Il Torino ha movimentato il calciomercato di gennaio 2026 con un’attività piuttosto intensa, soprattutto sul fronte difensivo, confermando l'intenzione di rifondare il reparto arretrato senza però stravolgere l’intera rosa. La sessione invernale si è chiusa ieri, e nonostante alcune partenze importanti come quelle di Kristjan Asllani e Cyril Ngonge – entrambi arruolati da squadre di primo piano – la squadra granata è riuscita a mettere a segno una serie di innesti mirati.
La difesa è stata senza dubbio il reparto maggiormente rivoluzionato: i nuovi acquisti Luca Marianucci, Rafa Obrador ed Enzo Ebosse sono arrivati con l’obiettivo di dare una scossa a un reparto che finora ha faticato a trovare continuità. Sarà interessante scoprire chi tra loro riuscirà a conquistare un posto da titolare in un sistema tattico che ormai vede il Torino schierarsi con un 3-4-1-2. Il centrocampo invece è rimasto quasi immutato, fatta eccezione per Matteo Prati, acquistato dal Cagliari e subito considerato un elemento importante per la linea mediana granata. In avanti, infine, non si registrano novità particolari, con il reparto offensivo guidato da Marko Pjaca e Giovanni Simeone che resta praticamente intatto.
Per quanto riguarda gli acquisti, il Torino ha puntato su un mix di giovani promesse e giocatori già pronti. Tra i nuovi arrivati figurano:
- Alessio Raballo (attaccante, acquistato dalla Cremonese, il cui prestito però è terminato)
- Sandro Nascimento (centrocampista, dallo Sporting Lisbona, a titolo definitivo)
- Enzo Ebosse (difensore, dall’Udinese, in prestito)
- Keyon Ewurum (centrocampista, dal Valletta, in prestito)
- Sandro Kulenović (attaccante, dalla Dinamo Zagabria, in prestito)
- Luca Marianucci (difensore, dal Napoli, in prestito)
- Matteo Prati (centrocampista, dal Cagliari, in prestito)
- Rafa Obrador (difensore, dal Benfica, in prestito)
- Daniel Tonica (difensore, dal Legnago Salus, a titolo definitivo)
- Feder Rivas (difensore, dall’Atlético Nacional, a titolo definitivo)
Il fronte cessioni ha invece interessato diversi giocatori, tra cui spiccano le partenze di Asllani e Ngonge, entrambi riscattati rispettivamente dall’Inter e dal Napoli, oltre ad alcuni trasferimenti minori e prestiti volti a consentire a giovani talenti di maturare altrove:
- Alessio Raballo (ripreso in prestito dall’Empoli)
- Adam Masina (svincolato)
- Ali Dembélé (Mantova, in prestito)
- Cyril Ngonge (napoli, fine prestito)
- Kristjan Asllani (Inter, fine prestito)
- Gioacchino Barranco (Vis Pesaro, prestito)
- Senan Mullen (Bohemian, prestito)
- Mihai Popa (Cluj, a titolo definitivo)
- Côme Bianay Balcot (Mantova, prestito)
- Francesco Dell'Aquila (Pontedera, prestito)
Per chiarire la sigla usata nelle operazioni di mercato: (A) indica attaccanti, (C) centrocampisti, (D) difensori, (P) portieri; PRE è per i prestiti, FP per il fine prestito e DEF per le cessioni definitive, mentre SVI segnala i giocatori svincolati.
Il Torino scenderà in campo con un modulo 3-4-1-2 che vede Paleari tra i pali; in difesa, la linea a tre sarà composta da Marianucci, Maripan e Coco. A centrocampo, confermati Lazaro e Casadei sulle fasce, con Prati e Obrador a dirigere il cuore del reparto. In attacco, spazio al trequartista Vlasic dietro la coppia offensiva formata da Adams e Simeone, chiamati a portare i gol necessari a garantire la salvezza e ambire a una posizione di metà classifica.
In termini di giudizio finale, il calciomercato del Torino riceve un voto di 6, una valutazione che denota una sessione all’insegna della concretezza più che delle grandi rivoluzioni. La società ha mantenuto l’equilibrio tra programmazione e necessità immediate, puntando sulle solide basi costruite da Antonio Conte, il tecnico chiamato a rilanciare la squadra nel campionato di Serie A.
Resta da vedere se gli innesti di gennaio saranno sufficienti per alzare l’asticella dei risultati e dare al Torino la spinta per conquistare posizioni più ambiziose nella stagione 2025/2026.
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