lunedì 15 settembre 2025

Acerbi: "La chiamata dell'Inter un segnale. Non è facile, per starci devi meritartelo ogni giorno"

Francesco Acerbi si è raccontato nella parte interna di un libro autobiografico, che si intitola "Io, Guerriero". Sul Corriere dello Sport stamattina è uscita un'anteprima, che riguarda il momento del suo arrivo a Milano. Appresso l'estratto pubblicato dal solito: "Allorchè è arrivata la chiamata dell’Inter, nel 2022, molti hanno storto il naso. C’era chi parlava di 'giocatore a fine corsa', chi sottolineava l’età, chi si chiedeva se fossi tuttavia all’altezza di un club in questo modo. Lo so bene. Non è facile far cambiare idea a chi ha già deciso chi sei. Nel calcio funziona in questo modo: ti incasellano, ti etichettano e dopo si aspettano che tu resti sempre lì, all’interno di quella definizione. La memoria è molte volte corta: conta più l’ultima stagione che tutta la strada fatta prima.

Io viceversa quella chiamata l’ho vissuta come un segnale. Alla Lazio, allenata da Sarri, non avevo avuto una stagione brillante e, in più, con parte della tifoseria c’erano state incomprensioni. Sapevo di essere giunto a un bivio: o accettavo di scivolare lentamente verso il tramonto, o mi rimettevo in gioco davvero, senza alibi. Dopo tutto ciò che avevo passato – la malattia, la rinascita, la Nazionale – sentivo di essere pronto. Non per dimostrare qualche cosa agli altri, ma a me stesso. Si era parlato di un interesse da parte del Napoli, del Marsiglia, ma allorchè arrivò la chiamata dell’Inter sapevo che era quella giusta. Mi dissi: 'Francesco, questa è la tua opportunità per giocare nel club che hai sempre guardato con rispetto, quasi con soggezione. A questo punto sei qui. Tocca a te'. La maglia nerazzurra l’avevo vista per anni da avversario. Con rispetto, sì, ma pure con quel pizzico di timore che è d’obbligo allorchè affronti squadre abituate a giocare finalizzato alla vittoria.

Mi chiedevo: 'Chissà come dev’essere stare lì dentro, respirare quell’aria ogni giorno”. Dopo, all’improvviso, ci sono entrato. E la realtà era tuttavia più intensa di quanto avevo immaginato. Più bella, ma pure più dura. Perché all’Inter non basta esserci: devi meritartelo ogni giorno. L’approccio non è stato semplice. Allorchè entri in uno spogliatoio come quello nerazzurro, ogni sguardo pesa. Lì si respira ambizione, si sente la pressione delle aspettative. Devi dimostrare subito di essere all’altezza, pure se hai esperienza, pure se hai un passato importante. Non basta ciò che hai fatto prima. Conta ciò che fai ora. Non mi sono mai tirato indietro. Ho ascoltato, osservato, e dopo ho iniziato a parlare il mio linguaggio: quello del campo. L’allenamento, la concentrazione, la corsa. Giorno dopo giorno, ho lasciato che il mio modo di stare dentro il calcio parlasse per me. Mi sono guadagnato la fiducia di Inzaghi e quella dei compagni. Non con frasi a effetto, ma con la serietà, con la coerenza, con l’affidabilità. Allorchè sai che puoi contare su qualcuno, lo capisci in silenzio. E io volevo essere esattamente quello: uno su cui poter contare, senza fronzoli".

Image:Getty Segui le Ultime News Calciomercato Napoli Segui le Ultime Notizie Napoli Calcio https://napolicalcio24.com/2025/09/15/acerbi-la-chiamata-dellinter-un-segnale-non-e-facile-per-starci-devi-meritartelo-ogni-giorno/?feed_id=93689&_unique_id=68c84ee6f1d2f

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