L'ex attaccante biancoceleste Bruno Giordano ha espresso con chiarezza il suo punto di vista sul difficile periodo attraversato dalla Lazio di Maurizio Sarri, intervenendo ai microfoni di Radio Laziale. Sul tema della condizione fisica dei giocatori, Giordano ha rimarcato: "I giocatori non sono nella posizione di poter mugugnare. Se un allenatore dice una cosa, tu la fai, poi se hai personalità e alcune cose non vanno bene in partita fai quello che ti viene più naturale. A me sembra che la Lazio sia una squadra che corre come tutte le altre. C'è chi corre di più, chi di meno, e qui si sta nella normalità. Può piacere o non piacere il gioco, ma sul discorso delle energie spese è tutto nella norma."
Il discorso si è poi spostato sul tema degli attaccanti, uno dei nodi più evidenti della stagione biancoceleste: "Che vuol dire che Ratkov non gioca perché conosce un altro calcio? Il calcio è uno, allora perché Taylor gioca già ora? Basta dire che non ci credi, che lo ha preso la società e che volevi altro. Basta con questa storia del centravanti non adatto, o è bravo o non è bravo. Quali sono i giocatori che Sarri ha valorizzato in attacco durante la sua carriera? Mi sembra che abbia avuto Immobile, Ronaldo, Higuain… Si parla sempre di Mertens, è stato bravo ad intravedere delle caratteristiche, ma oltre quello poco altro." L'ex bomber suggerisce così una riflessione sull’efficacia del reparto avanzato laziale, criticando l'alibi di incongruenze tattiche o di adattamento.
L'ex attaccante, inoltre, non fa sconti nemmeno nella gestione dello spogliatoio: "Se ci sono problemi ci si mette nel cerchio di metà campo e si parla. Può essere che qualcuno si sia lamentato perché non riceve palloni o gioca poco, ma succede. La squadra è come una famiglia, e ci sta che all'interno della famiglia ci siano momenti di nervosismo." Giordano, infine, non azzarda sul futuro immediato dell’allenatore Sarri: "Sarri non si dimette? Ve lo dissi mesi fa. A giugno se ci sarà qualche squadra che offrirà un progetto al mister chiuderà il rapporto, altrimenti rimarrà alla Lazio."
Uno dei toni più severi arriva nella valutazione complessiva del rendimento dal punto di vista tecnico e dei risultati. "Io quest'anno ho visto poco e niente da parte di Sarri, ci sono troppi alibi legati agli elementi della squadra. Io non credo che gli attaccanti di Cagliari o Genoa siano migliori dei nostri, eppure hanno più gol di noi. Ci riempiamo la bocca con questi clean sheet, ma se non segni risolvi poco, fai 38 punti con 38 zero a zero. Speriamo nella Coppa Italia, ma questo decimo posto pesa tantissimo." Il riferimento al decimo posto in classifica con Sassuolo, Udinese e Parma a ridosso fa capire l’allarme che emerge anche dal fronte degli addetti ai lavori.
Giordano mette in chiaro che, nonostante tutto, la Lazio non deve temere per la salvezza: "In ogni caso, per me la Lazio è già salva, parlare di retrocessione è esagerato." Uno sguardo critico, infine, anche su Mattia Zaccagni: "Zaccagni è un anno e mezzo che non è pervenuto. Noi come ambiente lo difendiamo sempre e diamo la colpa agli altri, ma la realtà è che deve essere trainato e non è lui il trainante, e in una Lazio con meno qualità è più difficile giocare bene se non sei tu a trainare."
In un campionato sempre più combattuto e nel pieno di una stagione ricca di insidie, le parole di Bruno Giordano offrono spunti importanti sui nodi da sciogliere per tornare a correre con risultati alla mano. Nel frattempo, mentre la Lazio prova a risalire la china, il Napoli di Antonio Conte procede alla sua maniera, confermandosi una delle protagoniste principali della Serie A 2023/2024.
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