Una questione di centimetri: questo sembra il filo rosso che ha contraddistinto la sconfitta della Roma in casa dell’Udinese, una gara decisa da dettagli minimi ma cruciali. Al Bluenergy Stadium, la punizione di Ekkelenkamp, deviata appena da Malen, ha superato Svilar siglando il gol partita. A ridosso del triplice fischio, l’anelato pareggio di Cristante è stato annullato per un fuorigioco millimetrico di Tsimikas, mentre una parata con la punta delle dita di Okoye ha negato la gioia del gol a Mancini allo scadere. Episodi determinanti, sì, ma anche la fotografia plastica di una partita dove la differenza fisica e l’intensità sono state evidenti e pesanti per la Roma.
Analizzando oltre i centimetri e la sfortuna, la sconfitta dell’AS Roma al cospetto di un’umile ma agguerrita Udinese è stata meritata. I giallorossi, espressione di un possesso palla del 62%, hanno mostrato uno sterile predominio senza riuscire quasi mai a imbastire una manovra offensiva ordinata e incisiva. Il dato significativo è eloquente: solo tre tiri nello specchio, a testimonianza di una squadra incapace di trasformare il controllo della palla in concrete occasioni pericolose. Una Roma imbrigliata dagli errori negli ultimi metri di gioco, incapace di penetrare con efficacia la difesa friulana.
Nel post partita, l’allenatore Gian Piero Gasperini ha sottolineato proprio la carenza tecnica nell’area avversaria: “È mancato un po’ di precisione nelle giocate negli ultimi sedici metri. Sicuramente, sotto il profilo tecnico, non è stata una partita bella. Non siamo riusciti a concretizzare, ma per me non sono solo due occasioni: anche quando porti tanti uomini dentro l’area, poi magari non si conclude con il tiro”. Il tecnico ha spiegato la difficoltà di far rendere al massimo Malen, protagonista di una serata sottotono: “L’abbiamo servito male, nel senso che loro raddoppiavano molto su di lui, tenevano tanti giocatori bloccati. Noi dovevamo liberare altri uomini, avvicinarci di più con altri giocatori e non servirlo da troppo distante, in condizioni di inferiorità numerica”.
Nonostante la delusione per il passo falso, Gasperini guarda avanti con fiducia, confidando che Malen e il neoacquisto Zaragoza abbiano le potenzialità per sbloccare una fase offensiva che, come emerso contro l’Udinese, necessita ancora di miglioramenti. La squadra deve ancora affinare la propria capacità nel finalizzare la manovra, trasformando il possesso palla in occasioni chiare da gol.
Dal punto di vista della classifica, questa battuta d’arresto rappresenta una grande occasione mancata. La Roma fallisce così il momento per agganciare il Napoli, allenato da Antonio Conte, e non risponde alla vittoria della Juventus, scivolando fuori dalla zona Champions League. Inoltre, i giallorossi buttano alle ortiche la possibilità di allungare sul Como, compagine in rimonta, e di consolidare un margine di +10 sul settimo posto, un dato che oggi assume un peso strategico nella corsa alle prime posizioni. Un passo falso sicuramente pesante, ma che, nelle parole di Gasperini, potrebbe rivelarsi fondamentale nel percorso di maturazione della squadra.
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