Napoli e fisicità: il commento di Corrado Saccone
Intervenuto ai microfoni di Radio Napoli Centrale, Corrado Saccone, ex preparatore atletico del Napoli, ha analizzato con grande competenza la difficile situazione fisica che sta attraversando il Napoli di Antonio Conte. La squadra partenopea, pur navigando tra alti e bassi, sembra costantemente alle prese con numerosi infortuni che ne condizionano il rendimento settimanale.
Secondo Saccone, non esiste una sola causa scatenante: “Non c'è una causa principale. Sì, si gioca tanto, ma squadre come Bayern Monaco o Manchester City non registrano tutte queste problematiche fisiche. Si tratta di una sommatoria di fattori concomitanti. Probabilmente c’è stata qualche proposta di allenamento o una metodologia che non è stata assimilata al meglio dai giocatori, generando uno stress psicofisico importante”.
Il discorso si allarga poi alla gestione degli impegni della stagione: “Non è semplice chiedere di ridurre le partite - evidenzia Saccone - considerando i diritti televisivi e gli altissimi ingaggi, come nel caso di un tecnico che guadagna 8,5 milioni di euro all’anno. Oggi, grazie ai sistemi Gps e alle valutazioni satellitari, il monitoraggio degli atleti è molto più preciso rispetto al passato. Con Benitez, quando ero in squadra, si giocava spesso ogni tre giorni, ma non abbiamo mai avuto un numero così elevato di infortuni. La chiave è lavorare con attenzione sul recupero e valutare con rigore la proposta di allenamento”.
Saccone entra poi nel dettaglio anche delle dinamiche legate agli infortuni in campo, soffermandosi sul recente caso del capitano del Napoli, Giovanni Di Lorenzo, che ha subito un’operazione al piede: “Certe regole di gioco imposte, come quella che costringe i calciatori a mantenere le braccia dietro al corpo nei salti, per me sono assurde e rischiose. Saltare con le braccia aperte riduce le probabilità di infortunio, ma non è una regola fissa che saltare con le braccia chiuse porti necessariamente a infortuni. Questo obbligo può però diventare un fattore di rischio ulteriore”.
Infine, Saccone ha approfondito anche il percorso di recupero di Lorenzo Insigne, chiamato a ritrovare forma e continuità nella nuova avventura con il Pescara in Serie B: “Sicuramente giocare con regolarità aiuta a ritrovare ritmo e condizione agonistica. Lo dimostra il caso di Lukaku, fermo a lungo e ora in fase di rilancio. Il tempo necessario per tornare al top dipenderà molto dalla gestione muscolare del giocatore. Per avere certezze sui tempi di recupero servono pazienza e un attento lavoro quotidiano in allenamento”.
Il Napoli, dunque, guidato da Antonio Conte, dovrà affrontare con attenzione e rigore i prossimi mesi per fronteggiare questa delicata questione legata agli infortuni che rischia di compromettere la corsa in Serie A e in Champions League. La gestione atletica diventa un tema centrale per mantenere competitiva una rosa di qualità e ambizioni elevate.
Nessun commento:
Posta un commento