eliminazione cocente, la necessità di lavorare su alcune lacune, soprattutto in fase difensiva, e di guardare con nuovi occhi al mercato e al progetto tecnico guidato da Antonio Conte, chiamato a rilanciare la squadra in Italia dopo la beffa europea.

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Atalanta da Liverpool: impresa Champions in numeri chiave

Atalanta, impresa storica in Champions League: dopo il 4-1 sul Borussia Dortmund è qualificazione da sogno

L'Atalanta ha scritto una delle pagine più emozionanti della sua storia europea grazie al 4-1 rifilato al Borussia Dortmund, risultato che regala alla squadra bergamasca un ritorno trionfale in Champions League dopo essere uscita sconfitta dall’andata con almeno due gol di scarto. Un traguardo che va ben oltre il semplice passaggio del turno ed entra di diritto nella storia del calcio italiano nelle competizioni europee.

Il dato è sorprendente: l’Atalanta è solo la seconda formazione italiana a ribaltare una sconfitta con due o più gol di scarto in una fase a eliminazione diretta di Champions League. L’unico precedente risale alla Juventus, che nel 2018/2019 riuscì a qualificarsi battendo l’Atletico Madrid dopo un complicato ko all’andata. Ancora più lontano, ma altrettanto prestigioso, il cammino della Roma, che nella stagione 2017/2018 rimontò il Barcellona in una storica eliminazione che ha fatto scuola.

«Abbiamo fatto la storia», ha commentato Raffaele Palladino, volto noto nel mondo del calcio italiano, sottolineando con entusiasmo la portata dell’impresa realizzata dal club lombardo. La qualificazione ottenuta dall'Atalanta rappresenta uno dei momenti più alti del calcio italiano nell’ultimo periodo, in un contesto europeo dove le squadre tricolori faticano spesso a imporsi con continuità contro i colossi del continente.

Questa notte di Bergamo ha regalato anche un altro dato di assoluto rilievo: l’Atalanta è tra le pochissime squadre italiane capaci di battere con almeno tre gol di scarto una squadra tedesca in una fase a eliminazione diretta della competizione. Altre realtà italiane sono riuscite in simili imprese: il Napoli, allenato da Antonio Conte nella stagione 2022/2023, annientò l’Eintracht Francoforte; la Juventus fece lo stesso con il Borussia Dortmund nella stagione 2014/2015; mentre il Milan colse una vittoria netta contro il Bayern Monaco nel lontano 2005/2006.

Questi risultati testimoniano la grande difficoltà per le squadre italiane di imporsi con forza contro avversari tedeschi in Champions League, fattore che rende ancora più straordinaria la notte dell’Atalanta. Nonostante il percorso non sia terminato con la conquista di un trofeo, per almeno una sera gli appassionati tricolori hanno potuto vivere una serata di grande emozione, in un momento in cui le soddisfazioni europee per i club italiani sono sempre più elusive.

Il calcio italiano di alto livello, dunque, torna a respirare grazie a un’Atalanta che, dopo un anno di grandi sacrifici e crescita, si conferma capace di avventure incredibili sul palcoscenico più prestigioso. Protagonista di una rimonta mai banale, i nerazzurri hanno dimostrato di possedere quel carattere e quella qualità tecnica che possono competere ad altissimi livelli.

Sarà interessante vedere come questa vittoria influenzerà il morale e la fiducia della squadra per il prosieguo della competizione europea, così come quale eco potrà avere questo risultato in ottica Serie A, dove le grandi sfide continuano a regalare emozioni di altissimo profilo.

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Napoli, Sosa: "Alisson Santos non è il nuovo Lavezzi. Hojlund instancabile"

Roberto Sosa, ex attaccante del Napoli, ha offerto un’analisi coinvolgente e schietta sulla stagione degli azzurri, attualmente guidati da Antonio Conte. Intervenuto sulle frequenze di Radio Marte, ‘El Pampa’ ha commentato il periodo delicato vissuto dal Napoli, campione d’Italia in carica, ma alle prese con una serie di infortuni che hanno pesato molto sulla squadra, attualmente in bilico tra il terzo e il quarto posto in classifica dopo essere stato superato dalla Roma di Gasperini.

"Non saprei dire con esattezza quanti punti saranno necessari per centrare la qualificazione alla prossima Champions League – ha spiegato Sosa – non sono certo un maestro della matematica come Allegri quando si tratta di calcolare questi scenari. Io preferisco soffermarmi sulle prestazioni che il Napoli sta offrendo in campo. A Bergamo per esempio gli azzurri mi sono sembrati convincenti, al di là degli errori arbitrali che li hanno chiaramente penalizzati e hanno influito sul risultato finale", ha commentato l’argentino a proposito della sconfitta per 2-1 subita dall’Atalanta.

L’ex attaccante si è poi soffermato sul tema caldo degli errori arbitrali che stanno caratterizzando questa Serie A. "In generale, si lamentano un po’ tutte le squadre per le sviste dei direttori di gara. Gli arbitri sono senza dubbio in grossa difficoltà, tra VAR e valutazioni sul campo. Non è facile gestire tutto questo senza commettere errori.", ha aggiunto, sottolineando come la stagione dei fischietti italiani stia passando un momento critico.

Roberto Sosa ha poi rivolto la sua attenzione ai nuovi volti in maglia azzurra: Alisson Santos e Hojlund. "Alisson Santos, visti dal vivo durante il suo esordio con il Como, non mi aveva ancora pienamente convinto. Tuttavia, nelle partite contro Roma e Atalanta ha evidenziato le sue qualità", ha osservato, con un richiamo a non farsi prendere la mano dai paragoni affrettati con il passato: "Non bisogna però esagerare con i confronti, non è il nuovo Pocho Lavezzi, c’è da andare coi piedi di piombo."

Infine, sulla punta danese Hojlund, poco prolifico in termini di gol ma molto attivo in campo, Sosa ha mostrato ammirazione: "A me il danese piace molto. Fa un lavoro incredibile, attacca la profondità, sa difendere palla e non si risparmia mai. Forse, se fosse uscito anche qualche volta dopo un’ora di gioco, avrebbe potuto recuperare un po’ di energie, ma la sua presenza costante è un valore aggiunto per la squadra".

Il Napoli, dunque, guarda avanti sotto la guida di Conte, con la fiducia che la squadra possa superare la difficile situazione infortuni e tornare a esprimere il calcio brillante che ha conquistato lo scudetto. Le dichiarazioni di Roberto Sosa alimentano l’attesa e l’interesse attorno a una squadra ancora viva nella lotta europea, nonostante le difficoltà.

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La Penna torna in Serie B con Piccinini quarto uomo

Il ritorno in campo di Federico La Penna dopo la moviola infuocata che ha fatto discutere l’intero mondo della Serie A. L'arbitro romano, al centro delle polemiche per l’ingiusta espulsione di Pierre Kalulu durante Inter-Juventus del 14 febbraio, verrà infatti reinserito nelle designazioni arbitrali già nel prossimo weekend, seppur con una nuova collocazione in Serie B.

La Penna, che durante il derby d’Italia è stato condizionato dalla simulazione di Alessandro Bastoni, dovrà scontare un turno di squalifica e poi tornerà in campo per dirigere la partita di Serie B tra Sudtirol e Venezia, in programma sabato pomeriggio alle 16 a Bolzano. Questo passaggio in cadetteria può essere letto come una sorta di declassamento punitivo, ma rappresenta anche un’occasione per l’arbitro di rifarsi e rilanciare il proprio rendimento, mantenendo la speranza di rientrare presto nella massima serie.

Non è l’unica novità nel panorama arbitrale: anche Daniele Piccinini, dopo una prova giudicata senza errori nella gara Milan-Parma, è stato designato per un match di Serie B, dove farà però il quarto ufficiale nel confronto tra Spezia e Reggiana. Entrambi gli arbitri, dunque, saranno impegnati in cadetteria, ma con ruoli differenti.

Queste scelte confermano la ferma volontà dell'Associazione Italiana Arbitri (AIA) di mantenere alta l’attenzione sulla qualità degli arbitraggi, soprattutto in un momento delicato per la Serie A, dove ogni episodio può incidere sul cammino delle squadre. Il Napoli, guidato da Antonio Conte, ha recentemente vissuto un episodio controverso nella partita contro l'Atalanta, retto da Chiffi, arbitro finito sotto osservazione dopo diversi errori evidenziati proprio in quel match.

L’AIA sembra quindi intenzionata a proseguire con una politica di verifica rigorosa e monitoraggio continuo degli arbitri, lasciando aperto il nodo relativo alla posizione di Chiffi, dopo la prestazione negativa che ha fatto discutere tifosi e addetti ai lavori. Nel frattempo, La Penna e Piccinini continuano il loro percorso in Serie B, pronti a dimostrare il proprio valore in attesa di un possibile ritorno in Serie A.

In un campionato sempre più combattuto come la Serie A 2023/2024, doppiato quest’anno anche dalla lotta aperta tra club blasonati come Napoli, Milan, Inter e Juventus, la gestione arbitrale resta un tema centrale. Le decisioni prese dall’AIA sul fronte designazioni sono un segnale chiaro: non c’è spazio per errori gravi, ma nemmeno per continuare a tenere lontani dai palcoscenici principali arbitri che hanno ancora margini di recupero.

Il caldo weekend di calcio, quindi, vedrà il ritorno sul campo di La Penna con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle la bufera e riprendere il cammino verso la Serie A, mentre il resto del sistema arbitrale resta in fermento, in attesa di novità sul fronte delle scelte tecniche e disciplinari che influenzeranno inevitabilmente il prosieguo del campionato e le sue vicende.

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