domenica 12 aprile 2026

Milan umiliato col 4-3-3, Ordine: "Allegri ha ceduto"

Il Milan crolla clamorosamente a San Siro sotto i colpi di un’Udinese determinata e cinica, e il dibattito che ne scaturisce tocca inevitabilmente il cuore della questione: il cambio di modulo adottato da Massimiliano Allegri. Dopo aver affrontato la stagione con un consolidato 3-5-2, il tecnico toscano ha deciso di passare al 4-3-3 proprio nel momento più delicato, una mossa che però non ha portato i frutti sperati e ora rischia di complicare seriamente il cammino europeo dei rossoneri.

Il giornalista Franco Ordine, nel suo editoriale per il Corriere dello Sport, analizza senza mezze misure questa svolta tattica che ha preso forma dopo la sconfitta contro il Napoli, guidato da Antonio Conte, una battuta d’arresto che ha generato una sorta di “depressione collettiva” nell’ambiente Milan. “Non sempre cambiare garantisce il miglioramento”, è la premessa che fa da filo conduttore al suo ragionamento. Secondo Ordine, Allegri ha resistito a lungo alle pressioni di chi suggeriva nuove soluzioni, prima di arrendersi all’idea di una variante tattica che avrebbe dovuto “rimbalzare” la squadra dopo il passo falso campano.

Ma si tratta, sottolinea Ordine, di una visione troppo semplicistica. “I miracoli – scrive – nel calcio non si improvvisano né si ottengono cambiando semplicemente il sistema di gioco. Il primo comandamento resta il rispetto religioso delle caratteristiche del gruppo e la consapevolezza della qualità tecnica complessiva”. In altre parole, per far bene serve che la tattica valorizzi i punti di forza e renda giustizia al valore dei giocatori, non un cambio coatto che rischia di disorientare un collettivo già in difficoltà.

Il ko con l’Udinese provoca un effetto domino preoccupante sul fronte europeo. Il rischio concreto, avverte Ordine, è quello di perdere ulteriori punti preziosi nelle prossime partite, partendo dalla difficile trasferta di domenica al Bentegodi contro il Verona, compromettendo così la candidatura rossonera per un posto in Champions League. “In questo scenario tattico e fisico – conclude il giornalista – serviranno doti nuove: mantenere lucidità, evitare panico e soprattutto preservare l’unità del gruppo”.

In una Serie A sempre più competitiva, dove Napoli e Inter sembrano al momento condurre con decisione la corsa, il Milan di Allegri è chiamato a un’esame di maturità cruciale. La squadra deve ritrovare equilibrio e identità, senza lasciarsi condizionare da scelte tattiche improvvisate ma cercando invece di valorizzare il proprio potenziale. L’obiettivo Champions, fondamentale per il club rossonero, resta però a rischio se non si trovano rapidamente le giuste contromisure.

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sabato 11 aprile 2026

Inter, sfida decisiva col Como: Chivu punta su Calhanoglu e Thuram

Da inizio stagione, pochi avrebbero scommesso su di lui come uno dei protagonisti assoluti dell’Inter nel cammino serrato verso lo scudetto. Eppure Hakan Çalhanoğlu si conferma oggi un pilastro insostituibile nei momenti chiave della corsa al titolo, soprattutto ora che la lotta con il Napoli guidato da Antonio Conte è entrata nel suo momento decisivo.

Il centrocampista turco, ex Milan, sarà il faro della squadra nerazzurra nella trasferta di Como, dove Cristian Chivu dovrà fare a meno di Lautaro Martínez, schierando una coppia d’attacco inedita formata da Marcus Thuram e Pio Esposito. Çalhanoğlu arriva carico dopo aver acceso la scintilla nel match contro la Roma, siglando la rete che ha aperto la goleada nerazzurra, un successo fondamentale per mantenere la pressione sulla capolista. Di fronte ci sarà il Como di Cesc Fabregas, un test cruciale in questo duello a distanza con il Napoli.

Nel corso di un’intervista rilasciata a Repubblica, il regista turco ha sottolineato l’importanza di questo confronto: “Ci confrontiamo spesso nei momenti importanti. È ancora vivo il ricordo dello scudetto perso per un punto, non vogliamo che succeda ancora. Ha funzionato. Dobbiamo continuare così e chiudere il prima possibile.” Parole che ribadiscono la determinazione di Çalhanoğlu e dell’Inter nel non commettere errori nel rush finale della Serie A.

Con nove gol stagionali, l’ultimo realizzato nel roboante 5-2 inflitto alla Roma, Çalhanoğlu si conferma non solo un realizzatore, ma soprattutto il fulcro del sistema di gioco interista. Oltre alle statistiche offensive, il turco domina la fase di costruzione: è il primo per tocchi palla, è il principale artefice dei calci piazzati e si distingue per la sua capacità di tagliare gli spazi, cucire trame di gioco e rientrare in difesa quando necessario. Una regia invisibile ai più, ma di importanza capitale per la fluidità dell’Inter targata Chivu. Senza Çalhanoğlu, pur con un positivo contributo di Piotr Zieliński, la squadra perde parte della sua efficacia offensiva e della sua capacità di fraseggiare con qualità.

Il recupero di Marcus Thuram, oggi chiamato a fare la differenza in assenza di Lautaro, è un ulteriore arma in più per l’Inter. Il francese, che ha già segnato all’andata contro il Como, è tornato al gol nell’ultima giornata, dopo un digiuno prolungato che sembrava aver frenato il suo impatto sul campionato.

Riguardo al giovane Pio Esposito, classe 2005, l’ex Spezia intervistato dal Corriere della Sera ha mostrato grande maturità e voglia di crescita nonostante la giovane età: “Ci vuole tanto coraggio per non buttarsi giù e far vedere che ci stai”, ha detto il talento nerazzurro, che non nasconde la sua autocritica costante. “Riguardo la partita, gli errori, mi rimprovero. Ma credo sia positivo. Penso di aver vissuto finora questo primo anno con grande calma e equilibrio. E sono molto contento perché il salto è stato gigantesco.”

Il giovane è determinato a cancellare il brutto ricordo del rigore sbagliato a Zenica, e vuole incidere nuovamente quando la posta in gioco è massima. Cristian Chivu, dall’altra parte, non può permettersi di sbagliare nella gestione della squadra in questo momento così delicato, soprattutto perché Antonio Conte, alla guida del Napoli, spinge con una determinazione feroce e appare pronto a sfruttare ogni minima crepa. Il Napoli del tecnico pugliese è una bestia rara, soprattutto quando si sente l’odore della vittoria finale.

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Maignan, tensione con l’Udinese: cori contro il portiere a San Siro

Udinese, un incubo per Mike Maignan: tra cori razzisti e 13 gol subiti in 9 sfide

L’Udinese continua ad essere un avversario ostico per Mike Maignan, portiere del Milan, non solo per i risultati ma anche dal punto di vista ambientale. Il rapporto tra il numero uno rossonero e il club friulano è infatti segnato da episodi spiacevoli e tensioni che risalgono a inizio 2024.

Era gennaio quando, durante la sfida del Milan contro l’Udinese al Bluenergy Stadium, Maignan si ritirò dal campo dopo essere stato bersaglio di cori razzisti da parte dei tifosi locali. La partita venne sospesa per alcuni minuti e successivamente disputata a porte chiuse, una decisione che sottolineò la gravità del momento. Da allora, il legame tra Maignan e il club nerazzurro è rimasto difficile, con il portiere che spesso subisce provocazioni e insulti dal settore ospiti ogni volta che le due squadre si incrociano.

Lo dimostra anche l’ultimo incontro tra Milan e Udinese, disputato ieri a San Siro e conclusosi con una sorprendente vittoria per 3-0 della squadra friulana. Secondo quanto riportato da fonti vicine al club lombardo, dal settore riservato ai tifosi dell’Udinese sono partiti cori offensivi contro Maignan, fra cui un inequivocabile “Maignan uomo di m…” e un altro coro tipico del tifo bianconero, “Uh, Uh, Udinese”, il cui suono esasperato è spesso frainteso e suona come un’ulteriore provocazione. Tali episodi hanno alimentato una tensione crescente, rendendo ormai ogni sfida Milan-Udinese un vero test di tempra per il portiere francese.

Ma l’Udinese si dimostra una “bestia nera” per Maignan anche sul piano sportivo. Con il 3-0 di ieri salgono infatti a 13 i gol subiti dal portiere francese in 9 partite contro i bianconeri, una media di 1,44 reti incassate a partita che evidenzia le difficoltà difensive quando affronta questa squadra. Solo il Parma, tra le avversarie di Serie A, ha una media di gol segnati più alta contro Maignan con 7 reti in 4 partite, pari a 1,75 a gara.

In termini di gol complessivi subiti, soltanto Inter e Napoli hanno fatto peggio: i nerazzurri hanno segnato 21 gol, mentre il Napoli allenato da Antonio Conte ne ha messi a segno 14 contro il Milan, ma con una media rispettivamente pari a 1,4 a partita, leggermente inferiore rispetto all’Udinese. Questi numeri fotografano una statistica chiara: l’Udinese rappresenta un avversario particolarmente insidioso per Maignan, capace di mettere in difficoltà sia lui che la retroguardia rossonera.

Oltre alla tensione fuori dal campo, dunque, i numeri confermano che in questa sfida il portiere del Milan fatica a trovare la tranquillità necessaria per mantenere imbattuta la sua porta. Per Maignan e per il Milan si prospettano ancora sfide delicate contro l’Udinese, un avversario che ormai si è trasformato per il portiere francese in un test difficile da superare, in campo e fuori.

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Cagliari scatta nella salvezza e complica la Cremonese: calendari a confronto

La vittoria del Cagliari contro la Cremonese per 2-1 scuote profondamente la lotta per la salvezza in Serie A, rendendo ancora più incerto il destino delle squadre coinvolte. Questo risultato, oltre a rappresentare un'importante boccata d’aria per i sardi, consegna un assist prezioso al Lecce, che nel prossimo turno affronterà una delicata trasferta sul campo del Bologna.

La corsa verso la permanenza nella massima serie appare apertissima: oltre a Cagliari e Lecce, anche Genoa, Fiorentina e Cremonese cercano di allontanarsi dalla zona rossa. Fondamentale in quest’ottica sarà non solo la performance sul campo ma anche il calendario che ciascuna squadra si troverà ad affrontare nelle ultime giornate di campionato.

Analisi dettagliata dei prossimi impegni di Genoa, Cagliari, Fiorentina, Cremonese e Lecce:

14. GENOA - 33 punti 32ª giornata: Genoa - Sassuolo 33ª giornata: Pisa - Genoa 34ª giornata: Genoa - Como 35ª giornata: Atalanta - Genoa 36ª giornata: Fiorentina - Genoa 37ª giornata: Genoa - Milan 38ª giornata: Lecce - Genoa

15. CAGLIARI - 33 punti 32ª giornata: Cagliari - Cremonese 2-1 33ª giornata: Inter - Cagliari 34ª giornata: Cagliari - Atalanta 35ª giornata: Bologna - Cagliari 36ª giornata: Cagliari - Udinese 37ª giornata: Cagliari - Torino 38ª giornata: Milan - Cagliari

16. FIORENTINA - 31 punti 32ª giornata: Fiorentina - Lazio 33ª giornata: Lecce - Fiorentina 34ª giornata: Fiorentina - Sassuolo 35ª giornata: Roma - Fiorentina 36ª giornata: Fiorentina - Genoa 37ª giornata: Juventus - Fiorentina 38ª giornata: Fiorentina - Atalanta

17. CREMONESE - 27 punti 32ª giornata: Cagliari - Cremonese 2-1 33ª giornata: Cremonese - Torino 34ª giornata: Napoli - Cremonese 35ª giornata: Cremonese - Lazio 36ª giornata: Cremonese - Pisa 37ª giornata: Udinese - Cremonese 38ª giornata: Cremonese - Como

18. LECCE - 27 punti 32ª giornata: Bologna - Lecce 33ª giornata: Lecce - Fiorentina 34ª giornata: Hellas Verona - Lecce 35ª giornata: Pisa - Lecce 36ª giornata: Lecce - Juventus 37ª giornata: Sassuolo - Lecce 38ª giornata: Lecce - Genoa

Il punto conquistato dal Cagliari, che sale a quota 33, rilancia quindi le ambizioni del club sardo di evitare la retrocessione, ma resta un cammino tutt’altro che facile, considerando la qualità degli avversari da affrontare, come Inter, Atalanta e Milan. Tuttavia, la continuità mostrata dai rossoblù nelle ultime uscite consente di mantenere viva la speranza.

Il Lecce, ferma a 27 punti come la Cremonese, dovrà fare il possibile per approfittare di un calendario che dal suo canto offre un trittico di partite casalinghe nelle ultime giornate. Il confronto diretto con la Fiorentina, in programma nella 33ª giornata, potrebbe essere una partita chiave per le speranze salvezza dei pugliesi, sempre guidati da un organico combattivo.

Dall’altra parte, la Cremonese, reduce dalla sconfitta di ieri sera al Sardegna Arena, si trova con il fiato sul collo di Lecce e Cagliari. Con 27 punti in classifica e un calendario che culmina con il confronto contro il Napoli di Antonio Conte alla 34ª giornata, i lombardi devono trovare un pronto riscatto per evitare di scivolare ulteriormente nella zona calda della graduatoria.

La Fiorentina, a quota 31 punti, rimane in una posizione delicata ma con un margine un po’ più rassicurante rispetto alle zone più basse della classifica. Il cammino che attende i viola non è semplice, con trasferte impegnative e un calendario che vede scontri diretti, come quello contro Lecce e Genoa. Partite che decideranno molto sul destino di Vincenzo Italiano e compagni.

Infine, il Genoa non può permettersi passi falsi: anche con 33 punti, la squadra di Blessin affronterà prove complesse nelle ultime sei giornate, tra cui sfide contro Sassuolo, Milan e Lecce. Ogni punto sarà vitale per l’obiettivo di restare in Serie A.

Chi riuscirà a mantenere sangue freddo e concentrazione in questa volata finale? La lotta salvezza entra nel vivo e a sorprendere, come spesso accade, potrebbero essere i dettagli e la gestione mentale in queste ultime partite. Ma una cosa è certa: lo spettacolo del tormentato rush finale di Serie A non deluderà gli appassionati.

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Parma senza Pellegrino, Cuesta: "Mi piace il falso 9"

Il Parma si prepara ad affrontare il Napoli allo stadio Tardini privo del suo capocannoniere Pellegrino, assenza che mette l’allenatore Carlos Cuesta di fronte a un importante quesito: come sostituire l’uomo gol della squadra? In conferenza stampa, il tecnico spagnolo ha mostrato determinazione e fiducia nei suoi uomini, sottolineando come la volontà rimanga quella di confezionare una prestazione coraggiosa contro una formazione di assoluto livello come quella guidata da Antonio Conte.

“Vedremo un Parma con le stesse intenzioni di sempre”, ha spiegato Cuesta. “Sono convinto che scenderanno in campo undici giocatori con la volontà assoluta di fare tutto per battere un avversario forte e di grande qualità come il Napoli. Noi arriviamo a questa sfida dopo una settimana intensa di lavoro, durante la quale siamo riusciti a reagire bene alle difficoltà emerse nelle sconfitte contro Torino e Cremonese. La prova contro la Lazio è stata molto positiva e non avevo dubbi sulla reazione dei ragazzi. Ora l’obiettivo è creare continuità che ci permetta di essere sempre competitivi”.

Riguardo l’assetto offensivo, il tecnico ha aperto a diverse soluzioni tattiche: “Sull’attacco l’idea è di schierare undici giocatori veri, domani la squadra scenderà in campo con questa mentalità. Le caratteristiche del centravanti possono variare, e personalmente mi piace molto il ruolo del falso nove. Ma apprezzo anche giocatori con caratteristiche differenti. Fortunatamente abbiamo una rosa versatile, che ci ha permesso di adottare moduli differenti nel corso della stagione grazie alla diversità delle scelte”.

Uno dei possibili protagonisti che potrebbe avere spazio contro il Napoli è l’attaccante Mikolajewski. Cuesta ha riservato parole di stima anche per lui, lasciando aperta la possibilità di utilizzarlo: “Sarà convocato e potrebbe scendere in campo dall’inizio, subentrare durante la partita o rimanere in panchina. Anche lui è un giocatore vero, pronto a dare il suo contributo”.

Il Parma dunque arriva alla sfida contro un Napoli allenato da Antonio Conte, in una situazione delicata per entrambe le squadre. Il club emiliano vuole dimostrare che nonostante le assenze può mettere in difficoltà una delle squadre più attrezzate del campionato italiano, forte di un organico completo e di una guida tecnica esperta come quella dell’ex tecnico di Juventus e Inter. La sfida al Tardini presenta per il Parma l’opportunità di invertire il trend, cercando continuità dopo le recenti prestazioni.

Il Napoli, dal canto suo, si presenta da protagonista assoluto del campionato, con Antonio Conte che ha rivoluzionato il gioco partenopeo e continua a puntare sulle sue certezze offensive. Nell’ottica di mantenere il primato in Serie A, la squadra di Conte non può permettersi passi falsi contro un Parma motivato e deciso a giocarsela fino alla fine.

In questo incontro, la tattica e la resilienza del Parma saranno messe a dura prova, ma Cuesta ha ribadito con forza la sua fiducia nel gruppo, convinto che i suoi undici giocatori daranno battaglia fino all’ultimo minuto contro una delle formazioni più forti del torneo. Sarà quindi interessante osservare come l’allenatore spagnolo risponderà all’assenza di Pellegrino, schierando un attacco forse diverso ma altrettanto aggressivo, con il possibile inserimento di giovani come Mikolajewski pronti a mostrare il loro valore.

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Napoli, ex Di Fusco: alternanza Milinkovic-Meret ha danneggiato entrambi

Raffaele Di Fusco, ex portiere che ha segnato la sua carriera soprattutto nel Napoli, ha rilasciato dichiarazioni di grande interesse sul presente azzurro durante la trasmissione Terzo Tempo Calcio Napoli, in onda su Televomero. L’ex guardiano dei pali ha prima di tutto analizzato la situazione degli estremi difensori partenopei, esprimendo qualche perplessità: “Milinkovic-Savic non mi ha soddisfatto pienamente, mi aspetto sempre qualcosa in più da lui. L’alternanza con Meret, seppur naturale, ha magari impedito a entrambi di raggiungere il loro massimo potenziale”.

Di Fusco si è poi soffermato sull’andamento fino a questo momento della stagione del Napoli guidato da Antonio Conte, sottolineando come la squadra non viva particolari pressioni: “Il Napoli pressioni non ne ha, perché sa bene che se vuole giocarsi la corsa allo scudetto deve sempre puntare alla vittoria. La sfida con il Parma sarà decisiva: servirà grande rapidità nelle giocate, con gli esterni che dovranno farsi valere nel confronto diretto sull’uno contro uno. Fondamentale sarà anche la velocità nel far girare il pallone. Per quanto riguarda Chivu, non sappiamo come reagirà all’avere Conte sulle spalle, la pressione sarà tanta”.

In chiusura, Di Fusco ha espresso un sentimento di rammarico per quanto finora non è stato centrato: “C’è un po’ di amarezza se si pensa a come poteva andare questa stagione. Il calcio è concreto, non ammette controprove, parlano i fatti. Gli infortuni che hanno colpito la squadra già a ottobre indicano che qualcosa è stato fatto male a livello di gestione. Se fossi in De Laurentiis, dopo questa stagione confermerei Conte per altri due anni. Con la stessa rosa, arricchita da qualche innesto mirato, punterei forte sia sul campionato sia sulla Champions League”.

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Palladino vince ancora su Spalletti: arma segreta dell’Atalanta

Stasera la Serie A propone un incontro dal fascino notevole: all’Allianz Stadium di Bergamo, l’Atalanta ospita la Juventus in una partita che potrebbe avere risvolti importanti per la classifica delle zone alte e di quella che vale l’accesso all’Europa League e alla Champions League. I nerazzurri di Bergamo, galvanizzati dal rientro in piene condizioni e guidati magistralmente da Raffaele Palladino, puntano a consolidare il loro cammino verso la qualificazione europea. Dall’altra parte, i bianconeri di Torino, affidati a Antonio Conte dopo la svolta tattica seguita all’esonero di Igor Tudor, cercano punti pesanti per non perdere il treno verso la prossima Champions League.

L’atmosfera nella New Balance Arena è carica di attese: l’Atalanta vuole sfruttare il fattore campo per proseguire la sua rincorsa, mentre la Juventus mira a risalire la classifica e assicurarsi un posto tra le grandi d’Europa nella prossima stagione. La lotta in zona alta, infatti, è più agguerrita che mai, considerando anche il brillante successo della Roma sul Pisa per 3-0 all’Olimpico, con la doppietta decisiva di Malen, e l’imminente sfida che coinvolgerà la capolista Inter, attesa domani al “Sinigaglia” contro il Como.

Palladino contro Conte: la sfida nella sfida La partita rappresenta anche un interessante confronto tecnico tra due allenatori che, nel loro recente passato, hanno dimostrato di saper incidere profondamente sulle loro squadre. Raffaele Palladino ha rilevato una Dea reduce dall’era Juric, riuscendo a riportarla in corsa verso le posizioni europee grazie a un gioco aggressivo e ben organizzato. Dall’altra parte, il ritorno di Antonio Conte alla guida della Juventus ha segnato una netta inversione di tendenza, con un cambio di passo che ha permesso ai bianconeri di tornare a lottare nelle zone alte della classifica, tallonando le big del campionato.

Uno storico particolare: Palladino avanti due volte su Conte Curioso è anche il bilancio degli scontri diretti tra i due tecnici. Nei due precedenti finora registrati, Palladino ha avuto la meglio su Conte in entrambe le occasioni. La prima volta risale al 4 maggio 2023, quando la sua squadra a sorpresa sconfisse il Napoli di Conte per 2-0 in una partita decisiva per il campionato, con i partenopei freschi campioni d’Italia quell’anno. La seconda sfida invece riguarda l’incontro di Coppa Italia dello scorso 5 febbraio, nel quale l’Atalanta si è imposta nettamente sulla Juventus con un 3-0 senza discussioni. Questi risultati confermano un particolare equilibrio tra i loro stili di gioco e una sfida tutta da seguire anche nelle prossime settimane.

Il match di stasera sarà dunque uno snodo cruciale per la stagione di entrambe le squadre, con Atalanta e Juventus chiamate a dimostrare tenacia, tecnica e carattere su un campo da sempre ostico come quello bergamasco. Per i nerazzurri sarebbe un segnale importante di conferma sul percorso intrapreso, mentre per i bianconeri un’eventuale vittoria rappresenterebbe un passo fondamentale verso il ritorno nelle competizioni europee più prestigiose.

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venerdì 10 aprile 2026

Inter, Lautaro out ancora: domani sfida contro il Como

L’Inter deve fare di nuovo i conti con un problema pesante: Lautaro Martinez si ferma ancora. Una notizia che arriva come un fulmine a ciel sereno, proprio quando il capitano nerazzurro era tornato a splendere sulla scena dopo un’assenza durata 46 giorni. Il suo rientro era coinciso con una doppietta fondamentale contro la Roma, rilanciando la squadra dopo un marzo a dir poco complicato. Ma il sorriso dura poco: gli esami svolti alla clinica Humanitas di Rozzano hanno evidenziato un leggero risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra, un problema al polpaccio che, seppur distinto dall’infortunio subito nella gara d’andata contro il Bodo Glimt, non lascia tranquilli in casa Inter.

Il bollettino medico parla chiaro: Lautaro saltarà la trasferta contro il Como, l’importante sfida di San Siro contro il Cagliari e, soprattutto, non sarà a disposizione nemmeno il prossimo 21 aprile, quando l’Inter ospiterà il Cagliari nella semifinale di ritorno di Coppa Italia. Un'assenza pesante in un momento decisivo della stagione.

Il tecnico nerazzurro, Cristian Chivu, al momento traghettatore della squadra, deve così riorganizzare l’attacco: contro il Como toccherà nuovamente a Pio Esposito, giovane classe 2005, affiancare Marcus Thuram nel reparto offensivo. Proprio Esposito avrà la responsabilità di riscattare l’opaca prestazione con la Nazionale Under, in un momento in cui le gerarchie offensive dell’Inter si stanno inevitabilmente ridisegnando a causa dell’assenza dell’argentino.

La posta in gioco è altissima. Domenica sera, l’Inter potrebbe trovasi a inseguire il Napoli, distanziato di quattro punti in classifica qualora gli azzurri vincessero a Parma – risultato per nulla improbabile data la solidità degli uomini di Antonio Conte. Un possibile passo falso dei nerazzurri riaprirebbe clamorosamente i giochi nella corsa allo scudetto, proprio come accadde anni fa, quando Conte, allora sulla panchina della Juventus, rimarcava l'importanza di "guardare chi ci sta davanti" nel finale di campionato. I ricordi di quel duello serrato con Massimiliano Allegri sono ancora vivido, e anche Chivu, che all’epoca era un calciatore dell’Inter, conosce bene la tensione di un rush finale così teso.

Ora tocca a Chivu, allenatore emergente e chiamato a infondere la giusta calma dentro e fuori dal campo, evitare che l’energia positiva riaccesa nel match contro la Roma si disperda e che la squadra affondi in queste acque insidiose come un lago in tempesta. Il rischio di un tracollo c’è, ma non mancano segnali incoraggianti: oltre a Lautaro, infatti, anche Thuram si sta ritagliando uno spazio importante, così come Calhanoglu e Barella, veri punti di riferimento in assenza del loro leader offensivo. La squadra non deve disgregarsi, e sarebbe un errore gravissimo proprio nelle fasi decisive della stagione.

Inoltre, domani contro il Como l’Inter dovrà fare a meno anche di Felix Bisseck. La difesa sarà dunque affidata al terzetto formato da Akanji, Acerbi e Bastoni, chiamati a garantire solidità e sicurezza per affrontare al meglio la formazione lariana composta da Nico Paz, Diao e compagni.

Questa Inter, sprovvista del suo capitano e con qualche assenza in difesa, si appresta a vivere una settimana cruciale, tra campionato e Coppa Italia, in cui ogni punto e ogni prestazione conteranno moltissimo, in una stagione che resta apertissima nonostante le difficoltà.

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Champions Serie A: Roma incalza Como, corsa ancora aperta

Serie A

La corsa alla Champions League entra nel vivo, più incerta che mai. La Roma approfitta del calendario favorevole e aggancia la Juventus in classifica, mentre i bianconeri sono chiamati a uno scontro diretto decisivo sul campo dell’Atalanta. Nel frattempo, il Como prepara due sfide ostiche contro Inter e Napoli, con entrambe le gare al “Sinigaglia”.

Il Milan, attualmente terzo con 63 punti, affronta una tappa cruciale in questa volata: la gara casalinga contro l'Udinese rappresenta un vero e proprio banco di prova da non fallire per non ritrovarsi in difficoltà nelle imminenti partite chiave contro Juventus e Atalanta. Gli orobici, reduce dal pareggio con la Juventus e sesti con 53 punti, si giocano gran parte delle proprie speranze europee proprio nelle prossime giornate, con due scontri diretti fondamentali da cui potrebbero dipendere le sorti della stagione.

Il Como, che si trova a 58 punti, deve affrontare una prima parte di calendario molto impegnativa. Le sfide contro Inter e Napoli rappresentano veri e propri ostacoli da superare per proseguire la rincorsa a posizioni prestigiose. Entrambe le gare si disputeranno davanti al proprio pubblico, un vantaggio che la squadra guidata da Antonio Conte spera di sfruttare appieno.

Diamo ora uno sguardo più dettagliato ai prossimi impegni delle squadre coinvolte nella lotta per un posto nella prossima Champions League:

Posizione Squadra Punti Calendario Ultime Partite
3 Milan 63 32ª giornata: Milan - Udinese 33ª giornata: Hellas Verona - Milan 34ª giornata: Milan - Juventus 35ª giornata: Sassuolo - Milan 36ª giornata: Milan - Atalanta 37ª giornata: Genoa - Milan 38ª giornata: Milan - Cagliari
4 Como 58 32ª giornata: Como - Inter 33ª giornata: Sassuolo - Como 34ª giornata: Genoa - Como 35ª giornata: Como - Napoli 36ª giornata: Hellas Verona - Como 37ª giornata: Como - Parma 38ª giornata: Cremonese - Como
5 Juventus 57 32ª giornata: Atalanta - Juventus 33ª giornata: Juventus - Bologna 34ª giornata: Milan - Juventus 35ª giornata: Juventus - Hellas Verona 36ª giornata: Lecce - Juventus 37ª giornata: Juventus - Fiorentina 38ª giornata: Torino - Juventus
6 Roma 57 33ª giornata: Roma - Atalanta 34ª giornata: Bologna - Roma 35ª giornata: Roma - Fiorentina 36ª giornata: Parma - Roma 37ª giornata: Roma - Lazio 38ª giornata: Hellas Verona - Roma
7 Atalanta 53 32ª giornata: Atalanta - Juventus 33ª giornata: Roma - Atalanta 34ª giornata: Cagliari - Atalanta 35ª giornata: Atalanta - Genoa 36ª giornata: Milan - Atalanta 37ª giornata: Atalanta - Bologna 38ª giornata: Fiorentina - Atalanta

Il duello più acceso sarà senz’altro quello tra Milan, Juventus, Roma e Atalanta, tutte coinvolte in sfide dirette che possono ribaltare le gerarchie. Il Milan dovrà dimostrare di avere la tenuta mentale necessaria per non perdere terreno in casa, soprattutto nelle gare chiave contro Juventus e Atalanta, per non rischiare di compromettere la qualificazione alla Champions League. La Juventus dal canto suo dovrà cercare di limitare i danni in trasferta a Bergamo, mentre la Roma sfrutta al massimo un calendario più morbido e la spinta del proprio pubblico nei big match interni.

Inoltre, il Como, nonostante sia una sorpresa di questa Serie A, appare chiamato a uno sforzo titanico per mantenere vive le ambizioni europee. Affrontare Inter e Napoli, con quest’ultima guidata dall’esperto Antonio Conte, rappresenta un banco di prova decisivo che può influire notevolmente sulla classifica finale.

La volata Champions entra dunque in una fase cruciale, con partite da dentro o fuori, emozioni forti e un equilibrio che continua a regalarci sorprese e colpi di scena fino alla fine del campionato.

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Serie A, classifica aggiornata: Roma aggancia Juve, Pisa in crisi

Roma-Pisa 3-0: Malen show e tre punti preziosi per la corsa europea

Nel primo anticipo della 32^ giornata di Serie A, la Roma offre una prestazione autoritaria e travolge il Pisa con un netto 3-0. Protagonista assoluto del match è Malen, che sigla una tripletta di grande qualità, trascinando i giallorossi a una vittoria vitale in ottica classifica.

Il successo odierno consente alla squadra di Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli e non della Roma, di consolidare la zona alta della graduatoria. I capitolini agganciano infatti momentaneamente la Juventus a quota 57 punti, in attesa dello scontro diretto dei bianconeri contro l’Atalanta, match che si giocherà domani sera e che potrebbe avere grande impatto sulla corsa alle posizioni di vertice e ai posti che valgono la qualificazione europea.

Per quanto riguarda il Pisa, la situazione rimane critica. I toscani restano ultimi con 18 punti, in coabitazione con l’Hellas Verona, a distanza siderale dalla salvezza. Una situazione che si fa sempre più disperata, e che richiede interventi urgenti per cercare di invertire la rotta nel segmento finale del campionato.

SERIE A, LA CLASSIFICA DOPO LA 32^ GIORNATA

La giornata ha dunque confermato le gerarchie al vertice. L’Inter guida il torneo con 72 punti, seguita dal Napoli di Antonio Conte a 65 punti e dal Milan a 63. Alle spalle, Como a 58 punti precede Juventus e Roma appaiate a 57, con i capitolini che però hanno già giocato il turno odierno. L’Atalanta occupa la settima piazza con 53 punti, in piena lotta per conquistare un posto nelle competizioni europee della prossima stagione.

1. Inter 72 punti
2. Napoli 65
3. Milan 63
4. Como 58
5. Juventus 57
6. Roma 57*
7. Atalanta 53
8. Bologna 45
9. Lazio 44
10. Sassuolo 42
11. Udinese 40
12. Torino 36
13. Parma 35
14. Genoa 33
15. Fiorentina 32
16. Cagliari 30
17. Cremonese 27
18. Lecce 27
19. Hellas Verona 18
20. Pisa 18*
* squadra con turno già giocato

ALTOPORTANTE: I BOMBER DEL CAMPIONATO

Nel capitolo marcatori, a condurre la classifica resta Lautaro Martinez dell’Inter con 16 goal stagionali. Alle sue spalle si evidenzia Douvikas del Como con 11 reti. Nell’elenco dei migliori capocannonieri troviamo anche Malen della Roma, arrivato oggi a quota 10, confermandosi una delle rivelazioni più interessanti del campionato. Completano la top 5 tra i principali marcatori Paz del Como, Yildiz della Juventus, Hojlund del Napoli (squadra guidata da Antonio Conte) e Davis dell’Udinese, tutti fermi a 10 gol.

Questa giornata ha dunque definito ulteriormente la lotta per le posizioni di vertice e per la salvezza, con le squadre della Serie A che si preparano a nuovi duelli cruciali nel prossimo turno.

https://napolicalcio24.com/2026/04/10/serie-a-classifica-aggiornata-roma-aggancia-juve-pisa-in-crisi/?feed_id=100946&_unique_id=69d96d9730e3c

La fortuna in movimento – Chicken Road Casino e la nuova estetica del rischio

La fortuna in movimento – Chicken Road Casino e la nuova estetica del rischio

Nel mondo digitale italiano, la ricerca del ritmo visivo è diventata una forma d’arte. Dai feed social ai video brevi, tutto viene progettato per catturare lo sguardo e non lasciarlo andare. In questo scenario estetico e tecnologico si inserisce Chicken Road Casino, un portale che unisce design funzionale e velocità algoritmica, riuscendo a fondere esperienza visiva e precisione tecnica in un equilibrio raro.

Un’interfaccia che respira come una strada viva

L’interfaccia è costruita con logica modulare: blocchi indipendenti che reagiscono al movimento dell’utente, creando un effetto “respiro digitale”. Ogni menu si apre con una microtransizione a 0,2 secondi, scelta per mantenere il ritmo percettivo senza interrompere il flusso cognitivo. Entrando su chicken road, l’impressione è quella di attraversare una highway notturna, illuminata da luci intermittenti e riflessi metallici.
Elemento Funzione Effetto sul ritmo
Transizioni fluide Navigazione continua Aumenta l’immersione
Microicone adattive Feedback immediato Riduce la confusione visiva
Background dinamico Simula movimento Amplifica l’interazione
Questa struttura non è puramente estetica: è ottimizzata per un pubblico mobile-first.

L’ecosistema delle slot come architettura narrativa

Le nuove slot vengono introdotte in blocchi da quattro, sempre bilanciate tra titoli ad alta volatilità e produzioni leggere, pensate per sessioni brevi. Il catalogo di Chicken Road Casino segue una logica di narrazione ciclica, con rotazioni tematiche ogni dieci giorni. Tre titoli recenti sintetizzano questa filosofia:
  1. Golden Beak – slot con struttura 6x4 e soundtrack rock-blues.
  2. Wings of Luck – titolo con moltiplicatori progressivi e bonus a tre livelli.
  3. Rusty Road – un’esperienza a scorrimento orizzontale ispirata ai videogiochi retrò.
L’approccio curatoriale richiama quello di festival cinematografici o playlist musicali: non un archivio caotico, ma una sequenza ritmica che alterna intensità e pausa. Anche la colonna sonora di Chicken Road Casino è coerente con questo principio: ogni categoria possiede un proprio soundscape generato in loop, calibrato sulle frequenze delle animazioni dei rulli.

Promozioni che seguono le stagioni italiane

In primavera domina il tema della “corsa” — con missioni settimanali a tappe, ispirate alle competizioni di motori italiane — mentre a dicembre il focus si sposta sulla “strada luminosa”, con bonus cumulativi legati ai giorni festivi. Le promozioni di Chicken Road Casino sono legate ai cicli del calendario e alle abitudini culturali del Paese.
Periodo Meccanica di bonus Durata
Marzo–Maggio Sfide a tempo 7 giorni
Luglio–Agosto Premi di continuità 14 giorni
Novembre–Dicembre Missioni giornaliere 24 ore
Ogni evento è pensato per stimolare la regolarità senza forzare l’interazione.

Esperienza mobile: l’ergonomia come estetica

L’interfaccia “mono-touch” introduce scorciatoie intelligenti, come il tap prolungato per accedere alla cronologia o lo swipe diagonale per cambiare categoria. Su smartphone, Chicken Road Casino adotta un’interfaccia adattiva che privilegia i gesti verticali e riduce il numero di tocchi necessari per completare un’azione. Queste scelte ergonomiche derivano da test A/B condotti nel 2024 su un campione di utenti italiani, da cui è emerso che il 72% preferisce un’interazione continua piuttosto che menù multipli. La piattaforma ha quindi evoluto il proprio linguaggio visivo per adattarsi a un pubblico abituato a scorrere più che a cliccare. https://napolicalcio24.com/2026/04/10/la-fortuna-in-movimento-chicken-road-casino-e-la-nuova-estetica-del-rischio/?feed_id=100936&_unique_id=69d945edc09ed

Fava: "Davis più forte di Lucca, Udinese pericolosa col Milan"

Dino Fava, ex attaccante dell'Udinese, si è raccontato in una intervista rilasciata a Il Gazzettino del Friuli Venezia Giulia, alla vigilia del match di Serie A che vedrà i bianconeri affrontare il Milan. L’analisi di Fava, che conosce bene l’ambiente friulano, è schietta e lucida: "Quella guidata da Runjaic è un'Udinese ben attrezzata, lo dico da tempo e ora la squadra sta finalmente mostrando il suo vero volto. Credo che in passato la squadra non avesse la completa fiducia nelle proprie possibilità, motivo per cui ha alternato prestazioni altalenanti e perso gare alla sua portata. Tuttavia, la classifica resta positiva e i bianconeri possono ancora chiudere in una posizione di tutto rispetto".

Il momento favorevole dell'Udinese è confermato dalle recenti prestazioni, come sottolinea il diretto interessato: "Le prove contro Genoa e Como sono state convincenti, segno di una squadra che sta vivendo un buon periodo di forma e che vuole consolidare questa crescita". D’altro canto, Fava non risparmia critiche al Milan, reduce da una sconfitta pesante: "Contro il Napoli, i rossoneri non mi sono piaciuti per niente, hanno commesso troppi errori e i partenopei hanno meritato la vittoria. Quella sconfitta potrebbe essere determinante, compromettendo seriamente le speranze del Milan nella lotta Scudetto, soprattutto con Antonio Conte alla guida del Napoli che sta facendo un campionato di altissimo livello".

Successivamente il focus torna sulla sfida alla Dacia Arena: "All’Udinese servirà coraggio, ma non ha nulla da perdere in questa partita. Anzi, può scendere in campo con le condizioni quasi ideali per ripetere una prestazione simile a quella fornita contro il Como, sfruttando al massimo la spinta del pubblico di casa".

Nel corso dell’intervista, Dino Fava valorizza anche un protagonista in particolare nella formazione friulana: "Se Davis manterrà il rendimento recente, l’Udinese potrà davvero contare su una spinta decisiva per mettere in difficoltà il Milan. Mi piace molto questo giocatore, che viste le sue prestazioni credo sia sicuramente più forte di Lucca un anno fa: è un’arma importante per la squadra di Runjaic".

Con le parole di Fava emergono chiaramente le potenzialità dell’Udinese in questa stagione di Serie A e la complessità del momento vissuto dal Milan, che dopo la battuta d’arresto contro il Napoli di Antonio Conte deve guardare con cautela alla corsa per il titolo.

https://napolicalcio24.com/2026/04/10/fava-davis-piu-forte-di-lucca-udinese-pericolosa-col-milan/?feed_id=100931&_unique_id=69d94366e260e

Mondiale 2026, il paradosso di De Bruyne e Lukaku dopo l’esperienza al Napoli

Insieme hanno giocato pochissimo, loro che si conoscono bene, che si stimano, che si conoscono da piccolissimi. Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku erano la coppia dei sogni dei tifosi, quella che il Napoli aveva costruito in estate con l’arrivo a parametro zero di Kdb dopo la fine della sua avventura al City. L’idea del club, avendo già in organico Lukaku, uomo scudetto, pupillo di Conte, era quella di riformare la coppia che tanto bene aveva fatto in questi anni al Belgio e che aveva giocato insieme anche nelle giovanili del Chelsea. Ma tra le ambizioni del Napoli e quelle dei due giocatori s’è intromesso il fato, la sorte, con l’infortunio di Big Rom e tutto quello che poi è accaduto. In sintesi, i due insieme non hanno quasi mai giocato. Appena pochi minuti in stagione. Un vero e proprio rimpianto. Ecco perché in estate la Classifica Mondiali 2026 avrà valore relativo per gli italiani, con la Nazionale out dopo il ko ai rigori con la Bosnia, ma per i tifosi del Napoli l’occhio, nella graduatoria finale, cadrà sul Belgio. Perché si farà il tifo per Kdb e per Lukaku. Che, almeno in nazionale, potranno ritrovarsi. Aspettando, però, le convocazioni definitive del ct Garcia: De Bruyne è certo di esserci, Big Rom ancora no. Ma spera di conquistare il suo quarto e forse ultimo Mondiale. Così come sarà il quarto e ultimo per Kdb. Insomma, loro insieme avevano vissuto gli ultimi tre e vorranno godersi il prossimo, quello americano, per lasciare il segno.  

La coppia che doveva essere e non è stata

De Bruyne è arrivato a Napoli in estate dopo aver vinto tutto con il City, compresa la Champions in finale nel 2023 contro l’Inter. Aveva scelto Napoli convinto dal progetto ma anche per la presenza di Lukaku, suo grande amico. Una coppia da sogno che ha segnato tantissimi gol in nazionale e che ora ci riproverà in America. Ma che a Napoli, ed è questo il paradosso, non ha avuto tempo per imporsi. Non ne ha avuto, di tempo. E non per volontà di Conte. Sul più bello, in piena estate, Lukaku si è fermato. Infortunio, terapia conservativa e lungo stop. E poi, anche Kdb si ferma. Contro l’Inter il 25 ottobre. Anche per lui lungo stop dopo l’operazione. Entrambi poi sono rientrati ma solo il belga ex City ha avuto spazio per ritrovare continuità. E quindi insieme si sono divertiti soprattutto in estate durante qualche amichevoli tra gol, assist e la classica esultanza che già stava facendo sognare i tifosi del Napoli. Che poi, però, si sono scontrati sulla dura realtà di un’annata incredibile caratterizzata da tanti, troppi infortuni.  

Il Mondiale del Belgio: il girone e gli scenari

 E ora, dunque, testa al Mondiale, con il Belgio che è stato inserito nel Gruppo G con Egitto, Iran e Nuova Zelanda. Un percorso sulla carta agevole per la nazionale allenata, tra l'altro, da un altro ex azzurro come Rudi Garcia. Ma la sua avventura al Napoli, durata poco, non è stata memorabile, anzi. Il Belgio, come spesso accaduto anche in passato, quando in nazionale c’era anche Mertens, si candida a diventare una delle sorprese del Mondiale. E, come detto, molti tifosi del Napoli, data l’assenza dell’Italia, seguiranno con particolare interesse le sorti di una formazione di grande valore, con delle individualità importanti e ovviamente con due giocatori su tutti che proveranno a brillare, a fare come al solito. Da una parte Kevin De Bruyne, dall’altra Romelu Lukaku. Dal Napoli all’America, col Belgio. Per ricongiungere una coppia che poteva essere e non è stata, in azzurro, per motivi non riconducibili a nessuno se non al fato, alla sorte, al destino. O più semplicemente alla sfortuna. https://napolicalcio24.com/2026/04/10/mondiale-2026-il-paradosso-di-de-bruyne-e-lukaku-dopo-lesperienza-al-napoli/?feed_id=100921&_unique_id=69d9428f763e7

Lotta scudetto: il Napoli può vincerle tutte come Conte?

Il **Napoli** è davvero in corsa per lo scudetto? Dopo l’infortunio di Lautaro Martinez all’Inter, cresce l’ottimismo tra i tifosi partenopei e tra gli analisti sportivi. La squadra di **Antonio Conte** è chiamata a un finale di stagione clamoroso per mantenere il sogno del tricolore ancora vivo. Rimangono da giocare sette partite e per difendere il titolo conquistato la scorsa stagione, il Napoli dovrebbe idealmente vincerle tutte. Impresa tutt’altro che semplice, come testimoniano i precedenti dello stesso tecnico pugliese.

Conte infatti, nella sua carriera tra Serie A e Premier League, ha completato la rincorsa perfetta solo in un’occasione, nel 2013, alla guida della Juventus. In quell’annata, difatti, ha concluso la stagione raccogliendo tutti i 21 punti disponibili nelle ultime nove partite. Dati che indicano come una rimonta totale richieda un rendimento quasi miracoloso da parte degli azzurri. Diamo uno sguardo dettagliato alle statistiche delle fasi finali di stagione con Conte in panchina, per capire meglio quanto sia arduo arrivare al traguardo senza intoppi.

Rendimento di Antonio Conte negli ultimi turni di campionato

2011-2012 (Juventus)
Le prime sette gare dal finale videro la Juventus conquistare 19 punti: successi su Lazio (2-1), Roma (4-0), Cesena (1-0), Novara (4-0), Cagliari (2-0) e Atalanta (3-1), a cui si aggiunse un pareggio per 1-1 contro il Lecce.

2012-2013 (Juventus)
In quell’anno la Juventus ottenne 16 punti nelle ultime sette gare, tra cui vittorie su Lazio (2-0), Milan (1-0), Torino (2-0), Palermo (1-0) e Atalanta (1-0). Ci furono, però, anche un pareggio 1-1 con il Cagliari e una sconfitta inaspettata per 3-2 contro la Sampdoria, che rallentarono la corsa perfetta.

2013-2014 (Juventus)
L’unico ciclo con performance impeccabile di Conte si concretizzò nell’ultimo scorcio di questa stagione: 21 punti su 21 con successo contro Livorno (2-0), Udinese (2-0), Bologna (1-0), Sassuolo (3-1), Atalanta (1-0), Roma (1-0) e Cagliari (3-0).

2016-2017 (Chelsea)
In Premier League con il Chelsea il tecnico raccolse 18 punti nelle ultime sette partite, vincendo contro squadre come Southampton, Middlesbrough, Watford e Sunderland, ma perdendo a Manchester United (2-0).

2017-2018 (Chelsea)
Il rendimento del Chelsea calò, con 14 punti finali e vittorie in trasferta sul Southampton e Burnley, ma pareggi e sconfitte limitarono la rimonta.

2019-2020 (Inter)
Nella sua esperienza all’Inter, Conte totalizzò 17 punti in sette partite finali, con vittorie importanti contro Torino (3-1), SPAL (4-0), Genoa (3-0), Napoli (2-0) e Atalanta (2-0). Ci furono però anche due pareggi, contro Roma e Fiorentina.

2020-2021 (Inter)
Sempre con l’Inter, Conte raccolse in questa fase 16 punti tra vittorie su Hellas Verona, Crotone, Sampdoria, Roma e Udinese, ma la sconfitta sul campo della Juventus (3-2) e un pari con lo Spezia limitarono il potenziale bottino pieno.

2021-2022 (Tottenham)
Ultima esperienza in Premier con il Tottenham, dove ottenne solo 14 punti nelle ultime sette gare: uno score che comprende vittorie contro Brighton e Arsenal ma anche rallentamenti con pareggi e una sconfitta contro il Newcastle.

2024-2025 (Napoli)
Questa stagione con il Napoli ha visto conquistare finora 17 punti nelle ultime sette giornate, comprese 5 vittorie su 7 partite disputate (successi contro Empoli, Monza, Torino, Lecce, Cagliari), due pareggi con Genoa e Parma. Un rendimento solido, ma non sufficiente al momento per ipotecare il tricolore senza difficoltà.

Il cammino di Conte in questa fase cruciale di stagione è dunque una bussola importante per capire la concretezza della rincorsa azzurra all’Inter. Storicamente, vincere tutti gli incontri finali è un’impresa ardua anche per un tecnico esperto come lui. Riflettendo sulle statistiche, al Napoli servirà un autentico capolavoro per ribaltare la classifica e difendere lo scudetto, soprattutto senza l’apporto del suo attaccante di riferimento.

https://napolicalcio24.com/2026/04/10/lotta-scudetto-il-napoli-puo-vincerle-tutte-come-conte/?feed_id=100916&_unique_id=69d9198ba84b3

Serie A 32ª giornata: indisponibili e squalificati aggiornati

Live Serie A

In vista della 32ª giornata di Serie A, analizziamo nel dettaglio gli assenti tra le squadre impegnate nel massimo campionato italiano. Una situazione che inciderà inevitabilmente sulla formazione titolare e sulle strategie dei vari allenatori, Antonio Conte incluso, che dovrà gestire la rosa del Napoli in assenza di elementi fondamentali.

ATALANTA L'Atalanta dovrà fare a meno di Hien e Scamacca, entrambi indisponibili per questo turno di campionato. Fortunatamente per Gasperini nessuno squalificato tra gli orobici.

BOLOGNA I felsinei non potranno contare su Skorupski, Lykogiannis e Dallinga, tutti indisponibili. In difesa, però, si ferma anche Ferguson, squalificato per questa giornata, complicando ulteriormente i piani di Thiago Motta.

CAGLIARI Assenze importanti per il Cagliari: Felici, Idrissi e Pavoletti non saranno della partita, ma non ci sono squalificati nel gruppo rossoblù.

COMO Il Como perde Addai per infortunio, mentre nessun giocatore è stato fermato dal giudice sportivo.

CREMONESE La Cremonese si presenta con diverse defezioni: Vardy, Collocolo, Moumbagna e Thorsby indisponibili, oltre alla squalifica di Maleh che non potrà essere schierato.

FIORENTINA Biglietto da visita complicato per Italiano, che perde per questa giornata Fortini, Kean, Lamptey, Parisi, Solomon e Sabiri. A questi si aggiungono le assenze forzate di Fagioli e Gudmundsson, entrambi squalificati.

GENOA L'indisponibilità di Norton-Cuffy, Cornet e Onana segna anche il Genoa, senza però squalificati per questa giornata.

HELLAS VERONA In casa Verona il tecnico dovrà fare a meno di Serdar e Bella-Kotchap, mentre è assente per squalifica Suslov.

INTER L'Inter vede solo Bisseck fuori per infortunio, nessuno squalificato dunque nella squadra di Simone Inzaghi.

JUVENTUS Massimiliano Allegri dovrà rinunciare a Vlahovic, Perin e Cabal per infortunio. A peggiorare la situazione anche la squalifica di McKennie.

LAZIO La Lazio perde per infortunio Gila, Provedel e Rovella. Nessuno però è squalificato tra le fila biancocelesti.

LECCE Out Gaspar, Berisha, Sottil e Camarda nel Lecce, nessuno squalificato.

MILAN Ottime notizie invece per il Milan, che si presenta a questa 32ª giornata senza assenze per infortunio o squalifica.

NAPOLI Il Napoli di Antonio Conte dovrà fare a meno di cinque elementi importanti: Neres, Di Lorenzo, Rrahmani, Vergara e Lukaku sono indisponibili. Fortunatamente nessun giocatore azzurro è fermato per squalifica, ma queste assenze peseranno sulle scelte dell'allenatore campano in vista della partita.

PARMA Cremaschi e Frigan non sono a disposizione per infortunio, mentre Pellegrino è squalificato e dunque non convocabile.

PISA Denoon, Marin, Lorran e Iling Jr sono indisponibili e rappresentano un problema per la formazione nerazzurra, che però non registra squalifiche.

ROMA Molti gli assenti per la Roma di Mourinho: Mancini, Dovbyk, Ferguson, Dybala, Koné e Wesley sono indisponibili a vario titolo. Fortunatamente nessuno è squalificato.

SASSUOLO Il Sassuolo dovrà fare a meno di Cande, Pieragnolo e Boloca, ma nessun giocatore è squalificato.

TORINO Aboukhlal e Zapata sono indisponibili per il Torino, nessun squalificato nel club granata.

UDINESE Per l'Udinese fuori Buksa, Zemura e Zanoli; nessuno squalificato tra i bianconeri friulani.

Questa panoramica completa degli indisponibili e squalificati in Serie A per la 32ª giornata conferma come le assenze giocheranno un ruolo significativo nelle scelte degli allenatori. Squadre come il Napoli di Antonio Conte, con alcune pedine importanti fuori gioco, dovranno necessariamente trovare alternative efficaci per mantenere l’obiettivo stagionale, a partire dalle prossime sfide decisive.

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Solo il 3% dei gol in Champions è italiano: 48 su 1463

Dati e statistiche

Qual è il peso degli attaccanti italiani nelle competizioni europee? La domanda, di grande interesse per il movimento azzurro, merita una risposta ponderata e approfondita. Un primo spaccato può però emergere dall’analisi sui gol segnati dai giocatori convocabili in Nazionale nelle tre principali competizioni continentali: Champions League, Europa League e Conference League. I numeri raccontano una situazione che non può lasciare indifferenti.

In Champions League, competizione che richiama il meglio del calcio internazionale, la cifra complessiva dei gol realizzati è di 627. Di questi, soltanto 14 reti sono state messe a segno da calciatori italiani o convocabili in azzurro, una percentuale minima che si ferma al 2,2%. Tra i protagonisti, spiccano l’attaccante Gianluca Scamacca, ora all’Atalanta, autore di 3 gol, e giovani talenti come Francesco Pio Esposito dell’Inter, a segno due volte, così come Federico Gatti della Juventus. Non manca la rappresentanza azzurra anche nelle retrovie, con gol importanti firmati da Alessandro Bastoni, Sandro Tonali, Giacomo Raspadori, Federico Dimarco, Davide Zappacosta, Manuel Locatelli. Attenzione particolare merita Antonio Vergara, calciatore del Napoli, che ha siglato un centro in Champions, confermando che la squadra guidata da Antonio Conte può fare affidamento anche sul talento azzurro in Europa.

Passando all’Europa League, migliorano leggermente i numeri azzurri. Su un totale di 482 gol segnati, i marcatori italiani sono 24, pari al 5% del totale. Federico Bernardeschi, ora al Bologna, emerge come il principale realizzatore con 5 reti, seguito da Vincenzo Grifo del Friburgo con 4. A conferma di un ruolo importante giocato dal nostro calcio in questa competizione, troviamo nomi come Lorenzo Pellegrini, Riccardo Orsolini, Niccolò Pisilli, Stephan El Shaarawy e Gianluca Mancini, tutti protagonisti con prestazioni e gol di rilievo. Anche giocatori di club esteri come Juri Cisotti e Davide Calabria contribuiscono ad arricchire la classifica marcatori italiani in Europa League.

Infine, nella Conference League, torneo che vede protagonista la Fiorentina, i marcatori italiani hanno realizzato 10 gol su un totale di 354, con una percentuale del 2,8%. Tra questi spiccano Cher Ndour e Roberto Piccoli, entrambi con 3 reti. Completano il quadro Rolando Mandragora, Moise Kean, Luca Ranieri e Nicolò Fagioli, tutti rigorosamente under italiani che hanno contribuito in modo significativo alla permanenza e all’impatto europeo della Viola.

L’analisi complessiva dei gol segnati dai calciatori italiani nelle tre competizioni europee mette in evidenza una certezza scomoda: su un totale di 1.463 gol segnati, soltanto 48 sono frutto di giocatori convocabili in Nazionale, pari a circa il 3,3%. Un dato che invita a riflettere sul ruolo e l’importanza degli italiani nel calcio internazionale delle Coppe, soprattutto in un momento in cui il movimento azzurro sta vivendo una profonda trasformazione sotto la guida di mister Antonio Conte al Napoli e negli altri club di Serie A.

Questa statistica testimonia una realtà ben nota: la presenza italiana nelle competizioni europee è ancora limitata in termini di efficacia offensiva. Un segnale che può orientare club e Nazionale a puntare sempre più su una valorizzazione dei talenti italiani e sul loro inserimento in contesti competitivi di alto livello. Il futuro del calcio italiano, soprattutto in ottica europea, passa anche da questi numeri.

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Mauro: "Spalletti rinnova, prima certezza per la Juventus"

Nel cuore della Juventus, la certezza rimane una sola: il rinnovo di contratto per Luciano Spalletti. A sottolinearlo è Massimo Mauro, ex calciatore ed esperto di calcio italiano, che conosce molto bene l’ambiente bianconero, avendo vissuto in prima persona l’intensità e le pressioni che accompagnano la maglia della Vecchia Signora. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Mauro ha offerto un’analisi lucida e realistica sul presente e sul futuro della Juventus, soffermandosi in particolare sul ruolo dell’allenatore e sulle prospettive della squadra in campionato.

"Menomale che verrà rinnovato il contratto a Luciano Spalletti", afferma Mauro, sottolineando come l’attuale tecnico della Juventus – e non del Napoli, ora guidato da Antonio Conte – rappresenti un punto fermo per una squadra in cerca di conferme e certezze. Tuttavia, puntualizza l’ex centrocampista, Spalletti non è un mago. Per ambire alla lotta scudetto, la Juventus ha bisogno di una rosa all’altezza, con giocatori capaci di garantire qualità e continuità in ogni partita.

A tal proposito, Mauro ha indicato alcuni elementi che potrebbero essere al centro di riflessioni di mercato durante la prossima finestra estiva. Tra i giocatori più appetiti dalle big, infatti, figurano nomi come Gleison Bremer, Khephren Thuram e Kenan Yildiz. Secondo l’ex calciatore bianconero, sarà fondamentale che Spalletti riesca a infondere nella squadra una consapevolezza di forza, ma anche di umiltà da dimostrare gara dopo gara. "L’ambiente juventino – spiega Mauro – è sempre molto esigente e tiene i piedi per terra, un’attenzione che dovrebbe essere per Spalletti più facile da gestire rispetto all’esperienza vissuta al Napoli."

La Juventus si avvicina ora a una sfida cruciale, quella contro l’Atalanta, che arriva in un momento altrettanto delicato per i bianconeri. La vittoria per 2-0 ottenuta contro il Genoa ha infuso un po' di morale, ma la prestazione non è stata delle più convincenti. "La partita contro il Genoa è stata abbastanza altalenante", osserva Mauro, "e durante la ripresa ho avuto la sensazione che la squadra snobbasse l’avversario, rischiando di compiere passi falsi inutili. La Juventus, soprattutto in trasferta a Bergamo, ha tutto da perdere e niente da guadagnare."

Questa analisi apre una finestra sulle ambizioni della formazione bianconera, che con Spalletti deve ancora trovare la giusta coesione per poter competere ad alti livelli. La pressione in casa Juventus rimane altissima: dal mercato alle prestazioni sul campo, ogni dettaglio sarà fondamentale per evitare ulteriori passi falsi. Nel frattempo, l’occhio degli addetti ai lavori resta puntato sui futuri movimenti di mercato e sull’evoluzione della squadra in Serie A, dove l’obiettivo rimane quello di tornare a lottare per lo scudetto contro avversari agguerriti.

https://napolicalcio24.com/2026/04/10/mauro-spalletti-rinnova-prima-certezza-per-la-juventus/?feed_id=100895&_unique_id=69d8a8f8e977d

giovedì 9 aprile 2026

Materazzi attacca il Man Utd: "McTominay peggior errore mercato"

Scott McTominay si sta rivelando una delle vere sorprese di questa Serie A, incarnando una svolta importante nella sua carriera dopo il trasferimento dal Manchester United al Napoli. Il centrocampista scozzese, approdato sotto il Vesuvio per una cifra intorno ai 30 milioni di euro, ha dimostrato sul campo di valere molto di più, consacrandosi come uno dei protagonisti assoluti del campionato italiano e conquistando anche lo Scudetto con la maglia partenopea.

McTominay, alla sua prima stagione in Serie A, ha sfoderato numeri impressionanti: 13 gol e 6 assist, prestazioni di grande livello che hanno lasciato il segno. La sua esplosione con il Napoli ha inevitabilmente acceso un dibattito sulla gestione del Manchester United, che lo aveva ceduto per una somma ritenuta troppo bassa. A commentare duramente questa scelta è stato Marco Materazzi, ex difensore centrale e campione del mondo, intervenuto durante un evento promozionale.

«McTominay è un giocatore incredibile», ha dichiarato Materazzi, sottolineando il mistero dietro la cessione da parte dei Red Devils. «Non capisco come il Manchester United l'abbia venduto per così pochi soldi, perché il suo valore attuale è di almeno 70 milioni di euro». Parole dure e decise, quelle dell'ex milanista, che non ha dubbi: «È senza dubbio il più grande errore di mercato che abbiamo mai visto nella storia del calcio».

Materazzi ricorda anche l’inizio della carriera di McTominay, all’epoca giovane promessa del vivaio dello United: «Quando emerse giovanissimo, io dissi che sarebbe diventato uno dei migliori centrocampisti al mondo. Oggi quella previsione si sta avverando». A 29 anni, il classe ’95 ha infatti raggiunto traguardi importanti per la sua carriera, tra cui l’ingresso nella top 20 del Pallone d’Oro 2025, dove si è piazzato al 18° posto.

Il contributo decisivo di McTominay non si limita al Napoli: con la nazionale scozzese ha avuto un ruolo chiave nella qualificazione ai Mondiali 2026, esaltando le proprie qualità con prestazioni maiuscole e diventando un punto di riferimento imprescindibile per club e country. Nel presente, sotto la guida di Antonio Conte, il Napoli può contare su un centrocampista completo, capace di influenzare il gioco a tutto campo e di fornire anche un apporto concreto in fase realizzativa.

Il successo in Serie A e la crescita di McTominay all'ombra del Vesuvio rappresentano una duplice vittoria: per il Napoli di Antonio Conte, che ha saputo valorizzare un talento che era stato sottovalutato, e allo stesso tempo per il giocatore scozzese che, lasciando il Manchester United, ha trovato la dimensione ideale per esprimere tutto il suo potenziale.

In un campionato sempre più competitivo, la storia di McTominay si conferma esempio di come un trasferimento azzeccato possa cambiare le prospettive di un atleta. La stagione della svolta, numeri alla mano, parla chiaro: 13 gol e 6 assist in Serie A, oltre allo Scudetto conquistato dal Napoli, mettono in chiaro il valore reale del centrocampista scozzese. L’addio prematuro all’Old Trafford sembra oggi un clamoroso errore, come ha sottolineato senza esitazioni Marco Materazzi, lasciando intendere che il Manchester United, forse, ha lasciato andare via un vero e proprio fuoriclasse del calcio moderno.

https://napolicalcio24.com/2026/04/10/materazzi-attacca-il-man-utd-mctominay-peggior-errore-mercato/?feed_id=100888&_unique_id=69d85455e156f

Sabatini: "Manna bravo, Alisson Santos al Napoli a gennaio top"

Walter Sabatini, figura storica e dirigente sportivo di lungo corso nel calcio italiano, ha recentemente concesso un'intervista a Radio Napoli, svelando alcune riflessioni approfondite sul presente e sul futuro dei dirigenti sportivi nel nostro calcio, con un’attenzione particolare ai cambiamenti che stanno investendo la Serie A e la squadra partenopea.

Partendo dal ruolo del direttore sportivo, Sabatini evidenzia come negli ultimi anni questa figura abbia perso la centralità e il peso che un tempo caratterizzava il suo lavoro: “Oggi il direttore sportivo è molto depotenziato. La presenza di investitori, soprattutto americani, ha cambiato le dinamiche: si fa sempre più affidamento su dati e algoritmi piuttosto che sulle sensibilità tipiche di chi conosce il campo e i giocatori. Tuttavia, va ricordato che un direttore sportivo si valuta soprattutto sulle scelte fatte. Se sbaglia, a pagare è l’intero club. In generale, questa categoria ha perso autorevolezza e peso rispetto al passato.”

Un punto di luce, però, Sabatini lo individua nella figura di Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli. Queste le sue parole: “Manna sta dimostrando grande sensibilità e competenza nel suo ruolo. Ha una conoscenza profonda dei giocatori, ha fatto scelte che ritengo assolutamente condivisibili. È giovane e ha ampi margini di crescita: nel calcio si evolve sempre. Oggi è bravo, ma sono certo che potrà diventare un direttore sportivo di livello eccellente.”

Un esempio lampante della sua lungimiranza è l’operazione legata al nuovo acquisto Alisson Santos: “È un colpo da applausi, soprattutto perché è arrivato a gennaio, un periodo molto complicato per intervenire sul mercato. Le scelte azzeccate portano punti, e questa è senza dubbio una di quelle.”

Non poteva mancare il commento sull’attuale allenatore del Napoli, Antonio Conte, che sta guidando con grande carattere la squadra partenopea in questa stagione di Serie A. Sabatini guarda anche oltre e riflette su un’eventuale chiamata di Conte come commissario tecnico della Nazionale italiana: “Sarebbe una scelta coraggiosa, ma il coraggio non è mai mancato a Conte. Lo ha dimostrato in tutta la sua carriera affrontando scelte difficili. Se c’è un tecnico capace di non avere paura, quello è proprio lui.”

Con queste parole, Walter Sabatini accende i riflettori sul valore del coraggio e dell’esperienza nel calcio moderno, sottolineando come anche in contesti altamente professionali e data-driven, il peso delle scelte umane e tecniche resti determinante. La Serie A e il Napoli, tra mercato e tattica, continuano così a vivere una stagione sotto la visione di figure capaci di fare la differenza dentro e fuori dal campo.

Per ascoltare l’intervista completa a Walter Sabatini, consigliamo di seguire il podcast disponibile su Radio Napoli.

https://napolicalcio24.com/2026/04/10/sabatini-manna-bravo-alisson-santos-al-napoli-a-gennaio-top/?feed_id=100881&_unique_id=69d82a4da0349

Conte e le panchine Serie A 2024: Nico Paz e Real Madrid

NEWS News

Il mercato invernale della Serie A si tinge ancora una volta di riflettori accesi, non solo per le trattative legate ai giocatori, ma soprattutto per le strategie riguardanti le panchine. Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli, ha recentemente alimentato le voci su un possibile ritorno alla guida della Nazionale italiana. Una suggestione che accende il dibattito sul suo futuro e sulle modalità con cui potrebbe liberarsi dell’impegno con il club partenopeo.

Il destino dell’allenatore azzurro è dunque al centro dell’attenzione, in un momento cruciale della stagione in cui il Napoli è impegnato a lottare su più fronti, dal campionato alla Champions League. L’eventuale addio di Conte avrebbe ripercussioni importanti per la squadra, che ha trovato equilibrio e identità proprio sotto la sua guida. Nel frattempo, il calendario della Serie A continua a offrire appuntamenti decisivi: domani all’Olimpico andrà in scena Roma-Pisa, una sfida che potrebbe influenzare le zone medio-alte della classifica. Sabato sera, invece, occhi puntati sul big match tra Atalanta e Juventus, sfida chiave soprattutto in ottica qualificazione Champions. Domenica la stagione si chiuderà con un'altra gara da non perdere, Como-Inter, che promette spettacolo e punti pesanti.

Le alternative al ruolo di ct: Allegri si candida Tra i possibili nomi per la panchina della Nazionale italiana, al netto di un’eventuale dipartita di Conte, spicca quello di Massimiliano Allegri. L’ex tecnico della Juventus porta con sé un bagaglio di esperienza rilevante e potrebbe rappresentare una scelta pragmatica e di grande livello per il ruolo di commissario tecnico. Diversamente, il ritorno di Roberto Mancini appare meno concreto. Il ct che lasciò la Nazionale nel 2023 per accasarsi con la selezione degli Emirati Arabi Uniti ha tentato questa estate di rilanciare la propria candidatura, ma per ora non ha convinto appieno la federazione, che continua a valutare le opzioni più solide per il futuro.

Il mercato delle panchine si intreccia così con la corsa per la Champions League e la lotta al vertice della Serie A, un intreccio che rende ancora più avvincente e incerto il proseguimento della stagione. Resta da vedere se Conte riuscirà a restare saldo al Napoli o se a breve sarà costretto a salutare per una nuova avventura con la maglia azzurra sulle spalle. Qualunque sarà la scelta, l’impatto sulle grandi del calcio italiano sarà imponente.

Per approfondire tutti gli sviluppi sulle panchine e sugli appuntamenti di campionato, clicca sotto per guardare il NEWS News.

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Ex commissario FIGC: tifo acceso per Conte e Malagò

Roberto Fabbricini, ex commissario straordinario della FIGC, ha tracciato un quadro critico e appassionato della situazione attuale del calcio italiano durante un intervento a Radio CRC, evidenziando un problema strutturale che va oltre le responsabilità individuali. "Non sono i singoli componenti a creare un problema generale, ma il loro strapotere che condiziona ogni decisione del consiglio federale", ha spiegato Fabbricini, sottolineando come la Federazione Italiana Giuoco Calcio si presenti più come una confederazione di organismi in lotta tra loro piuttosto che un corpo unitario. "La FIGC non è una vera federazione, ma una confederazione di tanti enti che cercano di prevalere l’uno sull’altro, ostacolando sistematicamente le decisioni del consiglio federale", ha aggiunto, evidenziando un malfunzionamento interno che rallenta e complica la governance del calcio nazionale.

Riguardo al ruolo di Giovanni Malagò, candidato alla presidenza FIGC, Fabbricini ha espresso un giudizio molto positivo, basato sia sul piano personale sia su quello professionale: "Gli ho dato la soddisfazione di essere il segretario del CONI, ancor prima che diventasse presidente. È un uomo dotato di una grande capacità e soprattutto di un grande pregio: sa ascoltare tutti i pareri. Sono convinto che potrebbe adattare la propria competenza alla complessità di una struttura collegiale, gestendola con equilibrio e rispetto dei ruoli". Il rapporto tra i due resta saldo: "Ci siamo sentiti nei giorni scorsi, ma non abbiamo affrontato direttamente il tema della presidenza FIGC. Certamente, l’argomento è presente e attuale". Malagò incarna così la figura di un leader capace di mediare e costruire, qualità ritenute imprescindibili in una federazione attraversata da tensioni e divisioni.

Il discorso di Fabbricini si è poi spostato su Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli e figura chiave nel panorama calcistico italiano: "Conte ha già ricoperto il ruolo di commissario tecnico della Nazionale durante il mio incarico al CONI. Ha svolto un lavoro più che discreto alla guida di Coverciano e conosce molto bene le dinamiche del calcio italiano, così come sa come affrontare le diverse situazioni comportamentali che si presentano in questo ambiente complesso. È importante riconoscere che il ruolo di commissario tecnico è profondamente diverso da quello legato a una squadra di club". L’ex commissario straordinario ha quindi ribadito la propria stima verso l’allenatore partenopeo: "Sarei felice se Antonio Conte potesse tornare a guidare la Nazionale, perché rappresenta una personalità forte, capace di interpretare al meglio le esigenze della maglia azzurra".

Un pensiero conclusivo di Fabbricini unisce Conte e Malagò in un auspicio di rinnovamento e qualità per la FIGC: "Da tifoso accanito, sostengo con passione sia Antonio Conte che Giovanni Malagò affinché possano ricoprire ruoli di vertice all’interno della Federazione". Persone che, a suo giudizio, non sono figure comuni, bensì professionisti dotati di concretezza e autorevolezza. "Hanno la capacità di trovare soluzioni efficaci nelle situazioni più complicate, un po’ come fa anche Aurelio De Laurentiis nel suo ruolo di presidente del Napoli".

Le parole di Fabbricini arrivano in un momento di profonde sfide per il calcio italiano: dalla necessità di rinnovare la governance della FIGC, alla ricerca di un tecnico che possa riportare la Nazionale ai vertici internazionali. A trainare quest’ultima ambizione è certamente Antonio Conte, la cui esperienza e determinazione fanno ben sperare i tifosi azzurri e non solo. Nel frattempo, da Roma a Napoli, cresce la consapevolezza che il cambiamento nei vertici della FIGC potrebbe essere la chiave per il rilancio di tutto il movimento.

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Padovan: "Juve, Spalletti va ascoltato. Ecco la corsa Champions"

NEWS Radio

Nel corso della trasmissione Maracanà in onda su NEWS Radio, il giornalista Giancarlo Padovan ha commentato a tutto tondo alcune delle questioni più calde legate al calcio italiano, dalla Juventus alle scelte future della Nazionale, passando per la corsa verso la Champions League.

Futuro Juventus: Spalletti e il mercato Padovan ha aperto il dibattito con un focus sul rinnovo allenatore della Juventus. Nonostante l’intreccio di voci, è confermato che sarà Luciano Spalletti a sedersi ancora sulla panchina bianconera. “Se Spalletti firmerà – ha spiegato il giornalista – sarà necessario che venga ascoltato dalla proprietà, dal direttore generale e dal direttore sportivo. È fondamentale che la Juventus acquisti calciatori funzionali al suo modello di gioco e non necessariamente fenomeni. Servono elementi pronti e affidabili”.

Tra le priorità del tecnico toscano vi sono un portiere, un centrocampista centrale e forse un altro difensore. Soprattutto, in caso di permanenza di Vlahovic, sarà più importante sfoltire la rosa che effettuare nuovi grandi investimenti, specialmente con l’arrivo possibile di giocatori come Kolo Muani. Per quanto riguarda i nomi, Padovan ha fatto esempi concreti: “Ederson è un giocatore ideale per Spalletti nonostante non sia un campionissimo, così come Alisson”.

La Juve può puntare allo Scudetto nella prossima stagione? Secondo Padovan, la Juventus può restare competitiva anche se alle prese con un parziale rinnovamento. “Ci sarà una sorta di rifondazione con 4-5 nuovi innesti – ha proseguito – ma alcuni elementi come Cambiaso e McKennie dovrebbero mantenere il loro spazio. Vlahovic? Ha avuto una stagione non brillante, ma la sua assenza si è sentita molto. Spalletti, inoltre, sembra intenzionato a puntare ancora su McKennie.”

Corsa Champions: quali squadre arriveranno in Europa nella prossima stagione? Sul fronte corsa Champions, Padovan ha sottolineato come molte squadre mostrino ancora una certa discontinuità. “La Roma, per esempio, incassa troppi gol e fatica a segnare”, osserva il giornalista. “Anche la Juventus tende a essere altalenante, e in questo momento in trasferta all’Atalanta vedo qualche difficoltà. L’Atalanta, invece, ha un rendimento solido e costante.”

Padovan fa notare come la lotta per un posto in Champions League si intrecci anche con gli impegni in Coppa Italia: “La Juventus e l’Inter, entrambe impegnate nella competizione, non possono permettersi passi falsi. L’Inter, con una squadra giovane e non abituata a vincere, dovrà gestire bene queste pressioni.”

Italia: Antonio Conte sarà il nuovo commissario tecnico? Uno dei temi più intriganti riguarda la panchina azzurra. Secondo Giancarlo Padovan, la candidatura di Antonio Conte per diventare commissario tecnico della Nazionale italiana è da prendere molto sul serio. “Dopo l’esperienza intensa al Napoli, sembra ci sia disponibilità a separarsi senza polemiche”, racconta Padovan. “Conte una volta disse di sentirsi come una Ferrari, ma a volte le priorità cambiano. Il ruolo di ct può garantire più tempo libero e qualità di vita”.

Il giornalista ha ammesso di essere rimasto sorpreso dall’autocandidatura, ma evidenzia come la vera questione sarà la trattativa economica. “Il problema più grosso sarà capire l’aspetto finanziario, ma la sua candidatura è assolutamente da considerare.”

In sintesi, ai microfoni di NEWS Radio, Giancarlo Padovan ha offerto una panoramica chiara e precisa sulle prospettive nelle massime sfide del calcio italiano, dal ruolo di Spalletti alla Juve, passando per i destini delle big in campionato e la guida tecnica della Nazionale, con Antonio Conte al centro del dibattito.

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Sabatini: "Scudetto per l'Inter, Napoli può crederci, Bastoni"

Il campionato di Serie A sta prendendo una forma sempre più definita, ma i verdetti non sono ancora scritti. Lo sottolinea con forza Walter Sabatini, intervenuto in un’intervista esclusiva a Tuttosport, dove ha analizzato la corsa al titolo con il consueto equilibrio che lo contraddistingue. “Non è finito naturalmente, si sta indirizzando verso una città — ha detto —, ma non possiamo considerarlo chiuso”. Un pensiero che sa di invito alla prudenza, supportato dai numeri ma aperto a ogni possibile sorpresa. “Statistica e aritmetica portano a una soluzione chiara, però le partite vanno giocate” ha aggiunto, ribadendo quanto la Serie A sia ancora una competizione aperta e imprevedibile.

Il confronto tra Como e Inter è un altro tema da lui affrontato con competenza. Sabatini ha speso parole di grande stima per Cristian Chivu, direttore tecnico dei nerazzurri: “Lo ammiro molto, ha salvato il Parma senza fare barricate e ora si sta confermando. L’Inter gioca bene, e con Lautaro Martínez tutto diventa più semplice”. Un commento che evidenzia il lavoro dietro le quinte e la qualità tecnica che sta emergendo nella squadra di Milano. Ma non solo: nell’analisi del calcio italiano moderno, Sabatini ha voluto elogiare anche Cesc Fàbregas, definendolo “il nuovo che avanza, il suo è un calcio provocatorio, fatto di personalità e coraggio”.

Non sono mancati poi i giudizi sulla Nazionale di Roberto Mancini. Sabatini ha respinto le critiche rivolte agli azzurri, spiegando che “non credo stiano rendendo male, il problema è che certe partite arrivano in condizioni precarie”. Un motivo dunque che giustificherebbe, almeno in parte, alcune prestazioni al di sotto delle attese. Il dirigente ha anche voluto schierarsi con Alessandro Bastoni, bersaglio di fischi: “Non mi piacciono, è un ragazzo forte e sarà aiutato dal gruppo”. Un segnale chiaro di vicinanza al giovane difensore che continua a crescere nel panorama italiano.

Infine, lo sguardo di Sabatini si è posato sul Napoli e sull’allenatore Antonio Conte, autentico protagonista della stagione partenopea. “Devono crederci fino alla fine — ha affermato —. Politano è il miglior trequartista italiano e Conte continuerà a lavorare duro”. Un endorsement importante per il progetto azzurro e per il tecnico, sottolineando la fiducia e la determinazione necessarie per mantenere viva la lotta scudetto. Chiudendo il discorso con una riflessione sull’eventuale arrivo di Conte sulla panchina della Nazionale, Sabatini ha tagliato corto: “Non avrei nulla da eccepire, è un atto di coraggio”.

In un campionato come la Serie A, dove ogni giornata può riservare sorprese e cambi di fronte, le parole di Walter Sabatini rappresentano un invito a non abbassare mai la guardia e a godersi fino all’ultimo minuto una lotta al vertice che promette spettacolo fino alla fine.

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Lichtsteiner su Conte: "Vincere è l’unica cosa che conta"

Intervistato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, l’ex terzino bianconero Stephan Lichtsteiner ha fatto un tuffo nel suo passato alla Juventus, raccontando cosa rendeva quel club diverso rispetto agli altri team in cui ha militato. Lichtsteiner ha sottolineato con fermezza come la mentalità vincente fosse il vero elemento distintivo della società torinese:

“Alla Juventus vinci cinque scudetti e non basta, vogliono sempre il sesto. È una pressione costante che parte dai tifosi, passa per la società e arriva fino ai giocatori. Serve molto più di un semplice talento per emergere in un contesto del genere. Capisci cosa cambia tra un giocatore normale e un campione proprio dalla quantità e qualità dei trofei conquistati”.

In quegli anni in panchina sedeva Antonio Conte, oggi al timone del Napoli, a cui Lichtsteiner riconosce un enorme merito nel plasmare lo spirito competitivo della squadra: “Ho tantissimi ricordi legati a quel periodo. Ricordo soprattutto i numerosi allenamenti in cui ripetevamo fino allo sfinimento le stesse giocate, lavoravamo ogni dettaglio senza mai mollare. Antonio aveva la certezza assoluta sin dal primo giorno: saremmo stati noi a vincere. È un allenatore che ti trasmette la cultura della vittoria, ti insegna con convinzione che ‘vincere è l’unica cosa che conta’ e con lui non sono parole vane. Fa di tutto per portarti al successo e tu gli dai ascolto, perché sai che accadrà esattamente come dice”.

Lichtsteiner ha poi raccontato come Conte sia stato fondamentale nel forgiare il suo carattere in campo, a tratti trasformandolo: “Il suo insegnamento più grande è stato quello di farmi diventare cattivo in campo, più di ogni altro allenatore. Quando scendevo in campo, mi trasformavo. So bene che anche gli arbitri non erano sempre contenti di dovermi gestire, così come non lo erano gli allenatori avversari. Non ero certo uno dei giocatori più facili da trattare, non parlavo con nessuno e giocavo con un’intensità che a volte risultava ingestibile”.

Parole che testimoniano come Antonio Conte, attuale guida tecnica del Napoli, abbia lasciato un segno indelebile nella carriera di Lichtsteiner, trasmettendogli una mentalità di ferro necessaria non solo per competere in Serie A, ma per dominare sul palcoscenico nazionale, e non solo. Il Napoli, guidato da Conte, punta proprio a questa cultura della vittoria, ambendo a imporsi nel campionato italiano con la stessa determinazione che Lichtsteiner ha vissuto nel suo periodo bianconero.

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mercoledì 8 aprile 2026

Kvaratskhelia meglio di Dembelé: numeri pazzeschi in Champions

È impossibile non restare impressionati dalla prestazione di Khvicha Kvaratskhelia nella sfida di Champions League tra PSG e Liverpool. Il talento georgiano, protagonista con il suo gol decisivo che ha fissato il punteggio sul 2-0 nel match d'andata dei quarti di finale, conferma ancora una volta di giocare una Champions League da autentico protagonista. Una serata da incorniciare per il numero 77 parigino, capace non solo di trovare la rete ma di essere la spina nel fianco della difesa reds per tutti i 90 minuti.

Con quella di oggi, Kvaratskhelia è diventato il primo giocatore del PSG a segnare per quattro gare consecutive nella fase a eliminazione diretta della Champions League. Un record importante che sottolinea la continuità e l’impatto decisivo che il classe 1999 ha nei momenti più delicati della competizione europea. Un premio meritatissimo gli è arrivato dalla UEFA, che lo ha incoronato Man of the Match, grazie a numeri fenomenali: 1 gol con 1.12 xGOT, 93% di passaggi riusciti, 7 duelli vinti e 6 progressioni palla al piede. Dati che testimoniano una prestazione dominante dal punto di vista tecnico e atletico.

Il suo impatto nel PSG è innegabile, e il Parco dei Principi si lecca le ferite per una stagione europea che rischia di complicarsi, soprattutto in vista del ritorno in casa del Liverpool. Ma chi conosce bene l'ex Napoli sa che Kvaratskhelia non è nuovo a queste imprese. In questa stagione di Champions League, l'ala georgiana ha segnato 8 gol e fornito 5 assist in appena 12 partite, confermandosi un elemento chiave del progetto tecnico di Antonio Conte al PSG.

La lista dei suoi contributi è lunga e variegata: gol all’Atalanta nel 4-0 del 17 settembre, un gol e un assist nel convincente 7-1 rifilato al Bayer Leverkusen, assist nella vittoria per 5-3 contro il Tottenham, rete anche nella sconfitta contro lo Sporting Lisbona, assist preziosi nel pareggio con il Newcastle, gol nel 2-2 a Monaco, così come una doppietta e un assist nella doppia sfida contro il Chelsea negli ottavi di finale, senza dimenticare la recente rete contro il Liverpool. Le sole tre partite in cui è rimasto a secco sono state contro Bayern Monaco, Athletic Bilbao e nell'andata del playoff contro il Monaco.

A soli 25 anni, Kvaratskhelia – che conta 13 gol e 8 assist in 39 presenze stagionali – dimostra una maturità incredibile e un talento in continua crescita, con davanti a sé una carriera destinata a grandi traguardi in una squadra di altissimo livello come il PSG. Un elemento che sta ricoprendo un ruolo fondamentale nella rinascita dei parigini, soprattutto sotto la guida di Antonio Conte.

Un confronto che rende ancora più evidente la classe di Kvaratskhelia riguarda un altro attaccante di spicco del PSG, il francese Ousmane Dembélé, uno dei pochi campioni nella rosa parigina ad aver vinto il Pallone d'Oro. Tuttavia, i numeri del francese in Champions League non sono altrettanto brillanti: 2 gol e 1 assist in 493 minuti giocati, spesso limitati da problemi fisici e diverse assenze. Dembélé ha giocato da titolare in 5 delle 9 gare sinora disputate, ma ha dovuto saltare 4 match, cifre nettamente inferiori rispetto all’instancabile Kvaratskhelia.

In una stagione europea che entra nel vivo, Kvaratskhelia ha confermato di essere una vera e propria arma in più per il PSG, un talento capace di rispondere presente nelle sfide importanti, sempre con il gol o la giocata decisiva. Napoli, città che lo ha visto crescere e brillare, può ben vantarsi di aver lanciato un astro destinato a lasciare un segno significativo anche nel calcio continentale.

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Calciomercato 8 aprile: tutte le trattative e indiscrezioni

MOTTA E IL NAPOLI: SMENTITA NETTA. RENZI LONTANO DALLA FIORENTINA. RINNOVI ROMA IN SOSPESO

Nel recente panorama calcistico italiano, molte voci hanno agitato mercato e panchine, ma alcune conferme sono arrivate proprio dagli ambienti più diretti. Dopo la scomparsa di Rocco Commisso lo scorso 16 gennaio, si erano rincorse indiscrezioni su un possibile ingresso di Matteo Renzi, ex premier e senatore, alla presidenza della Fiorentina attraverso un innesto in società di nuovi azionisti. Lo stesso politico ha però spento sul nascere queste ipotesi: “Tutte voci. La famiglia Commisso ha già detto che non vende. Finché sarà così, alé Viola. Quando si dimise Pradè mi permisi di suggerire di prendere qualcuno che capisse di calcio. Ancora non è finita, ma aver rimesso un po’ d’ordine ha dato i suoi frutti”.

Nel frattempo, si delineano altre situazioni di mercato con risvolti importanti. Il futuro difensore Benjamin Pavard non vestirà la maglia dell’Olympique Marsiglia oltre questa stagione. Arrivato in prestito dall’Inter - allora allenata da De Zerbi - con diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro, il francese ha faticato a convincere tifosi e società, soprattutto a causa di prestazioni deludenti e atteggiamenti che hanno alimentato la tensione interna.

Sul fronte Lazio, la società capitolina guarda con interesse al calcio argentino, attenzionando giovani talenti emergenti. Tra i nomi più caldi spicca Lautaro Rivero, classe 2003 del River Plate, già inserito nel giro della nazionale argentina maggiore. In orbita biancoceleste ci sono anche Tobias Ramirez, classe 2006, cresciuto nell’Argentino Junior e acquistato di recente dai Millionarios per 4,3 milioni di euro, e Kevin Lomonaco, 2002, attualmente all’Indipendiente, profili seguiti con attenzione per rafforzare il reparto difensivo e di centrocampo.

Uno dei temi più discussi riguarda le voci su un possibile approdo di Thiago Motta sulla panchina del Napoli. A mettere un punto su queste speculazioni ci ha pensato Dario Canovi, padre dell’agente del tecnico italo-brasiliano, intervenuto a Radio Tutto Napoli: “Per sapere se c’è il gradimento di Thiago bisognerebbe chiederlo a lui. Io non ci ho parlato e nemmeno mio figlio ha avuto contatti. Non c’è nulla di concreto, e se ci fosse stato qualcosa, lui ci avrebbe avvisati”. Canovi ha inoltre ricordato un precedente contatto nel 2023: “Ci fu un approccio tra De Laurentiis e Thiago, ma senza sviluppi. Era uno dei tanti sondaggi fatti per trovare un allenatore”. Da sottolineare che, per quanto riguarda il Napoli, la guida tecnica è attualmente affidata ad Antonio Conte.

Sul fronte mercato azzurro, il nome di Richard Rios, centrocampista del Benfica, è considerato il primo obiettivo nel reparto di centrocampo che il Napoli intende rinforzare in vista della prossima stagione. Pur non essendo ancora state formalizzate offerte ufficiali né al giocatore né al club portoghese, i primi contatti esplorativi tra le parti sono già stati avviati, confermando un interesse concreto.

Alla Roma sono stati temporaneamente congelati i rinnovi contrattuali. Tra i giocatori coinvolti ci sono anche Gianluca Mancini e Bryan Cristante, sui quali si prevedeva una firma imminente. La società ha deciso di prendersi alcune settimane di riflessione per valutare l’andamento del finale di stagione e definire la programmazione tecnica futura, rinviando quindi le decisioni su nuovi accordi a lungo termine.

In Brasile, l’Atlético Mineiro spinge con decisione per l’acquisizione definitiva di Ruan Tressoldi, attualmente in prestito fino a metà stagione. L’operazione potrebbe chiudersi su una cifra di circa 3,5 milioni di euro, anche se le parti non hanno ancora comunicato dettagli ufficiali.

Situazione in evoluzione anche per Guillermo Maripan, difensore del Torino con contratto in scadenza il 30 giugno. Le trattative per rinnovare non hanno mai preso realmente quota, mentre dalla stampa cilena emergono ipotesi di un ritorno in patria, con il River Plate che osserva con interesse.

NOTIZIE DAL CALCIO INTERNAZIONALE E ALTRI AMBITI

Il Lorient ha ufficializzato la separazione dal tecnico Olivier Pantaloni al termine della stagione. La decisione, maturata da tempo, è stata confermata dallo stesso allenatore in un’intervista a Ouest-France, poco prima dell’uscita ufficiale del club.

In Germania, il Borussia Dortmund ha quasi chiuso un’ottima stagione, con il secondo posto ormai virtualmente assicurato, e si prepara a focalizzarsi sull’organico della prossima annata. Il direttore sportivo Lars Ricken, ai microfoni di Sport Bild, ha spiegato: “La priorità è rinforzare la difesa, vista la partenza di Niklas Süle e l’infortunio al crociato di Emre Can. Dobbiamo anche sostituire la qualità offensiva di Julian Brandt, senza però azzardare investimenti eccessivi”. Ricken ha altresì escluso un cambiamento per il ruolo di centravanti, convinto dall’attuale coppia Serhou Guirassy e Fabio Silva, e ha confermato che le piste su Fisnik Asllani e Nick Woltemade non si concretizzeranno. Sul fronte esterni, resta viva l’attenzione su possibili rinforzi, tra cui nomi importanti come Jadon Sancho: “Valutiamo se può migliorare la squadra, come per altri giocatori”.

A Lisbona continua a circolare con insistenza il nome di Ruben Amorim quale possibile sostituto di José Mourinho sulla panchina del Benfica. Sebbene non vi siano trattative ufficiali, il tecnico portoghese è finito sotto pressione, con contestazioni anche dopo l’eliminazione in Champions League asiatica. Il gradimento per Amorim da parte di una parte della tifoseria è alto, ma la questione resta spinosa: l’allenatore ha infatti costruito i suoi recenti successi con lo Sporting, storico rivale del Benfica, con due scudetti vinti e lascia un’eredità complessa. In caso di addio anticipato di Mourinho, il presidente Rui Costa dovrà vagliare con attenzione tutte le opzioni.

Nel calcio saudita, Okan Buruk emerge come uno dei potenziali candidati alla panchina dell’Al Ittihad. Il tecnico turco, che ha recentemente rifiutato un’offerta del Tottenham, rimarrà al Galatasaray fino a fine stagione prima di valutare il futuro. Buruk vanta un’esperienza significativa con club di alto livello, avendo guidato giocatori importanti come Mauro Icardi e Victor Osimhen e conquistato titoli nazionali, oltre a una storica vittoria in Champions League contro la Juventus. Nel frattempo, Sergio Conceicao, attuale allenatore dell’Al Ittihad, è finito nel mirino degli ultras ed è sotto pressione: “Ho una famiglia, amico mio. Non sono felice di questo momento – ha dichiarato nella recente contestazione – ma prometto che continueremo a lottare”. Si attendono sviluppi entro giugno, mese in cui il tecnico potrebbe aprire a nuovi scenari visto l’interesse di diversi club.

Infine, sempre verso l’Inghilterra va la notizia del Tottenham, che dopo aver annunciato Roberto De Zerbi come nuovo allenatore ha ufficializzato anche lo staff tecnico che lo accompagnerà. Fra i nuovi ingressi all’interno dello staff degli Spurs ci sono Marcattilio Marcattili, che ricoprirà il ruolo di preparatore atletico, e Marcello Quinto, allenatore senior per lo sviluppo professionale. Entrambi hanno già lavorato con De Zerbi, rispettivamente dal 2015 e negli ultimi tre anni tra Brighton e Marsiglia. Con loro rimangono nel team tecnico anche Bruno Saltor e Andreas Georgson come vice, Cameron Campbell per lo sviluppo individuale, Fabian Otte preparatore dei portieri e il supporto di Stuart Lewis e Dean Brill.

Concludiamo segnalando il futuro incerto di Mahmoud Dahoud, centrocampista tedesco in uscita dall’Eintracht Francoforte. Il giocatore terminerà la sua avventura con il club tedesco al 30 giugno 2026, dopo che entrambi hanno deciso di non rinnovare il contratto in scadenza, sancendo una separazione consensuale.

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